Sopra i 100 mq

Una villa in pietra nel nord della Francia: interni in stile country e arredi di seconda mano

Una villa in pietra dell’800 sull’Île d’Oléron ritrova il suo fascino originario grazie a parquet, cementine e colori ispirati al paesaggio. A renderla unica sono gli arredi di seconda mano, recuperati nei mercatini e trasformati con creatività per dare vita a interni dal sapore country.

Nonostante fosse stata rimaneggiata in modo deciso negli Anni ’70, Carla e il marito hanno adorato fin da subito questa villa in pietra dell’800 sull’Île d’Oléron, di fronte alla costa atlantica della Francia: «Volevamo una casa di vacanza e abbiamo scelto questa in un’ora!» racconta.

LE SCELTE FATTE:
La parte più importante della ristrutturazione ha riguardato il ripristino dell’atmosfera e il reintegro delle finiture originali: le piastrelle marroni a terra sono state sostituite da un caldo parquet nel living e nelle camere e da bellissime cementine in linea con l’epoca della casa in cucina e bagno.
I soffitti in perline sono stati ridipinti in bianco e le pareti pulite dalle tappezzerie in favore di pitture verdi e azzurre che richiamano le nuance del luogo.

IL TOCCO DI STILE:
Quasi tutti gli arredi sono second hand, trovati nei mercatini sull’isola o portati da Parigi, sverniciati, ridipinti, rinnovati: alcuni hanno nuove funzioni, come la bacheca postale in cucina che ora è un portaspezie o la vecchia porta trasformata in piano del tavolo. Gli arredi e i tocchi décor sono legati per stile e colori all’isola su cui Carla e il marito, alla fine, hanno deciso addirittura di trasferirsi!

Styling: Amandine Berthon
Foto: Julien Fernandez/ Amandine&Jules
Testi: Elena Favetti

Tovaglia dipinta

Il video che stai cercando sarà online il 3 settembre alle 14:00
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City guide CasaFacile: alla scoperta di Lecce

Cartoline da... Lecce e dintorni! Con le @amiche_in_tournee, un gruppo di lettrici e digital creator che si sono conosciute sul profilo IG di CasaFacile, continuiamo il giro d’Italia a caccia di cose belle. Questo mese Giuditta ci accompagna a scoprire Lecce

C’è una luce speciale, a Lecce. Sarà il colore caldo della pietra chiara, che al tramonto si tinge d’oro, o l’atmosfera rilassata del Salento, che invita a rallentare il passo.
Soprannominata la ‘Firenze del Sud’, è molto più d’una città-museo: è un luogo raffinato che sorprende per la contemporaneità. Qui il Barocco non è solo un patrimonio artistico meraviglioso: è uno stile di vita. Lo ritrovi nella vivace scena creativa fatta di artigiani, designer, gallerie e concept store che reinterpretano il passato con uno sguardo nuovo.
Il mio consiglio? Dimentica la fretta. A Lecce si deve passeggiare con il naso all’insù, tra piazza del Duomo e la Basilica di Santa Croce; si entra nei cortili senza sapere cosa si troverà dietro un portone, per perdersi tra vicoli e piazzette. È proprio lì che la città svela il meglio di sé.

Lu sule, lu mare e lu ientu
[‘Il sole, il mare, il vento’. È la frase che riassume l’essenza del Salento.]

DA PROVARE:
Il rustico leccese

Caffé Alvino, piazza Sant'Oronzo 30
È l’icona dello street food salentino, formato da una sfoglia fragrante ripiena di besciamella, pomodoro, mozzarella, noce moscata e pepe. Da gustare molto caldo, non puoi davvero fare a meno di provarlo! Lo trovi in quasi tutte le rosticcerie e i bar, ma quello del Caffè Alvino ti dà anche la possibilità di mangiarlo mentre ammiri l’Anfiteatro Romano!

