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L'orto cinetico di pallet sul tetto

Nel cuore di Brera, sul tetto di Piuarch in via Palermo 1 (Milano), c’è L’Orto Cinetico: una nuova installazione optical realizzata con fiori multicolore e ortaggi sul tetto dell’edificio!
 
Zucchine, pomodori, cavoli e insalatine. Fiori blu e gialli e… tanto relax. Ci troviamo sul tetto di un edificio nel centro storico di Brera a Milano, dove lo Studio Piuarch ha convertito 300 mq di superficie inutilizzata in un orto permanente.
 
Il progetto ‘L’orto fra i cortili’ oltre a essere esteticamente decorativo, è molte altre cose: riqualificazione energetica dell’edificio, autoproduzione alimentare, spazio di socialità e coworking.
 

Al centro del progetto c’è l’ideazione di un sistema modulare che utilizza i pallet per rivestire tutta la superficie del tetto. Infatti sono usati sia come piano di calpestio sia rovesciati come contenitori per il terriccio. Fiori, ortaggi e piante officinali creano uno strato di vegetazione che migliora l’isolamento dei locali sottostanti.

 
In più vengono riciclate le acque piovane riducendo il flusso delle acque di scarto nella rete idrica. Il bello di questo progetto così virtuoso è che cambia in base alla stagione. Ogni anno ‘fioriscono’ nuove idee!

Vuoi scoprire con noi com’ è stato realizzato? Sull’allegato VerdeFacile (che sarà in edicola con CasaFacile di maggio 2016) troverai un servizio dedicato a questo spazio!
 
ORTO CINETICO

Brera district

Via Palermo 1

Progetto PIUARCH in collaborazione con Verde Vivo e il paesaggista Cornelius Gavril

www.piuarch.it

 [[ge:mondadori:cf:28481]]
 

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Le sedie 'spiazzanti' di Infinìti 

Gabbie di legno e isole di attenzione per lo stand di Infinìti al Salone del Mobile 2016: l’azienda lavora da tempo sui materiali, sugli stampaggi plastici associati al legno.
Per questo Salone Infiniti ha scelto il legno, usato come codice a barre, per lavorare su partizioni e trasparenze… Bello!

Giovani italiani e affermati protagonisti (italiani e stranieri) lavorano al catalogo dell’azienda, con un payoff semplice: sit around the world, sedersi nel mondo.
La campagna di comunicazione piazza… sedie spiazzanti, nei posti più impensati del pianeta.

Una qualità leggera ed evidente, di collezioni realizzate internamente.
Come Sette su Sette, sedia in legno e materiale plastico, impilabile e il tavolo 2 più 2 con struttura in tubolare ruotato di 45 gradi di Brogliato e Traverso.

Dal 12 al 17 aprilie 2016 presso il Padiglione 12, Stand C03-D06 (Salone del Mobile, Rho Fiera). 
www.infinitidesign.it

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Pista per le biglie e caos creativo a Palazzo Litta

Già punto focale dei fuorisalone degli scorsi anni, nel 2016 Palazzo Litta, in corso Magenta 24, apre le sue porte e le sue stanze meravigliose e poetiche a una nuova esibizione  della ‘serie’ A Matter of Perception: nel 2015 si parlava di Products & Materials, questa settimana ci viene invece mostrato come lo sviluppo della tradizione cresca di pari passo con quello della tecnologia.
 
Gli allestimenti che ci hanno colpito di più?
 
Di sicuro la poeticità trasmessa dai vasi monofiore ideati dallo Studio Suppanen: stampati 3D, tagliati al laser e rifiniti a mano sono pieghevoli e si ripongono in una scatola.
 
Per non parlare di Caos: alcuni studenti del primo anno di laurea magistrale del Politecnico di Milano, all’interno del laboratorio di interior design hanno sviluppato il tema assegnato dai loro professori Andrea Branzi, Michele De Lucchi e Francesca Balena Arista. Mentre l’anno scorso il tema era l’estetica della miseria, questa volta la meditazione riguarda il caos come interpretazione del mondo moderno.
 
Gli studenti hanno realizzato delle maquette in cui esprimono le loro riflessioni riguardo gli spazi che l’uomo contemporaneo vive: l’habitat odierno tende a essere un luogo organizzato solo in parte secondo le tradizionali funzioni domestiche, ospitando anche attività non previste.
 
Sono nati così 14 modelli in scala 1:10, delle scenografie evocative tutte diverse tra di loro poiché ognuna si è fatta interprete del tema in modo unico e personale. Tutti, però hanno un fil rouge che li lega: una sorta di visione liberatoria in cui il caos non è disastrosa mancanza di ordine, ma compare come presenza positiva.
In collaborazione con Oikos.
 
