Illuminazione

Punto luce: Boucan del designer tessile Juraj Straka

Un mondo magico fatto di ispirazioni naturali e giochi di proiezioni: ecco una sospensione 'botanica' con un vero spirito green

Il designer tessile Juraj Straka con la lampada a sospensione Boucan disegnata per Ibride ci trasporta nel suo magico mondo, fatto di ispirazioni naturali dove forme vegetali ed elementi animali si intrecciano in una composizione grafica serigrafata unica, capace di decorare il grande riflettore traforato che illumina lo spazio trasformandolo in una poetica foresta.

All’accensione della lampadina la luce, oltre a illuminare verso il basso, proietta sul soffitto luci e ombre che evocano un fogliame denso e poetico.

Una nota in più: Boucan è realizzata con una sottile lamiera traforata in laminato massiccio ed è pensata per essere spedita piatta, riducendo al minimo l’impatto ambientale del trasporto.

dimensioni: da ø cm 70 e da ø cm 130.
materiale: lamiera traforata in laminato massiccio serigrafato.
finiture: a colori vivaci o nelle tonalità del verde.
sorgente: lampadina Led a filamento.
prezzo: €666,94 il modello da ø cm 70.
» ibride-design.com

Ispirazioni

Spazi aperti per vivere meglio e aprirsi alla luce

Un vecchio appartamento completamente rivoluzionato con uno scopo: eliminare gli ostacoli al libero fluire della luce. E il décor a base di tonalità chiare e materiali naturali esalta il risultato

A vederlo ora risulta difficile credere che questo appartamento nel centro storico normanno di Aversa (Ce) fosse buio e anonimo. Merito dell’intervento con cui In-Nova Studio ha riprogettato la distribuzione degli spazi, che prima non favoriva il passaggio della luce tra gli ambienti.

Un lavoro ‘speciale’ perché è qui che l’architetto Marcello Ferrara di In-Nova Studio vive con la moglie Simona. «È stato un progetto a 8 mani – dice Ferrara – che ha visto coinvolti me, i miei due soci dello Studio e mia moglie».

Le scelte fatte

Ridotte al minimo le partizioni tra i locali e sostituite le pareti – dove si è potuto – con porte trasparenti, ora la luce può viaggiare libera.

Il tocco di stile

L’uso di rosa, verde e giallo e di carte da parati di grande effetto sono le principali scelte décor della casa.

progetto Arch. Marcello Ferrara/IN-NOVA STUDIO
foto Carlo Oriente
testi Claudio Malaguti

Ci vuole un fiore

Ci vuole un fiore (anche in cucina!): la malva

Questa rubrica nasce dall’incontro fra Alice e I Tempestas: ogni mese scelgono un fiore edulo, lei ne parla dal punto di vista botanico e loro lo usano come ingrediente per una ricetta. Questo mese tocca alla Malva che, con il suo sapore delicato e leggermente dolce, dà un twist inatteso a uno dei più classici snack

Con i suoi fiori dal tenue colore rosa-violaceo e le foglie morbide e vellutate, la Malva si fa spazio nei prati, lungo i sentieri di campagna e persino negli angoli più inaspettati delle città. Da secoli è un rimedio naturale prezioso e un ingrediente sorprendente in cucina.

Conosciuta in botanica come Malva sylvestris, appartiene alla famiglia delle Malvacee ed è diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo. Il suo nome deriva dal greco ‘malakos’, che significa morbido, un chiaro riferimento alle sue proprietà emollienti e lenitive.

Già nell’antichità, la Malva era considerata una pianta dalle virtù quasi magiche: Dioscoride, medico e botanico del I secolo d.C., la riteneva un rimedio universale, mentre i Romani la chiamavano ‘omnimorbia’, cioè cura per tutti i mali.

Facile da riconoscere, ha un portamento cespuglioso, foglie tondeggianti con margini leggermente dentati e fiori delicati che sbocciano da aprile fino all’autunno inoltrato.

