I Quaderni di CasaFacile: idee cucito New Romantic
Crea oggetti originali con gli inconfondibili motivi decorativi a tema campestre o floreale stampati su tessuto.
Idee da realizzare con tessuti Toile de Jouy, Indiennes e floreali.
Dal 6 settembre in edicola con il giornale trovi i Quaderni di CasaFacile!
Dona un tocco di stile alla francese ai tuoi oggetti personali come una morbida trousse per il make-up, una romantica collana o un’utile doppia sacca per la bicilcetta.
Puoi realizzare anche accessori di tendenza come un porta iPad o un simpatico astuccio per gli occhialii con questi romantici tessuti.
Riscopri il gusto di realizzare con le tue mani complementi d’arredo ed esclusivi accessori moda per la tua casa e per il tuo guardaroba.
Colleziona i quaderni di CasaFacile!
Puoi acquistarli anche on-line su www.mondadoriperte.it
In arrivo a ottobre “Creazioni a crochet”.
[[ge:mondadori:cf:33696]]
Come illuminare una stanza buia con il colore azzurro
Voglio una casa luminosa, perciò dipingo tutto di bianco. Ecco un luogo comune da sfatare: non è detto che le pareti bianche creino davvero un’atmosfera luminosa! Anzi. Ci siamo resi conto che, ultimamente, le nostre stylist, nei loro relooking di case Prima&Dopo, giocano moltissimo con le sfumature dell’azzurro. Questo colore, infatti, se scelto nelle nuances giuste e abbinato a mobili chiari e a tessuti d’arredo che lo riprendono, ha il potere di dare un aspetto più arioso alle stanze. Quindi più luminoso.
Vale per tutte le stanze della casa: l’azzurro è adatto in ingresso come in cucina, in camera come in bagno o in soggiorno. Sfogliando la nostra gallery troverai tante idee ispirazione su come utilizzarlo.
COSE DA SAPERE SE DIPINGI LE PARETI DI AZZURRO
. Cerca di non creare blocchi compatti di colore, ma dosarlo, per esempio alternando le pareti da colorare con quelle da lasciare bianche.
. È meglio scegliere una sfumatura di azzurro che si sposa bene con il colore del pavimento (nelle foto trovi tanti esempi).
. L’azzurro trasmette un senso di pacatezza e di calma.
. Se vira verso il turchese e il verde acqua (cioè se contiene del giallo), diventa un colore avvolgente e pieno di carattere, ma conserva la sua caratteristica di tonalità non troppo stimolante: è questa la ragione per cui difficilmente ci si stanca di una parete azzurra.
. Se tende al grigio e alle tonalità polverose (cioè contiene una minima percentuale di nero), crea ambienti riposanti e raffinati, che però devono essere vivacizzati con pezzi d’arredo ‘caldi’: un piccolo mobile antico di legno, una cornice dorata.
. L’azzurro si abbina bene con i rosa cipria e con le sfumature di giallo, dal limone al senape.
Forno: come sceglierlo senza sbagliare
La regola fondamentale da seguire nel momento in cui devi acquistare un forno è pensare bene alle esigenze che deve soddisfare in base al tuo stile di vita e all’uso che intendi farne.
. Se lo usi spesso per scongelare, riscaldare e cuocere in modo differenziato, è bene puntare sul multifunzione.
. Se hai poco spazio e lotti perennemente con tempi stretti, il tuo forno è di tipo combinato, in grado di integrare in un unico apparecchio un multifunzione, un microonde e, in alcuni modelli, la sana cottura a vapore.
. Se hai famiglia e cucini per 4 persone (o più) ti serve un forno di oltre 70 litri.
. Se sei single o cucini solo per il partner ti basterà una capienza da 35-43 litri.
