Design a misura di bambini da Nidi
Gli amanti del design a misura di bambino non possono perdersi l’allestimento del brand NIDI nel creativo quartiere di Brera. Dopo tre anni dalla prima presentazione al Salone del Mobile, torna protagonista in una location tutta sua.
Sarete accolti in un ambiente vivace e colorato, dove spicca la nuova collezione di stickers, tappeti, carte da parati, tavoli e pouf inseriti in uno spazio espositivo in cui sono ricreate due vere camerette arredate e decorate.
Una famiglia di mobili e complementi progettata per crescere con i bambini, in cui le loro esigenze evolutive e creative sono al centro del progetto, quindi non una mera riproduzione in scala ridotta di pezzi di design.
Protagonisti il gioco, il riposo e lo studio declinati in tante proposte di arredamento che si combinano in infinite soluzioni. Le linee sono pulite e mai banali tra lo stile nordico e francese dei nuovi brand emergenti.
Le parole d’ordine sono funzionalità, versatilità, socializzazione e fantasia accompagnate da un grande gusto estetico che si rispecchia anche nelle grafiche e nei pattern degli stickers e delle carte da parati.
NIDI è un progetto creativo di Battistella, un marchio storico di design, che ha deciso di scommettere su una nuova visione delle tradizionali camerette per bambini.
NIDI – design space for children
Corso Garibaldi 117, Milano
Breradistrict
I big dell'illuminazione
Presso il Flos Professional Space di Corso Monforte 15, in un sorprendente allestimento firmato da Ron Gilad dove le antiche strutture dell’edificio si mixano con la modernità e l’essenziale, Flos lancia Infra-Structure, la prima collezione realizzata da Vincent Van Duysen per la storica azienda Italiana. Pensata tanto per gli spazi pubblici e di lavoro quanto per gli ambienti domestici, la collezione reinterpreta geometrie tipiche del Bahuaus arricchendole di contenuti tecnici all’avanguardia (è infatti composta da binari a 24V che utilizzano l’esclusiva tecnologia magnetica di Flos per la distribuzione elettrica e l’installazione dei punti luce).
È di Vincent Van Duysen per Flos anche l’elegantissima collezione di luci per esterno Casting, con luci a led. Un prodotto destinato a diventare un’icona, si potrebbe definire una scultura che fa luce. Viene proposta in diversi materiali tra i quali il cemento.
Arriviamo in corso Monforte 19 per scoprire la sospensione Decomposé disegnata da Atelier Oï per Danese (azienda che fa parte del gruppo Artemide). Gioca con la luce e lo spazio, per realizzarla si è utilizzato il taglio al laser.
Michele De Lucchi, designer e collaboratore ‘storico’ di Artemide (la sua Tolomeo compirà 30 anni nel 2017), ha presentato oltre ad alcune lampade ‘tecniche’, anche due modelli da esterno proprio della Tolomeo.
Curiosa l’installazione luminosa da Artemide in onore dello studio internazionale Bjarke Ingels Group (BIG) che ha creato Alphabet of Light, un modo per connettere i diversi elementi luminosa a forma di lettera e creare delle parole.
Carlotta de Bevilacqua, Vice Presidente di Artemide e responsabile per la Brand Strategy, Vision Strategy of the Futures e Product Design Innovation, ha presentato la nuova sospensione Ameluna realizzata in collaborazione con Mercedes-Benz.
Merita senz’altro una visita anche il flagshipstore di FontanaArte di corso Monforte 13. Molto interessante l’allestimento. A noi è piaciuto molto, in particolare, quello per la lampada Volée disegnata da Odo Fioravanti, in versione da tavolo anche con presa Usb e in versione da terra.
Bellissima la sospensione Stochastic, disegnata da Daniel Rybakken per Luceplan, caratterizzata da una sorgente di luce a Led al centro della ‘nuvola’ di Sfera. Potete vederla dal vivo (e lo merita davvero!) nello showroom Luceplan di corso Monforte 7.
Carta da parati: ambientata è meglio!