ARCHITETTURA:
L’ex convento degli Agostiniani, in viale Michele De Pietro 10, offre un volto meno noto della città. Fondato nel 1649, conserva chiostri, cortili e ambienti monumentali in pietra leccese. Aperto al pubblico dal 2023, oggi è un polo culturale dedicato alla storia della città.

DOVE MANGIARE:
Doppiozero, via Paladini 2
Nel centro storico, un ristorante che conquista per il suo design elegante e contemporaneo. Dalle orecchiette con le cime di rapa al pesce e ai crudi mediterranei, ricette che rielaborano la tradizione.

PER LA COLAZIONE:
Al Ventuno, via G. Matteotti 21a
Una caffetteria molto moderna, dal design curato e con una bella atmosfera, che richiama un mood cosmopolita. Ideale per colazioni complete, tra proposte dolci e salate ben presentate, caffetteria di qualità e qualche opzione più creativa rispetto alla classica offerta da bar. La scelta perfetta se cerchi un posto trendy ma informale.

DOVE FARE ACQUISTI:

Radice Nomade, via Ferrovia 27, San Cesario di Lecce
In un palazzetto storico alle porte di Lecce, tra cementine e affreschi, una casa-laboratorio dove Isabella crea gioielli che raccontano una storia che coniuga il territorio a uno sguardo aperto verso l’altrove.

Vico dei Bolognesi, via G. Matteotti 22
Più che un negozio, una vera e propria esperienza estetica. In questo concept store convivono arredi, oggetti vintage, tessili, accessori e creazioni provenienti
da tutto il mondo. Qui il design è ricerca e contaminazione culturale. Da non perdere!

Artégo Artigianato Creativo, via G. Palmieri 9
Una piccola bottega nel cuore del centro storico che propone artigianato creativo pugliese, attualizzandolo. Trovi ceramiche fatte a mano, ex voto decorativi, oggetti per la tavola e la casa realizzati da artigiani locali. Uno spazio essenziale ma curato che reinterpreta la tradizione del territorio con uno stile moderno e pulito.

DOVE DORMIRE:
Palazzo San Pietro, via L. Pisacane 52, San Pietro in Lama
Una raffinata dimora a pochi km dalla città: l’accoglienza calorosa e attenta di Mariangela fa sentire gli ospiti a casa. Davvero da non perdere la corte interna e il terrazzo che si apre sulla facciata della chiesa barocca.

UNA CURIOSITÀ:
La cartapesta leccese
È una storica tradizione artigianale del Salento che trasforma carta e colla in leggere sculture modellate e dipinte a mano. È nata in ambito sacro, ma oggi c’è ancora chi ne sa trasformare l’essenza con uno sguardo attuale. Tra questi, l’artista Francesca Carallo, che riesce a far parlare questa antica arte con un linguaggio nuovo, attraverso forme essenziali e un’estetica più vicina a design e arredo.

A cura di Giuditta Strazzella - @giudittastradesign

Decorare

Stampa botanica fai da te: inviti decorati con foglie vere

Foglie vere, ecoline e cartoncini colorati: bastano pochi materiali per creare inviti fai da te con delicate stampe botaniche. Scopri come trasformare le foglie in timbri naturali e realizzare biglietti personalizzati in pochi passaggi.

Cerchi un’idea originale per creare inviti e biglietti personalizzati? Prova la stampa botanica con le foglie: scegli quelle dalle forme e dalle venature più interessanti, colorale con le ecoline* e usale come timbri naturali sul cartoncino. Con una macchina per la pasta, utilizzata come una piccola pressa, potrai imprimere facilmente la sagoma della foglia e ottenere ogni volta una decorazione unica. Ecco come realizzare questi inviti fai da te passo dopo passo.

*Le ecoline, conosciute anche come acquerelli liquidi, asciugano rapidamente e si diluiscono con l’acqua.
L’alternativa alla macchina per la pasta usata come pressa sono i rulli in gomma per timbri.

