Un giornale di arredo non è semplicemente un giornale, ma un luogo in cui riconoscersi... Ti aspettiamo in edicola!
Se un alieno mi domandasse cosa significa partecipare alla Milano Design Week per chi lavora nel mondo dell’arredo e del design, glielo spiegherei così: immagina di dover cercare conchiglie su una spiaggia spazzata da un tornado.
In quella manciata di giorni la sfida è decidere a quale degli oltre mille eventi partecipare (quest’anno se ne sono registrati 1066), senza possedere la giratempo di Hermione Granger (la citazione è per gli appassionati di Harry Potter) e con una certezza: incontrerai sempre qualcuno che ti dirà che la cosa più interessante è quella che ti sei perso.
Io con gli anni ho imparato a selezionare cosa vedere con i miei occhi e a seguire il resto attraverso gli occhi degli altri; ho sviluppato una idiosincrasia per i brand estranei al design che approfittano del grande pubblico per accaparrarsi un pezzetto di attenzione, spesso usando gadget gratuiti per generare code senza senso; amo quando ci sono giovani designer a raccontare di persona la loro idea; e apprezzo che il design porti a visitare ville e zone industriali abbandonate ricordandoci di patrimoni architettonici che dovremmo recuperare.
Ma c’è una cosa che più di tutto vado cercando, in questa faticosissima ed esaltante settimana: entrare nelle case. Amo gli appartamenti che ogni anno tornano con allestimenti diversi. Adoro le dimore borghesi che alcuni brand scovano dentro i palazzi milanesi, custodi egoisti di bellezze segrete: le arredano con scelte scenografiche e visionarie che nulla hanno a che vedere con case realmente vivibili, ma sono iperboli progettuali e decorative che costruiscono mondi. Eccessive, inarrivabili, da sogno? Sì! e proprio per questo riescono a essere di grande ispirazione.
Entrare in queste case è come seguire le sfilate di alta moda sapendo che un giorno quel punto di ceruleo dalle passerelle arriverà nei nostri guardaroba e conquisterà i nostri desideri, come spiega Miranda Priestly nella celebre scena de ‘Il diavolo veste Prada’. E quando la Design Week propone ‘idee di case’ – come abbiamo cercato di fare anche noi di CasaFacile nei 37mq della nostra Floating Home – credo riesca a mostrare il design come una cosa al servizio della vita quotidiana. Esattamente ciò per cui è nato!
«L’art. 1122 del Codice civile prevede l’obbligo di comunicare all’amministratore l’intenzione di effettuare lavori di ristrutturazione, anche se non coinvolgono le parti comuni dell’edificio. La comunicazione deve contenere una descrizione dettagliata dei lavori che verranno eseguiti.
È consigliabile allegare una copia del progetto di ristrutturazione, se disponibile. Occorre indicare la data di inizio e la durata prevista dei lavori e specificare le ditte incaricate dell’esecuzione.
La comunicazione può essere inviata tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, per avere una prova della ricezione. In alternativa, è possibile consegnarla a mano, facendosi rilasciare una ricevuta.
L’amministratore deve verificare che i lavori non danneggino le parti comuni né compromettano la sicurezza dell’edificio.
Anche se non è obbligatorio, è buona norma informare i vicini di casa sull’inizio dei lavori. È possibile affiggere un avviso nell’androne del condominio, in modo che sia visibile a tutti, o inviare una comunicazione scritta ai singoli condòmini».
Tra silhouette poetiche, tratti grafici, forme pure e rivisitazioni ardite del passato, queste nuove lampade per in&outdoor hanno finiture ‘tecno’. E accendono lo stile (e l’emozione) anche da spente!
Sono bellissime anche da spente. E sono tra le novità illuminazione del 2025. Ecco le nostre 12 scelte per dare un tocco di stile e di tendenza tecno alla casa e alla vostra zona outdoor.
