Thomas Sandell, noto architetto e designer svedese (@thomassandell), ha trasformato questa guest house accanto alla sua casa di vacanze in un padiglione studio. Protagonisti della zona pranzo sono i rivestimenti tessili a motivi floreali e tropicali disegnati da Josef Frank negli Anni ’30 (e ancora attualissimi!): ricoprono i cuscini, il letto, la panca e persino il contenitore di fianco al tavolo, creando un ambiente vivace e accogliente.
Il tavolo davanti alla vetrata permette di sfruttare la rientranza del bow window come seduta. Credenza Cabinet 522, design Josef Frank, con tessuto Brazil [Svenskt Tenn], tavolo in olmo con piano in linoleum fatto su misura, sedie TS, disegnate da Thomas Sandell per Asplund [puoi trovarle su » auctionet.com], candelabri Lucia, design Thomas Sandell [Asplund], cuscini con tessuti [Svenskt Tenn] e altri marocchini.
Thomas ha sottolineato il dislivello tra i due ambienti utilizzando materiali diversi per i pavimenti: parquet a listoni nella zona pranzo e grès effetto pietra nel living. Una soluzione ideale per le case mini perché consente di separare le funzioni senza diaframmi visivi. Sgabello incrociato in mogano con seduta in pelle vegetale, design Thomas Sandell [Palmgrens].
Stufa a legna per la casa delle vacanze? Scegli un modello
a 4 o 5 stelle che assicura maggior efficienza e basse emissioni. In questo angolo salotto: divano [B&B Italia]. La poltrona è un prototipo disegnato da Thomas negli Anni ’90. Se cerchi stufe a legna classificate 5 stelle guarda nei cataloghi di [Piazzetta], [La Nordica Extraflame] e [Palazzetti].
A Thomas non bastava la vetrata ad angolo affacciata sul mare, voleva creare una vista davvero avvolgente. Utilizzando uno specchio ha portato le onde anche sul soffitto e ha realizzato un angolo studio che stimola
la sua creatività. «Quando non sono alla scrivania amo prendere una pausa relax sdraiato sul divano a guardare il riflesso dei cigni che scivolano sull’acqua» esclama soddisfatto. E il colore delle pareti è in perfetto accordo. Scrittoio Scrittarello, design Achille Castiglioni [De Padova]; lampada 265, design Paolo Rizzatto [Flos]; cestino Palloni [Fornasetti].
Luce dall’alto: intonata al colore del mare, la lampada è un segno leggero che non disturba il panorama. Per le superfici riflettenti a soffitto ci sono soluzioni autoportanti in pvc e alluminio (su» tensocielo.com).
Con la sua forma irregolare, la ‘capanna-studio’ dà l’impressione di scaturire quasi dalle rocce. «La decisione di non livellare il terreno ha influenzato la disposizione della pianta: il risultato mi piace perché è molto naturale» afferma Thomas. Seguendo la stessa filosofia di intervento poco impattante, l’architetto ha disegnato una serie di piattaforme esterne in legno a gradoni sulle quali ama godersi il tramonto con gli amici.
Thomas Sandell, noto architetto svedese, ha rinnovato la sua piccola guest house smorzando il rigore degli arredi con tessuti tropical. E con un’idea davvero geniale: uno specchio che porta le onde... fin sul soffitto!
Nel 1997 Thomas Sandell e la moglie Anna Holtblad, architetto e designer lui e stilista lei, hanno acquistato una casa di villeggiatura su un’isola dell’arcipelago di Stoccolma che comprendeva anche una minuscola guest house, posizionata su uno sperone di roccia.
«L’anno scorso ci siamo finalmente decisi a ristrutturarla e ad ampliarla, trasformandola in ‘capanna-studio’» racconta Thomas. «Ha la forma lunga e stretta di una barca e gode di una vista spettacolare sul mare: ora è il luogo ideale per lavorare ai miei progetti, o anche per un aperitivo con gli amici».
Le scelte fatte
La superficie della ‘capanna’ è stata portata da 13 a 28 mq aggiungendo una seconda stanza che ospita il living con una vetrata ad angolo e il portico della costruzione originaria, collegato alla zona pranzo, è stato chiuso per essere sfruttato tutto l’anno. «La costruzione ha una forma irregolare perché segue l’andamento del terreno» spiega Thomas.
