Questa casa è tra i progetti premiati all’edizione 2024 del concorso Interiér Roku (Interior dell’Anno), che in Repubblica Ceca dal 2015 viene assegnato agli interni privati e pubblici progettati da architetti o interior designer cechi e slovacchi. Ha ricevuto il Premio della Giuria Popolare – Ton.
La zona giorno è un parallelepipedo in cui
occhio e luce corrono liberi, fino al giardino.
L’uniformità data da bianco e legno chiaro è
interrotta dagli arredi colorati, dal cassettone
classico e dalla trasparenza della vetrina
che nasconde in parte alla vista la zona scala.
Inondato di luce naturale su due lati, il living
è super accogliente grazie al grande divano
con chaise-longue in grado di ospitare tutta la
famiglia quando è in visita. Completano il
soggiorno poltrona, pouf e tavolini. Quando
ci sono molti elementi in un soggiorno, è la
presenza di un grande tappeto a delimitare
la zona e a tenere tutto insieme. Qui, poi,
il soggiorno ha anche un ‘divisorio’ a parete:
il camino che lo separa anche idealmente
dalla zona pranzo. La parete dove c’è la tv
è attrezzata con contenitori sospesi: sono
la scelta che dona leggerezza a un ambiente.
Poltrona con poggiapiedi Timeout [Conform],
ma guarda anche il modello Volden su [» asfurniture.it]; divano simile
ad Alea di [Kave Home], tavolino che riprende
il Tabouret Berger di Charlotte Perriand prodotto da [Cassina], tavolino Pedrera
in vetro e ottone, design Francisco Juan Barba Corsini [Gubi su » designrepublic.com], sospensione Nelson Saucer Bubble, design di
George Nelson del 1952 [Hay]. La struttura del
camino è rivestita con piastrelle Rombini,
design Ronan & Erwan Bouroullec [Mutina].
Inserita tra il living e la cucina, la zona
pranzo ha una panca ‘incastonata’
tra il camino e il mobile contenitore
ad ante. La panca è una scelta furba
perché permette di far sedere più
persone in uno stesso spazio, rispetto
alle sedie accostate. E i bambini si
divertono a stare uno accanto all’altro!
Nota il rivestimento canneté per la
struttura del termocamino: qui si tratta
di un rivestimento in ceramica, nelle
camere da letto ritroveremo un disegno
simile, ma realizzato in legno.
Tavolo e sedia 811 [Ton su » finnishdesignshop.
it], sospensione a 4 sfere TR Bulbe, coll.
Tim Rundle [Audo].
Parquet in rovere simile alla Ref. 82762498
[Leroy Merlin].
La cucina è uno spazio ampio e libero, con le
armadiature sui lati e un tavolo da lavoro
su ruote al centro, pratico perché puoi spostarlo
dove ti è più utile. «Un’idea rubata all’atelier di
mio marito – dice sorridendo la padrona di casa –
lui usa questi tavoli per spostare le sculture
più grandi e pesanti, io per preparare pranzi e
cene!». Ben studiata l’illuminazione: nessuna
luce centrale, ma una serie di faretti incassati nel
controsoffitto, un’applique e luci sottopensile.
Il piano terra comprende una zona notte con camera
da letto dotata di bagno en suite, accessibile anche
con sedia a rotelle («andando avanti con l’età bisogna
pensare a qualsiasi evenienza», dice la padrona
di casa) e un altro piccolo servizio con wc al quale
si accede direttamente dall’ingresso. Da copiare
l’idea di una struttura in legno – qui è in teak – alta come
la testiera del letto, che corre lungo l’intera parete. Per un letto in teak guarda ‘letti e testiere’ su » tikamoon.it.
Per le sospensioni, ci sono i modelli Tense 90 e Tense 120 di Lantern e Tourron
[New Works su » shop.mohd.it].
Sotto il profilo progettuale, il settore più
interessante della camera è quello di fronte
al letto: è stata realizzata un’armadiatura a
tutta parete, su misura, interrotta a sinistra
da una nicchia che ospita la zona studio e
più a destra dalla porta che conduce verso
l’ingresso. Note di stile: il canneté bianco
già visto nel living e la coordinazione delle
essenze per parquet, finestre e pareti, che
contribuisce alla pulizia formale dell’ambiente.
Al piano terra c’è un
doppio ingresso: il primo è quello
vero e proprio, ed è stato
attrezzato con
armadiature all white; il
secondo è quello... nella foto seguente!
L'ingresso che distribuisce gli ambienti costituisce il ‘biglietto
da visita’ della casa,
perché in un unico colpo
d’occhio ci mostra i suoi
lati distintivi: il verde in
fondo, le sculture del
padrone di casa, la scala,
il grande living a sinistra.
Al piano superiore trovano spazio due camere da letto, delle
quali una – qui in foto – con cabina armadio, lo studio e
un bagno. I materiali naturali sono protagonisti: il legno del
parquet in rovere naturale, ripreso dalle boiserie, dalla
panca e dalla scrivania, unito a quello bianco dell’armadio
realizzato su misura (che richiama i contenitori al piano
inferiore), la paglia di Vienna, il rattan. Per
la panca, guarda Safara in massello di teak riciclato [Kave
Home]. La scrivania è realizzata
su misura. Sedia Mistra con maniglia [Master&Master]. Sospensioni coll. Nelson Bubble [Hay].