Infine, abbiamo scoperto l’aspetto ludico dei materiali da costruzione con l’installazione di Ruredil, azienda leader nel campo delle soluzioni tecnologiche per l’edilizia. Il Ruredil Ring è una pista per le biglie di plastica realizzata in X Plaster W-System (TM): durante la design week la pista è a disposizione di chiunque voglia sfidarsi a biglie proprio come si fa in spiaggia e il 16 aprile si svolgerà il ‘Primo Campionato Ruredil di biglie su pista’ dedicato agli architetti invitati!

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Poesia, labirinti e fili da Marras

Di solito, da Marras ci si andava quasi alla fine, e anche un po’ all’ultimo minuto. Quest’anno invece ci siamo andati subito. E siamo stati premiati: perché l’immagine del suo incantevole giardino dominato da uno spettacolare glicine e di Antonio semplicemente seduto al tavolo pronto a chiacchierare e ad accogliere amici-e-non ci accompagnerà per tutta la settimana del Salone.
 
Uno sguardo allo show-room (dopo ci torneremo, non dimentico che nella mia vita precedente, quando mi occupavo di moda, le sue sfilate erano tra le più amate…) ma subito lui prega di andare giù “mi raccomando, fino in fondo…”.
 
Ed è proprio quell’in fondo’ che ci conquista del tutto: tavole e tavole apparecchiate come opere d’arte e per me una piccola sorpresa. Come non notare che quelle tavole, per stile e spirito d’insieme assomigliano proprio alla copertina di CasaFacile di aprile? Un classico.
 
Ma andiamo con ordine…
 
Via Cola di Rienzo 8, a Milano, è un piccolo paradiso in città. Lo showroom di Nonostante Marras è nel cortile interno di un anonimo palazzo Anni ’60, ci si entra passando sotto una cascata di glicine e ci si ritrova in un mondo fantastico, anzi due: c’è lo show-room vero e proprio, dove gli abiti sono quasi comparse in una scenografia iperfantasiosa e iperdecorata (quest’anno c’è anche una parete rivestita in carta da parati Wall&Decò disegnata da Antonio Marras); e c’è uno spazio magico che ogni anno ospita un’installazione, per il Fuorisalone.
 
Per il 2016 il titolo è ‘Accumuli, percorsi, labirinti e fili’, un progetto dello stilista in collaborazione con Eligo, il brandi del team che l’anno scorso, con il nome di Segno Italiano, si era aggiudicato il “Milano Design Award”. Di cosa si tratta, lo dice il nome: 20 chilometri di spago creano un labirinto di canapa nello spazio del Circolo Marras, avvolgono totem di terracotta di Impruneta, creano una specie di nido in cui immergersi, cullati dal suono dell’acqua che scorre di vaso in vaso in un’installazione che parla della terra, dell’argilla, dell’arte antica di fabbricare anfore e bottiglie di terracotta, appunto, quelle che Antonio Marras ha dipinto a mano nei toni del bianco, del nero e del bordeaux.
 
E non è finita. Di stanza in stanza, si arriva a quello che, per il tempo della Milano Design Week, è un ristorante assolutamente unico: prodotti enogastronomici sardi* (Antonio Marras è nato ad Alghero nel 1961) serviti su tavole apparecchiate dallo stilista come opere d’arte: sedie e tavoli stessi sono una collezione di meraviglie di modernariato e antiquariato, ogni pezzo diverso, unico; vasellame, ceramiche, tutto è studiato e ricercato ad hoc, dalle corone di maiolica di Faenza di Ceramiche Gatti ai centrotavola di BAM (Bottega Artigiana Metalli), sculture in ferro che evocano gli animali della campagna.

Alle pareti, specchi antichi e una collezione di ritratti di anziani contadini sardi in formato gigante, scattati dalla fotografa Daniela Zedda e stampati su tela: è la mostra “Senes” (vecchi in latino), che racconta i solchi di una terra brulla sulle rughe di chi l’ha lavorata per tutta una vita. È così, il Circolo Marras, uno spazio di infinite storie ed esperienze, di molte emozioni e inesauribile bellezza.
 
Grazie, Antonio!
 

*Il ristorante ospita Imprentas, il progetto di due imprenditori sardi che, innamorati dei cibi della loro terra, hanno creato una piattaforma e-commerce che vende prodotti particolari della Sardegna.
 

 

 
 

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Vitra: un meraviglioso luna park di colori 

Che meraviglia le ruote cromatiche di Vitra! Appuntamento in via Pietro Maroncelli 14 (Milano) per entrare nel ‘luna park’ di colori con le ruote cromatiche e gli iconici arredi dell’azienda svizzera.
 
Dopo 11 anni di assenza dal circuito del Fuorisalone, Vitra torna con un grande allestimento su tre piani. Il tema dell’esposizione è il colore. Da dieci anni Vitra ha un direttore artistico che si occupa esclusivamente di colori e materiali, la finlandese Hella Jongerius.
 