Il tocco di stile
Anna ha poi aggiunto il suo tocco trasformando l’involucro in assi di legno dipinte in un ambiente eclettico dove gli arredi disegnati da Thomas si mixano a pezzi cult del design italiano e a vivaci tessuti marocchini. L’idea da copiare? L’originale soffitto a specchio collocato sopra la vetrata del living che (magia!) amplifica la vista del mare.
I proprietari di questa casa nell'oristanese, in Sardegna, sono Robert Losonsky e Edith Wassenaar: abitano nei Paesi Bassi ma qui hanno il loro pied-à-terre per l’estate. Nell'open space che accoglie salotto e cucina c'è spazio per una penisola, un tavolo tondo. E un mini-frigo perfettamente incastonato tra i piccoli tramezzi che reggono il piano.
Dalla poltrona ai cuscini, dal tappeto al cesto decorativo a parete... è tutto un rimando di fibre naturali. Il soppalco in legno di castagno serve da camera da letto – aperta sul living – ed è stato costruito da Edith e Robert. Il legno avanzato è stato poi impiegato per le finiture della cucina. Poltrona simile a Kern [Deghi], e Diah [Casa]. Un tappeto rotondo in juta? Guardai modelli Keren, Neferet e Drak [Sklum, ø 145]. E per un tavolino basso in marmo, Mabel [Westwing]
Gli infissi possono essere un modo alternativo per ‘pennellare’ gli interni: azzurri se fuori c’è il mare, verdi se dai vetri occhieggia la campagna... La struttura della credenza è stata ricavata utilizzando l’arenaria recuperata dalla vecchia facciata. Lo stesso materiale è stato usato anche in cucina.
«L’ispirazione per i materiali? Artigianato locale e materiali naturali. Il piano della cucina e i davanzali delle finestre sono realizzati con una bella pietra locale, il Biancone di Orosei. Abbiamo deciso di acquistare le lampade dal nostro vicino di casa, un pescatore in pensione che produce ancora
reti da pesca originali. Abbiamo anche recuperato antichi cesti che erano usati per essiccare frutta e pasta e oggetti in ceramica e sughero di seconda mano, per un tocco più autentico» racconta Edith.
Desideri una sospensione con un look ‘da reti da pesca’?
Guarda Z1 Suspension [Ay Illuminate]. Sgabelli in metallo bianco come il modello Elton [Sklum]. Per cappa e forno dall’estetica high-tech, guarda le proposte su » silverline.com
Non c’è posto per la tavola da surf? Appoggiata alla parete diventa un oggetto décor. Tavolo Tulip, design Eero Saarinen [Knoll], sedie simili a J Series 77 [Hay] e J46 by Poul M. Volther [FDB Møbler].
Un’idea stupefacente quella
di installare una scala pieghevole [dell’azienda tedesca Klapster,
» klapster.de] che si può anche configurare e montare da sé: quando non serve, sparisce sul muro! Gli elementi delle scale sono realizzati generalmente in betulla multistrato di alta qualità e possono essere forniti con diversi rivestimenti superficiali.
In camera da letto, a vista sul soppalco: cassettiere Malm a 6 cassetti [Ikea], stand appendiabiti simile a Rigga [Ikea]. Per un copriletto estivo, cerca nell’ampia collezione Nettare su » fazzinihome.com.
Edith e Robert hanno affittato il loro appartamento più grande, che si trova in un quartiere elegante dell’Aia, per poter vivere in una piccola casetta di pescatori del 1878, sempre nella stessa città, e in quest’ultima sistemazione sarda. Hanno messo in atto quello che loro chiamano ‘ridimensionamento’ e ‘semplificazione’. Iniziando anche dall’armadio...
Il layout stretto e lungo del bagno è stato ottimizzato prevedendo una quinta muraria che crea una nicchia doccia e su cui si aggancia il lavabo in pietra arenaria (in realtà l’acquasantiera di una chiesa). Sotto, i blocchi di pietra arenaria come quelli usati per costruire la cucina sostengono un piano di legno grezzo e ospitano dei cestini contenitori. Cerchi un grès dall’estetica rétro? Guarda le collezioni di [Nanda Tiles] in vendita anche sul sito » etoffe.com. Il set di 3 specchi rotondi Lacie è su [Westwing].
