Tecnologia invisibile e design ci semplificano la vita

Risolvere problemi e compiti quotidiani con eleganza e semplicità, ecco cosa chiediamo ai nuovi sistemi della casa intelligente: niente cavi in giro, comandi intuitivi, soluzioni esteticamente impeccabili e sostenibili. La risposta firmata BTicino si chiama Casa+ e ha appena vinto l’edizione 2026 dell’iF Design Award

Per molto tempo abbiamo guardato alla smart home con una sana diffidenza: troppi cavi, centraline antiestetiche, interfacce astruse. Oggi la prospettiva è finalmente cambiata e la tecnologia domestica ha imparato a essere discreta, quasi invisibile, intuitiva, mettendosi al servizio del nostro benessere e dello stile.

L'esempio perfetto di questa evoluzione è l’ecosistema Casa+ di BTicino. Non più semplici dispositivi isolati, ma una filosofia dell’abitare flessibile, progettata per integrarsi con lo stile delle nostre case e aiutarci davvero a semplificare i gesti di ogni giorno.

I quattro pilastri dell’abitare smart

Nel progettare o ristrutturare casa, l'obiettivo è sempre lo stesso: creare un ambiente che ci faccia stare bene. Secondo la filosofia di Casa+, la tecnologia deve poggiare su quattro concetti chiave che trasformano la quotidianità in un’esperienza fluida:

1. Semplice da vivere: un sistema intelligente funziona davvero quando la configurazione è immediata e l’interazione avviene tramite gesti naturali, adatti a tutta la famiglia.
2. Sostenibile per scelta: abitare meglio significa anche consumare in modo consapevole. Grazie alla gestione intelligente tramite l'app Home + Control, è possibile monitorare i consumi in tempo reale e gestire i carichi di energia, evitando sprechi senza rinunciare al comfort.
3. Sicura, ovunque: la serenità è il vero lusso contemporaneo. Il controllo integrato di videocitofonia e telecamere (tramite l'app Home + Security) permette di vigilare sulla casa anche quando siamo lontani, con la massima privacy.
4. Sartoriale e su misura: non ci sono vincoli strutturali, che si tratti di un impianto cablato per una ristrutturazione totale o di una soluzione wireless per aggiornare un appartamento senza lavori di murature, la tecnologia si adatta allo spazio, e mai il contrario.

Tecnologia e stile vanno d’accordo… e vincono!

Due soluzioni dell'universo Casa+ (il videocitofono connesso Classe 300X e il sistema Living Now InWall a filo muro) hanno appena conquistato il prestigioso iF DESIGN AWARD 2026, dimostrando come l'estetica possa nobilitare la funzione. Ecco i vincitori:

Il videocitofono connesso Classe 300X non è più una scatola di plastica bianca da nascondere dietro la porta d'ingresso, ma un oggetto d'arredo dal design minimale dotato di Wi-Fi 6 e display full screen, capace di integrarsi con lo stile delle case contemporanee. Consente di ricevere le chiamate direttamente sullo smartphone, visualizzare chi si trova all’ingresso, aprire porte e cancelli da remoto, consultare la cronologia delle chiamate e accedere ai messaggi lasciati dai visitatori.

Il sistema a filo muro Living Now InWall rivoluziona il mondo degli interruttori: il punto luce si fonde letteralmente con la superficie verticale, eliminando ogni spessore per una continuità totale. La placca non è più un accessorio sovrapposto, ma diventa un vero e proprio elemento architettonico quasi invisibile. Questo sistema a filo muro che dona continuità perfetta tra parete e placca è un’alternativa alla classica installazione superficiale e si adatta sia alla muratura sia al cartongesso.

La nuova linea Living Now Monochrome introduce inoltre tre finiture metalliche decisamente contemporanee:
Bronze: ideale per palette calde, accostato a legni scuri o pareti color terracotta.
Champagne: perfetto per ambienti luminosi, toni neutri, lino e dettagli in ottone satinato.
Steel: da immaginare su cemento a vista, resine o palette grafiche in bianco e nero.

