Il design giapponese in mostra a Milano
La mostra ‘Origin of Simplicity. 20 Visions of Japanese Design’, all’ADI Design Museum di Milano, fino al 9 giugno espone oltre 150 opere di artisti e designer giapponesi dagli Anni ’60 a oggi per illustrare un’idea di semplicità che mette insieme sapere artigianale e rispetto per la natura.
Fino al 9 giugno 2024, l'ADI Design Museum di Milano ospiterà la mostra "ORIGIN of SIMPLICITY. 20 Visions of Japanese Design", un evento imperdibile per gli appassionati del design giapponese. Curata da Rossella Menegazzo, storica dell'arte e esperta di cultura giapponese, e con un allestimento ideato dal celebre designer Kenya Hara, la mostra offre un viaggio tra tradizione e innovazione attraverso oltre 150 opere mai esposte prima in Italia. L'esposizione mette in luce l'essenzialità delle forme, la cura dei dettagli e l'originalità del design giapponese, evidenziando come questi elementi si coniughino con avanzate ricerche tecnologiche e ingegneristiche.
La mostra, prodotta in collaborazione con la Ishibashi Foundation di Tokyo e supportata da partner come UNIQLO Italia e NTT DATA, offre una panoramica unica sul rapporto tra il design giapponese e il Made in Italy. Ogni sezione, concepita come un "albero" all'interno di una foresta, raggruppa opere che esprimono qualità specifiche del design nipponico, fornendo al visitatore una chiave di lettura per comprendere concetti come "ku" (vuoto), "ma" (spazio), "wabi" (povertà) e "sabi" (consunzione).
L'evento promette di essere una celebrazione dell'artigianalità e della filosofia giapponese, mostrando come la semplicità e l'armonia con la natura siano alla base di una tradizione secolare, capace di innovare senza perdere il legame con le proprie radici.
Architetti & Designer: Marco Piva
È un archistar, conosciuto per i progetti di avveniristici edifici. Qui ne ripercorriamo il lavoro di product designer, partendo da una collezione disegnata oltre 40 anni fa!
È un archistar, conosciuto per i progetti di avveniristici edifici. Qui ne ripercorriamo il lavoro di product designer, partendo da una collezione disegnata oltre 40 anni fa!
Dal 1990 il suo Studio, attivo in tutto il mondo, progetta hotel, raffinati edifici abitativi e commerciali, luoghi pubblici, case di pregio. E prodotti per i migliori brand. Ma la storia ha inizio prima, negli Anni ’80...
Per ripercorrere la sua storia come designer siamo partiti da lontano, dal 1982... Rivedendo il suo progetto dei Mobili in Colore che cosa le torna alla mente?
Ricordare il 1982 è per me una grande emozione: è come tornare all’inizio di un bellissimo e avventuroso percorso di ricerca, di sperimentazione e di generazione di idee, di eventi e di produzioni libere da vincoli di carattere funzionali e formali che avevano fortemente caratterizzato il mondo del Design prima dell’avvento del fenomeno 'Radical Design'.
Erano gli anni di Studiodada, lo Studio fondato da lei assieme ad altri cinque giovani architetti, ma anche del Gruppo Memphis di Sottsass e di altre esperienze di lavoro collettivo...
Erano i tempi di Memphis, di Alchimia, di Superstudio, di Archizoom, e Studiodada era il nostro contenitore di ricerca, un team di architetti e designers che tentavano nuove strade concettuali e formali. Abbiamo giocato con i materiali, con i colori, con le forme, con la possibilità di interazione tra prodotto e utente, caricando gli oggetti di una loro 'anima', di una loro capacità di emozionare. La Mostra “L’interno dopo la forma dell’utile” organizzata da Alessandro Mendini presso la Triennale di Milano costituì per Studiodada una pietra miliare sulla via di un vasto e complesso processo rigenerativo del nostro 'fare design' con la collezione Mobili, Ceramiche e Tessuti in Colore con Brunati, Ceramica Gabbianelli e tessuti Marcato.
Cosa è rimasto oggi del Radical design?