1. Alma, con paralume in tessuto avvolto in una bolla di vetro soffiato [Contardi, ø cm 42x25h].
2.L’applique Shift ha linee minimali dolcemente smussate [Lodes, da cm 17x15x4h].
3. Blu Oceano opaco e Ottone satinato per la doppia sospensione Cantabrina con terminali in vetro bianco lucido [Italamp, cm 160].
4. Allumette è lo chandelier con bracci asimmetrici in blu [Foscarini].
5. Curuba Combo è in alluminio e vetro soffiato a bocca dégradé [Olev, ø cm 16,4x74h].
6. B¯ozu si ispira agli amuleti giapponesi appesi alle finestre [Masiero, ø cm 14x26h].
7. Fancy Home è ricaricabile e ne regoli altezza, temperatura di colore e intensità della luce [Tescoma, ø cm 11,7x27/31h].
8. Tiki portatile è in alluminio verniciato a polvere e policarbonato [Established & Sons, cm 24x10x30,7h].
9. Finitura Corten per Akoya [Fabbian, cm 30x12x30h].
10. Ninfea ha base in metallo placcato e diffusore in vetro incamiciato bianco [Ideal Lux, ø cm 20x9,3h].
11. Astral Trellis ha diffusore in rete metallica d’acciaio [Platek, cm 26h].
12. La Spazio è il lampione outdoor con lamiera in ferro zincato [Il Fanale, ø cm 55x352h].
Il 'Culture Depot', la biblioteca e spazio creativo di Probeat Agency con volumi di moda, arte, design. Wallpaper modello Hakama di Cartadaparatideglianni70.com, librerie Kanato e poltrone Alistair della linea AM.PM de La Redoute. Lampada a parete Crew_2 LED di Linea Light. I tavolini sono un modello fuori produzione de La Redoute Intérieur.
L’androne di ingresso di Casa Cirla sul Naviglio Grande di Milano. Marmi, stucchi e fregi sono originali e perfettamente restaurati. La scala e le colonne sono state disegnate dall'architetto pioniere dell'Art Nouveau Giuseppe Sommaruga.
Soprannominato ‘la chiesa’ per il suo aspetto austero, è l’ingresso di Probeat Agency al secondo piano. La boiserie e le modanature d’epoca in legno scuro, il soffitto bicolore a stucchi e i pavimenti in cementine Liberty effetto tappeto non hanno subito modifiche ma sono stati completamente ripristinati grazie a un restauro conservativo.
Nel salotto per l'hospitality, wallpaper Hakama di Cartadaparatideglianni70.com. Divano Lupine di Micadoni in velluto verde bottiglia, poltrone Alistair della linea AM.PM de La Redoute in velluto caramello. Sospensione Smooth LED di Rossini Illuminazione, tavolino e consolle gamma Gil de La Redoute Intérieur. Lampada da tavolo anni ’70, scultura e piccolo tavolo in legno di fine ‘800 provengono dalle case familiari dei titolari dell’agenzia.
Nella sala riunioni il camino in marmo rosso è originale dell'epoca, così come il parquet a spina italiana.
Intorno al tavolo Cool Flawas di The Masie in legno e fibra di vetro nella nuance verde nori, sedie Tibby della linea AM.PM de La Redoute in velluto jacquard bronzo. Vetrina in legno dei primi del ‘900 e quadro di Mario Schifano di proprietà dei titolari. Sospensione Smooth LED di Rossini Illuminazione.
Lo showroom è decorato con wallpaper effetto caleidoscopio Granada di Cartadaparatideglianni70.com. Lampade a parete e a soffitto Crew_2 led di Linea Light. Poltrone Mamaia di Micadoni. Per gli espositori sono state usate sia le librerie Kanato in metallo nero della linea AM.PM de La Redoute sia diversi modelli della gamma Hiba in acciaio de La Redoute Intérieur.
