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Stile classico senza tempo: before design!

La mostra ‘Before Design: Classic – tradizione nel futuro’, all’interno del Salone del Mobile, fa rivalutare i mobili senza tempo in modi inaspettati

I mobili classici? Quelli originali d’antiquariato sono per pochi. Quelli in stile o sono di fattura ‘alta’ o al contrario possono risultare scadenti. Ma già da qualche anno, con la passione del vintage, del recupero e del restauro, circola la voglia di circondarsi di pezzi ‘con una storia’, di crearsi intorno una rassicurante atmosfera ‘vissuta’.

Quest’anno poi il Salone del Mobile spiazza tutti: anziché dedicare al moderno la sua installazione interna, presenta ‘Before Design: Classic’, curata da Simone Ciarmoli e Miguel Queda. Un viaggio tra passato e futuro.

Un grande cubo scuro, all’interno del padiglione 15, racchiude 7 stanze intorno a un teatro classico centrale, ispirato niente meno che al Teatro Olimpico di Sabbioneta (MN). Dentro a questa ricostruzione tra affreschi trompe-l’oeil, si vede il corto girato appositamente dal regista Matteo Garrone.

L’intento dei curatori è di mostrare il classico che attraversa le epoche e quindi è senza tempo, anche contemporaneo! Ed è anche formidabile che tutti gli arredi, gli oggetti e i tessuti esposti provengano da 35 eccellenti produttori che mantengono vive le migliori tradizioni del passato artigianale.  

Il percorso circolare, da una stanza all’altra, fa tornare alla memoria proprio i racconti dei palazzi principeschi dove ogni stanza era un mondo a sé. Poetici anche i loro nomi:

  • Piscina Mirabilis
  • Sala della Luce
  • Sala Liberty
  • Sala delle Ombre
  • Convivium
  • Sala della Musica
  • Sala dei Fantasmi (poteva mai mancare?) 

Lo stupore cresce di sala in sala, nell’alternanza di luci, diffuse o psichedeliche, di musiche e perfino di soffi d’aria: mille effetti speciali!
Nel Convivium, su un grande tavolo circolare, apparecchiato a metà in modo reale e a metà virtuale, vengono proiettate le mani in movimento dei commensali: dalla dama ingioiellata, al signore nervoso al bimbo che gioca con i pennarelli!
Nella Sala della Luce, come in un archivio in 3D, ponteggi industriali reggono mobili e oggetti di fattezze antiche (divanetti, comò, trofei dorati) su fondi fluo, con flash di luce che danno risalto ai dettagli.
Nella Sala della Musica, invece, intorno a un pianoforte bianco a coda, sono sospese in tondo tante sedie classiche, come note che si diffondono; un gioco di luci mutevoli proietta le loro sagome lavorate sulle pareti.
Infine nella Sala dei Fantasmi, troneggia un baldacchino e una coppia d’altri tempi ondeggia in camicia da notte evanescenti e fuori scala, tra specchi e simboli magici.    

 

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Il cartone che non teme l'acqua 

Si fa presto a dire cartone!



Tra i materiali più colti e trasformati di questo salone, se si escludono gli ubiqui metalli ramati, ottonati, titaniati, e il legno in mille trucioli e tagli a vena viva, c’è il cartone.

Ancor di più un cartone colto e stratificato, trattato con impregnanti finiture super eco, in grado di farlo resistere in mezza via, tra interno ed esterno.



Siamo in Pontaccio, al 19, in una corte che ha come sfondo Foscarini, ma che da qualche mese è anche la casa di Staygreen Venezia.

Roberto Pamio ha dato il là qualche anno fa, lavorando in stratificazione, curva e accoppiamento di vari materiali il cartone cannettato.



Dal materiale povero si arriva a isole moirée con similpelli, feltro, corian, acciaio, vetro… Il cartone è stratigrafica struttura e la sua natura povera è contraddetta da idea preziosa e finiture lussuose, ma sempre in linea con l’imperatovo dell’azienda: Staygreen!



