Questo appartamento in un palazzo del 1901 nel centro di Barcellona è stato riprogettato dalla interior designer Margo Kashina (@marka_interiors) per una giovane famiglia. «Ispirati dall'amore dei clienti per la fotografia in bianco e nero, abbiamo scelto una base di tonalità monocromatiche, addolcite con accenti delicati» dice Margo.
La zona più luminosa, che si affaccia sulla strada ed è caratterizzata da finestre alla francese, ospita il soggiorno e la cucina. «Abbiamo deciso di incorporare pezzi di design vintage abbinati a elementi iconici moderni» spiega Kashina. Nel living, sedia in pelle nera di Noboru Nakamura anni '70 di IKEA, scrittoio antico del XIX secolo.
I mobili della cucina lineare e 'pulita' sono realizzati su misura. Il tavolo rotondo in metallo è stato acquistato su La Redoute ed «era l'abbinamento perfetto per le sedie vintage degli anni '80, comprate all'asta online». Lampadario di Aromas del Campo.
«Con i proprietari abbiamo deciso di posare un pavimento in legno in tutto l'appartamento, una scelta rara a Barcellona» spiega Margo. In primo piano nella foto, tavolino e tappeto di H&M Home.
Consapevole del budget limitato per gli arredi, Margo ha combinato pezzi vintage e iconici con mobili economici trovati su marketplace online.
Consolle di Kare Design con pannelli in vetro, specchio asimmetrico di Zara Home, lampadario di Aromas del Campo. Il disegno a carboncino è di fine XIX secolo.
Le persiane verdi del soggiorno sono state restaurate e sono diventate un punto focale, incorniciate da tende di lino bianco che sfiorano il pavimento. In primo piano la sedia di Noboru Nakamura per IKEA Svezia anni '70 con sgabello Bore: accanto, uno scrittoio antico in legno intagliato dei primi del '900. Tende e bastoni di Zara Home.
Nel living un concentrato di design e di stili diversi. Due gli elementi che si prendono la scena: il divano a righe di Procomobel Spagna e il lampadario iconico Zettel'z 5 di Ingo Maurer. Sgabelli in legno di Tikamoon, tavolino in travertino di Vincent van Duysen x Zara Home, tavolo in vetro vintage anni '80. Pannelli murali realizzati su misura da ante Ikea Pax.
«Il proprietario dell'appartamento è tornato da un viaggio in Scandinavia con una sedia safari di Wilhelm Kienzle degli anni '70, che abbiamo collocato nella lounge» svela Kashina. Panchina di La Redoute, cesti di Zara Home.
Tra le due finestre del living Margo ha collocato un comò antico verde scuro con intagli elaborati: gli fanno 'compagnia' due sgabelli in legno di Tikamoon.
Nella camera matrimoniale, dai colori neutri ed essenziale: struttura letto di Westwing, tavolino e sgabelli in legno di Maison du Monde, tessili di Zara Home.
Vista la vicinanza del letto all'armadio, Margo ha optato per un comodino con lampada da tavolo di Maison du Monde da una parte, e per una piccola mensola in metallo di H&M Home dall'altra.
Nella suite della camera da letto Margo ha progettato una soluzione insolita: due porte scorrevoli nascondono una nicchia per la doccia, mentre sanitari e lavabo sono stati collocati nell'ex balcone.
A terra, un poster di una mostra di Salvador Dalí degli anni '70.
Pezzi di design d'epoca abbinati a elementi iconici moderni: con questo 'concept' l'interior designer Margo Kashina ha riprogettato un interno di 85 mq a Barcellona. Le sfide? I tempi stretti e il budget limitato. Il risultato? Una casa piena di charme
«Progettare e dare forma agli interni è la mia professione da circa 20 anni» dice Margo Kashina, interior designer con studio a Barcellona, in Spagna. «Ho una formazione in fashion design e la moda continua a influenzare il mio processo di progettazione: seguo il principio della dominanza, in base al quale un interno, come un abito, è definito da un singolo pezzo d'accento che ne fissa lo stile.
«Ho lavorato a diversi progetti, dagli hotel ai centri fitness, ma il restyling di interni privati pieni di storia è quello che mi dà più gioia» spiega Margo.
«Questo appartamento di 85 metri quadrati nel cuore diBarcellona è la casa di una giovane famiglia. Mi hanno chiesto di progettarlo, ristrutturarlo e arredarlo in un tempo breve: solo tre mesi. Poiché la coppia lavora da casa, era fondamentale creare uno spazio dove potessero vivere e lavorare comodamente.
«Dato il breve tempo a disposizione, abbiamo discusso il concept insieme davanti a una tazza di tè. Ispirati dall'amore dei clienti per la fotografia in bianco e nero, abbiamo scelto una base di tonalità monocromatiche, addolcite con accenti delicati, e di incorporare pezzi di design vintage abbinati a elementi iconici moderni».
La disposizione delle stanze
L'appartamento, situato in un edificio del 1901 nel centro storico di Barcellona, aveva una disposizione ottimale che richiedeva pochissime modifiche. La zona più luminosa, che si affaccia sulla strada ed è caratterizzata da finestre alla francese, ospita il soggiorno e la cucina.
Inusualmente per Barcellona, anche la parte posteriore dell'appartamento è ben illuminata, grazie alle finestre che si affacciano su un rigoglioso cortile, rendendola uno spazio privato ideale per la camera da letto, che include un bagno en suite. Per ottimizzare lo spazio, la lavatrice e l'asciugatrice sono state integrate nei mobili della cucina e nascoste dietro pannelli.
«Nella suite della camera da letto, ho progettato una soluzione insolita: una nicchia per la doccia, mentre il WC e il lavabo sono stati collocati nell'ex balcone, dietro una parete scorrevole» dice Margo. Tutte le mensole sono state realizzate su misura.