Affacciata sul Naviglio Grande, una residenza decorativista di fine Ottocento è stata restaurata con sensibilità e visione. E oggi è sede di Probeat Agency
Costruita nel 1895 su progetto dell’architetto Giuseppe Sommaruga, pioniere dell’Art Nouveau milanese, Casa Cirla è un raro esempio di architettura decorativista che ancora oggi racconta una Milano del passato elegante e borghese.
In origine residenza di una famiglia di imprenditori del marmo, la casa è tutelata dalla Soprintendenza dei Beni Culturali e conserva intatti i suoi tratti più distintivi: boiserie originali, pavimenti in legno a spina di pesce, scale in ferro battuto e un arco a virgola all’ingresso.
Il progetto di restauro conservativo è stato curato dallo Studio Bettonica Leone e ha rispettato l’identità della casa, esaltandone l'anima storica. Il progetto di interior design ha poi trasformato Casa Cirla in un hub creativo: la dimora è stata infatti scelta come nuova sede dell'agenzia di comunicazione Probeat Agency,fondata nel 2002 da Paolo Ruffato ed Emanuela Schiavone. Proprio la co-founder ha curato personalmente tutto l'arredo e il concept degli interni.
Ogni stanza di questo nuovo headquarter ha una propria atmosfera, tra carte da parati a effetto caleidoscopico che reinterpretano il Liberty in chiave contemporanea, arredi scultorei in velluto e complementi dal sapore esotico raccolti nei viaggi dei fondatori dell’agenzia.
Le finiture originali, come le modanature e le strutture in ferro battuto, sono state lasciate a vista e si integrano con elementi e arredi più moderni.
L'INGRESSO E LA 'CHIESA'
Dall’androne di ingresso sul Naviglio Grande si accede a uno scalone di rappresentanza originale in marmo (disegnato dall'architetto Sommaruga) che serve i primi due piani del palazzo con marmi, stucchi e fregi perfettamente restaurati.
Al secondo piano un grande corridoio soprannominato la ‘chiesa’ accoglie gli ospiti dell'agenzia, tra boiserie e modanature d’epoca in legno scuro, soffitto bicolore a stucchi e pavimenti in cementine con motivi effetto tappeto. Questa 'hall' non ha subito modifiche ma è stata completamente ripristinata attraverso un restauro conservativo.
Anche l’illuminazione è originale dell’epoca, con due sospensioni a lanterna che ora montano però lampadine Led ad alta resa, integrate da due plafoniere sferiche della linea Emily di Rossini Illuminazione: è la gamma che è stata utilizzata come sospensione e lampada a parete nella maggior parte degli uffici e dei corridoi del secondo piano.
IL SALOTTO PER L'HOSPITALITY
Affacciato sul Naviglio Grande il salotto per ricevere i clienti è decorato con carta da parati effetto caleidoscopio Hakama di Cartadaparatideglianni70.com nella tonalità beige perlato. Il divano a 4 posti è il modello Lupine di Micadoni in velluto verde bottiglia, mentre le poltrone sono il modello Alistair della linea AM.PM de La Redoute in velluto caramello.
Per l’illuminazione si è scelto la sospensione Smooth LED a doppia emissione di Rossini Illuminazione, mentre il tavolino e la consolle appartengono alla gamma Gil de La Redoute Intérieur con piano in vetro temperato effetto marmo.
La lampada da tavolo vintage anni ’70 in alluminio e tessuto, la scultura del Leone delle Serenissima e il piccolo tavolo in legno di fine ‘800 provengono dalle case familiari dei titolari dell’agenzia.
LA SALA RIUNIONI
Nella sala riunioni è stato conservato un camino dell’epoca in marmo rosso: è l’unica stanza in cui sopravvive il parquet originale a spina italiana restaurato e riportato al suo splendore, mentre nel resto dello spazio si è scelto di ricorrere a maestranze specializzate per posarne uno nuovo, sempre in rovere biondo a spina all’italiana, rispettando le tecniche e lo stile dell’epoca.