Se desideri infissi e persiane che abbiano una colorazione come questa e un’estetica rétro devi optare per il vero legno e comunicare al tuo falegname un codice colore RAL o NCS. Esistono poi aziende industriali che sono in grado di progettare l’infisso in modo artigianale, permettendoti varie personalizzazioni. Se desideri nuance di colore simile, prova NCS S 1030-B o NCS S 0540-B.
Una casetta sul mare trova nuova vita grazie a una coppia innamorata della Sardegna. Lo stile scelto? Un mood minimal di materiali rustici e colori naturali. E tante idee furbe: c’è anche la scala che... scompare!
Edith e Robert stanno girando la Sardegna con il camper in cerca del mare perfetto per praticare surf e nei pressi di Mandriola, nell’oristanese, si imbattono in una casa degli Anni ’60: il paradiso naturale in cui è immersa li convince all’istante all’acquisto, anche quando scoprono che le pareti di arenaria non sono più solide come un tempo e che la casa va del tutto ricostruita...
Le scelte fatte
«La sfida è stata costruire in modo ecologico e rustico: volevamo materiali naturali e locali. Per esempio, la lana di pecora per l’isolamento, travi a vista di castagni locali e l’intonaco di gesso originale» raccontano.
Il tocco di stile
Molto azzeccata in questo contesto la scelta di dipingere gli infissi color mare e di valorizzare le finiture in pietra arenaria, recuperata e utilizzata per la nuova cucina e la dispensa.
Il retro della proprietà è la zona più intima e protetta della casa, una tipica ‘maisonette’ greca su due piani, con ingresso e zona giorno al piano superiore e la zona notte a quello inferiore. E c’è anche una piscina
di 50 mq, sempre aperta per gli amici durante l’estate.
I proprietari di questo buen retiro a Mykonos sono Giuseppe Occhipinti, che si occupa della gestione di affitti brevi, e Massimo Veneziano Broccia, direttore creativo e della comunicazione nel settore Fashion&Beauty. Puoi trovare la casa su Instagram:
@dream_house_elia
Nello scegliere la posizione del divano, Giuseppe e Massimo non hanno avuto dubbi: accanto alla finestra, per godere del panorama! Con due poltrone e un tavolino ne è nato un salotto dedicato al relax e agli amici, perfetto quando non si può restare all’aperto. Sulla cornice tutta bianca dell’ambiente, si è potuto giocare un po’ con il colore: verdi e blu in varie nuance.
Copia questo salotto con: poltrona Oceano in cotone e lino [La Redoute, cm 86x91x88h]; tavolino basso Morgans [ø cm 80x35h], tappeto Artis [cm 285x 200] e divano trasformabile Barcelone [cm 207x90x86h], tutti su » maisonsdu monde.com. Se ti piace lo specchio fatto di legnetti, guarda il modello Sahel su » decorspace.it
Raccolta e disposta in una zona meno esposta alla luce, la zona pranzo è allestita attorno a un tavolo che può ospitare fino a 6 commensali. Pochi gli arredi, scelti con grande cura: il legno qui è protagonista e dona un’atmosfera molto rilassante. Il grande portacandela al centro del tavolo, decorato con piccoli legni, riprende il decoro della cornice dello specchio nella zona del soggiorno.
Per la zona pranzo: tavolo ovale Izmir in marmo ricostruito bianco (ma è disponibile anche nero) e ferro dorato [Maisons du Monde, cm 200x120x75h], sedie simili al modello Nordic [Sklum]. Uno specchio a parete di forma ovale, anche irregolare? Trovi molti modelli differenti su » maisonsdumonde.com.
Le perfezione in un’immagine: la simmetria delle due finestre con sotto la coppia di poltroncine vintage style è... poesia! Per poltroncine in stile vintage con rivestimento jungle guarda i modelli Fennel [su » westwing.it, cm 70x58x75h], Palm [Maisons du Monde, cm 63x72,5x74h] e Havea su [» mano mano.it, cm 62x67x80h]. Un tavolino vintage di forma triangolare lo puoi trovre su » pamono.it.