Le finiture interne
Anche se è una scelta rara a Barcellona, i clienti hanno optato per un pavimento in legno in tutta la casa, con tonalità neutre, armadi a muro e pareti dipinte. «Abbiamo creato lo sfondo ideale per una composizione di pezzi di varie epoche» spiega Margo. «Quando sono entrata nell'appartamento appena dipinto, dove gli unici accenti forti erano le persiane verdi d'epoca, ho capito che la "tela" era pronta».
«Nell'area lounge ho aggiunto pannelli bianchi minimalisti realizzati con ante dell'armadio Pax di Ikea. Le persiane del soggiorno sono diventate un punto focale, incorniciate da tende di lino bianco che sfiorano il pavimento, aggiungendo ritmo e un effetto visivo di maggiore altezza».
L'arredamento e le decorazioni
Per mobili, illuminazione e decorazioni il budget era di 10.000 euro, che inizialmente sembrava una sfida. Impresa riuscita: il progetto è stato chiuso con una spesa totale di 10.340 euro.
«Nell'area living ho curato un mix di pezzi a contrasto. Il nostro primo acquisto è stato un set di sedie da pranzo vintage degli anni '80, comprate all'asta online. Sapevamo già quale stile di tavolo da pranzo desideravamo, e le sedie si adattavano perfettamente. Quello stesso giorno, abbiamo deciso di includere il lampadario di Ingo Maurer, che è diventato l'elemento stilistico chiave della zona lounge».
Un divano a righe bianco e nero ha poi aggiunto un forte elemento grafico. «Consapevole del budget limitato, ho combinato pezzi vintage e iconici con mobili economici trovati su marketplace online».
«Il tavolo rotondo in metallo di La Redoute era l'abbinamento perfetto per le sedie vintage. Per il soggiorno, ho trovato un antico scrittoio in legno intagliato dei primi del '900, un omaggio alla storia dell'edificio, e una sedia spagnola d'epoca per l'ingresso. Il mio cliente è tornato da un viaggio in Scandinavia con una sedia safari di Wilhelm Kienzle, che abbiamo collocato nella lounge. Inoltre, ho trovato una poltrona Noboru Nakamura per IKEA degli anni '70, ideale per lavorare con il laptop».
Accanto al divano, un tavolino minimalista in marmo di Vincent Van Duysen per Zara Home è completato da una coppia di sgabelli in legno di Tikamoon. «Amo arricchire i miei progetti con pouf, sgabelli e tavolini: aggiungono profondità, versatilità e funzionalità» dice Margo. «I pouf, ad esempio, possono trasformarsi all'istante in tavolini o essere facilmente spostati in cucina, sul balcone o nei bagni. Fotografie, poster vintage e stampe grafiche sono state acquistate nei mercatini delle pulci e su eBay. I clienti possedevano una litografia del 1963 di Jean Cocteau, alla quale ho aggiunto un disegno a carboncino di fine Ottocento, collegando passato e presente.
L'illuminazione
Il design dell'illuminazione è stato attentamente studiato. «Ho usato luci d'accento per suddividere gli spazi, aggiungendo prese a mezza altezza per lampade e caricabatterie per laptop. Integro sempre numerose lampade da terra e da tavolo nei miei progetti, per offrire molteplici scenari di illuminazione, e questo progetto non ha fatto eccezione».
Il budget
«Sorprendentemente, il mio più grande successo non è stato un elemento specifico di design, ma l'aver completato il progetto nei tempi e nel budget. Raggiungere questo equilibrio è stata una sfida, ma poiché i clienti ed io avevamo una visione chiara fin dall'inizio, tutto è andato per il verso giusto» spiega Kashina.
Per restare nei 10.000 euro, la designer ha creato un foglio di calcolo dettagliato con ogni pezzo, decorazione e accessorio, assegnando un costo preliminare a ciascuno. Ha poi regolato e riallocato i fondi secondo necessità. «Sono anche felice di aver convinto i clienti a scegliere il divano a righe, nonostante le loro iniziali esitazioni, e di aver aggiunto il lampadario iconico Zettel'z 6 di Ingo Maurer, un vero e proprio pezzo d'arte che ora impreziosisce la loro casa».
Le ispirazioni
Spiega Margo Kashina: «Il mio principio guida non è quello di replicare gli interni storici, ma di reimmaginarli incorporando soluzioni moderne, pezzi di design iconici e arte concettuale. In ogni progetto considero la posizione, la storia del luogo e l'architettura dell'edificio».
Per oltre 20 anni Margo ha collezionato mobili d'epoca, studiando e restaurando pezzi unici. «Questa esperienza mi permette di creare interni come spazi con storie, non solo stanze piene di mobili. Per ogni progetto cerco qualcosa di straordinario, che si adatti perfettamente al cliente e alla sua futura casa».
Racconta Margo che alcuni pezzi sembrano "trovarla" per magia, altri le richiedono mesi di ricerca per l'abbinamento perfetto.
«Ho imparato l'arte di combinare elementi accessibili e di largo consumo con pezzi di design iconici. Le sfide sono gratificanti quanto i successi: nessun progetto va mai completamente secondo i piani. Seguo una regola d'oro: non avere fretta di risolvere i problemi sul posto. Fermatevi, riflettete. Nel 30% dei casi, il problema si risolve da solo. In caso contrario, con il tempo emerge una soluzione equilibrata. Questa regola non vale solo per l'edilizia, ma per la vita stessa. Testato e collaudato!».
Una piccola lampada gioiello dalle finiture oro, cromo, bianco e nero che si ispira alla musica. E diffonde la luce in modo soffuso grazie alla sfera satinata
Prende ispirazione dal mondo della musica classica la famiglia di lampade di cui fa parte anche questa Rossini_TAB da tavolo: i vari modelli sono infatti pensati per convivere e interagire come note nello spazio, creando metaforicamente un’armoniosa sinfonia, l’atmosfera luminosa desiderata.
