Designer: Mario Bellini (Milano, 1935)
Produttore: Hay
Progettato nel: 1966
Idea: uno dei primi divani modulari della storia, da vivere in modo informale e conviviale.
Materiale: oggi la scocca in ABS riciclato post-consumo al 99%, cuscini in schiuma bio-bilanciata al 94%.
Segni particolari: è disponibile come modulo singolo e nelle varianti a due, tre e quattro posti.
Perché un divano è ‘di design’ e un altro no? Non c’è una risposta univoca ma sicuramente il design non deve diventare un’etichetta, ma deve aggiungere qualcosa. Erano gli Anni ‘60 e la rivoluzione sociale e culturale entrava anche nelle case stravolgendo il modo di vivere borghese e il cosiddetto salotto buono. Basta divani rigidi dove sedersi composti, si era alla ricerca di una nuova socialità, giovane, più informale e sfrontata.
In quegli anni il design italiano si è fatto avanti, offrendo nuove idee, nuova energia e una rinnovata interpretazione della vita moderna. Rolf Hay, cofondatore di Hay
Il design industriale diventa laboratorio di sperimentazione, un linguaggio capace di tradurre in forme le esigenze sociali. Mario Bellini concepisce così uno tra i primi divani modulari della storia: cuscini morbidi, accoglienti, poggiati su una scocca rigida, da muovere liberamente nello spazio.
Si voleva andare verso una nuova idea di casa, meno rigida.
L’altezza stessa della seduta comporta un nuovo modo di sedersi, più libero e più vicino al comportamento anticonformista dei giovani.
Il suo impatto fu immediato, tanto da entrare nella collezione del MoMA di New York. Non solo un arredo ma un’attitudine. Questo è design!
Ogni modulo fu concepito da Bellini completamente smontabile. Oggi nella nuova riedizione, mantiene questa caratteristica che favorisce manutenzione, durabilità e riciclo. È la prima riedizione di un progetto italiano da parte dell’azienda danese Hay, concepita con nuovi materiali sostenibili e performanti e in una palette cromatica che si ispira all’estetica nordica.
Testi: Alessandra Barlassina - @gucki.it