. Se cucinare non è proprio il tuo forte c’è la nuova proposta di CucinaBarilla composto da un forno tecnologicamente avanzato realizzato da Whirlpool, più una gamma di kit e prodotti Barilla nei quali sono contenuti gli ingredienti per cucinare tantissimi piatti. Basta avvicinare l’etichetta speciale del kit al lettore del forno che imposta in automatico modalità e tempi di preparazione e cottura.
DOVE METTERLO
La scelta non è difficile: ergonomicamente sarebbe meglio inserirlo in una colonna a mezza altezza, ma solo a patto di non dover rinunciare a centimetri preziosi di piano di lavoro. Dunque, se la cucina è piccola meglio metterlo sotto i fuochi, così avrai un top più ampio da utilizzare.
18 accessori salvaspazio per la cucina
Pensi che nella tua cucina non ci stia più nulla e sei disperata per il costante disordine? Succede solo perché non hai ancora considerato tutto lo spazio in verticale nei pensili, quello sotto le mensole o tra basi e pensili. Ti aiutiamo suggerendoti i prodotti salvaspazio che si infileranno, incastreranno, appenderanno al cm tra i tuoi mobili; alcuni ben visibili altri che spariranno o si sposteranno su rotelle…per renderti più facile la vita nell’ambiente che deve essere il più funzionale di casa.
Completa così l’attrezzatura interna ed esterna e, per mantenere l’ordine e trovare al primo colpo quello che cerchi, ricordati anche queste semplici regole di base:
- Riponi quel che usi in cucina metodicamente sempre nello stesso posto
- Se fai qualche cambiamento organizzativo, informa chi oltre a te usa la cucina: marito, figli, amici conviventi o colf
- Impila con ordine gli oggetti dal più grande al più piccolo (esempio classico: le ciotole) così salverai spazio
- Se ti accorgi che si usano molto raramente degli utensili o stoviglie, separali di posto rispetto a quelli di uso frequente
- All’opposto succede es. dopo una festa che circolino per la cucina vassoi, grandi piatti da portata o piccoli oggetti ‘strani’, non mischiarli a quelli di uso quotidiano
- Come si fa per il guardaroba, se ti accorgi che da anni non usi una data pentola o un attrezzo specifico, abbi il coraggio di eliminarlo
[[ge:mondadori:cf:32354]]
Il lampadario Artichoke
A forma di carciofo, come dice il suo nome stesso in inglese, è inconfondibile! Questo lampadario è nato quasi 60 anni fa, dalla mente poliedrica di Poul Henningsen che, nato a fine Ottocento, voleva superare le luci e ombre delle stanze male illuminate vissute da bambino.
Poul Henningsen (1894-1967), danese, è stata una delle più eclettiche e radicali figure che attraversarono il secolo breve (1914-1991): compì studi tecnici, praticò l’architettura, fu giornalista ed editore, designer e imprenditore, legando il suo pensiero luminoso alla fabbrica di Louis Poulsen. La leggenda narra che alla luce e alla sua forma contemporanea Henningsen sia arrivato tramite la volontà di superare le ombrose lampade a petrolio della sua infanzia, nascondendo la sorgente luminosa (ovvero la lampadina). Artichoke è nata per il celebre ristorante ‘Langelinie Pavillonen’ di Copenhagen, ancora oggi esistente. Henningsen è l’eroe del lighting design e non solo. La sua battaglia per una luce «che richiede cultura» è l’inno di tutti i progettisti di lampade.
- Anno di nascita: 1958
- Progettista: Poul Henningsen
- Produttore: Louis Poulsen
- Mission: portare negli interni una cultura della luce diffusa. Viaggiando in tram, Henningsen curiosava nelle case e pensava che, in una casa, la luce conta persino più degli arredi, dei tappeti e dello stile
- Materiale: foglie di rame
- Prezzo: nella versione base (E27), varia da €5.781 a €6.051
- Curiosità: Artichoke è uno degli oggetti del design danese più esportati in Europa
Nella versione base, Artichoke ha 72 foglie disposte a ‘carciofo’ o a camelia rovesciata, fissate su archi metallici. Grazie a questa frammentazione di superfici, crea luce diffusa e soffusa, come era nelle intenzioni di Henningsen. Ne esistono molte versioni, in diversi materiali e metalli, anche con sorgenti a LED, per una progressiva evoluzione dell’icona. Artichoke è presto diventata una forma molto amata e imitata.