Qual è il sogno di chi sta scegliendo una carta da parati? Vederla ambientata! Sì, perché scegliere solo dalle foto o dai campioni di carta non è facile, serve molta immaginazione…
Così Wall&Decò, complice la settimana milanese del Salone del Mobile con Fuorisalone, ha avuto un’idea: radunare in una mappa tutti i luoghi della città della Fiera, gli allestimenti, gli showroom che hanno utilizzato le sue wallpaper. Sono tantissimi e… ci siamo anche noi di CasaFacile: le casette-scultura del giardino di via Ventura 12 sono ‘arredate’ con tre carte da parati di Wall&Decò.
Altre le potete vedere nello show-room di Marras (via Cola di Rienzo 8), da Ceramica Globo in corso Monforte, nel temporary store Raw di via Palermo. E naturalmente nel nuovo showroom di Wall&Decò di via Solera Mantegazza 7 (è la prosecuzione di via Palermo), dove vi aspetta una sorpresa: The Wallpaper Machine, un’installazione un po’ magica che fa venire in mente le atmosfere del film ‘Ugo Cabret’, una macchina per stampare wallpaper… Beh, è solo una macchina di fantasia, ma è proprio questo che regalano le carte da parati, la possibilità di creare anche in casa mondi fantastici che fanno sognare.
PS: I posti in cui vedere le carte Wall&Decò sono tantissimi: 40 location e 110 carte diverse! Qui puoi scaricare la mappa per trovarle tutte:
Wall&Decò
via Solera Mantegazza 7 (è la prosecuzione di via Palermo, Brera Design District)
aperto ore 10-21, il 17/4 dalle 10 alle 18
Salone Satellite 2016, stazione orbitante del domani
C’è chi, esagerando, dice di venire al Salone per vedere il Satellite. Quest’anno mi piace tantissimo il Satellite. E tantissimo il Salone!
Veniamo ai materiali, tema portante dei miei post.
Begli stand, grandi idee, forme inusuali ma, soprattutto, materiali aggiornati e sperimentazioni.
Oggetti in stampa 3D finalmente degni di entrare nelle nostre case.
Magari con qualche concessione al pizzo o alla decorazione traforata, ma belle!
Lampade a levitazione, sfruttando campi magnetici, legni associati a plastiche e decorazioni optical.
Metallo, tanto metallo ma colorato, pop, non il “noioso” (almeno per me) ottonato o ramato che ha ingolfato questa Design Week 2016.
Linee organiche e geometriche, proposte sempre più vicine al definitivo e sempre più lontane dal prototipo. Etnie che si nicchiano e colori che danzano l’Africa, cullano le Fiandre, intonano l’Oriente e cantano l’Italia.
Evviva il Satellite che, mai come quest’anno, più che costola del Salone è stazione orbitante del domani.
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Il SaloneSatellite che accompagna anche quest’anno il Salone del Mobile di Milano è stato creato nel 1998, un atto di fiducia nelle potenzialità creative degli under 35. Molti dei prototipi presentati nelle 18 edizioni precedenti sono stati messi in produzione e molti dei designer che vi hanno partecipato fra i 10.000 partecipanti, insieme alle 270 scuole di design internazionale, sono ora nomi importanti del panorama del design.
L'antico appartamento riaperto dai giovani creativi
Nel 2016 il Fuorisalone ha aperto i portoni di vari palazzi storici milanesi ma, fatto ancora più intrigante, anche le porte di un grandioso e affascinante appartamento (disabitato da tempo) nella cosiddetta Casa dei Demoni.
Qui PS con la galleria Secondome (e Icon Style) hanno curato la mostra collettiva ‘Ladies & Gentlemen’ per mostrare stanza per stanza, terrazza compresa, la creatività artistico-artigianale di più di 15 giovani gruppi o singoli. Ci sono anche Arianna Lelli Mami e Chiara Di Pinto di Studiopepe, le fantastiche stylist che collaborano con Casafacile.
In foto puoi vedere alcune opere nel percorso della casa che, a dire il vero, non sembra affatto demoniaca, semmai invita alla nostalgia e stuzzica la curiosità. Comunque con le finestre e le porte finestre spalancate di nuovo sulla strada, sul cortile interno e sul giardino sul retro, comunica invece energia ritrovata, trasfusa anche dal susseguirsi di allestimenti che talvolta hanno lasciato le pareti come le hanno trovate, altre volte hanno usato colori forti come sfondi scenografici.