Praticità, risparmio e sicurezza:
dal termostato alla colonnina di ricarica fino alle videocamere

Con il termostato smart Smarther AC si può gestire la climatizzazione direttamente dallo smartphone, programmando gli scenari ideali per il rientro a casa ed evitando inutili sprechi energetici quando le stanze sono vuote.

Collegandosi direttamente all'impianto fotovoltaico domestico, il sistema di ricarica Green Up Home permette di ricaricare l'auto utilizzando l'energia ‘pulita’ autoprodotta, bilanciando i carichi per evitare fastidiosi blackout energetici.

Parliamo di security? Ci sono anche le nuove telecamere Advance Pro che permettono un miglior controllo della casa con ampio angolo di visione e garantiscono la privacy con un otturatore fisico (il sistema riconosce familiari e animali domestici, evitando di entrare in funzione inutilmente).

Oggi più che mai la casa intelligente non è quella che stupisce con effetti speciali, ma quella che si prende cura di noi in silenzio, lavorando ‘dietro le quinte’ e valorizzando le nostre scelte di stile.

Ingresso e disimpegni

Chiudere le nicchie con le porte filomuro per creare nuovi spazi

Chiudere vani e rientranze con sistemi che si mimetizzano nella parete permette di sfruttare anche gli angoli più difficili. Qui proponiamo le soluzioni migliori per ogni esigenza

Sottoscala, nicchie, vani tecnici a vista spesso non sono sfruttati al massimo o restano a vista dando un senso di disordine.
La soluzione ideale per recuperarne funzionalità, ordine ed estetica è chiuderli con porte o sportelli filomuro: privi di cornici e stipiti e dotati di telai adattabili a murature e cartongesso, permettono di tinteggiare e di rivestire le ante come la parete così da ‘scomparire’ per garantire continuità visiva.
Per facilitare la chiusura di rientranze di ogni misura sono disponibili sportelli che partono da cm 30x30 – perfetti per nascondere il quadro elettrico o l’impianto d’allarme – fino ad arrivare a porte da cm 60-70x 260-280h adatte a trasformare i vani alti in preziosi ripostigli, guardaroba o dispense.
Attenzione però: per ottenere risultati certi e stabili nel tempo, bisogna:
• scegliere con cura i materiali di ante e telai, che in ambienti umidi e all’esterno devono garantire massima resistenza;
• fare un rilievo prima della posa, per capire come installare il telaio con precisione millimetrica su muri spesso irregolari.

Sfoglia la gallery per scoprire alcune soluzioni.

A cura di Paolo Manca

Condominio

Reti contro i piccioni in facciata: regole e ripartizione spese in condominio

L’installazione di reti antivolatili sulla facciata condominiale richiede l’approvazione dell’assemblea e comporta regole precise per la ripartizione delle spese. Ecco cosa prevede la legge, come vengono suddivisi i costi tra i condòmini e quali soluzioni adottare per proteggere edificio e animali nel rispetto dei diritti di tutti.

Le reti antivolatili sono una soluzione sempre più utilizzata nei condomìni per proteggere facciate, balconi e cornicioni dalla presenza di piccioni e altri uccelli. Ma quando si decide di installarle su parti comuni dell’edificio entrano in gioco regole precise: serve l’approvazione dell’assemblea, bisogna stabilire come dividere le spese e valutare eventuali disagi per i condòmini.

Trattandosi di un intervento considerato “migliorativo”, la normativa condominiale prevede specifiche maggioranze per deliberare i lavori e criteri precisi per la ripartizione dei costi. Inoltre è importante scegliere sistemi sicuri per gli animali e installati correttamente, così da tutelare sia il decoro dell’edificio sia il benessere degli uccelli.

Ecco cosa sapere prima di procedere con l’installazione delle reti antivolatili in facciata e come gestire eventuali contestazioni tra vicini.