La cucina è stata realizzata da
un artigiano locale, così come gli armadi della zona notte, nello stesso stile. Ricavata in un angolo un po’ morto della casa, con la finestra che dà sul retro, a illuminarla ci sono soltanto due coppie di faretti direzionabili, perché di giorno la luce che arriva dalla finestra risulta comunque più che sufficiente. Se cerchi una cucina dalle linee minimali come questa, puoi valutare
il modello Metod [Ikea]. Sul piano: tostapane 4 Fette [Cuisinart]. Il ceppo con 5 coltelli in acciaio inox [D.Perlla, su » amazon.it]. Per un set di barattoli con le scritte, guarda le proposte di [Ville d’Este Home Tivoli].
Al piano inferiore le due camere da letto – qui quella padronale – si affacciano direttamente sulla piscina e, in lontananza, lo sguardo può arrivare fino al mare... Per ricavare questo effetto ‘pieds dans l’eau’ è stato abbassato il livello del terreno sul quale ora si trova la piscina. «La posizione migliore in cui potevamo realizzarla: qui è ben protetta dal Meltemi, il vento che soffia da Nord tipico di questa parte del Mar Egeo» ci dice Massimo. Letto Quadra in massello di legno di sheesham [cm 167x215x85h].
Comodini Stockholm nella stessa essenza del letto [cm 40x40x35h]. Tutto [Maisons du Monde]. Per un paralume simile a quello sul comodino
guarda il negozio VividShadeStudio su » etsy.com.
Ti piacciono le sedute sotto la tettoia? Per poltrone
con struttura squadrata in legno e seduta ‘sospesa’. confronta il mod. Ambre, in teak e tessuto Sunbrella [su » lavillagardendesign.com]. Per poltroncine con struttura in legno e seduta in corda verde salvia, i modelli Barker [Sklum] e Karen [Talenti].
La tettoia in legno con soffitto in bambù protegge dal sole la zona per il relax e quella per
il pranzo, mentre il resto dell’area rimane scoperto. «La tettoia piuttosto grande richiedeva un sostegno adeguato. Per non mettere un pilastro a centro veranda – racconta Giuseppe – abbiamo installato un’enorme trave che poggia sul muro a secco e sulla casa: è arrivata da Atene».
In questa panoramica notturna dell’esterno casa si può godere della vista totale della grande scala ‘a ventaglio’, fortemente voluta da Massimo e da lui disegnata. Si è dedicata molta cura all’illuminazione: i segnapassi accanto ai gradini garantiscono la sicurezza e fanno décor. Per anfore e vasi in terracotta simili a quelli nella foto sopra, guarda su » maisonsdumonde.com, su
» westwing.it e su » etsy.com dove trovi anche modelli ispirati a vasi della tradizione mediterranea.
Siamo a Elia, una delle spiagge più belle di Mykonos. Qui Giuseppe e Massimo hanno trovato una casa su due livelli con ampi spazi outdoor e l’hanno fatta loro, nel segno della leggerezza
Giuseppe e Massimo, palermitani di origine, vivono a Milano da oltre vent’anni. In comune hanno anche l’amore per Mykonos e, dopo tante estati da turisti, hanno deciso che era tempo di comprare casa e diventare veri mykoniani! Sono stati necessari 2 anni e 20 visite tra case e appartamenti per trovare quella perfetta per loro.
Le scelte fatte
«All’inizio ci è voluta tanta fantasia – ci dicono – per immaginare come sarebbe potuta diventare. Il terreno tutto intorno alla casa era malmesso, su diversi livelli e con la zona notte (al piano inferiore) seminterrata. Abbassato il livello del terreno davanti alle camere, si è recuperata la vista mare e trovato posto a una grande piscina. Il profondo lavoro di restyling green sul resto del dehors ha completato l’opera.
Il tocco di stile
Il rispetto per la tradizione locale, con le pareti tutte bianche e dalle superfici un po’ irregolari, per una casa che sembra essere sempre stata lì!
Un giornale di arredo non è semplicemente un giornale, ma un luogo in cui riconoscersi... Ti aspettiamo in edicola dal 2 agosto 2024!