Di fronte al letto, la
parete è attrezzata con una capiente armadiatura su misura. Per un pouf in rattan simile a quello in foto, c’è il modello
Franco Albini di [Sika-Design, ø cm 55x35h].
Sul retro della casa, in fondo al giardino, sull’area
prima occupata da alcune pertinenze in stato di
abbandono, il proprietario ha fatto progettare uno
spazio in cui può esercitare la propria arte. Un
ambiente arioso e pieno di luce – anche grazie a
quattro lucernari aperti al centro e alla mega porta-
finestra traslante – in cui creare ed esporre le sue
sculture.
L’altezza di 4 metri ha permesso di avere
un soppalco in metallo dal quale si accede a vani
contenitori chiusi da ante scorrevoli. Ancora scelte
minimal: bianco, metallo e un pavimento in
cemento industriale resistente e facile da pulire. Per portefinestre di grandi dimensioni, guarda il modello Prolux
Slide di [Oknoplast], dal profilo sottile in classe A e A+ (triplo vetro).
Per le finestre da tetto a bilico guarda i modelli elettrici di [Velux]
che comandi comodamente a distanza grazie a Velux App Control.
Sui due lati dell’atelier sono stati ricavati un garage
con ricarica per l’auto elettrica e una zona con cucina,
bagno e area relax. Qui, un divano in pelle, un quadro
e uno scaffale con le sculture scaldano un po’ l’ambiente.
Pensata per abitarci in due e per ospitare figli e nipoti, questa dimora in stile nordico ed eclettico non ha nulla di superfluo. Merito di un progetto... da premio!
Una grande casa progettata per una coppia di anziani che ha deciso di vivere qui, assieme a due cani bassotti e con figli e nipoti che spesso arrivano in visita. Per questo, nel progetto di ristrutturazione curato dallo Studio ANNY Architects, si è data la massima attenzione a zona giorno e spazi di convivialità. E si è costruito un locale ad hoc, esterno alla casa, dove il padrone di casa, scultore, può lavorare alle sue opere.
Le scelte fatte
La villa è un connubio di vecchio e nuovo: è stata disegnata sulla pianta della costruzione originaria ma allo stesso tempo è stata progettata con grande attenzione alla sostenibilità. Utilizza tecnologie moderne come l’energia solare a pannelli, la pompa di calore, le tende esterne per la regolazione della temperatura e i tripli vetri. Il sistema comprende anche la ventilazione controllata con recupero di calore e una cisterna di raccolta dell’acqua piovana per l’irrigazione del giardino.
Il tocco di stile
Tutti gli elementi dello stile nordico sono presenti: il colore bianco, il legno chiaro, le grandi finestre (scorrevoli), arredi dalle forme semplici e pulite, tanta luce naturale. Ma sono le note di colore a dare il giusto twist a questa casa e a scaldare gli ambienti, scongiurando l’all white!
Questa casa è tra i progetti premiati all’edizione 2024 del concorso Interiér Roku (Interior dell’Anno), che in Repubblica Ceca dal 2015 viene assegnato agli interni privati e pubblici progettati da architetti o interior designer cechi e slovacchi. Ha ricevuto il Premio della Giuria Popolare – Ton.
progetto AnnaNižňanská, Anna Podroužková (ANNY Architects), Andrej Kozánek, Peter Úradník foto Václav Novák testi Claudio Malaguti
Ecco com'era la cameretta prima del restyling... uno spazio un po' ibrido, ricavato nello studio della mamma: ci voleva proprio una vera cameretta 'da grande'!
Ecco com'era la cameretta prima del restyling... uno spazio un po' ibrido, ricavato nello studio della mamma: ci voleva proprio una vera cameretta 'da grande'!
Come ottimizzare una piccola stanza lunga e stretta? Come favorire la crescita dell’autonomia? Come fare un buon investimento che duri nel tempo e possa ospitarla anche da adolescente senza cambiare gli arredi? Scopri il restyling realizzato dalla creatorCFstyle @dillidalliblog per la figlia di 7 anni e i suoi trucchi salvaspazio e salvafuturo!
Quando arriva il primo figlio spesso c'è già una cameretta che lo attende, ma quando si aggiungono sorelline o fratellini la complessità del videogioco genitoriale 'trova-lo-spazio' aumenta di livello... e a volte si trovano soluzioni temporanee. Nel caso di mamma Francesca alias @dillidalliblog è andata proprio così: la piccola di casa è stata 'ospitata' per qualche anno in uno spazio ibrido, un po' studio dei genitori, un po' cameretta. Ma con l'inizio della scuola primaria ecco che l'esigenza di una stanza vera e propria va affrontata.
Come arredare una cameretta lunga e stretta
L'ex studio non ha dimensioni ampie ed è piuttosto lungo e stretto: Francesca ha deciso di massimizzare lo spazio contenitivo con un grande armadio e sfruttando anche il sottoletto (attrezzato con cassettoni) e la panca accanto alla scrivania. Il letto-divano è racchiuso tra le pareti e la spalla dell'armadio, creando uno spazio 'cocoon' che può essere vissuto con stile e comodità anche di giorno.
Quali arredi scegliere per favorire l'autonomia dei bambini
Lo spazio guardaroba è pensato per essere utilizzato in autonomia da una bambina: i cassetti nella parte bassa sono a portata di mano (anche quelle più piccole!) e l'asta appendiabiti è stata ribassata per lasciare più spazio in alto (raggiungibile solo da un adulto) per il cambio di stagione. I cassettoni sotto il letto e sotto la panca sono pensati anch'essi per un utilizzo indipendente da parte della piccola che potrà tenere in ordine giochi, libri e oggetti senza l'aiuto di un adulto.
