Architetti & Designer

Architetti & Designer: Julie Richoz

L'intervista a Julie Richoz, una giovane designer svizzero-francese che vive e lavora a Parigi. Nei suoi progetti si diverte a giocare con pieni e vuoti e a sperimentare con tutti i materiali

Era ancora una studentessa all’ECAL, l’Università d’Arte e Design di Losanna, quando Alessi mise in produzione un suo oggetto da scrivania: l'organizer Fierzo.
Qui però partiamo da un recentissimo progetto.

Qual è l’ispirazione per la collezione Cicala di Tectona?
«Il desiderio di creare arredi dalle linee leggere, organiche. Il teak è un legno bellissimo, ma spesso usato per dare vita a forme massicce.
Abbinarlo a un telaio in acciaio gli dona leggerezza, rafforzata anche dai cuscini che poggiano sulla struttura e la lasciano visibile».

Lavora con molti materiali diversi. Ce n’è uno che la attrae in modo particolare?
«In questo periodo i tessuti: sono leggeri, diffondono la luce, sono caldi, flessibili e comprimibili. Amo anche il modo in cui i tessuti fungono da supporto per il colore, come l’intreccio dei fili crea dei motivi, una struttura, per dare al prodotto finito una idea di rigidità o morbidezza».

Una tipologia di oggetto che non ha ancora progettato con la quale vorrebbe misurarsi?
«Mi piacerebbe progettare una gamma di interruttori e di prese, tutte quelle piccole interfacce elettriche architettoniche. Mi piacciono la scala e la precisione di questi progetti e come permettono di lavorare con gesti e tattilità in modo sottile ma molto significativo. Un argomento affascinante da esplorare».

Quale designer del passato ammira in modo particolare?
«Eileen Gray, per l’intelligenza e l’inventiva nello sviluppo di soluzioni per l’interior design ancora oggi davvero notevoli e in grado di sorprenderci per la loro rilevanza e attualità».

Progetti futuri?
«Sto per presentare a Parigi un fermalibri in ghisa con il brand norvegese di oggetti per la casa Nedre Foss.

A cura di Claudio Malaguti

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Claudio Malaguti