Si fa notare questa piccola lampada ‘gioiello’ dalle finiture oro, cromo, bianco e nero, con un diffusore a sfera che grazie alla satinatura preserva la brillantezza e distribuisce la luce in maniera diffusa ma senza abbagliare. L’intensità della luce si regola dal tasto push-dim perfettamente integrato nel corpo lampada.
dimensioni: cm 14,7x14.1x13.9h materiale: oro, cromo, bianco e nero. sorgente: TopLed integrato 7 Watt. prezzo da €162,30 (bianca e nera).
» linealight.com/it
All’imbottutura in lana e
piumino di Perla si
aggiungono fiocchi di legno
di Cirmolo che ha la
proprietà di rilassare e di
regolare la pressione
arteriosa [DaunenStep].
Dorico ha 2 rulli esterni in
crine e l’interno in lana che
sostengono e massaggiano le
vertebre cervicali. Le loro
dimensioni vanno in base alla
persona [Pedano].
Perché il sonno sia davvero rigenerante, il cuscino ha una grandissima importanza. La regola base? La testa e la spina dorsale devono essere allineate. Ma questo è solo l’inizio... leggi qui
SE DORMI A PANCIA IN GIÙ
Il guanciale ideale deve essere tra i più bassi quindi intorno ai 10 cm in modo da garantire l’allineamento testa-spina dorsale e sufficientemente morbido, aerato e traspirante per accogliere il capo evitando il rischio di soffocamento e che venga trattenuta l’umidità.
SE DORMI SUL FIANCO
In questo caso meglio un guanciale alto, intorno ai 14 cm: deve accogliere la testa mantenendola in posizione orizzontale per evitare torcicollo e dolori. Il materiale deve garantire il corretto sostegno quindi meglio sia medio-rigido.
SE DORMI SUPINO
A chi dorme sulla schiena è consigliato un cuscino medio-alto possibilmente in memory foam che accoglie la testa e allo stesso tempo la sostiene in modo ottimale senza che si creino tensioni al collo. In questo caso serve che sia medio-morbido.
I MATERIALI
Cosa c’è dentro i guanciali? Scoprilo qui per scegliere quello che fa per te.
• Lana: ha effetto termoregolante, cioè aiuta il corpo a mantenersi fresco in estate e caldo in inverno, aiuta a ridurre il sudore perché lo assorbe e poi lo fa evaporare.
• Piume e piumino: sono traspiranti, deumidificanti e termoregolanti, riducono i punti di pressione e danno molto comfort.
• Poliestere: è morbido, anallergico, traspirante, elastico e accoglie il capo in modo uniforme.
• Memory Foam: è una schiuma elastica che accoglie e sostiene bene la testa senza creare punti di pressione e riprende la sua forma originale quando la testa si sposta. Ipoallergenico, può assumere forme diverse: la classica saponetta o la doppia onda per la cervicale.
Testi di Elena Favetti
Fuorisalone 2025: Alcova torna a Varedo e raddoppia gli spazi espositivi
Anche per l'edizione 2025 del Fuorisalone, Alcova sceglie Varedo con ben quattro Location. Villa Borsari, Villa Bagatti Valsecchi, le serre di Pasino e l'ex fabbrica SNIA saranno culla del design sperimentale.
Alcova, si riconferma uno degli eventi più attesi del FuoriSalone di Milano. L'edizione 2025 sarà nuovamente ambientata nelle due straordinarie ville dell'area metropolitana milanese: Villa Bagatti Valsecchi e Villa Borsari a Varedo. A queste location si aggiungeranno l’ex fabbrica SNIA e le serre di Pasino.
Alcova 2025 si svolgerà dal 7 al 13 aprile 2025 e ospiterà una selezione di designer sperimentali, istituzioni e una serie di conferenze e performance, esplorando il futuro dell'abitare e del fare.
Il ritorno a Varedo, rafforza ulteriormente l’idea di Milano come città in costante crescita, espansione e trasformazione. Sulla scia del successo dello scorso anno, Alcova esplora ben quattro location e l’introduzione di due nuovi siti amplia il discorso sul design oltre gli spazi domestici, sottolineando l’interazione tra materiali, processi industriali e la riconquista da parte della natura di architetture abbandonate.
Le serre di Pasino, un tempo sede di una delle più grandi coltivazioni di orchidee bianche in Europa, offrono uno scenario naturale suggestivo e stratificato. Le ampie e luminose strutture in vetro delle serre dialogheranno con la selezione di design di Alcova, invitando i visitatori a immergersi in un luogo in cui la natura interagisce con le opere esposte. Un dialogo tra il verde e i resti dell’intervento umano dell’espansione suburbana milanese.
L’ex fabbrica SNIA, un sito chiave nella storia industriale italiana, si distingue come un gioiello dimenticato del razionalismo milanese. La ciminiera della fabbrica e le linee pulite e geometriche delle sue vastissime facciate in vetro raccontano la storia di un’epoca diversa. Gli spazi sconfinati di questa location ospiteranno installazioni che esplorano la materialità e le tecniche di produzione innovative, pur strizzando l’occhio alla storia industriale italiana.
Come nelle edizioni precedenti, i founders di Alcova: Valentina Ciuffi (Studio Vedèt) e Joseph Grima (Space Caviar) portano i visitatori alla scoperta non solo dei design ma di scorci e aspetti meno noti e dimenticati della storia di Milano. Le location scelte negli anni non sono semplici ex-edifici o archeologie industriali ma luoghi significativi, come l’ex panettonificio di Cova, l'ospedale militare di Baggio, l’ex fabbrica di via Sassetti e l'ex macello di viale Molise.
