Pulire casa

Lavanderia: guida semplice salva bucato

Prima di avviare lavatrice o asciugatrice, fermati un attimo sull’etichetta dei capi: quei piccoli simboli sono una vera mappa salva-bucato. Scopri il loro significato

Lavare i vestiti sembra un gesto automatico, ma basta poco per rovinare un capo amato o infeltrire un maglione. Spesso la causa non è la lavatrice, ma una lettura distratta delle etichette. Eppure quelle piccole icone cucite all’interno dei vestiti sono alleate preziose: raccontano come prendersi cura dei tessuti, quali attenzioni richiedono e quali errori evitare. Conoscerle significa allungare la vita del guardaroba, mantenere intatti colori e forme e rendere il bucato più sostenibile, perché un capo trattato bene dura di più.

Prima di avviare lavatrice o asciugatrice, fermati un attimo sull’etichetta: quei piccoli simboli sono una vera mappa salva-bucato.
- La vaschetta indica come lavare il capo: se è barrata, niente lavatrice; se c’è un numero, segui la temperatura massima indicata; una o due linee sotto segnalano programmi delicati o extra delicati.
- Il simbolo del quadrato riguarda invece l’asciugatura: il cerchio all’interno dice se il capo può andare in asciugatrice, mentre i puntini indicano la temperatura (uno per bassa, due o tre per più alta). Se il cerchio è barrato, meglio evitarla.
- Le icone senza cerchio suggeriscono l’asciugatura naturale: in piano, appeso o all’ombra.
Imparare a leggerli significa far durare di più i tessuti, mantenere colori e forme… ed evitare brutte sorprese quando si apre l’oblò.
Scopri il significato di tutti i simboli nella gallery.

A cura di Paolo Manca

Fai da te

Come realizzare l’organizer da scrivania fai da te

Segui le istruzioni e realizza un piccolo organizer in carta per raccogliere biglietti da visita, appunti e altri piccoli memo

Una versione 'tascabile' e in carta del classico organizer da tenere sul piano di lavoro, per raccogliere biglietti da visita, appunti e altri piccoli memo.
È l’idea fai-da-te che mixa la tecnica dell’origami alla piccola legatoria, dedicata a tutti i nostalgici della stationery classica.

OCCORRENTE:
√ cartoncino spesso
√ fogli colorati quadrati cm 20x20
√ carta fantasia - l’idea décor in più: scegli una carta decorativa bifacciale, con pattern diversi sui due lati.
√ squadra
√ matita
√ forbici
√ biadesivo sottile
√ colla stick
√ colla spray

COME SI FA:
1. Per realizzare la fisarmonica dell’organizer incolla il biadesivo lungo un lato di un foglio quadrato. Piega verso il centro il lato opposto per 11 cm, togli la pellicola del biadesivo e piega verso l’interno.
Piega a metà il rettangolo ottenuto.
Apri e incolla in alto, al centro, un pezzo di biadesivo di cm 5.
Incolla sotto, in verticale, 8 cm di biadesivo, creando una T.
Incolla e ripeti con altri 5 fogli.
2 Fissa il biadesivo a T su una faccia del foglio piegato, sovrapponi il secondo foglio e prosegui con i 5 fogli.
3 Taglia dal cartoncino 2 quadrati di cm 10,5x10,5 e rivestili davanti e dietro incollando la carta fantasia con la colla stick.
4 Con la colla spray fissa i cartoncini alla fisarmonica di carta. Presta attenzione: sulla base i cartoncini devono essere incollati a filo.

GUARDA IL VIDEO TUTORIAL

di Elisabetta Viganò e Cristina Dal Ben interior stylist @wunderlab
Foto: Andrea Baguzzi

 

News

Milano MuseoCity: la città che diventa museo diffuso

Simona Ortolan

Simona Ortolan  •  Il pampano

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Dal 6 febbraio al 15 marzo 2026, Milano si trasforma in un grande museo a cielo aperto grazie a Milano MuseoCity, l’evento diffuso che connette musei, gallerie, archivi d’artista e showroom di design.

