Parquet prefinito a 3 strati
Rovere Selce Dream con
finitura protettiva olio-cera
Osmo [Woodco] e in
alternativa prefinito L in rovere
oliato spazzolato opaco [Leroy
Merlin].
Dal grès effetto legno all’armadio davanti al letto, dalle luci fredde al piano cottura a gas, ecco 10 scelte che in tanti, tornando indietro, non rifarebbero. Ce le avete raccontate in un sondaggio su Instagram e noi siamo partiti da lì per suggerire le soluzioni alternative di cui restare soddisfatti
1. Il grès effetto legno
Lo si sceglie pensando alla praticità ma ha spesso un effetto freddo e poco accogliente. In realtà oggi esistono parquet molto resistenti per bagno e cucina, per esempio il prefinito a 3 strati, pretrattato con finiture a base di oli vegetali e cere naturali posato sigillando ermeticamente gli incastri. Grazie ad alcune lavorazioni superficiali come il ‘taglio sega’, il parquet risulta più duro e meno scivoloso.
2. I serramenti color legno
Le finestre hanno un grande impatto sull’aspetto della casa e se sono incorniciate da serramenti pesanti condizionano molto l’ambiente e le scelte di arredo. Per questo è meglio sceglierli bianchi o, se non è possibile sostituirli, ridipingerli nella parte interna. Gli infissi bianchi oggi non ingialliscono e sono disponibili in una ricca gamma cromatica: dai bianchi caldi (come il RAL 9010) che scaldano la luce naturale delle stanze orientate a Nord ed Est, ai bianchi freddi e luminosi (come il RAL 9016), perfetti per stanze orientate a Sud e Ovest e per aumentare la percezione di igiene in bagno e cucina.
3. Le luci fredde
Scegli sempre lampadine che emettono una luce calda e simile a quella del tramonto: devono avere una ‘temperatura di colore’ espressa in Kelvin (e riportata con la sigla K sulla confezione) compresa tra i 2.700 e 3.300 K.
4. Il frigo troppo piccolo
Oggi ci sono modelli combinati che, grazie a nuove tecnologie isolanti, regalano fino a 30 litri di capacità in più mantenendo la larghezza standard di 60 cm. Ci sono poi modelli più alti e larghi 70, 75 e 78 cm che, rubando pochi cm in più alla cucina, offrono nuovi spazi ben organizzati per conservare maggiore quantità di cibo. Un frigo combinato largo 78 cm ha una capacità di oltre 550 litri, 228 in più rispetto al classico modello largo 60 cm.
5. Il piano cottura a gas
Passa a un piano a induzione con limitatore di potenza, che richiede una presa elettrica senza dover aumentare la potenza del contatore da 3 kW. Oltre a ridurre i tempi di cottura e le dispersioni, scalda con precisione sfruttando più livelli di potenza e zone di cottura estensibili per adattarsi anche a pentole grandi.
6. La lavatrice a vista in bagno
Scegli un mobile lavabo con una base che accolga anche una lavatrice da incasso; se hai anche l’asciugatrice il modulo ideale è a colonna.
7. Il lavello in acciaio
L’alternativa ideale è in pietra sinterizzata, composta da granito, vetri minerali e ossidi naturali in più cromie. Igienico e facile da pulire, resiste a graffi, macchie e alte temperature ed è inattaccabile da germi, batteri e prodotti chimici per la pulizia.
8. Le finestre senza apertura a vasistas
Gli infissi con doppio sistema di apertura, a battente e a vasistas, permettono l’apertura parziale per aerare le stanze rapidamente anche quando piove. E ci sono finestre che consentono il ricambio d’aria automatizzato.
9. Il battiscopa che sporge
Sostituiscilo con un battiscopa filomuro, installato incassando i listelli con speciali profili a filo della parete, senza sporgenze. Si posa anche con profili luminosi segnapasso.
10. L’armadio davanti al letto
Se a tutta parete o in legno scuro l’armadio è davvero imponente. Se non ami le ante a specchio, ridipingile come la parete o rivestile con una carta da parati che simuli una tenda dietro a cui si nasconde un giardino.
Un esempio di stanza con il marmo beige. Nel testo leggi i consigli di Nicoletta Carbotti, architetto e
interior designer, su Instagram come
@la_nico_c.
La palette colore è calda e avvolgente, si appoggia
sulla tonalità crema del
pavimento e si scalda
per cogliere l’intensità
del terracotta e l’energia
del vinaccia. Opta per
sfumature leggermente
polverose e desaturate.
Giallini o beige, più o meno venati, sono i marmi e i graniti molto diffusi negli Anni ’70 in Italia e ancora molto presenti nelle nostre case. Qui spunti utili per mantenerli e valorizzarli
Questi pavimenti suggeriscono spesso l’uso di uno stile nordico o di matrice minimal, con colori, tessili e materiali naturali e chiari. Non è però l’unica strada percorribile.