Precisazione: Per l'edizione 2025, Alcova ha deciso di mettere un ticket di ingresso per poter accedere a Villa Borsani. Il ticket di 25 euro (acquistabile sul sito di Alcova) apre le porte della Villa (patrimonio FAI con un limite di capienza) e dà priorità d'ingresso alle altre sedi della manifestazione: Villa Bagatti Valsecchi, SNIA e Serre del Pasino. A questi ultimi tre luoghi elencati è possibile accedere anche senza biglietto, mettendosi in fila e aspettando il proprio turno.
Fuorisalone 2025: Artemest sceglie Palazzo Donizetti per la terza edizione de L’Appartamento
Artemest celebra il suo decimo anniversario con la terza edizione de L'appartamento che sarà ospitato nella suggestiva cornice di Palazzo Donizetti.
L'edizione di quest'anno prenderà vita all'interno delle eleganti sale di Palazzo Donizetti, una dimora storica che aprirà le porte al pubblico per la prima volta. Gli interni, ricchi di influenze barocche , rinascimentali italiane e anche Liberty, fungeranno da tela mozzafiato per i designer che daranno vita alle loro visioni. Un Palazzo che incarna perfettamente l'essenza della raffinatezza italiana, ed esprime quella stessa preziosità artistica che Artemest si impegna, da sempre, a preservare, promuovere e condividere.
Per l'edizione 2025 del Fuorisalone, Artemest ha invitato sei rinomati studi di interior design per creare stanze immersive in cui portare la propria visione progettuale. Ogni designer trasformerà una sala del palazzo, secondo la propria visione artistica, attingendo a una selezione di arredi, illuminazione, arte e decoro realizzati da oltre 180 tra alti artigiani, artisti, e brand di design.
Simone Haag, una delle designer più importanti dell'Australia, curerà l'allestimento del foyer. Un elegante ingresso, dove texture materiche incontrano composizioni eclettiche in perfetta armonia con il fascino originale del palazzo. La sala della lettura e lo studio vedranno l'apporto creativo di Nebras Aljoaib e del suo studio con sede a Riyadh in Arabia Saudita. Uno spazio raffinato e accogliente che fonde l'architettura classica con un design moderno e dove dettagli ornamentali si intrecciano con arredi scultorei.
Il Grand Salon sarà curato da Meyer Davis, studio multidisciplinare di design fondato da Will Meyer e Gray Devis, con sede a New York City e uffici a Los Angeles, Miami, Londra, Barcellona e Dubai. Un salotto che incarna fascino e seduzione, sospeso tra leggenda e design contemporaneo. L'arte della convivialità prenderà vita, attraverso un mix dinamico di texture e materiali, creando un'atmosfera sofisticata, nella sala da pranzo del Romanek Design Studio di Brigette Romanek. Lo studio di interior design con base in Arabia Saudita è specializzato nella creazione di spazi senza tempo, a metà strada tra il vintage e il contemporaneo, retrò e innovativi, grezzi e raffinati.
La sala intrattenimento di 1508 London, studio internazionale di interior design e architettura, sarà una reinterpretazione contemporanea del salotto ottocentesco, uno spazio eclettico ispirato ai più prestigiosi members club e pensato per stimolare socialità e creatività. La camera da letto porterà la firma di Champalimaud Design e sarà un rifugio artistico e raffinato dove vetri colorati, sculture contemporanee e splendidi parati dipinti a mano danno vita a un nuovo concetto di eleganza. Con base a New York City, Champalimaud Design è un rinomato studio multidisciplinare che celebra l'eccellenza del design e della tradizione artigianale.
Vanessa Pisk con il suo team ha ristrutturato questo appartamento milanese
Anni ’80 trasformandolo in uno scrigno super chic, pronto da mettere a reddito. Il marmo del pavimento è posato ‘a macchia aperta’, ossia con lastre speculari che creano un disegno continuo e armonico [fornitura e posa Terzi Service]. Divano dei proprietari rivestito
con un nuovo tessuto da [Divano
Caspani Tappezziere], cuscini con
federa Balzac color Epices e
Célestine colore Army [Élitis] più plaid Nid [Society
by Limonta].
La moodboard: «I colori neutri presenti in ciascun
ambiente si scaldano con toni a contrasto come
azzurri e blu e in nuance come beige e cipria» dice Vanessa Pisk. «Le
diverse texture dei tessili aggiungono carattere».
Scelto il bianco come colore di base per dare
luce e il marmo che già da solo rende unico
il soggiorno, per scaldare l’ambiente gli imbottiti
sono rivestiti in tessuti tattili come il bouclé
e il velluto in una nuance leggermente rosata.
A completare ci sono i cuscini senape. Sul tavolino in ottone e marmo dei
proprietari, vaso in ceramica Zayn
in ceramica color pesca [Westwing] e ciotola in
marmo grigio [H&M Home].
Sul tappeto Moss taftato a mano
in lino e pura lana Beige [Kasthall], pouf Vague rosa
collezione Grand Tour by Vito Nesta
[su » artemest.com]. A parete, poster Chic di Kit
Agar [Paper Collective].
PRIMA Il soggiorno non era facile
da organizzare poiché aveva
finestre e porte su tutti i
lati; in più, il pavimento in
piastrelle era davvero
brutto. Studio Pisk ha saputo
riorganizzarlo al meglio.
Il bagno padronale
gioca con una palette di
verdi decisamente
avvolgente. A terra e sul
muro dietro la vasca old
style è stato usato un
grès effetto marmo onice
venato oro, mentre nella
zona sanitari, con cornici
in poliuretano, è stata
realizzata una boiserie
resinata nella stessa
nuance di verde di pareti
con mobile lavabo fatto
su disegno dal falegname.
Nel bagno: vasca freestanding Richmond in stile classico con piedini [Mondo
del Bagno], rubinetteria e sanitari
della serie Carmen [Roca da BGB], lavabo da appoggio Charme
[Azzurra Ceramica], montato sul mobile artigianale [Falegnameria Fratelli Casali] come lo
specchio con l’applique Mini Glo-Ball [Flos]. Accappatoio
Lipe color Tisana e set asciugamani Crisp color Mastice tutto di [Society by Limonta]. A terra e parete, lastre in
grès Grande Marble Look Onice Giada finitura lucida [Marazzi];
a parete idropittura codice colore H3.04.72 [Sikkens].