Del Radical Design oggi rimane l’esempio di una trasgressione 'propositiva', un’azione di revisione di elementi consolidati dalla confortante consuetudine di uno 'stile' generalmente condiviso a favore di nuove avventure concettuali. Nel mio lavoro di ogni giorno, ad ogni scala di progetto, ho mantenuto vivo quello spirito critico che mi consente di indagare a fondo le ragioni e le modalità di sviluppo di ogni singolo progetto... 'Dal cucchiaio alla città' come diceva Ernesto Nathan Rogers.
Da studente, quali erano i suoi punti di riferimento nel mondo dell'Architettura?
Da studente ho avuto la fortuna di incontrare i padri del Design italiano, Ponti (me lo presentò mio padre quando ero ancora un bambino) Magistretti, Castiglioni, Zanuso, Albini e la grande Franca Helg, Paolo Portoghesi, Gregotti. Personaggi diversi per idee, produzioni e cultura del progetto.
Nei suoi corsi universitari al Politecnico e in altre università di tutto il mondo, che consigli dà agli studenti?
Quando in Facoltà partecipai all’ introduzione al Corso di Architettura fu per me un momento fantastico. Alberto Rosselli, genero di Ponti e grande architetto, ci disse: “Guardatevi attorno e ricordate che solo il 4% di voi riuscirà a fare la professione di architetto”: puro terrore, ma anche una grande e appassionante sfida. Ai miei studenti, ovunque nel mondo, dico che devono scoprire il tesoro che custodiscono dentro di loro e che non deve essere necessariamente la creatività compositiva, ma che può essere invece una delle molte altre attitudini sempre più strategiche nel contesto del Design contemporaneo, quali ad esempio la capacità di gestire, coordinare, comunicare e pianificare il progetto. Oggi la scuola deve preparare gli studenti ad affrontare un mondo in cui la complessità è data non solo dai contenuti formali e tecnici di un progetto ma anche dagli aspetti economici, sociali ed etici legati allo sviluppo del processo dal concetto alla sua realizzazione.
Lei è conosciuto in tutto il mondo anche per i suoi progetti di urban design e per gli avveniristici edifici progettati in Cina e non solo. È d'accordo con Jean Prouvé che diceva che 'non c'è differenza tra la costruzione di un mobile e quella di un immobile'?
Sono d’accordo con Jean Prouvé per quanto attiene ai processi costruttivi, ogni area progettuale ha i suoi sistemi costruttivi e questi sono sovente tra loro coerenti. Per quanto riguarda gli aspetti concettuali invece trovo vi siano più similitudini nella definizione di sintesi di una forma architettonica e della forma di un oggetto d’uso differentemente da quanto avviene per l’architettura degli Interni, degli elementi di arredo o dei sistemi di gestione tecnologica degli spazi che richiedono un lavoro molto più dettagliato, articolato e multidisciplinare già dai primi momenti di sviluppo del progetto.
Quando la definiscono 'archistar' cosa pensa?
Quando mi sento chiamare archistar considero la cosa in modo propositivo e stimolante e mi dico che devo impegnarmi sempre di più, ogni giorno, attraverso il mio lavoro, la mia dedizione e creatività.
Come architetto, crede che l'essere italiano sia un valore aggiunto quando si confronta con committenti stranieri, o quello dell'architettura oggi è un mondo globalizzato in cui il background e le origini passano in secondo piano?
Essere architetto italiano nel mondo è un valore unico. Anche se con alcune carenze, le nostre Università e i nostri Politecnici hanno generato e tuttora generano professionisti di alto livello dotati della capacità di passare da una scala di progetto all’altra in una continuità concettuale e di governo del processo che altri non hanno. Molte volte i miei Clienti esteri si sono sorpresi della nostra capacità di governo del processo progettuale dal Masterplan all’architettura fino all’Interior Design con la piena capacità di dialogo con gli investitori, gli sviluppatori, gli ingegneri civili e impiantistici, con le Commissioni del Paesaggio, con le Sovrintendenze e con gli specialisti del Marketing.