Si dice che Milano ha una bellezza segreta, nascosta dietro i portoni dei palazzi, questa visita durante il Fuorisalone ne è la conferma: soprattutto perché coniuga vetustà e energia creativa contemporanea.
Ladies & Gentlemen
via Cesare Correnti 14
mostra aperta fino al 17/4/16
dalle ore 10 alle 20
Da Ventura Design District a Palazzo Reale
Ventura è sempre Ventura. Si sa. Però è vero! Qui ci sono le riflessioni, le utopie, le provocazioni, le soluzioni, il pensiero. E i punti ristoro piú belli della cittá.
Oltre alle ormai leggendarie ‘casette’ di CasaFacile (Giardino Ventura, via Ventura 12), un baretto d’incanto è la vera fattoria con pecore&galline vive della Design Academy di Eindhoven: si sta seduti o stravaccati su balle di fieno e di paglia, magari al sole o sotto le piante. (via Cletto Arrighi 10).
La mostra Touch base è una delle migliori viste (c’è anche un film sul soffitto da guardare sdraiati).
Altra mostra stupenda in zona è quella di Reset (della Royal Academy of Art The Hague) al quinto piano di via Ventura 15. Su una terrazza con bosco prato pini marittimi collinette piscina.
Spostiamoci in centro. A Palazzo Reale se la mostra di Studio Azzurro è bella, quella di Boccioni è bellissima, anche se non fa strettamente parte del fuorisalone (Pazienza! Meglio!).
Efficace e scenosissima è anche l’installazione di Attilio Stocchi nel cortile. Tutta rossa, grande, ci si va dentro…
Se passate ancora al Salone del Mobile in fiera, c’è gran bella notizia: il Satellite è del tutto cambiato, improvvisamente rinato! Mille volte più interessante l’edizione 2016 rispetto a quelle degli ultimi dieci anni, non dico per scherzo. Da vedere (parlo dei prodotti, non dell’allestimento, che è comunque ottimo).
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Marimekko non passa mai di moda
Appena entrati in Casa Marimekko ci si gode questo mondo di texture, pattern e colori celebre in tutto il mondo. Sapevi che questo brand finlandese è stato uno tra i primi a proporsi a 360°, tra linee per la casa, accessori e abbigliamento?
Da oltre 60 anni Marimekko è famosa per le sue stampe e per la sua ‘mission’: portare nel quotidiano dettagli che possano rendere le nostre case, e noi stessi, più allegri e felici.
In questa bellissima location nel cuore di Brera, la nostra blogger CFstyle Alessandra Barlassina, alias Gucki, ha incontrato Anna Teurnell, direttrice creativa del brand Marimekko.
- Anna, tu sei svedese, da ‘nordica’ sei cresciuta con le stampe e i pattern Marimekko?
Sì, mia mamma era una donna molto moderna, le piaceva l’idea di Marimekko: avere buoni prodotti di design per sè stessa e per la casa. Avevamo un po’ di Marimekko a casa: tende, tessuti, vestiti… L’idea di base era abbastanza innovativa per quei tempi: realizzare oggetti, tessuti, abiti di buona fattura, moderni, per le donne e per la casa.
- Cosa significa per te lavorare per Marimekko?
Ho sempre apprezzato il buon design, i prodotti di qualità. Una delle caratteristiche di Marimekko è di non passare mai di moda. Le sue stampe e creazioni sono sempre attuali, sempre moderne, anche se magari si parla di una stampa degli anni ’70. Ora, lavorandoci, sento di poter sperimentare, mixare stampe vintage con nuovi pattern. È questo il segreto di Marimekko! Creare sempre qualcosa di nuovo senza mai perdere la propria identità.
- Qui al Fuorisalone presentate la collezione Autunno/Inverno 2016. Qual è stata l’ispirazione?