Quando la città diventa spazio espositivo, Milano MuseoCity ci ricorda che l’arte e la cultura non sono confinate entro quattro mura, ma respirano nella trama urbana stessa. Dal 6 febbraio al 15 marzo 2026, Milano si trasforma in un museo diffuso: una manifestazione che coinvolge musei pubblici e privati, archivi, case museo, istituzioni culturali, ma anche negozi e gallerie che si aprono allo sguardo contemporaneo con opere e installazioni site-specific. Promosso dal Comune di Milano e dall’Associazione MuseoCity ETS, è un invito a guardare la città con occhi diversi.

La decima edizione si estende per oltre un mese, offrendo un calendario ricco di aperture straordinarie, visite guidate, talk, workshop e progetti speciali. Funziona come una vera e propria mappa esperienziale: luoghi consolidati dialogano con realtà meno conosciute, invitando il pubblico a moltiplicare i propri punti di vista. Dal cuore del centro storico fino alle aree metropolitane, ogni angolo diventa occasione di scoperta.

Il progetto "Musei in Vetrina", ad esempio, trasforma le strade e le boutique in cornici d’arte effimere, dove design, moda e collezioni museali si incontrano, sottolineando il legame profondo tra cultura materiale e creatività urbana. Fino al 15 marzo, oltre 20 gallerie e negozi esporranno nelle proprie vetrine e spazi opere, oggetti d’arte e documenti di oltre 30 musei e archivi.

Dal 27 febbraio al 5 marzo, si aggiungeranno aperture straordinarievisite guidatelaboratoriincontri e conferenze promossi da 124 istituzioni, tra musei d’arte, di storia, di design, musei scientifici, case museo, musei d’impresa, fondazioni e archivi d’artista.

La terza edizione, “Musei In Vetrina” vede tra i protagonisti gli spazi di UniFor, lo showroom Porro, Ornare e la Boutique Valextra.

UniFor ospita "La città degli oggetti: Aldo Rossi e Francesco Somaini", un’installazione curata da Studio Klass con Fondazione Francesco Somaini Scultore. Allestita nell’ambiente centrale di Spazio UniFor, progettato da Herzog & de Meuron, l’installazione si sviluppa come una sequenza di quattro stanze concepite come piccole architetture museali.

Ornare ospita Fondazione Maria Cristina Carlini Ets. L’opera principale esposta è composta da tre colonne intitolate “Origine”, realizzate attraverso la sovrapposizione di dischi di gres. Le colonne si configurano come presenze totemiche, in equilibrio tra forza arcaica e sensibilità contemporanea, capaci di dialogare con lo spazio che le accoglie.

Valextra, insieme alla Fondazione Franco Albini presenta Fermata Valextra, dedicata alla Metropolitana M1 di Milano, progetto di Franco Albini, Franca Helg e grafica di Bob Noorda, inaugurata nel 1964. Un omaggio ai maestri milanesi, e alla loro idea di design essenziale, rigorosa e profondamente legata alla vita quotidiana.

Porro presenta un percorso espositivo diffuso che racconta l’identità dell’azienda e la sua continua ricerca del bello. L’esposizione si configura come uno spazio narrativo che custodisce e svela frammenti di storia, materiali, immagini e memorie. Le opere di Giuliano Mauri, architetture di alberi in dialogo con la natura, rafforzano il legame con il DNA dell’azienda che ha coniugato negli anni artigianalità e tecnologia con il rispetto della materia prima di elezione: il legno.

Il Flagship Store di Moroso apre il proprio spazio ad Archivi del Contemporaneo dando vita a un progetto espositivo che mette in dialogo design, arte e memoria. La vetrina dello store diventa così un luogo di visibilità e racconto, uno spazio aperto alla città in cui il patrimonio e le attività di Archivi del Contemporaneo trovano una nuova dimensione di condivisione e relazione. Il progetto coinvolge tre istituzioni della rete – il [MAP] Museo di Arte Plastica, l’Associazione Il Borgo di Lucio Fontana e la Fondazione Giancarlo Sangregorio – che insieme costruiscono un racconto corale intorno alle opere di Enrico Baj, Lucio Fontana e Giancarlo Sangregorio, mettendo in luce connessioni, affinità e traiettorie comuni.

