Come arredare una camera da letto in stile Shambolism

Uno stile che mescola elementi diversi – vintage e moderno, minimal e curvy – con attenzione alla sostenibilità. Scopri i suoi elementi base

Il termine deriva dall’inglese 'shambolic', che significa caotico. In questo caso però il caos diventa un linguaggio creativo capace di combinare estetiche differenti.

Lo shambolism accosta forme curvy e minimal, arredi vintage e oggetti moderni.

Una caratteristica importante è l’attenzione alla sostenibilità: alcuni arredi e complementi sono realizzati con materiali riciclati o riciclabili. Il risultato è una camera dinamica e contemporanea.

Il mix dello stile
* forme curvy
* elementi minimal
* arredi vintage
* materiali riciclati o riciclabili

 

A cura di Elena Favetti

Come arredare una camera da letto in stile Japandi 2.0

Il Japandi evolve: alle linee essenziali si affiancano tonalità più calde e materiali naturali che rendono la camera più accogliente. Scopri gli elementi chiave per copiare questo stile

Il Japandi 2.0 nasce dall’incontro tra stile giapponese e design scandinavo ma introduce un cambiamento importante. Il bianco assoluto lascia spazio a tonalità più calde, terrose e naturali che rendono l’ambiente più avvolgente.

Il legno curvato resta uno degli elementi centrali di questo linguaggio stilistico, mentre tessuti e colori naturali contribuiscono a creare una sensazione di equilibrio e comfort.

La camera da letto mantiene così la sua essenzialità ma acquista maggiore calore.

Elementi chiave dello stile
* legno curvato
* palette calda e naturale
* tessuti naturali
* equilibrio tra minimalismo e comfort

 

 

A cura di Elena Favetti

Icone del design

La sedia pieghevole Plia: la rivoluzionaria idea salvaspazio

Icona del design italiano, la sedia Plia ha trasformato il concetto di seduta pieghevole grazie a un ingegnoso meccanismo e materiali innovativi. Dal debutto negli anni ’60 al Compasso d’Oro, scopri perché è ancora oggi un must dell’arredo funzionale e salvaspazio.

Ci sono oggetti che attraversano il tempo senza perdere smalto, anzi, diventando sempre più attuali. La sedia Plia è uno di questi. Si racconta che, alla sua presentazione al Salone del Mobile del 1967, il successo fu tale che i visitatori decisero di portarsi via direttamente gli esemplari esposti, costringendo l’azienda Anonima Castelli a incatenarli allo stand. Un episodio che oggi fa sorridere, ma che racconta bene la forza innovativa di un progetto destinato a fare storia.

A quasi sessant’anni di distanza, quella stessa intuizione continua ad “andare a ruba”. E non è difficile capirne il motivo.
La Plia non è stata la prima sedia pieghevole mai progettata, ma è stata quella che ha cambiato radicalmente il modo di viverla. Prima di lei, le sedute richiudibili erano considerate soluzioni di fortuna, spesso poco eleganti e destinate a un uso occasionale. Con la Plia, invece, la sedia pieghevole entra a pieno titolo nell’arredo domestico, diventando pratica, bella e intelligente.

Il segreto sta in un dettaglio tanto tecnico quanto geniale: il perno centrale a tre dischi. È qui che si concentra tutta la magia del movimento. In un unico punto si trovano lo snodo delle gambe e la rotazione della seduta, che si muove in avanti e indietro con estrema fluidità. Un sistema semplice solo in apparenza, ma capace di garantire stabilità, leggerezza e facilità d’uso.

A rendere la Plia ancora più innovativa, poi, sono stati i materiali: acciaio e policarbonato. Moderni, resistenti e al tempo stesso leggeri, hanno permesso di creare una sedia solida ma visivamente “trasparente”, quasi discreta nello spazio. E quando non serve? Si chiude in un attimo e può essere appesa alla parete, liberando superficie e mantenendo l’ambiente ordinato.

Oggi siamo così abituati a questo tipo di soluzione da darla quasi per scontata. Eppure, la Plia ha davvero cambiato il modo di arredare le case, anticipando quel bisogno di flessibilità e multifunzionalità che oggi è più attuale che mai. Non a caso, nel 1969, ha ricevuto il Compasso d’Oro, uno dei riconoscimenti più prestigiosi del design italiano.

Da allora, il suo impatto non si è mai fermato. Designer e aziende di tutto il mondo hanno reinterpretato il concetto di sedia pieghevole, sperimentando nuovi materiali, colori e forme, sia per gli interni che per gli spazi outdoor. Ma l’essenza resta quella: un oggetto capace di trasformarsi, adattarsi e semplificare la vita quotidiana.

La Plia non è solo una sedia. È la dimostrazione che anche il gesto più semplice — aprire e chiudere — può diventare un’idea rivoluzionaria.

Testi: Elena Favetti

Come arredare una camera da letto in stile Modern Farmhouse

Il fascino rustico dello stile farmhouse si rinnova con arredi più minimali e materiali naturali: benvenuto country contemporaneo!

Il modern farmhouse rilegge lo stile country in chiave contemporanea. Gli arredi diventano più essenziali e squadrati rispetto alla tradizione, pur mantenendo elementi distintivi come cornici e materiali.

Il legno resta protagonista e si abbina a superfici laccate e tessuti naturali e grezzi. Questo equilibrio tra elementi rustici e linee moderne crea una camera da letto accogliente, ma attuale.

