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A casa di Emma Fassio, knitting designer ad alta dose di creatività

Nota soprattutto come protagonista assoluta del Knitting e dei ferri circolari, Emma Fassio è anche stilista e grande appassionata di cucito creativo.

Ho conosciuto Emma Fassio attraverso il suo blog e sono rimasta molto colpita dal suo percorso di vita e dal suo amore per le attività creative e le arti manuali, che è riuscita in pochi anni a trasformare nel suo lavoro.

Protagonista assoluta del Knitting e dei ferri circolari, Emma Fassio insegna e pubblica volumi attraverso i quali condivide con il pubblico tutorial dei suoi lavori, che hanno il grande pregio di essere, oltre che belli, accessibili a tutti!


C'è una frase di Emma che mi è rimasta molto impressa, e che rispecchia un po’ quello che è anche il mio pensiero: 'La creatività è in tutti noi, non dobbiamo mai smettere di cercarla'. Ho deciso quindi di intervistarla per scoprire l'ambiente in cui vive e lavora e la sua ricetta per vivere appieno una vita creativa!

 

A che età hai scoperto la tua vena artistica e il tuo amore per i ferri?
A quattro anni inseguivo mia mamma e mia nonna materna, svedese, per farmi insegnare l'uncinetto. Subito dopo sono passata ai ferri e alla tecnica continentale (tecnica di lavorazione ai ferri). Restavo incantata a guardare mia madre creare maglioni per tutta la famiglia e, durante le estati in Svezia, quando andavamo a visitare uno dei primi centri Steineriani con il suo negozio, rimanevo ore incantata di fronte alle matasse appese lungo una parete con le gradazioni che solo le tinte naturali sanno dare. Mi mamma aveva inoltre una macchina da cucire sempre a disposizione su una scrivania e io mi divertivo come una matta a realizzare gonne e piccole tovagliette allegre. 

 

Hai vissuto tanti anni all’estero, in che modo questo ha influito sul tuo lavoro?
Grazie al lavoro di mio padre, oltre alle estati passate in Svezia dai nonni e dalle zie, ho avuto la fortuna di vivere dai 14 ai 18 anni a New York. All'epoca ero un'adolescente che passava le notti a dipingere e di giorno a fare la secchiona intellettuale, ma appena potevo accompagnavo mia madre nel negozio di tessuti per patchwork dove faceva dei corsi e mi scioglievo di fronte ai colori dei tessuti, a tutti i toni di rosa e verde acqua. Ho avuto anche la fortuna di frequentare dei corsi universitari come liceale di talento, e di visitare molte gallerie d'arte e studi di creativi di Washington Square e Soho, che si trovavano vicino il mio liceo.

 

Com’è la tua casa? Hai uno spazio in particolare dove crei i tuoi lavori?
Il mio sogno sarebbe 'A Room od One's Own', come dice il titolo del libro di Virginia Woolf! In realtà ho iniziato a invadere tutta la casa sin da quando le mie figlie (ormai 14 e 17 anni) erano piccole e da quando ho capito come volevo trasformare il mio lavoro. La mia scrivania e il mio computer sono in sala, di fianco al divano. Per la macchina per cucire ho creato un angolo al fondo della stanza da letto mia e di mio marito, dove c'è anche la libreria con tutti i miei libri creativi preferiti che faccio arrivare un po' da tutto il mondo.

 

In che modo utilizzi i tuoi lavori per decorare la casa?
Adoro decorare la zona giorno (quasi un open space) con accessori in colori caldi in uno stile un po' personale. Un miscuglio delle culture che mi hanno formata: italiana, svedese e americana. Come oggetti e progetti creativi amo soprattutto i sotto tazza, le tovagliette per la colazione o le tovaglie.

 


Da cosa trai ispirazione per i tuoi progetti?
Principalmente dalla vita di tutti i giorni. A volte è un dettaglio in un vestito, altre volte le potenziali modifiche e alternative di un progetto. Quelli che preferisco sono i risultati non previsti o meditati.

 

Come riesci a conciliare il lavoro creativo con gli aspetti più pratici e organizzativi del tuo lavoro?
Ogni tanto mi obbligo a essere la segretaria di me stessa, la contabile, la razionale e l'amministrativa creando una specie di equilibrio tra tutte queste personalità. L’organizzazione è importante quando la creatività è un lavoro vero e proprio. 

 

Che consiglio daresti a chi, seguendo il tuo esempio, vorrebbe trasformare la propria passione in un mestiere? 
Di seguire i propri sogni, di lottare con integrità ed eticità per ciò che si vuole fare in modo serio e professionale. Oggi la tecnologica ci permette di fare ricerche, di scoprire modi alternativi di fare un lavoro, di formarci in modo completo e di vedere anche cosa succede negli altri paesi; sono gli aspetti positivi della rete. 

 

Puoi darci qualche anticipazione o novità in programma?
Per me questo sarà un autunno carico di eventi, tra i corsi, le fiere (sarò ad Abilmente Vicenza e Roma nella Vie delle Idee) con progetti creativi e l'uscita di due nuovi manuali, uno dedicato alla maglia e l'altro al cucito. In più sto lavorando ad altri tutorial gratuiti del mio sito. Le idee sono tantissime per l'anno nuovo, sul mio blog è possibile leggere i dettagli!

 

Testi

Anna Lisa Secchi

Foto

Emma Fassio

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