Quali colori scegliere per la cameretta di una bambina
Meglio evitare colori accesi o troppo infantili per gli arredi: è più facile e soprattutto conveniente dare sfogo al 'periodo rosa' (attuale passione della figlia di Francesca) sulle pareti o con i tessili come copriletti e cuscini che potranno cambiare senza problemi durante la crescita della bambina e dei suoi gusti cromatici. Qui sono stati scelti armadio e scrivania in colori neutri e un verde pino per il letto e gli altri arredi, una tinta che potrà accompagnarla per molti anni fino all'adolescenza senza 'stonare'.
Dove trovare mobili di qualità per le camerette
Francesca ha scelto di realizzare la camera della figlia con l'aiuto di Nidi, azienda italiana da sempre impegnata a offrire arredi di qualità per gli spazi dedicati ai bambini e ai ragazzi più grandi. La storia di Nidi è legata a quella della storica azienda trevigiana Battistella, che dal 1953 è leader nel mondo dell’arredamento e che, per prima in Italia, ha avviato la produzione di camerette in laminato: attenzione al design, approccio artigianale e sostenibile (il materiale per i pannelli deriva da foreste responsabilmente gestite e certificate FSC®) sono i principi che guidano tutt'oggi questa azienda made in Italy.
Questa mansarda milanese di 163 mq è stata ridisegnata da Matteo Ranghetti, Alessandro Tonassi
e Rodolfo Sormani di @studioram_aa. Per il pavimento di tutta la
casa è stato scelto un rovere
naturale, impreziosito nella
zona giorno da un bindello (lo
vedi verso la porta) che fa da
cornice decorativa e divisorio
in direzione della zona notte.
Dall’ingresso, con lo sguardo si abbraccia
la zona giorno, aperta e ben organizzata. Le parti basse di una mansarda
vanno spesso sprecate o vengono
sottovalutate, qui invece sono state
sfruttate con mobili contenitori su misura,
non banali tamponature ma spazi utili,
impreziositi dal decoro a boiserie e
dal colore intenso che è ripreso nel muro
di fondo della cucina, lasciata invece
bianca per un piacevole contrasto. Cucina su
disegno [Cappellini Cucine]. Sedie da teatro vintage.
Sospensioni Stellar
Nebula di BIG - Bjarke Ingels
Group [Artemide]. In tutta la zona giorno, finestre a bilico elettriche con
tende esterne che proteggono l’ambiente da luce e calore: sono
disponibili in versione manuale, elettrica e solare [Velux].
Dice l’architetto: «Nella ristrutturazione ci ha guidati... la luce!
Abbiamo ricavato un unico ambiente per la zona giorno,
senza perdere la suddivisione delle funzioni, e abbiamo aggiunto
diversi scorci da cui vivere e osservare la casa». Divano con chaise-
longue Söderhamn [Ikea]. Applique I wanna be
your dog [Servomuto].
Lampada Costanza di Paolo
Rizzatto [Luceplan].
Le mansarde spesso sono pensate come luoghi
caldi in estate e freddi in inverno, ma qui la
ristrutturazione ha portato un miglioramento
dell’efficienza energetica della casa. Sono
state sostituite tutte le finestre per tetti
ingrandendole e scegliendo tripli vetri isolanti,
con trattamento basso emissivi (cioè che
riflettono il calore interno) e selettivi (che bloccano
il calore all’esterno). Se il caldo non entra né
esce, non bisogna raffreddare o riscaldare di più!
In tutta la zona giorno, finestre a bilico elettriche con
tende esterne che proteggono l’ambiente da luce e calore: sono
disponibili in versione manuale, elettrica e solare [Velux].
Dice l’architetto: «Le travi erano dipinte nel tentativo
di nasconderle. Ora le abbiamo sottolineate riportandole al
loro colore naturale che gioca bene sulle pareti bianche». Libreria String [String Furniture],
tavolo d’artista in metallo con piano decorato all’acido, sedie
antiche di famiglia. Sospensioni Orsa [Artemide].
In tutta la zona giorno, finestre a bilico elettriche con
tende esterne che proteggono l’ambiente da luce e calore: sono
disponibili in versione manuale, elettrica e solare [Velux].
I lavori di ristrutturazione hanno portato una ridistribuzione degli spazi. Nella zona notte sono state ricavate due
camere per i bambini – una delle quali oggi è
usata come studio dalla proprietaria di casa
che è graphic designer – un bagno, una mini
lavanderia e la camera matrimoniale, che
è una vera suite con cabina armadio e bagno
in camera. Ma l’intervento che ha
decisamente trasformato la vivibilità della casa
è quello che ha trasformato il terrazzo, che in
origine era piccolo, davanti alla portafinestra:
accorciando la falda del tetto si è ricavato dello
spazio in più, ora attrezzato con un tavolo per
mangiare all’aperto appena il tempo lo permette.
Massimo comfort:
nella zona notte le
finestre sono
dotate di tapparelle
motorizzate che si
comandano a
distanza via app. In tutta la zona notte
e nei bagni: finestre a bilico elettriche con tapparelle ad alto
isolamento che si controllano con Velux App Control [Velux]. Da notare, il mobile su misura che chiude la parte
bassa dell’ambiente, fatto di cassetti decorati
con listelli a boiserie.
