Viessmann Vitodens 200-W, la caldaia a condensazione che stavi aspettando
È possibile avere una caldaia che soddisfi, in un solo modello, le tue esigenze in fatto di silenziosità, riduzione delle emissioni (con conseguente risparmio energetico), funzionalità e facilità di utilizzo?
Il Gruppo Viessmann, leader nel mondo nella produzione di caldaie e sistemi di riscaldamento per la casa, per l’industria e il commercio, propone un nuovo modello di caldaia murale a condensazione a gas, Vitodens 200-W, che ti conquisterà grazie alla sua efficienza.
Vitodens 200-W è la prima caldaia al mondo con campo di modulazione fino a 1:20. Questo, in pratica, si traduce nella diminuzione delle accensioni e degli spegnimenti, quindi in un funzionamento più silenzioso e nella riduzione del consumo di combustibile e delle emissioni inquinanti, oltre che in una maggiore durata della caldaia.
Qualità che la rendono la soluzione ideale per le riqualificazioni energetiche degli edifici.
Vitodens 200-W è dotata del nuovo software Lambda Pro Control Plus con controllo elettronico della combustione e della portata dell’aria, per ottimizzare la combustione in ogni condizione di esercizio.
Tutto ciò garantisce rendimenti elevati e contribuisce alla lunga durata della caldaia.
Ma la grande novità che ne facilita l’utilizzo e ti conquisterà è il software Energy Cockpit su schermo touch screen, dove vengono visualizzati in maniera chiara e trasparente i consumi e la resa dell’impianto.
Hai a tua disposizione un display di grandi dimensioni per gestire con comodità l’impianto di riscaldamento: le caldaie Vitodens serie 200 sono infatti dotate di display touchscreen a colori da 5″ (diagonale dell’immagine ca. 13 mm) per la visualizzazione dei dati del software Energy Cockpit sotto forma di grafici e rappresentazioni schematiche dell’impianto.
Da oggi però tutto è ancora più facile grazie con la nuovissima App ViCare: quando ad esempio sei fuori casa, è possibile impostare una temperatura più bassa e quindi ridurre i costi, oppure prevedere differenti fasce orarie di riscaldamento, in base alle varie esigenze. E soprattutto ti informa dello status del tuo impianto: un segnale verde indica che sta funzionando tutto bene, giallo che è in corso un intervento di manutenzione e rosso che si è verificato un guasto. Volendo è possibile collegare la App al proprio centro di assistenza tecnica che può intervenire. Ma la grande comodità è associata anche all’efficienza: la caldaia raggiunge infatti la classe energetica di sistema A+ per il riscaldamento in abbinamento al telecomando Vitotrol 200 o 300 (escluso il modello 13 kW).
A chi sceglie le caldaie della serie Vitodens 200, Viessmann offre inoltre l’estensione di garanzia: se sottoscrivi il contratto con un Servizio di Assistenza Tecnica Autorizzato Viessmann tra quelli presenti su tutto il territorio italiano entro il 31 dicembre 2016, ti sarà possibile estendere la garanzia da 2 a 5 anni.
Profumi per l'ambiente di design
Il profumo della nostra casa dice molto anche su di noi: quando un ospite entra per la prima volta, uno dei primi sensi che sarà sollecitato sarà certamente l’olfatto.
Arieggiare spesso, soprattutto durante e dopo la cottura dei pasti, è sufficiente per evitare il ristagno di odori dalla cucina, ma un interno profumato è tutta un’altra cosa.
Ma che tipo di porfumatore sceglire? Gli spray per ambiente hanno spesso profumazioni troppo artificiali e persistenti, e i vassoi di pot-pourri, a meno che non siano fatti in casa mescolando fiori secchi del nostro giardino, foglie e spezie, rischiano di non dare l’aroma giusto.
Un bel vaso di fiori freschi sul tavolo del soggiorno è invece un’ottima soluzione, anche decorativa, ma sicuramente si addice soprattutto alla primavera e all’estate.
In autunno e inverno invece un’ottima idea è lasciare a sobbollire sul fuoco un pentolino d’acqua pieno di spezie.
Ma come fare tutto l’anno?
Abbiamo fatto un po’ di ricerca e abbiamo selezionato alcuni dei migliori prodotti in commercio.
Alcune saranno delle piacevoli riscoperte, altre delle sorprendenti novità: sfoglia la gallery!