Giardinaggio: 15 eventi e mostre di fine estate
Iniziano il 2 settembre i primi eventi autunnali per gli amanti del mondo green. Ci sono mostre botaniche, mostre mercato di piante rare con vivaisti d’eccellenza, boschi urbani, esposizioni di piante aromatiche, ma anche nuove attrezzature per il giardinaggio, novità sul green design, artigianato, mobili da esterni… Insomma, tutto quello che riguarda le piante da giardino e da balcone e l’arte di coltivarle. Se sei a caccia di piante rare e novità, rispolvera il carrello della spesa ( …per trasportare ‘il bottino’) e sfoglia la nostra gallery/calendario: ogni foto è un evento da non perdere.
Una facciata sana e bella con Saint-Gobain Weber
La facciata di casa dice tutto di te: della tua personalità unica, dei tuoi tratti inconfondibili, del tuo stile originale.
Saint-Gobain Weber, azienda leader mondiale nella produzione di premiscelati per l’edilizia, fornisce colori e materiali di primissima qualità per la ristrutturazione della tua casa.
L’idea è che anche la facciata esterna possa essere personalizzata, così come il resto della casa, secondo le proprie esigenze, perché possa rappresentarci.
Della facciata bisogna prendersi cura con prodotti di alta qualità, perché possa durare nel tempo e ci faccia sentire protetti. Sulla pagina dedicata del sito dell’azienda si trovano tutte le soluzioni durature per una facciata bella, sana e dai tratti inconfondibili: dal risanamento delle murature umide al ripristino di elementi degradati, dall’intonacatura alle pitture ai rivestimenti colorati. Inoltre sono disponibili video-tutorial sull’utilizzo dei prodotti Saint-Gobain Weber e su come ristrutturare al meglio la tua facciata.
Alcuni esempi? I sistemi a cappotto e il trattamento delle murature umide.
Realizzare un sistema a cappotto significa proteggere la propria abitazione dal freddo ma anche dal caldo. Una casa dotata di un buon isolamento termico risulta molto più confortevole e permette un risparmio della spesa per il riscaldamento invernale e per la climatizzazione estiva. Tra l’ampia offerta di soluzioni per l’isolamento termico, il sistema a cappotto weber.therm robusto universal consente la massima libertà estetica nella scelta delle finiture, permettendo rivestimenti pesanti come la pietra ricostruita o naturale, le ceramiche di grande formato, le finiture alla calce e le pitture.
Se realizzato con pannelli isolanti in lana di vetro, garantisce anche un ottimo isolamento acustico, riducendo i rumori provenienti dall’esterno e migliorando notevolmente il comfort abitativo.
Gli intonaci deumidificanti invece rappresentano la soluzione ottimale all’umidità di risalita.
A causa della capillarità, l’acqua presente nel terreno risale dalle fondamenta dell’edificio. Il livello di risalita dell’umidità nei muri dipende dalla porosità e dalla capacità di assorbimento dei materiali edili utilizzati, soprattutto nel caso di mattone e tufo, e dalla quantità di acqua presente nel sottosuolo. Inoltre, può aumentare nei mesi freddi e piovosi.
Nello specifico, i sali presenti nel materiale da costruzione e nel terreno cristallizzano provocando gravi danni alla muratura. Ad esempio, possono provocare il distacco della finitura colorata e dell’intonaco fino a causare, nel tempo, la disgregazione dei mattoni, della pietra e del calcestruzzo, con un conseguente indebolimento della struttura.
La soluzione è l’uso di un intonaco deumidificante macroporoso dalla grande traspirabilità che garantisca l’evaporazione dell’acqua dal muro verso l’esterno, risolvendo il problema dell’antiestetica macchia di umido che si presenta in facciata e asciugando di fatto la muratura.
