Come progettare una cabina armadio ad angolo
Sfruttare gli angoli permette di realizzare una cabina armadio di tutto rispetto anche in uno spazio contenuto come il ripostiglio perché lo spazio minimo necessario per organizzarla per una persona è di soli cm 110×130. Se, invece hai la fortuna di avere una camera abbastanza grande (16 mq) e quadrata, sfruttandone gli angoli, la cabina può essere triangolare o rettangolare. Per organizzarla in modo flessibile ottimale è il sistema a boiserie con montanti verticali da fissare al muro ai quali si agganciano mensole, cassettiere e appenderia, oltre ai pannelli boiserie stessi che, così, mascherano la parete.
Nel progetto A si utilizzano due pareti per cm 200 e la cabina è chiusa da una parete a 45°con porta centrale (la stanza deve essere di almeno 4×4 m per muoversi con agio): così c’è anche posto per un armadio in più o una zona studio accanto alla porta. Nel progetto B la cabina, a ‘elle’ da cm 280×130 si trova davanti alla porta della camera, e il letto si appoggia alla parete più lunga che definisce la cabina stessa.
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Disegni Michela Savio
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Acero giapponese: quando le foglie si arricciano
Qual è il segnale che ci lancia l’acero in caso di disidratazione? Le foglie iniziano a bruciarsi dalle punte e si arricciano, in particolare quelle superiori più esposte alla luce solare.
Molto probabilmente l’acero giapponese ha avuto dei problemi dovuti al caldo della stagione. Infatti questa pianta soffre l’esposizione ai raggi solari del pomeriggio e il vento caldo.
Questo inconveniente avviene di solito in estate quando le temperature superano i 28 C° e le innaffiature non sono regolari o sufficienti.
La posizione ottimale è quella ben soleggiata sino a mezzogiorno e poi ombra o luce soffusa nelle ore centrali del pomeriggio.
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Cose da non fare
. Evitare assolutamente di bagnare le foglie nelle ore più calde della giornata.
. Se pensi abbia bisogno di un travaso, meglio farlo in autunno e primavera, non in estate!!
. Non potare le parti secche, aspetta l’autunno.
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Cose da fare
. Se puoi sposta il vaso in una posizione più riparata o con il sole solo nelle ore mattutine.
. Le tende da sole proteggono le piante nelle ore più torride.
. Bagna con regolarità, nelle ore serali il terriccio e le fronde dell’acero. Una vera e propria doccia quotidiana gli farà bene!
. Se la tua pianta ha il vaso in plastica (che non isola il terriccio), avvolgilo in una vecchia coperta o straccio. Eviterai la dispersione di umidità!
. Controlla bene le foglie sopra e sotto. Il problema potrebbe anche essere la presenza di parassiti o altre malattie. In questo caso la foglia si accartoccia ‘a sigaro’ celando all’interno le uova. Stacca qualche foglia e portala al tuo giardiniere di fiducia che ti consiglierà cosa fare!!
Coltivare l'orto sul tetto: oggi si fa!
Nel quartiere popolare della Barona un piccolo gruppo di pensionate ha creato un paradiso tra i tetti della zona: coltivano orti, tra pomodori, zucchine e insalata.
“Abbiamo un risparmio di 30 euro a settimana – assicurano – Sappiamo quel che mangiamo e la qualità della verdura non è paragonabile a quella che si trova al supermercato”.
Quello che non viene consumato, va alle famiglie del quartiere meno fortunate.
Tutto è cominciato in via Tortona, sul tetto di Superstudiopiù, con un orto di 750 metri quadri progettato da Michelangelo Pistoletto nel 2014, nell’ambito del contenitore culturale “Coltivare la Città” degli architetti Lorenza Daverio e Tiziana Monterisi. L’orto è piaciuto così tanto da diventare nel 2015, anno di Expo, una “risaia”. Chiuso Expo, il terreno verde è diventato un vero e proprio orto sociale affidato alla cura delle pensionate della zona.
“Il successo di quella che all’inizio doveva essere un’installazione, dimostra che l’orto pensile è oggi a tutti gli effetti uno strumento di socializzazione ma anche di risparmio economico – commenta il direttore della Harpo, azienda leader nei sistemi di verde pensile, Maurizio Crasso – Grazie al progresso tecnologico, oggi gli orti sul tetto si realizzano con pochi centimetri di terreno, hanno una bassissima manutenzione e costi contenuti. Non solo, sono uno strumento molto efficace di risparmio energetico”.
Un altro orto pensile l’avevamo visto durante il Fuorisalone 2016: ‘L’orto cinetico’, nel cuore di Brera, sul tetto dello studio Piuarch.