Il suo potere? Un’abbondanza di mucillagini, sostanze antinfiammatorie che donano sollievo ai tessuti irritati: risulta quindi ideale per tisane e decotti contro il mal di gola, la tosse e il mal di denti. Ma i suoi benefici non si fermano qui: è anche depurativa, lenitiva, digestiva e diuretica.

E in cucina? Un tocco di creatività ed è fatta! Le giovani foglie si possono infatti aggiungere crude nelle insalate o lessare per arricchire minestre e zuppe, mentre i fiori decorano piatti, dolci e tisane con la loro bellezza discreta.

Un classico della tradizione contadina è la zuppa di malva, perfetta per le sere fresche, mentre in estate non c’è niente di meglio di una bevanda rinfrescante ai fiori di malva, dall’elegante tonalità blu-viola, che cambia colore se aggiungi qualche goccia di limone.

LO SAPEVI CHE… Nel linguaggio dei fiori la Malva rappresenta la dolcezza, la comprensione e l’amore materno. Inoltre si dice che protegga dagli influssi negativi e favorisca la serenità.

Testo di Alice Delgrosso, blogger CFstyle e plant trainer 

Waffles con crema alla mandorla e fiori di malva

di @i_Tempestas ovvero Fabrizio Maggiulli e Giovanni Montenero, cook e book lovers 

INGREDIENTI
Per 4 waffles: √ 5 ml di aceto di mele √ 25 g di sciroppo d’acero √ 5 ml di estratto di vaniglia √ 30 ml olio di semi di girasole
Per la crema: √ 40 g di zucchero di canna √ 20 g di maizena √ 4 g di estratto di vaniglia √ 1 pizzico di sale √ scorza di mezzo limone bio √ 170 g di farina 0 √ 30 g di farina di mandorle √ 8 g di maizena √ 7 g di lievito per dolci √ 1 g di sale √ 10 fiori di Malva freschi √ 250 ml di bevanda vegetale alla mandorla √ 200 ml di bevanda vegetale alla mandorla √ 20 Fiori di Malva freschi occorrente √ piastra per waffles

PREPARAZIONE WAFFLES
1. Lava delicatamente i fiori di malva, separa i petali dal calice e asciugali con un panno.
2. In una ciotola, mescola il latte vegetale con l’aceto di mele e fai riposare 5 minuti.
3. Aggiungi lo sciroppo d’acero, l’olio, la vaniglia, i fiori poi mescola bene. Unisci pian piano le polveri mescolando con una frusta per ottenere una pastella senza grumi.
4. Lascia riposare per tutto il tempo della preparazione della crema.

PREPARAZIONE CREMA
1. Lava delicatamente i fiori di Malva, separa i petali dal calice e asciugali con un panno.
2. Versa la bevanda in un pentolino e aggiungi i fiori, la vaniglia e la scorza del mezzo limone.
3. Scalda a fuoco dolce fino a quando il latte è caldo, non bollente. Spegni e lascia in infusione per 5-10 minuti, poi frulla.
4. In una ciotolina, mescola l’amido di mais con lo zucchero e un pizzico di sale. Versa nei liquidi e sbatti finché non è liscio.
5. Rimetti il composto sul fuoco a fiamma dolce e mescola continuamente con una frusta. Dopo un paio di minuti, la crema inizierà ad addensarsi.
6. Quando ha raggiunto una consistenza liscia e vellutata, spegni il fuoco e versala in una ciotolina, coprila con una pellicola a contatto e lascia riposare durante la cottura dei waffles.
7. Ungi la piastra per waffles e versa un mestolo di pastella in ciascuna forma, cuoci per circa 5 minuti in totale verificando a metà cottura il grado di doratura.

TIPS & TRICKS • Puoi sostituire lo sciroppo d’acero con quello di agave. • Se non hai la piastra elettrica per fare i waffles, puoi optare per dei pancakes realizzati con la stessa ricetta. • Per ungere la piastra dei waffles, utilizza olio vegetale e un pennello.

