Ispirazioni

Ambienti chic e funzionali da riempire di vita

Pensata per abitarci in due e per ospitare figli e nipoti, questa dimora in stile nordico ed eclettico non ha nulla di superfluo. Merito di un progetto... da premio!

Una grande casa progettata per una coppia di anziani che ha deciso di vivere qui, assieme a due cani bassotti e con figli e nipoti che spesso arrivano in visita. Per questo, nel progetto di ristrutturazione curato dallo Studio ANNY Architects, si è data la massima attenzione a zona giorno e spazi di convivialità. E si è costruito un locale ad hoc, esterno alla casa, dove il padrone di casa, scultore, può lavorare alle sue opere.

Le scelte fatte

La villa è un connubio di vecchio e nuovo: è stata disegnata sulla pianta della costruzione originaria ma allo stesso tempo è stata progettata con grande attenzione alla sostenibilità. Utilizza tecnologie moderne come l’energia solare a pannelli, la pompa di calore, le tende esterne per la regolazione della temperatura e i tripli vetri. Il sistema comprende anche la ventilazione controllata con recupero di calore e una cisterna di raccolta dell’acqua piovana per l’irrigazione del giardino.

Il tocco di stile

Tutti gli elementi dello stile nordico sono presenti: il colore bianco, il legno chiaro, le grandi finestre (scorrevoli), arredi dalle forme semplici e pulite, tanta luce naturale. Ma sono le note di colore a dare il giusto twist a questa casa e a scaldare gli ambienti, scongiurando l’all white!

Questa casa è tra i progetti premiati all’edizione 2024 del concorso Interiér Roku (Interior dell’Anno), che in Repubblica Ceca dal 2015 viene assegnato agli interni privati e pubblici progettati da architetti o interior designer cechi e slovacchi. Ha ricevuto il Premio della Giuria Popolare – Ton. 

progetto AnnaNižňanská, Anna Podroužková (ANNY Architects), Andrej Kozánek, Peter Úradník
foto Václav Novák
testi Claudio Malaguti

Prima e dopo: la cameretta si trasforma

Come ottimizzare una piccola stanza lunga e stretta? Come favorire la crescita dell’autonomia? Come fare un buon investimento che duri nel tempo e possa ospitarla anche da adolescente senza cambiare gli arredi? Scopri il restyling realizzato dalla creatorCFstyle @dillidalliblog per la figlia di 7 anni e i suoi trucchi salvaspazio e salvafuturo!

Quando arriva il primo figlio spesso c'è già una cameretta che lo attende, ma quando si aggiungono sorelline o fratellini la complessità del videogioco genitoriale 'trova-lo-spazio' aumenta di livello... e a volte si trovano soluzioni temporanee. Nel caso di mamma Francesca alias @dillidalliblog è andata proprio così: la piccola di casa è stata 'ospitata' per qualche anno in uno spazio ibrido, un po' studio dei genitori, un po' cameretta. Ma con l'inizio della scuola primaria ecco che l'esigenza di una stanza vera e propria va affrontata.

Come arredare una cameretta lunga e stretta

L'ex studio non ha dimensioni ampie ed è piuttosto lungo e stretto: Francesca ha deciso di massimizzare lo spazio contenitivo con un grande armadio e sfruttando anche il sottoletto (attrezzato con cassettoni) e la panca accanto alla scrivania. Il letto-divano è racchiuso tra le pareti e la spalla dell'armadio, creando uno spazio 'cocoon' che può essere vissuto con stile e comodità anche di giorno.

Quali arredi scegliere per favorire l'autonomia dei bambini

Lo spazio guardaroba è pensato per essere utilizzato in autonomia da una bambina: i cassetti nella parte bassa sono a portata di mano (anche quelle più piccole!) e l'asta appendiabiti è stata ribassata per lasciare più spazio in alto (raggiungibile solo da un adulto) per il cambio di stagione. I cassettoni sotto il letto e sotto la panca sono pensati anch'essi per un utilizzo indipendente da parte della piccola che potrà tenere in ordine giochi, libri e oggetti senza l'aiuto di un adulto.