Il mix di materiali
* legno
* superfici laccate
* tessuti naturali
* tessuti grezzi

 

 

A cura di Elena Favetti

News

Arte digitale e artigianato: le stanze tessili di Richard Nadler

Alessandra Barlassina

Alessandra Barlassina  •  Gucki

Blogger CF Style

Cosa succede quando l’intelligenza artificiale incontra il lavoro manuale, lento e materico dell’artigianato tessile? La risposta è nelle opere dell’artista tedesco Richard Nadler, che costruisce un dialogo sorprendente tra tecnologia e tradizione.

Le immagini dell'artista tedesco Richard Nadler nascono da una fase di creazione digitale con l’AI, ma prendono poi forma anche in grandi lavori tessili ricamati, dove il gesto umano restituisce profondità, texture e unicità a ciò che è stato generato in digitale.

Tra i progetti più affascinanti c’è HabiTextures, una collezione di 30 interni domestici che raccontano atmosfere diverse, tutte accomunate da una presenza forte e poetica della natura. Piante, luce, tessuti e arredi convivono in ambienti sospesi tra reale e immaginario, dove il confine tra casa e paesaggio si fa sottile.

Ogni scena è studiata come un piccolo mondo: stanze intime e suggestive, in cui i materiali – veri o evocati – diventano protagonisti insieme agli elementi naturali, creando composizioni ricche e immersive.

Il progetto vive su due livelli: da un lato quello digitale, con la possibilità di acquistare le opere in formato NFT, dall’altro quello fisico, grazie a una versione ricamata esclusiva che trasforma l’immagine in oggetto tangibile.

Un approccio ibrido che apre nuove prospettive sul modo di intendere l’arte e il décor: non più solo da guardare, ma anche da “abitare”, tra innovazione tecnologica e saper fare artigianale.

Per scoprire di più: richardnadler.com

Fuorisalone 2026: cosa vedere in 5VIE

Dal 20 al 26 aprile 2026, il distretto 5VIE anima la Milano Design Week con 'QoT – Qualia of Things.', un'esperienza che si configura come un’alternativa all’ormai diffuso Internet of Things (IoT), spostando l’attenzione dalla connettività dei dispositivi e dall’efficienza di dati ed algoritmi, alla capacità degli oggetti di dialogare con i nostri sensi, creando emozioni e sensazioni uniche ed esclusive.

L’edizione 2026 della Design Week di 5VIE, intitolata "QoT – Qualia of Things", propone un cambio di prospettiva rispetto all’Internet of Things: non più centralità di dati, algoritmi e connettività, ma delle esperienze  soggettive che gli oggetti generano.

Il design viene quindi reinterpretato come un linguaggio che unisce sensi, dati e vissuti, capace di preservare la dimensione umana in un mondo dominato dalla tecnologia. Non conta tanto l’oggetto in sé, quanto le sensazioni e le risonanze interiori che suscita. QoT invita dunque a vivere il design come un’esperienza profonda, estetica ed etica, che coinvolge mente e cuore, valorizzando la soggettività e il significato personale di ciò che percepiamo.

Anche quest'anno, agli spazi di Palazzo Correnti e SIAM e all'esposizione presso le prestigiose Cavallerizze del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci si affiancheranno laboratori, showroom e gallerie. 5VIE Design Week si conferma come uno degli eventi più attesi del Fuorisalone 2026, offrendo un mix di artigianato, innovazione e arte concettuale. Ecco la nostra selezione dei progetti più interessanti!

5VIE HQ di Via Cesare Correnti 14

Richard Yasmine con Vessels dell’Intangibile

Vessels dell’Intangibile è una collezione di illuminazione al confine tra design e arte, che esplora le forze sensoriali invisibili che precedono il pensiero. Ogni opera trasforma i cinque sensi in soglie di consapevolezza, evocando memoria, desiderio e tensione. Realizzate con tecniche artigianali, le sculture luminose diventano reliquie sensoriali: la luce emerge dall’interno, trasformando lo spazio e privilegiando l’esperienza emotiva su ciò che si vede.

Studio mo man tai con Reflecting Diverseness

Lo studio mo man tai presenta Riflettere la Diversità, un’installazione site-specific che trasforma i dati demografici di Milano in un paesaggio immersivo di fiori specchianti. Realizzati con acrilico di scarto, i fiori riflettono luce e movimento, coinvolgendo attivamente i visitatori. L’opera, ideata da Ulrike Jurklies e Paul Bas, rende visibile la diversità culturale della città, trasformando numeri astratti in esperienza emotiva e spaziale, e sottolinea come la diversità sia una struttura viva e partecipativa.

Ale Jordao con Pink Toilet

Cosa accade quando uno spazio intimo e funzionale smette di essere privato per diventare esposizione? In Pink Toilet l’artista Alê Jordão trasforma il bagno di un edificio storico in un’installazione immersiva (ispirata al Pink Motel di Los Angeles) che unisce eccesso, memoria e corpo. Il bagno diventa protagonista e assume un’aura seducente, un luogo in cui trascorriamo tempo, ci osserviamo e ci spogliamo delle nostre maschere.

Federica Sala con SPARKLING WATER

In occasione della Milano Design Week 2026, Federica Sala presenta in un’installazione immaginifica una nuova collezione di pezzi unici e visionari in vetro e pietre preziose sviluppati attorno al tema dell’acqua.

