Aprile 2026: vota la casa del mese

Noi le scegliamo pensando che siano tutte bellissime, ma i gusti sono gusti. Delle case che trovi ogni mese su CasaFacile, di sicuro ce n'è una che preferisci: ecco il sondaggio per votare la tua preferita di Aprile 2026!

Coming Soon
sondaggio case APRILE 2026
Stile NATURALE 96 ( 44.65 % )
Stile ECLETTICO 5 ( 2.33 % )
Stile MODERNO 4 ( 1.86 % )
Casa PRIMA & DOPO 0 ( 0 % )
Stile GREEN 110 ( 51.16 % )

Marta Consoli, la scultrice con un tocco magico e naif

Nata a Catania e cresciuta nella Tuscia Viterbese, Marta ha trascorso le sue estati dell’infanzia in Sicilia «tra il profumo di gelsomino e il gelo di melone» ed è lì che a 16 anni ha incontrato la cartapesta. Senza più lasciarla: oggi con il suo brand "Martapesta" crea sculture originali e immaginifiche

Marta Consoli, in arte Martapesta, è una delle artigiane che hanno partecipato all’edizione 2025 di Med Soul a Genova. Nata a Catania e cresciuta in una casa di campagna della Tuscia Viterbese, ha trascorso le sue estati dell’infanzia in Sicilia «tra il profumo di gelsomino e il gelo di melone ed è lì che a 16 anni ho incontrato la cartapesta». Le sue creazioni hanno sempre un tocco fiabesco e giocoso. «I materiali che utilizzo sono poveri ma a renderli preziosi è il tempo: amo l'ironia, mi ispira molto l'immaginario del realismo magico e la restituzione del mondo con uno sguardo naif».

Qual è stato il suo percorso lavorativo e quando è nata la sua passione per l'artigianato e per la cartapesta? «Penso che l'amore per l'artigianato, per il fare lento, mi abbia sempre accompagnato. Sono cresciuta in un ambiente creativo, dove la lente con la quale ho imparato a osservare quello che mi circondava era il senso del possibile, creare ed esprimersi anche attraverso la materia. Le parole chiave che mi hanno formata sono "potenziale, recupero e libera interpretazione". Ho incontrato la cartapesta a 16 anni, in Sicilia, dove poi sono tornata a imparare durante il mio anno sabbatico prima di proseguire gli studi: ho scoperto che la carta poteva diventare qualsiasi cosa, bastava immaginarlo. "Martapesta" nasce nel 2005 da una passione che con il tempo si trasforma in un progetto personale: oltre a mostre e organizzazione di eventi con collettivi artistici e collaborazioni con altri artisti, negli anni mi sono dedicata a progetti didattici per ragazzi e bambini disabili, detenuti della casa circondariale e dal 2021 organizzo nella Tuscia Viterbese, dove vivo e lavoro, corsi residenziali  per piccoli gruppi».

Ci racconta come si svolge il suo mestiere di artigiana e chi sono i suoi clienti? «Dopo una breve esperienza di “bottega a vista" mi sono accorta di quanto fosse importante ritrovare il piacere e la libertà dell'imprevedibilità dei momenti creativi, così ho ricercato spazi di lavoro tra natura e silenzio che mi potessero restituire l'intimità di cui avevo bisogno. Scegliendo di non avere un negozio fisico, negli anni ho avviato delle collaborazioni con realtà che stimo, capaci di raccontare e valorizzare l'artigianato nel modo a me più vicino. I miei clienti sono molto belli, vengo contattata per celebrare dei momenti speciali, con le mie sculture cerco di interpretare e dare forma al messaggio che porteranno».

Le sue creazioni hanno sempre qualcosa di fiabesco e giocoso: da cosa trae ispirazione? «Anche se tramite la scultura mi sento molto vicina al mondo dell'illustrazione - da qui ho iniziato a definire il mio lavoro "illustrazioni da toccare” - amo l'ironia, mi ispira molto l'immaginario del realismo magico e la restituzione del mondo con uno sguardo naif. Cerco a mio modo di semplificare il complesso, connettermi con lo stupore e la meraviglia, cercandolo nelle piccole cose quotidiane. Mi sono chiesta in che modo le sculture che creavo mi assomigliassero, poi mi sono resa conto che parlavano di me nel modo più intimo che potessi fare, raccontando i miei paesaggi interni».