Schiscetta: pranzo in ufficio con stile
Vuoi prolungare l’atmosfera delle vacanze anche dopo il rientro? Ti proponiamo una pausa pranzo in stile nordico o esotico, con tanto di ricette e oggetti di design per la tua schiscetta.
Schiscetta deriva dal verbo “schisciare”, cioè schiacciare, nel significato di chiudere del cibo all’interno di un contenitore portavivande. Ma da dove deriva l’ormai celebre termine milanese?
La leggenda racconta che la schiscetta deve la sua nascita ad una portinaia di uno stabile, in via Leonardo a Milano. Una portinaia d’ingegno che ha inventato la prima schiscetta di condominio, intuendo la voglia di risparmio in tempi di crisi economica. Dalla sua postazione controllava il passaggio. Conosceva molto bene le abitudini degli impiegati. Utilizzando la sua cucina ha iniziato ad offrire un servizio “take away”. Ed ecco che la schiscetta è arrivata sulle scrivanie degli impiegati!
Bento invece è il nome del pranzo preconfezionato giapponese, quello degli impiegati a mezzogiorno e quello che i bambini portano a scuola. Oggi anche da noi si usa la parola bento per indicare il contenitore del pranzo da ufficio; il bento è una scatola con coperchio e divisori interni. In Giappone, ma ormai anche in Italia, ne esistono di molto elaborati e decorati.
Schiscetta scandinava
Smørrebrød
Parola danese che viene da ‘smor og brod’ (‘burro e pane’).
Preparalo così: su fettine di pane di segale metti aringa o salmone e panna acida; o pollo, mele e pancetta croccante; oppure gamberetti marinati e aneto; o maiale, Blåbär (concentrato di mirtilli), senape, cipolla fritta.
Schiscetta dai sapori giapponesi
- Insalata di alghe wakamane: le trovi pronte al supermercato, condisci con salsa di soia, semi di sesamo tostato e anacardi sbriciolati.
- Insalata di verdure: taglia a julienne 1 carota e 1 daikon, condisci con emulsione di 1 cucchiaio e 1/2 di aceto di riso, 1 cucchiaino di zucchero, 1 cucchiaio di acqua e 1 pizzico di sale; 1 manciata di semi di sesamo tostati.
- Ramen: in un brodo leggero di pollo e verdure, profumato con un pizzico di zenzero, cuoci i noodles (tipici spaghetti orientali, li trovi al supermercato) e guarnisci con la cima di un porro tagliato a rondelle.
[[ge:mondadori:cf:19041]]
Come rendere accogliente un ufficio
Come si rende davvero accogliente un ufficio? Arredandolo con la stessa cura che si ha per una casa. La nostra stylist Vanessa Pisk è stata chiamata a rifare il look all’agenzia di tre soci di un’agenzia di comunicazione spiritosi e creativi, che volevano un luogo di lavoro familiare (qui c’è una vera cucina!) e stimolante, che non si prendesse troppo troppo sul serio…
Vanessa ha subito pensato a coprire la grande parete bianca e spoglia con una carta da parati pop shock… molto ironica! Una carta da parati che non passasse inosservata: si tratta di Monkeys, che Vanessa ha scelto sul sito di Decolution, dove ogni wallpaper si può personalizzare.
«Ogni carta di Decolution viene studiata in proporzione alle misure della parete. Nel nostro caso ci stavano giusto tre scimmie… una per ogni socio: era perfetto!» scherza Vanessa. Ai tre responsabili dell’agenzia la cosa è piaciuta moltissimo; il pensiero va subito alle tre scimmie ‘non vedo, non sento, non parlo’, che qui, occhialute e attente, vedono, sentono e parlano eccome. E dettano anche lo stile: dalla wallpaper, giallo, rosso e nero si sono spostati sull’allegro melting pot di sedie, su tappeti e accessori di cucina. Sì, perché qui c’è una vera cucina da famiglia. È l’ufficio 2.0, dove ti senti a casa.
LE REGOLE PER RENDERE ACCOGLIENTE UN UFFICIO (O UN LABORATORIO)
1. La lezione di Vanessa è stata partire dal tipo di ufficio che stava risistemando: in questo caso ci lavorano dei creativi che si occupano di comunicazione, da qui la scelta delle scimmiette spiritose; la regola però si può applicare a qualunque tipo di ufficio, informatico, grafico, tecnico, basta partire da ciò che ci si fa e poi ‘esoplodere’ il concetto attraverso il décor. Questo rende lieve l’ambiente ma anche coerente con il tipo di lavoro che vi si svolge.