Tra il 1947 e il ’52, dopo la devastazione della guerra, l’architetto svizzero francese Le Corbusier progettò l’Unité d’Habitation de Marseille con appartamenti duplex che includevano arredi su misura per dividere le zone funzione, concetto che è alla base di tutti i mobili componibili da zona giorno che oggi diamo per scontati ma che fino a inizio ’900 non erano concepibili. Nel 1956 Franco Albini, architetto originario della Brianza, fu il primo a immaginare una libreria con supporti simili ad alberi che reggono le vele: ed ecco l’origine delle librerie contemporanee con montanti terra-soffitto. Nello stesso anno il finlandese Eero Saarinen, che odiava l’intreccio di gambe fra sedie e tavolo, pensò di disegnarli su una gamba sola, aprendo l’inesauribile filone dei tavoli con basamento. Nel 1962 il milanese Achille Castiglioni venne a capo del desiderio di portare la luce sul tavolo da pranzo senza bucare il soffitto, e nacque la sua celebre lampada Arco, basata su un’intuizione che è replicata oggi (e lo sarà sempre) da innumerevoli lampade...
Il grande fascino del design industriale del secolo scorso sta negli archetipi che ha generato. e se c’è una cosa di cui in ogni epoca abbiamo bisogno è di quaLcuno che ci doni un nuovo modo di pensare alle cose solite. Questo riguarda gli arredi, gli oggetti della vita quotidiana, i mezzi di trasporto, ma riguarda anche i nostri pensieri quando diventano stereotipati, quelli che oggi si definiscono ‘bias cognitivi’, riguarda il nostro modo di guardare gli altri, lontani e vicini, e persino di guardare noi stessi. Perciò in questo mese di agosto che regala qualche stacco, abbiamo dedicato alcune pagine ai designer che con le loro idee hanno trasformato le nostre. In quelle storie che è bello conoscere si cela anche un messaggio prezioso: sforzarsi di guardare, progettare, affrontare cose vecchie con occhi nuovi. Ognuno può applicarlo a ciò che sente più urgente, e non importa dove andrete in ferie ma che il vuoto insito nel concetto di vacanza vi faccia il suo regalo più bello: un cambio di sguardo.
Noi le scegliamo pensando che siano tutte bellissime, ma i gusti sono gusti. Delle case che trovi ogni mese su CasaFacile, di sicuro ce n'è una che preferisci: ecco il sondaggio per votare la tua preferita di Agosto!
Vuoi creare un ingresso con la parete attrezzata? Il sistema Freespace combina moduli a giorno, qui disposti ad angolo, ‘scavati’ da nicchie e chiusi da ante [Zalf].
Vuoi creare un ingresso con un armadio? Ispirati al progetto dell’arch. Cristian Gradin, fatto realizzare dal falegname, in cui gli armadi – dipinti di nero come parete e soffitto per un effetto scatola – sono completati da una libreria a doppio affaccio per mascherare la cucina.
Vuoi creare un ingresso con la libreria passante? Questo sistema libreria Infinity della coll. Momenti ha vani a giorno e chiusi da ante in laccato bianco [Febalcasa].
È a partire dagli Anni ’80 che la porta d’ingresso delle case ha cominciato ad aprirsi direttamente sul soggiorno, soprattutto per l’esigenza di sfruttare al massimo gli spazi: guarda come è possibile ricreare un prezioso ambiente-filtro usando ‘semplicemente’ dei mobili!
Con la parete attrezzata
Un sistema di contenitori autoportanti e magari alti come qui fino al soffitto, consentono se configurati a L di isolare visivamente la zona attorno alla porta d’ingresso. E se i moduli si aprono verso l’interno sono utili per posare cappotti, borse e scarpe appena si entra in casa.
Con l'armadio
Se la zona giorno è stretta e lunga, puoi dare vita a un ingresso da attrezzare con console o cassettiere, utilizzando un armadio a tutta altezza da organizzare internamente a cappottiera e scarpiera.