L’installazione di reti sulla facciata è un’innovazione ‘migliorativa’ (art. 1120 c.c.) e richiede l’approvazione dell’assemblea: in seconda convocazione basta la maggioranza dei presenti che rappresenti almeno un terzo dei millesimi. Poiché si tratta di un intervento a beneficio dell’intero edificio, le spese si ripartiscono in proporzione ai millesimi di proprietà.
È fondamentale che le reti siano sicure per gli uccelli, in materiali flessibili e posate da professionisti. Se l’installazione crea disagi perché limita l’apertura delle finestre, la luce o la visuale, i condòmini possono rivolgersi all’amministratore per valutare in assemblea modifiche o rimozioni.
Senza un accordo, la legge prevede la mediazione civile, cioè un confronto guidato per trovare soluzioni pratiche ed evitare contenziosi.
L’obiettivo resta quello di proteggere l’edificio e gli animali, rispettando i diritti di tutti.

A cura dell'Amministratore Pietro Tasca - @amministrazionitasca

Piante da appartamento

Anthurium, elegante e facile da coltivare: la pianta perfetta in casa

Alice Delgrosso Alice Delgrosso

Con le sue foglie a cuore e i fiori lucidi che sembrano di cera, l’Anthurium porta in casa un tocco esotico ed elegante. Facile da coltivare con le giuste attenzioni, è una pianta scenografica capace di regalare fioriture lunghe e decorative, perfetta per dare carattere agli interni.

Foglie a cuore, fiori che sembrano di cera e un’aria ‘da Tropici’ che si fa notare: l’Anthurium è tra le piante più eleganti che si possano tenere in casa. Facile da coltivare se capisci che cosa ti chiede, ti ripaga con fioriture durature e una presenza scenografica.

Provenienza: originario delle foreste tropicali dell’America centrale e meridionale, l’Anthurium appartiene alla famiglia delle Araceae, come la Monstera e i Filodendri. In natura cresce come epifita sugli alberi, ricevendo luce filtrata e umidità costante. Il ‘fiore’ in realtà è una spata colorata (rossa, rosa, bianca o verde), che protegge la vera infiorescenza: la spiga centrale, chiamata spadice.

Posizione: Ama la luce, ma mai diretta (può causare bruciature sulle foglie). L’ideale è una stanza luminosa a sud o ovest, vicino a una finestra con
una tenda leggera. Se riceve abbastanza luce, fiorisce per mesi. In estate può essere coltivata all’esterno: va però messa in una zona all’ombra.

Acqua: Vuole un terreno fresco e leggermente umido, mai fradicio. Annaffialo soltanto quando i primi centimetri del terriccio sono asciutti, evitando i ristagni. Usa acqua a temperatura ambiente e non calcarea. L’Anthurium ama anche l’umidità dell’aria, per questo è perfetto da tenere nel bagno (se è luminoso) oppure altrove ma con accanto un umidificatore.

Terriccio: Ha bisogno di un substrato leggero e arioso. Puoi mescolare terriccio
universale con corteccia fine, perlite o fibra di cocco. Va rinvasato in primavera, nel momento in cui le radici iniziano a spingere fuori dal vaso e finiscono per occupare tutto il panetto di terra.

Cure speciali: Ama essere pulito: passa ogni tanto un panno umido sulle foglie, così togli la polvere e gli permetti di respirare meglio. Concima da marzo a settembre ogni 2–3 settimane con un fertilizzante liquido per piante da fiore. E se vuoi vederlo rifiorire non spostarlo troppo: ama la stabilità.

Fioritura: Con buone condizioni ambientali può restare in fiore per molti mesi all’anno. La spata cerosa dura a lungo e dona colore e struttura anche quando non ci sono nuovi fiori. Le varietà più comuni hanno fiori rossi, ma esistono anche in bianco, rosa, verde, viola e... nero!

Varietà: L’Anthurium andraeanum (sfoglia la gallery), dalle grandi spate colorate, è tra i più diffusi. L’Anthurium clarinervium ha foglie grandi, vellutate e venature argentee. L’Anthurium warocqueanum si distingue per l’aspetto a scudo e le sue lunghe foglie. La colorazione inizia con un verde chiaro, poi scurisce.

Stile: Messo in un vaso su un tavolino o una mensola luminosa, crea un angolo
relax dando colore, eleganza e quel tocco esotico senza chiedere troppo in cambio.