Al lavoro di Pamio e altri designer si aggiunge oggi un’interpretazione dal segno “origamico”. Setsu&Shinobu Ito spingono al Botto, con un’isola girevole in atmosfera lounge e Stay Chair, sedia con calandra in cartone ma prezioso legno e panno.


www.staygreen.it



 

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Una casa giapponese a Milano

Già dal cortile ti rendi conto di essere arrivata in un posto speciale: ti sorprende un’installazione sospesa di strisce colorate, messe in gradazione e oscillanti dolcemente al minimo soffio di vento. Poi entri e… sei in Giappone.
 
Lo sento io che ci sono appena stata, ma se ne accorgono proprio tutti. Appesi al soffitto piccoli capolavori di leggerezza in carta di riso -Mino washi- (si chiama opera ‘Honminoshi Garden’, dove Honminoshi sta proprio per carta di riso, quella vera e originale) che sembrano nuvolette collegate da un’esile struttura in metallo (e, neanche a dirlo, anche loro dondolano poeticamente): è opera degli instancabili prolifici e bravissimi designer svizzeri di Atelier Oï: abbiamo qui conosciuto uno dei tre fondatori, il simpatico e gentile Patrick Reymond.
 
E sono ancora di Atelier Oï,  disseminate nell’appartamento (arredato come fosse una vera casa), sia la tante copie, appoggiate e sospese qua e là, della magnifica lampada Fusion, reitrerpretazione moderna della tipica lanterna giapponese in carta washi, sia la serie Gifoi di tavoli, sedie e sgabelli in cedro pressato piacevolissimi al tatto: Fusion e Gifoi sono prodotti e distribuiti da Danese.
 
Ci hanno anche incantato le lampade da terra (sempre a firma Atelier Oï), soavi colonne sinuose come meduse, che sembrava respirassero! Si muovevano grazie a un meccanismo, ci ha spiegato il produttore spagnolo, che è lo stesso dei tergicristalli…
 
Casa Gifu presenta anche una nuova collezione di nastri in carta di riso, si chiamano Haru, sorprendenti per dimensioni e colori e in due finiture: da parete e da pavimento. Sono firmati da una giovane coppia di designer giapponesi, Haruna Yamada e Hirokazu Kobayashi, in arte Spread.
Con i nastri Haru in un attimo cambi faccia alle tue stanze. E se ti stanchi, stacchi e via: geniale. Abbiamo avuto la grande fortuna di incontrarli, qui a casa Gifu hanno aggiunto una carica di colore ed energia che interpreta in pieno l’altra faccia del Giappone, quella street-art-fumettistica…
 
Poi, poi…. poi entri in una stanzetta delle meraviglie, tutte provenienti dalla magica regione di Gifu: ci sono coltelli stilizzati, carta washi per origami e sotto forma di memoblock eterei. E che dire delle piume sempre realizzate in carta washi che si poggiano su cartoncini in tinta dégradé?
 
Insomma, prendetevi una mezz’oretta e andateci. Casa Gifu vi entrerà nel cuore…
 
 
Casa Gifu, Via Lovanio 6, Milano
 
 

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Partecipa all'asta solidale di CasaFacile!

CharityStars è la startup italiana che organizza aste per beneficenza: dai una mano a CasaFacile per raccogliere fondi a favore delle persone sordocieche! 

Cliccando sul sito charitystars.com/casafacile fino al 16 maggio 2016 puoi fare la tua offerta per aggiudicarti una o più tavole (tutte da colorare se vuoi!) firmate dai 12 illustratori internazionali che hanno disegnato in bianco&nero la loro idea di casa proprio per l’iniziativa solidale di CasaFacile.

Le tavole sono state realizzate in un’esclusiva versione di pregio e il tuo contributo andrà a finanziare le attività della Lega del Filo d’Oro

Contenuto del packaging:

– una cartellina

– la velina con editoriale del Direttore di CasaFacile

– la tavola dell’illustratore  



Caratteristiche della tavola:

– 34,5 x 34,5 cm

– cartoncino Old Mill Bianco da gr.300 

– sbalzo in incavo

 

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Missoni Home: un giardino magico

Nella frenesia del fuorisalone, arrivi da Missoni Home e ti sembra di entrare in un giardino magico che aspettava proprio te, pronto a ricaricarti di energia in una galassia di decori floreali, solari e ombrosi.