OCCORRENTE:
√ cartoncini colorati √ matita √ forbici √ pennello
√ ecoline colorate √ foglio di carta √ macchina per la pasta

COME FARE:

  1. Taglia il cartoncino, ottenendo un biglietto. Taglia anche il foglio di carta, ti servirà come protezione durante la stampa.
  2. Con il pennello a punta piatta stendi l’ecoline sul retro della foglia. Non esagerare con il colore, in modo da evitare colature.
  3. Appoggia la foglia con la parte dipinta a contatto del cartoncino. Presta attenzione a non muoverla per non creare sbavature di colore.
  4. Con delicatezza e senza muoverla, copri la foglia con il foglio di carta tagliato in misura. Richiudi il biglietto.

    Passa il biglietto nella macchina per la pasta, in modo che, schiacciandosi, la sagoma della foglia resti impressa sul cartoncino.

    A cura di Elisabetta Viganò e Cristina Dal Ben - @wunderlab

Cabina armadio

Come illuminare l’interno di armadi e cabine armadio con luci wireless

Quando all’interno di armadi e cabine manca l’illuminazione, basta aggiungere delle luci smart, mirate e wireless in punti strategici. Meglio se con sensori, così si accendono in automatico!

Trovare al primo colpo una maglia o vedere bene cosa si nasconde in fondo a un cassetto: illuminare l’interno di armadi e cabine armadio rende il guardaroba molto più pratico da usare. E non è necessario progettare un impianto elettrico ad hoc. Anche in un mobile già esistente si possono aggiungere punti luce LED, soluzioni wireless e lampade ricaricabili da collocare solo dove servono.

Per scegliere come illuminare un armadio, parti dalla sua organizzazione interna. I ripiani creano inevitabilmente zone d’ombra: una luce lineare posizionata sotto ciascuna mensola permette di illuminare in maniera più uniforme ciò che si trova al di sotto. Per gli abiti appesi, invece, si può sfruttare direttamente la barra appendiabiti, scegliendone una luminosa oppure aggiungendo una lampada che si aggancia al bastone.
Le strisce LED sono particolarmente versatili perché possono seguire il perimetro interno del guardaroba, sia in verticale sia in orizzontale, distribuendo la luce anche negli armadi più grandi e nelle cabine armadio. Esistono modelli a basso voltaggio che si applicano semplicemente con nastro biadesivo, senza interventi invasivi sul mobile.

Anche cassetti e piccoli vani meritano un punto luce dedicato. In questi casi sono utili faretti compatti a batteria, che possono essere fissati direttamente all’interno. Se invece vuoi mettere in evidenza una zona precisa della cabina armadio, puoi ricorrere a un faretto orientabile, dirigendo il fascio luminoso esattamente dove occorre.

Un altro aspetto da considerare è l’accensione automatica. Luci con sensori di movimento o sistemi che si attivano quando si aprono le ante evitano di dover cercare ogni volta un interruttore e permettono di utilizzare la luce soltanto quando serve.

La soluzione migliore, soprattutto in una cabina armadio, può essere quindi quella di combinare diversi tipi di illuminazione: luce lineare per ripiani e vani, LED lungo i profili, piccoli punti luce per i cassetti e un’illuminazione più diretta per gli abiti appesi. In questo modo ogni zona del guardaroba ha la luce giusta e anche un armadio poco illuminato diventa più funzionale e piacevole da usare.

Sfoglia la gallery e scopri le nostre proposte.

A cura di Paolo Manca

Pareti e pavimenti

Sos pavimenti: come arredare con la graniglia verde

La graniglia verde torna protagonista nell’interior design: non più un pavimento dal sapore rétro, ma una base di carattere per arredare ambienti contemporanei. Scopri come valorizzarla con verde giada, rosa cipria e rosso lacca, forme morbide, velluti e dettagli scultorei.