2. Il tema centrale del lavoro in quell’ufficio può essere messo in risalto, come qui, con una carta da parati oppure con dei grandi poster o con decori dipinti direttamente sulle pareti.
3. Qualunque sia il soggetto che si è scelto per le pareti e il metodo per applicarlo (carta da parati o altro), quello detterà legge sui colori degli oggetti. L’ideale è riprendere sui complementi d’arredo (vasi, portapenne, schedari, ecc.) i colori chiave.
4. Chi ha detto che in un ufficio le sedie devono essere tutte uguali? Vanessa ha fatto una scelta estetica perfetta: sedie della medesima forma ma di due colori diversi. Un’idea da copiare.
Sistemi d'allarme, app e videocamere: difendi la tua casa
La sicurezza è… mobile! Merito soprattutto dello sconfinato universo delle App, che puntano anche a semplificare la sicurezza domestica, rendendola più economica e comodamente gestibile da remoto. Una bella evoluzione che va di pari passo con la nascita dei nuovi sistemi d’allarme a funzioni personalizzabili che ora trovi anche in comodi kit ‘plug & play’ e delle videocamere smart a tecnologia Wi-Fi che, proprio grazie alle App, sono in costante dialogo con il tuo smartphone o tablet per mandarti in diretta le riprese effettuate fuori e dentro casa. Riprese che ormai non hanno piu? limiti, visto che ci sono videocamere che sanno riconoscere i volti di chi capita sotto l’occhio elettronico e altre capaci di ‘vederci chiaro’ anche al buio! Sei pronta a scoprire quale sistema di sicurezza mobile fa per te e per la tua casa?
Fast & wireless (a)
Vuoi mettere in sicurezza la casa in pochi minuti? I kit d’allarme e sorveglianza ‘plug& play’ sono perfetti: sfruttano il Wi-Fi di casa per rilevare e segnalare in tempo reale la presenza di intrusi sul tuo smartphone!
Via cavo & senza fili (b)
Hai necessita? di progettare un impianto di sicurezza piu? complesso? Meglio optare per i nuovi impianti misti che, sfruttando in parte la rete elettrica e in parte la tecnologia wireless, oggi prevedono sempre la presenza di telecamere collegate a display domotici ultra-smart!
Videocamere & App (c)
Sei indecisa se adottare o no l’impianto d’allarme ma vuoi ‘avvicinarti’ a questo mondo? Le videocamere Wi-Fi gestibili con le App ti permettono di controllare in diretta cio? che accade dentro e fuori casa, potendo intervenire o… riconoscere chi e? entrato!
Attorno al tavolo bianco
Sei in cerca del tavolo perfetto per la zona pranzo? Se lo scegli bianco puoi giocare con colori e stili per sedie, credenza, tappeto e luce a sospensione. Qui te ne proponiamo 4: rotondo, quadrato, rettangolare e a console con abbinamenti in 4 budget. E per aiutarti a scegliere ti diciamo anche di quanto spazio ogni tipologia ha bisogno.
IL TAVOLO ROTONDO
Per 2 persone il top deve avere un diametro di cm 60, per 3 di cm 80, per 4 commensali si sale a 90/110 cm, per 6 a 110/125; infine, per 8 occorre un tavolo da cm 150/160. Tutto attorno serve una fascia libera da cm 45/60 cm per fare accomodare e muovere le persone.
IL TAVOLO QUADRATO
Per ogni commensale calcola un ingombro di cm 60 in larghezza e 50 in profondità. Per stare comodi in 4 occorre un tavolo di cm 100×100 e tutto attorno una fascia di cm 50/60 per posizionare le sedie. Per 8 persone serve un tavolo da almeno cm 140×140.
IL TAVOLO RETTANGOLARE
Per 4 persone deve essere da cm 140×80: si aggiungono 60 cm di lunghezza per ogni commensale in più. Tra il bordo del tavolo e la parete servono 105 cm per il passaggiodelle persone (cm 125 se c’è una credenza, per consentire l’apertura di ante e cassetti).