Per l’arredo è stato scelto il tavolo Cool Flawas di The Masie in legno e fibra di vetro nella nuance verde nori, accompagnato dalle sedie Tibby della linea AM.PM de La Redoute in velluto jacquard bronzo.Completano una vetrina in legno dei primi del ‘900 e il quadro di Mario Schifano di proprietà dei titolari di Probeat Agency.
Il CULTURE DEPOT
Insieme al Photo & AI Studio, questo spazio creativo raccoglie volumi di moda, arte, architettura e human culture ed è pensato come luogo d’incontro, di consultazione e contemplazione.
La carta da parati è sempre il modello Hakama di Cartadaparatideglianni70.com, per gli espositori sono state scelte le librerie Kanato con struttura e montanti destrutturati in metallo nero della linea AM.PM de La Redoute. Le poltrone sono il modello Alistair della linea AM.PM de La Redoute in velluto caramello, la lampada a parete è la Crew_2 LED di Linea Light e i tavolini sono un modello fuori produzione de La Redoute Intérieur.
LO SHOWROOM
L’intero terzo piano di Casa Cirla ospita lo showroom di Probeat Agency, dove vengono esposte le collezioni e i prodotti dei clienti dell’agenzia. Originariamente destinato a spazio di servizio e agli alloggi del personale domestico, è raccordato al piano uffici dalla grande scala originale dell’epoca modernizzata dalla tinteggiatura effetto boiserie in smalto verde e dalle lampade Crew_2 LED di Linea Light.
I diversi ambienti dello showroom sono tappezzati con la carta da parati effetto caleidoscopio Granada beige perlato di Cartadaparatideglianni70.com, per l’illuminazione sono state scelte nuovamente le lampade a parete o soffitto Crew_2 led di Linea Light in varie dimensioni.
Le poltrone sono il modello Mamaia di Micadoni in velluto beige, per gli espositori sono state usate sia le librerie Kanato in metallo nero della linea AM.PM de La Redoute che diversi modelli della gamma Hiba in acciaio nero verniciato a polvere epossidica de La Redoute Intérieur. I tavolini rotondi in metallo e vetro effetto marmo appartengono alla gamma Frotorp di Ikea e le appenderie sono strutture tecniche in acciaio da arredo showroom.
Sempre al terzo piano di Casa Cirla, con uno spazio indipendente separato dallo showroom, c'è il Photo & AI Studio, cuore produttivo della nuova sede: 70 mq dedicati a shooting, podcast, video. Anche qui lo spazio mantiene quell’estetica calda e sofisticata che caratterizza tutta la casa.
Progetto di restauro conservativo: Studio Bettonica Leone Arredo e concept interni: Emanuela Schiavone Foto: Matteo Piazza
Nuovi progetti: senza corridoio ora c’è spazio per un grande living
Il divano aiuta a dividere l’area relax dalla zona pranzo, ricavata a diretto
contatto con la cucina semi-a-vista. Il sofà è completato da un pouf, che quando
serve dà vita a una seduta extra che si somma alle poltroncine. Così il
salotto è informale e versatile, capace di trasformarsi in base alle occasioni. Divano grigio [Confalone Design], cuscini d’arredo [Coincasa
e Maisons du Monde].
Anna e Francesco amano organizzare cene con gli amici:
Valentina ha quindi proposto un tavolo allungabile per 6/8
commensali, facile da aprire. Il piano del tavolo richiama
il parquet e per illuminarlo è stata scelta una sospensione
colorata che fornisce luce sia luce diffusa sia puntuale. Tavolo e
sedie [Confalone Design].
«Il parquet in rovere che scalda
l’ambiente, posato a listoni seguendo la larghezza del
locale, aiuta ad allargarlo e ampliarlo visivamente» spiega l'architetto. Mobile con ante Besta [Ikea] come le lampade a
sospensione, poltroncina bianca e grigia più tappeto a losanghe
[Maisons du Monde], carta da parati acquistata su
[» cartadaparatideglianni70.com]. Parquet in rovere naturale
spazzolato [Berti], battiscopa [Ravaioli], finestre [Aluplast].
