Con Pietrablu™ di Arblu, il total look per il tuo bagno
Rinnovare il bagno è sempre una sfida: la volontà di seguire il proprio gusto si scontra spesso con la difficoltà di abbinare i diversi tipi di arredi e di stili con i rivestimenti.
Arblu, azienda italiana sempre più importante nel mondo dell’arredo bagno, ha pensato proprio a questo nello sviluppo di Pietrablu™, un rivoluzionario materiale naturale composto da minerali e resine, affascinante, versatile e durevole, che può dare forma a molteplici soluzioni personalizzabili al 100%.
La versatilità di Pietrablu™ lo rende perfetto per la realizzazione di piatti doccia, top per l’arredo bagno e rivestimenti di pareti, utilizzando lo stesso materiale, per un pendant di estrema eleganza.
Le ore passate a scegliere le combinazioni perfette per i rivestimenti sono ormai un ricordo perché, con un unico materiale, è possibile arredare l’intera zona bagno.
Una sintesi originale di natura e tecnologia, in tipologie diverse e allo stesso tempo liberamente abbinabili, per sintonizzarsi con ogni spazio, stile e (tuo) desiderio: alle due finiture Trendy, effetto ardesia, e Woody, effetto legno anche in versione décapé, Arblu presenta la novità Well, finitura effetto pietra a spacco.
E le novità non si fermano qui: da oggi è possibile l’inserimento e l’applicazione della finitura in altri elementi dell’ambiente bagno. Oltre a piatti doccia, pannellature, top e termoarredi, la texture scelta potrà essere applicata al mobile stesso e su tutta una serie di accessori quali mensole, appendini, specchiere e portasalviette.
Lo sgabello Mezzadro, un’icona del design!
Una segno di riconoscimento per un oggetto di design, definibile come icona, è che venga rieditato nel tempo, lo sgabello Mezzadro è addirittura sempre stato in produzione dal 1971 ad oggi!
Devono proprio essersi divertiti i Castiglioni a immaginare e proporre in forma di prototipo un ormai noto, ma all’epoca inimmaginabile, scenario di oggetti per Villa Olmo, a Como, nel lontano 1957. La mostra aveva un nome rassicurante, come si usava un tempo: ‘Colore e forma nella casa d’oggi’. Tra gli oggetti esposti anche Mezzadro, omaggio alla cultura contadina del nostro Paese. Tre soli pezzi a comporlo, numero perfetto. Il sedile di un trattore («con sagomature fisiologiche» come diceva il documento descrittivo), una balestra in acciaio inox («che conferisce un gradevole molleggio») e un fuso d’appoggio in legno che assicura stabilità. Memoria, futuro, forze fisiche assommate in un oggetto talmente avanti che fu messo in produzione solo anni dopo, nel 1971, da Zanotta.
- Anno di nascita: 1957
- Anno di produzione: 1971
- Progettisti: Pier Giacomo e Achille Castiglioni
- Produttore: Zanotta
- Prezzo: euro 561,44
- Idea: Una seduta che nasce dalla cultura agricola e ne mutua la forma (sedile di trattore) e il sistema di molleggio
- Mission: “Sento molto il rapporto di reciproca simpatia tra chi progetta e chi adopera. Questo rapporto è importante e credo che sia una delle guide del mio modo di operare nel campo del design e dell’architettura” (Achille Castiglioni)
- Materiali: gambo in acciaio cromato, sedile verniciato, base in faggio
- Curiosità: Fatto di 3 pezzi, è facile da assemblare grazie a un ‘grilletto a vite’ con cui si fissa il sedile alla balestra in acciaio
- Riconoscimenti: è nelle maggiori collezioni museali, dal Moma di New York al Vitra Design Museum
- Copie: talmente unico e caratterizzato da rendere quasi impossibili le copie!
10 case sull’albero in Italia
Le case sull’albero son attraenti perché ci fanno sognare, ci fanno tornare bambini, a quell’epoca in cui un rifugio tra le fronde ci sembrava il luogo ideale per tante favolose avventure: anche perché ne leggevamo sui libri, ma qui in Italia erano davvero molto rare… in ogni caso la casa sull’albero appartiene al nostro immaginario, forse anche grazie ai film americani (e a qualche cartone animato), e tutti almeno una volta abbiamo sognato di averne una!