LE ALTEZZE GIUSTE
Le sedute sono alte cm 44/46: per infilare con agio le gambe sotto il tavolo, la sua struttura sotto top deve distare 20 cm dal sedile. Il piano del tavolo è alto cm 75 circa (altrimenti è scomodo). La sospensione va ad almeno cm 50 dal top per illuminare senza abbagliare.
ESIGENZE SPECIALI
Se in casa c’è una persona che si muove su sedia a rotelle, per garantirle un accesso facile al tavolo da pranzo è bene che la si disponga a capotavola. Fra il tavolo e la parete retrostante servono almeno cm 150/170 in modo che la carrozzella possa ruotare con tutto l’agio necessario.
La casa di vacanza si rinnova nei colori del mare
La casa a Capri era arredata stile Anni ’90. Paola, che di mestiere crea profumi e qui trova ispirazione, la voleva ‘rinfrescare’. E la nostra stylist ha trasformato in décor i colori del mare.
ll legame con Capri e questa casa per Paola è viscerale. «Qui ci sono i ricordi di famiglia legati alle vacanze dalla scuola; per noi bambini era un posto magico, anche se piccoli, potevamo uscire da soli e sentirci grandi» ci dice lei che, tuttora, trova qui rifugio dal caos di Roma, dove vive. «A Capri mi riposo e mi rilasso, ma lavoro anche: l’aria pulita mi permette di testare senza interferenze le materie prime con cui creo i profumi. Però, dopo tanti anni, la casa aveva bisogno di un restyling e con Cristina e CasaFacile abbiamo trovato le idee giuste!».
«Arrivammo a Capri, mamma ci aspettava dentro: l’emozione fu enorme. Avevamo la nostra casa al mare, in un posto così speciale» (Paola)
[[ge:mondadori:cf:32399]]
L’appartamento era stato arredato negli Anni ’90 dalla mamma di Paola: a distanza di vent’anni tutta la famiglia ha sentito l’esigenza di rinnovarla. Così hanno chiamato la nostra stylist che ha trovato il giusto compromesso tra esistente e novità. Da un lato ha introdotto sedute multicolor, tavoli in marmo e imbottiti in bianco e blu, dall’altro ha recuperato tanti mobili smaltandoli nella stessa tonalità di grigio scelta per la finta boiserie sulle pareti di soggiorno e camera da letto.
[[ge:mondadori:cf:31580]]
«Mi piace studiare, leggere e uscire a passeggiare. Questo posto stimola la mia creatività e mi aiuta a far sedimentare le idee» (Paola)
[[ge:mondadori:cf:32396]]
I vecchi mobili in legno della casa sono stati rinnovati da Cristina e Paola: madie, cassettoni e mensole sono stati ridipinti con lo smalto opaco all’acqua Laqua NCS 2005R80B, il corrimano della scala con il colore NCS 3010G10Y di [Chrèon by Lechler]. Sul buffet, candelabri, vasi e cornici in vendita da [Michele Pagano, via Roma 73, Capri], poltrone Up [Gervasoni].
[[ge:mondadori:cf:32401]]
Sul terrazzo c’è la sdraio in legno e tessuto [Livio De Simone, cm 62x100x99h €280]. Alla finestra, tende in lino Aina [Ikea €44,99/2 teli], libri [da La Conchiglia Books&Art, via delle Botteghe 12, Capri]. Sul pranzo, la tappezzeria Addiction di Paola Navone dà tono [NLXL, cm 146,1x330h €199], è un pannello di misura unica effetto arazzo! Il tavolo Brick con top in marmo [Gervasoni, cm 138x138x73h €2.610] è servito dalle sedie: W 605 blu [€309], Nordic bianca [€347], CO2 rossa [€250] e dal dondolo (si vede a pagina 47) W 604 [€398] di [Billiani]. Sospensione Sola Grande [Renzo Serafini €148], piatti e vaso [Livio De Simone].
[[ge:mondadori:cf:32397]]
Un tocco di verde, ma anche di giallo e arancio, come gli agrumi dell’isola, rinfrescano la cucina. Sedia Café arancione [Billiani, cm 51×48,5×80,5h €280]; piatti [Solimene]; runner e tessuti [Livio De Simone]. I piatti decorati stanno bene a tavola e appesi a parete!