“L’obiettivo di questo progetto comune è mettere a punto un sistema intelligente di colori, materiali e tessuti che consenta di creare facilmente ambienti ricchi di fascino in uffici, abitazioni o spazi pubblici” afferma Eckart Maise, Chief Design Officer.
 
I colori e i tessuti sono per il design una sorta di pelle: una componente fondamentale per la loro interazione con lo spazio.
 
Ogni prodotto acquisisce il massimo potere espressivo possibile, pur abbinandosi perfettamente ad altri pezzi per creare un allestimento complessivo armonico senza sacrificare l’identità del prodotto.
 
“Il concetto della Vitra Colour & Material Library inizia con l’organizzazione di tutti i colori in quattro mondi cromatici: i rossi, i chiari, i verdi e gli scuri”, spiega Hella Jongerius. “La biblioteca è come un organismo vivente in continua crescita: non è statico; tutto è soggetto al cambiamento. La struttura interna delle ruote dei colori mantiene aperte tante opzioni. Una ruota può rimanere incompleta, i colori vanno e vengono e questa incompletezza genera apertura. Non c’è spazio, però, per le coincidenze casuali. Ogni scelta è ponderata e definita consapevolmente”.
 
Presso CasaVitra, l’installazione realizzata in occasione della Design Week di Milano in via Maroncelli 14, i visitatori si trovano di fronte a gigantesche trottole che ruotano sul pavimento, rappresentanti l’intera gamma di materiali Vitra. Questi quattro mondi costituiscono la base della biblioteca che organizza tessuti, materie plastiche, legni e colori in numerose forme e dimensioni. Appese al soffitto sopra alle trottole, nove ruote di colori roteano nello spazio.
 
Sempre per il Fuorisalone 2016 in via Maroncelli 14 è aperto un pop-up store Vitra, un temporary shop (fino a domenica 17 aprile) dedicato esclusivamente alla gamma di accessori Vitra.
 
 
 
 
 

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Ikea: metti in tavola l'essenzialità

Al fuorisalone di Ikea ci sono tre cose essenziali: una tavola, un pasto, un incontro. Ecco la ricetta del progetto #WELCOMEhome che puoi toccare con mano dal 12 al 17 aprile nel cuore del Design District milanese, in via Stendhal 36 (Milano).
 
In questo spazio multifunzionale trovi tantissimi workshop uniti da un’idea comune: il ritorno a una semplicità libera da artifici, per avvicinare le persone a ciò che è davvero importante per stare bene con se stessi e con gli altri.
 
Perfetta quindi l’essenzialità della limited edition per la tavola e per la casa Viktigt (guarda la gallery con tutte le foto dei prodotti!) disegnata da Ingegerd Råman che ha creato questa collezione in modo da far risaltare l’essenzialità di linee e forme. Less is more!
 
La tavola non è un semplice pezzo d’arredo, è un crocevia di esperienze e scoperte, dove ogni nuovo incontro porta ad un arricchimento personale.
 
A rendere la pausa appetitosa ci pensano gli Gnambox, Stefano e Riccardo: ricette gustose e di stagione si alternano di giorno in giorno, fra tradizione e innovazione.

Cucina

Grattugia, spremiagrumi, filtro: basta un tappo!

Grattugia, accendi fiammiferi, spremiagrumi… basta avvitare il tappo e il barattolo si trasforma!

Puoi usarli sui classici barattoli da conserve e marmellate, ma non si limitano a chiudere: gli HappyTappi di Ipac hanno un sacco di funzioni diverse, scorri la gallery per scoprire quelle più utili.

C’è il tappo porta cannuccia, per cocktail freschi senza versare una goccia.

E il tappo grattugia: grattugia il formaggio, raccoglilo direttamente nel barattolo e servi in tavola con originalità!

Vuoi risparmiare? Tappo salvadanaio.

Manca l’oliera? Tappo dosa olio, si avvita e diventa un’oliera da tavola o da cucina.

Viva le spremute. Tappo spremiagrumi, il succo dell’arancia si raccoglie nel barattolo senza sprechi.

Hai da accendere? Tappo porta fiammiferi, per avere tutto il necessario per accendere il fuoco in pochi secondi.

Ecco come raccoglierli! Tappo filtro, per filtrare e raccogliere oli di cottura (vietato buttarli nel lavandino, inquinano!)

 

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La ceramica di Deruta diventa contemporanea 

Sperimentazione sulla materia, rispetto del passato e capacità di modificare le condizioni d’uso degli oggetti. Sono questi gli aspetti fondamentali incarnate da Cipcip, Madison e Bouquet, i tre prodotti presentati al Fuorisalone 2016 da Luca Binaglia per l’Azienda M.O.D (Maioliche Originali Deruta) che a Milano arriva con il progetto MO/OD, frutto dell’impegno di tre designer italiani (Floriana Rinaldi, Gianni Cinti e Luca Binaglia, appunto) i quali, con approcci diversi e tuttavia assimilabili, sono riusciti a coniugare la tradizione plurisecolare della maiolica con una spinta fortemente creativa e moderna.

