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Come moltiplicare l’aloe vera

Segui i nostri consigli e impara a moltiplicare l'aloe vera, bastano piccole accortezze per ottenere nuove piante

L'aloe è una pianta facile da coltivare – anche in casa – ed è molto apprezzata sia per il suo valore ornamentale sia per il suo essere una sorta di piccola farmacia domestica!
Sempre pronta all’uso, ti basterà tagliare una bella foglia carnosa laterale (da piante di almeno 3-4 anni di vita) ed estrarre con un coltello il prezioso gel trasparente dalle molteplici proprietà cicatrizzanti e lenitive.

Se già coltivi l’aloe, in vaso o in piena terra in giardino, avrai notato che produce dei polloni alla base del cespo principale: devi eliminarli, perché rubano riserve nutritive alla pianta madre. Da ciascun pollone potrai facilmente ottenere una nuova pianta, con piccole accortezze.

Come moltiplicare le piante dell'aloe vera

OCCORRENTE

terriccio per succulente 
argilla espansa o lapillo vulcanico
vaso 
paletta

COME SI FA

  • Inserisci uno strato di materiale drenante (argilla espansa, lapillo o semplice ghiaia) sul fondo del vaso e riempi con apposita terra per succulente, o con un mix composto da 40% di sabbia di fiume, 40% di torba e 20% di buona terra da giardino.
  • Preleva il pollone dalla pianta madre esercitando una leggera forza con le mani per estrarlo dalla terra di coltivazione, quindi aspetta una settimana prima di procedere alla messa a dimora. In questo modo, appena le radici saranno a contatto con il terriccio e riceveranno un po’ d’acqua, si riprenderanno immediatamente.
  • Elimina eventuali foglie appassite e radici asfittiche, fai un foro d’invito nel centro della terra e inserisci la piantina, quindi bagna con moderazione. In seguito, somministra acqua una volta a settimana durante la stagione estiva ma ricorda di sospendere quasi completamente gli interventi durante la stagione invernale. Attenzione: se coltivi l’aloe all’aperto, innaffia al mattino presto o alla sera tardi, evitando le ore più calde e abbi l’accortezza di innaffiare direttamente la terra e non le foglie, che rischierebbero di trattenere l’acqua e avviare un dannoso processo di marcescenza, oppure essere interessate da gravi patologie fungine.
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Simonetta Chiarugi - aboutgarden.it

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