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Da via Tortona, il progetto si è esteso fino alla Barona dove si apprestano a crescere tanti altri orti sui tetti delle case popolari di proprietà dell’Aler.
Il “Progetto Barona” vuole riportare la natura nella periferia per rigenerare il territorio.
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Quali piante mettere su un terrazzo esposto a est
Veronica, una nostra affezionata lettrice, ci chiede come arredare e che piante mettere sul suo terrazzo in città di 70 mq esposto a est.
L’esposizione a est, con il sole al mattino e l’ombra la sera, è una situazione perfetta per quasi tutte le piante, dai cespugli fioriti ale piante ad alto fusto.
I consigli della CF Stylist:
RIVESTIMENTI
Potresti coprire il vecchio pavimento con un parquet per esterni a listoni color grigio chiaro.
Rivesti le pareti in cemento con delle perline in legno posate in verticale e poi dipingile in un tono di grigio scuro. Invece la parete esistente (che contiene il ripostiglio) dopo averla carteggiata e stuccata, dai una mano di vernice verde ottanio. Per facilirare gli abbinamenti cromatici, crea una tua palette colori. Visto che vivi in città, ti propongo una nuance fresca di verdi: menta, ottanio, verde rame e the verde movimentati da un gioco grafico in black&white.
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La planimetria del terrazzo con le piante e l’arredamento
PIANTE
Accanto alla parete con le perline grigie, per creare più privacy, metti tre betulle in tre grossi vasi. Sopra il vano ripostiglio inserisci delle balconette ricolme di piante stagionali ricadenti (Verbene e Petunie viola).
Per le piante a cespuglio disposte a L lungo il parapetto ti suggerisco dei sempreverde: Oamanthus fiorisce in autunno e la Callicarpa che regala delle bacche viola per tutto l’inverno. Alterna con dei gruppi di graminacee (Stipa e Hordeum) a ciuffi di Veronica e Sanguisorba. Se ti piacciono ci sono delle piante acquatiche, facili da coltivare nei catini e che resistono al freddo: Equisetum, Pontederia Cordata e Ninfee rustiche.
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IDEE SHOPPING
Nella zona pranzo, scegli un tavolo allungabile per le serate con molti amici e completa con sedie pieghevoli e sgabelli. Per proteggerti dal sole, installa una tenda a vela che copre il pranzo. Due lettini prendisole non possono mancare…! Comode poltroncine e accessori da giardiniere completeranno il terrazzo!
In Svezia apre l'Ikea Museum
L’Ikea Museum è stato da poco inaugurato ad Älmhult, nello stesso edificio che ospitava il primo negozio, aperto nel 1958 e chiuso nel 2012: l’esterno dell’edificio è stato ripristinato alla sua forma originale, seguendo i disegni dell’architetto Claes Knutson, mentre l’interno è stato creato come un museo moderno.
Nell’allestimento permanente si può vedere il dietro le quinte, comprendere come il team Ikea lavori sulla progettazione, sullo sviluppo prodotto, come vengano trattati la logistica, la sostenibilità e l’ambiente, la comunicazione e il marketing. L’allestimento dello spazio dedicato alle mostre temporanee verrà cambiato ogni 6 mesi.
Il percorso celebra la storia del fondatore Ingvar Kamprad e dei primi collaboratori che con lui hanno fondato quello che nel giro di qualche decennio è diventato un marchio conosciuto in tutto il mondo.
Nello spazio #IKEAtemporary l’azienda presenta il frutto della collaborazione con designer, architetti e studenti di design per creare cinque cucine, le stesse che erano presentate al Salone del Mobile 2015, e che magari hai visto dal vivo l’anno scorso!
C’è anche uno spazio “Your Stories” dedicato alle storie dei clienti: i contributi sono stati raccolti attraverso un blog e raccontano le storie degli usi curiosi o delle personalizzazioni che sono state realizzate sui mobili Ikea.
Il Museum Shop è infine poi una vera chicca! Qui si trovano i prodotti normalmente commercializzati ma in edizione speciale, le riedizioni di vecchi prodotti, oltre ad una serie speciale appositamente disegnata, con linee ispirate al porticato disegnato dall’architetto Claes Knutson alla fine del 1950: accessori per la casa e piccoli pezzi di mobili, come credenze, sgabelli e sedie, miniature dei prodotti più famosi, che faranno impazzire i fan del colosso svedese, e naturalmente borse, poster, cartoline, giochi, block-notes, penne e molto altro ancora.