5 vantaggi:
la tapparella offre
oscuramento
ottimale, abbatte
il calore estivo
fino al 96%, in
inverno aumenta
l’isolamento termico
fino al 16%, riduce
i rumori da impatto
e scoraggia i
malintenzionati.
Un bagno en suite... sotto le
stelle! La sfida è
stata ricavare un
bagno completo
di doccia e vasca
nelle altezze
di una mansarda. Lampada
Miconos da parete [Artemide], vasca freestanding
Muse [Zucchetti], sanitari sospesi Enjoy [Ceramica Cielo].
Rubinetterie Stereo [Quadro Design].
In bagno i mobili su misura sono fondamentali
per l’organizzazione dello spazio. Dalla wallpaper in
stile jungle protagonista della stanza è stato preso
il punto di verde che riveste pareti e mobili. Lampada Tolomeo Mini [Artemide], carta da parati Figari Agave [Lelièvre]. Tappeto [H&M
Home].
Una stanza montessoriana ha pochi arredi per crescere insieme, spazi contenitivi e una piccola libreria, tutto ad altezza bimbo. La luce zenitale
provenendo
dall’alto resta
costante per tutto
il giorno senza
dipendere
dall’esposizione
della stanza.
Nelle mansarde, di norma le zone più basse – a
Milano quelle sotto i 150 cm di altezza ma ogni
Comune ha le proprie regole – si possono usare
solo per ricavare contenitori e ripostigli. Qui si
sono progettati preziosi armadi, ma per renderli
meno scontati sono stati pensati abbinando
vani chiusi con ante ad altri a giorno dove tenere
oggetti e libri a vista. Letto a cassetti Hemnes [Ikea, 86x209].
Mobile su misura. Libreria Bookworm [Kartell].
Tutto quello che non ti aspetti da una mansarda: tanta luce e spazi ariosi! Merito di un intervento che ha aumentato le finestre sul tetto e disegnato gli ambienti con cura sartoriale
Il fascino della mansarda lo senti, non si può spiegare. Aurora e Matteo sognavano di trovare proprio un sottotetto da abitare con i loro bambini, Ettore e Leone. Una ricerca lunga e faticosa... poi, finalmente, eccolo: molto diverso da ora ma con un potenziale che l’architetto Rodolfo Sormani di Studio RAM ha saputo subito cogliere.
Le scelte fatte
Spazi sacrificati, stanze anguste, pareti scure: la casa non era valorizzata. Sono state demolite tutte le partizioni, per creare una zona giorno aperta ma con aree distinte e ben definite. Pilastri e strutture portanti, poi, sono stati inseriti in armadiature che li celano alla vista e offrono prezioso spazio contenitivo in più.
Il tocco di stile
Il colore, nelle tonalità del verde, dà carattere ai diversi ambienti; le carte da parati super decorative nella zona notte ottengono l’effetto wow!
progetto Studio RAM foto Andrea Segliani testi Alessandra Barlassina
Questa rubrica nasce dall’incontro fra Alice e I Tempestas: ogni mese scelgono un fiore edulo, lei ne parla dal punto di vista botanico e loro lo usano come ingrediente per una ricetta. Qui parlano della Camomilla, una pianta erbacea spontanea che, tra i tanti pregi, sa anche dare sapore a un dolce tradizionale
Nel linguaggio dei fiori, la Camomilla simboleggia la forza e la resistenza contro le avversità. Benché piccola e apparentemente fragile, riesce a crescere ovunque, affrontando con tenacia ogni ostacolo. È un fiore che insegna la dolcezza, ma anche la capacità di superare le difficoltà con serenità.
La Camomilla, conosciuta in botanica come Matricaria Chamomilla, dimostra come la natura spontanea sappia offrirci, in ogni petalo, un concentrato di virtù. Se c’è un fiore che tutti associamo ai momenti di relax, questo è la Camomilla, il fiore della buonanotte.
Nota fin dai tempi antichi per le sue proprietà calmanti e antinfiammatorie, è stata a lungo considerata una pianta sacra: nell’antico Egitto, per esempio la dedicavano a Ra, il Dio del Sole, credendo che sapesse infondere coraggio e pace.
La Camomilla fiorisce spontanea nei prati e lungo i bordi delle strade da primavera fino all’estate inoltrata. I suoi capolini bianchi e gialli, semplici e perfetti, emanano un aroma che gli antichi Greci paragonavano a quello delle mele mature, da cui deriva il suo nome: Khamaìmelon, cioè ‘mela della terra’.
Rilassante per mente e corpo, la Camomilla è perfetta per chi cerca un po’ di sollievo. Un’infusione dei suoi fiori calma lo stomaco irritato, favorisce il sonno e allevia anche i fastidi di una giornata stressante.
La Camomilla ha però anche molte altre applicazioni. Nell’Europa medievale, le sue piante venivano bruciate per combattere le epidemie o appese sopra le culle dei neonati per proteggerli dalle malattie.
Ancora oggi, la Camomilla è preziosa per la cura della pelle: i suoi estratti aiutano a lenire irritazioni, eczemi e arrossamenti, rendendola un ingrediente prezioso nella cosmesi naturale.
I suoi fiori possono poi essere usati in cucina per aromatizzare marmellate, caramelle, gelati e persino liquori come il vermouth. E allora, perché non provare un risotto alla Camomilla o un’insalata di pesce decorata dai suoi delicati petali?