Cosa c’è di più bello del rientrare a
casa e accoccolarsi davanti al
camino? Qui ha una cornice in stile
classico bianca come la poltroncina
rivestita in tessuto bouclé e se
ne gode la fiamma sia dal divano
sia dalla panca sotto la finestra. Copia l'idea: il biocamino
funziona a
bioetanolo e non
richiede la canna
fumaria, quindi
lo puoi mettere
dove vuoi. Poltrona
vintage [da Vecchio Mio] con plaid Multi [Society
Limonta], panca con contenitore su disegno di
Studio Pisk [Falegnameria F.lli Casali] con cuscini
[Ivano Caspani Tappezziere e Dedar]. Sulle
mensole sopra il biocamino Legionis [Biocamini
Online], dall’alto, tris di vasi [Laesse Ceramica],
vaso in grès marrone [Pernilla Home],
oggetti décor Oskar e vaso Zayn [Westwing], vaso
trasparente Streak [Dantone Home], lampada
Olivia [Zafferano].
Tavolo Millerighe personalizzato da [Ibfor] con
sedie Beetle finitura Alabaster White e ottone
[Gubi], sul top vasi di [Laesse Ceramica] e
Wocky di [Fest Amsterdam] come la ciotola
Murray, tovagliolo Tab Fr color Iceberg [Society
Limonta], cucchiaino [Zara
Home], tazza e piattino in porcellana Lebanon
coll. Grand Tour by Vito Nesta [su » artemest.com]. Specchio Lodus in ottone [La
Redoute].
Non bastano il marmo a
terra e il bianco alle pareti:
per rendere più luminoso
il living che si affaccia
sull’interno buio sono state
laccate di bianco le porte
all’inglese, prima color crema
(e hai visto che non hanno
vetri ma specchi?). Il mega
specchio tondo sopra il
tavolo completa l’effetto
riflettendo la luce
che entra dalle finestre. Le porte recuperate sono state laccate
in bianco RAL 9010 da [Falegnameria
F.lli Casali] e completate con
maniglie H 1057 Retrò [Valli]. piante
della casa [F.lli Ingegnoli].
«Anche per un pranzo al volo o una
colazione veloce l’apparecchiatura
non va trascurata, perché rende più
piacevole prendersi una pausa per
mangiare» dice Vanessa Pisk «per questo
abbiamo scelto una mise en place fatta
di pochi elementi ma preziosi come i
piatti decorati in porcellana, le posate
dorate e i tovaglioli in lino... E l’alzata
in marmo chiude il cerchio insieme ai
fiori, che non devono mai mancare». Piatti piani in porcellana Lebanon Grand Tour by
Vito Nesta [su » artemest.com], tovaglioli Tab Fr color Crab [Society by
Limonta], posate finitura
oro [Zara Home] come i portatovaglioli,
caraffa Stria e bicchieri Staklo in vetro fumé
[La Redoute],
alzata in marmo [H&M Home].
Sfruttando al massimo lo
spazio è stata creata una
cucina con piano a induzione,
due forni e persino la
lavastoviglie; il frigo è
incassato nella colonna e lo
spazio sembra raddoppiato! Cucina modello Bluna
in finitura laccato opaco
cappuccino [Binova];
sul top, caraffa
termica EM77 bianca
da 1 litro [Stelton], alzata in
legno naturale Acacia
[Casa] e tazza
in vetro trasparente
borosilicato con stampa
[Croff].
«Per i tessili
della camera
matrimoniale
abbiamo scelto una
palette di azzurri
caldi e rilassanti,
perfetti con il
grigio di soffitto e
wallpaper», dice
Vanessa, «perché è
un colore elegante
che richiama
l’epoca del palazzo
ma allo stesso
tempo è attuale». Poltroncine
comprate su » subito.it
e rivestite da [Ivano
Caspani Tappezziere].
Letto vestito con set
copripiumino,
lenzuolo e federe
Trecento color Petrolio
più
plaid Fascino Petrolio
e copriletto
Dialogo grigio
tutto di [Fazzini], cuscini
Twist e Bridge [Elitis].
Lampade da tavolo
Colette [&Tradition], applique in ottone
e vetro [Hubsch],
tappeto Esther bouclé in
lana e lino [Kasthall].
Parquet lamato da
[Paolo Colombo Parquet].
Il letto e i comodini in legno di ciliegio rossiccio erano arredi démodé che hanno trovato nuova vita con una laccatura. Carta da parati
Peaceful Countryside
grigio [Woodchip &
Magnolia], idropittura
pareti e smalto per letto,
comodini e specchio
codice colore ON.00.78
[Sikkens].
PRIMA La stanza più grande era adibita
a studio: semplice e spartana,
è stata trasformata in camera
matrimoniale e si è ricavato anche
un angolo lettura.
Le stanze da letto
sono affacciate su
una piazza e sono
molto luminose
quindi hanno
permesso di usare
dei colori più decisi,
ma non eccessivi
rispetto al quasi
total white del
soggiorno. Anche
qui come nella
master bedroom i
mobili sono stati
rimessi in forma
smaltandoli in una
nuova tonalità. Il
risultato è davvero
efficace.
Sospensione Alenia
[Westwing], sedia
Wiener Stuhl [Gebrüder
Thonet Vienna da
Arcarreda]. Letti vestiti
con set copripiumino
Incontri Petrolio e
cuscino Canestri Surf
[Fazzini].
Carta da parati
Chardon [Casamance], Idropittura pareti
più smalto per letti e
scrittoio codice colore
PN.02.77 [Sikkens]. Sullo scrittoio,
lampada HDG Game in
ottone [House Doctor],
portadocumenti
Track bianco [Normann
Copenhagen],
caraffa Stria e
bicchiere Staklo [La
Redoute]. Vasi
Toppu [Oyoy] e
[Laesse Ceramica].