Nel nostro immaginario la graniglia verde è il pavimento della cucina della zia... invece oggi reclama il centro della scena come ‘tappeto’ su cui costruire un’estetica eclettica e sofisticata!
La graniglia verde si otteneva utilizzando frammenti di marmi bianchi, grigi e verdi (il famoso marmo Verde Alpi). Integrare la graniglia verde significa trovare un compromesso tra la durezza e il colore intenso della pietra e la morbidezza del vivere contemporaneo, che preferisce forme fluide.
In uno spazio living o in un angolo lettura concepito come una ‘scatola’ cromatica tinta di verde giada, puoi introdurre poltrone in velluto o ciniglia e tappeti dalle forme generose, sui toni del rosa cipria.
Poi, tavolini scultorei con una texture che riprende il puntinato della graniglia e, a rompere l’equilibrio, tocchi di rosso, colore che torna protagonista dell’interior design dopo una lunga assenza. Il rosso lacca qui definisce ambiti e funzioni: è un tratto grafico che evidenzia sagome e volumi, dando ritmo a un ambiente ricco di particolari ricercati.

A cura di Nicoletta Carbotti

Sopra i 100 mq

Una villa Anni ’60 tra arredi vintage, carte da parati e tanto colore

Perline in legno, camino rustico, pavimenti d'altri tempi, carta da parati: in questa villa sul lago i vecchi elementi non sono stati cancellati ma reintegrati in uno stile tutto da copiare!

Siamo sul lago di Mergozzo, in una casa Anni ’60 che Hilary Belle Walker, americana di San Francisco trasferitasi in Italia nel 1998 e founder dei negozi di secon hand Bivio Milano, ha da subito desiderato, innamorata dei luoghi e delle atmosfere in cui è immersa.
Da queste parti si era sposata e anche se il matrimonio era finito, per Hilary questo rimaneva un luogo del cuore. Così, arrivata l’occasione di acquistare la casa l’ha colta al volo e si è impegnata per darle una nuova vita, rispettandone in pieno lo spirito.

LE SCELTE FATTE:
Non c’erano acqua calda né riscaldamento. Gli unici lavori dopo l’acquisto: un nuovo tetto, il riscaldamento con acqua calda e nuove finestre. Hilary si è concentrata su arredi, complementi, colori e tessuti per ridare agli ambienti il loro mood Anni ’50-’60. Con l’intervento di Deborah Piana Agostinetti, il progetto si è arricchito e ha assunto una coerenza di stile.

IL TOCCO DI STILE
Tonalità come verde, prugna, melanzana e rosa sono perfette con il soffitto burgundy, il pavimento verde della zona giorno e le carte da parati vintage!
Il soggiorno sembra uscito da una rivista Anni ’60, se non fosse per alcune presenze contemporanee: la bravura di Hilary è stata mixare nuovo e vecchio con un gusto personale, fatto di lunghe ricerche nei mercatini e tra i fondi di magazzino dei negozi della zona.

Servizio: Deborah Piana Agostinetti
Foto: Helenio Barbetta
Testi: Claudio Malaguti

Cucina

Cucine in legno moderne: il trend in cucina

Il legno torna protagonista nelle cucine moderne, con venature a vista, texture materiche ed essenze calde. Scopri come abbinarlo a marmo, pietra, vetro fumé e dettagli in metallo per creare una cucina contemporanea, accogliente e in armonia con il living.

Le cucine in legno sono tornate di tendenza, ma con un look decisamente contemporaneo.
Dopo anni di cucine bianche in laminato o laccato liscio, all’ultima edizione di Eurocucina è tornato di prepotenza il legno, sia massello sia impiallacciato.
È evidente il desiderio di tornare a finiture ‘morbide’ e texture tattili che con la mente e i sensi ci riportano al passato ma, nella praticità e nell’aspetto, sono del tutto contemporanee. Ecco allora che i frontali di ante e cassetti si vestono in essenze calde in cui le venature risaltano e si percepiscono al tatto, proprio
come una volta.
Non ci sono legni fiammati, che farebbero un po’ troppo country, bensì superfici tattili che riportano ai paesi del Nord Europa.
E per sottolineare questo ritorno alla matericità, ideale è l’abbinamento con top tecnici ma che riproducono marmi e pietre scabre, vetri fumé e metalli bronzati.