Ora il nostro sogno è sempre più vicino a diventare realtà, perché su airbnb, ma non solo, anche in Italia si sta diffondendo la moda delle case sull’albero, perfette per un weekend di relax in coppia, ma in alcuni casi anche per una vacanza in campagna o montagna per tutta la famiglia.
Ne abbiamo selezionate dieci davvero da sogno, sfoglia la gallery!
Aroma(n)tica Treehouse
San Salvatore Monferrato (Alessandria)
www.airbnb.it/rooms/880308
Una casa sull’albero con vista sulle colline piemontesi, immersa tra le piante aromatiche e i tigli, all’interno di un parco di 18.000 metri quadri che comprende cedri del libano, magnolie, sofore, agrifogli e tamerici.
Un’arredo rigorosamente shabby chic e un’atmosfera privata e rilassata, per un appartamento in cui rilassarsi o da usare come base per le gite nei dintorni, per un’escursione naturalistica, un percorso cicloturistico o un tour enogastronomico.
La Piantata
Arlena di Castro (Viterbo)
www.lapiantata.it/
Un bed & breakfast molto elegante e dotato anche di due appartamenti a 8 metri d’altezza su una quercia secolare e tra i pini marittimi: il luogo perfetto per una fuga romantica, magari per un anniversario speciale. La più piccola delle due è immersa tra i campi di lavanda, l’altra, la più grande d’Europa, è stata realizzata con materiali contemporanei: da entrambe le terrazze si gode la vista di un paesaggio mozzafiato sulla campagna circostante.
Il Giardino dei Semplici
Manta (Cuneo)
http://www.giardinodeisemplici.eu/
Sulle colline attorno a Saluzzo sorge un b&b dotato di due case sull’albero, nel cuore di un bosco di aceri e querce: sono costruite in legno naturale e anche gli interni sono curati e molto accoglienti, con decorazioni shabby chic.
La colazione è servita in terrazza, e arriva in alto grazie ad un cesto appeso ad un ramo.
Aperegina
Corvara (Pescara)
http://www.laperegina.com/
Un agriturismo che sorge all’ìnterno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga: qui si producono tanti prodotti biologici, a partire naturalmente dal miele e si organizzano corsi di cucina.
Casa Barthel
Firenze
https://www.airbnb.it/rooms/1621152
Una casetta sull’albero dal gusto industriale, con una struttura in metallo e grandi vetrate riflettenti, immersa tra i pini silvestri di un parco alle porte di Firenze. Il progetto di ospitalità é davvero interessante: oltre alla camera sull’albero, la struttura comprende altre sei stanze decorate in modo originale. Una è decorata con maioliche napoletane, un’altra con poster cinematografici, un’altra ancora è dedicata all’esposizione della ricca collezione di cucine giocattolo.
La corte
Pralungo (Biella)
http://www.bblacorte.it/
Immerso nel paesaggio delle Alpi biellesi, un bed & breakfast lontano dal caos cittadino, perfetto per ricaricarsi un po’. La proprietaria ha spiccate doti creative e ha personalizzato la stanza con alcune oggetti décor realizzati a mano.
La Prugnola
Montescudaio (Pisa)
http://www.laprugnola.it/
Una piccola casa sull’albero, ordinata e senza troppe pretese, ma dotata di un bel terrazzo e di tutto il necessario: un’ottima opzione per chi è in cerca di relax.
Caravan Park Sexten
Sesto (Bolzano)
http://www.caravanparksexten.it/
Case sull’albero lussuose, in legno, con grandi finestre per osservare la natura e dotate di tutti i comfort. La struttura si trova in Alta Valle Pusteria e organizza molte attività collaterali, adatte a chi cerca il relax e a chi ha invece voglia di sport.
Come innaffiare le piante quando sei in vacanza
Non hai nessuno che ti bagni le piante mentre sei in vacanza? Non ti preoccupare, da 2 a 8 giorni, per tenere umide le piante bastano questi trucchi fai-da-te.
…Dimmi quanto stai via e ti dirò come lasciarle ‘al fresco’!