Per schermare la zona relax dall’ingresso c’è una quinta a giorno in cartongesso con base ad ante e ripiani. Qui prima c’erano un
ripostiglio/cabina armadio (con
finestra!) e parte della vecchia cucina
abitabile. Inoltre il lungo
corridoio che distribuiva i 3 locali
rubava loro spazio.
La cucina è larga 4 metri e profonda
145 cm ed è stata organizzata a C,
per non sprecare centimetri e cucinare
muovendosi agevolmente. Sui lati
corti ci sono le colonne con frigo e forni
raccordate alla zona operativa da moduli
angolari sia chiusi da ante sia a giorno,
nei quali conservare stoviglie e dispensa. Cucina Wega [Arredo3], cappa [Faber], luci [Maisons
du Monde].
Quando serve, la cucina si può chiudere grazie alle porte scorrevoli in vetro satinato: passa solo la luce! Porte scorrevoli in vetro
satinato e decorato [Cristal Porte d’Arredo]. Bollitore e cavatappi [Alessi],
piatti [Pumo Pugliese], brocca [Solimene Ceramiche].
piastrelle Casamood [Florim Ceramiche].
Anna la desiderava da sempre
e le dimensioni della camera
(15 mq) ne hanno consentito
lapresenza: l’architetta
Valentina ha inserito
una zona guardaroba di ben
4 mq organizzata in linea e
ricavata dietro il letto. Letto con contenitore
[Ikea], abat-jour sopra il comodino
[Slamp], lenzuola [Coincasa],
wallpaper acquistata on line su
[» cartadaparatideglianni70.com]. Bella idea la tappezzeria che ricopre anche la porta della cabina: così si mimetizza.
Allargato rubando una fascia di 40 cm
alla cameretta, ora ha abbastanza
spazio per accogliere sui lati lunghi da
una parte vasca e doccia, dall’altra
i sanitari più un ampio mobile lavabo. Piastrelle Melting [Fap
Ceramiche], rubinetterie [Frattini].
Se la casa è medio-piccola ogni centimetro è prezioso e un lungo corridoio ne spreca tanti. Qui la sua eliminazione ha suggerito di unire anche salotto, cucina e ripostiglio per creare un open space ampio, funzionale e luminoso
Una casa dotata di affacci su tre lati è praticamente un sogno: per questo ad Anna e Francesco è piaciuta subito anche se un lungo corridoio la divideva in due rubando tanto spazio ai 75 mq...
Serviva il tocco di un professionista per rivedere gli ambienti, che così suddivisi in tante stanze risultavano inutilmente soffocanti. L’architetta CF style Valentina Sportello ha trovato la soluzione perfetta per Anna e Francesco e la figlia piccola.
La soluzione
Le zone giorno e notte hanno mantenuto la loro posizione ma, eliminato il corridoio e abbattuti i tramezzi fra cabina armadio, cucina e salotto è stato ricavato un grande living che sfrutta la luce che entra da ben 4 finestre, più quella della cucina che è stata spostata verso il fondo: organizzata a C, è compatta ma completa; è a vista sul soggiorno ma può essere facilmente chiusa da una doppia porta scorrevole in vetro satinato che la cela lasciando passare la luce.
La zona relax-tv è vicino all’ingresso, schermato da una libreria a giorno in cartongesso; l’area pranzo è verso la cucina e impreziosita da un portale contenitore, sempre in cartongesso.
Nella zona notte la camera padronale è stata regolarizzata nella forma dando spazio a un mini locale lavanderia e alle spalle del letto è stata organizzata una lunga cabina armadio; la stanza per la figlia è stata leggermente ridimensionata per poter ampliare il bagno che adesso ha sia la doccia sia la vasca, così da accontentare tutti!