A cura di Alice Delgrosso - @i_giardini_di_ellis

Icone del design

Icone del design: il divano Amanta

Alessandra Barlassina

Alessandra Barlassina  •  Gucki

Blogger CF Style

Il divano Amanto, disegnato da Mario Bellini nel 1966, entra oggi nel catalogo del brand nordico di arredo Hay con una nuova edizione. Ecco la storia di questa icona del design storico

Designer: Mario Bellini (Milano, 1935)
Produttore: Hay
Progettato nel: 1966
Idea: uno dei primi divani modulari della storia, da vivere in modo informale e conviviale.
Materiale: oggi la scocca in ABS riciclato post-consumo al 99%, cuscini in schiuma bio-bilanciata al 94%.
Segni particolari: è disponibile come modulo singolo e nelle varianti a due, tre e quattro posti.

Perché un divano è ‘di design’ e un altro no? Non c’è una risposta univoca ma sicuramente il design non deve diventare un’etichetta, ma deve aggiungere qualcosa. Erano gli Anni ‘60 e la rivoluzione sociale e culturale entrava anche nelle case stravolgendo il modo di vivere borghese e il cosiddetto salotto buono. Basta divani rigidi dove sedersi composti, si era alla ricerca di una nuova socialità, giovane, più informale e sfrontata.

In quegli anni il design italiano si è fatto avanti, offrendo nuove idee, nuova energia e una rinnovata interpretazione della vita moderna. Rolf Hay, cofondatore di Hay

Il design industriale diventa laboratorio di sperimentazione, un linguaggio capace di tradurre in forme le esigenze sociali. Mario Bellini concepisce così uno tra i primi divani modulari della storia: cuscini morbidi, accoglienti, poggiati su una scocca rigida, da muovere liberamente nello spazio.
Si voleva andare verso una nuova idea di casa, meno rigida.
L’altezza stessa della seduta comporta un nuovo modo di sedersi, più libero e più vicino al comportamento anticonformista dei giovani.
Il suo impatto fu immediato, tanto da entrare nella collezione del MoMA di New York. Non solo un arredo ma un’attitudine. Questo è design!

Ogni modulo fu concepito da Bellini completamente smontabile. Oggi nella nuova riedizione, mantiene questa caratteristica che favorisce manutenzione, durabilità e riciclo. È la prima riedizione di un progetto italiano da parte dell’azienda danese Hay, concepita con nuovi materiali sostenibili e performanti e in una palette cromatica che si ispira all’estetica nordica.

Testi: Alessandra Barlassina - @gucki.it

News

Ettore Sottsass: design e architettura in mostra a Pistoia

Ettore Sottsass in mostra al Palazzo Buontalenti di Pistoia: 1.400 opere raccontano il genio che ha rivoluzionato design e architettura

Un’occasione da non perdere per chi ammira l’opera di Ettore Sottsass, l’architetto-pittore-grafico-fotografo (e mille altre cose ancora) che in oltre 50 anni di attività ha creato uno stile ancora oggi riconoscibile e amato.
A Palazzo Buontalenti di Pistoia, fino al 26 luglio, la mostra ‘Io sono un architetto. Ettore Sottsass’ propone oltre 1.400 sue opere!

Il percorso attraversa circa trent’anni della sua ricerca, dal secondo dopoguerra alla metà degli anni Settanta, raccontando non solo l’evoluzione del suo stile ma anche il suo modo radicale di intendere il progetto: non semplice funzione, ma emozione, simbolo, esperienza umana.

La mostra racconta anche il rapporto di Sottsass con il design industriale e con Olivetti, per cui progettò alcune delle macchine e degli ambienti più iconici del Novecento. Superfici metalliche, colori inediti e geometrie essenziali trasformano gli strumenti tecnologici in oggetti quasi metafisici.

Non manca poi una sezione dedicata ai celebri mobili progettati per Poltronova, come i visionari Superbox, veri anticipatori del design postmoderno.

La mostra “Io sono un architetto” dimostra quanto il pensiero di Sottsass sia ancora attuale. In un momento in cui la casa torna a essere spazio emotivo, rifugio personale e luogo identitario, il suo lavoro ci ricorda che gli interni non devono essere solo efficienti, ma anche capaci di emozionare. Per Sottsass gli oggetti non erano mai neutri: raccontavano desideri, paure, rituali quotidiani e relazioni. Ed è forse proprio questa sensibilità a renderlo ancora oggi così amato da architetti, designer e appassionati di interiors.