Quali colori scegliere per la cameretta di una bambina

Meglio evitare colori accesi o troppo infantili per gli arredi: è più facile e soprattutto conveniente dare sfogo al 'periodo rosa' (attuale passione della figlia di Francesca) sulle pareti o con i tessili come copriletti e cuscini che potranno cambiare senza problemi durante la crescita della bambina e dei suoi gusti cromatici. Qui sono stati scelti armadio e scrivania in colori neutri e un verde pino per il letto e gli altri arredi, una tinta che potrà accompagnarla per molti anni fino all'adolescenza senza 'stonare'.

Dove trovare mobili di qualità per le camerette

Francesca ha scelto di realizzare la camera della figlia con l'aiuto di Nidi, azienda italiana da sempre impegnata a offrire arredi di qualità per gli spazi dedicati ai bambini e ai ragazzi più grandi. La storia di Nidi è legata a quella della storica azienda trevigiana Battistella, che dal 1953 è leader nel mondo dell’arredamento e che, per prima in Italia, ha avviato la produzione di camerette in laminato: attenzione al design, approccio artigianale e sostenibile (il materiale per i pannelli deriva da foreste responsabilmente gestite e certificate FSC®) sono i principi che guidano tutt'oggi questa azienda made in Italy.

Guarda il video del prima&dopo qui sotto!

Ispirazioni

Nella mansarda baciata dal sole ogni angolo è su misura

Tutto quello che non ti aspetti da una mansarda: tanta luce e spazi ariosi! Merito di un intervento che ha aumentato le finestre sul tetto e disegnato gli ambienti con cura sartoriale

Il fascino della mansarda lo senti, non si può spiegare. Aurora e Matteo sognavano di trovare proprio un sottotetto da abitare con i loro bambini, Ettore e Leone. Una ricerca lunga e faticosa... poi, finalmente, eccolo: molto diverso da ora ma con un potenziale che l’architetto Rodolfo Sormani di Studio RAM ha saputo subito cogliere.

Le scelte fatte

Spazi sacrificati, stanze anguste, pareti scure: la casa non era valorizzata. Sono state demolite tutte le partizioni, per creare una zona giorno aperta ma con aree distinte e ben definite. Pilastri e strutture portanti, poi, sono stati inseriti in armadiature che li celano alla vista e offrono prezioso spazio contenitivo in più.

Il tocco di stile

Il colore, nelle tonalità del verde, dà carattere ai diversi ambienti; le carte da parati super decorative nella zona notte ottengono l’effetto wow!

progetto Studio RAM
foto Andrea Segliani
testi Alessandra Barlassina

Ci vuole un fiore

Ci vuole un fiore (anche in cucina!): la Camomilla

Questa rubrica nasce dall’incontro fra Alice e I Tempestas: ogni mese scelgono un fiore edulo, lei ne parla dal punto di vista botanico e loro lo usano come ingrediente per una ricetta. Qui parlano della Camomilla, una pianta erbacea spontanea che, tra i tanti pregi, sa anche dare sapore a un dolce tradizionale

Nel linguaggio dei fiori, la Camomilla simboleggia la forza e la resistenza contro le avversità. Benché piccola e apparentemente fragile, riesce a crescere ovunque, affrontando con tenacia ogni ostacolo. È un fiore che insegna la dolcezza, ma anche la capacità di superare le difficoltà con serenità.

La Camomilla, conosciuta in botanica come Matricaria Chamomilla, dimostra come la natura spontanea sappia offrirci, in ogni petalo, un concentrato di virtù. Se c’è un fiore che tutti associamo ai momenti di relax, questo è la Camomilla, il fiore della buonanotte.