Inoltre, permette la formazione di una barriera all’umidità di risalita con il risultato di impedire la cristallizzazione dei sali (efflorescenze saline) e il relativo degrado della muratura.
Dagli anni ’70 Saint-Gobain Weber sviluppa le soluzioni più efficaci e durature per la deumidificazione delle murature umide assicurando l’intero ciclo deumidificante (intonaco, finitura e pittura). Nel caso di isolamento termico in presenza di umidità di risalita, occorre fare ulteriori considerazioni poiché non tutti i sistemi a cappotto sono idonei.
I test condotti presso il centro ricerca Weber hanno evidenziato i problemi che potrebbero insorgere applicando alcune tipologie di sistemi a cappotto non idonei. Saint-Gobain Weber ha studiato l’innovativo sistema per isolare e deumidificare in un ciclo unico, certificato e assicurabile: weber.therm comfort G3 applicato su intonaco deumidificante webersan evoluzione top o webersan evocalce.
Weber
Osserva le foglie e scopri come sta la pianta
Dopo il periodo estivo, le piante, se hanno trovato l’habitat giusto, si presentano più vigorose e vitali. Ma può accadere che alcune abbiano qualche problema e le foglie lo dimostrano con evidenti segnali di S.O.S. Impara a riconoscerli:
LUCE SCARSA[[ge:mondadori:cf:32745]]
Che aspetto hanno: le foglie diventano sbiadite quasi biancastre e tendono ad afflosciarsi.
Cosa devi fare: sposta la pianta in una zona più luminosa, lontano da fonti di calore e raggi solari diretti. Se il problema continua, prova a sostituire il terriccio.
PARASSITI[[ge:mondadori:cf:32746]]
Che aspetto hanno: sopra o sotto le foglie ci sono degli insetti (come afidi, acari, oziorinco) che le divorano facendo dei buchi o lasciando delle erosioni evidenti.
Cosa devi fare: Lava le foglie con olio di Neem o sapone molle oppure con alcon diluito inacqua e poi eliminali manualmente. Se riesci a riconoscere il parassita puoi procurarti il suo antagonista.
MANCANZA DI CALCIO[[ge:mondadori:cf:32742]]
Che aspetto hanno: compaiono sulle foglie delle macchie tondeggianti giallo-marroni e le foglie sono grinzose. La pianta stenta a crescere e in alcuni casi i germogli non si aprono.
Cosa devi fare: Aggiungi al terreno del concime liquido calcareo per aumentare il pH oppure sostituisci il terriccio con uno nuovo poco acido.
TROPPA ACQUA[[ge:mondadori:cf:32747]]
Che aspetto hanno: Le foglie diventano floscie e appassite e tendono, dall’esterno verso l’interno, prima al giallo e poi al bruno-marrone.
Cosa devi fare: Lascia la la pianta senza vaso per qualche ora sopra una grata o griglia per far scorrere via l’acqua in eccesso. Poi controlla le radici: se non sono marce, rinvasa la pianta sostituendo il terriccio con uno nuovo.
POCA ACQUA[[ge:mondadori:cf:32744]]
Che aspetto hanno: Le foglie ‘si immalinconiscono’: sono disidratate e diventano secche, ingiallite e accartocciate.
Cosa devi fare: Immergi la pianta in un catino con acqua a temperatura ambiente per circa un’ora; elimina con le parti secche e danneggiate. Fai sgocciolare in un posto lontano dal sole.
CARENZA DI FERRO[[ge:mondadori:cf:32743]]
Che aspetto hanno: Appare una anomala colorazione gialla a macchie e la crescita è stentata. La causa è il mancato assorbimento di ferro.
Cosa devi fare: Aggiungi un concime liquido a base di sali di ferro e innaffia con acqua piovana.