Due piani avvolgenti, dove posi l’occhio hai una scintilla di piacere visivo: Rosita Missoni, lo spirito creativo di tutto ciò, accoglie sorridente i suoi ospiti, passando amabilmente da una lingua all’altra, secondo l’interlocutore, trasmettendo con le sue parole lo stesso entusiasmo della nuova collezione.

Le rivolgiamo la più semplice delle domande: “Alla parola fiore cosa le viene subito in mente?”
“La mia casa, in questo periodo il giardino è una meraviglia!”

E per la casa ha avuto visioni tessili che si traducono nei decori Floral Galaxy e Tropical Fish, per esterno e interno; Fireworks, Anemones e Anemones Dream, Oriental Garden.

Divani e tappeti, poltroncine, paraventi e completi letto fioriscono!

E accanto a petali, corolle, pistilli e gambe non possono mancare i tipici Missoni patterns:  greche e righe, chevron e zig zag, colorati o in bianco & nero.
Alcuni tessuti, sotto l’aspetto lieve o vivace, hanno anche una struttura tecnica innovativa, contro l’acqua (waterproof) o contro il fuoco (ignifughi e flame retardant).

Non lontano, passiamo dall’Arena alla zona di Brera, un altro evento del brand MissoniHome di T&J Vestor, è Knitown, qui si ammira la maglia in un percorso sonoro!

Infine Missoni Home è anche al Salone del Mobile, padiglione 20, stand A11-B08

Floral Galaxy
Missoni Home
via Elvezia 12
dalle 11 alle 21.30;
domenica 17/4 chiude alle 18

Knitown
Showroom Missoni
via Solferino 9
dalle 11 alle 21.30
fino al 18/4

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Design olandese a Milano

Una mostra ambiziosa, che vuole rappresentare una selezione del miglior design olandese: Masterly – The Dutch in Milano è ospitata a Palazzo Francesco Turati, le cui sale storiche sono state di recente restaurate e presentano pavimenti intarsiati, decorazioni a parete in marmo e oro, tappezzerie in velluto e seta.
 
33 sale, divise tra il piano terra e il primo piano, ospitano i lavori di oltre 100 designer e artigiani olandesi, che si fondono perfettamente con lo stile del palazzo grazie ad un ottimo allestimento, a cura di Nicole Uniquole.
 
La selezione presenta una nuova generazione di creativi, interessati alla ripresa di tecniche artigianali tradizionali a cui combinano una particolare sensibilità per la progettazione sostenibile e la capacità di utilizzare tecniche all’avanguardia: si segnalano in particolare i progetti green di Pikaplant, i complementi d’arredo in lana naturale di The Soft World e le lampade di Atelier Robotiq, realizzate attraverso un innovativo sistema di tessitura robotica.
 
Nel cortile un’installazione di 15.000 tulipani, che nel pomeriggio di domenica 17 aprile potranno essere raccolti dai visitatori, così da non andare sprecati.
 
La visita si chiude sul grande terrazzo, dove ci si può rilassare ammirando lo skyline cittadino.
 
Fino al 17 aprile, Palazzo Francesco Turati, via Meravigli 7, Milano
Tutte le info su masterly.nu

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Scavolini: la cucina disegnata da Nendo

Lo studio giapponese Nendo spiega il progetto: “L’idea alla base di questa cucina è di farla scomparire in due oggetti, perché questo ambiente ne è in realtà sempre molto pieno. Sono quindi partito da una cucina costruita con mensole di legno e un contenitore bianco. Una vera e propria sfida perché le funzioni di questo ambiente sono molteplici. Volevo creare maggiore spazio, un senso di libertà e qualcosa che, in un certo senso, ti rilassa: qualcosa di totalmente diverso. E’ così che è nata Ki che in giapponese significa proprio vasca o contenitore ma anche legno. Una singola parola quindi che ne racchiude i due tratti principali. Il concept si estende anche al bagno, qui il focus è sulle mensole e sul loro ruolo estetico e funzionale”.
 