Estate in città: mostre e appuntamenti per chi resta a casa
Qualche decennio fa le grandi città ad agosto si svuotavano, tutte le aziende chiudevano per un mese e milioni di italiani si riversavano sulle coste per la villeggiatura. Oggi invece le ferie si fanno anche fuori stagione, o non si fanno per nulla: per fortuna il programma culturale cittadino non si ferma ed è allora possibile cogliere l’occasione per visitare una mostra, e rinfrescarsi tra le fresche mura di un museo!
A Milano c’è naturalmente l’imbarazzo della scelta. Palazzo Reale propone tante mostre durante l’estate e sicuramente la monografica dedicata a Maurits Cornelis Escher è tra le imperdibili, con le oltre 200 opere del grafico olandese, con le loro famose superfici riflettenti e scale impossibili. E non solo: una sezione che evidenzia quanto le opere di Escher siano entrata nell’immaginario pop, con testimonianze che arrivano dal mondo dei fumetti, della pubblicità, dei video musicali, del cinema, e che invita i visitatori a condividere la propria #Eschermania.
Escher
Palazzo Reale, Milano fino al 22 gennaio 2017
http://www.mostraescher.it/
Sempre a Palazzo Reale a Milano, una retrospettiva sul lavoro di Studio Azzurro, con le installazioni più rappresentative per raccontare il percorso di ricerca degli ultimi 30 anni, oltre a un progetto site specific realizzato per l’occasione: gli ambienti multimediali dialogano con i visitatori e alcune sono specificatamente pensate per l’interazione con i bambini. Un ricco programma educativo completa l’esposizione, con workshop e attività didattiche.
STUDIO AZZURRO. Immagini Sensibili
Palazzo Reale, Milano fino al 4 settembre 2016
http://www.studioazzurro.com/
Ancora a Milano, si distingue tra i tanti, il programma del nuovo Base, nuovo polo culturale nel cuore di zona Tortona: per gli studenti c’è una sala studio sempre aperta e per tutti una serie di laboratori e appuntamenti che comprendono corsi di grafica (con BOLO Paper e Tipografia Reali) e lezioni di yoga, concerti e cene, grazie al coinvolgimento di tante associazioni cittadine
Base Milano
via Tortona 40, Milano
http://base.milano.it/
Infine, naturalmente la XXI Triennale che presenta un programma ricchissimo e per la quale rimandiamo all’articolo che gli abbiamo dedicato di recente.
Appena inaugurata a Bologna, la mostra su David Bowie sembra che sarà il must dell’autunno: se puoi anticipare la tua visita ad agosto, non te ne pentirai! Oltre 300 oggetti esposti tra cui costumi di scena originali, fotografie, allestimenti scenografici, copertine di album, per la prima volta in Italian grazie al David Bowie Archive. Una mostra interessante, per rendersi conto di quanto lo stile di Bowie abbia influenzato la cultura degli ultimi decenni, anche grazie alla sua collaborazione con professionisti e designer nel campo della moda, del suono, della grafica del teatro e del cinema.
David Bowie is
MAMbo, Bologna fino al 13 novembre 2016
http://davidbowieis.it/
Per restare in tema musicale, a Torino il Museo d’Arte Orientale propone la mostra Nothing is real, dedicata a memorabilia e testimonianze della svolta mistica dei Beatles, che nel 1968 si recano in India per un corso di meditazione trascendentale, insieme ad un gruppo di amici (tra cui Mia Farrow). Questo episodio ebbe una grande risonanza sui giornali di tutto il mondo e diede il via a quella riscoperta della cultura orientale che segnò in modo così evidente la fine degli anni Sessanta nella cultura pop. Degni di nota anche il percorso olfattivo a cura di Lush, il marchio italiano di cosmetica naturale e l’allestimento, curato da studio brh+, che ha scelto gli arredi LAGO per la mostra.
Nothing is Real
MAO Museo d’Arte Orientale, Torino fino al 2 ottobre 2016
http://www.maotorino.it/
Sempre a Torino, l’estate sarà un’ottima occasione per visitare la Mole Antonelliana, sede del Museo del Cinema: la mostra del momento è dedicata ai manifesti cinematografici cubani, che dalla fine degli anni Cinquanta interpretano in moda assolutamente originale i titoli del cinema occidentale che arrivano sull’isola.
Hecho en Cuba. Il cinema nella grafica cubana
Museo del Cinema, Torino fino al 29 agosto
http://www.museocinema.it/
E per gli appassionati di cinema che restano in città, c’è anche la possibilità di partecipare alle proiezioni promosse da Aiace nelle sale d’essai: oltre 35 titoli acclamati nella scorsa stagione e una serata speciale dedicata ai cortometraggi di Jacques Tati.