Siamo partiti da una stampa degli anni ’70 che raffigura una città. In qualche modo, mi ha dato fin da subito una sensazione quasi surrealista. Abbiamo iniziato ad ingrandire i dettagli della stampa fino a creare pattern che non permettono più di riconoscere il disegno di partenza. È proprio questo sperimentare la bellezza di poter attingere a un archivio come quello di Marimekko. Abbiamo poi affiancato stampe nuove, righe, colori, accessori. Presentiamo anche una serie interamente nuova con porta candele, vasi in vetro, ceramiche con manici di pelle …
Quello che vorrei trasmettere, abbracciando la filosofia Marimekko, è la voglia di prendersi cura di sé e del proprio quotidiano. I nostri piatti e set per la tavola sono pensati proprio per i pranzi e le cene di tutti i giorni. Basta poco, anche un semplice fiore a tavola, per dare a tutto un’atmosfera diversa! Non aspettiamo le grandi occasioni, rendiamo ogni giorno speciale!
- Hai qualche consiglio da dare alle nostre lettrici su come mixare i diversi pattern?
Uno solo: sentitevi libere! Giocate con le stampe e le fantasie che amate. Seguite il vostro intuito, la vostra sensibilità. Mettete insieme più cose che vi piacciono, sembrerà magari un accostamento strano ma per voi funzionerà! Si tratta solo di dosare le giuste quantità.
- Un’ultima domanda: negli anni ’60 Jacqueline Kennedy vestiva Marimekko, sono diventate celebri le sue fotografie con i vestiti a fiori. Oggi, se potessi scegliere un personaggio famoso, chi vorresti vedere in Marimekko?
Mmm.. certo, mi farebbe piacere vedere qualche celebrity con le nostre creazioni, ma non sono i vip che speriamo di vestire. L’altro giorno camminando per Milano ho visto una signora splendidamente vestita con una delle nostre borse dell’ultima collezione. Mi ha fatto un’enorme piacere vedere come la viveva nella sua quotidianità e come l’aveva abbinata. A volte scopriamo così accostamenti perfettamente riusciti a cui non avevamo pensato! Ognuno deve creare il proprio stile, noi possiamo fornire gli strumenti!
Non perdetevi Casa Marimekko (accessori e tessuti Marimekko, arredi Artek), è aperta fino a domenica 17 aprile 2016, via Palermo 8, Milano.
Gonne a ruota e arredi solidali da Marni
Siamo stati da Marni (viale Umbria 42), incuriositi dalle meravigliose gonne a ruota indossate dalle ballerine di Cumbia (un’antica danza colombiana, guarda il video originale del ballo qui) e abbiamo scoperto un’edizione limitata di oggetti di design (in metallo, legno e fili di pvc intrecciati a mano) interamente realizzati in Colombia da un gruppo di donne che attraverso il lavoro hanno trovato la loro indipendenza ed emancipazione.
Le stupende gonne colorate create con i tessuti Marni (saranno disponibili anche nella versione per bambina) sono in vendita dal 14 aprile 2016 sul sito www.marni.com.
Dalla Colombia al Tibet, un filo solidale: parte del ricavato della vendita degli oggetti di design e delle gonne sarà devoluto in beneficenza all’Associazione Vimala, impegnata nel fornire cibo alle scuole dei centri profughi tibetani di Bylakuppe e Gurupura che fanno parte del Central School for Tibetans.
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Fuorisalone d'artista (irriverente!)
Artemide (corso Monforte 19), conferenza stampa con i designer: non c’è paragone con niente altro, non ho parole: commovente, li amo fisicamente, fa bene vedere tanta intelligenza, apertura, curiosità, preparazione, sapienza. E anche charme!
La lampada disegnata per loro da Mercedes (sì, quella delle macchine tedesche!) si chiama AMeLuna.
Ernesto e la Carlotta facevano troppo Sandra e Raimondo (rispettivamente Gismondi, DeBevilacqua, Mondaini e Vianello, naturalmente)!
Molto bravi LucePlan (corso Monforte 7), Francisco Gomez Paz è sempre un re, e Inga Sempé è adorabile: Cappuccina è da comperare. E anche Flos, e Kvadrat lí vicino (corso Monforte 9 e 15).
Cassina (via Durini 16) tutto riaggiustato e ringiovanito dalla Urquiola, che faceva simpaticamente la diva: very professional, noiosino. Un po’ di scena, giusto, ma il livello emotivo un po’ così, visto che si tratta di Cassina: professionale, non generoso, ovvero perdibile dagli over quaranta.