Ristrutturare

Cambiare le finestre: i consigli per una scelta consapevole

Sostituire i serramenti migliora il comfort abitativo e aggiunge valore alla casa: è una scelta da valutare sempre, quando si acquista casa. E da fare rivolgendosi ad aziende e posatori di qualità. Sfoglia la gallery, abbiamo provato a pensare a varie necessità

Rinnovare le finestre è una miglioria che ha un grande impatto sia sul
benessere termico sia sull’efficienza della casa, perciò va sempre valutato come intervento migliorativo quando si acquista un appartamento non nuovo, e anche quando non si deve fare una ristrutturazione completa.
Per una scelta consapevole il primo consiglio è rivolgersi a un serramentista che garantisca tutto l’iter, dall’individuazione della tipologia di finestre adatta a casa tua al rilievo, dalla posa certificata all’assistenza post-vendita.

• Vai dal serramentista con un elenco dei problemi delle attuali finestre (rumori, condensa), definisci le tue priorità e un budget; misura altezza e larghezza dei vani finestra, segna l’orientamento e scatta foto a infissi e davanzali.
• Alla prima consulenza chiedi quali sono pregi e limiti di ogni materiale. Ti verrà proposto un preventivo di massima: non è vincolante e non va firmato perché è solo una stima basata sulle misure prese da te e non sul sopralluogo con rilievo, che dovrà poi fare un tecnico.
• Dal sopralluogo si capirà in che modo risolvere le criticità di posa, come i davanzali ‘passanti’ in lastra unica che provocano dispersioni. E si valuterà se ci siano vincoli comunali o condominiali riguardo alle scelte estetiche, soprattutto dei profili esterni.
• Se vuoi accedere ai bonus fiscali, dovrai scegliere finestre che rispettano precisi valori di trasmittanza termica espressa in W/m2K.
• Fatto il preventivo è meglio accettarlo solo se analitico e se dichiara l’uso di materiali certificati per la posa qualificata e/o a regola d’arte, che si riconosce, ad esempio, dal Marchio di Progettazione Posa Qualità conforme alle norme UNI 11673.

A cura di Paolo Manca

da 50 a 100 mq

Come arredare con il color melanzana: una palette sofisticate da copiare

In un appartamento di fine Ottocento nel cuore di Amsterdam, l’interior designer Sheila Thompson trasforma gli ambienti con una palette elegante fatta di melanzana, rosa cipria e malva. Un mix raffinato di vintage e design contemporaneo dove il colore diventa il filo conduttore della casa e i dettagli raccontano storie, passioni e ricordi.

Sì, sono i dettagli che fanno la differenza! Lo ha pensato subito Sheila Thompson, graphic designer, quando si è trasferita nell’appartamento del compagno Ben: un terzo e quarto piano in un edificio del 1890 nel cuore di Amsterdam. «Finestre porte in stile, soffitti alti... e la luce, tutto aveva un grande charme» racconta la designer. «Non mi restava che trovare la palette giusta per rinnovare il suo stile».

LE SCELTE FATTE:
Le tinte polvere del rosa – dal cipria, al malva, al blush fino al melanzana – hanno dato vita a una palette sofisticata, perfetta nel mix di arredi vintage, di recupero e pezzi più moderni. «Uno stile mix di stili» - come lo definisce Sheila, dove il colore scandisce e modula gli spazi.

LA CUCINA DA SPAZIO CHIUSO AD AREA OPEN:
Tolto il tramezzo interno che separava la piccola cucina dalla sala da pranzo, Sheila ha ricavato uno spazio arioso e luminoso. «Ora ho finalmente posto per un grande tavolo, perfetto per accogliere gli amici e da usare come zona lavoro in più», racconta. Vincente l’idea di dipingere a scatola la stanza, abbinando la tinta blush delle pareti al malva, con un tocco di grigio, per gli infissi e il soffitto. Eliminati i pensili, i mensoloni fai-da-te dialogano con le nicchie e le ante della cucina di recupero dipinte di nero.