Un altro campo in cui il suo Studio è molto attivo è quello della progettazione per l'hospitality (tra gli ultimi lavori c'è la riqualificazione di Palazzo Cordusio, a Milano, trasformato in un Hotel Melià a 5 stelle, ma ricordiamo anche la ristrutturazione e l'ampliamento dell'Hotel Gallia, sempre a Milano). Quanto è importante oggi questo settore?
L’attività del mio Studio nell’area tematica legata al turismo e all’ospitalità è continuativa ed intensa. È il territorio di progetto che mi affascina e attrae particolarmente perché sono un viaggiatore nato, sono attratto dall’idea del viaggio, della scoperta dei luoghi e delle diverse culture, dei territori e dei paesaggi. Gli alberghi oggi sono, nella mia concezione, 'apparati abitativi polifunzionali', sono luoghi speciali dove le culture di chi ospita e di chi viene ospitato vengono a contatto e possono così creare nuove sinergie, contaminazioni, idee: l’hotel è a mio parere sia in Italia che all’estero un hot-spot culturale privilegiato in qualsiasi luogo esso venga collocato.
C'è ancora qualcosa che non ha progettato e su cui le piacerebbe lavorare?
Mi dovrò confrontare presto con un tema che non avevo ancora affrontato: un luogo di culto, una chiesa. Ma a livello di ricerca sto lavorando ad un modello di stazione lunare permanente. Un complesso polifunzionale “off world”! Chissà…!.
Inventiamo una nuova realtà, saremo protagonisti del nostro oggi, per costruire un domani di meraviglia e stupore da regalare a chi verrà dopo di noi.
1982 - Coll. Mobili in Colore [Brunati]
2010 - Libreria Brera [Altreforme]
2017 - Tappeto coll. Cave [Sahrai]
2018 - Lavabo Tao [Kreoo]
2019 - Credenza Fire [Riva1920]
2019 - Lampada Gravity [Italamp]
2021-22 - Calorifero Parenthesis [Caleido]
2022 - Poltrona Nido [Rever]
2023 - Tavolo Alexander [Horm]
2023 - Vasi Bloom [Venini]
2024 - Sedie Aurelia [BBB Italia]
Made with Love: Oliena
Vi portiamo in giro per l’Italia alla scoperta di piccole eccellenze in stile CF.
I social non soltanto danno spunti creativi, a volte ampliano anche le prospettive professionali. Marta Congiu, mamma giovanissima di due figli ormai adolescenti, ha sempre amato i lavori manuali, in particolare l’uncinetto. Poi, cercando idee su Pinterest, ha scoperto il macramè. «L’ho subito sentito come qualcosa di mio, anche se non sapevo niente dei nodi. Una decina d’anni fa in Italia non c’era molta informazione, cercavo i tutorial su Google. A Oliena, dove abito, e nella vicina Nuoro, era impossibile reperire i materiali» racconta.
Ma chi la dura la vince e la passione autodidatta, indirizzata nel 2018 con un corso a Nuoro, è diventata Queen Macramè, il brand con cui realizza tende, cornici per specchi, amache (anche per gatti), runner, lampadari e portapiante, a tutta creatività.
Che cosa ti piace del macramè?
I nodi permettono di creare veramente di tutto, l’unico limite è... la mancanza di fantasia! Il mio punto forte sono le tende, che realizzo anche di grandi dimensioni, e gli arazzi. È un lavoro super creativo, qualunque cosa mi ispira, anche il disegno delle cementine di un vecchio pavimento.
I tuoi clienti che cosa amano in particolare?
Dipende molto dai periodi e dalle tendenze, in questo momento apprezzano i fiocchi della nascita e l’albero della vita; un evergreen sono le tende, che realizzo su misura. Mi faccio spiegare quali disegni geometrici e quale stile preferiscono e do spazio alla fantasia, perché lavoro senza uno schema. I miei primi clienti sono stati stranieri: Germania, Francia, Stati Uniti... Instagram ti mette in contatto con il mondo.
Quali sono i tuoi progetti futuri?
Sto pensando a una linea di manufatti che unisca macramè e tessuti, per andare oltre una visione classica dei nodi.