Se hai piante in vasi piccoli, prima di partire raggruppale in un punto fresco del balcone (o per le piante d’appartamento ti consigliamo in bagno) e poi scegli il sistema per tenerle bagnate in base alla durata della tua vacanza.
SE STAI VIA UN WEEKEND
Basta innaffiarle abbondantemente prima di partire. L’ideale è spostarle nella zona più ombreggiata del balcone o raggruppare le piante piccole sotto quelle alte. Nei sottovasi, aggiungi l’argilla espansa che aiuta a mantenere l’umidità.
SE STAI VIA 4/5 GIORNI
Sfrutta il principio dei vasi comunicanti: metti una bacinella con l’acqua più in alto rispetto al vaso. Bagna una treccia fatta con avanzi di lana e inseriscine un capo nel catino, l’altro nel terreno. In alternativa alla lana, usa strisce di stuoia filtrante (si compra dai vivaisti).
SE STAI VIA UNA SETTIMANA
Prendi delle bottiglie di plastica e fora il tappo. Riempile d’acqua e inseriscile capovolte nel terreno. Più è grande il vaso, più bottiglie devi mettere. In alternativa, compra dei coni in terracotta da avvitare sulle bottiglie piene (li trovi nei garden center).
SE STAI VIA PIÙ DI 8 GIORNI
- In commercio trovi dei gel da inserire nel terreno del vaso: rilasciano acqua in modo graduale per oltre 15 giorni.
- Se hai un grande terrazzo con molte piante, la soluzione migliore è un impianto d’irrigazione temporizzato goccia a goccia. Dura negli anni e ti garantisce la giusta umidità. Sul sito www.gardena.com c’è un simulatore: disegni il tuo spazio esterno e lui ti suggerisce in automatico dove posizionare gli irrigatori.
- È sempre valido il vecchio sistema del vicino-amico a cui chiedere il favore di bagnare le piante in tua assenza. Puoi proporgli un accordo rubando l’idea alla ‘banca del tempo’: lui bagna le tue piante e tu farai qualcosa per lui in cambio.
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Disegni
Silvia Magnano
I Quaderni di CasaFacile: Liberty a punto croce
Riscopri il gusto di realizzare con le tue mani oggetti, complementi d’arredo ed esclusivi accessori moda.
Dal 3 agosto in edicola con il giornale trovi i Quaderni di CasaFacile!
Il primo numero è dedicato ai ricami a punto croce ispirati ai tessuti Liberty. Trovi tante ispirazioni e gli schemi per realizzare i ricami.
Lasciati conquistare dall’eleganza dello stile floreale Liberty: arricchisci le tue originali creazioni con ricami a punto croce. Divertiti a realizzare piccoli accessori moda, dalla pochette allo specchietto, ma anche oggetti décor per la casa, dalle cornici ai cuscini, fino alle copertine degli album fotografici e alle ghirlande per i più piccoli.
Colleziona i quaderni di CasaFacile!
Puoi acquistarli anche on-line su www.mondadoriperte.it
In arrivo a settembre “Stile Country”, creazioni trendy per una casa fiorita con la tecnica patchwork.
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9 amache per il tuo relax
Amache da viaggio, da portico o da giardino. Colorate e resistenti, per una persona o ‘matrimoniali’: scegli quella che fa per te. E qui trovile istruzioni per appenderla e… anche un progetto per una amaca fai-da-te.
APPENDI L’AMACA COSÌ
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• Scelti i punti di fissaggio, misura la loro distanza: l’amaca deve essere più lunga di circa il 20%.
• L’altezza corretta dei punti di fissaggio è circa la metà della lunghezza dell’amaca.
• Una volta appesi i ganci ai due sostegni dell’amaca, fai passare le corde attraverso l’occhiello (v. disegno a sinistra).
• Fai un solo nodo (v. disegno a destra).
• Tira entrambe le estremità finché l’occhiello non si trova all’altezza che avevi stabilito.
L’AMACA A RETE: IL FAI DA TE DEGLI SCOUT
Ecco come i ragazzi del reparto Scout Agesci di Borgolombardo 1 (Milano) hanno realizzato con le loro mani le amache per il campo estivo:
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Occorrente:
- Cordino: 6 pezzi di diametro 3,5/4 mm, lunghezza 9 metri ciascuno
- 2 bastoni come supporto durante il montaggio e per appendere poi l’amaca
- Corda resistente e 2 ganci per fissare l’amaca a un tronco, palo o anelli.