COME DOSARE UN COLORE INTENSO:

  • Se scegli un colore intenso e particolare come questo punto di viola, usalo su una parete colpita dalla luce per renderlo brillante.
  • Se cerchi accenti di colore da usare a piccoli tocchi per rompere il melanzana, puoi optare per giallo o arancio se vuoi un effetto pop, salvia e beige per ‘spegnere’. Un mix raffinato è con il verde acqua.
  • Il viola melanzana si accosta bene con legni di tonalità chiara e non troppo calda (più verso il grigio che verso il giallo/rosso).
  • È un colore ideale per ambienti boho-chic con accessori in paglia.

IL TOCCO DI STILE:
La passione di Sheila per le collezioni di cimeli e memorabilia attraversa tutta la casa e ne diventa parte integrante dello stile. Oggetti carichi di ricordi, piccoli tesori trovati nei mercatini o custoditi nel tempo raccontano affetti, viaggi e storie lontane. Sono appesi alle pareti come in una piccola galleria personale oppure trovano posto su mensole, librerie e mobili vintage, contribuendo a creare ambienti autentici e vissuti. Ogni dettaglio aggiunge carattere agli spazi e dialoga con la palette polverosa della casa, trasformando l’arredo in un racconto intimo e stratificato.

Styling Monique van der Pauw
Foto Ton Bouwer/House of Pictures/Living Inside
Testi Elisabetta Viganò

Idee per la tavola

Come creare dei portatovaglioli fai da te con la carta

Sei in cerca di idee fai-da-te per rendere speciali le tue mise en place? Fiori, ramage e decori fioriti spuntano sui portatovaglioli di carta realizzati con l’intaglio. E i petali diventano tridimensionali... Scopri come realizzarli

Vuoi dare un tocco creativo alla tavola con un progetto semplice ma d’effetto?
I portatovaglioli fai da te in carta si trasformano in piccoli decori floreali: intagli delicati, motivi botanici e dettagli tridimensionali rendono ogni mise en place più originale e raffinata. Ecco come si realizzano:

OCCORRENTE:
foglio bianco A4
cartoncini colorati leggeri A4
carta carbone
righello
matita
forbici
cutter
nastro biadesivo

COME SI FA:
1. Prendi le misure e taglia a metà, in lunghezza, il foglio bianco A4 e i cartoncini. Partendo dalla base del foglio segna delle linee di riferimento a cm 3,5, a cm 5, a cm 13 e a cm 8. Disegna sulla parte centrale, da cm 13, il motivo con foglie o un fiore da intagliare.
2. Appoggia la carta carbone sul cartoncino colorato e sovrapponi il modello appena realizzato. Con la matita ripassa le linee di riferimento e il disegno.
3. Con il cutter (proteggi il piano di lavoro con un tappetino da taglio) incidi per metà ciascuna foglia che compone il decoro. Piega la parte tagliata verso l’alto e schiaccia con il dito sulla piega,> in modo da ottenere un effetto 3D.
4. Piega il cartoncino lungo i segni di riferimento e fissa sul retro i due lembi sovrapposti con il nastro biadesivo. Infila all’interno il tovagliolo.

A cura di Elisabetta Viganò e Cristina Dal Ben interior stylist @wunderlab

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Fai da te

I portatovaglioli intagliati

Sguardi creativi 2026: le tre immagini del mese selezionate dall’art director

Giorgia Bimbatti Giorgia Bimbatti

Una selezione di 3 immagini scovate in giro tra Instagram e il web e raggruppate in trittici da Giorgia Bimbatti, Art Director di CasaFacile. Fotografi, artisti, illustratori, typo designer: i loro lavori ispirano e fanno pensare. Scopri il tema del mese sfogliando la gallery!

IL TEMA DI APRILE:
EMPATIA

Empatia è la capacità di comprendere e condividere i sentimenti, i pensieri e le emozioni degli altri, mettendosi nei loro panni e vedendo il mondo dalla loro prospettiva, pur mantenendo la distinzione tra i propri sentimenti e quelli altrui.