Con la libreria passante
Quando il living è rettangolare e la porta è vicino a un angolo si può ricavare l’ingresso posizionando una libreria a doppio affaccio per tutta la larghezza del locale a circa 180 cm dalla parete, lasciando un vano aperto per il passaggio di almeno 80 cm. Se come qui hai una finestra puoi posizionarci davanti una scrivania e dar vita a uno studio.
La pergola bioclimatica. Qbox Easy, adattabile anche a piccoli spazi. Qui autoportante,
è dotata di copertura orientabile motorizzata ed è illuminabile con luci a Led [Sprech, su progetto].
La copertura a vela. R300 Vela Basic, copertura ombreggiante con telo triangolare e sistema di tensionamento integrato nel montante inclinato [BT Group, cm 300x300].
Per capire quale fa per te, valuta l’uso che vuoi fare della copertura e calcola quanta superficie è in grado di ombreggiare nei diversi spazi outdoor, piccoli o grandi che siano
La pergola bioclimatica
Pensata per creare uno spazio-appendice della casa, da vivere giorno e sera in ogni clima e stagione dell’anno (anche se piove!), la pergola bioclimatica può coprire una superficie che va da circa 4 mq a 55 mq, in base a modello e modalità di installazione. Per coprire aree più grandi, è sufficiente affiancare due pergole.
√ Su un terrazzo di 4,5-5 mq si può progettare una pergola dalle dimensioni minime di circa 2x2 metri (più piccola spesso non è fattibile o consigliabile), posandola addossata al muro, così da avere l’ingombro di soli due montanti e poter già sfruttare lo spazio della facciata per addossarvi gli arredi.
√ Sui terrazzi più grandi e nei giardini, il consiglio è quello di adottare una pergola autoportante (installata in modo indipendente grazie a 4 pilastri) di almeno 14 mq, corrispondente a 3,5x4 metri, così da poter creare una comoda zona pranzo con area conversazione in grado di assicurare movimenti e passaggi agevoli a più persone.
√ La larghezza e la sporgenza della pergola si progettano su misura, in modo da adattarle alla conformazione dello spazio: una struttura stretta e lunga o larga e corta, secondo le tue necessità.
La copertura a vela
Nata da una tecnologia presa in prestito dalla nautica, la vela è un sistema ombreggiante flessibile e principalmente estivo (a meno che la tela sia certificata per resistere a forti acquazzoni e sbalzi termici!) in grado di coprire con maggiore leggerezza visiva da 1-1,5 a 40 mq.
√ Il sistema è così versatile che, grazie a tele di misure e forme diverse (triangolari, quadrate, rettangolari, esagonali, ottagonali e su misura) e a più modalità di installazione e di tensionamento dei teli, si adatta anche a spazi irregolari e in pendenza.
√ Sui balconi (per i quali ci sono anche vele di appena 100x100 cm) e su aree con dislivelli, volendo si può ricorrere al fai-da-te, grazie a vele legate a cavi o corde resistenti e moschettoni da fissare ai muri o a qualunque struttura fissa che tu abbia a disposizione.
√ Sulle superfici piane e più spaziose si adottano spesso vele con montanti inclinati, che ingombrano di più e richiedono pose professionali e qualificate. Si passa da vele da 9 mq adatte a terrazze con un solo montante e teli triangolari da fissare anche a muro (come in foto) a coperture più imponenti, dotate di 4 montanti fissati a terra e teli da 5x8 metri.
Servono dei permessi?
I sistemi ombreggianti oggi rientrano in edilizia libera e non richiedono di norma permessi comunali, a patto che siano ‘facilmente removibili’ per non aumentare il volume dell’abitazione.
Per installarli in condominio è necessario verificare (con l’aiuto dell’amministratore) che il Regolamento condominiale non ne vieti l’installazione (anche se removibili), che per forma e colore non alterino il decoro della facciata su strada e che rispettino sia il diritto di veduta e di affaccio dei condòmini sia le distanze minime dalle altre proprietà (di norma 3 metri). Infine, è sempre bene chiedere il nulla osta all’assemblea.
CUCINAnD’O di Aran Cucine, design Davide Oldani, ha un'isola attrezzata con top in acciaio inox, mensole in alluminio nero, vani a giorno in laccato grigio opaco e ante in olmo, snack in legno di olmo, sistema di ante a scomparsa laccato grigio opaco. Il piano del tavolo si ispira a quelli che lo chef Oldani ha nel suo ristorante, con mensola per riporre oggetti e cellulari.