 

City guide CasaFacile: scoprire Milano durante le olimpiadi

Con le @amiche_in_tournee, un gruppo di lettrici e digital creator che si sono conosciute sul profilo IG di CasaFacile, continuiamo il giro d’Italia a caccia di cose belle. Per chi sarà a Milano durante i Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026 (dal 6 al 22 febbraio 2026), Virna propone una serie di indirizzi nella zona sud-est della città, per non allontanarsi troppo da Santa Giulia, l’area in cui c’è il nuovo palazzo del ghiaccio

Per chi sarà a Milano durante i Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026 (dal 6 al 22 febbraio 2026), proponiamo una serie di indirizzi nella zona sud-est della città, per non allontanarsi troppo da Santa Giulia, l’area in cui c’è il nuovo palazzo del ghiaccio, l’Arena Santa Giulia progettata da David Chipperfield Architects. È un’infrastruttura sportiva simbolo della Milano che si reinventa, un laboratorio urbano dove architettura, sport e paesaggio sono in dialogo,
in modo consapevole.

In questa zona si ritrova una Milano più autentica, meno patinata, ma vibrante. Da qui, nel raggio di pochi chilometri puoi scovare luoghi originali dove dormire, piccoli bistrot che mixano tradizione e innovazione, spazi d’arte nascosti, atelier di moda indipendente dove lo shopping è scoperta, non routine.

L’EVENTO DA NON PERDERE
Fino al 31 marzo 2026, nello spazio PhotoSquare dell’aeroporto di Milano Malpensa Terminal 1, la mostra fotografica ‘White Entropy’ di Jacopo Di Cera è una lettura inattesa delle più belle montagne d’Italia: Alpe di Susi e Monte Bianco, Val di Fassa e Val Badia, Roccaraso, Cortina d’Ampezzo, Madonna di Campiglio... Ingresso libero.

LA BEVANDA SPECIALE: LA BARBAJADA
È una gustosa bevanda a base di caffè, cioccolata e panna inventata da Domenico Barbaja nell’800, perfetta da bere quando fa freddo. Il bar pasticceria Vergani (Corso di Porta Romana 51, M3 Crocetta) è il luogo giusto dove provarla e il consiglio è di berla insieme alle loro famose chiacchiere.

ARCHITETTURA
Poco più a nord del quartiere Santa Giulia, nello Scalo di Porta Romana, c’è il Villaggio Olimpico che ospita circa 1.400 atleti dei Giochi Invernali, progettato dallo studio internazionale Skidmore, Owings & Merrill (SOM). A due passi da Fondazione Prada, tra i poli culturali più influenti della città contemporanea, da settembre sarà trasformato in uno studentato.

DOVE MANGIARE

Doca via Breno 2
Vicino alla fermata Brenta della metro gialla, Doca è un forno e pasticceria dall’anima brasiliana, nato da un’idea della giovane Queren Girardi, originaria di Porto Alegre, che dopo un percorso di studi gastronomici di alto livello ha aperto questo locale in cui serve cibi dal tocco personale, come la torta di mais e ricotta con confettura di guava.

Trattoria Casottel via Fabio Massimo 25
‘Il luogo giusto per dimenticare di vivere in una metropoli e ricordarsi di essere a Milano’. Dagli Anni ’60 Il Casottel è un luogo autentico, alternativo alla Milano dei grattacieli: qui trovi la cotoletta, la trippa, la pasta fresca.

FARE ACQUISTI

East Market - via Mecenate 88/A
Mercato di vintage, modernariato e collezionismo (a febbraio è previsto per il 22, vedi anche » eastmarketmilano.com). 250 espositori professionali e privati con capi d’abbigliamento vintage, vinili, design, modernariato, curiosità...

Caliu Milano - via Atto Vannucci 2
I paralumi personalizzati e su misura sono la specialità di un laboratorio nel quale ogni pezzo viene realizzato a mano, con una tecnica di tessitura messicana risalente agli Anni ’40: la procedura consiste nel coprire interamente la struttura del paralume, tessendo a mano con un filo sottile.