Nota fin dai tempi antichi per le sue proprietà calmanti e antinfiammatorie, è stata a lungo considerata una pianta sacra: nell’antico Egitto, per esempio la dedicavano a Ra, il Dio del Sole, credendo che sapesse infondere coraggio e pace.

La Camomilla fiorisce spontanea nei prati e lungo i bordi delle strade da primavera fino all’estate inoltrata. I suoi capolini bianchi e gialli, semplici e perfetti, emanano un aroma che gli antichi Greci paragonavano a quello delle mele mature, da cui deriva il suo nome: Khamaìmelon, cioè ‘mela della terra’.

Rilassante per mente e corpo, la Camomilla è perfetta per chi cerca un po’ di sollievo. Un’infusione dei suoi fiori calma lo stomaco irritato, favorisce il sonno e allevia anche i fastidi di una giornata stressante.

La Camomilla ha però anche molte altre applicazioni. Nell’Europa medievale, le sue piante venivano bruciate per combattere le epidemie o appese sopra le culle dei neonati per proteggerli dalle malattie.

Ancora oggi, la Camomilla è preziosa per la cura della pelle: i suoi estratti aiutano a lenire irritazioni, eczemi e arrossamenti, rendendola un ingrediente prezioso nella cosmesi naturale.

I suoi fiori possono poi essere usati in cucina per aromatizzare marmellate, caramelle, gelati e persino liquori come il vermouth. E allora, perché non provare un risotto alla Camomilla o un’insalata di pesce decorata dai suoi delicati petali?

LO SAPEVI CHE… Puoi coltivare la Camomilla in giardino o in vaso, seminando a marzo o aprile. Ama i terreni leggeri e ben drenati e predilige il sole. Non solo abbellirà il tuo spazio verde, attirerà anche gli impollinatori, contribuendo all’equilibrio dell’ecosistema. Seminala una volta: tornerà a fare capolino spontaneamente, di anno in anno.

Biancomangiare alla Camomilla

di @i_Tempestas ovvero Fabrizio Maggiulli e Giovanni Montenero, cook e book lovers » youtube.com/@i_tempestas

ingredienti
Dosi per 4 persone: √ 300 ml di bevanda vegetale alla mandorla √ 200 g di mascarpone vegano √ 2 cucchiai colmi di fiori secchi di Camomilla √ 60 g di sciroppo d’acero √ 10 g di amido di mais √ 2 g di agar agar in polvere √ 1 cucchiaino di estratto di vaniglia √ 1 pizzico di sale

occorrente √ stampi per budini oppure anello e fogli di acetato √ garza per filtraggio o colino

procedimento
1. In un pentolino scalda 250 ml di latte vegetale con i fiori secchi di Camomilla. Appena accenna a bollire, spegni e lascia in infusione 15 minuti coperto.
2. Filtra bene il latte, spremendo i fiori per estrarre tutto l’aroma. In questo modo dovresti ottenere circa 200 ml di infuso.
3. In una ciotolina a parte stempera l’amido di mais e l’agar agar in 50 ml di latte vegetale freddo.
4. Versa il liquido ottenuto nel latte alla Camomilla, unisci zucchero, vaniglia, sale, mescola poi aggiungi il mascarpone precedentemente ammorbidito.
5. Quando sarà perfettamente amalgamato e senza grumi, rimetti sul fuoco dolce. Porta a leggero bollore e cuoci per almeno 2 minuti, mescolando di continuo per attivare l’agar agar. La crema deve addensarsi e velare il cucchiaio.
6. Versa subito negli stampi, se in vetro unti con dello sciroppo d’acero o con il caramello.
7. Fai raffreddare, quindi lascia rassodare in frigo per almeno 4 ore.

TIPS & TRICKS
• Anello e foglio di acetato sono il metodo più semplice per sformare perfettamente il tuo budino, ma se preferisci i bicchierini in vetro ti basterà mettere lo sciroppo sul fondo. Al momento di servire immergi il fondo del bicchiere per pochi secondi in acqua calda e rovescia sul piatto.
• Puoi sostituire lo sciroppo d’acero con quello di agave o caramello, meglio se fatto con zucchero di canna chiaro.