Ecco i dettagli 'professionali'. 1. La parete dietro l’isola si organizza con armadiature alte: qui si mettono la dispensa, gli elettrodomestici
e piani aggiuntivi per tenere in ordine i piccoli apparecchi. 2. Scegli ante a scomparsa che potrai tenere sempre aperte mentre cucini. 3. La cappa deve aspirare fumi e vapori ma anche fare luce sul piano di lavoro. 4. Il top in acciaio è igienico e antibatterico, tienilo asciutto con un panno in microfibra.
Se ami cucinare, organizzare pranzi e cene con gli amici, sperimentare nuove ricette ispirati alle cucine professionali: hanno zone di lavoro ampie e soluzioni pratiche per tenere tutto a portata di mano
Quando si organizza la cucina è utile dare un’occhiata a quelle professionali. Per lavorare senza fatica, per esempio, è meglio un piano di lavoro continuo, anche a elle, invece di uno diviso su pareti diverse.
Che tu abbia una cucina con l’isola o una con i mobili sui lati opposti, attrezza una parete soltanto con colonne in cui mettere dispensa e grandi elettrodomestici.
E per lavorare ancora più facilmente, scegli armadi con le ante a battente che da aperte scompaiono ai lati dei moduli: avrai tutto a vista mentre cucini, senza ingombri inutili.
Ricorda che per la zona operativa tra fuochi e lavello ti occorrono almeno 40-60 cm e minimo 30 cm ai lati esterni.
La cappa sospesa Lightline4390 Nero 120, in inox e ad altezza regolabile, ha la base in vetro temperato per fare luce dosandone il calore come desideri [Silverline].
Da soffitto, a incasso nel piano induzione o sospesa? Se hai una cucina a isola, la scelta della cappa per aspirare fumi e odori è fondamentale. Ecco le soluzioni più adatte alle tue esigenze
Stai progettando una nuova cucina a isola? Non tralasciare l'importanza della cappa per aspirare i fumi e odori: è un elemento fondamentale non solo per aiutarti a limitare gli odori da cottura in casa, ma è un elemento d'arredo che darà carattere a tutto l'ambiente.
Cappa aspirante o filtrante?
Se stai facendo lavori di ristrutturazione, opta per una cappa aspirante che convoglia i fumi direttamente all'esterno tramite un camino di evacuazione (il tubo può essere incassato anche nel controsoffitto). È la soluzione migliore se hai una cucina grande e prepari spesso molti pasti.
Nel caso stessi solo modificando l'arredo, puoi optare per una cappa filtrante di 'ricircolo' che purifica l’aria tramite filtri antiodore e antigrasso ai carboni attivi oppure di maglia metallica. Una volta depurata, l'aria ritorna nell'ambiente senza più odori e i grassi di cottura vengono trattenuti. Dovrai ricordarti di lavare spesso i filtri e sostituirli in base alle indicazioni della casa produttrice.
Cappa integrata o a soffitto?
Le cappe integrate nel piano cottura hanno il vantaggio di 'liberare' visivamente la tua cucina a isola, sono molto efficaci perché il fumo non ha il tempo di 'alzarsi' e viene subito aspirato, sono più semplici da pulire (puoi lavare i filtri e la vasca di raccolta dei liquidi in lavastoviglie).
In alcuni modelli la cappa integrata scompare tra i fuochi, in altri sale o scende dallo schienale. Tieni conto, però, che nel mobile sotto il piano cottura avrai bisogno di installare il motore della cappa rubando così spazio a cassetti o alla base.
Anche la cappa a soffitto (detta anche 'celing') non ha 'spigoli' e scompare alla vista, ma devi calcolare la distanza dal piano cottura e la capacità di aspirazione, che deve essere adeguata alla grandezza dei piani e dell'ambiente.
Ricorda che la distanza minima è di 65 cm dal piano a gas o di 50 cm da quello elettrico. Quella massima è di 90 cm. Dovrai quindi prevedere un controsoffitto o una struttura dove installarla.
