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Ambienti ben illuminati: la prima regola del benessere

La luce è un ponte di comunicazione tra il mondo esterno e il nostro organismo: il suo spettro e il suo variare regolano le funzioni vitali e le emozioni. Ecco una guida pratica per scegliere le luci perfette per i nostri ambienti.

Non possiamo fare a meno della luce naturale ma, grazie alla tecnologia, anche quella artificiale oggi è in grado di darci benessere. Come? Ne parliamo con le mie colleghe lighting designer di Women in Lighting.

Al mattino, per cominciare...

La luce del mattino è ricca della componente blu dello spettro e ci mette in stato di attenzione, concentrazione, vitalità: è normale, quindi, che se non ci esponiamo alla luce del mattino ci sentiamo più spenti, quasi scarichi. La lighting designer Martina Frattura, consiglia di creare uno spazio in casa pensato per dialogare con la luce, dove fare colazione e un break due o tre volte durante la mattinata. Questo spazio di ricarica dovrebbe essere affacciato su una porzione di cielo, la cui vista ha il potere di renderci più attivi.

Per la postazione di lavoro

Con la lighting designer Martina Alagna facciamo il ‘punto luce’ per chi lavora in casa. Tavolo o scrivania devono avere il piano di colore chiaro e non riflettente (ricorda che i colori scuri assorbono la luce). Se il tuo non è così, coprilo con un cartoncino bianco o una tovaglia: questo contribuirà a diffondere la luce nella stanza aumentando il comfort visivo. È bene che la finestra sia di fronte, non alle spalle né a lato di chi lavora: solo così si evitano ombre e si ha luce sul viso nel caso di videocall.

  • Se lavori al computer spegni le lampade a luce diretta (i lampadari e le sospensioni sopra al tavolo) e crea una luce ambientale indiretta che simuli quella naturale e diminuisca il contrasto tra lo schermo e la stanza. La luce indiretta che illumina il soffitto e parte delle pareti senza generare ombre e riflessi aiuta la concentrazione: si ottiene con lampade in cui non è visibile la sorgente luminosa, col fascio di luce verso l’alto.
  • Se svolgi un lavoro manuale l’ideale è una lampada a luce sia diretta sia indiretta (sono perfette quelle a doppia emissione). Attenzione a dove la metti: per i mancini la luce deve arrivare da destra, e per i destrimani da sinistra.

Per l’angolo lettura

Non limitarti alla luce diretta che illumina le pagine del libro, ma ricrea con altre lampade una luce d’ambiente diffusa. Noterai che così gli occhi si affaticano meno. La lighting designer Chiara Carucci consiglia anche di utilizzare luci diffuse e dirette, regolabili di intensità.

Per allenarsi in casa 

Oggi sempre più persone fanno sport in casa con app e tutorial. La luce non deve disturbare, specie nel caso di esercizi da supini, quindi evitare gli spot che puntano sul viso e sul corpo. La lighting designer Giordana Arcesilai consiglia una luce non abbagliante, scegliendo lampade da terra o applique a luce indiretta. Usa la luce colorata: riempire di colore uno spazio ci trasporta in un altro luogo. Oggi i nuovi sistemi di illuminazione connessa wireless consentono di giocare con il colore e con la temperatura di colore della luce. Ricorda che un esercizio più energico richiede una luce un po’ più fredda che si avvicini alla luce diurna.

Per rilassarsi

Per esercizi soft o di meditazione serve una luce attenuata, più evocativa» continua Arcesilai. In questo caso scegli lampade traforate, in tessuto, pietra, legno, che creano giochi d’ombra e rimandano al fuoco e a una luce più primordiale.

 

L'articolo è stato scritto con la collaborazione di Women in Lighting 
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