Le fughe colorate sempre più protagoniste nelle scelte di design

Con Color Fill di Kerakoll, il materiale che connette pavimenti e rivestimenti in ceramica, pietra naturale e mosaico oggi non è più un semplice riempitivo tecnico, ma è diventato protagonista delle scelte di stile e di arredo grazie ai tantissimi colori disponibili. Guarda la gallery per trovare ispirazioni per la tua casa!

Cinque prodotti diversi e una palette di 50 colori: ecco la materioteca e la gamma cromatica che hai a disposizione con Color Fill di Kerakoll per personalizzare pavimenti e rivestimenti in ceramica, pietra naturale o mosaico.

Anche le fughe possono essere colorate!

Siamo abituati a scegliere colori e finiture delle piastrelle senza dare troppa importanza al materiale che le ‘connette’ e che può fare davvero la differenza. Le fughe colorate sono linee che progettano e disegnano lo spazio: non sono più dettagli, ma vere e proprie protagoniste di scelte di stile dai risultati sorprendenti, come quelli che vedi nella gallery.

Una gamma super versatile per tutte le esigenze

Color Fill di Kerakoll è in grado di offrire soluzioni idonee per molteplici destinazioni d’uso: nata per rispondere alle esigenze estetiche e prestazionali della finitura decorativa, Color Fill comprende due stucchi, Fugabella Color e Fugalite Color, e tre sigillanti, Silicone Color, Neutro Color e Silmat Color, per garantire una proposta integrata di soluzioni in linea con le tendenze dell’interior design e dell’architettura. Le formulazioni messe a punto da Kerakoll si traducono in una varietà di prodotti in grado di offrire molteplici combinazioni cromatiche, dove l’estetica incontra la performance.

Tono su tono o a contrasto?

La scelta è completamente libera perché la palette di Color Fill permette tantissime combinazioni cromatiche, dalle nuance più soft e delicate alle tinte decise, intense e squillanti. La corrispondenza cromatica delle tinte di Color Fill con quelle di Color Collection, il sistema completo di pitture e resine decorative di Kerakoll, permette di creare progetti coordinati per qualsiasi esigenza di stile.

La sostenibilità non è un dettaglio…

Kerakoll è Società Benefit certificata B Corp, riconoscimento rilasciato dall’ente internazionale B Lab alle organizzazioni che si impegnano a rispettare alti standard di performance sociale e ambientale. Scegliere la gamma di stucchi e sigillanti decorativi Color Fill significa contribuire al rispetto di questi principi, oggi più che mai fondamentali e condivisi.

Icone del design

Gomma, la poltrona pop

Colori accesi, linee morbide, comodità ma anche spirito giocoso: tutto ciò è racchiuso nella poltrona monoscocca Gomma che in 55 anni non ha mai smesso di essere attuale. Il suo segreto? La forma ‘primordiale’ ma ricercata, che ha ispirato tante sedute contemporanee

Gli Anni ’70 per il design sono un periodo di sperimentazione: le forme si fanno generose, i colori diventano accesi e si utilizzano materiali nuovi, in grado di garantire funzionalità e di offrire ai progettisti la possibilità di giocare con le forme.

Massimo esempio di questa ‘cultura pop’ è la poltrona Gomma, diventata un’icona grazie alle linee curve e archetipiche e ai colori brillanti dei rivestimenti. La novità è l’uso della gomma espansa per seduta e schienale, che rende la poltrona morbida e flessibile, capace di accogliere il corpo sostenendolo e abbracciandolo.

La linea curvy della monoscocca, la seduta ribassata e le quattro ‘zampe’ che caratterizzano Gomma, negli anni sono state di ispirazione per poltrone monolitiche che hanno ripreso e rideclinato questi elementi in forme sempre nuove, anche con materiali riciclati, e senza mai perdere il mood giocoso.