Puoi giocare – e divertirti – di più con un materiale che parla il linguaggio degli Anni ’70 ma che asseconda anche scenari d’arredo più contemporanei come, per esempio, quello del ‘Dopamine Decor’: un approccio progettuale che mira a creare ambienti capaci di stimolare felicità e benessere.
Elemento chiave di questo stile è la scelta di colori accesi e vibranti per arredi e complementi. Una cucina color vinaccia su una parete finita a resina color terracotta può essere l’incipit di un ambiente che si completa con accenti crema, in linea con il pavimento. Suggerirei poi arredi scultorei e monolitici che bene dialogano con l’estetica dei graniti e, in generale, dei marmi.
La palette colore è calda e avvolgente, si appoggia sulla tonalità crema del pavimento e si scalda per cogliere l’intensità del terracotta e l’energia del vinaccia. Opta per sfumature leggermente polverose e desaturate
MODERNO MORBIDO
‘Pear and Lilies’
dell’inglese Alfie Caine
[@alfie_caine] ci ha
ispirato una sala da
pranzo in moka e
verde, con materiali
e texture 3D e
arredi importanti ma
dalle linee snelle. 1. Calici Dolce Vita in vetro borosilicato soffiato, fatti a mano a Venezia [Casarialto]. 2. Piatti Kastehelmi in vetro [Iittala]. 3. Brocca Like Glass in vetro [Villeroy & Boch]. 4. Sospensioni Rosè Maxi in vetro metallizzato verde acqua [Italamp]. 5. Posate Sky Treasure Total Black finitura lucida [Pinti]. 6. Tovaglietta Laina in lino verde oliva [Lapuan Kankurit]. 7. Madia Cross a tre ante in legno Rovere coke termotrattato e piano a filo in ceramica Calacatta oro [Riflessi]. 8. Tavolo Sidney coll. Every Time con top rettangolare allungabile con aperture laterali in vetro Bianco Prestige lucido e struttura in metallo verniciato Nero [Scavolini]. 9. Sedia Egg con base in Rovere Berry e rivestimento in tessuto Viki 25 [Scavolini]. 10. Tappeto Macondo in lana e viscosa [Warli].
ETNO-POP
‘Lunch in Frogtown’
di Hilary Pecis
[@hilary_pecis] ben
rappresenta l’estetica
dell’artista californiana
che dipinge interni
con fantasie etniche,
resti di cene e colori
pop. Noi l’abbiamo
ripresa su mobili e
accessori a tinte forti
con decori che sanno
di pranzi estivi vivaci. 1. Calici in vetro dal profilo ondulato in 6 colori [Brandani]. 2. Piatti Vietri in porcellana multicolor collezione Madison [Tognana]. 3. Brocca Mon Amie in ceramica bianca con decori blu cobalto [Rörstrand]. 4. Sospensione Bon Ton in alluminio laccato verde, ottone e rovere [Il Fanale]. 5. Posate Allegra in acciaio con manici colorati blu [Casa Bugatti]. 6. Tovaglietta in rafia in giallo con bordo zafferano [Bitossi Home]. 7. Credenza The Mixer in metallo verniciato giallo più vetri cannettati [Mustard Made]. 8. Tavolo rotondo Two-Colour con piano in Valchromat grigio e gambe in acciaio verniciato a polvere giallo [Hay]. 9. Sedia Alu in alluminio con seduta blu e schienale verde [Valerie Objects]. 10. Tappeto Eros in poliammide extra soft con sottofondo in juta sintetica qui in giallo [Egoitaliano].
JAP STYLE
La giapponese Fumi
Koike [@fumi_koike]
con le illustrazioni ci
fa entrare nella sua
casa fatta di comfort
e tradizione. La
nostra sala da pranzo
ne ricrea l’atmosfera
con linee essenziali,
tanto legno e un
tocco di blu, chic e
super rilassante. 1. Bicchieri Konus in vetro soffiato [Broste Copenhagen]. 2 Piatto e ciotola per ramen Harlem in ceramica bianca e blu [Maisons du Monde]. 3. Brocca Strøm realizzata e dipinta a mano [Raawii]. 4. Sospensioni Origami con diffusori in vetro bianco soffiato e acidato con effetto plissé [Ideal Lux]. 5. Bacchette orientali in bambù Nikko [Tescoma]. 6. Tovaglietta Monster in fibra di eucalipto laminata [HEM]. 7. Madia con base brunita, top e coprifianchi in noce, anta Plana noce con maniglia Roll brunito [Zalf]. 8. Tavolo Flat con struttura 304 platino e top in noce [Rimadesio]. 9. Sedia Ellen con struttura in rovere miele e seduta in tessuto Callas 57 [Novamobili]. 10. Tappeto Kita color écru in 90% lana e 10% cotone [Rimadesio].
