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Combo Torino: quando il design è a servizio della collettività

Daisy Romaniello

Daisy Romaniello  •  A Tiny Travel Story

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Combo, l’ostello di design di Torino che è anche bar, ristorante, radio e galleria d’arte, accoglie minorenni soli offrendo il suo contributo nella lotta al coronavirus

Aveva inaugurato a inizio anno a Torino nell’ex caserma dei Vigili del Fuoco: dopo appena un mese, Combo, l’ostello incubatore di design (nato dall’idea di Michele Denegri) si è trovato a fronteggiare un’emergenza sanitaria mondiale. Oggi riapre offrendo il suo contributo nella lotta al coronavirus, accogliendo minorenni senza rete familiare a causa del ricovero in ospedale dei genitori.

Ospitato in un complesso del 1883, Combo Torino - la cui apertura segue Milano e Venezia ed è parte di un progetto più ampio, affaccia sulle Porte Palatine, nel melting pot culturale del quartiere Porta Palazzo. La scelta non è casuale, vista la sua capacità di essere contemporaneamente ostello, bar, ristorante, radio, galleria d’arte, tutto all’insegna dell’integrazione. 

Spazi fluidi e informali, atmosfere accoglienti e contaminazione culturale: questo il concept, declinato dall’architetto norvegese Ole Sondresen e dall’interior designer torinese Helga Faletti, che hanno seguito l’idea di adaptive reuse nel ridisegnare l’edificio, pur conservando le sue radici storiche. Così il rosso, simbolo di vitalità e omaggio al colore dei pompieri, risalta in accostamento alle pareti lasciate allo stato grezzo del grande salotto open space, composto da più aree funzionali che ospitano una radio sempre on air oltre a spazi per proiezioni, concerti, mostre e workshop d’arte. 

Attenzione particolare anche alla riduzione dell’impatto ambientale: tutti gli arredi sono frutto del lavoro di aziende piemontesi, che hanno realizzato soluzioni di ospitalità particolari, come le stanze ispirate al Giappone - con tanto di tatami - o le piattaforme in rovere flottanti tra i muri, che creano spazi personali in cui dormire, rilassarsi, leggere o lavorare. A ricordare il passato di ex caserma, invece, ci pensano le postazioni di self check-in inserite su lunghi pali e la reception a forma di sylos come gli accumulatori dell’acqua.

Oggi, in attesa di aprirsi nuovamente alla città con il suo cartellone di iniziative culturali, cambia veste e diventa temporaneamente Casa Combo, con la collaborazione delle cooperative sociali EduCare e Liberitutti e con il supporto della Fondazione Carlo Denegri Social Venture, per offrire ospitalità, supporto psicologico ed educativo a bambini e ragazzi dai 6 ai 17 anni che necessitano di aiuto perché rimasti soli. Design, al servizio della collettività.

L’idea che Combo, con tutti i suoi spazi, possa restare vivo portando aiuto e pulsare grazie all’energia di bambini e ragazzi che attraversano un momento difficile ci rende felici e ci offre nuovi stimoli anche per il futuro (Michele Denegri) 

 

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