GOMMA
designer: Jonathan De Pas, Donato D’Urbino e Paolo Lomazzi
anno: 1970 Progettata per Zanotta, questa poltrona dalle forme morbide e avvolgenti rispecchia la volontà di designer e azienda di realizzare una seduta funzionale, esteticamente accattivante e allo stesso tempo giocosa... che di sicuro colpisce e si fa notare!

Testi di Elena Favetti

Leggi e certificazioni

Speciale regole e permessi: accorpare due abitazioni

La tua casa ha bisogno di un restyling? Ti aiuta l’interior designer. Devi riorganizzare gli spazi e rifare gli impianti? Serve l’architetto. E se si ‘toccano’ strutture (muri portanti, solai o tetto) serve anche un ingegnere. Partendo da 4 progetti degli architetti CFstyle ti aiutiamo ad affrontare la ristrutturazione districandoti tra regole e permessi. Qui parliamo di accorpare 2 appartamenti

Si possono unire due appartamenti per renderli un'unica casa solo se appartengono allo stesso proprietario.

Come procedere
Se gli immobili sono già della stessa proprietà si procede subito con le varie fasi di progettazione e ristrutturazione insieme all’architetto. Se il secondo alloggio è da acquistare, si può usufruire delle agevolazioni prima casa a patto che il compratore al rogito si impegni a effettuare tutti i lavori necessari a dimostrare che l’immobile finale sarà uno solo.

È anche possibile acquistare solo una parte dell’appartamento da accorpare: prima di procedere è necessario eseguire un frazionamento e l’acquisto della sola parte da unire al proprio immobile (vedi pag. 102). Attenzione che potrebbe essere necessario ottenere il consenso anche da parte del condominio se il regolamento condominiale ponga dei limiti su frazionamenti e accorpamenti di immobili.

Le pratiche
L’accorpamento è considerato manutenzione straordinaria quindi, per eseguirlo, va presentata in Comune una CILA se non si toccano strutture portanti o una SCIA se si aprono porte su muri portanti o si interviene sui solai per collegare i due piani con una scala; in questo caso servirà oltre al progetto di ristrutturazione dell’architetto anche la relazione sulla statica e sul rispetto della normativa antisismica preparata dall’ingegnere strutturista.

Finiti i lavori, l’architetto/ingegnere/geometra presenta al Catasto la variazione con fusione delle due unità e la Segnalazione Certificata di Agibilità mentre un tecnico certificato stilerà la nuova Certificazione Energetica APE.

Un esempio
A Milano una famiglia decide di ampliare la propria abitazione acquistando e annettendo parte dell’appartamento al piano di sotto. Eseguito il frazionamento e l’acquisto della parte di immobile interessata, l’architetto CF style Marco D’Andrea ha definito il progetto da allegare alla SCIA collaborando con lo strutturista che ha prodotto le pratiche antisismiche e di verifica statica per l’intervento sul solaio che divide i due alloggi in modo da metterli in comunicazione con una scala.

Al piano terra è stata organizzata la zona giorno-cucina con 1 bagno, di sopra la zona notte con 4 camere, 2 bagni e una stanza tv. A chiusura lavori sono state depositate tutte le variazioni e le certificazioni richieste.

Vuoi anche tu una consulenza per la tua casa da un architetto CF Style? Consulta l’elenco degli architetti selezionati da CasaFacile per te.

A cura di Elena Favetti e Paolo Manca

Comfort & stile: 4 miti da sfatare sui fancoil

Quando sentite parlare di ventilconvettori pensate ancora ai polverosi ‘cassoni’ da ufficio poco efficienti e rumorosi? Beh, è un po’ come dire ‘telefono’ e immaginarsi le vecchie cabine pubbliche funzionanti a gettoni invece di pensare a uno smartphone! Meglio aggiornarsi un po'...

Ventilconvettori?! Ma sono quei brutti 'cassoni' che cacciano l’aria?