ISPIRAZIONE FIFTIES ‘Harbour view
from Birchgrove’
dell’artista
australiano Richard
Claremont [@richard_
claremont] coglie un
attimo di vita nella
cucina vista mare di
un amico... E ci ha
fatto pensare a una
zona pranzo Anni
’50 in azzurro e rosso
dalle linee sinuose. 1. Calici linea Uno Vino in cristallo di Boemia [Tescoma]. 2. Piatti Pink e Lilac Scalloped Plate con cornice dipinta a mano [Anna + Nina]. 3. Brocca in vetro borosilicato blu con manico rosso [La Redoute]. 4. Sospensione Stone in metallo verniciato menta con cavo rivestito in tessuto in nuance [Woud]. 5. Posate dal manico bombato Hannah in acciaio inox lucidato a specchio [Sambonet]. 6. Tovagliette rosse in cotone con bordi ondulati rifiniti in colore bianco a contrasto [H&M Home]. 7. Madia Candela Colors in mdf con gambe in acciaio inox lucido e ante in legno e metallo [The Masie]. 8. Tavolo Balance con piano tondo appoggiato su base a colonna in metallo verniciato [Calligaris]. 9. Sedia Academy con scocca in polipropilene riciclato [Connubia]. 10. Tappeto Lola in lana della Nuova Zelanda [Rug’Society].
Gli arredi della sala da pranzo e gli accessori per apparecchiare la tavola sono elementi con cui puoi costruire uno stile unico. Dove trovare l’ispirazione? Noi siamo partiti da 4 opere di artisti contemporanei: fanno sognare e... dettano il ‘mood’!
Moderno morbido ‘Pear and Lilies’ dell’inglese Alfie Caine [@alfie_caine] accosta interni minimal abitati da oggetti in disordine alla vista su paesaggi rilassanti. Ci ha ispirato una sala da pranzo in moka e verde, con materiali e texture 3D e arredi importanti ma dalle linee snelle.
Etno-pop in maxi color ‘Lunch in Frogtown’ di Hilary Pecis [@hilary_pecis] ben rappresenta l’estetica dell’artista californiana che dipinge interni con fantasie etniche, resti di cene e colori pop. Noi l’abbiamo ripresa su mobili e accessori a tinte forti con decori che sanno di pranzi estivi vivaci.
Jap style, in relax La giapponese Fumi Koike [@fumi_koike] con le illustrazioni ci fa entrare nella sua casa fatta di comfort e tradizione. La nostra sala da pranzo ne ricrea l’atmosfera con linee essenziali, tanto legno e un tocco di blu, chic e super rilassante.
Ispirazione Fifties ‘Harbour view from Birchgrove’ dell’artista australiano Richard Claremont [@richard_ claremont] coglie un attimo di vita nella cucina vista mare di un amico... E ci ha fatto pensare a una zona pranzo Anni ’50 in azzurro e rosso dalle linee sinuose.
La madia, un must
Fino a poco tempo fa considerata un arredo superato e superfluo, in realtà è fondamentale per tenere accanto al tavolo tutto quello che serve per apparecchiarlo, dalle tovaglie ai piatti, dai bicchieri alle posate, che saranno sempre protetti dalla polvere e a portata di mano. Utilissimi gli organizer per avere tutto in ordine.
Scegliere il tappeto
La regola base è che deve essere abbastanza grande da accogliere sia il tavolo sia le sedie, anche quando si spostano per potersi sedere. Quindi si calcola un’abbondanza di 70/80 cm per lato oltre il piano del tavolo. Meglio sceglierli della stessa forma del tavolo, ma per l’ovale va bene anche un tappeto rettangolare.
La giusta illuminazione
La luce per il pranzo deve scendere dall’alto e, che sia a sospensione o ad arco, deve essere centrata sul piano per illuminarlo tutto. Se il tavolo è tondo basta una lampada, se è ovale o rettangolare meglio installarne due distanti circa 80 cm tra loro. La fonte luminosa va a cm 75 dal top, per non abbagliare chi è seduto.
A cura di Elena Favetti
Prima & Dopo: lo spazio s’inventa con gli armadi a scomparsa
In questo bilocale milanese di 70 mq vivono Beatrice, matematica, e la sua cagnolona Cora. Gli spazi sono stati rivoluzionati: ora il living
ha 4 finestre rivolte a Ovest. In questo modo l’ambiente è
luminoso tutto il giorno, anche grazie al guscio creato dalle pareti e
dai pavimenti nello stesso bianco caldo (codice RAL 9001) che
riveste anche porte e finestre. Sul divano modulare [G.R. Salotti], cuscini
Atelier e Bahia in lino [Élitis]; sul
tappeto Post Icon in pura lana
[Kasthall],
tavolini vintage acquistati al
mercatino dell’usato [La Tienda a
Dervio].
La pianta delle demolizioni e costruzioni e il nuovo progetto. Prima la casa aveva una
divisione rigida in 3 ambienti
serviti da un lungo corridoio
e questo li rendeva molto
piccoli e poco luminosi.
Eliminando i divisori, la luce
è stata liberata! (disegni di Sofia Marella)
La moodboard è a tema 'favole e animali': natura e grafica
giocano da padrone in questa casa
a partire da colori, forme e pattern
che danno vita agli ambienti. «I colori che
definiscono i volumi
sono quelli amati da
Beatrice: sono caldi e
si abbinano bene al
legno di betulla dei
mobili minimali
che abbiamo
disegnato per lei»
dice Linda Greco
di Studio Falù.