Lei organizza anche corsi residenziali: di cosa si tratta e chi può partecipare? «I corsi residenziali nascono nell'estate del 2021, dando la possibilità a chi partecipava di essere ospitato in una porzione della casa di famiglia, un antico casale di campagna della metà 800. Da poco abbiamo inaugurato il nuovo atelier, dove da quest'anno saranno tenuti i corsi, alloggiando in strutture ricettive facilmente raggiungibili dal posto di lavoro. L'idea è quella di proporre una pausa creativa imparando la tecnica della cartapesta e nel tempo libero esplorare il territorio, siamo nella Tuscia Viterbese, a pochi chilometri dal lago di Bolsena. I corsi sono rivolti ad adulti e hanno l'obiettivo di fornire anche a chi non ha mai preso un pennello in mano, di sperimentare e creare. Una volta a casa si impara a trasformare un'idea in progetto, modellare un foglio di giornale, rivestire con la tecnica degli strati e colla naturale, decorare con gli acrilici».

Sta lavorando su nuovi progetti, idee, creazioni? «Sono partita con la tecnica degli strati, con il tempo ho avuto la necessità di ricercare texture e consistenze differenti al tatto, iniziando lo studio sulla pasta di carta, portandomi a scoprire forme e colori nuovi».

Fuorisalone 2026: cosa vedere nel distretto di via Durini

Il Milano Durini Design si conferma l'epicentro dell'eccellenza dell'arredo, trasformando il quadrilatero del design in un percorso tra showroom iconici e installazioni site-specific. Un itinerario che celebra l'innovazione materica, heritage storico e nuove visioni dell'abitare contemporaneo.

Il distretto di Via Durini e dintorni, cuore pulsante del design internazionale, si presenta all'edizione 2026 del Fuorisalone con un palinsesto che intreccia la solidità dei grandi brand a incursioni artistiche e riflessioni culturali. Se da un lato il distretto rimane il punto di riferimento per le ultime novità di prodotto presentate nei flagship store, dall’altro si apre a narrazioni più ampie: dalle celebrazioni dell’estetica giapponese alla riscoperta di palazzi storici che diventano scenografie per installazioni monumentali. Non si tratta solo di esposizione di arredi, ma di un sistema corale che mette in dialogo architettura e progetto, dove il "saper fare" tradizionale incontra la sperimentazione tecnologica e la ricerca

Brokis e Lee Broom con l'istallazione "Beacon"

Nella rinnovata Piazza San Babila, Brokis e il celebre designer britannico Lee Broom presentano "Beacon", un’imponente installazione luminosa che approda a Milano come prima tappa di un tour internazionale. Concepita come un'opera d'arte pubblica su grande scala, la struttura funge da faro architettonico, collegando idealmente l'asse del design tra Via Durini e Corso Monforte. Il progetto esplora il potere della luce come elemento di aggregazione sociale, trasformando la piazza in un punto di riferimento visivo e culturale per l'intero distretto. [Piazza San Babila]

Neutra con "Monochrome Affinity - Chapter 2"

Nella cornice barocca di Palazzo Visconti, il brand Neutra, sotto la direzione creativa degli architetti Migliore+Servetto, presenta un’installazione che esplora il potenziale espressivo della pietra naturale e del marmo. Le sale affrescate ospitano pezzi scultorei nati dalla collaborazione con designer internazionali, mettendo in scena un contrasto armonico tra il rigore della materia litica e l’opulenza storica delle sale. [Via Cino del Duca, 8]

Foscarini con "Intrecci di Luce / Knitted Light"

Presso il Foscarini Spazio Monforte, l’installazione "Intrecci di Luce / Knitted Light" indaga l'incontro tra illuminazione e maglieria 3D. Il progetto, affidato a Jozeph Forakis e Lorenzo Palmeri, esplora le potenzialità della tecnologia tessile digitale applicata alla luce, trasformando lo showroom in un laboratorio sperimentale lontano dalle logiche del prodotto finito. [Corso Monforte, 19]

Fondazione Vico Magistretti  con la mostra "Vico Magistretti e il Giappone"

La fondazione ospita la mostra "Vico Magistretti e il Giappone", curata da Davide Fornari. L’esposizione analizza le affinità elettive tra il maestro milanese e la cultura nipponica attraverso i concetti di wa, iro e iki, esponendo schizzi e progetti che rivelano una sintonia profonda fatta di semplicità ed eleganza essenziale. [Via Conservatorio, 20]

