Rossiccio, di taglio quadrato o rettangolare, spesso posato a 45° gradi, il cotto è comune nelle nostre case e col suo impatto ‘ruba la scena’. Scopri che mobili e colori abbinargli
C’è una domanda che ci facciamo in tanti: come posso rapportarmi a un interno che ha un pavimento in cotto? Posso farlo davvero solo con uno stile classico, magari country e unicamente con tonalità neutre?
Personalmente credo che il modo migliore di affrontarlo sia scardinare il luogo comune del classico (sempre una strada percorribile) e interpretarlo in chiave contemporanea, facendo leva sulla forza dei suoi toni aranciati e sovrapponendovi arredi e complementi dalle forme ‘bold’, massive e tonde, ma dalle tonalità fredde e decise.
Ciò che bisogna perseguire per una volta è proprio il contrasto! Utilizzare un grande divano a isole destrutturato, contornato da complementi dai disegni geometrici, uniti dal filo conduttore cromatico, potrà certamente regalarci una nuova dimensione stilistica. Un cotto ‘pop’ che torneremo ad amare.
LA PALETTE COLORE:verde celadon, blu polvere e borgogna scuro.
I colori freddi in questo caso sono gli alleati migliori per smorzare i rossi perché sono complementari dei toni aranciati. Ottimo un rosso freddo e scuro per mobili e accessori di piccole dimensionI.
Lo sapevi che... Con le foglie di carciofo
essiccate puoi preparare
una tisana (amara) otti-
ma come digestivo e
dalle proprietà detox,
perfetta per il ‘dopo le
Feste’! Se non hai un essiccatore puoi usare il
forno ventilato a una
temperatura tra i 50 e i
70 °C. Usa una griglia
per assicurare una circo-
lazione d’aria ottimale.
Questa nuova rubrica nasce dall’incontro fra Alice Delgrosso e I Tempestas: ogni mese sceglieranno un fiore edulo, lei ne parlerà dal punto di vista botanico, e loro lo useranno come ingrediente per una ricetta. Partiamo con il carciofo. Eh sì, perché è un fiore, solo che lo cogliamo per mangiarlo quando è ancora in bocciolo!
Il carciofo, Cynara cardunculus scolymus, è una pianta appartenente alle Asteraceae (da Aster, per il fiore a forma di stella). Non siamo abituati a vederlo sbocciato, nel pieno della sua bellezza, perché normalmente viene colto chiuso, quando è ancora in bocciolo, per essere consumato in cucina. Tuttavia passeggiando in campagna è facile imbattersi nella fioritura del suo parente spontaneo: il cardo (o carciofo) selvatico.
La natura li ha dotati di foglie esterne dure e di una vera e propria armatura di spine con cui difendersi dai predatori, ma in realtà custodiscono un cuore soffice e generoso, molto ricco di nettare, amato in particolare dai bombi e dalle farfalle.
Il carciofo che conosciamo ha una storia lunga migliaia di anni: originario delle zone mediterranee, veniva usato già da Greci e Romani per le sue numerose qualità legate agli usi erboristici e medicinali. Meno diffusi invece sono gli usi ornamentali di questa pianta anche se può capitare di vederlo utilizzato in giardini rocciosi, bordure e aiuole, specialmente nelle dimore storiche dei paesi anglosassoni dove gli viene riconosciuto un profondo valore simbolico.
Emblema nazionale in Scozia, simboleggia coraggio e protezione, determinazione e perseveranza e la capacità di superare le avversità. È raro trovarlo nelle composizioni floreali da interno anche se, quando questo accade, la sua personalità e il carattere inusuale sono in grado di calamitare ogni sguardo. Provare per credere!
Lo sapevi che…
Con le foglie di carciofo essiccate puoi preparare una tisana (amara) ottima come digestivo e dalle proprietà detox, perfetta per il ‘dopo le Feste’! Se non hai un essiccatore puoi usare il forno ventilato a una temperatura tra i 50 e i 70 °C. Usa una griglia per assicurare una circolazione d’aria ottimale.
LA RICETTA: I CARCIOFI RIPIENI
di @i_Tempestas, ovvero Fabrizio Maggiulli e Giovanni Montenero, cook e book lovers
Ingredienti: √ 5 carciofi freschi piuttosto grandi √ 1 limone √ 1 litro di acqua √ 6 fette di pancarrè √ 1 g di aglio in polvere √ 1 ciuffo di prezzemolo √ q.b. sale e pepe √ 60 g di formaggio grattugiato + q.b. per spolverizzare √ 300 ml latte intero √ q.b. olio e.v.o. √ 6 pomodorini (ciliegino, datterino, piccadilly o d’inverno)
Occorrente: √ 1 coltello tipo spelucchino √ 1 mixer o frullatore (consigliato ma non indispensabile) √ 1 pentola con coperchio non troppo alta
Procedimento:
1. Prepara in una ciotola un litro d’acqua e un limone tagliato a spicchi. Lava i carciofi con acqua corrente, asciugali grossolanamente e recidi il gambo, che metterai da parte. Elimina le foglie esterne fino a raggiungere quelle sottili, taglia le cime delle foglie rimaste e con un coltello piccolo e a punta ritaglia il centro eliminando il cuore e la barbetta.
2. Rifinisci il gambo e fai un taglio netto sul fondo in modo che in pentola restino in piedi. Poi immergili uno per volta nell’acqua acidulata.
3. Con il mixer (o con la forchetta) riduci in briciole le fette di pane, unisci il prezzemolo, l’aglio, il sale e il pepe e mixa per qualche secondo. Trasferisci in una ciotola e mescola con il latte e il formaggio.
4. Sgocciola, asciuga e riempi i carciofi con il ripieno di pane.
5. Sul fondo di una padella, unisci i gambi dei carciofi tagliati a tocchetti con i pomodorini ai quali farai un forellino che servirà per la fuoriuscita della loro acqua. Adagia i carciofi in pentola e spolverizzali con parmigiano e pepe.