La prospettiva del living verso la cucina. Copia l'idea di una panca con lampada ad
arco fissata a
parete: ha anche
il ruolo di creare
un movimento
tridimensionale. Tavolo e panca realizzati
artigianalmente su disegno di Studio Falù in
multistrato di betulla spesso 3 cm con
finitura in smalto all’acqua effetto naturale. Sul top zuppiera [Frutta e Lettura] più
vasi [Nap Atelier
e Zara Home]; sedie vintage acquistate al
mercatino dell’usato [La Tienda di Dervio],
lampada da parete Hanging Lamp N° 3
color bordeaux [Valerie Objects]. Quadri e poster in
tutta la casa [Archivi Vitali]. Idropittura
verde sulle pareti codice NCS S 4010 G70Y.
Per isolare lo studio è stata scelta una porta tessile che
con un gesto crea un effetto 3D. Porta tessile in tessuto Sp Mag colore 6018 dotata di binario a soffitto,
accessori e maniglia bianchi [Dooor, cm 200x298h]. A terra
linoleum Marmoleum Cocoa in colore White chocolate [Forbo]. Poltroncina rossa e mobile toeletta acquistati al
mercatino dell’usato [La Tienda a
Dervio]. Le piante in tutta
la casa sono di [Fratelli Ingegnoli].
Lo studio è anche una camera jolly, grazie al soppalco con letto sopra la libreria, realizzato su disegno di Studio
Falù da [Abet]. Sotto la finestra, piano scrittoio realizzato su disegno di Studio Falù, sedia vintage acquistata al mercatino dell’usato
[La Tienda a Dervio]. Idropittura sulle pareti codice RAL 9001 e
su pareti e soffitto dell’alcova del letto codice colore NCS S 4040 Y80R.
Tende Ready Made Curtain in misto lino e cotone [Kvadrat].
La cucina era abitabile ma fin
troppo grande e rubava
metri quadri utili al soggiorno,
che era molto sacrificato. La
realizzazione dell’open space
ha permesso di ridistribuire
gli spazi in modo più funzionale
senza rinunciare né a
una comoda zona pranzo né
a un’ampia area cottura.
In ingresso, subito dopo il bagno è stato creato
un ripostiglio-lavanderia che cela la cucina alla
vista di chi entra. Questa, organizzata a C, ha un
intero lato a colonne realizzate in multistrato
rivestito in linoleum verde oliva: «È uno dei colori
preferiti di Beatrice», raccontano le architette,
«così abbiamo pensato di stenderlo anche sulle
pareti esterne del blocco servizi per dare rilievo e
un’atmosfera avvolgente anche alla zona pranzo.
Per questa abbiamo anche disegnato tavolo
e panca, minimali con un tocco nordico grazie al
legno lasciato al naturale».
Le colonne della cucina arrivano fino al soffitto: sono
talmente contenitive da poter eliminare i pensili sugli altri lati. Cucina realizzata dal falegname su disegno di Studio Falù con basi a L con ante in multistrato di betulla e fronte rivestito in linoleum
desktop colore 4176 Mushroom e top in Silestone Faro White Suede, più
colonne con ante in multistrato e fronte rivestito in linoleum desktop
colore 4184 olive [linoleum di Forbo]. Sul top, salsiera vintage e
oggettistica [Frutta e Lettura]. Tappeto Cubrick Icon in lana [Kasthall].
Per la mise en place: tovaglia e tovaglioli in
lino [La Fabbrica del lino], piatti con decoro di fiori e piante ottanio
[Laboratorio Paravicini], sottopiatti bianchi [Excelsa], bicchieri
[Zara Home], posate e piattino vintage acquistati da [Mercatino La
Tienda di Dervio], zuppiera vintage. Piante [Fratelli Ingegnoli].
La stanza padronale era di
ben 20 mq e portava via
spazio al soggiorno. Invece
di mantenerla uguale e di
ricavare qui una zona office,
è stata rimpicciolita per
dare vita allo studio nel living.
La ristrutturazione ha dato alla
camera una nuova forma, più
funzionale: accanto alla porta c’è
il letto e, dietro la testata, una
quinta e il pianale in cartongesso
del soppalco dello studio hanno
permesso di creare una cabina
con armadio da cm 200x60x201h
chiuso da due ante scorrevoli.
Letto con struttura in metallo che si allarga da 90 a 180 cm
grazie alla rete a doghe sdoppiabile [Moebe, cm 180x180x39h],
vestito con lenzuola in lino giallo [Fazzini], plaid grigio [Zara
Home] e cuscini Twist e Bahia [Élitis]; comodino vintage da [La Tienda di Dervio],
con lampada da tavolo Oket in metallo e ottone satinati [Aromas del
Campo].