Campania30 Vintage - viale Campania 30
Un negozio-museo dedicato ai bijoux vintage e alle ceramiche: ogni pezzo racconta una storia, con un gusto per il bello che non conosce tempo. Denis, l’elegante e appassionato proprietario, accoglie i visitatori per trasformare ogni visita in un’esperienza culturale e sensoriale.

DOVE DORMIRE

Collini Rooms - via Mecenate 89
Un albergo 4 stelle dove arte, design e ospitalità si fondono. Ambienti contemporanei nati dalla visione di Carmine Rotondaro, proprietario e ideatore del concept.

CURIOSITÀ

Nulla Virtus - via Benaco 9 e altre
Attorno al Villaggio Olimpico in zona Scalo Romana, i murales dello street artist Smoe, dedicati agli sport invernali. Lo spirito sportivo attraverso 5 opere.

House of Flavor - via Vigevano 18
Dal 6 al 14/2 apre il locale pop-up di Joe Bastianich con il figlio Ethan, per gli amanti delle vere alette di pollo all’americana Wingstop!

 

A cura di Virna Lo Porto @ziavirna

 

CasaFacile di Febbraio 2026: l’editoriale della direttrice

Ogni mese la direttrice Francesca Magni ci introduce al numero in edicola con un editoriale. Scopri quello di febbraio per scegliere ciò che ci semplifica davvero la vita in casa

Da circa 20 anni, quando ha preso piede lo smartphone, dalle nostre vite sono usciti dischi, lettori video, registratori, macchine fotografiche, sveglie, penne, giornali e sono entrati i social network e molte funzioni smaterializzate che hanno aperto nuove e preziose possibilità, al prezzo però di rendere il mondo più confuso e stancante. Perciò e comprensibile che qualcuno provi a mitigare la china recuperando attività analogiche: con l'hashtag #analog2026, molti influencer propongono di tornare alla sveglia, ai dischi in vinile, ai lavori a maglia, alla calligrafia, alle riviste di carta...
Nel 2011 lessi 'Cosa tiene accese le stelle', in cui Mario Calabresi dialogava con personaggi famosi che sono stati capaci di mirare ai loro sogni. Il libro non mi appassionò particolarmente, ma il primo capitolo mi lasciò un segno
indelebile. Calabresi racconta della nonna che nel 1955, a 40 anni e con 6 figli piccoli, ricevette dal marito le chiavi di un'automobile: «Per accompagnare i bambini e portare a casa la spesa» le disse. Lei restituì le chiavi al concessionario, si fece ridare l'anticipo e comprò una lavatrice e un libro.
Per giorni, felice, invitò le amiche a scoprire quel prodigio tecnologico che l'aveva liberata dalla schiavitù dei bucati e restituita a un passatempo che la faceva stare bene.
La questione non è accettare o rifiutare, stare nel flusso o voltarsi verso il passato, ma usare una bussola personale, quella del "Cosa mi affatica/Cosa mi libera?".
Ripenso al primo bollitore elettrico che ho avuto: mi ha fatto scoprire il piacere delle bevande calde - ora bevo tè bancha ai pasti come i giapponesi, e considero il bollitore un oggetto prezioso. Poi me ne hanno regalato uno che si collega al wi-fi e si gestisce con una app: l'idea di prendere il telefono anche per scaldare l'acqua mi ha messo addosso una tremenda stanchezza. Ho memorizzato due clic per usarlo come fosse analogico e lascerò le altre funzioni a mio figlio che più di me si divertirà a provarle. E non mi sento una
boomer per questo, anzi! Dobbiamo prima di tutto smettere di sentirci fuori moda, antiquati, inadeguati se diciamo no grazie a qualcosa che sembra moderno e cool ma non ci rende liberi. Pensando alla nonna di Mario Calabresi che scambiò l'automobile con una lavatrice.