6. Irrora con un giro generoso di olio; versa acqua fino a coprire metà dell’altezza dei carciofi. Copri con il coperchio e lascia cuocere 40 minuti a fuoco dolce verificando ogni 10 minuti che l’acqua non si asciughi: dovrà
addensarsi ma mai assorbirsi.
TIPS & TRICKS
• Se in casa non hai un limone, puoi usare due cucchiai di aceto bianco per acidulare l’acqua.
• Puoi recuperare l’acqua acidulata con il limone per bagnare le piante acidofile, per esempio le ortensie.
• I carciofi contengono polifenoli che ossidandosi tingono le mani di un colore scuro: tagliali usando i guanti. Il nero dalle mani comunque si toglie strofinandole a lungo con del limone.
• Recupera gli scarti dei carciofi, per esempio le foglie esterne e legnose usale per preparare un ottimo brodo vegetale.
• In questa ricetta puoi sostituire parmigiano e latte con opzioni vegetali a piacere.
Sofia Lagerkvist e Anna Lindgren, fondatrici dello studio Front. «Nutriamo un profondo rispetto
per i princìpi di design dettati
da personaggi come Alvar Aalto
e Arne Jacobsen. Il loro lavoro
ci ispira a creare un design che
bilanci funzionalità e bellezza»
raccontano Sofia e Anna.
Da compagne di master a colleghe. Sofia e Anna hanno fondato lo studio Front nel 2004. Da allora progettano senza rinunciare a un tocco di ironia
Le svedesi Sofia Lagerkvist e Anna Lindgren hanno scelto il nome Front «perché ha un significato simile nella nostra lingua e in inglese, e perché ci sentiamo così, un fronte, un’unità fatta di designer che lavorano a stretto contatto».
Dove vi siete conosciute e quando avete capito che avreste potuto lavorare insieme? «Studiavamo al Konstfack di Stoccolma per il Master in Design Industriale e abbiamo fondato Front nel 2004, prima del diploma. Abbiamo capito che ci divertivamo a lavorare insieme e condividevamo la curiosità per un processo di progettazione che andasse oltre i semplici requisiti funzionali, esplorando gli aspetti concettuali e anche sperimentali del design».
Uno dei vostri primi progetti è la Magic Collection, di cui fa parte una cassettiera fatta di cassetti ‘invisibili’. È vero che l’avete realizzata con la collaborazione di un mago? «Sì, un mago ci ha aiutato a esplorare l’arte dell’illusione. Giocando con le proporzioni e l’illusione ottica si è creato un effetto che fa sembrare che i cassetti sfidino la gravità, aggiungendo magia a mobili funzionali. E c’è anche una piantana con il paralume che sembra fluttuare nel vuoto!».
Molti vostri progetti sono intrisi di ironia. Come si fa a continuare a divertirsi? «Umorismo e giocosità sono fondamentali per il nostro lavoro. Il design deve anche sorprendere. Mantenere un approccio spensierato ci aiuta a infondere la meraviglia in ogni progetto. E a incoraggiare anche il pubblico a ripensare gli oggetti d’uso quotidiano».
La Plastic Chair 'originale', disegnata da
Charles & Ray Eames nel
1950.
La sedia, oggi prodotta da
Vitra con monoscocca
fissabile su diverse basi,
fu una vera innovazione
perché, prodotta
industrialmente, era
pratica, facile da pulire,
leggera e robusta. E la
fibra di vetro della seduta
non era mai stata
utilizzata in questo modo
per realizzare un arredo.
Pensata 75 anni fa dai coniugi Eames, la seduta monoscocca è un’idea progettuale così riuscita che la ritroviamo in tante altre sedie, tutte diverse e uniche, ma ‘figlie’ di quell’intuizione
La Plastic Chair nasce per l’International Competition for Low-Cost Furniture Design indetto dal MoMA nel 1948: nel dopoguerra si aspira a un design democratico, mobili belli, funzionali e di qualità ma accessibili.
“Ottenere il massimo e il meglio per il maggior numero di persone al minimo costo”, dicevano i coniugi Eames, e la loro Plastic Chair nasceva con questa intenzione. L’idea? Una sedia in cui seduta e schienale siano un pezzo solo, da fissare a diversi tipi di base.
La prima versione in metallo era troppo costosa, si passò alla fibra di vetro (1950) che esiste ancora insieme a quella in polipropilene nata nel 1998, e da gennaio 2024 in 100% plastica riciclata post consumo.
L’idea della monoscocca è diventata virale per la facilità di realizzazione, la robustezza e la varietà di stili che può assumere, e ogni azienda può reinterpretarne il concetto in modo personale e unico.
In questo elegante appartamento milanese
ristrutturato da Studio Pisk vive Alina, docente di Giurisprudenza, con il marito, i due figli e la corgi Adelina. Il relooking del living è partito
dal divano Camaleonda
disegnato da Mario Bellini nel
1970: rivestito in pelle moka,
abbina le linee sinuose alla
possibilità di combinare i
moduli in base alle occasioni.
Dal suo colore deriva la
palette di bianchi, sabbia e
beige abbinati a un nero
elegantissimo e all’originale
accento del color senape.
«Un dettaglio del palazzo ha colpito
Alina», dice Vanessa Pisk, «ed è il profilo
curvo dei balconi. Ci ha chiesto
di riproporlo in casa». È da qui che
nascono i frontali cannettati del
mobile in soggiorno e i semi-archi
delle pareti e delle porte vetrate
disegnate da Studio Pisk. Al posto del lampadario è stata
installata la sferica Dioscuri di Michele De Lucchi:
per sottolinearla è stata realizzata una cornice
circolare in gesso che corrisponde al tappeto a terra. Sul mobile in legno cannettato con top in marmo
realizzato su disegno di studio Pisk da [Falegnameria F.lli Casali], scatola
Napea e vassoio Auset avorio e nero [Vical Home],
calici Firenze [Casarialto], vasi [HKliving da Design & Lifestyle Italia], fermalibri Booknd in marmo nero
[Woud] e lampada Atollo Metallo [Oluce].