HAUTS RELIEFS con Quando i Mobili del '700 e '800 Incontrano il Design e l'Artigianato Contemporaneo

L’associazione francese Hauts Reliefs presenta a Milano la sua prima collezione di arredi upcycled, trasformando mobili antichi invece di crearne di nuovi. Sei pezzi-manifesto nascono dal dialogo tra designer (tra cui Paul Bonlarron, Cheeri, Dominique Picquier e Régis Protière) e artigiani specializzati, unendo patrimonio, tecniche tradizionali e creazione contemporanea, promuovendo economia circolare e trasmissione del sapere artigianale.

Polish Creative Center in Milan con Crafted in Podlasie. Design Meets Heritage

Crafted in Podlasie. Design Meets Heritage è un progetto che unisce design contemporaneo e patrimonio culturale della regione polacca Podlasie. L’iniziativa valorizza le tradizioni artigianali locali reinterpretandole per il gusto moderno e il mercato globale, trasformando oggetti d’uso tradizionali in opere di design, arredi, tessuti e oggetti di lusso. La collezione include legno, tessuti, ceramica, lampade e decorazioni in paglia, combinando funzionalità, estetica e spiritualità, mostrando il patrimonio come organismo vivo.

Shota Shimode con CONTEXTS

Attraverso forme quotidiane come lampade, sgabelli e oggetti per la tavola, il tempo si trasforma da concetto astratto in qualcosa di tangibile, che può essere toccato e utilizzato. Muovendosi tra precisione industriale ed etica dell’artigianato, la mostra ricompone silenziosamente la relazione tra materiali e vita quotidiana.

Manufactures nationales - Sèvres & Mobilier national con Faire Ensemble - Crafting the French art de vivre

Manufactures nationales – Sèvres & Mobilier national presenta una partnership con le Entreprises du Patrimoine Vivant e rinnova la collaborazione con editori francesi, celebrando l’eccellenza del savoir-faire francese in tessuti, arredamento e ceramica. La scenografia, ideata da Camille Drigny e Iseult Schmeler dell’École Bleue, valorizza il design francese sulla scena internazionale.

Officinanove con One Process, Many Echoes

Officinanove presenta una selezione di progetti che interpretano il design come presenza discreta e duratura. In questa visione, il metallo diventa portatore di messaggi, valori e dettagli, capace di costruire nel tempo un dialogo silenzioso tra oggetti, spazio e persone dove un sapere produttivo genera diverse risonanze progettuali.

5VIE HQ Cavallerizze in Via Olona 4

Giuditta Vettese con La Fiamma che non Brucia

La scultura La fiamma che non Brucia rappresenta un altare domestico e spazio di contemplazione. Realizzata in ceramica smaltata concava per contenere acqua, simbolo di vita e purificazione, unisce simbolismi culturali e forme organiche. La “fiamma” paradossale rappresenta energia eterna e ciclica, mentre un’interazione performativa trasforma gesto, corpo e suono in rituale, evidenziando il legame tra esseri umani e oggetti.

Noe Kuremoto con Jōmon: un inno per le madri

I Jōmon Vessels dell’artista giapponese Noe Kuremoto sono un omaggio alla maternità, celebrando la bellezza, la ferocia, la dedizione e la gioia della vita materna. Questi vasi scultorei reinterpretano le antiche ceramiche del periodo Jōmon, tradizionalmente usate in contesti domestici e rituali. Realizzati a mano, fungono da talismani e tributi ai momenti quotidiani di luce e ombra, riflettendo sul ruolo della maternità nella società contemporanea.

Sara Ricciardi Studio con ALMA WATER – La stanza del mare

L’installazione immersiva di Sara Ricciardi Studio celebra il legame ancestrale tra corpo e acqua, la bellezza del mare e il turchese come esperienza emotiva, offrendo alla Milano Design Week 2026 uno spazio di contemplazione, ascolto e interazione comunitaria.evoca il cuore liquido della Sardegna. Tessuti sospesi simili a onde e un dispositivo sonoro trasformano lo spazio in un padiglione partecipativo.

Marco Guazzini con Resonance

L’installazione Resonance di Marco Guazzini, curata da Maria Cristina Didero, propone un paesaggio surreale e modulare in cui materia, colore e forma sono in costante evoluzione. L’opera sfuma i confini tra arte, design e architettura, invitando lo spettatore a partecipare attivamente e creando spazi adattabili che uniscono estetica, funzionalità e narrazione.

Armand Louis e Roberto Beltrami con L’Instabilità Necessaria

Il Consolato svizzero a Milano, 5VIE e Galleria Rossana Orlandi presentano "L’instabilità necessaria", frutto della collaborazione tra Armand Louis e il maestro vetraio Roberto Beltrami. Dopo oltre 35 anni nello studio oï, Armand Louis si immerge a Murano nell’arte del vetro, unendo tradizione secolare e innovazione. La mostra esplora come le “anomalie” della materia, come l’ossidazione del rame, possano diventare fonte di ispirazione: la forma emerge dall’interazione intuitiva tra artigiano, materia e sguardo esterno. L’instabilità diventa principio creativo, rivelando che il sapere tramandato si rinnova quando si accoglie l’imprevedibile e si ascolta la materia.