[[ge:mondadori:cf:32398]]
La stanza da letto è vivace e rilassante allo stesso tempo. Anche qui trionfa il blu in infinite sfumature. Dato che la camera non è grandissima, al posto del classico armadio Cristina ha pensato a un guardaroba ‘open air’: mensole dal forte spessore più una barra appendiabiti, il tutto smaltato in azzurro polvere (come anche la cassettiera recuperata). Per una casa al mare è una soluzione pratica: se cerchi idee per realizzarla, vai su www.casafacile.it e digita ‘guardaroba alternativo’).
«Adesso che la casa è stata riarredata, venirci sarà ancora più bello!» (Paola)
[[ge:mondadori:cf:31875]]
[[ge:mondadori:cf:31583]]
Disegni Studio B+2C
La storia dei filati da ricamo DMC
Oggi che è tornata la passione per il ricamo (e per i lavori che hanno a che fare con i fili…), incuriosisce ancora di più la storia lunga 270 anni della manifattura DMC. Chi maneggia aghi, uncinetto, ferri e telaio ne ha ben presente il marchio sulle fascette dei filati super affidabili; per esempio chi passa ore a ricamare deve poter contare sulla loro qualità durante il lavoro, l’omogeneità di colore da una matassina all’altra (con lo stesso codice) e infine la loro resistenza nel tempo. E dagli imparaticci degli alfabeti delle bambine ai ricami di dote delle fanciulle dell’800, la collezione DMC testimonia una qualità ineccepibile.
L’arte del ricamo però è appannaggio delle donne solo dalla rivoluzione borghese, prima se ne occupavano per lavoro gli uomini. Mentre nelle case, nelle scuole e nei conventi dall’Ottocento vi si sono dedicate le donne con amore, per imposizione…o per entrambe.
Fantasmagoria di colori
Quando sono stata invitata a visitare la storica sede DMC e gli Archivi, a Mulhouse nel nord-ovest della Francia, ho provato un senso di inadeguatezza… confesso di aver abbandonato il craft tessile appena uscita da Applicazioni Tecniche alle Medie! Ma quando mi sono trovata circondata da quella festa immensa di colori che sono gli stabilimenti DMC, ho visto le masse di cotone grezzo egiziano trasformarsi in matasse da 1 kg e viaggiare, sospese su binari, in un arcobaleno mozzafiato; quando ho ammirato le ampolle dai toni limpidi nel laboratorio di ricerca, allora mi è scattato l’entusiasmo di saperne di più, di fermare in scatti fotografici l’esperienza e di raccontarvela. Ammetto di aver esclamato ooooh perfino davanti alla fiammatura, che toglie la peluria dal cotone originale per far ‘correre’ il ricamo; nonché di aver finalmente compreso cosa sia il cotone mercerizzato (definizione che vagava nella mia memoria e in qualche modo associavo alla buona qualità): le matasse vengono immerse in vasche con soda caustica e acqua, per assorbire meglio e in modo brillante i colori, ammorbidirsi e aumentare di volume.
Dal 1746… alle mani abili di oggi!
Ora facciamo un passo indietro di più di due secoli e mezzo: se il marchio DMC nasce nel 1800, già dal 1746 la famiglia Dollfus stampa tele ‘indiennes’ che, importate dall’India, venivano dipinte a mano in Francia!
Nell’ ‘800 l’illuminato discendente Daniel Dollfus, da stampatore diventa produttore di tessuti, acquista macchinari e si associa a una miniera, per assicurarsi il carbone. Nello slancio della prima rivoluzione industriale ha creato il ciclo completo, diventa leader in Francia e ha rappresentanze in tutta Europa. I suoi quattro figli maschi ne ereditano lo spirito e si mettono a produrre anche filati da cucito: lanciano il Fil d’Alsace e nuovi filati per cucito, ricamo e uncinetto con grande successo.
Il 1850, con l’invenzione della mercerizzazione, è la svolta per DMC che inizia la tradizione del Mouliné Spécial DMC che inonda il mondo e oggi è declinato in 465 colori. Tra i fratelli Dollfus, si distinse Jean anche per la sua attenzione sociale ai lavoratori, intorno alle fabbriche creò delle ‘città operaie’ fornite di ogni servizio, compreso l’asilo nido.