Rassegna estiva di Aiace
Cinema Centrale, Romano, Fratelli Marx, Classico dal 25 luglio al 14 agosto
http://www.aiacetorino.it/
A Roma non perdere la mostra dedicata ad Alphonse Mucha, antesignano dell’Art Nouveau, originario di Praga, ma presto trasferitosi a Parigi, dove incanta tutti con i suoi meravigliosi dipinti, disegni, manifesti dall’inconfondibile stile fiorito, che diventerà simbolo della Belle Epoque e si diffonderà a macchia d’olio in tutta Europa.
Alphonse Mucha
Vittoriano, Roma fino al 11 settembre 2016
http://www.ilvittoriano.com/
C’è tempo fino a novembre per visitare la Biennale Architettura ai Giardini dell’Arsenale di Venezia. Diretta da Alejandro Aravena, il tema di quest’anno è “Reporting from the front”: nell’immagine scelta per rappresentare questa edizione, Maria Reiche, archeologa tedesca che per buona parte della vita ha studiato le linee di Nasca in Perù, e che Bruce Chatwin, autore dello scatto, incontra nel deserto peruviano durante il suo viaggio in Sudamerica. La studiosa non ha la possibilità di utilizzare un aereo o un elicottero per sorvolare le linee e si accontenta di ciò che ha: una semplice scala. Questa immagine vuole essere d’ispirazione: anche in mancanza di mezzi possiamo portare a termine il nostro lavoro. La Biennale Architettura vuole quindi quest’anno mostrare casi esemplari di progettisti che sono stati capaci di guardare lontano e sperimentare approcci alternativi, con la speranza che possano essere di ispirazione per la prossima generazione.
Biennale Architettura
Giardini dell’Arsenale, Venezia fino al 27 novembre 2016
http://www.labiennale.org/it/architettura/
Infine, l’ideale per una gita fuori porta fuori città: l’installazione del Cracking Art Group alla Reggia di Caserta, con il loro famoso zoo di animali giganti e colorati, che tempo fa era stato allestito anhe nell’area esterna della sede Mondadori progettata da Oscar Niemeyer! 50 opere di plastica riciclata, che raffigurano lupi, rane, chiocciole, suricati e rondini, sono esposte all’ingresso principale e lungo il “Cannocchiale”, la galleria che porta all’asse centrale del Parco. Per chi vuole portare a casa un ricordo dell’installazione, è possibile acquistare una miniatura della rana al prezzo di 10 euro e contribuire così al restauro e al mantenimento delle fontane del parco della Reggia.
Rigeneramento Reggia
Reggia di Caserta fino al 30 agosto
http://www.crackingartgroup.com/rigeneramento-reggia/
Carte da parati in stile tropicale
Ami le piante e lo stile Jungalow?
Scegli una carta da parati in stile tropicale: felci, foglie di palme e banano, ricreano la foresta e portano un tocco di verde in casa.
Le pareti scompaiono e ci si ritrova immersi in foreste selvagge popolate da uccelli variopinti.
Potere delle nuove tappezzerie: una festa di pattern vegetali, stilizzati o iperrealisti. Sfoglia la gallery!
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Intervista a Justina Blakeney guru dello stile Jungalow
Per metà afroamericana e con discendenze ebraiche (dall’Est Europa), Justina Blakeney il mix di culture ce l’ha nel sangue!
Non è un caso se ha creato uno stile che è l’apoteosi del mix&match e impazza dagli Stati Uniti all’Australia, pronto a conquistare anche noi. L’ha chiamato Jungalow, una fusione tra jungla e bungalow, un mood/desiderio tra casa e foresta: piante dappertutto, tropicali e cactacee, oggetti vintage, pattern dal mondo ed echi boho-chic invadono stanze bianche che non vogliono più essere minimal. Jungalow è, per Justina, un’idea di abitare che accoglie te e ciò che ti piace: ‘Sentirsi liberi e divertirsi!’ è il suo motto. Ma qui ci ha raccontato molto, molto di più…
Justina, come è nato il Jungalow?
«Fin da bambina ho viaggiato tanto scoprendo luoghi e culture diversi. Questo è il mix che cerco di ricreare nell’arredo, senza paura di mescolare e commettere errori. Solo continuando a provare si arriva a scelte azzeccate. La perfezione non esiste, dobbiamo essere la miglior versione di noi stessi!».
Quali consigli daresti per mixare tessuti e pattern?
«Consiglio sempre di iniziare scegliendo una palette di 2-3 colori a cui abbinare pattern e tessuti. In questo modo si possono trovare infinite combinazioni. Il tocco indispensabile? Le piante!».