Francesca Magni, direttrice

CasaFacile: il numero di Febbraio 2026

Ecco cosa troverai sfogliando CasaFacile di febbraio 2026: puoi comprarlo in edicola o in versione digitale con l'app CasaFacile

COSA C’È DI NUOVO

  • Cartoline da...
    Il giro d'Italia a caccia di cose belle con le @amiche_in_tournee fa tappa a Milano in occasione delle olimpiadi (corri a pagina 14)
  • News & Trend
    Andiamo alla scoperta di mostre sul futuro, artigiani della luce e tutte le tendenze della fiera parigina Maison&Objet con il suo 'fuorisalone' Déco Off, per anticipare novità e trend 2026. Trovi questo e molto altro, a partire da pagina 16!
  • Punto Luce
    La riedizione della lampada da tavolo super tecnica di Gismondi la trovi a pagina 19.
  • I Fantastici 4
    A pagina 17 trovi tanti spunti shopping scelti dalla digital creator Cf style Mariana Bettinelli @interiornotes.com
  • Talent Scout
    Che cosa abbiamo scovato questo mese? Tazze con i charms, case al Polo Nord, ravioli antistress, origami wabi sabi e... altre cose deliziose da gustare a pagina 20.
  • Icone & figli
    Sapevi che l'idea di rendere schienale e braccioli pieghevoli risale a più di 50 anni fa? Scopri a pagina 21 la storia del divano Maralunga di Vico Magistretti e tutti i suoi "figli".
  • Icone del design
    A pagina 22 c'è tutto quello che volevi sapere sull'Abitacolo, il letto multifunzione progettato da Bruno Munari nel 1971.
  • Architetti&Designer
    Il concetto di 'funzione' deve includere quello di 'divertimento': chi ha pronunciato questa frase? Chi ha dato al suo studio di design il nome della creta da modellare, scopri chi è a pagina 23.
  • Lo shopping del mese
    Da pagina 25 trovi le nostre selezioni di servomuti, vasi con i manici e oggetti contouring.
  • Tendenza
    Tubo-lights! Il fascino dei tubi al neon ha ispirato le nuove lampade tubolari, scoprile da pagina 30.

LE CASE DI FEBBRAIO 2026: SCUOLA DI STILE

  • STILE POP
    Tra divertimento e rigore: ispirazione Cicladi (da pagina 32)
    Sfoglia questa casa ascoltando ♫ “Modern Love” dei David Bowie e copia il suo stile con i nostri suggerimenti shopping di pagina 45.
  • STILE ORGANICO-MODERN
    Atmosfere Mid Century: legno elegante (da pagina 46)
    Sfoglia questa casa ascoltando ♫ “What’s Love Without Broken Heart” di Nina June e copia il suo stile con i nostri suggerimenti shopping di pagina 63.
  • STILE NEW CLASSIC
    Lezione di restyling: rinnovare l'antico (da pag. 64)
    Sfoglia questa casa ascoltando ♫ "Astri" di Mobrici e copia il suo stile con i nostri suggerimenti shopping di pagina 77.

FOCUS

  • SPECIALE SCUOLA DI STILE: LA CAMERA DA LETTO
    Come arredare una stanza per creare uno spazio di carattere? Come scegliere letto, armadio e complementi senza sbagliare? Da pagina 79 trovi una guida completa per trovare lo stile giusto per la tua camera da letto.
  • MISURE
    Muoversi intorno al letto, aprire con agio armadi e cassettiere, allestire un angolo scrivania: a pagina 86 trovi tutte le misure indispensabili per progettare una stanza davvero comoda e funzionale.

PRIMA & DOPO

  • LA CASA PRIMA & DOPO DI FEBBRAIO
    Una casa anni '70 con un ingresso enorme e tanti spazi sprecati diventa un trilocale dagli spazi aperti e fluidi... con un locale multitasking tutto blu! Scoprila da pagina 88.
  • IL PROGETTO PRIMA & DOPO DI FEBBRAIO
    Un piccolo bilocale da vivere in 4 persone? Sì, con una ristrutturazione intelligente e una parete scorrevole l'architetto è riuscito a trovare spazio per la camera dei ragazzi. Scopri come ha fatto da pagina 100, trovi anche tante altre soluzioni con i pannelli mobili da pagina 102.