Per chi ci legge da tempo è un nome noto... In passato hanno firmato tanti bei progetti di styling per noi. Oggi sono uno Studio apprezzato a livello internazionale
Arianna Lelli Mami e Chiara Di Pinto si sono conosciute da studentesse al Politecnico di Milano e da quasi 20 anni costituiscono un’affiatata e prolifica coppia professionale.
Che cosa apprezzate di più una dell’altra, sotto il profilo lavorativo e della creatività? «lo e Chiara siamo diverse ma complementari – dice Arianna. Il background e i riferimenti sono gli stessi (sono entrambe laureate in Design, ndr) e si arricchiscono delle passioni dell’una o dell’altra. Ci muove la curiosità, unita al desiderio di esplorare nuovi codici mantenendo però un nostro linguaggio riconoscibile».
Il vostro studio oggi conta 15 persone. Come si fa impresa conservando la creatività? «Siamo due menti creative – racconta Chiara – e crediamo fortemente che il dialogo e lo scambio generino quella scintilla che porta alle idee migliori. Coordiniamo un team di professionisti tra architetti, designer e interior designer ma anche grafici, illustratori e fotografi – fondamentali per rifinire e tradurre in immagini il nostro lavoro – gravitano intorno al nostro studio, sui generis e certamente a tutto tondo».
Che cosa consigliereste a un giovane studente di design in cerca di ispirazione? «Non esistono ricette per la creatività e a chi è all’inizio (anche se in questo campo si è sempre all’inizio, forse è questa la prima regola della creatività) consiglieremmo di fare le cose, di progettare per il piacere di farlo, o per divertirsi anche, senza pensare a che cosa porterà quel progetto, alla fama, al consenso... anche e soprattutto in questi tempi di strapotere dei social media».
Iroko, merbau, doussié: sono alcuni dei legni esotici sui toni del rosso molto usati tra gli anni ’90 e i 2000. C’è chi li ama e chi deve... conviverci! A quali mobili e colori si abbinano?
Molte case ristrutturate una ventina d’anni fa conservano pavimenti in legno rosso, ancora perfetti e rinnovabili. La forza cromatica di queste superfici può spaventare perché la si ritiene condizionante ma, al contrario, può essere un interessante punto di partenza.
Un buon modo per reinterpretare il parquet ‘rosso’ è giocare con uno stile fortemente contemporaneo, asciutto e minimale. Suggerisco di partire da un fondale di colore freddo ma acceso e luminoso, su cui appoggiare arredi e complementi dai toni neutri e freddi per stemperare l’intensità del pavimento.
Poltrone con forme sinuose e morbide con tessuti chiari e opachi si abbinano a complementi minimal di colore nero: gli elementi scuri, coordinati fra loro, renderanno l’insieme meglio amalgamato.
LA PALETTE COLORE
Per un progetto dirompente serve un colore dirompente come un blu cobalto o blu Klein, freddo ma acceso, anzi elettrico. Un grigio seta (non freddissimo) e il nero completano la palette di riferimento.
La finestra per tetti 2 in 1 installata sulla Floating Home di CasaFacile in occasione del Fuorisalone: Elen Bono (Senior Public Relations Manager Velux) e Nicoletta Carbotti (architetto e creatorCFstyle) sono alle prese... con le carte della luce!
Durante il Fuorisalone sulla casa galleggiante di CasaFacile abbiamo giocato con alcune carte un po’ speciali che hanno la luce come protagonista: scopriamole insieme qui per poi continuare a parlarne anche sui social. Qual è la vostra carta preferita? Quale vorreste giocare subito a casa vostra?
Sulla Floating Home di CasaFacile allestita per il Fuorisalone 2025 abbiamo parlato anche di luce naturale giocando con delle ‘carte’ un po’ speciali. Quante volte usiamo la luce nei nostri modi di dire? Alla luce dei fatti, alla luce del sole, dare o venire alla luce, essere la luce degli occhi di qualcuno, far luce su qualcosa, mettere sotto una nuova luce… La luce è innanzitutto uno strumento, un mezzo per disegnare e per trasformare! Giochiamo insieme, allora.