Il telaio, la mia nuova passione
La vedo arrivare da lontano. Con i suoi gomitoli in un cesto e un paio di cornici di legno sottobraccio… È deciso: oggi si fa lezione di tessitura. Anche se sono in vacanza. Non riesco a stare per più di due giorni con le mani del tutto ferme e qualcuno qui ha saputo leggere la mia inquietudine e mi ha inviato lei, Alessandra. Un corpo riscritto con tatuaggi (c’è perfino un ritratto della Madonna che occupa un braccio intero: sarà perché Alessandra di cognome si chiama proprio così!?), ma nemmeno un briciolo di sfida nei suoi modi, una grande dolcezza, anzi, che diventerà ‘materna’ quando comincia a spiegare ‘come si fa’, facendo andare le mani affusolate su e giù, dentro e fuori dai fili.
Il telaio improvvisato è semplicissimo. In pratica una cornice senza il quadro dentro, quattro chiodi per tenerla insieme e tanti chiodini sul lato alto. Abbiamo cominciato così, lasciando ‘libera’ la parte inferiore, dove ciascun filo è semplicemente annodato a fiocco (alla fine diventerà frangia!). E poi via, a scegliere i fili giusti, cioè quelli che stanno bene insieme, ma subito dopo a provarne anche di ‘sbagliati’ perché tessere è così, un po’ come dipingere, dove il concetto di giusto e sbagliato, si sa, non esiste proprio.
Certo, tessere così en plein air, in questo splendido B&B a 5 metri dal mare, è un privilegio impagabile. Passare fili dentro e fuori tra ordito e trama e intanto raccontarsi le proprie vite, confidarsi amori e delusioni come vecchie amiche, anche se Alessandra ha all’incirca l’età di mia figlia. E il pensiero corre a tutte le lane che mi aspettano a casa, a tutti i tessuti che potrò creare e agli oggetti a cui potrò dare forma… la tessitura è così, quando inizi non vorresti più smettere!
E mi immagino i posti di quelle lunghe tavole in cui la mattina si fa colazione, tutti occupati da amiche e condividere pensieri e intrecci di fili, proprio come fanno in America, racconta Alessandra, pomeriggi interi passati così…. Chissà che quest’idea non diventi un progetto ![]()
Una cosa è certa: tessere è una delle tendenze-craft del momento. Parlo di tessitura ma anche di macramè e delle sue mille infinite varianti, una riscoperta in chiave moderna di uno dei capisaldi dell’artigianato oltrechè italiano, anche nordico e d’oltreoceano… Sul numero di settembre di CasaFacile c’è un intero servizioambientato a casa di una blogger innamorata (e autrice!) di frange, arazzi e tende di fili che sta proprio dall’altra parte del mondo, nella campagna australiana. E c’è anche un’intervista a un’artista americana che, come Alessandra Madonna, un giorno ha cominciato ad annodare e legare (usando come supporti proprio di tutto) e che non ha smesso più. Perché spesso il restare a casa e avere figli di cui occuparsi apre nuove insospettabili strade e passioni.
Una curiosità. Pensavate che tessiture &Co. fossero cose ‘da femmine’…? Sapete cosa ho scoperto? Che attorno agli anni ’60, i militari di leva tessevano scialli e centrini, per passare il tempo, ma soprattutto per fare regali alle fidanzata a casa… Una prova ulteriore ed evidente di fedeltà (se tessi non tradisci!).
Sdoganato (il tessere) e infine convinto da quest’ultima notizia, mio marito ha gettato il cuore oltre l’ostacolo. Si è costruito un telaio (moooolto grande) tutto suo e adesso guai a chi tenta di fare una riga-colore non autorizzata. Come oggetto è già bello in sé, incompiuto e con tutti i fili penzoloni…
Così ci siamo ritrovati a tessere uno di fianco all’altra… Un evento che a me racconta di un’unione di generi, di un’abbattimento di luoghi comuni.
Di storie antiche che prendono una strada moderna.