Fino a qualche tempo fa, il fancoil o ventilconvettore o VNT è stato considerato un terminale di impianto utile a riscaldare e raffrescare gli ambienti... ma esteticamente poco piacevole. Cordivari design ha saputo trasformare un elemento 'da nascondere' in un protagonista d'arredo minimalista, elegante e personalizzabile, anche grazie alla collaborazione con le designer Monica Alegiani e Vanessa Massacci.

Ma i fancoil si mettono solo in ufficio!

E invece oggi sono perfetti per la climatizzazione domestica: Run e Seven Lines di Cordivari design, dallo stile ricercato e personalizzabile, sono terminali in grado di garantire comfort tutto l'anno all'insegna dell'efficienza energetica. Progettati per funzionare con impianti di ultima generazione, come quelli a pompa di calore, si integrano senza problemi in ogni progetto di interior design grazie alle diverse finiture disponibili.

Chissà quanta polvere butteranno fuori… faranno male alla salute?

Run e Seven Lines sono dotati di appositi filtri capaci di trattenere polvere, acari e batteri in modo da garantire la massima igiene degli ambienti. I filtri sono facilmente rimovibili, pulibili e sostituibili... Così puoi dire addio ai 'baffi' scuri sopra i vecchi termosifoni!

Mah, alla fine dei conti, consumeranno di più...

Sia in caso di nuove costruzioni che in caso di interventi di ristrutturazione o riqualificazione energetica, scegliere un impianto a pompa di calore, abbinato a ventilconvettori caldo & freddo, rappresenta una soluzione ottimale per la climatizzazione e la produzione di acqua calda sanitaria. Le pompe di calore garantiscono coefficienti di prestazione (COP) significativamente superiori rispetto ai sistemi tradizionali (che si traduce in una marcata riduzione dei consumi energetici) e i ventilconvettori permettono di raggiungere la temperatura desiderata in ogni ambiente in modo versatile e omogeneo. Inoltre la loro inerzia termica ridotta permette di minimizzare gli sprechi energetici, adattando rapidamente l'erogazione di potenza alle effettive necessità.

 

Guarda il video qui sotto!

Leggi e certificazioni

Speciale regole e permessi: recuperare il sottotetto

La tua casa ha bisogno di un restyling? Ti aiuta l’interior designer. Devi riorganizzare gli spazi e rifare gli impianti? Serve l’architetto. E se si ‘toccano’ strutture (muri portanti, solai o tetto) serve anche un ingegnere. Partendo da 4 progetti degli architetti CFstyle ti aiutiamo ad affrontare la ristrutturazione districandoti tra regole e permessi: qui parliamo del sottotetto

Vuoi rendere abitabile il sottotetto? Leggi e procedure variano in base al Comune. Ecco cosa devi sapere.

Altezza
Nei locali in cui si soggiorna deve essere di 270 cm, scende a 240 in bagni e corridoi e vanno chiuse con armadi fissi o muri le parti sotto i 140/150 cm; l’altezza media ponderale (volume del sottotetto sopra i 140/150 cm diviso per la sua superficie) deve essere di cm 240. Nei Comuni sopra i 1000 metri s.l.m. e in alcune Regioni i valori scendono, così come dove è già stato recepito il Decreto Salva Casa del 2024 creato per favorire il recupero di spazi esistenti: verifica il Regolamento Edilizio Comunale di riferimento.

Rapporti aeroilluminanti
Per le corrette illuminazione e ventilazione tra la superficie di finestre e di pavimento di ogni locale deve esserci un rapporto di 1/8 o 1/10 in base ai Comuni. Se devi aprire finestre in falda o creare terrazzi a tasca variando il prospetto del tetto, un ingegnere strutturista deve fare una perizia per verificarne la statica e la portanza del solaio (che se necessario dovrà essere rinforzato).

