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Carlton: la libreria-divisorio che rivoluzionò il mondo del design

La frase di una canzone di Bob Dylan ispirò il manifesto di Memphis

La storia delle icone è spesso anche la storia del caso. Per diventare icona, un progetto ha bisogno di tante componenti, di dialogare con la storia, di rispondere a certe caratteristiche, di imporre nuovi canoni. 1981, irrompe Memphis. Il vate Sottsass con De Lucchi, Cibic, Thun, Zanini e altri organizza una cena a casa sua nel  dicembre del 1980. Un vinile con un pezzo di Bob Dylan si incanta su una frase: ‘...with the Memphis Blues again’. Il gioco è fatto, nasce Memphis.

Quando disegno non cerco di salvare il mondo, cerco di salvare me stesso. Ettore Sottasass

Uno sguardo radicale sul design, che mette a sistema nuove sperimentazioni sui materiali laminati (parte la storica collaborazione con Abet). Il manifesto di Memphis è questo: la libreria Carlton. Un mobile in forma umana con testa, braccia, piani in diagonale. Libreria ma da sempre anche ideale séparé.

Designer: Ettore Sottsass (1917-2007)
Produttore: Memphis Milano 
Prezzo: € 13.800
Progettata nel: 1981
Idea: libreria antropomorfa realizzata con un materiale nuovo, il laminato plastico.
Materiali: legno e laminato plastico, in vari colori.
Versioni: oltre alla Carlton storica da cm 190x40x196h esiste anche la miniatura (cm 47,5x8,2x49h €990), in edizione limitata di 1.000 pezzi. C’è poi una limited edition di 30 esemplari della versione grande, realizzata nel 2011 per i 30 anni di Memphis, contenuta in una speciale ‘custodia’ di legno. Sono tutte su memphis-milano.com, sito che ha un e commerce rinnovato e, oltre ai prodotti, ospita l’archivio e la storia di Memphis-Milano, Meta Memphis e Post Design.

Curiosità: lo stilista Karl Lagerfeld – come anche David Bowie – è stato un grande collezionista di design di Sottsass e di Memphis, il cui stile aveva definito “l’Art déco degli Anni ’80”. Nel 1983 arredò il suo appartamento di Monte Carlo solo con pezzi di Memphis (online ci sono molte foto). Nel 1991, quando vendette l’appartamento, li mise tutti all’asta da Sotheby’s. Nel 2016, ancora Sotheby’s liquidò gli oltre 100 pezzi della collezione di Bowie, forme dirompenti, fragorosa rottura con tutti i canoni precedenti di forma e funzione. Non un pezzo da milioni di esemplari, ma milioni di esemplari (umani) innamorati di questo pezzo.

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