Ispirazioni

Un antico borgo montano rivive in stile rurale e contemporaneo

Tra Liguria e Piemonte il progetto visionario di quattro amici: dare nuova vita all’antica borgata di Alpisella, oggi ribattezzata Selucente, nel rispetto dei principi dell’architettura rurale. E ci puoi anche soggiornare!

In Alta Val Tanaro (Cn), a quota 1.000 metri e a poche decine di km in linea d’aria dal mare, quattro amici un giorno hanno avuto un sogno e una visione: dare nuova vita all’antica borgata di Alpisella, oggi ribattezzata Selucente, nel rispetto dei principi dell’architettura rurale.

Le scelte fatte

Il progetto di recupero, curato dai due architetti del gruppo Fabio e Lara di Officina82, è stato suddiviso in più fasi ed è ancora in corso: a oggi Selucente ospita un loft dove c’era il fienile, un alloggio-ufficio nella ex chiesetta e alcuni innovativi moduli, in parte mobili, dove è possibile pernottare sotto le stelle.

Il tocco di stile

I materiali utilizzati: la terra e la pietra locale, il cocciopesto, il ferro e il legno, secondo un progetto che si fonda sulla sostenibilità e sulla bioarchitettura, per una migliore qualità della vita.

 

styling Francesca Davoli
progetto Officina82
foto Fabrizio Cicconi/Living Inside
testi Sara Peggion

Icone del design

Pigreco, la sedia a triangolo

A prima vista le gambe sembrano tre, due davanti e una dietro centrale, in realtà Pigreco ne ha quattro perché le due posteriori sono affiancate e collegate da una mini traversa... È questa forma archetipica a dare dinamicità a una sedia nata per una tesi di laurea e diventata icona!

«Nell’ambito della sedia non vedo cos’altro si possa inventare, ma questa mi pare che sia più che sufficiente»: così disse l’aspirante designer Tobia Scarpa quando nel 1959 presentò come tesi di laurea presso l’Università di Venezia quella che poi diventò la sua sedia più famosa.

Tobia Scarpa voleva realizzare una seduta dinamica in grado di trasmettere il senso dello spazio, e per farlo si era ispirato alla forma archetipica del triangolo: le gambe posteriori sono ravvicinate – a tal punto che quasi si fondono in una sola – e insieme a quelle anteriori sorreggono uno schienale arrotondato che è tutt’uno con i braccioli.

Una forma che abbina solidità a leggerezza, quasi un monolite avvolgente e dinamico che negli anni è diventato, ed è ancora oggi, fonte d’ispirazione per designer e aziende; e, sviluppando l’idea iniziale, in alcuni casi si è arrivati ad avere davvero un’unica gamba posteriore...

PIGRECO
designer: Tobia Scarpa
anno: 1959
Deve il suo nome alla forma creata dalle due gambe ‘sorelle’ che presenta sul retro e dallo schienale, che richiama proprio la lettera greca.
Prodotta da: Tacchini.
Nel 2022 è stata rieditata in soli 200 pezzi firmati e da collezione, realizzati in noce canaletto con rivestimento del sedile in uno speciale tessuto.

Testi di Elena Favetti

News

A Giarre torna la Biennale del paesaggio mediterraneo

La quinta edizione del Radicepura Garden Festival di Giarre, in Sicilia, si apre il 17 maggio con il tema'Chaos and the Order in the Garden'. Da non perdere i 10 giardini temporanei di architetti e paesaggisti under 36

Se amate il verde, il design e i luoghi che uniscono bellezza e creatività, segnatevi questo appuntamento: torna il Radicepura Garden Festival, la biennale internazionale dedicata al paesaggio mediterraneo, in programma dal 17 maggio al 7 dicembre 2025 a Giarre (CT), in Sicilia.