IDEE E SOLUZIONI

  • LA CASA IDEE & SOLUZIONI DI FEBBRAIO
    La cucina passante e la doccia in corridoio hanno trasformato i vincoli strutturali in vantaggi: scopri come da pagina 104
  • GUARDARE LA TELEVISIONE... SENZA LA TV!
    Quante volte ti sei chiesta... posso sostituire la tv con un proiettore? Ecco la nostra selezione di maxi-tablet e proiettori smart per una zona tv super pratica e senza il solito schermo nero e ingombrante, da pagina 114
  • IL PAVIMENTO 'DIFFICILE' DI FEBBRAIO
    Come arredare la casa se c'è un pavimento in parquet industriale: la soluzione e gli abbinamenti giusti sono a pagina 117
  • TENDENZE SMART IN CUCINA
    Sogni una cucina con l'isola e bancone snack? Trovi tante idee da pagina 118
  • DORMIRE BENE
    Ecco tutto quello che serve per un sonno ristoratore, dal materasso alla federa per avere sempre capelli perfetti, da pagina 121

DÉCOR E VERDE

  • LA CASA DECOR DI FEBBRAIO
    Arredi low budget, echi rétro e interventi effetto wow un mini appartamento di 57mq diventa un trilocale icona di stile, scoprilo da pagina 123.
  • FAI-DA-TE
    Le istruzioni per realizzare tante idee ispirate al lettering sono a pagina 134
  • ALLENA IL TUO POLLICE VERDE
    Scopri come coltivare la Calathea a pagina 139
  • TAVOLE DA COPIARE
    Una mise en place vitaminica? Perché no? Da pagina 140

    VITA DI CONDOMINIO
    La convocazione dell'assemblea condominiale può essere inviata tramite il sito web del condominio? La risposta è a pagina 143

da 50 a 100 mq

Piccoli spazi, tanto colore: un bilocale milanese da copiare

Una palette coraggiosa ideata a partire da un sogno (in rosa!) accende questa casa piena di idee da copiare

Ecco la sfida: traghettare un appartamento Anni ’70 ai giorni nostri e trasformarlo nella prima casa della giovane Valentina, key account per una multinazionale, appassionata di fotografia e amante dei colori. Gli spazi erano già ampi e ben illuminati grazie alle grandi finestre, ma i pavimenti erano un incoerente patchwork di finiture diverse. 

LE SCELTE FATTE:
Valentina desiderava la continuità della resina, ma per scongiurare i rischi di fessurazione dovuti al sottostante impianto di riscaldamento i costi sarebbero saliti: le architette hanno risolto uniformando tutta la casa con piastrelle in grés in grande formato 120x120 cm. Il risultato è una tela neutra su cui osare con il colore.
È stato deciso di abbattere la parete della cucina, così da dare continuità agli ambienti con passaggi fluidi tra zona giorno e notte. Si sarebbe potuta ricavare una seconda camera al posto della cucina, ma Valentina ha preferito mantenere un’ampia e fruibile zona giorno.

IL TOCCO DI STILE:
La scelta dei vari colori che caratterizzano l’appartamento è iniziata da un elemento davvero irrinunciabile per Valentina: il frigorifero rosa, vera ispirazione per lo studio di l’originale palette che ‘veste’ ogni ambiente di casa, a partire dal deciso color block che ci accoglie nell’ingresso.
"Eravamo alla ricerca di un colore protagonista poi abbiamo preferito accostare tinte diverse da ritrovare in ogni stanza a piccoli tocchi o grandi campiture per intrecciare un racconto cromatico unico."

Progetto Arch. Lara Morganti e Costantina Verzì
Styling Alessandra Barlassina e Simona Ortolan
Foto Simona Ortolan
Testo Alessandra Barlassina

da 50 a 100 mq

Arredare in stile vintage con arredi di recupero e mobili low cost

Una casa milanese ristrutturata con un obiettivo chiaro: recuperare oggetti usati e dichiarare guerra allo spreco!

L'atmosfera rétro riporta agli Anni ’50 e ’60 ma la filosofia che ha guidato la ristrutturazione di questa casa milanese tra l’Ortica e Acquabella è all’insegna della sostenibilità e del riuso. «Detestiamo lo spreco» spiegano Francesca e Luca, i proprietari di casa che qui vivono con i figli di 16 e 13 anni.
«Abbiamo creato spazi nuovi e su misura per noi, ma li abbiamo riempiti – fin troppo – e con arredi e oggetti che ci accompagnano da molto, veramente molto tempo».