Da dove nasce il nome Queen Macramè?
Ho una grandissima passione per i Queen che mi hanno sempre accompagnata e lavoro al ritmo della loro musica!
Luoghi
Alle Botteghe Su Gologone, a pochi km dal centro abitato e accanto all’omonimo resort, puoi trovare oggetti per la casa e per la tavola disegnati dalla proprietaria Giovanna Palimodde, ispirati ai motivi tipici sardi e realizzati dalle abili mani di artigiani locali. @lebotteghesugologone
Ospitalità
Si torna indietro nel tempo, al B&B Corte San Lussorio: bianco alle pareti, turchese su porte e infissi, volte con mattoni a vista ricordano le cortes, i cortili un tempo centro della vita di Oliena. Nelle camere, arredi tradizionali e comfort contemporanei. Parti da qui e scopri la Barbagia. @cortesanlussorio_beb_oliena
Tendenza: Infiorare
Una selezione di 3 immagini scovate in giro per il web e raggruppate in trittici dal nostro Art Director. Fotografi, artisti, illustratori, typo designer: i loro lavori ispirano e fanno pensare. Questo mese il tema è... 'infiorare'!
Atavico desiderio di ornare con fiori, cospargere tutto di delicati e profumati petali, anche le strade.
Lee Si-ho dice che “Un fiore è il risultato di momenti difficili”. Sopporta tutte le fasi della crescita e sboccia. La ripetizione della fioritura è proprio come la vita... Questa pacata figura tra i fiori esprime la capacità della natura di abbracciare e confortarci.
Makoto Zenpukuji infiora ogni centimetro. È un artista di vasi per bonsai mame (fagiolo). Micro piante realizzate con il solo uso delle forbici e invasate con meticolosa e sapiente progettazione.
Charles Clary ha perso di recente i genitori e con ‘Ugh‘ tratto dai suoi Text-i-monials, la carta da parati a fiori ricordo di una beata infanzia è stratificata e intagliata con una strana morfologia virale. Traspaiono parole di disappunto sulle texture, come a dire “Non è tutto rose e fiori...”
Escher in mostra a Ferrara
La vertigine visionaria di Maurits Cornelis Escher è la protagonista dell’esposizione al Palazzo dei Diamanti di Ferrara. Fino al 21 luglio sono in mostra circa 130 opere divise in sezioni stilistiche, temporali e geografiche (lo sapevi che tra le due guerre il Maestro olandese visse in Italia?).
La città di Ferrara ospita una nuova mostra dedicata all'arte di Escher presso il Palazzo dei Diamanti. Questa esposizione segna un'importante conclusione di cinque anni di iniziative culturali promosse dal Comune, che hanno mirato a rendere Ferrara un centro vitale per l'arte e la cultura.
La mostra di Escher, caratterizzata dalle sue iconiche geometrie e illusioni ottiche, si inserisce perfettamente nell'architettura del Palazzo dei Diamanti, offrendo ai visitatori un'esperienza visiva unica. Inoltre, per le prime tre settimane dopo la fine della scuola, il palazzo ospiterà un centro estivo per bambini, un'iniziativa volta a introdurre i più giovani al mondo dell'arte.
La mostra ha ricevuto il sostegno di Eni come sponsor, dimostrando l'impegno delle aziende nel promuovere l'arte e la cultura a livello locale.
Massimo comfort in ogni stagione con i nuovi Fancoil di INNOVA
>OSMO< e FÄRNA sono oggetti di alta tecnologia e design, studiati e prodotti da Innova e che concentrano in poco spazio benessere, funzionalità, estetica ed ecosostenibilità, risolvendo qualsiasi esigenza di comfort.
Sperimentare un comfort termico ottimale durante tutte le stagioni è fondamentale per il benessere sia fisico che mentale e puoi raggiungerlo con i sistemi di climatizzazione INNOVA, composti da una pompa di calore che produce acqua calda in inverno e acqua refrigerata in estate, e dai fancoils che riscaldano o raffrescano gli ambienti in base alle proprie esigenze.