B&B (via Durini 14) ottimi bravissimi: Citterio ha fatto Edward, il City dei giorni nostri. Glielo auguro (quanto a me non lo voglio).
In Statale, mentre aspettavo che aprisse l’Aula Magna per la cerimonia d’apertura, mi sono visto le opere nei cortili: la migliore in assoluto è quella di Stefano Boeri. Segnalo, for fun, la grande torre centrale di Sergei Tchoban, sulla quale si vedono, enormi, i disegni che chiunque (io non ho resistito) può fare su degli appositi schermi. Divertentissimo. Fatelo.
Ho visto mille cose da Rossana Orlandi (via Matteo Bandello 14/16), a Brera alla Pelota (via Palermo 10) segnalo in particolare la libreria Eiffel di Hay.
Non è da perdere è il Palazzo Turati (via Meravigli 7), con un Dutch Design che se non ci diamo un gran da fare… sorpassa il Made in Italy. Loro studiano un sacco, sperimentano e osano. E hanno anche garbo e gusto. Un cortile pieno di mozza-fiori-fiato bellissimi, esagerati!
In zona (corso Magenta 24), Palazzo Litta, sempre super: la mia preferita è l’installazione Caos, a cura di Andrea Branzi.
Di fronte a Palazzo Litta è stata riaperta da poco la Casa degli Atellani (corso Magenta 65), con la famosa Vigna di Leonardo. Ristrutturata da Portaluppi, è di una bellezza e di un fascino totali. Guai a chi non va a vederla. Garantisco soddisfazione: affreschi, silenzio, classe, eleganza, grande biblioteca con boiserie tutta scolpita, mega giardino silenzioso… caffetteria.
Nel cortile di San Simpliciano (zona Brera Garibaldi) il magico maestro Nendo fa una installazione da par suo: copre fra l’altro di nero quasi tutto il chiostro, un gran coraggio. Effetto giappo-magia cento per cento! Meglio vederlo quando sta per fare buio.
Io continuo a girare e disegnare… ci vediamo al fuorisalone di CasaFacile?
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Ispirazioni siciliane da Paola Lenti
Davvero da non perdere l’installazione dedicata agli arredi outdoor e indoor di Paola Lenti presso i Chiostri dell’Umanitaria, via Daverio 7, Milano, fino a domenica 17 aprile.
Anche quest’anno l’allestimento di Paola Lenti si rivela essere uno dei più belli e suggestivi del Fuorisalone. Un’oasi verde in città, il luogo perfetto per vedere i nuovi arredi e riposare nell’atmosfera ricca di fascino dei chiostri.
Il lavoro di Paola Lenti nasce da relazioni fatte di dialoghi, incroci e condivisioni con designer, stilisti e artigiani. Il suo percorso da sempre ha voluto andare oltre il consueto, nella consapevolezza che la creazione è possibile solo come connessione, per cogliere nel tutto quelle idee capaci di muovere le emozioni.
Le collezioni nascono da un lavoro plurale: il gesto dell’artigiano, la ricchezza del colore, la conoscenza scientifica e l’ispirazione tratta dalla geometria delle forme. La loro sobrietà non subisce il contraccolpo delle mode perché la ricerca di ogni singolo dettaglio li rende unici e sempre attuali.
Arredi da esterno e interno spesso modulari, con rivestimenti tattili, texture ricercate e colori bellissimi. Pouf, divani, sedute, tavoli e tappeti.
Questi ultimi sono realizzati in collaborazione con Marella Ferrera, stilista siciliana.
I tappeti, ricamati a mano, richiamano un sapere antico e ricordano i pavimenti delle ricche dimore siciliane. Sono realizzati a moduli di cm 50×50.
I tavolini della serie ‘Sciara’ hanno piani in piastrelle in lava e vetro o in maiolica acquarellata. Sempre in memoria delle tecniche, materie e colori della terra siciliana.
Paola Lenti, Chiostri dell’Umanitaria, via Daverio 7, Milano
Fino a domenica 17 aprile 2016