Come fare:
- Fissa il bastone (può essere un manico di scopa) ad un’altezza comoda per lavorare, appoggiato ad un muro o un cancello.
- Gira i 6 cordini attorno al bastone, dividendoli a metà. Ogni cordino quindi si troverà metà sotto il bastone e metà sopra (figura 1)
- Ora esegui un nodo semplice per ogni cordino, creando un cappio di 5 cm circa attorno al bastone (figura 2)
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La situazione finale sarà di 6 cappi fissati al bastone. Il materiale di lavoro ora saranno i 12 pezzi di cordino che vengono fuori dai nodi semplici, 2 cordini per ogni nodo.
- Incrocia e unisci con nodi semplici i 12 cordini per eseguire dei rombi. Abbi cura che mantengano sempre le stesse dimensioni. La distanza consigliata (per stare poi comodi) tra un nodo e l’altro è di 5 cm.
- Dovrai proseguire per tutta la lunghezza delle corde.
- Infine ripeti la prima operazione con il secondo bastone e appendi l’amaca con corda robusta e ganci.
Arredare una casa tutta in bianco
Ci scrive Valentina, affezionata lettrice di CasaFacile, che ha appena realizzato un sogno: comprare e arredare una casa. E lo ha fatto seguendo i consigli e lo stile che ogni mese trova sul giornale. Ecco il suo racconto, pieno di calore e di spunti a cui ispirarsi quando si comincia ad arredare una casa.
«La ristrutturazione è durata più o meno 6 mesi, la fatica è stato l’acquisto. Ci abbiamo messo quasi 2 anni. Però per tutto il tempo meditavo e raccoglievo idee per mobili e arredi. L’ispirazione più grande l’ho avuta leggendov CasaFacile: ogni volta che trovavo qualcosa di interessante ritagliavo le pagine e le mettevo nel mio “quaderno degli appunti”. La prima scelta che abbiamo fatto è stato il pavimento, in grès effetto parquet sbiancato a 3 formati e da lì ho ‘sviluppato’ la casa: stile dei mobili, colori…
Sapevo ciò che non volevo: colori vivaci e arredi troppo moderni e freddi. Mi piace l’idea che tutto abbia una storia da raccontare. Alle pareti ho scelto il bianco con qualche tocco di grigio tortora qua e là. Mentre i bagni sono senza rivestimento ma tinteggiati con smalto color lavanda. Anche la cucina, molto basica ed essenziale, non ha rivestimento, solo un bordo di smalto grigio, il colore lo dà una bilancia vintage trovata dalla nonna e la planetaria, entrambe rosse.
Ho ricevuto anche tanti doni.
Da mia suocera un armadio in arte povera che ho fatto ricolorare di bianco da un falegname di fiducia, lo stesso che mi ha realizzato la cucina su misura. L’ho posizionato vicino all’ingresso in modo di avere un comodo spazio dove riporre giacche e borse appena entrati in casa.
La credenza era della mamma di mia suocera, anche quella è stata ridipinta. Un tempo nella parte alta aveva due vetri scorrevoli ma purtroppo con il tempo è stato modificata. Mi sono divertita a riempirla con porcellane inglesi trovate nei mercatini qua e là, un bilancino trovato in una soffitta e altre chincaglierie.
Ma i pezzi più belli sono una madia e un baule appartenuti alla famiglia di mia suocera.
Il baule lungo invece (foto in questa mail) l’ho salvato dalla discarica, un signora voleva buttarlo perché non era più di suo gradimento. Ho fatto un trattamento antitarme sistemato qua e là dove serviva una verniciata ed era pronto per la mia camera da letto.
Il mobiletto secretaire era in una soffitta di una lontana parente che ho svuotato. Appena l’ho vista mi sono innamorata non era messa male mi è bastato pulirlo per bene e lucidarlo incollare una gamba ed era pronta. All’interno custodiva anche dei tesori, ho trovato dei pezzi di corallo ed uno spillone con delle perle.