Per sottolineare
gli imbottiti curvy nel living
è stata scelta
una credenza
dal forte accento
geometrico: è Ritratti di [Mogg,
cm 120x47x165h]. Accanto, poltrona
Rico Louisiana [Ferm Living] con cuscino Carrè
Degradè [L’Opificio]. A soffitto, lampada Dioscuri [Artemide]. A parete, opera d’arte Ambra Fossile [Paolo Fiore].
Nel soggiorno l’intera
parete di fondo era
caratterizzata da una
grande finestra: «Ci è
venuto naturale proporre
ad Alina di rendere vetrata
anche quella tra salotto e
cucina-pranzo» racconta
Vanessa. In questo modo i
due ambienti sono in
costante connessione
(anche grazie alla scelta di
arredi importanti ma
minimali nelle stesse
nuance e stile) e la luce può
fluire liberamente. Sulla credenza, vaso in terracotta
Musa nero [ICS], decoro Mekubo
nero [La Redoute] e cestino
Turn rettangolare [Antonino Sciortino].
Sospensioni Kandinsky smoked
brown [Pholc]. Sul tavolino in primo
piano, ciotola in porcellana
Checkerboard [Prada],
scatola Ratna avorio nero e oro
[Vical Home] e bicchiere
[Mario Luca Giusti].
Alle spalle del divano è stata ricavata la zona pranzo
perfettamente in linea con il mood del soggiorno. Super chic la colonna a vetro fumé per
esporre il servizio in porcellana black&white. La parete con
porta filomuro che dà sul corridoio è
rivestita con una wallpaper botanica: è Samue colore KMN08 E collezione Kimono [LondonArt].
In cucina le linee
sinuose di tavolo e sedie spiccano sia sui listelli del
parquet posato a spina italiana sia sulla cucina in
linea in stile minimal ma in una calda nuance
bronzata. Tavolo Millerighe con piano in marmo nero
marquinia [Ibfor, cm 100x240] con sedie CH24 Wishbone Chair nere
[Carl Hansen&Søn]. Lampadario Large Pendant [Seyvaa]. Idropittura codice colore E6.05.68 [Sikkens], carta da
parati Samue colore KMN08 E collezione Kimono [LondonArt]. Sul tavolo, vasi in ceramica cappuccino [HK Living
da Design & Lifestyle Italia] e Glacies in vetro nero [Aytm],
alzata nera [La Redoute], bicchiere Dolce Vita [Casarialto].
La cucina è in una nuance più scura rispetto
alle pareti e il look minimal la rende quasi
invisibile dal soggiorno. Alzata e top in grès
Calacatta richiamano il marmo del soggiorno. Sul tavolo alzata Sapoto [Gejst],
ciotola Checkerboard e piatto Stripes entrambi di [Prada]. Placche luce Living Now [Bticino]. Le sedute sono le iconiche Whishbone total black di [Carl Hansen&Søn].
Il top in marmo chiama una mise en place chic anche senza tovaglia. L’apparecchiatura è allestita con: tovaglioli sfrangiati a mano in puro lino italiano H5 [Casarialto],
posate collezione Neutra finitura mirror PVD 2Black [Sambonet], caraffa Firenze,
bicchieri acqua e bicchieri vino serie Dolce Vita [Casarialto],
ciotole Checkerboard e piatti dessert Stripes in porcellana in bianco e nero [Prada].
Per la camera padronale Vanessa ha scelto un rosa tenue. Sul letto Biggie in pelle con set
copripiumino in raso, cuscini,
copriletto in velluto e plaid con
frange [tutto di Twils], vassoio Auset
avorio e nero [Vical Home]
più tazza e piatto Grès antracite
[KnIndustrie]. Sul comodino Tetris
[Twils], lampada Laguna [Artemide].
Wallpaper 3D Rayures Jumelles
Pilastre colore Au-delà des apparences
[Elitis], idropittura colore D2.15.55
[Sikkens], tappeto Ålægres 440 straw
[Kasthall], lampadario Salinas
[Eichholtz], tende [I Vigna].
Il rosa in versione cipria e
nude è il colore
preferito da Alina,
che lo ha voluto
per la camera
matrimoniale e il
bagno padronale. In
entrambi gli
ambienti queste
nuance spiccano
sul bianco di
armadio e soffitto
nella stanza, e
sanitari più
superfici in marmo
nel bagno. Il tema
delle curve viene
ripreso anche qui
per rendere gli
spazi più fluidi ed
eleganti. Piastrelle Rombini Rose [Mutina],
colore Ducorama H YR 7653 [Duco],
sanitari Atelier [The Artceram],
rubinetterie Uno Ring oro matt
[Bellosta].
Nel
bagno ritorna il
canneté presente
nel living. È sia sul
mobile lavabo sia
sulle piastrelle 3D
della zona vasca. Il dettaglio
perfetto? Le
rubinetterie e
placca in finitura
dorata satinata.
Sul mobile lavabo con
specchio, entrambi realizzati su
disegno di Studio Pisk da [Falegnameria
F.lli Casali], vaso crema [HKliving da
Design & Lifestyle Italia]. applique
S14d [Zangra], sospensione
IC Light S2 [Flos],
asciugamani Nettare in bianco e rosa
boho [Fazzini], tappeto Damascus
Rosette [Abyss & Habidecor].
Nella cameretta Alina
non voleva un armadio
incombente. Vanessa
ha pensato a una
parete attrezzata
abbinando una panca
con cassetti che ospita
la tv a un elemento
contenitore pensile
fino al soffitto. Il parquet è nuovo e
riprende in posa
ed essenza quello
degli altri locali [Colombo Parquet]. Sospensione Mobil 100 in
ottone [Pholc], tappeti Doris 80
White Pearl e Arkad Uni 3011 Pastel
Green [Kasthall]. Scrivania e
mensole realizzate come il
soppalco da [Falegnameria F.lli
Casali] su disegno di Studio Pisk
come la ringhiera in metallo di
[Martino1930]. Sullo scrittoio,
lampade Leaf [Muuto];
poltroncina girevole Rico [Ferm
Living]. Armadio laccato
bianco [Moretti Compact].