LO SAPEVI CHE… Puoi coltivare la Camomilla in giardino o in vaso, seminando a marzo o aprile. Ama i terreni leggeri e ben drenati e predilige il sole. Non solo abbellirà il tuo spazio verde, attirerà anche gli impollinatori, contribuendo all’equilibrio dell’ecosistema. Seminala una volta: tornerà a fare capolino spontaneamente, di anno in anno.
Biancomangiare alla Camomilla
di @i_Tempestas ovvero Fabrizio Maggiulli e Giovanni Montenero, cook e book lovers » youtube.com/@i_tempestas
ingredienti
Dosi per 4 persone: √ 300 ml di bevanda vegetale alla mandorla √ 200 g di mascarpone vegano √ 2 cucchiai colmi di fiori secchi di Camomilla √ 60 g di sciroppo d’acero √ 10 g di amido di mais √ 2 g di agar agar in polvere √ 1 cucchiaino di estratto di vaniglia √ 1 pizzico di sale
occorrente √ stampi per budini oppure anello e fogli di acetato √ garza per filtraggio o colino
procedimento
1. In un pentolino scalda 250 ml di latte vegetale con i fiori secchi di Camomilla. Appena accenna a bollire, spegni e lascia in infusione 15 minuti coperto.
2. Filtra bene il latte, spremendo i fiori per estrarre tutto l’aroma. In questo modo dovresti ottenere circa 200 ml di infuso.
3. In una ciotolina a parte stempera l’amido di mais e l’agar agar in 50 ml di latte vegetale freddo.
4. Versa il liquido ottenuto nel latte alla Camomilla, unisci zucchero, vaniglia, sale, mescola poi aggiungi il mascarpone precedentemente ammorbidito.
5. Quando sarà perfettamente amalgamato e senza grumi, rimetti sul fuoco dolce. Porta a leggero bollore e cuoci per almeno 2 minuti, mescolando di continuo per attivare l’agar agar. La crema deve addensarsi e velare il cucchiaio.
6. Versa subito negli stampi, se in vetro unti con dello sciroppo d’acero o con il caramello.
7. Fai raffreddare, quindi lascia rassodare in frigo per almeno 4 ore.
TIPS & TRICKS
• Anello e foglio di acetato sono il metodo più semplice per sformare perfettamente il tuo budino, ma se preferisci i bicchierini in vetro ti basterà mettere lo sciroppo sul fondo. Al momento di servire immergi il fondo del bicchiere per pochi secondi in acqua calda e rovescia sul piatto.
• Puoi sostituire lo sciroppo d’acero con quello di agave o caramello, meglio se fatto con zucchero di canna chiaro.
Le fughe colorate sempre più protagoniste nelle scelte di design
Con Color Fill di Kerakoll, il materiale che connette pavimenti e rivestimenti in ceramica, pietra naturale e mosaico oggi non è più un semplice riempitivo tecnico, ma è diventato protagonista delle scelte di stile e di arredo grazie ai tantissimi colori disponibili. Guarda la gallery per trovare ispirazioni per la tua casa!
Cinque prodotti diversi e una palette di 50 colori: ecco la materioteca e la gamma cromatica che hai a disposizione con Color Fill di Kerakoll per personalizzare pavimenti e rivestimenti in ceramica, pietra naturale o mosaico.
Anche le fughe possono essere colorate!
Siamo abituati a scegliere colori e finiture delle piastrelle senza dare troppa importanza al materiale che le ‘connette’ e che può fare davvero la differenza. Le fughe colorate sono linee che progettano e disegnano lo spazio: non sono più dettagli, ma vere e proprie protagoniste di scelte di stile dai risultati sorprendenti, come quelli che vedi nella gallery.
Una gamma super versatile per tutte le esigenze
Color Fill di Kerakoll è in grado di offrire soluzioni idonee per molteplici destinazioni d’uso: nata per rispondere alle esigenze estetiche e prestazionali della finitura decorativa, Color Fill comprende due stucchi, Fugabella Color e Fugalite Color, e tre sigillanti, Silicone Color, Neutro Color e Silmat Color, per garantire una proposta integrata di soluzioni in linea con le tendenze dell’interior design e dell’architettura. Le formulazioni messe a punto da Kerakoll si traducono in una varietà di prodotti in grado di offrire molteplici combinazioni cromatiche, dove l’estetica incontra la performance.
Tono su tono o a contrasto?
La scelta è completamente libera perché la palette di Color Fill permette tantissime combinazioni cromatiche, dalle nuance più soft e delicate alle tinte decise, intense e squillanti. La corrispondenza cromatica delle tinte di Color Fill con quelle di Color Collection, il sistema completo di pitture e resine decorative di Kerakoll, permette di creare progetti coordinati per qualsiasi esigenza di stile.
La sostenibilità non è un dettaglio…
Kerakoll è Società Benefit certificata B Corp, riconoscimento rilasciato dall’ente internazionale B Lab alle organizzazioni che si impegnano a rispettare alti standard di performance sociale e ambientale. Scegliere la gamma di stucchi e sigillanti decorativi Color Fill significa contribuire al rispetto di questi principi, oggi più che mai fondamentali e condivisi.
In-Side, qui in verde salvia, è la poltrona in polietilene contenente materiale riciclato post-consumo e chips laterali multicolore in polietilene
riciclato postindustriale [Magis, cm 82,8x90,8x86,8h].