Atelier Bowy C.D. / Henzel Studio​ con The Atelier Editions

La piattaforma riunisce nove architetti e designer internazionali per reinterpretare il tappeto fatto a mano come forma scultorea. Realizzate con tecniche avanzate di annodatura e ricerca sui materiali in collaborazione con Atelier Bowy C.D., le opere sono edizioni limitate (20 + 1 prova d’artista) e si collocano tra architettura e collectible design.

Instituto Guatemalteco de turismo​ con Guatemala disegna con le mani

Guatemala disegna con le mani arriva in 5VIE per celebrare la fusione tra tradizione artigianale e design contemporaneo. Un progetto itinerante che invita a scoprire la ricchezza culturale e creativa del Guatemala attraverso uno sguardo che unisce eredità millenaria, innovazione e sostenibilità.

OOCCA con ÉCORCHÉ - Anatomia di un Mobile

"ÉCORCHÉ – Anatomia di un Mobile" è una mostra curatoriale che esplora la sostenibilità come struttura, non come etichetta. Smonta il mobile fino alla sua anatomia per mostrare materiali, logiche costruttive e processi produttivi, interrogando su cosa renda un oggetto davvero durevole.

Ryota Yokozeki con Froma Flat

From Flat di Ryota Yokozeki sperimenta materiali diversi per sviluppare oggetti lifestyle, considerando comunicazione, ambiente, portabilità e potenziale dei materiali. La mostra personale interpreta storia e processi della produzione di massa per generare nuove forme, valori e prospettive progettuali.

Distretto 5VIE

Accademia Teatro Alla Scala al 5VIE HQ SIAM

Anche l’Accademia Teatro alla Scala, il polo formativo del Teatro milanese che prepara tutte le figure artistiche, tecniche e manageriali che operano nel campo dello spettacolo dal vivo, sarà fra i protagonisti della settimana. Ad animare la giornata di festa del Distretto 5VIE tantissimi giovani che sognano una carriera in scena come dietro le quinte [SIAM, Via Santa Marta 18].

Accademia di Belle Arti di Brera con RAKETOPIA tool-being

Gli studenti di Design dell’Accademia di Belle Arti di Brera presentano RAKETOPIA tool-being, uno spazio di ricerca e sperimentazione dove il rastrello è tipologia per riflettere sul rapporto tra individuo e spazio, tra azione e trasformazione, tra gesto e traccia [Giardino segreto Via Terraggio].

Piloto Milano con Echoes of Elsewhere

Echoes of Elsewhere, progetto di Piloto Milano curato da Ricardo Gaioso con Plus, esplora il design come pratica di traduzione di esperienze e memorie. Attraverso oggetti nati da processi non lineari, la mostra indaga l’abitare urbano come realtà instabile. Ambientata in uno storico palazzo liberty milanese, crea un dialogo tra linguaggi contemporanei e architettura, invitando a ripensare il modo in cui viviamo la città oggi [Residenza Vignale, Via Enrico Toti 2].

Creative Hungary con Budapest Select - Patterns of Being

Creative Hungary presenta Budapest Select – Patterns of Being, mostra con 26 designer e marchi ungheresi, organizzata in cinque sezioni tematiche (Attualità, Aspirazione, Destino, Ciclo, Responsabilità). L’esposizione unisce artigianato, conoscenza dei materiali e riflessione critica, offrendo a Milano una prospettiva contemporanea dell’Europa centrale sul design e sul ruolo dell’intenzione e della responsabilità nella creazione [Via Olmetto 1].

Heiwa Gokin x we+ con Unseen Objects / Overflow

La collezione Unseen Objects / Overflow nasce dalla collaborazione tra la fonderia giapponese Heiwa Gokin e lo studio we+. I designer reinterpretano le “bave” di fusione — normalmente scartate — come tracce materiali da valorizzare, combinandole con pannelli in alluminio per creare scaffali e tavoli bassi. La serie trasforma le imperfezioni del processo industriale in linguaggio strutturale, mettendo in luce tecniche di fusione avanzate e il valore culturale delle pratiche artigianali della fonderia [Via Santa Marta 10].

Casa Ornella

Per la MDW 2026, Maria Vittoria Paggini presenta Casaornella – Animale Sociale, un progetto di interiors che trasforma la casa in un organismo domestico attraversabile. Eliminando le porte e lasciando solo confini visibili, lo spazio diventa dispositivo per la convivenza, sottolineando come abitare significhi relazione e partecipazione, più che semplice allestimento [Via Conca del Naviglio 10].

TAKT PROJECT con Lesson in Relations: Dialogue with Trees #100

Il progetto esplora un approccio alternativo al design stesso — fondato sul dialogo piuttosto che sul controllo — utilizzando rami raccolti nel bosco come motivo centrale. Alla sua base risiede una filosofia della natura profondamente radicata nella cultura giapponese [Chiesa San Bernardino alle Monache – Via Lanzone 13].

Floralis di Humberto Campana per Art de Vivre

La collezione Floralis per Art de Vivre affonda le sue radici nella pratica illustrativa di Humberto Campana. Il suo tema centrale trae ispirazione dall’universo vivente delle strutture cellulari, riprodotte su larga scala e poi tradotte in un tessuto intrecciato realizzato a mano, che prende vita grazie all’arte, alla competenza e alla maestria artigianale [Teatro Arsenale, via Cesare Correnti 11].