Vanessa ha disegnato un
soppalco che ospita l’area
notte con un sommier con
letto estraibile per gli ospiti.
Davanti allo scrittoio c’è il
volume del bagno, piccolo
ma con doccia da 140 cm. La zona sonno
rimane così riparata dalla
luce che entra dalla finestra.
Il colore della stanza è preso dalla punta di azzurro della tappezzeria Savuti colore
Blush and Sky Blue on Duck Egg di [Cole
& Son].
Idropittura codice colore P8.12.61
[Sikkens]. Sommier
con secondo letto estraibile, set
copripiumino in raso, cuscini,
copriletto in velluto e plaid a nido
d’ape [tutto di Twils]. Sul tavolino in
ottone, lampada Laguna [Artemide], applique
Liila Muuse Small [Nuura].
Il bagno en suite dei ragazzi è classico in bianco
e nero con un
tocco di azzurro
chiaro per essere
luminoso. Idropittura codice colore P5.05.81 [Sikkens], pavimento in
marmo Ottagono&Tozzetto bianco Carrara e nero Marquina [Fangorosa],
rivestimenti Metro talco diamantato e Metro lava [Ce.Si]. Lavabo con
colonna, sanitari e rubinetterie collezione Carmen in nero [Roca da BGB],
placca di comando di risciacquo [Bellosta].
Box doccia in finitura cromo
acquistato da [BGB], accappatoio Pied de Poule in cotone [Fazzini].
Maniglia della porta, come in tutta la casa, H 1057 retrò [Valli Maniglie].
Il balcone è arredato
come un’ulteriore zona
conversazione-relax. Il
divanetto dalla forma
sinuosa è nero come le
sedute del pranzo e
circondato da piante diventa
un prezioso angolo green. Progetto del verde a cura di [Lefty Gardens], divano da 2 posti e tavolino da outdoor Bramant in acciaio in finitura nera [Kave Home], cuscino Longue 2675 [L’Opificio], lampada da tavolo Cassias ricaricabile [Cozy Living da Design &
Lifestyle Italia], vassoio Donovan e bicchieri Milly [Mario Luca Giusti].
Nell'ingresso, i mobili vecchio
stile insieme alle
porte con sopraluce
cieco nella stessa
essenza rendevano
l’ambiente greve.
Con arredi più
minimali, le porte a
vetro e lo specchio
che riflette la
finestra, ora tutto
è più luminoso. Specchio e panca realizzati su disegno di Studio Pisk da
[Falegnameria F.lli Casali] con cuscino Carrè 3043 [L’Opificio, cm 43x43] e vaso Puma [H&M Home], luci a soffitto Liila 1 small in
vetro opalino e ottone [Nuura].
La stanza padronale adesso è posizionata dove
prima c’era la cameretta.
Ora l’uso del rosa tenue e
la presenza di pochi
elementi essenziali ma
caratterizzanti ha dato
personalità all’ambiente.
Accanto al soggiorno
c’era la camera da letto
padronale che l’affaccio su
strada rendeva rumorosa.
La cucina-pranzo è stata
spostata qui e ora si
affaccia sul soggiorno e sul
lungo balcone piantumato.
Come ‘trasportare nel presente’ un appartamento anni ’70, senza tradire la sua origine? Studio Pisk ha giocato di echi stilistici: le righe, il marrone, i tocchi giallo senape... e un divano-icona (il Camaleonda di Mario Bellini) nato proprio nel 1970
È il 2016 quando Alina arriva a Milano con la famiglia: acquistano un appartamento in un edificio Anni ’70 che ha la classica organizzazione con living e cucina vicino all’ingresso e zona notte in fondo al corridoio, con la camera padronale affacciata sulla strada come il soggiorno.
All’inizio non fanno lavori ma dopo qualche anno, anche a causa della via rumorosa, decidono di ristrutturare la casa per renderla anche più ‘silenziosa’ e funzionale ma senza perderne lo spirito originale. Alina, appassionata lettrice di CasaFacile, contatta Studio Pisk che, con l’aiuto tecnico di Studio A Capo, realizzerà i suoi desideri.
Le scelte fatte
«Il primo step? Accorpare la cucina al living in modo che tutta la zona giorno si affacciasse su strada e potesse godere del balcone» racconta Vanessa Pisk. «Ora la cucina-pranzo è al posto della stanza padronale, che si è spostata dove c’era la cameretta, che a sua volta si trova dove c’era la cucina».
In questo modo, non soltanto la zona notte gode della vista del giardino interno, ma è anche molto silenziosa. La ridistribuzione degli spazi ha permesso di creare in ingresso un ampio armadio a muro e grazie alle grandi porte in ferro e vetro la luce circola copiosa nella zona giorno.
Il tocco di stile
Per Alina era importante rifarsi al contesto: Studio Pisk ha creato per il living una palette Seventies minimale ma calda di colori neutri, lasciando le nuance pastello alla zona notte. E il gioco di geometrie nette a contrasto con i dettagli curvi completa il mood.
Alice, Alessandro e il piccolo Matteo abitano in questa casa semi indipendente di 160 mq a Torino. Nel living, l’azzurro polvere ricopre una parte del
soffitto con una curva colorata che abbraccia
l’angolo formato dalle due pareti, in parte
dipinte dello stesso colore. Si crea così una
‘nicchia’ che spezza l’uniformità del soffitto,
che isola e mette in risalto la zona pranzo. Piano tavolo in listellare
essenza rovere con gambe Loop Stand [Hay]. Sgabelli alti LIX giallo fresia
[Sklum]. Lampade VP7 Flowerpot rosa salmone [&Tradition]. Le pareti azzurro
polvere sono pitturate con il colore verde scuro S3.09.53 [Sikkens].