La carta da parati della cameretta è
decisamente English mood: delicata
e di gusto rétro, ha un disegno che
vuole essere un omaggio all’edificio
di fine ’800 in cui si trova la casa.
E proprio partendo dalla nuance
di azzurro delle foglie è stato scelto
il colore tenue di soffitto e mobili. «Bisogna imparare
a dare una seconda vita alle cose» dice Vanessa Pisk.
«Qui letti e scrivania sono tornati
come nuovi semplicemente con uno
smalto colorato. Non solo sembrano
nuovi ma sono anche più belli!».
Il secondo bagno è stato leggermente ampliato
per renderlo più confortevole e funzionale.
Su un lato, il mobile realizzato su misura accoglie
il lavabo e nasconde la lavatrice, di fronte ci
sono la doccia e il vaso. Per aggiungere charme
e carattere alle pareti e al mobile dipinti in
grigio caldo, si è accostato il marmo arabescato
che riveste pavimento e nicchia della doccia.
È possibile ottenere una casa di grande charme riutilizzando vecchi arredi? Sì, se le parole d’ordine sono riverniciare, rilamare, ritappezzare...
Siamo in un palazzo di fine ’800, ma il trilocale era stato acquistato come investimento con l’idea di destinarlo agli affitti brevi, la proprietaria ha contattato Studio Pisk per un progetto che trovasse lo stile giusto.
«Vista la destinazione della casa abbiamo pensato a un sapore da Boutique Hotel, senza però perdere il calore di una vera casa» racconta Vanessa Pisk che con il suo team ha ottenuto un risultato pieno di ispirazioni da copiare.
Le scelte fatte
Gli spazi erano già ben divisi: con l’aiuto di Studio A Capo solo la zona dei bagni è stata rivista in termini di dimensioni perché fosse più funzionale. «La parte più importante del nostro lavoro è stata dare un tocco di eleganza rimanendo in equilibrio tra il nuovo e l’esistente, tra elementi di grande pregio e il recupero di tutto ciò che si poteva rimettere in forma» ci racconta Vanessa.
Il parquet originale è stato lamato e, al posto delle piastrellone bianche, nel resto della casa è stato posato un pavimento in marmo che già da solo regala raffinatezza. Le porte all’inglese sono state rilaccate e gli arredi recuperati da una vecchia casa sono come nuovi grazie a una smaltatura che riprende i colori dei soffitti delle diverse stanze.
Il sofà ritappezzato è completato da poltroncina e sedute nuove, da tavolo e sedie di gusto vintage e anche da un nuovo camino.
Il tocco di stile
Per scaldare il bianco sono stati inseriti tessili in palette neutra con tocchi senape e dettagli dorati che prendono spunto dagli chandelier d’epoca.
progetto architettonico: Studio A Capo
foto: Giandomenico Frassi
testi: Elena Favetti
Una selezione di 3 immagini scovate in giro per il web e raggruppate in trittici da Giorgia Bimbatti, la nostra Art Director. Fotografi, artisti, illustratori, typo designer: i loro lavori ispirano e fanno pensare. Questo mese il tema è... il giardino segreto
Il giardino segreto è il luogo interiore dove la felicità nasce dalla conquista quotidiana. Un luogo protetto ma allo stesso tempo aperto sul mondo. La gioia non dipende dalle circostanze esterne, ma dalla nostra capacità di coltivarla e averne cura ogni giorno.
@elizabethmayhew Elizabeth Mayhew nella torta scrive: “Crea le cose che desideri che esistano”. Giornalista affermata, ha scambiato il suo lavoro con una sac à poche da pasticciere e tra nappe, disegni e parole, ora crea collage ispirati alla vita di qualcuno, squisitamente su misura.
@kindabloop Anche Ian Demsky è un giornalista e scrittore scientifico e ora esplora l’arte AI. Quello che è iniziato come un esperimento di un mese, è continuato come un’esplorazione quasi ossessiva del mezzo, attingendo alle sue abilità di lavorare con le parole per ottenere effetti visivi insoliti.
@clarecelesteart L’artista Clare Celeste lavora con migliaia di immagini di flora e fauna tagliate a mano per creare installazioni immersive che evocano gli ecosistemi minacciati del pianeta.
Il 17 febbraio è una data importante per tutti i nostri mici: è la Giornata internazionale del gatto! Se vuoi fare al tuo pet un regalo super (e salvare i divani di casa) ecco un progetto semplice da realizzare: una cuccia in legno a forma di capanna
Occorrente
2 assi di abete di 40x80 cm
1 asse di abete di 40x40 cm
chiodi
colla per legno
tiragraffi piatto in carta o corda
cuscino
Come si fa
Pratica un taglio di 21 per 4,5 cm nelle due assi più grandi (segui lo schema che trovi nella gallery). Questi tagli ti permetteranno di incastrare le due assi creando un triangolo.
Con i chiodi, fissa l’asse più piccolo creando la base del triangolo (tienilo sollevato qualche cm da terra).
Per finire, incolla il tiragraffi su uno dei due lati e posiziona il cuscino all’interno della capanna. Se vuoi puoi appendere anche dei giochi per il tuo gatto.
Il tocco in più: puoi riempire la fodera del cuscino con vecchi indumenti: il gatto riconoscerà il tuo odore e si sentirà più protetto!
Questa tavola è stata allestita dalla nostra lettrice Alessandra Zanotti,
fotografa specializzata nella creazione di immagini che raccontano
storie attraverso il cibo (@alessandrazanottiphotography). Tovaglia
[Society Limonta], tovaglioli [Coin Casa], posate [Sambonet], bicchieri
[Vidivi Vetri delle Venezie], piatti [West Elm], candela [H&M Home].