Byredo con In conversation with

La collaborazione tra il brand Byredo e il designer Jean-Guillaume Mathiaut  dà vita a un’edizione limitata di sedute scultoree in legno, rifinite in nero con inchiostro giapponese. Sei pezzi totali sono concepiti come opere espositive e spazi di quiete per contemplazione e scambio [Chiostro del Cappuccio, via Cappuccio 3/5].

Takeda Katsuya Design con Poesia senza Parole - 言葉なき詠

Nello spazio milanese di Takeda Katsuya Design, la collezione Brace reinterpreta il chaban giapponese trasformandolo in un sistema d’arredo contemporaneo, modulare e sensoriale. Attraverso mobili, wagashi, bonsai e opere pittoriche, l’esposizione crea un percorso immersivo che unisce tradizione e quotidianità, invitando a rallentare e valorizzare il tempo creando una poesia senza parole con cui tessono un mondo silente e appassionato [Via del Torchio 5/7].

Buccellati con l'installazione immersiva "Aquae Mirabiles"

Alla Milano Design Week 2026 debutta "Aquae Mirabiles" di Buccellati: un’esperienza visiva immersiva curata da Federica Sala con il tocco artistico di Luke Edward Hall. L’installazione omaggia la linea Caviar, reinterpretando il suo celebre motivo a microsfere attraverso un viaggio suggestivo e "subacqueo" tra artigianalità e design contemporaneo [Piazza Tomasi di Lampedusa]

Alberto Levi Gallery con VENETIAN ECHOES - MISE EN ABYME

Marta Bastianello inaugura una nuova fase del proprio percorso creativo con Venetian Echoes | Framing Light and Matter, un’installazione concepita per la galleria di Alberto Levi, che si trasforma in un interno veneziano contemporaneo [Via San Maurilio 24].

Laboratorio Paravicini in collaborazione con Natalia Criado - METALIA

Ceramica e metallo si incontrano su una tavola immaginaria. L’acciaio offre protezione e sostegno, la ceramica, fragile e decorativa, si manifesta con la sua leggerezza. L’apparecchiatura è qui scomposta nei suoi elementi primari, rivelando l’essenza del quotidiano in un’immagine metafisica [Via Nerino 8].

THE LANTERNS | ART con Shaping the Act of Becoming

The Lanterns | Art mette in dialogo designers e artisti sul tema della trasformazione della materia, tra fotografia, marmo, tessile, ottone, detriti plastici, vetro e legno. Il progetto indaga l’unicità dell’opera come esito di processo, gesto e relazione con il materiale [Via Gaudenzio Ferrari 16].

Atelier Angela Florio e DecorAzione® con Arràs. La luce nella trama.

Angela Florio trasforma il suo atelier in una “stanza di luce” con Arràs, arazzo contemporaneo in fibra ottica della collezione "Meduse da Mare". Composto da due elementi speculari, l’opera unisce memoria tessile e tecnologia luminosa, evocando creature bioluminescenti e reinterpretando l’arazzo come superficie sensibile alla luce e alle vibrazioni dello spazio [Via S.M. Fulcorina 20].

 

- articolo in aggiornamento - 

 

Come arredare una camera da letto in stile Massimalismo curato

Uno stile ricco ma sofisticato in cui tessuti importanti, metalli preziosi e forme morbide creano una camera scenografica. Scopri come puoi ricrearlo a casa tua

Il massimalismo curato è uno stile carico, ma sempre elegante. Tessuti e texture importanti diventano protagonisti e si combinano con materiali come pelle e superfici laccate lucide.

A completare l’insieme arrivano metalli raffinati come ottone e oro rosa, anche con finiture a specchio. I dettagli sono scelti con attenzione per risultare preziosi ma non eccessivi, mentre le forme curvy e abbondanti definiscono un ambiente ricco e armonioso.

Materiali protagonisti
* tessuti e texture importanti
* pelle
* laccati lucidi
* metalli come ottone e oro rosa

 

 

 

A cura di Elena Favetti

Palazzi Storici di Milano da visitare durante il Fuorisalone 2026

Durante la Milano Design Week, arte e design si fondono con il ricco patrimonio architettonico della città. Qui trovi gli edifici storici che aprono le loro porte per accogliere mostre, eventi e installazioni.

Durante la Design Week, Milano apre le porte di alcuni dei suoi palazzi storici più affascinanti, trasformandoli in scenari esclusivi per installazioni e mostre. Mentre alcune dimore nobiliari e cortili d’epoca sono sempre visitabili, altre aprono solo in queste occasioni speciali, offrendo al pubblico la possibilità di scoprire capolavori architettonici solitamente inaccessibili. Da Palazzo Litta a Palazzo Isimbardi, queste location diventano parte integrante dell’esperienza del Fuorisalone, unendo design e storia in un contesto unico.

Palazzo Litta

Centro nevralgico della Milano Design Week, Palazzo Litta ospita nuovamente MoscaPartners con il tema "Metamorphosis", intesa come trasformazione potenziata dalla sperimentazione, dallo sviluppo di nuovi materiali e dalle tecnologie che oggi possediamo. Il Cortile d'Onore darà spazio alla grande installazione dell'architetta franco-libanese Lina Ghotmeh, mentre nel suggestivo Cortile dell’Orologio prenderà forma il Bar Adrenalina firmato da Debonademeo Studio e che accoglie un'installazione site specific integrata nell'allestimento, ideata da Michele Spanghero. [Corso Magenta 24]

Palazzo Isimbardi

Rimadesio celebra il suo 70° anniversario con BECOMING, un progetto articolato che racconta un'identità in continua evoluzione tra memoria e futuro. A Palazzo Isimbardi presenterà un progetto installativo curato da Juma, che prevede un'opera di Encor Studio dedicata a luce e vetro e una sala immersiva incentrata sul racconto del marchio [Corso Monforte 35].