Infatti! Le piante sono una parte essenziali del tuo stile…
«Penso che le piante portino vita in un interno. Molti studi provano che creano un ambiente più salutare e allegro. Ci sono piante talmente belle da sembrare sculture, entrano nelle stanze e le arredano come opere d’arte. Adoro il verde ovunque, anche in cucina: l’effetto giungla è divertente!».
Mentre tutti erano nel mood nordico e shabby, tu hai scelto una strada diversa fatta di colori e pattern. Quando hai capito che il tuo stile ‘funzionava’?
«Non è stata una scelta a tavolino. La casa deve riflettere la personalità di chi la abita, non bisogna seguire uno stile solo perché di tendenza. Io amo il vintage, il mix di culture, l’artigianato, gli oggetti con una storia, i colori, le piante e i tessuti. Il minimal non fa per me. Quando ho aperto l’account Instagram @thejungalow e ha iniziato a crescere velocemente, ho pensato ‘Wow, la gente lo apprezza!’».
Hai vissuto in Italia per 7 anni. Cosa ti ha lasciato il nostro Paese?
«Ho abitato a Firenze, prima studiando e poi lavorando. Ho adorato vivere nella ‘bella Italia’. Ammiro la vostra attenzione ai dettagli, l’arte, il design, il cibo… la qualità della vita. Da giovane donna americana ho dovuto però spingermi fuori dalla mia ‘comfort zone’, essere straniera in un Paese straniero, imparare una lingua diversa. Quest’esperienza mi ha resa più ‘ricca’ e sicura di me».
Quest’anno hai lanciato la tua linea décor per la casa. Com’è stato vedere realizzati i tappeti e le carte che avevi disegnato?
«Meraviglioso! Un sogno diventato realtà. Dopo tanti anni di graphic design e arredo d’interni creare la mia linea di accessori è stato un percorso naturale. Disegnare pattern e oggetti è una passione! Presto ne arriveranno altri, ma per ora non vi svelo altro…».
C’è un errore che saresti orgogliosa di ripetere?
«Nella mia vita ho fatto tanti lavori, alcuni li ho amati, altri odiati, ma ognuno mi ha fatto capire meglio su cosa volevo puntare. Un sacco di persone ti dicono che devi concentrarti su una cosa per avere successo; nella mia esperienza, invece, cimentarmi in passioni diverse è stata una ricchezza, mi ha reso capace di sviluppare i tanti aspetti del mio lavoro».
Come ti senti nel vedere quanto il tuo stile sta ispirando le persone?
«Questa è forse la parte del lavoro che preferisco! Molti mi scrivono dicendo come hanno cambiato le loro case ispirandosi allo stile Jungalow e questo mi fa sentire, nel mio piccolo, come se avessi reso il mondo un posto migliore, più allegro».
Vuoi dare un tocco jungalow alla tua casa?[[ge:mondadori:cf:31588]]
Accessori Jungalow style
Come si fa a mischiare pattern e colori? Grafica chic e artigianato etnico?
Semplice, basta una designer con un cuore bohémien, in breve diventata una delle blogger più influenti e trendy del momento: Justina Blakeney.
Mixando insieme tutti gli elementi più sorprendenti ha creato uno stile personalissimo che da Los Angeles, dove lei vive e crea, si diffonde via web e social in tutto il mondo: il Jungalow.
Uno stile che nel nome racconta già tutto e che ci ha conquistati: colori vividi, tropicali, una casa-jungla, piena di verde e gusto per il vitage.
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Isola in cucina: realizzala fai da te
L’isola per la cucina che vedi nella foto è di Porto Baldo, la casa degli attori Alice Mangione e Gianmarco Pozzoli, artisti di Zelig, che qui ospitano spassose cene di social eating. La loro casa è piena di pensate creative realizzate con molta creatività e poca spesa. Vuoi copiare l’isola? Ecco cosa ti serve e come devi fare.
OCCORRENTE
- un mobile in ferro
- colla
- listelli in legno
- assi da ponteggio + una in lamellare spessa cm 3
- griglia e lamiera in rame
- cerniere e pomelli
COME SI FA
Con i listelli in legno realizza i telai delle ante (in misura con le aperture sul fronte dell’isola).
Fissa sul retro dei telai la griglia in rame e sui profili le cerniere, in corrispondenza di quelle che avrai avvitato sul mobile.
Con la colla universale applica: su un lato e sul retro dell’isola le assi da ponteggio tagliate in misura, sul top la tavola in lamellare più larga del mobile di 5 cm e, sul secondo lato corto la lamiera in rame, risvoltandola sul davanti.
Avvita i pomelli sulle ante.
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