Colori accesi, linee morbide, comodità ma anche spirito giocoso: tutto ciò è racchiuso nella poltrona monoscocca Gomma che in 55 anni non ha mai smesso di essere attuale. Il suo segreto? La forma ‘primordiale’ ma ricercata, che ha ispirato tante sedute contemporanee
Gli Anni ’70 per il design sono un periodo di sperimentazione: le forme si fanno generose, i colori diventano accesi e si utilizzano materiali nuovi, in grado di garantire funzionalità e di offrire ai progettisti la possibilità di giocare con le forme.
Massimo esempio di questa ‘cultura pop’ è la poltrona Gomma, diventata un’icona grazie alle linee curve e archetipiche e ai colori brillanti dei rivestimenti. La novità è l’uso della gomma espansa per seduta e schienale, che rende la poltrona morbida e flessibile, capace di accogliere il corpo sostenendolo e abbracciandolo.
La linea curvy della monoscocca, la seduta ribassata e le quattro ‘zampe’ che caratterizzano Gomma, negli anni sono state di ispirazione per poltrone monolitiche che hanno ripreso e rideclinato questi elementi in forme sempre nuove, anche con materiali riciclati, e senza mai perdere il mood giocoso.
GOMMA designer: Jonathan De Pas, Donato D’Urbino e Paolo Lomazzi anno: 1970 Progettata per Zanotta, questa poltrona dalle forme morbide e avvolgenti rispecchia la volontà di designer e azienda di realizzare una seduta funzionale, esteticamente accattivante e allo stesso tempo giocosa... che di sicuro colpisce e si fa notare!
PORTAFINESTRA
SCORREVOLE
La traversa a terra non
deve esser più alta di
2,5 cm o, meglio, la soglia
deve essere ribassata
il più possibile per
agevolare passaggi sicuri
a bimbi, anziani e a chi
ha problemi motori. In
foto, scorrevole Modern
Slide [WnD, su progetto].
IL PARQUET ULTRA-SOTTILE Se scegli tavole
spesse 10 mm puoi sovrapporle su qualunque pavimento
preesistente per evitare lavori invasivi. In foto, formato
Tavola Slim 120 Coll. Dream [Woodco].
SCALA A 2 RAMPE Per chiudere il sottoscala la scala deve avere gradini ad alzata chiusa, quindi privi di spazi vuoti tra le pedate. Ogni rampa deve avere massimo 15 gradini, con pedate profonde almeno 25 cm e alzate di 15-17 cm. In foto, scala in acciaio Knee TR 10 [Roversi, su progetto].
CHIUSURE PER IL VANO SOTTOSCALA Per ricavare un ripostiglio si realizza una parete in cartongesso e si adottano pannelli di chiusura dotati di telai integrati nel muro e di ante trapezoidali filomuro che, da chiuse, risultano invisibili. In foto, di 15-17 cm. In foto, sistema filomuro Skema [FerreroLegno, su progetto].
PORTA SCORREVOLE
A SCOMPARSA
Il muro in cui va installato il
controtelaio della porta
deve essere di 9-15 cm se
in muratura e di 10-15 cm
se in cartongesso. La porta
NM00 in finitura frassino
poro aperto Bianco si
adatta a controtelai posati
su entrambi i tipi di pareti
[Flessya].
La tua casa ha bisogno di un restyling? Ti aiuta l’interior designer. Devi riorganizzare gli spazi e rifare gli impianti? Serve l’architetto. E se si ‘toccano’ strutture (muri portanti, solai o tetto) serve anche un ingegnere. Partendo da 4 progetti degli architetti CFstyle ti aiutiamo ad affrontare la ristrutturazione districandoti tra regole e permessi. Qui parliamo di accorpare 2 appartamenti
Si possono unire due appartamenti per renderli un'unica casa solo se appartengono allo stesso proprietario.
Come procedere
Se gli immobili sono già della stessa proprietà si procede subito con le varie fasi di progettazione e ristrutturazione insieme all’architetto. Se il secondo alloggio è da acquistare, si può usufruire delle agevolazioni prima casa a patto che il compratore al rogito si impegni a effettuare tutti i lavori necessari a dimostrare che l’immobile finale sarà uno solo.
È anche possibile acquistare solo una parte dell’appartamento da accorpare: prima di procedere è necessario eseguire un frazionamento e l’acquisto della sola parte da unire al proprio immobile (vedi pag. 102). Attenzione che potrebbe essere necessario ottenere il consenso anche da parte del condominio se il regolamento condominiale ponga dei limiti su frazionamenti e accorpamenti di immobili.
Le pratiche
L’accorpamento è considerato manutenzione straordinaria quindi, per eseguirlo, va presentata in Comune una CILA se non si toccano strutture portanti o una SCIA se si aprono porte su muri portanti o si interviene sui solai per collegare i due piani con una scala; in questo caso servirà oltre al progetto di ristrutturazione dell’architetto anche la relazione sulla statica e sul rispetto della normativa antisismica preparata dall’ingegnere strutturista.
Finiti i lavori, l’architetto/ingegnere/geometra presenta al Catasto la variazione con fusione delle due unità e la Segnalazione Certificata di Agibilità mentre un tecnico certificato stilerà la nuova Certificazione Energetica APE.