I Fancoils consentono la regolazione precisa delle variabili micro-ambientali e di settare la temperatura in modo preciso e personalizzato in ogni stanza, garantendo un comfort ottimale e personalizzato per un ambiente abitativo accogliente e piacevole.
>OSMO< e FÄRNA : i fancoils compatti e super efficienti
>OSMO< e FÄRNA hanno un design contemporaneo, dimensioni notevolmente contenute e sono silenziosi. Sono in grado di gestire con maggiore efficienza la climatizzazione delle nostre abitazioni grazie alla capacità di raggiungere più rapidamente la temperatura operativa.
Permettono la regolazione della temperatura e dell’umidità in ogni ambiente, il controllo della velocità del ventilatore per un maggiore comfort termico e abbattono la quantità di particelle inquinanti presenti nell’aria.
>OSMO<, disponibile in due versioni con 5 diverse taglie per prestazioni e potenza, si distingue per offrire un comfort massimo associato a una silenziosità impeccabile e a un consumo energetico contenuto. La sua elegante e armoniosa progettazione, caratterizzata da forme arrotondate, ne facilita l'integrazione in qualsiasi contesto residenziale, mentre il suo profilo sottile di soli 119 mm lo rende particolarmente versatile.
I controlli intuitivi, sia a bordo macchina che a parete, consentono una modulazione precisa del flusso dell'aria, garantendo un livello ottimale di comfort personalizzato. Inoltre, l'opzionale pannello radiante contribuisce ulteriormente ad aumentare la percezione del comfort termico.
Il fancoil FÄRNA è un gioiello di miniaturizzazione, disponibile in due modelli distinti che sfidano gli standard convenzionali del settore. Il modello FÄRNA Big offre un'incredibile potenza che è tre volte superiore a quella di un fancoil tradizionale, pur mantenendo lo stesso ingombro. Dall'altra parte, il modello FÄRNA small occupa solo il 32% dello spazio di un fancoil convenzionale, pur mantenendo la stessa potenza. Questa innovativa combinazione di efficienza e compattezza lo rende un'opzione straordinaria per qualsiasi ambiente, consentendo di massimizzare l'utilizzo dello spazio disponibile senza compromettere le prestazioni.
Un sistema di climatizzazione progettato con pompa di calore e fancoils >OSMO< e FÄRNA offre moltissimi vantaggi. La loro tecnologia all'avanguardia assicura un'efficienza energetica nettamente superiore rispetto ai tradizionali impianti di climatizzazione, riducendo al minimo le emissioni nell'ambiente e consentendo un notevole risparmio sui costi energetici.
Inoltre, si distingue per i costi di installazione e manutenzione ridotti e semplificati, contribuendo a garantire un investimento conveniente a lungo termine per gli utenti. Grazie a filtri innovativi, i fancoils assicurano un'aria più salubre, contribuendo a migliorare la qualità dell'ambiente interno e il benessere degli occupanti.
Negozi CF style: Emporio Ultrafragola a Macerata
Clara Battello
In corso della Repubblica 45, nel centro storico di Macerata, lo store Ultrafragola si definisce come un ‘emporio di cose perlopiù inutili ma belle’... In realtà è molto di più: scoprilo in negozio e online!
E si chiama come uno specchio che è davvero un'icona del design italiano!
Ecco la selezione di prodotti di Emporio Ultrafragola:
- Guanto da forno Cake Girl [Helen B]
- Ciotola Geisha in porcellana Made in Japan
- Blocco memo All The Stuff
- Shopper I’m Here To Steal Your Snacks
Le novità dal Salone del mobile 2024 firmate Scavolini
Andiamo alla scoperta delle proposte presentate al Salone del Mobile 2024 dalla storica azienda di Pesaro: dalla cucina al bagno, dal living ai complementi d'arredo, l’alta qualità dei materiali e le sapienti scelte di design ci accompagnano verso un’idea di casa che è sempre di più un rifugio sicuro dove si coltivano legami, si tessono ricordi e si proteggono i tesori più preziosi della vita, i nostri affetti
STILO: una nuova socialità
La coppia di designer Spalvieri & Del Ciotto ha creato un sistema d’arredo che davvero risponde all'evoluzione della socialità e del modo di vivere la casa oggi: senza confini, senza limiti o vincoli, all’insegna di una continuità compositiva e stilistica che attraversa i vari ambienti.