Cappa funzionale o di design?
A te la scelta! Oggi le soluzioni che sposano funzionalità e design sono tante. Se la cucina è un unico ambiente con il soggiorno puoi optare per una cappa sospesa modello lampadario che aspira, illumina e arreda allo stesso tempo. Per la grandezza, deve essere adeguata al piano cottura.
Da non tralasciare, in caso di cucina a isola aperta sul soggiorno, anche la rumorosità che potrebbe disturbare chi guarda la tv o legge. Controlla sempre i decibel (l'aspirazione perimetrale è più silenziosa), la regolazione della potenza aspirante ed eventuali optional hi tech: i sensori che accendono la cappa in automatico quando ci sono vapori, l'illuminazione (a Led dura di più dei faresti alogeni e risparmi), il timer e l'avviso per il cambio filtri.
Con il nuovo progetto, il soggiorno è stato posizionato al posto della vecchia camera da letto: si trova accanto all’ingresso e a contatto con la zona cucina/pranzo. La cucina ha preso il posto di tinello e cucinotto e così gode di una doppia finestratura che dà luce anche al living. La camera padronale è ben isolata in fondo alla casa e collegata a una seconda stanza per ora organizzata a cabina e studio ma che, in futuro, potrà diventare una seconda cameretta. Il secondo bagno è stato ricavato accanto a quello esistente in modo da sfruttarne attacchi e scarichi esistenti. Largo 120 cm ha la doccia in fondo. Il ripostiglio
in quota è accessibile dal bagno padronale.
Portafinestra Prolux Evolution dalle eccellenti prestazioni in termini di isolamento termico (Uw fino a 0,8 W/m2K con triplo vetro) e acustico (fino a 45 dB).
Un progetto ben studiato per un quadrilocale riordina le aree giorno e notte creando spazi più ampi, funzionali e luminosi (con un bagno in più). Come? Riorganizzando il corridoio lungo e buio e mettendo in comunicazione le stanze
Una giovane coppia acquista la sua prima casa: metratura ed esposizione sono perfette, non altrettanto si può però dire della distribuzione interna. Un corridoio stretto e buio taglia infatti in due l’appartamento, con una distribuzione ‘a X’ delle diverse zone.
Accanto all’ingresso ci sono tinello e cucina a destra e una camera da letto a sinistra, al centro l’unico bagno e in fondo, il soggiorno a sinistra e due camere sulla destra. Per riorganizzare tutto e avere una casa su misura per loro, i proprietari si sono rivolti all’architetto CF style Marco D’Andrea, che ha trovato la soluzione perfetta.
La soluzione
La zona giorno è stata portata verso l’ingresso: abbattendo i tramezzi è stato realizzato un unico spazio, collegato visivamente, che comprende soggiorno e zona pranzo con cucina a vista.
Il bagno principale invece è rimasto nella stessa posizione ma è stato completamente rifatto e ora è completato da un secondo servizio adiacente ricavato da una parte di quello che era il soggiorno.
La presenza di un piccolo disimpegno in fondo al corridoio ha permesso di ricavare 3 camere indipendenti, una accanto all’altra; quella centrale, ridimensionata e collegata con una doppia porta scorrevole in ferro e vetro a tutta altezza, funge da cabina armadio/studio.
Il lungo corridoio, ridotto nelle dimensioni, ha un ribassamento che ospita il sistema di aria condizionata canalizzata e due ripostigli in quota, accessibili dal bagno principale e dalla camera centrale.
IL BUDGET
Organizzazione e approntamento cantiere €2.200
Demolizione tramezzi, pavimenti, rimozione rivestimenti e sanitari €9.000
Costruzione nuovi tramezzi, sottofondi e assistenze murarie agli impianti €23.000
Realizzazione nuovi pavimenti e rivestimenti €9.200
Realizzazione nuovi Impianti idro-sanitario, riscaldamento e condizionamento €24.300
Realizzazione nuovo impianto elettrico compreso quadro generale €17.000
Pitturazioni €5.600
Fornitura e posa nuovi serramenti (porte e finestre) €28.000
Totale (iva esclusa) € 118.300
Il preventivo si riferisce a questo progetto; l’immobile si trova a Milano.