Sfoglia la gallery!

A cura di Elena Favetti

Pareti e pavimenti

I materiali per rinnovare e sanare balconi e terrazzi

Come scegliere i pavimenti per balconi e terrazzi? Scopri quando basta rinnovare la superficie esistente, quando è necessario intervenire su impermeabilizzazione e pendenze e quali sono i materiali più adatti agli spazi esterni.

Rinnovare i pavimenti di balconi e terrazzi non è solo una questione estetica. Prima di scegliere la nuova pavimentazione esterna è importante controllare lo stato di quella esistente e verificare la presenza di infiltrazioni, ristagni d’acqua o piastrelle che si staccano. Se il fondo è ancora in buone condizioni può bastare un semplice relooking; in caso di problemi, invece, può essere necessario rifare l’impermeabilizzazione e procedere con una nuova posa. Dal gres porcellanato al cotto, dalla resina al legno composito, vediamo quali materiali scegliere e quando è necessario un rifacimento completo.

La scelta del materiale più adatto a rinnovare il pavimento di balconi e terrazzi dipende dal grado di usura della superficie esistente.
• Se il pavimento è invecchiato o ha uno stile datato ma è ben ancorato al massetto, basta un relooking realizzabile sovrapponendo una resina o composto cementizio a basso spessore o piastrelle preassemblate in legno da posare a secco grazie a semplici incastri.
Se ci sono infiltrazioni, distacchi di piastrelle o ristagni d’acqua serve un rifacimento totale che prevede la rimozione del vecchio pavimento, l’impermeabilizzazione del sottofondo, la correzione della pendenza (pari a un minimo dell’1,5%) e la posa del nuovo pavimento con grès o cotto da fissare con colle impermeabili o con legno composito che, grazie alla posa flottante, lascia drenare bene l’acqua.

Sfoglia la gallery e scopri diverse soluzioni sia per i relooking che per rifacimenti totali.

A cura di Paolo Manca

da 50 a 100 mq

Arredi minimal e colori vivaci nella mansarda con scala a chiocchiola

La finestrella a oblò, il soppalco, la scala a chiocciola: sono gli elementi che hanno guidato il restyling di questo bilocale in una mansarda a Roma

Come un diamante grezzo, la mansarda acquistata da Alessandra e Andrea a
Roma per le figlie Irene e Chiara – che per il suo lavoro (è cardiologa) si divide tra Roma e Parigi – aveva bisogno di essere ‘spogliata’ dei controsoffitti e dei tramezzi che nascondevano il tetto, la luce e le vere potenzialità della casa.
L'intervento di ristrutturazione ha ridisegnato gli spazi e dato un mood nuovo agli ambienti.

LE SCELTE FATTE:
«Il progetto è partito da due elementi d’epoca di ispirazione: la finestrella a oblò
in cucina e la scala a chiocciola che porta al soppalco» racconta l’architetta Sasso.

IL TOCCO DI STILE:
L’arredo minimal ma vivace regala alla mansarda un’eleganza discreta, in perfetto equilibrio tra l’allure francese e una funzionalità contemporanea. La fresca palette cromatica gioca tra il giallo acido e l’azzurro-verde. Perfetta!

Progetto: Dress Your Home Interior Design di Gigliola Arisi (» dressyourhome- interior design.com) / studio as-architettura di Raffaella Sasso (» as-architettura.it)
Styling: Cristina Gigli con la collaborazione di Giovanna Perrozzi
Foto: Francesca Maiolino
Testi: Sara Peggion