Nel Parco Botanico Radicepura sarà possibile visitare 10 giardini temporanei e 7 giardini permanenti, realizzati con le piante messe a disposizione da Piante Faro.

Primo evento internazionale dedicato al garden design e all’architettura del paesaggio del Mediterraneo, il Festival coinvolge grandi protagonisti del paesaggismo, dell’arte e dell’architettura, giovani designer, studiosi, istituzioni, imprese.

Il tema di quest’anno è “Chaos and the Order in the Garden”. Un invito a scoprire come anche il giardino, oggi, possa riflettere i cambiamenti del mondo contemporaneo, diventando uno spazio in cui convivono libertà e progetto, spontaneità e armonia.

I progetti selezionati – oltre 1.100 candidature da 62 Paesi – vedono protagonisti giovani paesaggisti under 36 affiancati da figure di riferimento dell’architettura del paesaggio: James Basson, Sarah Eberle, Michel Péna, Paolo Pejrone, Andy Sturgeon.

A queste installazioni si affiancano le opere di artisti e designer che indagano l’elemento naturale attraverso linguaggi diversi: Emilio Isgrò, Adrian Paci, Alfio Bonanno, Giò Forma, Studio Coloco, tra gli altri.

Il festival si svolge all’interno di un parco botanico di 5 ettari, un archivio vegetale con 3.000 specie e 7.000 varietà tra piante tropicali, mediterranee, rare e fossili. Un contesto che diventa laboratorio di biodiversità, design biofilico, cultura del paesaggio.

Durante l’evento ci saranno mostre, incontri, installazioni artistiche e appuntamenti culturali per chi vuole esplorare il verde come forma di espressione e benessere quotidiano.

Con oltre 200.000 visitatori, 60 giardini realizzati, 200 eventi e 25.000 studenti coinvolti nelle edizioni precedenti, Radicepura è diventato un punto di riferimento per il paesaggio mediterraneo, ma anche una piattaforma per chi sogna un futuro più verde, condiviso e creativo.

Visitate il festival se..  Amate l’arredamento da esterni e cercate nuove idee, siete appassionati di giardini, natura e paesaggio; se siete architetti, garden designer, vivaisti. Per chi cerca un’esperienza diversa, tra arte, sostenibilità e bellezza.

Per informazioni, radicepurafestival.com

Arredo esterni

Le misure giuste per progettare una cucina all’aperto

Prima di tutto predisponi attacchi e scarichi per l’acqua del lavello e prese di corrente per il piano cottura. E in questi tre esempi scopri che bastano pochi metri quadri!

BALCONE
Sul balconcino la zona cottura sfrutta la profondità di cm 125 con un monoblocco con lavello e sul top si mette un modulo a induzione o a gas. Un tavolino da ø cm 60 e pieghevole è perfetto per 2.

TERRAZZO
In terrazza la cucina completa di lavello e piano a induzione/gas si allestisce lungo il muro perimetrale, l’area pranzo si ricava di fronte con tavolo, panca e sedie per 8. Sull’altro lato c’è anche la zona relax.

GIARDINO
In giardino l’area cottura e pranzo si organizza sotto il portico/pergola. La cucina si può sviluppare ad angolo con doppio lavello su un lato, più fuochi, griglia e forno per la pizza sull’altro. Sul lato opposto degli armadi per stoviglie e accessori, al centro il maxi tavolo per 10-12.

Testi di Elena Favetti

Arredo esterni

Cucinare all’aperto: 7 soluzioni per balcone, terrazzo e giardino

Non importa quanto è grande il tuo angolo open air perché oggi ci sono cucine da esterno adattabili a balconi, terrazzi e giardini. Dal monoblocco XS con lavello a cui aggiungere un mini piano cottura alla cucina completa di fuochi, griglia e forno per preparare pranzi e cene da gustare seduti a tavola, protetti da ombrelloni e maxi pergole

BALCONE Per cucinare all’aperto ti bastano un monoblocco ultra-compatto con zona lavaggio e una piastra portatile a gas o a induzione. Se hai un balcone di 2,5 mq, c’è posto anche per tavolino e sedie salvaspazio, più ombrellone da parete o da accostare alla ringhiera.