Una mise en place invernale che ti coccola con la semplicità: dalle decorazioni naturali ed essiccate al pane appena sfornato (da te, se vuoi), da servire con un filo d’olio...
Un tête-à-tête che potrebbe ispirare un anniversario e qualsiasi altra occasione speciale: «Amo utilizzare materiali naturali che richiamano il periodo dell’anno, come frutta, foglie e fiori. I legatovaglioli, per esempio, li ho realizzati con spago naturale e una piccola foglia essiccata, ma potrebbero esserci anche un bastoncino di cannella o una bacca di vaniglia» racconta la nostra lettrice Alessandra Zanotti. Che ci lascia un ulteriore consiglio: aggiungere dei ‘riflessi’ con bicchieri o stoviglie trasparenti, che al chiarore delle candele enfatizzino l’atmosfera intima e accogliente.
LA PROSSIMA TAVOLA POTREBBE ESSERE LA TUA! Scatta dall’alto e invia a [email protected] con oggetto ’Tavola’.
PANE RUSTICO FATTO IN CASA
La ricetta di Luca Fiorini, creator CF style @buonbrunch
ingredienti
√ 500 g di farina tipo 0 (o 350 g tipo 0 e 150 g semola) √ 370 ml di acqua tiepida √ 10 g di sale √ 3 g di lievito di birra secco (o 10 g fresco) √ 1 cucchiaino di zucchero √ 1 cucchiaio di olio extravergine
procedimento 1. Sciogli lievito e zucchero in un recipiente con acqua tiepida e fai riposare 10 minuti. 2. In una ciotola mescola farina e sale: aggiungi acqua e lievito e comincia a impastare velocemente, aggiungendo anche l’olio. 3. Fai lievitare per 2 ore il panetto ottenuto, dopodiché dividilo in due o tre filoncini e trasferiscili su una teglia rivestita di carta forno (facendoli lievitare per altri 30 minuti). 4. Cuoci in forno statico a 250° per 10 minuti, quindi abbassa a 200° per altri 15-20 minuti.
tips & tricks
La farina ideale è quella ‘forte’: scegline una per pane con almeno 12-13 gr di proteine ogni 100 g di prodotto (vedi tabella nutrizionale).
• Durante la seconda lievitazione, copri i filoncini con un canovaccio infarinato per evitare che l’impasto si attacchi e secchi.
• Per una crosta croccante, aggiungi vapore: posiziona una piccola teglia con acqua calda sul fondo del forno.
• Per un pane più alveolato e saporito, fai lievitare l’impasto in frigo 8 ore dopo la prima lievitazione.
STUFA IBRIDA con
focolare a legna e a
pellet Infinity Plus Line
E228 K, canalizzabile
con il sistema Multifuoco.
Rivestita in maiolica,
integra una panca che
nasconde il serbatoio
del pellet [Piazzetta,
cm 129x67x165h].
TERMOCAMINO a
pellet in classe
ambientale 4 stelle
Vivo 90 Hydro 16
(cioè da 16 kw, c'è
anche da 24 kW). Il
ventilatore frontale
mentre riscalda con
rapidità i radiatori
manda l’aria calda
anche nella stanza
in cui è [MCZ, cm 114x
60,9x132,4h].
SCALDA ACQUA A POMPA DI CALORE Bollyterm®
Home, da 80 litri
[ø cm 48,3x120,8h] o da 110
litri [ø cm 48,3x139,2h], si
può abbinare al sistema
termico solare Stratos
4S HC [cm 216x95,1x70,4h]
per la rapida produzione
di acqua calda [Cordivari].
POMPA DI CALORE Støne
H1 composta dall’unità
interna [cm 60x60x200h]
con accumulo integrato
di 200 litri per la
produzione istantanea
di acqua calda sanitaria
e dall’unità esterna
[cm 134,3x35,8x131,6h]
disponibile anche nella
versione a incasso
[Innova Energie].
SISTEMA IBRIDO
Hybridcell MS, composto
da pompa di calore split
Vitocal 100-S o 200-S
con gas refrigerante
ecologico R32, caldaia a
condensazione a gas
Vitodens 100 o 200-W e
serbatoio di accumulo
dell’acqua da 40 litri
Hybridcell [Viessmann].
CALDAIA A PELLET ad
alta resa con 5 stelle di
prestazione energetica
JPS 25 [cm 70x63x137h], dotata
di tecnologia Self
Cleaning System. Qui è
abbinata al serbatorio
da 230 kg [cm 60x63x143h] per una capacità
di autocaricamento
pari a 280 kg [Palazzetti].
Salute, risparmio, sensibilità ambientale, praticità, design: sono tante le ragioni per scegliere un sistema di riscaldamento ecologico ed efficiente. Qui partiamo dalle esigenze di chi ci scrive per suggerire le soluzioni * più attuali e convenienti per tutti
1. La stufa che scalda e ionizza l’aria
«Ho acquistato un appartamento di 75 mq da ristrutturare, in una zona molto trafficata di Torino e sto cercando una stufa moderna da mettere in soggiorno che faccia arrivare aria calda anche nelle altre stanze. Ho solo un dubbio: soffro di allergie e visto che mi ritaglierò un angolo ufficio in salotto, dove lavorerò molto in smart working e non potrò arieggiare spesso per via dello smog, temo che la stufa possa finire per peggiorare l’aria e non farmi bene. Devo rinunciare?» Serena L.
La soluzione La stufa ermetica e canalizzabile a pellet NUA AU che, oltre a diffondere l’aria calda in più ambienti grazie a un sistema canalizzato di tubi e a prelevare l’aria direttamente dall’esterno evitando l’ingresso di smog, può essere dotata dello ionizzatore ION DE-vice: aiuterà a rendere la stanza più salubre, riducendo i virus e purificando l’aria da sostanze organiche e batteri dannosi soprattutto per chi è allergico.