Una donna straordinaria nell’epopea DMC
Il suo nome è Thérèse de Dillmont, la incontrò Jean Dollfus all’Esposizione Universale di Parigi del 1880 e, intuite le sue potenzialità creative e progettuali, la convinse ad abbandonare la sua Vienna per trasferirsi in Francia e collaborare con DMC. Thérèse era un’abilissima ricamatrice e raccolse, nei suoi viaggi, 15mila ricami. Inoltre era una divulgatrice, pubblicò un centinaio di album e soprattutto l’Enciclopedia dei lavori femminili, dal 1890 tradotta in 17 lingue e ancora pubblicata. Prima di lei schemi e trucchi del ricamo passavano solo di madre in figlia. Il contratto tra la straordinaria austriaca e DMC conteneva però una clausola particolare: il divieto di sposarsi. Thérèse trasgredì, e nelllo stesso anno morì. Dopodiché non si seppe quasi più nulla di lei e del suo lavoro…. ci voleva anche un pizzico di mistero in questa lunga storia, no?!
E nel 2016?
DMC è leader mondiale, è in 85 paesi nei 5 continenti! E 2/3 dei filati vengono ancora prodotti negli stabilimenti di Mulhouse, in Francia. Per mantenere attuale il ricamo, oltre agli strumenti e ai decori tradizionali, il marchio storico pensa anche alla praticità e al poco tempo delle donne di oggi, infatti ha lanciato il kit Custom by Me che permette di impreziosire un capo con un ricamo anche a chi è principiante (basti pensare che il foglio con le tracce, finito il ricamo, si scioglie nell’acqua!)
E per celebrare i suoi 270 anni, lancia come idea regalo e in edizione limitata, una matassina di Mouliné metallizzato in oro 24 carati, in cofanetto al prezzo di 99 euro.
Gli archivi: uno scrigno di storia del ricamo
Gli archivi del Comune di Mulhouse, che custodiscono la collezione DMC, sono visitabili gratuitamente, ma solo su appuntamento: tel. 0033/3/89.32.69.63 – www.mulhouse.fr
7 cucine super organizzate
Cucinare, anche e soprattutto, per chi ha poco tempo, deve, comunque essere un piacere e non una fatica. Per questo l’organizzazione della cucina (dentro e fuori i mobili) deve essere studiata nei minimi dettagli. Abbiamo scelto per te 7 cucine con soluzioni smart per renderti il lavoro facile e veloce e soprattutto tenere gli ‘attrezzi del mestiere’ sempre in ordine e a portata di mano.
1. LA PARETE ‘MAGICA’ DI SCAVOLINI
La cucina Foodshelf disegnata da Ora-ïto ha l’eleganza di un mobile da living e, se la apri, rivela la sua anima iper-funzionale e attrezzata. L’isola (top in Quartz Portland Grey su basi in laccato Opaco Bianco Prestige con ante dalla presa a 45°) ha fuochi, lavello e cappa a scomparsa nel piano di lavoro. Dietro, il pezzo forte, l’armadio Switch con ante a scomparsa. Il primo modulo può contenere quattro elettrodomestici, il secondo è a giorno in laccato Opaco Grigio Titanio, il terzo ha un ripiano estraibile in legno e nel quarto c’è il frigo a incasso.
[[ge:mondadori:cf:32366]]
2. IL PORTALE TECNOLOGICO E I VANI A SORPRESA DI EUROMOBIL
La cucina Arte, progettata da Marco Piva, ha ‘colonnine’ larghe 15 cm (Side Unit) che la definiscono visivamente, ma in più si estraggono e all’interno sono attrezzate a griglie per contenere bottiglie, barattoli, ecc. Il top è profondo cm 80 anziché 60 e, verso la parete, ingloba il canale Gap, uno spazio con vani contenitori e accessori tra cui l’unità di ricarica wireless a induzione. Qui ha frontali Satin nichel laccato effetto acciaio e in termotrattato Eucalipto.
[[ge:mondadori:cf:32362]] [[ge:mondadori:cf:32360]] [[ge:mondadori:cf:32361]]
3. LA SOLUZIONE CHE SFRUTTA BENE L’ANGOLO DI STOSA
Nella cucina Infinity Diagonal la base nell’angolo è studiata con un sistema a doppia estrazione: contiene 2 moduli di ripiani a griglia di cui puoi estrarre solo il primo o entrambi. Perfetti per i cibi a lunga conservazione: consentendo all’aria di filtrare, evitano la formazione di umidità. Qui la cucina è a ‘C’ con penisola, ha basi in Pet Bianco Opaco, colonne e piano snack in Rovere Nodato, pensili nelle finiture Pet Bianco Opaco e Lucido con vani a giorno in metallo laccato Peltro e sistema di apertura con gola scavata finitura Titanio.