La
zona sopra
l’armadio
accoglie il
soppalco con il
letto dello studio. I pannelli scorrevoli sono in
multistrato di betulla rivestiti in Linoleum Furniture colore Olive realizzati
su disegno di Studio Falù [cm 105+105x3x188h], interno realizzato con sistema armadio Pax bianco
[Ikea].
Sul mobile vetrina vintage acquistato al mercatino
dell’usato [La Tienda di Dervio], vasi in vetro [da Nap Atelier]. Idropittura verde sulle pareti codice NCS S 4010 G70Y.
ll bagno stretto e lungo
aveva addirittura la vasca
che costringeva in fondo
sanitari e lavabo. Ora gli
elementi sono organizzati
per essere fruibili al meglio. Sanitari della serie Comoda [Azzurra
Ceramica], box doccia con profili in acciaio inox satinato [Aisi Design], rubinetteria serie Source in acciaio
inox satinato [Quadro Design], piastrelle Cromatica colori Citrus e Superbranco Soft [Revigres].
Anche se largo solo 124 cm, con
la nuova organizzazione il bagno
risulta più ampio: i sanitari
compatti rendono più facilmente
accessibile la maxi doccia e la
nicchia del lavabo ha guadagnato
un lungo pensile a specchio. Sul mobile acquistato da [La Tienda a Dervio] con top e pensile in multistrato di betulla realizzati su disegno
di Studio Falù, lavabo [Ceramica Cielo], asciugamano bianco [Fazzini].
Come guadagnare metri quadri e luce in un classico 2 locali? Eliminando corridoio e stanze piccole, in favore di nuovi spazi per living e studio in cui le armadiature definiscono gli ambienti
«Con Beatrice è stato un vero colpo di fulmine. Ci ha contattate dopo averci studiate su Instagram» dice l’architetta Linda Greco, «e noi ci siamo innamorate del grande entusiasmo con cui guardava al mondo e alla sua nuova casa».
Le scelte fatte
L’obiettivo era rendere gli ambienti più ampi e conviviali, più funzionali e luminosi. «Tolte le rigide partizioni iniziali e il lungo corridoio abbiamo creato un ampio living da vivere in compagnia o anche da soli in totale relax, oltre a camera con angolo cabina e lavanderia che si aggiunge al bagno esistente» spiega l’architetta.
I volumi dell’area servizi e della stanza da letto danno vita a una zona giorno a T che ha nel corpo centrale salotto e pranzo e nelle due ali cucina e studio, a vista ma... non troppo! Lo studio non solo si può chiudere con una porta tessile, ma sulla parete di fondo ha un letto per gli ospiti sul soppalco in cartongesso, che sotto accoglie una libreria per lo studio e un armadio.
Il tocco di stile
I colori e le finiture scandiscono gli spazi: il verde sottolinea il volume di pranzo- cucina e camera-armadio, il rosso la nicchia del soppalco, il giallo senape il bagno, mentre il crema avvolge le pareti e persino il pavimento; e il linoleum da terra raggiunge le ante dei mobili su misura in betulla.
Cristina Gigli ha curato lo styling per il servizio fotografico con tessili dalle texture 3D e dai pattern grafici, più oggetti scultorei che completano gli arredi vintage collezionati da Beatrice e acquistati nel mercatino dove fa volontariato.
progetto: Studio Falù foto: Giandomenico Frassi testi: Elena Favetti
La nostra lettrice sta ristrutturando il vecchio bagno e ci chiede aiuto: è possibile unire efficienza ed estetica anche in piccoli spazi? Sì, con un occhio attento anche ai dettagli. Scopri qui le soluzioni migliori per creare una vera e propria oasi di benessere, igiene, comfort ed eleganza
Cara CasaFacile, ti scrivo da un appartamento nel cuore di Bologna, alle prese con l'entusiasmante-frustrante ristrutturazione del mio bagno. Dopo anni di onorato servizio, i vecchi sanitari e le piastrelle hanno deciso di andare in pensione, lasciandomi con un foglio bianco e mille interrogativi. Lo spazio non è il mio migliore amico. Il bagno, pur essendo funzionale, non è certo un ambiente ampio e vorrei sfruttare al meglio ogni centimetro disponibile. L'igiene (facile!) è una mia priorità assoluta. Sono stanca di passare ore a pulire angoli nascosti e incrostazioni difficili da rimuovere. Esistono soluzioni che semplifichino la pulizia dei sanitari, in particolare del WC? Infine, vorrei dare al mio bagno un aspetto moderno ed elegante, cerco qualcosa di pratico, funzionale ma anche bello da vedere e che duri nel tempo. Secondo te mi serve la bacchetta magica della fata madrina?
A presto
Martina
Cara Martina, ci sono soluzioni più pratiche rispetto alla ricerca della fata madrina, vediamole insieme!