2. La maxi-stufa che brucia legna e pellet
«Sogno da sempre una di quelle maestose stufe a legna in maiolica che arredano tanto e ora che sto ampliando il soggiorno della mia casetta a Ravenna (105 mq), mi chiedo se ci sia una stufa simile in grado anche di riscaldare tutta l’abitazione. Temo solo che diventi un’impresa caricare la legna ogni giorno e che non potrò accenderla quando sono fuori casa per trovare le stanze belle calde al mio rientro.» Noemi A.
La soluzione Infinity E228 K è la stufa ibrida in maiolica su cui puoi anche sederti! Riscalda con un sistema di canalizzazione che distribuisce l’aria calda in più ambienti e funziona a legna e a pellet, in base alle tue esigenze. Il serbatoio di pellet da 40 kg consente di gestire e programmare la stufa anche via app, mentre quando sei a casa e vuoi usare la legna, carichi la stufa che passa al nuovo combustibile in autonomia.
3. Il camino al posto della caldaia
«Abito a Genova e sto ristrutturando casa unendo due appartamenti adiacenti per creare un’unica abitazione di 155 mq, ora ben isolata grazie a un cappotto interno. Vorrei quindi sostituire le precedenti due caldaie a gas con un camino in grado di riscaldare tutti i termosifoni e, possibilmente, di essere gestito da remoto in quanto spesso la mia famiglia passa i weekend fuori casa.» Vinicio S.
La soluzione Il termocamino a pellet Vivo 90 Hydro con Wi-Fi integrato di serie e serbatoio contiene fino a 64 litri di pellet (pari a 34 ore di uso continuo alla potenza minima). Si programma come una caldaia, anche dallo smartphone. Quale potenza serve? Visto che la casa è ben isolata, dovrebbe bastare quello da 16kW, ma verifica con il tecnico che portata d’acqua calda e capacità del termocamino servono per il numero dei radiatori.
4. Lo scalda-acqua a pompa di calore
«Viviamo in 3 in un trilocale di 80 mq di un condominio con riscaldamento centralizzato. Il vecchio boiler elettrico per l’acqua calda ormai è difficile da gestire ed è causa di bollette esorbitanti. Vorrei sostituirlo con un modello che mi faccia risparmiare, che non ci lasci senza acqua calda e che rispetti l’ambiente, per cominciare a dare il nostro piccolo contributo alla transizione ecologica ed energetica.» Marco G.
La soluzione Se vuoi risparmiare fino al 75% di energia c’è lo scalda-acqua a pompa di calore Bollyterm® Home, che produce acqua calda sanitaria usando il calore presente nell’aria e si programma con funzioni e temperature giornaliere e settimanali. Quello da 80 litri può bastare per 3 persone, ma se consumate molta acqua, meglio da 110 litri. Vuoi abbassare la bolletta? Collegalo al sistema di pannelli solari per autoprodurre acqua calda.
5. La pompa di calore di design
«Sto ristrutturando una villetta caratteristica nel Salento, di 190 mq, e vorrei optare per una pompa di calore efficiente come unico sistema di climatizzazione sostenibile inverno- estate ma, visto che la casa si trova in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico, mi chiedo se c’è la possibilità di ‘mascherare’ in qualche modo l’unità esterna che, sulla base del progetto, sarebbe visibile dalla strada». Giulio C.
La soluzione La pompa di calore Støne: oltre a garantire comfort invernale ed estivo con alte prestazioni, sostenibilità e risparmi, ha un’unità esterna compatta che non va mascherata perché si integra nel contesto ed è in linea con i limiti imposti da alcuni Comuni. Ha design senza componenti tecnici visibili e una griglia décor microforata, e se vuoi ridurne al massimo l’impatto visivo c’è la versione a incasso che rimane a filo della parete.
6. Caldaia e pompa di calore insieme
«Abito ad Alessandria in una villetta bifamiliare di 125 mq e, visti gli inverni freddi e umidi e i costi ormai esorbitanti in bolletta, vorrei sapere se si può aggiungere una pompa di calore alla mia vecchia caldaia a gas, che fatica un po’. Così forse avrei più caldo in casa, risparmierei soldi ed energia e comincerei a inquinare meno in vista del futuro distacco dal gas che ci richiede l’Europa.» Laura R.
La soluzione Sostituire la vecchia caldaia con un sistema ibrido adatto alla tua zona climatica. Hybridcell MS è una caldaia a condensazione a gas che si combina a una pompa di calore ad alta resa alimentata con elettricità (puoi produrla tu con pannelli fotovoltaici) che, sfruttando l’aria come una fonte energetica, fa risparmiare coprendo fino all’80% delle esigenze termiche della casa; e la caldaia a gas coprirà il restante 20%.
7. La caldaia a pellet con serbatoio extra
«Sto facendo costruire una casa prefabbricata su un piano, di 170 mq. Vorrei riscaldarla con una caldaia a biomassa (a cui affidare anche la produzione di acqua calda sanitaria) che collocherei nell’ampia zona lavanderia. La mia preoccupazione però è che non sia così semplice da gestire, sia per quanto riguarda il caricamento del pellet sia per le operazioni di manutenzione. Avete suggerimenti?». Marzia T.
La soluzione La caldaia a pellet JPS 25 in versione ACS (che produce acqua calda sanitaria) ha un serbatoio da 50 kg, a cui puoi aggiungerne uno da 230 kg a caricamento automatico: con un consumo medio di 3 kg/h, l’autonomia è di circa 93 ore (4 giorni di uso continuo) ma, in base a clima e utilizzo, si può raggiungere l’autonomia settimanale. La manutenzione? È facile: speciali dispositivi riducono al minimo la cenere e il braciere è autopulente.
* Tutti i progetti e le soluzioni sono indicativi e da verificare con il proprio progettista.
Testi di Paolo Manca
Progetti di Elena Favetti
Disegni di Sofia Marella