LE SCELTE FATTE:
La ristrutturazione dell’appartamento di 90 mq è stata totale e studiata per essere funzionale alle abitudini della famiglia: living e cucina sono oggi un open space, il corridoio è diventato parte del salotto grazie a una vetrata ‘passante’, una nicchia è nata per accogliere l’armadio che è arrivato dalla casa precedente.

IL TOCCO DI STILE:
«Il mood dell’arredo è vintage e metropolitano, con accenti urban e industrial» dice Elisa Casati, che ha curato il progetto di interior (www.elisacasati.com). I proprietari hanno acquistato alcuni complementi nei mercatini di modernariato e altri li hanno recuperati dalle soffitte dei nonni, come l’archivio Olivetti originale. Le loro passioni sono anche nei dettagli: dagli strumenti musicali lasciati in giro alle locandine appese alle pareti.

L'ARTE DEL RECUPERO:
Protagonista della zona ingresso, la vetrata in ferro che si affaccia sul salotto è stata realizzata su misura dal ‘mitico’ fabbro del quartiere, Giovanni Panarello, «come si facevano una volta». L’arredo è tutto second hand: il baule porta-tv era nel solaio, il divano è stato acquistato online da un privato, le sedie Anni ’60 e il tavolo erano dei proprietari precedenti. Di nuovo, solo la cucina e i bagni.

 

Progetto d'interior Elisa Casati in collaborazione con arch. Davide Giovagnoli
Foto: Marta D'Avenia
Testi: Sara Peggion

Prima & Dopo

Prima e dopo: cambiare colore alle pareti per rinnovare il look di casa

Basta scegliere i colori giusti per trasformare gli spazi e sentirli nostri. Scoprite con noi come questo appartamento milanese si è trasformato grazie alla nuova palette colori

Capita di non riconoscersi più nelle scelte di stile di una volta. In questo Prima&Dopo Studio Pisk ci dimostra che basta la palette colore giusta per attualizzare gli spazi e sentirli di nuovo 'su misura' per noi.

È stata la prima casa milanese di Alessia : «L'ho presa nel 2007: era appena stata ristrutturata», dice, «e due cose mi hanno colpita: la prospettiva del corridoio che dall'ingresso mi faceva vedere la finestra della camera e il fatto che fosse in un palazzo di ringhiera pieno di giovani... siamo diventati subito tutti amici».
Dopo qualche anno vissuto altrove, ora, in un periodo per lei ricco di cambiamenti, è tornata qui. «Ovviamente ciò che andava bene 18 anni fa non mi rispecchia più. Così ho chiamato Studio Pisk perché mi aiutasse
a rendere questo piccolo appartamento di nuovo casa mia».

LE SCELTE FATTE:
«Sfogliando CasaFacile Alessia si è innamorata del colore del mio ingresso, un color prugna» racconta Vanessa. «Perciò abbiamo deciso che sarebbe stata la nuance giusta per dare risalto ad alcuni pezzi d’arredo, come il nuovo rivestimento del divano, e dei portali che sottolineano il passaggio tra gli ambienti».
Il rosa blush delle pareti è stato preso dal mobile tv scelto da Alessia; così come il senape del bagno viene dal colore del mobile lavabo... «Mai avrei pensato di partire da un arredo per definire la palette della casa» ammette stupita Alessia. E per scaldare ci sono tocchi ruggine su tessili e accessori che fanno da contraltare alla poltroncina azzurra.
Tutti i mobili sono di recupero: le new entry sono sedie, luci e tavolini.

IL TOCCO DI STILE:
La palette è di 4 colori che, in proporzioni diverse, tornano in tutta la casa: prugna, rosa blush, senape e terracotta, è la soluzione per dare continuità a un piccolo appartamento.