Praticità ed estetica si sposano
Il bagno deve essere sicuramente un luogo dove efficienza ed estetica convivono. Geberit interpreta questa esigenza proponendo anche mobili lavabo sospesi con cassetti capienti e design compatto, perfetti per liberare spazio a pavimento e creare un senso di maggiore ariosità. Interessanti anche i lavabi ad incasso su piani dalle profondità ridotte o mobili contenitori verticali che sfruttano l'altezza senza ingombrare. L'obiettivo è coniugare praticità e un'estetica curata, e Geberit offre diverse linee che rispondono a questo principio.
Pulizia semplice, igiene totale
Per non impazzire durante le pulizie ci sono le innovazioni smart. Un WC senza brida con tecnologia TurboFlush (brevetto Geberit) assicura una pulizia impeccabile con un risciacquo potente ed efficace, raggiungendo tutta la superficie della ceramica e offrendo prestazioni fino a 10 volte migliori rispetto ai requisiti standard. Già presente nella serie ONE e Acanto e nei wc smart AquaClean, Geberit introduce l’innovativa tecnologia TurboFlush anche in iCon, la serie di ceramiche Geberit più venduta in Italia. Un altro vantaggio? Il sedile rimovibile, un dettaglio che fa una grande differenza nella pulizia quotidiana. Le geometrie semplici e lineari dei sanitari Geberit contribuiscono ulteriormente a semplificarci la vita anche in bagno.
Design ed eleganza, anche nei dettagli!
Infine, per coniugare funzionalità, estetica e durata nel tempo, la chiave è scegliere materiali di qualità. La scelta di forme pulite e lineari crea un ambiente raffinato che non passa mai di moda. Un dettaglio che può fare la differenza è la scelta della placca di comando del WC: Sigma40 ha una profondità di soli quattro millimetri, è estremamente sottile rispetto alla categoria e si contraddistingue per la forma panoramica, la superficie omogenea e il look minimalista. Disponibile con i tasti squadrati o tondeggianti, può essere scelta in vari materiali (dall’acciaio inox spazzolato al vetro) e in vari colori moderni, dal lava al grigio, dal nero all’ottone.
Dal 22 maggio al 7 settembre 2025, Palazzo Reale di Milano ospita la mostra 'Mario Giacomelli. Il fotografo e il poeta', un viaggio nell’universo poetico del grande maestro della fotografia italiana.
L’esposizione a Palazzo Reale, parte delle celebrazioni per il centenario della nascita del grande fotografo, raccontando il legame profondo tra immagine e parola. Un omaggio all’arte che trasforma la realtà in emozione, una tensione lirica che attraversa ogni scatto di Mario Giacomelli e una luce che non si limita a illuminare ma a svelare l’anima delle cose.
A questa poetica dello sguardo è dedicata la mostra 'Mario Giacomelli. Il fotografo e il poeta', allestita a Palazzo Reale di Milano dal 22 maggio al 7 settembre 2025 e curata da Bartolomeo Pietromarchi e Katiuscia Biondi Giacomelli.
La mostra milanese dialoga idealmente con quella gemella, 'Mario Giacomelli. Il fotografo e l’artista', ospitata a Palazzo delle Esposizioni di Roma, offrendo due percorsi complementari per riscoprire un autore che ha saputo unire fotografia, pittura, poesia e scultura in una visione profondamente umana.
A Milano, il percorso si apre con le serie Per poesie e Favola, verso possibili significati interiori, introducendo il visitatore nella dimensione simbolica e spirituale dell’artista. Seguono i lavori ispirati a Giacomo Leopardi e quelli dedicati alla poesia di Sergio Corazzini, tra i vertici più intensi della sua produzione. Il tema dell’amore e della memoria emerge nelle serie Passato e Caroline Branson da Spoon River, mentre il dialogo con Francesco Permunian rivela un Giacomelli capace di fondere sogno e realtà, luce e ombra. Il percorso si conclude con le opere della maturità, tra cui Ninna nanna e Felicità raggiunta, si cammina, vertici di un linguaggio fotografico sempre più essenziale e poetico.
Un allestimento immersivo accompagna lo spettatore tra immagini, parole e suoni, fino alla riproduzione della camera oscura del maestro, cuore pulsante del suo processo creativo. Con il suo bianco e nero assoluto, Mario Giacomelli continua a raccontare la vita come poesia: fragile, intensa, irripetibile.
Promossa dal Comune di Milano e prodotta da Palazzo Reale e Archivio Mario Giacomelli, con la collaborazione di Rjma progetti culturali e Silvana Editoriale, l’esposizione fa parte delle iniziative per il centenario della nascita dell’artista e rientra nel programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026.
Dal 22 maggio al 7 settembre 2025
Palazzo Reale Milano
Piazza Duomo 12 info: palazzorealemilano.it
La cucina del trilocale di Treviglio (Bg) ridisegnato dall'interior designer Andrea Randazzo, che vive qui con il compagno Alfio. I dettagli perfetti? Lo schienale rivestito
in velluto, la porta di fine ’800, le piastrelle vintage dalla texture lucida. Tavolo ovale Slahult [Ikea, fuori produzione] con sedie vintage [Thonet]. Sospensione Lautrec
[Ledkia].