Permessi
In condominio serve il consenso dei condòmini convocati in assemblea presentando il progetto di recupero. Ottenuto il permesso, l’architetto deposita in Comune una SCIA (o un permesso a costruire se si alza il tetto) completa di relazione dell’ingegnere strutturista, piano paesaggistico perché si modifica il prospetto del tetto e allegato per le barriere architettoniche. A meno di particolari vincoli, i lavori partono subito dopo la consegna della SCIA.

Un esempio
A Bolzano l’architetta CF style C. Linda Salzano si è occupata del recupero di un sottotetto e dell’annessione all’appartamento sottostante, con ristrutturazione di entrambi. Al secondo piano gli spazi sono stati riorganizzati per aggiungere due bagni e creare una cucina a vista sul pranzo poi è stata realizzata la scala che porta in mansarda. Qui, risanato e isolato il tetto e aperte tre finestre in falda e un terrazzo a tasca, sono stati realizzati un grande living, bagno e lavanderia con caldaia. È stata fatta la predisposizione per l’impianto fotovoltaico. Ora i due livelli sono un unico alloggio ma la predisposizione degli impianti e degli ingressi indipendenti renderà possibile l’eventuale ri-divisione in due alloggi distinti.

A cura di Elena Favetti e Paolo Manca

E se la porta blindata fosse anche bella?

Invece di cercare sul web come migliorare l'estetica della porta d'ingresso... è meglio andare alla scoperta di modelli che mettono d'accordo tecnologia e design come D180 di Dierre, il portoncino blindato dal design minimalista e dalle alte prestazioni

Si perde nella notte dei tempi il pregiudizio secondo il quale se una cosa è robusta e tecnologicamente avanzata... può anche non essere esteticamente gradevole e ciò sembra normale, accettabile, inevitabile. Ed ecco che si fanno infinite discussioni sul colore delle ante della nuova cucina o sulla gradazione del parquet e poi si acquista una porta blindata basandosi solo sulle prestazioni, magari chiedendosi poi come camuffarla con la carta da parati o verniciandola per adeguarla allo stile della casa!

Finalmente possiamo uscire da questo circolo vizioso: esistono porte blindate belle, curate, personalizzabili ed efficienti. Un esempio? D180 di Dierre, porta blindata filotelaio, con cerniera a scomparsa con apertura a 180°. L'innovazione oggi si apre all'eleganza!

Il suo design minimalista si sposa con le alte prestazioni e permette una scenografica apertura completa a 180°. Le cerniere sono a scomparsa e si svelano solo nella massima apertura dell’anta, per lasciare spazio all’estetica raffinata di una soluzione complanare al telaio lato interno abitazione.

Dal punto di vista dell'efficienza acustica e termica nonché della sicurezza le prestazioni sono garantite: D180 è disponibile in 3 diverse soluzioni di apertura: serratura con cilindro New Power alta sicurezza, serratura a doppio cilindro un cilindro New Power più un cilindro di servizio e anche nella versione con serratura motorizzata hibry5.

Le cerniere regolabili permettono di far aderire la porta perfettamente al suolo per lasciare all'esterno tutti i rumori provenienti dalla strada o dal pianerottolo. Ma la protezione non si ferma qui, si applica anche agli agenti atmosferici e al freddo grazie a un ottimo isolamento termico che riduce la trasmittanza.

La cerniera a scomparsa D180 è diversa da quelle tradizionali perché la porta si può aprire fino a 180° senza comunque dover rinunciare alla doppia battuta: quando la porta è chiusa, la cerniera si nasconde perfettamente nel telaio per avere un muro dall’aspetto pulito ed elegante. Ed essendo invisibile è anche più difficile forzarla.

Ecco perché D180 è un prodotto innovativo sia dal punto di vista tecnologico che estetico: è possibile scegliere i colori dei pannelli in una ricchissima collezione di rivestimenti, di maniglierie, di sistemi di apertura per rispondere a qualsiasi desiderio, progetto e necessità. Con l'affidabilità made in Italy di Dierre.