È così che nasce Bouquet, la linea di vasi in ceramica la cui forma è ispirata ai mazzi di fiori, creata con una antica lavorazione ceramica interamente fatta a mano. Dalle linee semplici ma assolutamente contemporanee i contenitori hanno l’aggiunta di una piccola “quinta” per aiutarne la funzione e sono smaltati in nuance sfumate.

Cipcip, invece, è una caraffa, oggetto di uso nelle tavole del passato, che cambia forma ma non materiale: la caraffa si reinventa e diventa contemporanea, grazie a linee essenziali e garbate realizzazione, però, grazie ad una lavorazione lenta e la delicata tornitura a mano cara alla tradizione di Deruta.

Infine c’è Madison, libreria che propone l’accostamento non usuale della struttura di legno in rovere con delle pannellature ceramiche in grès decorato a mano. La decorazione di queste ultime è stata affidata a Gianni Cinti che crea degli elementi geometrici lavorati a intaglio accostati a quelli dipinti tono su tono che creano un “caos elegante” in cui elementi apparentemente distanti convivono in un equilibrio quasi perfetto.
Quello tra passato e futuro.

Fino al 17 aprile, Opificio 31, Via Tortona, 31 – Milano.

 

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Open Borders, la mostra-evento di Interni 2016

La mostra-evento ideata dal mensile Interni al Fuorisalone di Milano si svolge dall’11 al 23 aprile nei Cortili dell’Università degli Studi di Milano, all’Orto Botanico di Brera e, per la prima volta, alla Torre Velasca.
 
Oltre ai protagonisti dall’Italia, il magazine ha coinvolto progettisti di calibro internazionale – Giappone, Cina, Brasile, Russia, Gran Bretagna, Polonia – in collaborazione con aziende e istituzioni, nell’ottica di comporre un mosaico variegato di stili e visioni.
 
“Il tema della nostra mostra evento, giunta alla sua 19° edizione, si sviluppa quest’anno come  ampliamento della visione progettuale a nuove sinergie, a contaminazioni con ambiti di ricerca diversi, quali il cinema e la fotografia; ma anche come applicazione di architettura e design a settori in evoluzione quali il digitale, la tecnologia e la ricerca sulla sostenibilità”, dichiara Gilda Bojardi, direttore di Interni. “Nella realizzazione di queste installazioni interattive, macro-oggetti, micro-costruzioni e mostre, collaboriamo con aziende leader nel campo dell’innovazione e della ricerca, con imprese che rappresentano brand affermati a livello internazionale e con piccoli produttori di nicchia che sostengono l’imprenditorialità e la creatività”.
 
Tra le novità di quest’anno l’Università Statale diventa anche una delle sedi ufficiali della XXI Triennale Internazionale di Milano: la Casetta del Viandante a cura di Marco Ferreri, realizzata nell’ambito di Interni “Open Borders”, è stata infatti designata come mostra ufficiale della XXI Triennale Internazionale di Milano ‘21st Century. Design After Design’.
 

[[ge:mondadori:cf:27145]]
 

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Design solidale al Refettorio Ambrosiano Caritas

Per l’iniziativa ‘Ut Unum. Tutti siamo poveri in Bellezza’ sulla parete sud del Refettorio Ambrosiano, l’architetto e designer Anna Barbara ha ideato pannelli tessili in toni pastello, con simboli di varie fedi e culture come invito al dialogo. Attraversati dalla luce delle finestre, i leggeri teli sovrapposti mandano riflessi colorati sui tavoloni.

Si raccolgono anche fondi per produrre il prototipo la ‘Chicchera’ disegnata da Alessandro Guerriero e realizzata dagli ospiti della Sacra Famiglia.

Le visite guidate (in Piazza Greco 11 a Milano) si svolgono dal 12 al 16 aprile, dalle ore 15 alle 18 (o su appuntamento, chiamando il numero 02/760377). Ci sono opere d’arte di Carlo Benvenuto, Enzo Cucchi, Maurizio Nannucci, Gaetano Pesce. E i 13 tavoli d’autore creati per l’inaugurazione del Refettorio, in occasione di Expo2015.  

Perché un orario breve? Semplicemente perché anche durante la Design Week ogni sera, come sempre dal lunedì al venerdì, vi cenano 95 ospiti. Ecco altri numeri confortanti:

  • 50 le aziende fornitrici 
  • 2 cuochi stabili
  • 40 chef hanno sostenuto l’iniziativa
  • 20 tonnellate di cibo sono state recuperate a marzo 2016