Le piastrelle vintage e dalla texture mossa e lucida, sono
il match di stile e colore
con la porta. Cucina linea Stensund [Ikea] con top Zenith [Dekton by Cosentino]. Piastrelle Materia, colore
mastice [Ceramica Vogue].
La panca con lo schienale rivestito
in velluto terracotta
aggiunge una valenza
estetica a un oggetto
semplice e funzionale. Da notare anche il macinacaffè vintage appeso come fosse un'applique!
La palette della casa, dove i toni
neutri dal bianco al corda sono accesi
dal verde salvia e mente, è tenuta
insieme dal pavimento che Andrea e
Alfio hanno scelto in grès porcellanato,
di facile manutenzione. E in cucina
hanno optato per un tavolo ovale, che
a parità d’ingombro con uno
rettangolare offre 1-2 posti in più.
La porta di fine ’800, acquistata
da un antiquario, è stata
restaurata e dipinta con
uno smalto all’acqua
lucido per il legno. È il verde menta K5.12.77 di [Sikkens].
Nel salottino la specchiera amplifica la prospettiva e dà profondità alla stanza. Divano letto angolare con contenitore Friheten
[Ikea], lampada Parentesi di [Flos].
All'ingresso una cassettiera vintage fa da mobile d'appoggio ed è coordinata con il grande specchio con cornice dorata. La wallpaper è Rametto Salvia verde
[Leroy Merlin].
Pavimento in grès Fabric Linen Beige [Marazzi,
fuori produzione]. In alternativa, guarda la coll.
Slow Wall nel colore Calce, sempre di [Marazzi].
La stanza da letto è cozy e boho chic, con tante soluzioni: la mensola a scomparsa dipinta di bianco come la parete, i cachepot per le piante, le mini lampade. Letto Björksnäs [Ikea], lampade da tavolo Monocromatica Tattile colore ottone [Zara Home].
Andrea chiama
‘narranti’ tutti gli
oggetti che
raccontano una
storia, come il
vecchio buffet di
famiglia restaurato,
diventato il pezzo
protagonista della
stanza padronale. Le parti del buffet non rovinate sono state riportate al grezzo e trattate con la cera, le altre smaltate. Specchiera da terra Flaknan [Ikea, cm 30x53x150h].
In una camera dal mood vintage,
anche il classico trittico di quadretti
può trovare il suo posto. Quelli
di Andrea, opera del pittore Santo
Mongioì, erano della nonna.
Uno dei desideri di Andrea e Alfio
era una doccia dalle dimensioni
generose. Il vecchio bagno, poco
funzionale, è stato ridisegnato
e ne sono nati due ambienti: uno
spazio lavanderia e ripostiglio
e la salle d’eau attrezzata con una
doccia con panca integrata (dietro
il muretto), messa sotto la finestra.
Il mood vintage guidato dal verde salvia delle pareti e delle piastrelle in cucina, con il menta della porta di fine ’800, è stemperato dalla sfilata dei toni neutri. A contrasto, ma in palette, il tocco di terracotta e l’eleganza senza tempo del nero.
Una palette luminosa, soluzioni salvaspazio e l’arte di creare uno stile con cose poco costose ma molto pensate. E tutto è da copiare!
Trasformare gli spazi coniugando funzioni ed estetica in un equilibrio armonioso. Era questa la mission di Andrea, che qui ha trovato il ‘contenitore perfetto’ dove costruire la sua quotidianità con il compagno Alfio.
Dopo tre cambi casa, la coppia ha deciso di acquistare un appartamento da modellare in base ai propri desideri e a un dinamico stile di vita.
Le scelte fatte
Lo studio di interior di Andrea, Store Design Studio, ha curato la ristrutturazione, ridisegnando gli spazi: la cameretta è diventata il living (e stanza ospiti). Abbattendo l’anticamera è stata ampliata la cucina e la camera padronale ora ospita uno spazio working.
Il tocco di stile
Gli elementi contemporanei si accostano a dettagli classici. Gli arredi vintage sono stati restaurati e la palette sfoggia un gusto rétro dove vince un luminoso verde salvia.
Ricrea la stanza cozy
1. I plant hanger, i cachepot sospesi intrecciati a macramè, sono la scelta furba (e di stile) per tenere le piante in camera anche se non hai spazio. Di ispirazione boho chic, si abbinano ai tessuti neutri dal corda all’écru e con la testata in rattan.
2. La mensola a scomparsa, che Andrea ha dipinta di bianco come le pareti della stanza, decora la parete del letto. Appesa alta, sopra la testata, è la scelta di stile perfetta per i piccoli spazi. Usala per quadri, vasetti, candele e piccoli oggetti che parlano della tua vita.
3. Non sai deciderti sulla lampada da abbinare ai comodini in stile? Sceglila mini e wireless, così la potrai portare ovunque in casa. Si accende sfiorando la calotta e ha tre intensità di luce regolabili al tatto. La finitura ottone è perfetta per dare un tocco vintage alla stanza boho.
progetto Storie Design Studio foto Marta D’Avenia testi Elisabetta Viganò
Il living di Villa Flavia è arredato in stile siciliano e marocchino, con decorazioni che includono ceramiche siciliane, teste di Moro, pigne e tavoli in pietra lavica.