@riccardo_gasperoni
Riccardo Gasperoni anima le foto di una casa progettata da @studiotenca rendendola ancor più viva ed empatica, aperta a far entrare i propri sogni e gli ospiti più diversi...

@freddieyauner con la sua maschera a specchio accoglie quello che lo circonda immedesimandosi con chi ha di fronte a sé.

@ugurgallen Contrappone due foto, guerra e pace, nel libro ‘Universi paralleli’. In un solo secondo ci fa comprendere che il tempo che viviamo è simultaneo. In questo scatto di Amer Almohibany, bambini corrono con dei palloncini colorati: da un lato in Siria, tra edifici bombardati nel quartiere di Jobar, alla periferia di Damasco, il 9 aprile 2016; dall’altro a Parigi.

IL TEMA DI MARZO:
SEDIMENTO

In geologia e fisica: materiale solido trasportato da agenti atmosferici o idrici e depositato, formando strati che possono diventare rocce sedimentarie. In senso figurato: un deposito attivo e vitale di idee e elementi culturali. In entrambi i casi, il tempo trasforma ciò che è fluido o frammentario in qualcosa di solido e profondo.

 

@silasehrazatyucel
Sila Sehrazat Yücel Pensatrice profonda / Ricercatrice di meraviglie / Dominatrice della realtà - Designer / Artista digitale... Spazia nelle arti visive dal disegno all’oggetto fisico, fino alla ricerca tramite la tecnologia di nuovi modi per reimmaginare ciò che quei materiali potrebbero diventare.

@emmett_sparling
Emmet Sparling è fotografo e regista, gira il mondo catturandone l’essenza senza ausilio di intelligenze artificiali. Ce ne fa dono raccontando storie a impatto positivo.

@celiapym
Celia Pym Artista tessile, esplora i danni e le riparazioni nei tessuti. Il suo rammendo è un lavoro lento che fa riaffiorare il danno. Filo dopo filo, esaltandone il vissuto.

IL TEMA DI FEBBRAIO:
ACCOSTARE

Avvicinare, abbinare, mettere due o più elementi l’uno accanto all’altro, accomunare, affiancare, collegare, combinare, connettere, giustapporre, unire, abbinare, accoppiare, appaiare.

@rramos.art
Ramón Ramos, paper artist spagnolo con base a Vancouver, Canada, crea sculture di carta in cui fonde accurata precisione, creatività e artigianalità, in pezzi che bilanciano lo splendore geometrico con gusto artistico.

@albert_von_kitsch
Albert Von Kitsch, artista visivo e designer di Oaxaca, in Messico, noto per il suo marchio di arte e moda @minimal.kitsch, con il collage artistico ‘Margarita’ unisce antico e con- temporaneo grazie a vivaci ricami, bottoni e motivi culturali tradizionali, in una nuova connessione visiva.

@nahm__c
Nahomi Hayashida, nail artist di Tokyo, ci presenta una versione bicolor dagli accosta- menti cromatici sublimi. Tutti colori di tendenza, abilmente combinati.

IL TEMA DI GENNAIO:
DAR VITA A...

Generare o provocare l’esistenza di qualcosa, che sia un’istituzione, un’idea, un’opera d’arte o un evento, ovvero rendere reale o attivo.

@cloudyafternoonstudio
Claudia Guariglia usa più modi per esercitare la sua creatività: con maglia, uncinetto, punch needle, tufting, non importa il mezzo o la tecnica, ma trasformare materiali grezzi in qualcosa che nasce come una visione, rendendola reale.

@momusso
Martina Lorusso dalla fine di un amore ha iniziato a disegnare ciò che provava e non ha più smesso. Il disegno le permette di interpretare e condividere le emozioni con estrema semplicità: “La vita accade mentre si cerca di capirci qualcosa”.

@mariannabalducci_chidisegna
In foto, l’illustratrice Marianna Balducci al festival ‘Maratona per un Disegno Infinito del Mondo: opera collettiva di coloro che vorranno lasciare un segno’. La stanza bianca ha preso vita con i disegni di autori ospiti e di centinaia di bambini.