Un esempio
A Milano una famiglia decide di ampliare la propria abitazione acquistando e annettendo parte dell’appartamento al piano di sotto. Eseguito il frazionamento e l’acquisto della parte di immobile interessata, l’architetto CF style Marco D’Andrea ha definito il progetto da allegare alla SCIA collaborando con lo strutturista che ha prodotto le pratiche antisismiche e di verifica statica per l’intervento sul solaio che divide i due alloggi in modo da metterli in comunicazione con una scala.
Al piano terra è stata organizzata la zona giorno-cucina con 1 bagno, di sopra la zona notte con 4 camere, 2 bagni e una stanza tv. A chiusura lavori sono state depositate tutte le variazioni e le certificazioni richieste.
Quando sentite parlare di ventilconvettori pensate ancora ai polverosi ‘cassoni’ da ufficio poco efficienti e rumorosi? Beh, è un po’ come dire ‘telefono’ e immaginarsi le vecchie cabine pubbliche funzionanti a gettoni invece di pensare a uno smartphone! Meglio aggiornarsi un po'...
Ventilconvettori?! Ma sono quei brutti 'cassoni' che cacciano l’aria?
Fino a qualche tempo fa, il fancoil o ventilconvettore o VNT è stato considerato un terminale di impianto utile a riscaldare e raffrescare gli ambienti... ma esteticamente poco piacevole. Cordivari design ha saputo trasformare un elemento 'da nascondere' in un protagonista d'arredo minimalista, elegante e personalizzabile, anche grazie alla collaborazione con le designer Monica Alegiani e Vanessa Massacci.
Ma i fancoil si mettono solo in ufficio!
E invece oggi sono perfetti per la climatizzazione domestica: Run e Seven Lines di Cordivari design, dallo stile ricercato e personalizzabile, sono terminali in grado di garantire comfort tutto l'anno all'insegna dell'efficienza energetica. Progettati per funzionare con impianti di ultima generazione, come quelli a pompa di calore, si integrano senza problemi in ogni progetto di interior design grazie alle diverse finiture disponibili.
Chissà quanta polvere butteranno fuori… faranno male alla salute?
Run e Seven Lines sono dotati di appositi filtri capaci di trattenere polvere, acari e batteri in modo da garantire la massima igiene degli ambienti. I filtri sono facilmente rimovibili, pulibili e sostituibili... Così puoi dire addio ai 'baffi' scuri sopra i vecchi termosifoni!
Mah, alla fine dei conti, consumeranno di più...
Sia in caso di nuove costruzioni che in caso di interventi di ristrutturazione o riqualificazione energetica, scegliere un impianto a pompa di calore, abbinato a ventilconvettori caldo & freddo, rappresenta una soluzione ottimale per la climatizzazione e la produzione di acqua calda sanitaria. Le pompe di calore garantiscono coefficienti di prestazione (COP) significativamente superiori rispetto ai sistemi tradizionali (che si traduce in una marcata riduzione dei consumi energetici) e i ventilconvettori permettono di raggiungere la temperatura desiderata in ogni ambiente in modo versatile e omogeneo. Inoltre la loro inerzia termica ridotta permette di minimizzare gli sprechi energetici, adattando rapidamente l'erogazione di potenza alle effettive necessità.
SCALA A SBALZO
Si realizza con gradini ad
alzata aperta e, come per
Mistral Hawaii in foto, con
ringhiera vetrata per non
ostacolare il passaggio
di luce e la vista. L’effetto
di sospensione è dovuto
all’uso di perni a incastro
per ancorare i gradini al
muro, che deve essere
portante [Siller, su progetto].
TETTO VENTILATO
Per garantire alla
mansarda risparmio
energetico e microclima
sano tutto l’anno, la
copertura viene isolata
con la tecnica del ‘tetto
ventilato’. Si tratta di un
sistema con il quale tra
più strati isolanti e le
tegole si lascia un canale
di ventilazione spesso
6-10 cm che innesca un
salutare passaggio
d’aria. Così d’estate viene
smaltito il calore
eccessivo lasciando la
mansarda più fresca, e
d’inverno si evita la
deleteria formazione di
condensa. In foto,
sistema per tetti ventilati
con Celenit N e XPS/EPS
[Celenit, su progetto].
FINESTRE DA TETTO
Ideali quelle in legno
rivestite di poliuretano
come la GGL elettrica in
foto: usano un legno
termotrattato che isola il
24% in più e lungo il
perimetro hanno pannelli
in EPS, un materiale che
ne potenzia molto tenuta
e isolamento [Velux].
SISTEMA
RADIANTE
Integrato nel
pavimento è
invisibile,
riscalda i locali
irraggiando un calore
sano e un comfort
omogeneo, senza sollevare
polvere e con risparmi
del 30% in bolletta. In
foto, pannello radiante
Premium [Viessmann].
ENERGIA SOLARE
I pannelli solari termici
forniscono l’80% di acqua
calda sanitaria, oltre ad
alimentare il riscaldamento
radiante a pavimento a
cui forniscono circa il 20%
del calore necessario.
I pannelli fotovoltaici,
invece, forniscono energia
elettrica agli apparecchi
di casa e, per ottimizzare
i consumi, si abbinano a
a batterie di
accumulo che
immagazzinano
l’energia in
eccesso prodotta
durante il giorno
per renderla disponibile
anche la sera. In foto,
pannelli fotovoltaici
Vitovolt 300 DG, Hybrid
Inverter (per convertire la
corrente) e Battery HV1
[Viessmann, su progetto].