[[ge:mondadori:cf:32372]]
4. I PARTICOLARI PROFESSIONALI DI ARREDO3
La cucina Itaca sfrutta i segreti di quelle professionali. I vani sotto i fuochi sono attrezzati con vassoi estraibili dotati di vaschette in acciaio inox chiuse da coperchi: servono per conservare cibi a lunga scadenza (riso, pasta, granaglie, ecc.). Per sfruttare lo spazio e renderlo più funzionale, la penisola ha basi a doppia profondità accessibili dai 2 fronti. La cucina nella foto è caratterizzata da ante a telaio in frassino massello laccato a poro aperto bianco. Basi, pensili e colonne sono in total white come la maxi cappa in vetro (si apre quando azionata). Maniglie e zoccolo in acciaio satinato, top in laminato martellato grigio.
[[ge:mondadori:cf:32356]]
5. GLI SPAZI ERGONOMICI DI FEBALCASA
La cucina Marina Line è pensata a vista sul living, ma ha un’intera parete a colonne che funge da divisorio tra un ambiente e l’altro. La struttura quadrata rende comodissimo muoversi e lavorare. Due soluzioni pratiche: i piani girevoli ed estraibili con cui è attrezzata la colonna d’angolo; i vani a giorno sopra il piano di lavoro per condimenti e piccoli elettrodomestici. Qui ha basi in laminato grigio efex opaco, pensili e colonne in laminato porpora opaco, pannello e terminale a giorno in nobilitato.
[[ge:mondadori:cf:32363]]
6. I CONTENITORI PERSONALIZZABILI DI DOIMO CUCINE
Nella cucina Aspen l’organizzazione interna dei cassetti è minuziosa, affidata a elementi in legno con divisori verticali posizionabili a piacere per i piatti, ed elementi modulari per posate e utensili, subito sotto il piano di lavoro. In più, appena si aprono i cassetti una luce a led illumina il contenuto. La cucina ha telaio in alluminio 100% riciclabile su cui si montano i profili nei materiali più svariati. Qui viene proposta con Fenix® nero per le basi e rovere nodato baltico per le colonne su scocca grigio sabbia. Il top della zona operativa è sempre in Fenix® nero mentre quello del banco snack è in marmo rosso Francia lucido.
[[ge:mondadori:cf:32358]]
7. GLI SPAZI A SORPRESA E MULTIFUNZIONE DI SNAIDERO
La cucina Loft in questa versione è perfetta per chi sogna una dispensa o una zona di servizio, come quelle di una volta, accessibile proprio dal locale cucina. Il modulo angolare Container è una vera stanza nella stanza, funzionale e integrata con il resto dei mobili della cucina. Esiste in due dimensioni da 150 e 220 cm con 3 diverse possibilità di organizzazione interna: lavanderia, dispensa e mista. In Loft si combinano materiali diversi, in perfetto stile urban: il legno materico delle ante mixato con la finitura peltro, l’effetto metallo dei contenitori a giorno con struttura in alluminio verniciato finitura peltro come le cappe e i pensili con vetro retinato in finitura bronzo.
[[ge:mondadori:cf:32369]]
Un giardino ecosostenibile sui tetti di Torino
Un giardino pensile di oltre 150 metri quadri sul tetto di un appartamento su più livelli, affacciato sui cortile di palazzi più alti nel centro di Torino.
Il terrazzo di Francesca e Giuseppe, progettato da Elena Carmagnani con Emanuela Saporito (Studio 999) e Marta Carraro, è stato realizzato interamente con l’utilizzo di soli due materiali, il legno e la vegetazione.
Si accede al terrazzo da una scala interna che arriva nella piccola serra vetrata, di grande fascino; il pavimento è fatto di assi da cantiere di recupero, trattate con vernici per esterno e i grandi vasi ospitano piante di specie diverse e anche un piccolo orto urbano.
Sull’ampia superficie si è ricavata una zona pranzo con tavolo e panche e un’area relax, decorata con grandi cuscini colorati.
Un’ottimo progetto da cui prendere ispirazione, anche per terrazzi di dimensioni minori.
[[ge:mondadori:cf:27439]]