Palazzo Gallarati Scotti

Imperdibile lo showroom Poltrone Frau che ha sede in questo Palazzo in sobrio Barocco milanese ma che al suo interno nasconte la 'sala d'armi', sontuosamente decorata con affreschi di Carlo Innocenzo Carloni e del Tiepolo. Per la Milano Design week verranno presentate le nuove collezioni del brand [Via A. Manzoni 30].

Palazzo dei Giureconsulti

A solo due passi dal Duomo (e con una terrazza che affaccia proprio verso la Piazza), anche quest'anno torna Masterly – The Dutch in Milano con la sua decima edizione [Piazza dei Mercanti 2].

Palazzo Donizetti

Situata nel cuore di Milano, questa residenza del XIX secolo, ospiterà nuovamente l'Appartamento firmato Artemest. Lʼevento celebra il fascino senza tempo dellʼartigianato e del design italiano attraverso la visione cinque studi di interior design internazionali: Sasha Adler Design, March and White Design, Rockwell Group, Charlap Hyman & Herrero, and Urjowan Alsharif Interiors [Via Gaetano Donizetti 48].

Palazzo Citterio

La Uzbekistan Art and Culture Development Foundation (ACDF) presenta un’esposizione immersiva che intreccia l’artigianato uzbeko con la cultura e le tematiche ecologiche legate alla regione del Mar d’Aral. Promossa e ideata da Gayane Umerova, presidente di ACDF, e curata dall’architetto Kulapat Yantrasast, la mostra riunisce opere realizzate da dodici designer internazionali: Bethan Laura Wood, Bobir Klichev, Didi NG Wing Yin, Fernando Laposse, Glithero, Kulapat Yantrasast, Marcin Rusak, Nifemi Marcus-Bello, Sanne Visser, Sevara Haydarova Donazzan, Studio CoPain e Raw-Edges [via Brera 12].

Casa Museo del Manzoni

Al piano terreno Cosentino presenta una progetto in collaborazione con Tom Dixon. Un’intersezione tra l’innovazione dei materiali del brand e la visione progettuale del designer [Via Gerolamo Morone].

Palazzo Borromeo d'Adda

All’interno dello storico Palazzo, LaCividina presenta l’allestimento immersivo "Atrio Calmo", curato dal duo creativo Barbieri Magalini e prodotto dall’agenzia di consulenza creativa MM Company. E verranno presentate le novità del brand tra cui, un sistema di imbottiti firmato da Norm Architects e il sistema di coffee table progettato da Zanellato/Bortotto, che reinterpreta in chiave tridimensionale la geometria della città di Palmanova [ Via Manzoni, 41].

Palazzo Brera

Nel suggestivo Loggiato della Pinacoteca di Brera, American Express presenta "Serotonin – the chemistry of happiness", un’installazione immersiva firmata da Sara Ricciardi. Un’opera che indaga il legame universale tra bellezza e felicità, trasformando il concetto scientifico dell’ormone della felicità in un’esperienza visiva e sensoriale coinvolgente [Via Brera 28].

Castello Sforzesco

Anche per l'edizione 2026, scendere nella Sala dei Pilastri del Castello Sforzesco sarà come entrare all’interno di una materia in transizione, grazie all'installazione "Albori" di Stark. Un’esperienza immersiva che guida il pubblico attraverso tre momenti chiave del processo creativo: ascolto, intuizione e composizione. [Piazza Castello].

Casa Bagatti Valsecchi

All'interno di Casa Bagatti Valsecchi, il progetto collettivo bulgaro DOPIR (che riunisce designer, un artista, un architetto e un fotografo) presenta una selezione di opere in legno, metallo e resina, esplorando il rapporto tra corpo, materia e spazio e mettendo al centro il tatto come esperienza primaria di connessione tra oggetto e persona. [Via Santo Spirito 7].

Casa Museo Bagatti Valsecchi

Il fascino della profumeria d’autore incontra l’avanguardia di Crosby Studios: Clive Christian Perfume presenta Transformism, un’installazione immersiva firmata da Harry Nuriev. All’interno delle sale storiche del museo, una monumentale scacchiera d'argento a grandezza naturale invita il pubblico a un gioco di percezioni [Via Gesù 5/Via Santo Spirito 10]

Palazzo Visconti

NEUTRA porta in scena 'MONOCHROME AFFINITY. Chapter 2' un nuovo capitolo firmato Migliore+Servetto. Un’installazione immersiva dedicata al dialogo tra colore e materia, una visione in cui il marmo diventa poesia, un materiale vivo capace di plasmare ambienti raffinati ed esclusivi proprio come le sale di Palazzo Visconti, un luogo solitamente chiuso al pubblico che Durante la Design Week apre le porte alla luce. [Via Cino del Duca, 8].

Residenza Vignale

PILOTO MILANO arriva alla terza edizione con "Echoes of Elsewhere", progetto che porta a Milano voci del design indipendente capaci di raccontare storie oltre il prodotto. Allestita nella Residenza Vignale, la mostra ospita oltre quindici designer internazionali, celebrando un design senza confini, dove materia, forma e cultura si intrecciano in una narrazione contemporanea e immersiva [Via Enrico Toti 2].