Porro con "Reimagining Beauty" di Piero Lissoni

Nello showroom di Via Visconti di Modrone, Porro presenta l’installazione "Reimagining Beauty" di Piero Lissoni che celebra la purezza geometrica e la ricerca materica e che trasformerà lo spazio in un paesaggio industriale sospeso tra produzione e visione. [Via Visconti di Modrone, 29]

Flos

Nello storico showroom di Corso Monforte, Flos presenta le nuove collezioni 2026 frutto della costante ricerca tecnologica e poetica del brand. Il percorso espositivo si focalizza sulle collaborazioni con Formafantasma e Michael Anastassiades, esplorando nuovi linguaggi espressivi per la luce decorativa e architetturale. Lo spazio mette in mostra come i nuovi corpi illuminanti dialogano con lo spazio, tra innovazione sostenibile e rigore formale. [Corso Monforte, 9]

Salvioni Milano Durini

Salvioni Milano Durini Il concept store multibrand Salvioni trasforma i suoi piani espositivi in una serie di scenografie tematiche. Attraverso una selezione curata di pezzi d'autore, lo showroom offre una panoramica sulle tendenze dell'abitare, proponendo atmosfere che spaziano dal minimalismo materico al decorativismo contemporaneo in un dialogo continuo tra i grandi nomi del design. [Via Durini, 3]

Ethimo

Nello showroom di Via Fontane, Ethimo presenta le nuove collezioni dedicate al vivere en plein air. L’allestimento ricrea atmosfere mediterranee attraverso l'uso di teak, tessuti tecnici e ceramiche, proponendo arredi che annullano i confini tra indoor e outdoor per un benessere che prosegue oltre le pareti domestiche. [Via del Lauro, 3]

Roche Bobois

Il brand francese presenta nel suo flagship store le ultime collaborazioni con designer e artisti internazionali. L'allestimento mette in risalto l’approccio eclettico e creativo di Roche Bobois, tra riedizioni di icone e nuovi progetti che esplorano forme organiche e colori audaci per una casa dalla forte personalità. [Via Cavallotti, 14]

Gallotti&Radice

Gallotti&Radice celebra l'eleganza del cristallo abbinato a materiali preziosi come l'ottone, il marmo e il velluto. La nuova collezione esplora forme sinuose e trasparenze sofisticate, trasformando lo spazio in un ambiente domestico etereo e raffinato che riflette la maestria artigianale del marchio. [Via Cavallotti, 16]

Rimadesio con i progetto"BECOMING"

In occasione del suo 70° anniversario, Rimadesio presenta presso il flagship store il progetto "BECOMING". L'esposizione celebra i trentacinque anni di collaborazione con Giuseppe Bavuso, architetto e art director che ha plasmato l'identità del brand trasformando il prodotto in un sistema architettonico coerente. Il percorso espositivo svela l'evoluzione della collezione attraverso nuovi materiali e finiture d’avanguardia, riaffermando un linguaggio progettuale dove precisione tecnica e innovazione industriale dialogano con le nuove esigenze dell'abitare contemporaneo. [Via Visconti di Modrone, 28]

Barovier&Toso ospita "2026 Chapter 1" di Luca Nichetto

Barovier&Toso Lo showroom di via Durini ospita "2026 Chapter 1", un percorso espositivo firmato dal direttore artistico Luca Nichetto e che segna l’avvio di una nuova fase creativa per lo storico marchio muranese, svelando in un ambiente rarefatto novità come la sospensione Profilo e celebrando il patrimonio del vetro veneziano attraverso riflessi e trasparenze. [Via Durini, 5]

Fornasetti con "Forever Fornasetti. New Encounters"

All’interno dello store di Via Senato, reimmaginato dallo studio Tutto Bene, va in scena "Forever Fornasetti. New Encounters". L’Atelier presenta una visione rinnovata del proprio universo con un temporary flower shop curato da Fjura [Via Senato, 2]

Gruppo Euromobil

Gruppo Euromobil presenta un progetto che mette al centro il concetto di spazio abitativo fluido. All'interno del flagship store, l'allestimento mette in dialogo i sistemi cucina del brand con le opere d'arte della collezione della famiglia Lucchetta, confermando lo stretto legame tra design industriale e ricerca artistica. [Corso Monforte, 30/32]