Era una grande casa di vacanza di famiglia negli anni '70. Oggi Villa Flavia è il luogo del cuore di Oscar, il proprietario, che l'ha ristrutturata e scelta come dimora e luogo di hospitality per 365 giorni all'anno. L'ispirazione? Un mix di arredi in stile siciliano, mediterraneo e marocchino. Con un angolo d'Oriente
Una villa dai colori e profumi intensi che racconta una storia di famiglia, passione e amore per il design mediterraneo: è così che Oscar, nostro affezionato lettore, ci presenta la sua affascinante dimora siciliana aperta anche all'ospitalità.
«Io e il mio compagno abitiamo qui 365 giorni l'anno insieme ai nostri amatissimi cani Willy, Tyson, Margy e Poppy e ai due gattoni Meo Meo e Gina: siamo i loro umilissimi servitori!» scherza Oscar.
Dopo anni di vite frenetiche tra Milano, Amsterdam e Ho Chi Minh City, la coppia ha deciso di rallentare e di trasferirsi lontano dal caos delle città. «La villa risale agli inizi degli anni '70 ed è stata costruita dai miei nonni paterni come residenza per le vacanze. Per molti anni è stata il cuore delle nostre estati di famiglia ma col passare del tempo, il caldo e l'età hanno reso difficile per i nonni continuare a viverla» spiega il proprietario.
La villa, a ridosso di Capo Zafferano in località Santa Flavia (Palermo), è rimasta così chiusa mentre Oscar e il suo compagno erano all'estero, in Vietnam, per impegni lavorativi. «Al nostro ritorno in Italia abbiamo deciso di riportare in vita Villa Flavia, trasformandola in quella che per noi oggi è un'oasi di charme e tradizione mediterranea».
La ristrutturazione è stata completata nel 2021, con un progetto che ha curato Oscar personalmente combinando elementi dello stile siciliano, mediterraneo e marocchino. «Naturalmente abbiamo anche voluto ricreare un piccolo angolo di Asia in casa con la collezione di teste di Buddha e antiquariato del Sud-Est asiatico».
La villa si compone di un blocco principale con quattro camere da letto, ciascuna dotata di bagno privato, e un'area living spaziosa e luminosa. C'è anche una piccola dependance indipendente ideale per ospiti o momenti di privacy.
«Come appassionato di interior design ho curato ogni dettaglio della casa» racconta Oscar. «Gli spazi raccontano il mio legame con la Sicilia e l’amore per il Mediterraneo: la piscina, sempre su mio progetto, è decorata con maioliche marocchine, creando un richiamo visivo ai colori e alle forme di quel mondo».
Le decorazioni includono ceramiche siciliane, teste di Moro, pigne e tavoli in pietra lavica disegnati dal proprietario. Lo stile è una fusione di tradizione e modernità, armonizzato con il rigoglioso giardino che circonda la villa e contribuisce a creare un senso di pace e di privacy.
I toni scelti per la villa richiamano la macchia mediterranea e il mare: i verdi e gli azzurri richiamano le piante e il mare cristallino. I colori caldi del sole, della sabbia e della terra completano la palette.
Grande attenzione è stata dedicata al rapporto tra la villa e la natura circostante: gli spazi interni ed esterni sono stati progettati per integrarsi con il paesaggio, offrendo viste spettacolari e momenti di quiete immersi nel verde.
«Amiamo incontrare nuove persone, creare connessioni e condividere la bellezza di questo angolo di paradiso» spiega Oscar. «Per noi l’ospitalità non è solo una vocazione ma soprattutto una passione che ci consente di far conoscere e apprezzare il fascino della Sicilia».
Una selezione di 3 immagini scovate in giro per il web e raggruppate in trittici da Giorgia Bimbatti, la nostra Art Director. Fotografi, artisti, illustratori, typo designer: i loro lavori ispirano e fanno pensare. Questo mese il tema è... Playfulness
Nel design, ‘playfulness’ (o ‘ludicità’) si riferisce all’uso di elementi giocosi, divertenti e disinibiti per creare un’esperienza più coinvolgente e positiva per il fruitore.
_Timothy, designer degli Akuko Labs, disegna GMK Motif, un set di tasti audace ed espressivo. Parte dall’estetica rigida a griglia, introducendo forme organiche e contrasti giocosi, trasformando uno spazio di lavoro essenziale in una dichiarazione artistica.
_ Hal Haines adora la ‘narrazione visiva’, che prima esprimeva con la fotografia e ora di pingendo su ceramica. Qui le piastrelle diventano un racconto che ci accomuna nella sua quotidianità.
_Teerapoj Teeropas ha costruito un marchio thailandese che fonde artigianalità, tradizione, futuro in un melting pot culturale, creando qualcosa di unico. Qui la sedia da pranzo BoaBoa multicolor, rivestita a mano.