LA CARTA DELLA LUCE
Noi architetti cerchiamo di giocarcela spesso! La luce naturale gioca un ruolo fondamentale nel benessere e nella vivibilità degli ambienti domestici. Oltre a migliorare l'estetica degli spazi, la luce naturale offre numerosi vantaggi sia dal punto di vista della salute che dell'efficienza energetica. Un'adeguata progettazione degli ambienti che favorisca l'ingresso della luce solare può trasformare radicalmente la percezione e la funzionalità di una casa, migliorando la qualità della vita quotidiana.
La luce del sole ci fa più belle in estate… ma cos’altro fa per il nostro benessere? Migliora l’umore: l'esposizione alla luce solare stimola la produzione di serotonina, un neurotrasmettitore che riduce lo stress. Ambienti luminosi e ben illuminati possono contribuire a combattere la depressione stagionale e migliorare la produttività nelle attività quotidiane. La luce naturale aiuta anche a sincronizzare il ciclo sonno-veglia, regola il nostro ‘orologio interno’, migliorando la qualità del riposo e favorendo il benessere generale.
L'esposizione alla luce del mattino, in particolare, contribuisce a regolare la produzione di melatonina, un ormone essenziale che ci servirà poi alla sera.. per un buon sonno ristoratore! La luce naturale riduce l'affaticamento degli occhi rispetto all'illuminazione artificiale, contribuendo a una visione più chiara e rilassata. Uno spazio ben illuminato naturalmente permette di leggere, lavorare e svolgere attività quotidiane senza necessità di luce artificiale intensa, riducendo il rischio di mal di testa e problemi alla vista.
LA CARTA DELLA TRASPARENZA
La Floating Home di CasaFacile è un inno alla trasparenza, quanto vorremmo avere tutti una casa con ampie vetrate e aperture luminose che creano un continuum tra interno ed esterno, migliorando la percezione dello spazio e favorendo il contatto con la natura! Le pareti vetrate ci aiutano a separare aree nella zona giorno, a dare luce ad un corridoio, a isolare uno studio o una cucina… Moltiplicano la profondità di campo e permettono alla luce di muoversi con maggiore libertà facendoci cogliere anche il trascorrere del tempo e delle stagioni. Ci sono tantissime soluzioni tecnologiche che permettono di portare la luce naturale dove non arriva: penso ai tunnel camini solari, alle finestre per tetti, ai vetrocementi tornati tantissimo di moda.
LA CARTA DELLO SPECCHIO
Chi meglio di uno specchio riflette la luce? E il primo specchio conosciuto dall’uomo è stato lo specchio d’acqua. Facciamo un passo indietro, vi siete mai chiesti perché siamo tutti istintivamente attratti dalle cose lucenti? Alcuni studi psicologici sostengono che possa trattarsi di un istinto innato che dipende dall’evoluzione: per sopravvivere l’uomo primitivo aveva bisogno dell’acqua… ed era quindi attratto dal suo luccichio!
Anche nelle nostre attuali case gli specchi sono strumenti eccellenti per amplificare la luce. Posizionati di fronte a una finestra o in punti strategici, riflettono la luce naturale distribuendola nell’ambiente e ‘trascinandola’ dove da sola non potrebbe arrivare. Ma non ci sono solo gli specchi per trasportare la luce: uno dei modi più efficaci per aumentare la luminosità è scegliere colori chiari per pareti, soffitti e pavimenti. Il bianco, il beige e le tonalità pastello riflettono la luce in modo ottimale, accentuando anche le volumetrie interne. Anche materiali lucidi o superfici laccate aiutano a potenziare la riflessione della luce. Tende chiare in tessuti leggeri, come lino o cotone, lasciano filtrare la luce diffondendola in modo morbido.