La soffitta è stata una scoperta dietro l’altra: ho trovato scatole di latta piene di bottoni vintage, specchi che ho ridipinto di bianco, pizzi merletti e lini meravigliosi.
Un’altra storia è stata la scelta delle luci. Ci ho perso mesi e mesi! Non riuscivo a trovare i telai “nudi” che avevo visto su una rivista, ho chiesto anche ad un’artigiana se poteva farmeli, ma niente. Ma non mi sono arresa. Alla fine li ho trovati a Torino. Invece con la Tolomeo di Artemide è stato amore a prima vista! Ho pensato subito che sopra al tavolo della mia adorata nonna avrei messo quella luce.
Il tavolone è in legno di ciliegio, era della mia nonna usato in casa per cucinare ma non solo tanto è vero che c è una bruciatura da ferro da stiro. Ho preferito lasciarlo naturale passando una generosa mano di olio paglierino per ravvivare il colore.
L’ultima cosa che ti posso raccontare è lo specchio scovato da un antiquario amico di famiglia, che ho ridipinto e posizionato in bagno. Volevo uno specchio che tenesse tutta l’intera parete ma non uno specchio moderno e freddo. Un giorno per puro caso ne parlo al nostro amico e mi dice che forse ha qualcosa per me! Era lo specchio di un mobile da pranzo con bordini di legno di foglie d’ oro lungo 2 metri, era il mio, perfetto per la mia parete. Il colore proprio non c’entrava ma non era un problema: una mano di chalk paint e il gioco è fatto.
Questa è la mia storia, la casa non è ancora completa ma col tempo si riempirà di noi 4… più il gatto».
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A Milano apre il primo Moleskine Café
Apre oggi in corso Garibaldi 65 a Milano il primo caffè firmato Moleskine.
In un attimo ci si trova nel mondo dello stile Moleskine: linee pulite ed essenziali, gamma cromatica dai toni neutri.
Al piano terra, un grande tavolo comune, favorisce il dialogo. Per chi cerca invece più intimità, ci sono tavolini più piccoli nella zona bar e nella zona sofà del mezzanino.
Il Moleskine Café reinterpreta un’idea del passato. Il richiamo è ai caffè letterari, luoghi di dibattito, centri di vita culturale, artistica e politica nelle maggiori città d’Europa.
Non solo cartoleria: nel locale è possibile acquistare anche caffè in grani a marchio Moleskine.
Un’area del pianterreno è dedicata a mostre: schizzi, appunti e concept in nuce di architetti, designer, illustratori, registi e innovatori, affermati o emergenti, sono il punto di partenza di una serie di esposizioni temporanee che svelano il processo creativo nel suo divenire, come sfogliando le pagine di un taccuino.
Un programma di conferenze e workshop animerà il Moleskine Café tutto l’anno. Professionisti vari condivideranno gli insegnamenti tratti dalla loro esperienza su pensiero visivo, generazione delle idee, disegno, scrittura e fotografia.
In questi primi giorni di inaugurazione trovate anche un’opera di Carlo Stanga, tutta da colorare!
Vi ricordate il suo lavoro per il Coloring Book di CasaFacile?
Moleskine Café, corso Garibaldi 65, Milano
Sicurezza: porte blindate e serramenti di ultima generazione
Il primo – e più importante – investimento da fare sulla sicurezza antieffrazione? È la porta blindata, ancora oggi l’elemento preso di mira in oltre il 75% dei casi!
Per quale motivo è il punto d’accesso preferito dai malintenzionati? Principalmente perché è ‘comodo’ e consente di agire con tutti gli attrezzi del caso. Rinforzare la porta d’ingresso è dunque fondamentale, per opporgli una resistenza fisica che li costringa a desistere.
Non hai fatto in tempo a ricorrere a sistemi di allarme e sicurezza?
Parti per le vacanze senza pensieri: le 9 regole d’oro per andare in ferie senza preoccuparsi dei furti estivi.
1 Rendi la tua casa poco appetibile per i ladri. Togli gli oggetti di valore dalla vista estera in modo da non far apparire la casa degna di valore per i ladri che la osservano da fuori
2 Nascondi gli oggetti di valore con creatività. La ricerca del giusto nascondiglio richiederà tutta la tua creatività, rendi difficile agli eventuali intrusi trovare i tuoi preziosi. La maggior parte delle persone tiene soldi e gioielli in soggiorno o in camera da letto. Studia nuovi nascondigli!