Nella zona pranzo, l’azzurro polvere declinato
sulle pareti rimbalza sulle
sedie di seconda mano,
trovate da un ristorante in
chiusura. Il salmone delle
lampade è il tono che stacca,
spezzando le tinte fredde.
Il quadro maxi in salotto diventa il pezzo clou che dà carattere.
Sulla parete bianca, tra il foliage delle piante,
Alice ha appeso un ‘Van Gogh rivisitato’. Il tappeto persiano è un classico
che si combina con tutti gli stili e con arredi
antichi e moderni. Perfetto nei mix eclettici. Decorazione murale modulare Vincent Selfie [IXXI].
Sgabello Eames Elephant [Vitra]. Sgabello Delta Stool giallo di Ecopixel
[A.Muse Gallery, Torino].
La maxi-nicchia nel living
riprende, specchiandola,
la forma del soffitto dipinto
della cucina: delimitata dal
controsoffitto, ospita
l’angolo studio rialzato su
pedana. Torna l’azzurro
polvere, che qui è abbinato
al rosa confetto della
libreria su disegno con basi
storage salmone e al
divisorio con mensole rosa
antico arrotondate. Divano modulare Neom colore blu [Kave Home]. Libreria in mdf laccato
su disegno dell’architetto Marina Patti, realizzata da [BC Arredamenti] con
finitura satinata rosa salmone B7.22.60 e rosa chiaro B6.07.74 [Sikkens].
La cameretta è già pensata per quando
il piccolo Matteo sarà un po’ più grande.
Una maxi-decorazione in vinile che
ricorda le illustrazioni dei libri per
bambini personalizza la parete. Torna
l’azzurro polvere negli accessori e nella
boiserie dipinta che mette l’accento
sulla zona notte con il divanetto-lettino
e sullo spazio gioco. Da copiare il
punto di giallo del soffitto che aggiunge
luminosità e l’idea del bordo per
riproporzionare l’altezza della stanza. Divano/lettino [Cooper Kids].
Sembra un gioco il lampadario scultura in stile Bauhaus con cerchi di legno a incastro dipinti: è Bau Pendant di [Normann Copenhagen]. Sedia a dondolo Nebel [Jysk]. Mensole Flisat in legno di pino [Ikea], scaffale Kallax [Ikea]. Vinile da parete Moon [Il Mondo di Alex]. Il colore giallo a soffitto è G2.20.84 [Sikkens].
Il bagno con doccia passante, posizionato tra la
cameretta di Matteo e il disimpegno all’ingresso,
è uno scenografico cubo effetto tetris che
diventa elemento décor con il binomio wallpaper
e ottanio, la tinta fil rouge della palette di Alice.
Per dare importanza alla
zona che delimita l’accesso
alla stanza padronale dal
piano scala, la parete in
cartongesso è stata rivestita
con una wallpaper a tema
green. La scelta di dipingere
gli infissi della porta-séparé
di blu elettrico, colore inatteso
che riprende la libreria e il
parapetto della scala, aggiunge
un ulteriore tocco personale. Le ante sono realizzate con lastre di policarbonato alveolare traslucido. Wallpaper Chiavi Segrete [Cole & Son].
Il codice colore del blu elettrico è RAL 5002.
L’open space al piano mansarda ospita
la zona notte/lavoro. «Abbiamo
voluto una stanza multifunzione, che
evolvesse con noi» racconta Alice.
Accanto al letto padronale ora c’è lo
spazio baby, con il lettino di Matteo. Testiera letto Ralik Design
[Sklum]. Copriletto e cuscini [Zara Home],
pouf Lance [Casa]. Lettino/culla [Azzurra
Design], quadro [Beatrice Costamagna].
Di fronte al letto matrimoniale c'è un angolo studio e un’alcova
per il relax, ricavata nella nicchia curva. Poltrona Strandmon [Ikea],
tappeto Namsos [Rugvista], wallpaper Allium
[Cole & Son]. Sedia Victoria Ghost [Kartell],
panca in rattan Tolkning [Ikea].
In bagno i toni freddi dell’ottanio
e del blu/grigio giocano con
l’alternanza delle finiture:
opaca per il pavimento in resina
e lucida per le piastrelle.
L’accento assoluto che crea un
netto contrasto, stemperando il
soffitto a travi, è il giallo sole,
quasi una linea evidenziata sulla
parete. Fa da sfondo e dà luce il
bianco delle pareti e dei sanitari. Mobile lavabo sospeso giallo Ghibli opaco con
specchio Agave Plus [Deghi]. Quadro [Diego
Santini], lampada da parete Dioscuri con diffusore
sferico in vetro soffiato acidato [Artemide].
A Torino una famiglia giovane e dinamica ha trovato la casa ideale. E ha creato un décor fatto di armonie, contrasti e tocchi di ironia. Tante le idee da copiare e le palette a cui ispirarti!
Alice, legale d’azienda in una multinazionale, vive a Torino con il marito Alessandro e il piccolo Matteo. Ha sempre fatto tutto in fretta, racconta, «ma dopo la nascita di Matteo e aver trovato la casa ideale, ho scoperto la gioia di rallentare. Cresciuta tra scatoloni e traslochi continui, il mio sogno era una casa che fosse tela e cornice delle mie esigenze di continuo cambiamento».
Le scelte fatte
Innamorati di Torino, Alice e Alessandro hanno trovato nel quartiere dove sono cresciuti una soluzione con ascensore privato e salone di 60 mq.
Il tocco di stile
L’ampiezza degli spazi e le forme arrotondate di alcune pareti sono sottolineati da giochi di colore. La palette azzurro polvere e ottanio vive con tocchi a contrasto: giallo sole, blu elettrico e un inatteso rosa. Quando ci hanno scritto mandando le foto della loro casa, abbiamo pensato di raccontare la loro ‘storia d’amore’ con il décor e il colore.