La tua casa ha bisogno di un restyling? Ti aiuta l’interior designer. Devi riorganizzare gli spazi e rifare gli impianti? Serve l’architetto. E se si ‘toccano’ strutture (muri portanti, solai o tetto) serve anche un ingegnere. Partendo da 4 progetti degli architetti CFstyle ti aiutiamo ad affrontare la ristrutturazione districandoti tra regole e permessi: qui parliamo del sottotetto
Vuoi rendere abitabile il sottotetto? Leggi e procedure variano in base al Comune. Ecco cosa devi sapere.
Altezza
Nei locali in cui si soggiorna deve essere di 270 cm, scende a 240 in bagni e corridoi e vanno chiuse con armadi fissi o muri le parti sotto i 140/150 cm; l’altezza media ponderale (volume del sottotetto sopra i 140/150 cm diviso per la sua superficie) deve essere di cm 240. Nei Comuni sopra i 1000 metri s.l.m. e in alcune Regioni i valori scendono, così come dove è già stato recepito il Decreto Salva Casa del 2024 creato per favorire il recupero di spazi esistenti: verifica il Regolamento Edilizio Comunale di riferimento.
Rapporti aeroilluminanti
Per le corrette illuminazione e ventilazione tra la superficie di finestre e di pavimento di ogni locale deve esserci un rapporto di 1/8 o 1/10 in base ai Comuni. Se devi aprire finestre in falda o creare terrazzi a tasca variando il prospetto del tetto, un ingegnere strutturista deve fare una perizia per verificarne la statica e la portanza del solaio (che se necessario dovrà essere rinforzato).
Permessi
In condominio serve il consenso dei condòmini convocati in assemblea presentando il progetto di recupero. Ottenuto il permesso, l’architetto deposita in Comune una SCIA (o un permesso a costruire se si alza il tetto) completa di relazione dell’ingegnere strutturista, piano paesaggistico perché si modifica il prospetto del tetto e allegato per le barriere architettoniche. A meno di particolari vincoli, i lavori partono subito dopo la consegna della SCIA.
Un esempio
A Bolzano l’architetta CF style C. Linda Salzano si è occupata del recupero di un sottotetto e dell’annessione all’appartamento sottostante, con ristrutturazione di entrambi. Al secondo piano gli spazi sono stati riorganizzati per aggiungere due bagni e creare una cucina a vista sul pranzo poi è stata realizzata la scala che porta in mansarda. Qui, risanato e isolato il tetto e aperte tre finestre in falda e un terrazzo a tasca, sono stati realizzati un grande living, bagno e lavanderia con caldaia. È stata fatta la predisposizione per l’impianto fotovoltaico. Ora i due livelli sono un unico alloggio ma la predisposizione degli impianti e degli ingressi indipendenti renderà possibile l’eventuale ri-divisione in due alloggi distinti.
Invece di cercare sul web come migliorare l'estetica della porta d'ingresso... è meglio andare alla scoperta di modelli che mettono d'accordo tecnologia e design come D180 di Dierre, il portoncino blindato dal design minimalista e dalle alte prestazioni
Si perde nella notte dei tempi il pregiudizio secondo il quale se una cosa è robusta e tecnologicamente avanzata... può anche non essere esteticamente gradevole e ciò sembra normale, accettabile, inevitabile. Ed ecco che si fanno infinite discussioni sul colore delle ante della nuova cucina o sulla gradazione del parquet e poi si acquista una porta blindata basandosi solo sulle prestazioni, magari chiedendosi poi come camuffarla con la carta da parati o verniciandola per adeguarla allo stile della casa!
Finalmente possiamo uscire da questo circolo vizioso: esistono porte blindate belle, curate, personalizzabili ed efficienti. Un esempio? D180 di Dierre, porta blindata filotelaio, con cerniera a scomparsa con apertura a 180°. L'innovazione oggi si apre all'eleganza!
Il suo design minimalista si sposa con le alte prestazioni e permette una scenografica apertura completa a 180°. Le cerniere sono a scomparsa e si svelano solo nella massima apertura dell’anta, per lasciare spazio all’estetica raffinata di una soluzione complanare al telaio lato interno abitazione.
Dal punto di vista dell'efficienza acustica e termica nonché della sicurezza le prestazioni sono garantite: D180 è disponibile in 3 diverse soluzioni di apertura: serratura con cilindro New Power alta sicurezza, serratura a doppio cilindro un cilindro New Power più un cilindro di servizio e anche nella versione con serratura motorizzata hibry5.
Le cerniere regolabili permettono di far aderire la porta perfettamente al suolo per lasciare all'esterno tutti i rumori provenienti dalla strada o dal pianerottolo. Ma la protezione non si ferma qui, si applica anche agli agenti atmosferici e al freddo grazie a un ottimo isolamento termico che riduce la trasmittanza.
La cerniera a scomparsa D180 è diversa da quelle tradizionali perché la porta si può aprire fino a 180° senza comunque dover rinunciare alla doppia battuta: quando la porta è chiusa, la cerniera si nasconde perfettamente nel telaio per avere un muro dall’aspetto pulito ed elegante. Ed essendo invisibile è anche più difficile forzarla.
Ecco perché D180 è un prodotto innovativo sia dal punto di vista tecnologico che estetico: è possibile scegliere i colori dei pannelli in una ricchissima collezione di rivestimenti, di maniglierie, di sistemi di apertura per rispondere a qualsiasi desiderio, progetto e necessità. Con l'affidabilità made in Italy di Dierre.