Artemide

All'interno dello storico showroom di Corso Monforte, Artemide presenta le nuove collezioni di lampade nate dalla collaborazione con i più importanti studi di architettura e design internazionali. Il percorso espositivo mette in luce l'evoluzione tecnologica e sostenibile del brand. [Corso Monforte, 19]

Cassina

Cassina celebra l'evoluzione del vivere contemporaneo attraverso un allestimento che coinvolge l'intero flagship store. Protagoniste le novità della collezione Cassina Perspective, con un focus particolare sulla riedizione di icone dei grandi maestri e lo sviluppo di nuovi arredi per le zone notte e living firmati dai designer del team creativo attuale. [Via Durini, 16]

Zanotta

Presso il Zanotta Shop Milano, il brand mette in risalto le novità di prodotto integrate in scenografie che celebrano il design come strumento per migliorare la vita quotidiana, restando fedeli allo spirito innovativo dei classici del brand. [Via Durini, 25]

Contardi

Il brand Contardi presenta la sua nuova collezione di illuminazione decorativa d’eccellenza all'interno del proprio showroom. Il focus è sulla "luce sartoriale", con soluzioni che combinano materiali preziosi e tecnologie LED d'avanguardia per progetti sia residenziali che contract, sottolineando l'approccio custom del marchio. [Corso Monforte, 20]

"CAMERA – Inside the Lens" di Progetto CMR

L’installazione "CAMERA – Inside the Lens" di Progetto CMR trasforma un obiettivo fotografico in una micro-architettura abitabile. Concepita come un cannocchiale urbano che incornicia il Duomo, la struttura invita a una percezione diretta della città, trasformandosi in un laboratorio vivo di podcast e narrazioni collettive grazie alla collaborazione con partner come AGC Flat Glass, Finsa, iGuzzini e Schüco. [Piazza San Babila, 1]

"Metalmorphosis: Light Design for Regenerative Living"

L’installazione "Metalmorphosis: Light Design for Regenerative Living" rappresenta l’incontro tra la visione architettonica di AMDL CIRCLE (Michele De Lucchi) e l’expertise tecnologica di Ottagono. La struttura esplora il concetto di abitare rigenerativo attraverso un uso innovativo del metallo e della luce, trasformando lo spazio urbano in un dispositivo che promuove il benessere e la sostenibilità. Il progetto mette in scena una "metamorfosi" materica dove l’architettura diventa uno strumento attivo per riconnettere l'essere umano all'ambiente. [Largo Arturo Toscanini / Piazza San Babila]

Quali luci scegliere per illuminare il bagno e la lavanderia

Per accedere al bagno serve una luce d’ambiente antiriflesso: diffusa e omogenea, non deve abbagliare appena svegli. Per radersi, truccarsi e fare il bucato bisogna avere molta luce diretta. Ecco qualche consiglio per scegliere bene

PLAFONIERA

Meglio se regolabile da dimmer, la plafoniera deve emettere luce diffusa e neutra.
In foto, Madame Grès [Ferroluce, ø cm 40x17h]

LUCE FRONTALE

Per concentrare la luce sul volto senza dispersioni, serve una luce frontale e diffusa, come quella dello specchio Portole Easy ovale con Led [Inda, cm 50x80h], ma anche laterale e diretta, con le applique orientabili Pastille [Wästberg, cm 28x17x21h].

BARRE SOTTOMENSOLA

Nel mobile della lavanderia ottime le barre sottomensola con un alto indice di protezione all’acqua (IP44) e un CRI superiore a 95. In foto, Led Square IP44 [Ledvance, cm 60x4x7h].

LUCE A RAGGI INFRAROSSI E UV

Fa bene a muscoli e circolazione e aiuta a produrre vitamina D, va anche nella doccia.
In foto, Sunshower Round S White [Sunshower, cm 33x10x95h].

CANDELE PROFUMATE

Per i momenti di relax effetto SPA scegli candele profumate che danno vita a mini-isole di luce focale e sensoriale.
In foto, Baies Classico [Diptyque, ø cm 7,7x9h].

Fuorisalone 2026: cosa vedere fuori dai distretti

Il Fuorisalone di Milano non si limita ai distretti più noti, ma si estende anche a eventi fuori dai circuiti tradizionali. Molti appuntamenti si svolgono in location inedite, lontane dal centro, offrendo nuove prospettive sul design e sull’arte.