3 dettagli da copiare
L’opera d'arte XXL In un open space il quadro maxi diventa il pezzo clou che dà carattere. Sulla parete bianca, tra il foliage delle piante, Alice ha appeso un ‘Van Gogh rivisitato’.
I quadri Diy Realizzali incollando avanzi di carta da parati su tele da pittore. Come Alice, puoi creare un dittico (o un trittico) decorativo.
Il tappeto persiano È un classico che si combina con tutti gli stili e con arredi antichi e moderni. Perfetto nei mix eclettici. • LE LAMPADE D’AUTORE Le Flowerpot, disegnate da Verner Panton nel 1968: qui sono in un colore inedito e allegro, il rosa salmone.
L'idea fai-da-te
La libreria Diy Il metodo montessoriano è l’ispirazione per la libreria frontale, ad altezza bimbo: ospita libri, pupazzi e giochi. Alice l’ha realizzata fissando a parete con viti e tasselli 3 mensole in legno con piolo fermalibri, a un’altezza da terra di circa 30 cm.
I dettagli perfetti
Il mix toni caldi e freddi È riuscito il gioco di contrasti tra l’isola della cucina color azzurro e l’essenza miele del banco snack uniti al giallo sole degli sgabelli industrial.
Espandere il colore della wallpaper. Nel bagno i pesci ‘nuotano’ in un ambiente dipinto in ottanio come il fondo della carta cda parati. Dipingere i muri con un colore preso dalla carta funziona sempre.
Arredi e parete in nuance Le vecchie sedie ridipinte nello stesso tono di azzurro polvere del muro si camuffano lasciando la scena al legno del tavolo e ai pannelli di wallpaper.
Décor ‘mobile’ Un quadro o una tela appoggiata a terra è una soluzione facile ed efficace per dare un tocco decorativo ma non definitivo: idea perfetta per chi ama cambiare spesso.
5 consigli utili per pulire e mantenere i tappeti berberi
Naturali e 'morbidosi', i tappeti marocchini in lana o in altre fibre naturali sembrano molto delicati. Invece mantenerli belli, smacchiati e a prova di figli scatenati è possibile con alcuni semplici accorgimenti. Questi!
Premessa: i tappeti marocchini non sono fragili. Artigianale non è infatti sinonimo di delicato, anzi, se è fatto a regola d'arte il tappeto durerà per decenni e acquisirà ancora più valore col tempo che passa. «Per questo motivo è importante prendersene cura» spiega Jihane, titolare di CasaAmar, punto di riferimento a Milano per chi cerca autentici tappeti marocchini fatti a mano, in lana e altre fibre naturali. Ecco i suoi 5 consigli.
1. Passa spesso l'aspirapolvere
Non avere paura di passare l'aspirapolvere sul tappeto e di usarla regolarmente, anche più volte a settimana. In questo modo proteggi la lana e la fai durare più a lungo. Usa la potenza media e sulle frange aspira solo dall'interno verso l'esterno.
Ti consigliamo di mettere un tappetino antiscivolo sotto il tappeto artigianale, altrimenti potrebbe muoversi mentre lo aspiri. Ricordati che i tappeti berberi/marocchini autentici non hanno colle sintetiche che li fissano al pavimento: per questo motivo consigliamo sempre di mettere l'antiscivolo in feltro o in silicone.
Trovi fibra di lana nell'aspirapolvere e pensi che il tuo tappeto si stia rovinando? Non ti preoccupare, soprattutto quando sono nuovi i tappeti perdono la lanugine durante l'uso. Si tratta di una caratteristica naturale della lana e non significa che abbia un difetto.
2. Usa sapone di Marsiglia per eliminare le macchie
Se sul tuo tappeto cadono dei liquidi tampona subito con carta assorbente e pulisci o con prodotti specifici per ii tappeti o con lo stesso detergente delicato che useresti per i tuoi maglioni in lana (senza candeggina!). Se preferisci prodotti più naturali, usa il sapone di Marsiglia.
Dopo aver lasciato agire il prodotto passa una spugna umida. Il tappeto in lana non teme l'acqua ma se la lasci troppo 'ristagnare' potrebbe emanare un cattivo odore: fai asciugare all'aria o velocizza l'operazione con un colpo di phon.
3. Spargi il bicarbonato di sodio per una rinfrescata
Spargi uniformemente il bicarbonato di sodio sul tuo tappeto: aiutati con un colino per evitare di mettere troppo prodotto. Puoi anche farlo entrare bene nelle fibre usando una spazzola a setole rigide.
Lascia agire almeno due ore o, se preferisci, anche tutta la notte. Poi passa l'aspirapolvere: il tappeto sarà più pulito, più brillante e più profumato! Il bicarbonato assorbe anche gli eventuali odori.
4. Lava il tappeto in lavatrice ma non usare mai l'asciugatrice
Un tappeto artigianale in lana può essere lavato in lavatrice? Sì, a patto che sia abbastanza piccolo e leggero per non superare i limiti di peso della lavatrice e che sia lavato con acqua fredda e il programma delicati. E niente asciugatrice!
5. Porta il tappeto in lavanderia una volta all'anno
Quante volte portare il tuo tappeto in lavanderia per una pulizia professionale? Dipende dall'uso che ne fai, ma in generale consigliamo una volta all'anno o ogni due. Non è necessario farlo più spesso.
Tip aggiuntiva importante per prenderti cura del tappeto: giralo ogni anno. Dà una nuova prospettiva allo spazio e garantisce una 'usura' uniforme dovuta all'esposizione alla luce e al passaggio.
L’architetto che ha curato il progetto
di questo appartamento a Varsavia è Grzegorz Pniok di Studio Hauslab. Sua l'idea di dividere la zona giorno, di oltre 45 mq, in relax, pranzo e cucina. La libreria
occupa tutta una parete senza però
‘chiuderla’ perché non ha schienale.