La cucina è l’ambiente che per eccellenza favorisce la convivialità e l’incontro tra persone, storie e relazioni: qui si preparano pasti, si socializza e… si lavora! Ecco che le linee geometriche ed essenziali di Stilo creano un connubio perfetto tra estetica e organizzazione, scegliendo come fil rouge la forma pura e rigorosa del cilindro. Questo elemento si sussegue orizzontalmente e verticalmente nello schema progettuale, dando vita a maniglie, mensole, scrittoi, barre luminose e attrezzate per l’organizzazione degli utensili.
Le due tonalità disponibili, nero e titanio, offrono la possibilità di allestire diverse configurazioni: il nero conferisce un’allure magnetica e sofisticata; il titanio dona invece un tocco più delicato e naturale, che aggiunge una nota di luminosità agli spazi.
POETICA: armonia fra tradizione e modernità
Il nuovo sistema d’arredo di Scavolini, design Vuesse, è caratterizzato dall’incontro armonioso tra elementi del passato e proporzioni moderne che donano agli ambienti un fascino unico e senza tempo, scegliendo come protagonista indiscusso il legno.
La particolare lavorazione dell’anta diventa l’emblema di uno stile che unisce raffinati motivi di ispirazione retrò a dettagli moderni e funzionali come l’apertura a gola Round “intermedia” che introduce un nuovo linguaggio compositivo, valorizzato anche dalla continuità delle ante piane a tutta altezza per le colonne. Il sistema, disponibile anche per la zona living, si presenta con diverse combinazioni cromatiche e ampia personalizzazione.
La grande varietà stilistica è garantita dalla versatilità progettuale che consente di mixare materiali e tonalità diverse, o di inserire vani a giorno tra le basi o i pensili, generando composizioni uniche e originali, progettate per valorizzare e dialogare con l'ambiente circostante, qualunque sia lo stile: classico o contemporaneo.
JEOMETRICA: carattere d’autore
Firmato da Luca Nichetto, Jeometrica è il progetto d’arredo di Scavolini che trae ispirazione da realizzazioni di Ellsworth Kelly, Gio Ponti e Donald Judd reinterpretandone le morfologie in chiave contemporanea. Le assonanze elettive con questi grandi maestri del design e dell’arte hanno dato vita a Jeometrica: un sistema d’arredo espressivo e di carattere, i cui sofisticati dettagli evidenziano l’eccellenza Scavolini nella lavorazione industriale. La collezione presenta, infatti, elementi inediti, frutto del costante lavoro di ricerca e sviluppo del brand, che raccontano una progettualità capace di evolvere ed enfatizzare le linee compositive al fine di creare spazi fluidi e coordinati. Qualche esempio? Il design dell’anta a telaio da 29 mm di spessore che massimizza la flessibilità stilistica dando la possibilità di creare accostamenti materici di grande impatto, la possibilità di scegliere tra un sistema di apertura a gola e due tipologie di maniglie lineari, lo schienale attrezzato “J-System” che offre una personalizzazione estrema (i fori permettono di inserire e spostare, in totale autonomia, mensole, contenitori e piccoli complementi).
I COMPLEMENTI EVERY TIME: ciò che mancava... ora c'è!
Scavolini sorprende con una nuova gamma dedicata ai complementi d’arredo (tavoli, sedie, sgabelli, madie, specchi e orologi) progettati per arricchire e completare ogni zona giorno, dalla cucina al living, aggiungendo carattere e funzionalità agli ambienti senza rinunciare al design e alla qualità made in Italy.
La grande varietà di forme, dimensioni, finiture e materiali disponibili consente di soddisfare tutte le esigenze incontrando una molteplicità di stili.
Davvero Scavolini può essere a pieno titolo riconosciuta non solo come riferimento autorevole nell'ambito della cucina, ma sempre più come protagonista in tutti gli ambienti della casa.
