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Coup de théâtre: cosa si nasconde dietro il sipario?

Fino all'11 novembre è possibile ammirare l'installazione di Maarten Baas alla Biennale di Architettura di Venezia

Maarten Baas, artista-designer olandese stupisce sempre con le sue scenografiche installazioni e alla Biennale di Architettura di Venezia presenta ‘Second Act’. Che cosa c’è dietro il sipario? Fino al 21/11, al Fondaco dei Tedeschi.

Era, ed è tuttora, un periodo di incertezza e paura. Le persone non sanno come reagire, cosa aspettarsi e quale sarà la nuova realtà con cui dovremo fare i conti. È difficile fare una dichiarazione sul tempo che stiamo vivendo senza poter guardare oltre una settimana. È per questo che ho voluto paragonare il tempo alla suspense di uno spettacolo teatrale: quando si aprirà il sipario cosa vedremo? Maarten Baas

Il sipario permette di evocare il mondo sconosciuto nascosto dietro di esso. Per una parte della sua installazione site-specific intitolata 'Second Act', ideata assieme allo scenografo Theun Mosk, l’artista olandese ha scelto di mettere in scena quattro lunghi sipari, sospesi nella corte interna del Fondaco dei Tedeschi, che celano una rappresentazione di cui non si conosce la trama. Il visitatore diventa così spettatore, partecipe di un’esperienza dall’epilogo incerto, così come quella vissuta in questo periodo di pandemia: «Quando il sipario si aprirà, cosa vedremo?».

Sempre ispirati al mondo del teatro che, a Venezia, trova un’eco particolare, Baas e Mosk hanno immaginato un’installazione per la riva d’acqua del Fondaco, composta da venti schermi disposti secondo un angolo di 45 gradi. Su ognuno di loro scorrono i titoli di tutte le opere annullate o rimandate nel mondo durante il periodo di chiusura dei teatri. «Le opere cancellate, come gocce di pioggia cadute dal cielo, danno un’idea della quantità di tutto ciò che non è accaduto durante l’anno», sottolinea Baas.

Il Padiglione al quarto piano del Fondaco ospita infine Sweepers, parte della famosa serie Real-Time Clocks. Per la prima volta sono presentati sotto la forma di orologi da camino - cioè quegli orologi che trovano facilmente la loro collocazione su mensole e tavoli. Questi orologi mostrano all’interno due uomini che spazzano il quadrante, indicando il passare dei minuti in tempo reale: «La polvere è sempre presente come simbolo dello scorrere del tempo. Qualunque cosa accada, non si può fare altro che andare avanti», esplicita Baas.