Progetto a cura di Studio Pisk
Foto: Giandomenico Frassi
Testi: Elena Favetti

News

Portami il futuro: Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026

Simona Ortolan

Simona Ortolan  •  Il pampano

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Nel 2026 Gibellina diventa Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea. Un programma diffuso che intreccia arte, architettura e spazio pubblico, trasformando una città simbolo della ricostruzione in un laboratorio di futuro condiviso. Dove la cultura diventa progetto civile e paesaggio abitato.

Nel 2026, Gibellina diventa il centro di una riflessione nazionale e internazionale sul ruolo dell’arte contemporanea come motore di rigenerazione culturale, sociale e urbana. Con il programma “Portami il futuro”, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, la città siciliana inaugura un anno di iniziative che attraversano spazi pubblici, architetture iconiche e luoghi della memoria, coinvolgendo l’intero territorio della Valle del Belìce e della provincia di Trapani.

Il progetto Portami il futuro, che oggi avviamo ufficialmente nell’anno di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea, ha l’ambizione di riattivare il laboratorio Gibellina, accogliendo numerosi artisti, soprattutto giovani, che realizzeranno nella nostra città e per la nostra città le loro opere (Salvatore Sutera, Sindaco di Gibellina)

La scelta di Gibellina, prima città italiana a ricevere il titolo di Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea, assume un valore fortemente simbolico. Ricostruita dopo il terremoto del 1968 attraverso un progetto che ha affidato agli artisti un ruolo fondativo, la città rappresenta un unicum: un esperimento di urbanistica e architettura in cui l’arte non è decorazione, ma struttura del vivere civile. L’inaugurazione del 15 gennaio 2026, in coincidenza con l’anniversario del sisma, riafferma questo legame profondo tra memoria, progetto e responsabilità collettiva.

Il programma si articola in mostre, arti performative, residenze d’artista, progetti educativi e momenti di studio, dando vita a un sistema culturale diffuso. Diciotto mostre attivano musei e spazi riqualificati, costruendo un dialogo tra opere, architetture e paesaggio. Le arti performative abitano piazze, teatri e luoghi simbolici, restituendo gli spazi alla comunità attraverso pratiche che intrecciano teatro, musica, cinema e performance site-specific.

Pensare Portami il futuro per Gibellina ha significato interrogarsi su come questa città, con la sua storia anomala e radicale, potesse tornare a essere uno stimolo per il Paese, non come semplice contenitore di eventi, ma come luogo capace di esprimere una narrazione sincera e necessaria sulla contemporaneità (Andrea Cusumano - Direttore Artistico Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026)

Un ruolo centrale è affidato alle residenze artistiche, pensate come dispositivi di relazione tra artisti, cittadini, studenti e ricercatori. Qui l’arte diventa strumento di ascolto e costruzione di comunità, capace di generare interventi urbani e sociali che nascono dall’incontro con i luoghi e con chi li abita. Allo stesso modo, i progetti di educazione e partecipazione coinvolgono diverse generazioni, artigiani locali e pubblici eterogenei, trasformando la Capitale in un esercizio condiviso di cittadinanza culturale.

Gibellina, Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 è anche spazio di riflessione critica. Simposi, conferenze e laboratori civici, in collaborazione con università e istituti di ricerca, approfondiscono il rapporto tra arte contemporanea, rigenerazione urbana e spazio pubblico, rafforzando l’identità della città come laboratorio aperto sul Mediterraneo.

Architetture come il Grande Cretto di Alberto Burri, il Sistema delle Piazze di Franco Purini e Laura Thermes, le opere di Pietro Consagra, i Giardini Segreti e il Palazzo di Lorenzo di Francesco Venezia, fino alla ex Chiesa di Gesù e Maria di Nanda Vigo, non sono solo quinte sceniche ma dispositivi attivi del progetto culturale. Spazi che continuano a interrogare il presente, ospitando nuove pratiche e nuovi significati.

“Portami il futuro” non propone una visione astratta, ma un futuro praticato: un’idea di città in cui arte, architettura e paesaggio diventano strumenti di cura, inclusione e costruzione collettiva. Un modello che guarda avanti partendo dalla memoria, e che fa della cultura un diritto condiviso e un progetto di lungo periodo.