Palazzo del Senato

Allestita all'interno dello storico Palazzo del Senato di Milano, Škoda Auto presenta “Ooooh, that’s EpiQ!” , un'installazione immersiva che trasforma lo spazio in un paesaggio dinamico e giocoso, fatto di volumi morbidi e superfici modellabili. Sviluppato con il digital artist Ricardo Orts (Ulises Studio), il progetto propone un ambiente in continua trasformazione che invita a riscoprire lo spazio come esperienza interattiva e in evoluzione. [Via Senato 10].

Palazzo del Garden Senato

Molteni&C presenta "Responsive Nature", un'installazione curata da Elisa Ossino Studio. L’opera propone sei giardini interconnessi, ciascuno con una propria identità architettonica e botanica, dove il sistema di schermature guida lo sguardo del visitatore attraverso paesaggi che oscillano tra l’intervento umano e la supremazia della natura [Via Senato 14].

Il Palazzo di Fondazione Istituto dei Ciechi

All’Istituto dei Ciechi, lo studio Dotdotdot firma per GEELY "Anima Mundi, A Visionary Impulse" un grande allestimento immersivo che esplora il rapporto tra tecnologia, natura e interconnessione [Via Vivaio 7].

Il Palazzo di Fondazione Luigi Rovati

USM Modular Furniture, in collaborazione con lo studio Snøhetta, presenta "Renaissance of the Real" un’installazione multisensoriale, ideata dall’artista e experience designer Annabelle Schneider e che invita i visitatori a riscoprire la percezione del corpo e la presenza fisica in un’epoca dominata dalla digitalizzazione. La scenografia di Snøhetta integra luce, suono, profumi e superfici tattili, offrendo un’esperienza sensoriale che promuove calma, attenzione e connessione tra persone e ambiente [Corso Venezia 52]

Palazzo Arese Borromeo

Dal 10 aprile al 10 maggio 2026, nelle sale di Palazzo Arese Borromeo a Cesano Maderno, una mostra racconterà l’evoluzione del design dei giochi da tavolo.​ In mostra saranno presentati oltre cinquanta giochi: esemplari antichi provenienti da diverse parti del mondo, versioni in scala monumentale e pezzi in tiratura limitata [Via Borromeo, 41, Cesano Maderno].

Palazzo Confalonieri

In occasione della Milano Design Week 2026, ADVANTAGE AUSTRIA celebra la sua decima partecipazione con oltre trenta espositori riuniti in un’unica mostra che affianca aziende storiche a giovani studi e designer emergenti. Il concept espositivo, firmato dagli architetti Vasku & Klug, ruota attorno a un intenso blu che caratterizza gli spazi [Via Romagnosi 8]

Palazzo Molteni

A Palazzo Molteni, il brand presentala collezione indoor 2026 coordinata dal direttore creativo Vincent Van Duysen [Via Manzoni 9]

Palazzo Clerici

A Palazzo Clerici, uno dei palazzi più importanti di Milano, Poliform presenta l'installazione Multitude. Un giardino nascosto nel cuore di Milano, dove tempo e spazio si annullano nell’astrazione di una foresta urbana [Via Clerici 5]

Palazzo Acerbi

Palazzo Acerbi è uno degli edifici più carichi di storia e leggenda della città. Ha una palla di cannone incastrata nella facciata, memoria delle Cinque Giornate di Milano e lo si voleva dimora del Diavolo. In questo palazzo barocco, H&M HOME debutta con un’installazione concettuale che celebra la collaborazione con l’ interior designer americana Kelly Wearstler [Corso di Porta Romana 3]

Palazzo Bovara

A Palazzo Bovara, Elle Decor Italia dedica la mostra all’esperienza domestica concepita come un paesaggio multisensoriale, reinterpretando la dimensione abitativa come un luogo di connessione tra uomo e spazio [Corso Venezia 51]

Palazzo Castiglioni

Palazzo Castiglioni ospita Elle Decor Italia + Interiors from Spain con una nuova edizione di Appartamento Spagnolo a cura di Studiopepe [Entrata da Corso Venezia 51]

Palazzo Serbelloni

Palazzo Serbelloni continua a essere uno dei luoghi in cui il progetto si misura con la dimensione della messa in scena. Anche se sull’edizione corrente non ci sono ancora informazioni certe, dovrebbe ospitare nuovamente Louis Vuitton [Corso Venezia 16]

 

- articolo in aggiornamento - 

da 50 a 100 mq

Un ex studio dentistico diventa una casa piena di colore

Nel quartiere Porta Romana, a Milano, un ex studio dentistico diventa la prima casa di un giovane creativo: 85 mq trasformati a colpi di pattern grafici, un mix di arredi di design e low-cost e un uso del colore che vi farà venire voglia di ridipingere subito una parete!

La sfida: trasformare il "tecnico" in "accogliente":
Avreste mai detto che tra queste mura, fino a poco tempo fa, si curavano sorrisi? Nel cuore di Milano, un ex studio dentistico di 85 mq ha cambiato completamente vita. Il nuovo proprietario, un giovane designer, non si è lasciato scoraggiare dalla pianta rigida con ambienti separati e ha trasformato uno spazio professionale in una casa vera: accogliente, funzionale e piena di carattere grazie all'uso di pattern, colori e materiali.
Il nuovo layout accoglie due camere da letto, due bagni, uno studio, un ripostiglio con lavanderia e un ampio soggiorno con cucina. Una distribuzione articolata, studiata per sfruttare al meglio ogni metro quadrato e creare spazi ben definiti ma visivamente fluidi.