Talent scout di maggio 2024
Cose, persone, suggestioni, mode che verranno e intramontabili evergreen. Scovati in giro, intercettati su Instagram o surfando nello ‘sconfinato-mondo-dell’Internet’...
TRA TERRA E MARE
Qui Lanzarote. Tra le mani di Eguzkine Zerain prendono forma ceramiche volutamente imperfette, che sembrano uscite dalla sabbia nera e dalle onde di questa splendida isola. @eguzkine__
PANINI IN VIAGGIO
Chiara ha una missione: creare oggetti riciclandone altri. Come questi portapanini ottenuti da vecchi ombrelli. Leggeri e facili da pulire, aperti fanno da tovaglietta evitando l’uso di pellicole e alluminio. Da scoprire anche i grembiuli da gardening, un patchwork di stoffine décor e vecchi jeans dismessi. @newleavings
FIORI, TRICOT E ‘AI’
Della serie “quando l’intelligenza artificiale non crea polemiche e non fa male a nessuno”… Questi stupendi campi di papaveri multicolor realizzati (soltanto apparentemente, però) a maglia, in realtà sono disegnati al computer. Ma sono bellissimi e possono essere un ottimo spunto per lavori creativi. @joooo.ann
MULTI POUF
Si chiamano Story e il loro ‘racconto’ è che sono leggeri e facili da muovere, ovunque c’è bisogno di una seduta in più. Fuori, le righe della più pura tradizione finlandese. Dentro, materiali riciclati. @hakolafi
SULLA SOGLIA
E tu, di che zerbino sei? Cosa vorresti comunicare, con un po’ di ironia, ai tuoi ospiti prima che entrino in casa? Il catalogo di messaggi proposto è molto vasto, e potrai sbizzarrirti secondo l’umore. @insultisottoipiedi
SFERE MAGICHE
Sono in acciaio e faranno brillare bottiglie, caraffe, vasetti, decanter e tutti gli oggetti di vetro difficili da pulire all’interno. ecooe.com
‘La nostalgia del futuro’: in scena la decima edizione del Festival della Lentezza
A Parma, dal 7 al 9 giugno 2024, si terrà la decima edizione del Festival della Lentezza con oltre 60 eventi tra musica, libri, incontri, spettacoli, laboratori, mostre ed iniziative esperienziali.
Tanti incontri, presentazioni di libri, laboratori, spettacoli, concerti, mostre e attività creative ed esperienziali per grandi e piccoli che per 3 giorni renderanno la città ducale un luogo speciale di socialità, convivialità e cultura.
Parole chiave saranno sostenibilità, inclusione, creatività, cambiamento, per un programma immersivo e ricco di ospiti, tra i quali Umberto Galimberti, Paolo Fresu, Luca Bizzarri, Daria Bignardi, Vera Gheno e Francesca Mannocchi, in cui si metteranno al centro dell’attenzione i giovani con le loro speranze, attese, paure.
In questa decima edizione abbiamo scelto di parlare di futuro, di un futuro che vediamo ancora tutto da costruire, prendendo posizione di fronte ad alcuni dei grandi temi del nostro tempo che avremo modo di approfondire in questi tre giorni. E lo faremo alla nostra maniera, con leggerezza, creatività e fiducia nel domani (Alberto Monteverdi, presidente TurboLenta APS)
La rassegna trasformerà il piazzale della Chiesa di San Francesco del Prato, la Casa della Musica, Piazzale Salvo d’Acquisto, Borgo delle Colonne e altri luoghi iconici, in palcoscenici diffusi. Un programma di eventi gratuiti che da venerdì 7 giugno fino alla notte di domenica 9 giugno coinvolgerà i visitatori e la città di Parma
Il Festival della Lentezza vanta anche il gemellaggio con alcune importanti manifestazioni tra cui il Festival della Comunicazione di Camogli diretto da Danco Singer e Rosangela Bonsignorio, Time in Jazz di Berchidda diretto da Paolo Fresu e lo Sponz Fest diretto da Vinicio Capossela.
Info: Festival della Lentezza