TERRAZZO Sotto la pergola che regala ombra, comfort, stile e privacy su misura, trova posto una cucina lineare completa di zone cottura hi-tech, lavaggio e stoccaggio, progettata per unire tutte le qualità stilistiche e funzionali dei modelli indoor a materiali e finiture concepiti per resistere all’esterno. Con i maxi-tavoli, anche allungabili, c’è spazio per tutti, famiglia numerosa e amici!

GIARDINO Nella garden kitchen con vista sulla natura c’è spazio per grandi tavoli conviviali e maxi-cucine componibili, connotate da più zone cottura, materiali strong e una modularità che permette configurazioni personalizzate e ampliabili anche nel tempo.

Testi di Paolo Manca

Ispirazioni

Eclettico romano: un appartamento anni ’30 ritrova luce e brio

Una casa dal layout frammentato ha ampliato i suoi spazi senza perdere l’appeal vintage, rinvigorita da colori, mobili su misura e dettagli d’effetto

Da sud a nord: Catania, Napoli, Roma, Milano, sono le città che Atypique Design Studio, lo studio di progettazione di interni di Grazia Caruso, ha scelto per portare il proprio servizio dal vivo. E qui siamo a Roma, in una casa Anni ’30 abitata da una giovane famiglia.

Le scelte fatte

Si può dire che questa ristrutturazione sia stata una piccola rivoluzione: a partire dal layout, prima eccessivamente frammentato, fino agli arredi su misura che oltre a svolgere le loro funzioni danno un tocco di stile. La direzione dei lavori è stata affidata alla nostra collaboratrice, l’arch. Raffaella Sasso dello studio As Architettura (@as_architettura).

Il tocco di stile

Il colore, che diviene materia di progetto, e la ‘ mano ’ dei materiali qui sono protagonisti: le stuoie graffiate dal tempo, le graniglie e gli intarsi di paglia, le frange che scendono dai paralumi di vetro. Un gusto eclettico che non ha paura di osare.

Progetto e testi Grazia Caruso/Atypique Design Studio
Foto Francesco Marano/Eller Studio

Decorare

Come trasformare i paralumi di tessuto passo per passo

Con nastri colorati o con la passamaneria puoi cambiare volto ai classici paralumi di tessuto. Qui ti spieghiamo come farlo con tutti i passaggi necessari

Hai un vecchio paralume di tessuto e vuoi provare a trasformarlo? Ecco come realizzare intrecci e sovrapposizioni e giocare con i colori. Segui tutti i passaggi qui sotto.

IL PARALUME CON INTRECCI

difficoltà: media
tempo: 2 ore
costo: 25 euro
occorrente: √ paralume ø cm 24 √ nastri canneté rosa chiaro e salmone, alti cm 2,5 √ nastro canneté azzurro alto cm 1,5 √ nastro canneté bianco √ forbici √ colla a caldo

Step 1
Taglia 12 nastri rosa chiaro, 12 nastri salmone e 6 azzurri, tutti della lunghezza di cm 20.

Step 2
Ogni 5 cm circa incolla i nastri rosa in verticale, fissandoli sopra e sotto il retro del paralume.

Step 3
In corrispondenza dei nastri rosa, incolla i nastri salmone sulla parte superiore del paralume.

Step 4
Fai passare in diagonale il nastro color salmone sotto quello rosa quindi fissalo alla base del nastro rosa successivo.

Step 5
Sovrapponi i nastri azzurri a quelli salmone, sempre in diagonale, uno sì e uno no. Fissali sul retro del paralume.

Step 6
Profila con cura sopra e sotto la circonferenza interna del paralume incollando il nastro canneté bianco.

A cura di Elisabetta Viganò e Cristina Dal Ben
Foto di Andrea Baguzzi