Architetti & Designer

Architetti & Designer: Elisa Ossino

Si può creare armonia facendo convivere gli opposti? Sì, come dimostra il lavoro di una interior designer, architetto e stylist che si muove fra tradizione e contemporaneità.

La cifra principale dell’attività di Elisa Ossino e del suo Studio fondato nel 2005 è l’approccio olistico al progetto, che dà vita a prodotti caratterizzati da un’estetica che si rifà anche a modelli metafisici e surreali.

Nei suoi progetti come product designer si rivela un amore per le geometrie. Da dove nasce? Ci sono dei riferimenti artistici che l'hanno influenzata?

L’uso della geometria per me è imprescindibile, per generare segni, partizioni e campiture nello spazio. C’è una profonda influenza dell’arte in tutto il mio lavoro: il mio approccio progettuale mi porta ad allontanarmi il più possibile dal mondo reale, amo creare spazi sospesi e onirici, quasi installazioni più che ambienti veri e propri. Nel progettare una casa, per esempio, tendo a celarne gli aspetti funzionali per costruire spazi astratti, disegnati con grande attenzione compositiva e gli elementi e gli arredi quasi sempre custom concorrono a creare ‘dipinti tridimensionali abitabili’. L’uso della geometria è sicuramente uno dei tratti riconoscibili del mio lavoro, la uso sempre, sia nella composizione dello spazio, che nel disegno di texture e di arredi per cui privilegio da sempre le forme pure. Tra i riferimenti artistici citerei sicuramente Donald Judd, Sol Lewitt e Agnes Martin.

Al tempo stesso, però, nelle sue progettazioni di interni la geometria si stempera in atmosfere eleganti e leggere, quasi rarefatte...

Mi piace che lo spazio non rappresenti troppo il reale. L’arte è un’ispirazione in questo senso, quando progetto uno spazio lo porto ad un’astrazione, mi piace che sia sospeso ed onirico. Cerco di fare in modo che gli elementi lo compongano come un quadro. Lo spazio deve essere la traduzione di un momento, trasmettere una sensazione.

Da anni collabora con il brand Salvatori, specializzato nella lavorazione del marmo. Cosa le trasmette un materiale apparentemente statico, freddo?

È un materiale primordiale, utilizzato fin dall'antichità, e uno degli aspetti che apprezzo di più è l’unicità di ogni lastra, caratterizzata da venature e colori sempre diversi. Al tempo stesso, lo amo per la qualità scultorea e la sua preziosità. È un materiale che si presta molto sia alla creazione di arredi che di superfici. Trovo estremamente interessante la possibilità di creare degli oggetti riproducibili in serie ma anche unici.

Siciliana di origine, vive a Milano dai tempi degli studi al Politecnico. Come designer, dove sente emergere le sue radici mediterranee?

In tutti i miei progetti ci sono forti riferimenti alla mia terra e alle mie origini. I contrasti della luce, la simmetria dei templi, gli intarsi marmorei del barocco siciliano, temi che fanno parte del mio immaginario e che rielaboro in chiave contemporanea.

Quando era una studentessa, quali erano i suoi 'miti', del passato o contemporanei? E lo sono ancora?

Ce ne sono tantissimi, difficile elencarli, Étienne-Louis Boullée, Le Corbusier, Louis Kahn, per citarne solo alcuni.

A un giovane che volesse studiare Architettura che cosa consiglierebbe innanzitutto?

Di essere estremamente curiosi e di osservare la realtà che ci circonda in tutte le sue sfaccettature, approfondendo tutte le discipline artistiche in varie forme espressive.

Quali sono secondo lei i trend principali del design per questo 2024, quelli che vedremo anche al Salone?

Sono molti e paralleli; sicuramente immagino una presenza sempre più forte della tecnologia nelle nostre vite e nelle nostre case, un'estetica legata agli immaginari virtuali, ma allo stesso tempo emerge con forza un bisogno di riappropriarsi della nostra sensorialità approfondendo la materia. Materiali estremamente ricercati che nascono dall’incontro tra tecnologia e attenzione all’ambiente sono sicuramente un tema di grandissima attualità.

I progetti che creo sono definiti dalla leggerezza e dall’intensità, due concetti che soltanto apparentemente sono antitetici.

2014 - Tavolino-seduta Unus [Desalto]

2015 - Scatola per pensieri [Porro]

2016 - Soffione doccia Fontane Bianche [Fantini Rubinetterie]

2017 - Wallpaper Arcade [Texturae]

2018 - Divano Erei [De Padova]

2019 - Vasca Balnea [Salvatori]

2020 - Tappeto Ritagli [Amini]

2021 - Scrivania Franny e pouf Zoey [Dieffebi]

2022 - Poltrona Mekong [Trussardi Casa]

2023 - Rivestimento Tondo, Querini e Canton, coll. Formelle [Cimento]

Testi

Claudio Malaguti