Davanti alla libreria realizzata su misura, la zona relax-tv è formata
da un grande divano rivestito in tessuto bouclé
color terracotta, un coffee-table
realizzato su disegno e un super classico
del design, la poltrona Wassily, design Marcel Breuer [Knoll]. L’ambiente gioca con vari toni di marrone
su tessuti e legno.
A spezzare l’omogeneità del salotto
c’è una fascia alta circa 50 cm al piede della parete,
in verde chiaro e delimitata da due bande nere:
il battiscopa in basso e una linea sottile in alto. Applique nere sopra il quadro e sopra la credenza di [AQform]. Divano rivestito in tessuto bouclé color terracotta come Wolke
[su » westwing.it]. Se cerchi una credenza o un tavolo
art déco simile a quelli in foto, vai su » 1dibs.com e » pamono.it.
La seconda ‘area’ del living, quella
destinata alla zona pranzo, si trova
in prossimità della cucina. Se un
ambiente assolve a varie funzioni,
puoi caratterizzare ognuna con
una pavimentazione diversa o, più
semplicemente come qui, con un
tappeto. E se non vuoi ottenere
un risultato ‘pesante’, al tavolo Art
Déco associa sedie di design. O in
paglia di Vienna, classiche ma al
tempo stesso visivamente leggere. Sedie attorno al tavolo medello Cesca,
design di Marcel Breuer [Knoll]; sospensione a 6 luci Atil
[Aromas del Campo su » bartolomeoitaliandesign.com].
La cucina, realizzata su
misura, occupa un’intera
parete dell’ambiente. A
tutta altezza, ospita tanti
vani contenitori, tutti gli
elettrodomestici e, nella
nicchia, la zona fuochi e
quella lavello. Il backsplash
nero richiama il verde
scuro dell’isola al centro,
che a sua volta gioca con
il verde chiaro della fascia
a parete. È la protagonista
dell’ambiente, rivestita di
piastrelle. Per l’isola,
l’altezza minima è di cm
90-100; per accentuare
la divisione tra gli spazi,
puoi arrivare a cm 120.
L’altezza degli sgabelli, di
conseguenza, andrà
da cm 65 fino a 85-90.
Se cerchi piastrelle simili a quelle
dell’isola: coll. Maiolica cm
10x30 [Iris Ceramica], Lume cm
6x24 [Marazzi] e Harlequin Green
cm 7x28 su » leroymerlin.it.
Nel disimpegno continua la fascia verde sulla parte inferiore della parete: è
simile a Tabernacle™ (308) e
Salix (99) di [Little Greene]. Applique Dalt [Aromas del Campo].
La zona notte ha una grande camera
matrimoniale. Il letto è rivestito di un verde
che richiama quello visto negli altri ambienti
e torna anche la paglia di Vienna nei
comodini e nel portafiori e nella panca del
disimpegno. Anche le sospensioni minimal dei
comodini sono nello stile di quella sopra
il tavolo. Riproporre materiali e dettagli in
più ambienti, con piccole variazione,
è un modo semplice per costruire lo stile.
Letto con testiera avvolgente simile al modello Dude
[Perdormire], comodini simili a
Emilio [Leroy Merlin]. Sopra i comodini, sospensioni Anet
C1206 [Aromas del Campo su » shop.mohd.it].
L'armadio a tutta parete è realizzato con lo stesso legno
della cucina. «Nel progettare la camera
da letto, la ricerca di linee pulite e la scelta
di materiali naturali sono sempre una scelta
vincente» ci racconta l’architetto Pniok.
In bagno, il bianco delle piastrelle a parete,
movimentate da un piacevole effetto 3D, fa
da sfondo al mobile lavabo e a quello
contenitore a tutta altezza, realizzati con lo
stesso legno fiammato della cucina e
dell’armadio nella camera da letto. L’insieme
è di grande semplicità e dominano le linee
squadrate dei mobili ma anche del lavabo e
del vaso monoblocco. Il vetro trasparente
che scherma la doccia fa passare la luce dalla
finestra, amplificata dal grande specchio.
A Varsavia un appartamento del 1932, in un edificio nato per ospitare militari di alto rango, è stato riprogettato rispettando l’epoca e lo stile dell'epoca. Con un dettaglio che vi stupirà!
Siamo nel centro della capitale polacca, in un palazzo Razionalista del 1932-33, un edificio con tantissime finestre e un’austera facciata, nato per ospitare militari di alto rango.
Le scelte fatte
Non soltanto il rispetto per l’architettura d’origine ma anche il desiderio di far sì che nell’appartamento ogni cosa fosse in sintonia con l’epoca alla quale appartiene ha guidato l’architetto.
Porte e finestre originali sono state restaurate, così come il parquet. E per i mobili, accanto a quelli coevi – tra i quali la credenza che è stata l’ispirazione di questo recupero – ce ne sono anche di nuovi, ma tutti in perfetta sintonia con lo stile di questa casa.
Il tocco di stile
È la fascia di colore verde chiaro che corre lungo tutta la zona giorno e ne accarezza le pareti, anche quella arrotondata (e così Déco!) del soggiorno.
Prodotta da Marset, questa lampada direzionabile a 360° ti lascia scegliere tra due illuminazioni: verso l'alto fa una luce morbida e diffusa, verso il basso è perfetta per leggere
Lo studio Yabu Pushelberg disegna Konoha, una lampada elegante che ci invita a riflettere sul tipo di illuminazione – diffusa o diretta? – che desideriamo in uno specifico momento, facilitando l’interazione con la luce attraverso il buon design.
La compone uno spot dalle dimensioni compatte e direzionabile che, ruotando di 360°, permette di creare differenti effetti luminosi: orientato verso il basso offre una luce d’accento ideale per leggere o per valorizzare uno specifico oggetto; indirizzato invece verso l’alto la luce diventa morbida e crea un’illuminazione d’ambienteche non è mai abbagliante, grazie alla presenza di un paralume che funge da riflettore.