Il trucco del pavimento (da copiare!):
Il progetto parte da terra, letteralmente. Qui è il grès, usato in modo non convenzionale, a dettare il ritmo. Come? Usando pose e combinazioni geometriche diverse per ogni zona. È un’idea geniale per definire gli spazi (cucina, living, corridoio...) senza bisogno di alzare muri o barriere visive. Il risultato è una base materica neutra ma con uno spunto grafico che rende tutto più dinamico.

Colore e mix & match: il segreto è l’equilibrio
In questa casa il colore non è un semplice ospite, è il protagonista!
Se il pavimento costruisce il ritmo dello spazio, la cucina, gli arredi e i dettagli architettonici introducono accenti cromatici più decisi, creando un interno dinamico e personale. Il colore diventa uno strumento progettuale: evidenzia funzioni, crea profondità e dà carattere agli ambienti, riflettendo la sensibilità creativa di chi abita la casa.

Arredi soft budget + pezzi cult:
Qui i mobili accessibili vengono reinterpretati con creatività e accostati a pezzi di design e dettagli su misura. Un mix che rende l'ambiente autentico e mai banale.

Il risultato finale è uno spazio compatto ma in equilibrio tra funzionalità e stile: pattern, colori e materiali lavorano insieme per costruire un interno contemporaneo, capace di raccontare la personalità di chi lo abita e di dimostrare come anche un ex spazio professionale possa trasformarsi in una casa accogliente, vivace e su misura.

Progetto: Arch. Elena Vida, Marta Panzeri
Styling: Laura Mauceri

Foto: Cristina Galliena Bohman

Triennale Milano: la mostra “Andrea Branzi by Toyo Ito. Continuous Present”

Simona Ortolan

Simona Ortolan  •  Il pampano

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Alla Triennale di Milano una grande mostra racconta Andrea Branzi attraverso lo sguardo di Toyo Ito. Un percorso fluido tra oltre 400 opere ripercorre il pensiero e la ricerca di una figura chiave del design italiano.

Dal 19 marzo al 4 ottobre 2026, la Triennale di Milano ospita "Andrea Branzi by Toyo Ito. Continuous Present", una grande mostra monografica dedicata a una delle figure più influenti del design italiano contemporaneo. Un viaggio tra architettura, arte e paesaggio che mette al centro un’idea di progetto in costante evoluzione. Architetto, designer, teorico e curatore, Andrea Branzi viene raccontato attraverso lo sguardo dell’architetto giapponese Toyo Ito, con cui ha condiviso progetti e riflessioni nel corso degli anni.

La mostra nasce dal dialogo tra Triennale Milano e Fondation Cartier pour l’art contemporain, due istituzioni che hanno accompagnato momenti significativi del suo percorso. Il progetto espositivo si sviluppa come un itinerario biografico che attraversa le diverse fasi della ricerca di Branzi: dalle sperimentazioni radicali con Archizoom Associati a Firenze, fino alle esperienze con Studio Alchimia e Memphis, per arrivare a una visione del design sempre più vicina a una dimensione antropologica. Al centro della mostra emerge un pensiero progettuale che si muove tra fragilità, ibridazione e coesistenza, in cui architettura, arte, paesaggio e design dialogano continuamente tra loro. Un approccio che rifiuta i confini disciplinari e si apre a contaminazioni costanti.

Toyo Ito concepisce l’allestimento come un “flusso ininterrotto”: uno spazio dinamico, costruito per movimenti e relazioni, dove le opere non sono organizzate in modo lineare ma si incontrano e si sovrappongono. Il titolo stesso, *Continuous Present*, sottolinea come il lavoro di Branzi non appartenga a un tempo definito, ma continui a dialogare con il presente.

In mostra oltre 400 opere tra installazioni, modelli, disegni, oggetti, video e documenti d’archivio. Il percorso si apre e si chiude con due autoritratti e include una grande installazione dedicata a "No-Stop City" (1969-1972), progetto emblematico che propone una riflessione critica sulla metropoli moderna. L’esposizione si articola in undici sezioni tematiche, pensate come un arcipelago di contenuti in relazione tra loro. Si passa dalle prime esperienze di Superarchitettura ai progetti territoriali delle "Metropoli teoriche", dalle sperimentazioni sui materiali agli interventi paesaggistici, fino agli interni e agli arredi, tra cui la serie "Animali domestici". Non mancano le installazioni ambientali, tra cui "Ellipse" e "Gazebo", e una riflessione sul ruolo dell’esposizione e della composizione nello spazio. Il percorso si apre poi a temi più ampi, come la coabitazione tra specie diverse e la dimensione antropologica del progetto, fino ad arrivare alle pubblicazioni e alle interviste video che testimoniano l’importanza della trasmissione del sapere nel lavoro di Branzi.

 

Info: Triennale Milano, Viale Alemagna 6, Milano
Andrea Branzi by Toyo Ito. Continuous Present
19 marzo – 4 ottobre 2026
Ideazione e progetto espositivo: Toyo Ito & Associates, Architects
A cura di: Nina Bassoli and Michela Alessandrini