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Addio a Enzo Mari, maestro del design italiano

E' morto a Milano a 88 anni Enzo Mari, uno dei più grandi designer italiani del Novecento.

«Te ne vai da gigante», ha twittato Stefano Boeri, architetto e direttore della Triennale di Milano, questa mattina dando la notizia della scomparsa di Enzo Mari avvenuta nella notte all’Ospedale San Raffaele di Milano. E a questo affettuoso saluto ci uniamo.

Non possiamo non ammirare Enzo Mari: designer e teorico, è stato soprattutto un ‘intellettuale’ a tutto tondo prestato al design. La sua idea di questa disciplina, partendo dai suoi studi in psicologia della percezione visuale, affascina perché mette al centro l’utilizzatore dell’oggetto creato, quindi ognuno di noi, non trattandolo più solo come elemento passivo; il design ha un’importanza etica e il marketing fine a se stesso è da evitare: tanto che il collega Alessandro Mendini l’ha definito «la coscienza di tutti noi».

Un consiglio? Siate umani e progettate per il mondo. (Enzo Mari)

Nato in provincia di Novara nel 1932, formatosi all’Accademia di Brera, Enzo Mari ha davvero rivoluzionato l’idea di design a livello internazionale. I suoi oltre 1500 progetti per le maggiori aziende italiane gli hanno fruttato innumerevoli riconoscimenti (tra cui 5 Compassi d’oro), esposizioni in tutto il mondo e infiniti attestati di stima.

Recentemente aveva donato il suo archivio al Comune di Milano e attualmente la Triennale ha in corso la mostra ‘Enzo Mari curated by Hans Ulrich Obrist with Francesca Giacomelli’ su i suoi oltre 60 anni di attività (fino al 18 aprile 2021). Tra le sue indimenticabili opere: il vassoio Pago-Pago e il vassoio Putrella per Dainese, Sof Sof per Driade, Delfina per Rexite, Tonietta per Zanotta e i 16 animali ideati sotto l’influenza dell’amico e collega Bruno Munari.