3 Controlla sempre due volte. Alla partenza verifica con molta attenzione, meglio un paio di volte, di aver chiuso tutte le porte e le finestre. Qualche giorno prima della partenza controlla il corretto funzionamento di tutte le serrature degli accessi dall’esterno
4 Sensibilizza i vicini affinché sia reciproca l’attenzione a rumori sospetti sul pianerottolo o nell’appartamento. Nel caso non esitare a chiamare il 113
5 Usa i social network in maniera prudente. Non divulgare troppi dettagli sulle tue vacanze come ad esempio la data di partenza e rientro
6 Vicini di casa alleati preziosi. Poter contare sull’aiuto di qualcuno anche quando si è lontani è un grande valore aggiunto. Chiedi a parenti o vicini di casa di ritirare la posta in modo da non fornire chiari segnali della tua prolungata assenza
7 Scoraggia i maleintenzionati. Fai apparire l’abitazione più un rischio che un invito. Se già possiedi un antifurto assicurati che sia in funzione correttamente e che la sua presenza sia ben visibile anche dall’esterno
8 Se lasci oggetti di valore in casa fotografali: in caso di furto ne faciliterai la ricerca
9 Chiedi a parenti e vicini di controllare la casa, magari con la scusa di doverti bagnare le piante, chiedi loro di aprire le finestre, accendere luci, radio o televisore in modo da far credere che la casa sia abitata
Prezzi aggiornati a luglio 2016
Fonti: Federlegnoarredo; Risco Group
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Case moderne e sostenibili fatte di paglia
Una tendenza costruttiva in crescita, con oltre 1000 case l’anno che vengono edificate nel mondo con strutture di paglia: la tecnica nasce in seguito all’invenzione delle macchine imballatrici, a fine Ottocento negli Stati Uniti, nella regione del Nebraska, dove la scarsità di boschi forzò gli abitanti della zona a trovare soluzioni alternative per la costruzione delle abitazioni: l’utilizzo degli scarti del frumento sembrò da subito un’ottima opzione e da allora la tecnica si è affinata.
Ci sono diversi esempi in Italia, come quello di studio Archética, che a Fano ha progettato le prime tre villette a schiera realizzate in paglia in Italia, con struttura portante in legno, intonaco in calce naturale per gli esterni e terra cruda per gli interni.
Il progetto ha un gusto contemporaneo e nordico, con dettagli curati e l’uso di colori neutri all’esterno, come all’interno, a dimostrazione che una tecnica di bioedilizia sviluppata nell’Ottocento può adattarsi perfettamente alle esigenze del nostro tempo.
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Lo stesso studio sta curando un progetto di bioedilizia per un’azienda agricola nella campagna di Pesaro, scegliendo esclusivamente materiali naturali e a km zero e con una parte di interventi in autocostruzione (isolamento delle pareti e tetto di paglia), che hanno permesso di mantenere un’alta efficienza energetica.
La paglia è un prodotto naturale, organico ed ecologico, rinnovabile e recuperabile (come materia di scarto del frumento). Solitamente gli scarti della raccolta del grano vengono bruciati dai contadini o lasciati per anni in depositi agricoli. L’utilizzo per l’edilizia non richiede nessun trattamento preliminare e può essere a “km zero”, se la paglia è prodotta sul territorio.
I vantaggi principali della paglia sono prima di tutto un’ottima durabilità rispetto al cemento armato (alcune case che ormai hanno 130 anni sono infatti ancora abitate e non necessitano di grande manutenzione), un’eccellente isolamento termico, se abbinata a uno strato di terra cruda e ad un intonaco a calce, e acustico, grazie alle qualità fonoassorbenti.
La scelta della paglia risponde anche alla necessità di attuare nuove misure per la sostenibilità ambientale, evitando spreco di risorse e inquinamento in fase produttiva; inoltre i tempi di realizzazione sono piuttosto veloci, come per tutte le tipologie di costruzione a secco.
Progetto:
Studio Archética | Arch. Michele Ricci & Ing. Giovanna Nardini
www.archetica.com | www.caseinpaglia.it