L’idea che ha portato alla realizzazione del sistema Ki è la volontà di “far scomparire” e offire un’assoluta libertà progettuale: un contenitore che può essere ripetuto all’infinito e una mensola in legno dalla pura essenzialità.
Uno stile minimale ed estremamente contemporaneo. Lo stesso sistema si può declinare nella cucina e nel bagno.
 
La cucina Ki – articolata in composizioni lineari, a isola e penisola – vede i contenitori appoggiati sulle mensole a fungere da pensili, o declinati come lavello e piano cottura.
 
Nel sistema bagno il contenitore viene scelto sia come sistema alternativo ai pensili sia per disegnare il lavabo, disponibile nelle varianti da appoggio, incasso e freestanding.
 
 

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Envisions: come nasce un'idea

Envisions: products in process è una mostra collettiva attraverso la quale un gruppo di nove designer olandesi diplomati da circa un anno ha deciso di mettere in mostra i processi e le fasi progettuali attraverso le quali sviluppano il proprio lavoro, solitamente tenute nascoste, per timore di essere copiati o per nascondere i propri errori di percorso.
 
Il racconto del processo creativo permette così di offrire nuove prospettive sulle diverse fasi che normalmente non sono visibili al pubblico, che si può così rendere conto di quanto lavoro ci possa essere dietro ad ogni singolo progetto.
La mostra ha inoltre lo scopo di avviare un dialogo costruttivo tra designers, clienti e produttori, incoraggiandoli ad intraprendere nuovi progetti di collaborazione.
 
L’allestimento, ideato e curato da Simone Post, Sanne Schuurman, Iwan Pol, è decisamente riuscito, grazie all’accostamento di elementi molto lontani tra loro secondo criteri puramente estetici: materiali simili, colori complementari, linee e geometrie.
 
Espongono: Adrianus Kundert, Tijs Gilde, Jeroen van de Gruiter, Studio Plott, Iwan Pol, Simone Post, Sanne Schuurman, Bastiaan de Nennie, Studio Truly Truly
 
Fino al 17 aprile, distretto di Ventura Lambrate, via privata Oslavia 3, Milano
 
 
 
 
 

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La cucina del futuro: le novità del Salone del mobile 2016

È una tecnologia che nasce e si sviluppa per aiutarci nella preparazione dei cibi, a fare la spesa mentre siamo in ufficio o comodamente rilassati sul divano, una tecnologia che ci permette di essere sempre più multitasking, quella che ci hanno presentato a Eurocucina, in particolare nei padiglioni  9 e 11 della fiera di Rho dedicati a FTK (Technology For the Kitchen). 

Qui abbiamo scoperto l’Interactive Kitchen of the Future di Whirlpool, ossia un sistema che inserito in una cucina di ultima generazione consente al consumatore di vivere in modo nuovo e diverso l’esperienza in cucina che diventa anche un informational hub: la tecnologia intelligente Whirlpool permette di interagire con i dispositivi e gli elettrodomestici connessi per semplificare le incombenze domestiche in un prossimo futuro.
Al centro dell’Interactive Kitchen of the Future c’è un display interattivo e un piano cottura connesso che lavorano insieme dando accesso ai social network di chi lo usa, ai siti di suo interesse o alle ricette che vuole preparare. Il sistema permette di pianificare i pasti senza ricorrere a ricettari o altri dispositivi digitali, ha un touch screen per chattare e scambiarsi ricette tra amici o parenti e offre suggerimenti utili sul giusto vino da abbinare ai vari piatti.
Contemporaneamente, il piano cottura della cucina del futuro segnala la lista degli ingredienti da usare per la realizzazione della ricetta e, grazie a speciali sensori intelligenti, imposta la corretta potenza di cottura in base alla posizione della pentola per garantire i migliori risultati. In più, c’è anche un innovativo lavello in grado di rilevare automaticamente la presenza di piatti sporchi al suo interno e azionare così il corretto getto d’acqua.