LA CARTA DELLO ZENITH
Renzo Piano dice che la luce zenitale (quella cioè che arriva direttamente dall’alto) è ‘metafisica’ nel senso pittorico, è una luce che si diffonde uniformemente. Rappresenta una risorsa importantissima, tanto per il benessere dell’uomo quanto per la qualità dell’architettura che va ad illuminare. Questa luce di tipo verticale può essere introdotta in casa attraverso aperture posizionate sulla copertura. Le finestre da tetto hanno infatti questo potere: portare luminosità nella profondità delle stanze, La luce zenitale è infine fortemente legata all’idea di ‘cielo’: non importa com’è orientata l’abitazione, provenendo dall’alto la luce zenitale è efficace in tutte le condizioni e rappresenta una fonte luminosa potentissima.
LA CARTA DEL DOPPIO
Dove c’è spazio per una finestra per tetti… spesso c’è spazio anche per due! Ecco perché Velux ha scelto di lanciare la soluzione 2 in 1: un nuovo standard composto da due elementi, uno apribile e uno fisso, inseriti un unico telaio. Ma c’è anche la soluzione 3 in 1, con un elemento fisso e due apribili.
Queste aperture verso l’esterno offrono un’incredibile vista sul cielo… di giorno e di notte! Il design sottile consente un maggiore ingresso della luce diurna rispetto a una finestra per tetti singola. Sono disponibili otto diverse dimensioni, con varianti simmetriche e asimmetriche. Comoda anche la versione motorizzata a energia solare e personalizzabile con tapparelle esterne e tende interne, con vetro stratificato di sicurezza con trattamento autopulente e antirugiada, secondo le diverse necessità.
Forse alla fine di questo gioco potremmo aggiungere anche un’altra carta, quella dell’ARIA: avere a disposizione le finestre sul tetto significa anche poter creare un ricambio d’aria molto più efficace, soprattutto in bagno e cucina dove si concentra l’umidità. Le finestre motorizzate Velux possono essere controllate anche da remoto tramite smartphone, per arieggiare anche quando non siamo in casa. Con speciali sensori possono anche aprirsi e chiudersi a intervalli regolari o in base alla temperatura e alle condizioni climatiche (nessun rischio pioggia anche se le abbiamo dimenticate aperte!). Arieggiare bene significa anche ridurre l’uso dei sistemi di raffrescamento durante le stagioni più calde, alleggerendo le bollette.
Cose, persone, suggestioni, mode che verranno e intramontabili evergreen. Scovati in giro, intercettati su Instagram o surfando nello ‘sconfinato-mondo- dell’Internet’...
ECO-VENTAGLI JAP
Realizzati in bambù e una carta washi che riutilizza gli scarti di piante e verdure, sono lavorati a mano e impiegano solo tinte naturali, come la indigo blue della foto grande. » marugameuchiwa.com
IN THE KITCHEN
Sono pensati per la zona cucina i delicatissimi disegni stilizzati con soggetti in tema su fondo bianco. Ogni piastrella, realizzata a mano, misura cm 10x10 e ciascuna composizione ne conta 24. @nysaceramic
PORTA-BIJOUX
Replicano lattine di tonno e sardine, hanno grafiche vintage e una predilezione per bianco&blu con dettagli dorati. Queste scatolette in ceramica sono belle da vedere (e da collezionare) e al loro interno puoi riporre i tuoi gioielli più cari. @thou_art_momo
KAMADO FAN
Origini giapponesi e una caratteristica forma a uovo, il Kamado è un BBQ in ceramica sempre più popo- lare. Perché oltre a grigliare e arro- stire, affumica anche. www.kokko.net/it
FIAMMIFERI… A NANNA
Cosa c’è di più romantico di questo letto in miniatura in ceramica, con il cassettino su misura che contiene una scatola di fiam- miferi? E subito tornano alla mente tutte le fiabe dell’infanzia, un desiderio per ogni fiammella… @danielalv_taller