Le belle finiture calde, tipiche di Marset, contribuiscono a caratterizzare questa lampada.
dimensioni: cm 27,4x20,8h.
finiture: Black (Ral 9005), Terracotta (Ral 050 50 40), Chalk (Ral 085 80 10) e Moss grey (Ral 7003).
Stefania e Roberto, lei impiegata in
un ente pubblico, lui professionista, sono i proprietari di questo trilocale di 87 mq a Roma. Il nuovo progetto è dell’arch. Raffaella Falbo. L'appartamento ha toni neutri ma niente bianco: il pavimento in resina vira al
grigio e il crema delle pareti
aggiunge una nota calda. Poltrone Utrecht [Cassina],
da [Frattali Arredamenti, Roma] come la lampada Taccia [Flos]. Tappeto
[Karpeta], panca Nelson Bench [Vitra].
In questa foto la cucina-salotto: «Per non parcellizzare
troppo lo spazio, ho
insistito per lo sviluppo
orizzontale della cucina
sotto le due finestre»
spiega l’architetta Falbo.
L’azzurro intenso dei
mobili, il colore preferito
di Stefania, riveste
anche il fancoil sotto la
finestra e crea un
effetto boiserie che lo
mimetizza al meglio. L’operazione di descialbo della parete è stata effettuata da [Officine Adda].
Cucina [Snaidero] con ante Blu Patagonia; le maniglie sono state laccate come il
pannello copricondizionatore con la tinta T0.20.40 [Sikkens]. Il colore della
parete in cucina è Mild Stone, per le altre è F1.03.82 [entrambi Sikkens].
Nell'angolo pranzo, sedie Principi, design Gio Ponti [Cassina, da Frattali
Arredamenti]; sopra il tavolo Anni ’50, ceramiche [Madlen], lampada
a sospensione rossa vintage di Elio Martinelli [la trovi online, cerca
‘Elio Plug In Wall Lamp’].
La parete divisoria in ferro e vetro, su misura, è stata
verniciata con il colore F0.06.79 [Sikkens], lo stesso scelto della boiserie
del corridoio. Il progetto dell’illuminazione è di Barbara Andreotti.
«Mi piace rendere l’ingresso
protagonista con scorci sorprendenti. Perciò qui
ho accostato due tipi di vetri: trasparenti, che
inquadrano l’arancio in cortile, e stampati, per
un effetto flou sul living» ci spiega Raffaella. Da copiare: la doppia mensola inglobata
nella parete è un utile svuotatasche!
Per dare personalità
a uno spazio di
passaggio, dipingi il
coprifilo della porta
e usa lo stesso colore
sulle pareti a ‘boiserie’,
chiusa da un filo in un
colore a contrasto. Decorazione della
parete di [Officine Adda],
sedia blu Fronzoni ’64,
design AG Fronzoni
[Cappellini], lampada
Fato, design Gio Ponti
[Artemide].
La camera da letto padronale
ha arredi basic e le pareti
nude sono impreziosite dalla
‘composizione’ che prende
il posto del comodino. Roberto
ha scelto la sedia Fronzoni ‘64
[Cappellini], dalle linee minimal,
con sopra la lampada Fato di
Gio Ponti [Artemide], creando
un interessante gioco di linee.
Per il
servizio privato della camera degli
ospiti si è optato per una fascia verde scuro
in resina effetto boiserie e piastrelle tipo
cementine. La palette della stanza, dal
tappeto al pouf fino agli elementi tessili,
si accorda con la palette del bagno.
Pouf in velluto Tea Veronese [Nap Atelier].
In bagno, rivestire metà
della parete con resina colorata crea un
piacevole effetto décor. È più economica
delle piastrelle e ha una funzione pratica
perché resiste all’umidità. L’altezza
ideale della fascia? È di circa 110 cm. Il lavabo rotondo
su un piano
triangolare dai
bordi smussati si
rivela un’ottima
idea salvaspazio.
Piastrelle effetto mosaico idraulico Balmoral, serie Mintons [Dune, cm 20x20], vernice verde a parete
Methacryl Siegel, colore Real River [Herbol, distr. da Sikkens].
Dall’unico bagno
preesistente ne
sono stati ricavati
due, disegnati
ispirandosi allo
stile dell’architetto
milanese Piero
Portaluppi (1888-
1967). «Uguale in
entrambi i locali, il
pavimento è una
versione moderna
del mosaico
idraulico utilizzato
nelle case popolari
del ’900» spiega
l’architetta.
Le
mattonelle di vetro-
cemento rotonde
che riprendono la
forma dell’arco portano
luce nella doccia.
Belle e funzionali! Per il
vetrocemento rotondo
e non solo visita il sito
» sevesglassblock.com. Da sapere: il mosaico
idraulico è
fatto da
cemento e
da uno
strato di
marmo e
pigmenti,
pressati.
Lui è appassionato di design, lei ama l’azzurro. Dai desideri dei proprietari e dalla storia della casa (in un ex condominio popolare romano) è nata una ristrutturazione sofisticata che conquisterà chi ama design e leggerezza
Stefania e Roberto vivono nel quartiere Eur a Roma, ma sono da sempre innamorati delle case Anni ’20 della Garbatella. Qui cercavano un appartamento dove trasferirsi non appena i figli lasceranno il nido. «Quando hanno visto questo trilocale affacciato su un cortile con al centro un albero d’arancio mi hanno telefonato entusiasti», racconta Raffaella Falbo che ha seguito i lavori.
Le scelte fatte
«L’ultima risistemazione aveva cancellato ogni traccia del passato, ma abbiamo cercato di recuperare ciò che si poteva». Durante i lavori sono affiorati dettagli d’ epoca: l’intonaco azzurro in cucina e parti di pavimento in graniglia ora inseriti in modo soft nel nuovo layout.
Il tocco di stile
Elementi delle vecchie case popolari, come le cementine nei bagni, sono accostati al design Anni ’50-’60. Grazie a una palette vivace e ben calibrata lo stile risulta contemporaneo.