Candy, invece, ci ha catturato con il suo forno WTC Watching, Touching, Cooking: totalmente full touch, che si gestisce tramite smartphone e tablet o con i comandi touch presenti sulla porta (door control system). L’utilizzo di questo prodotto è intuitivo anche per coloro che non hanno dimestichezza con le nuove tecnologie e indispensabile per chi non ha una particolare praticità in cucina. 
Candy WTC Watching, Touching, Cooking raggiunge il massimo livello della connettività Candy simply-Fi, la tecnologia adottata su una intera gamma di prodotti che consente di gestire comodamente tutti gli elettrodomestici da una semplice app, nella tecnologia Remote Total Cooking Control
La porta del forno con Door Total Control System, è un vero e proprio quadro di comando: uno schermo Full Touch da 19” dal quale controllare, comandare e supervisionare lo stato di cottura in ogni sua fase. La telecamera integrata, abbinata all’illuminazione brevettata U-see, formata da luci led laterali presenti nella controporta del forno, consente una visione ottimale dell’interno della cavità, e un close up sulle pietanze in cottura per monitorarle costantemente, assicurando risultati da veri chef. Con la app simply-Fi Candy è possibile utilizzare il forno anche a distanza.
Cucinare non è mai stato così semplice, grazie alle video-ricette pre-caricate e trasmesse sulla porta del forno, veri e propri tutorial “live teaching” che consentono all’utente di seguire in diretta tutte le fasi della preparazione del proprio menù. 

Infine Bosch, sempre tramite tablet, con l’App Home Connect permette di gestire i propri elettrodomestici in qualsiasi luogo e momento, semplicemente con un click sul proprio device. Home Connect mostra, infatti, in diretta live lo status di ogni elettrodomestico e rende possibile accenderlo o spegnerlo a seconda della necessità, così come cambiare temperatura e programma di cottura, anche mentre si è bloccati nel traffico o si è impegnati in una riunione. Gestione a distanza anche per lavastoviglie, lavatrici e asciugatrici grazie a un sistema di notifiche push che avviserà il termine di un programma o la necessità di aggiungere detersivi agli elettrodomestici. Un sistema utile anche quando si è in casa! Non solo ci permettono di cucinare senza problemi tenendo sempre tutto sotto controllo ma con l’app HomeConnect è possibile, anche da remoto, sapere quello che abbiamo nel frigo, grazie alla telecamera integrata nella porta e che ne inquadra il contenuto: così si può stilare la lista della spesa anche dall’ufficio e ordinarla al supermercato preferito… magico, no? Per non parlare dell’innovativa assistenza clienti 2.0 – che utilizza una diagnostica a distanza per risolvere i problemi degli elettrodomestici.
 

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Space&interiors, i materiali al potere!

I materiali al potere! Una nuova via al progetto che attraversa The Mall, suggestivo spazio ipogeo che ospita Space&Interiors, proprio sotto il Diamante.
Made ha prodotto questo significativo evento per tenere alta l’attenzione sugli elementi dell’architettura, dell’edilizia.

L’allestimento di Migliore+Servetto ragiona su due registri: quello che si caratterizza come abaco dell’interior code e quello della suggestione narrativa, nella lunga promenade scandita da “democratiche” presenze di stand e totem multimediali con modellini di case storiche in sezione, corredate da esempi materici e prodotti.

Si parte dalla Biennale d’Architettura di Koolhaas per arrivare a un abaco contemperaneo, quasi feticista delle componenti architettoniche.

Una bella, obbligata passeggiata nella contemporaneità di porte, maniglie, elementi tecnici isolanti, vernici, pannellature, finiture.

Ogni sera gli Archicocktail con una interessante chiacchierata con alcuni protagonisti del progetto di interni: Migliore+Servetto, Vudafieri, Laviani, Zucchi.

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Space&interiors è l’evento nato dall’esperienza di MADE expo che presenta l’eccellenza delle finiture per l’architettura ai professionisti che ricercano durante la Design Week 2016 soluzioni innovative per i loro progetti. Oltre all’esposizione commerciale, una mostra interpreta in chiave emozionale i prodotti presentati dagli espositori.

www.space-interiors.it