Dropcity 2026 – Magazzini Raccordati

All’interno dei tunnel della Stazione Centrale, il progetto Dropcity prosegue la sua esplorazione tra prototipazione e architettura. Quest’anno il fulcro è la mostra “The White House”, un percorso di ricerca che trasforma i magazzini raccordati in una piattaforma aperta per il manufacturing contemporaneo e i laboratori permanenti. [Via Giovanni Battista Sammartini 60]

Alcova 2026 – Villa Pestarini e Ospedale Militare

L’undicesima edizione di Alcova si sdoppia in due location iconiche. Villa Pestarini ospita progetti sperimentali e firme internazionali, mentre l’Ex Ospedale Militare di Baggio torna a essere teatro di installazioni site-specific, dove la memoria architettonica milanese dialoga con le voci più all'avanguardia del design globale. Villa Pestarini [Via Mogadiscio 2/4] e Ospedale Militare [Via Simone Saint Bon 7]

Nilufar Depot – Nilufar Grand Hotel

Nina Yashar trasforma il Nilufar Depot nel maestoso "Nilufar Grand Hotel". Una riflessione espositiva che va oltre lo showroom per diventare spazio di sperimentazione culturale, ospitando pezzi di design da collezione e nuovi talenti in un allestimento che reinterpreta l'idea stessa di accoglienza e lusso. [Viale Vincenzo Lancetti 34]

Rossana Orlandi con RO COLLECTIBLE & GUILTLESS PLASTIC

La galleria di via Matteo Bandello si conferma l'ombelico del mondo per i cacciatori di nuovi talenti. Per l'edizione 2026, la "Signora del Design" presenta una selezione curatissima di pezzi da collezione e i nuovi sviluppi del progetto contro l'inquinamento da plastica, trasformando gli spazi in un laboratorio di estetica e responsabilità ambientale [Via Matteo Bandello, 14/16]

"Racconti di Design e Città" a Fondazione Sozzani

Dal 21 al 25 aprile, la Design Week si arricchisce di una dimensione cinematografica con "Racconti di Design e Città". Curata da Francesca Molteni con Muse Factory of Projects, la rassegna esplora il lato umano e sociale dell'architettura attraverso sei documentari. Dai maestri storici come Gio Ponti e Alessandro Mendini alle visioni contemporanee di Renzo Piano e Cino Zucchi [Via Tazzoli 3]

Portanuova 2026 – Blooming Imperfection

l distretto di Portanuova si trasforma in un laboratorio urbano che celebra l’imperfezione come risorsa creativa. Il cuore dell'installazione è il trittico scultoreo di Andrea Olivari in Piazza Gae Aulenti, accompagnato dalle narrazioni audio di Gabriele Agostinelli e da un’esperienza digitale interattiva tramite QR code. Il progetto esplora la fragilità umana anche attraverso un palinsesto di talk curato da Chora Media. Completa il percorso il Flower Bar in Piazza Alvar Aalto e il temporary restaurant Casaburi, in un dialogo continuo tra design, natura e benessere mentale. [Piazza Gae Aulenti e Via Alessio di Tocqueville 12]

Deoron – Underground Design Experience

Uno spazio indipendente di 800 metri quadrati che ospita oltre 50 designer internazionali. Deoron si focalizza sulla scena underground e giovane, proponendo un percorso espositivo che rompe i canoni classici per dare voce alla sperimentazione più pura e ai linguaggi non convenzionali. [Via Padova 11]

10 Corso Como – Ridisegnare lo spazio

Gli spazi del piano espositivo diventano una galleria dove design e arte convivono in un ambiente fluido, ospitando tra gli altri il progetto "Inspired in Barcelona: Materia Prima", dedicato alla ricerca materica d'eccellenza. [Corso Como 10].

SuperCity: la metropoli ideale di Giulio Cappellini

Al Superstudio Maxi prende vita SuperCity, una visione urbana curata da Giulio Cappellini che abbatte i confini tra architettura, arte e design. Lo spazio si apre come un "fumetto tridimensionale" dove le pareti spariscono per lasciare spazio all’installazione The City, cuore pulsante arredato dai giganti del settore. Il percorso prosegue con l’indagine artistica di When Design Becomes Art, che trasforma oggetti quotidiani in installazioni scultoree firmate da nomi come Alessandro Mendini e Leonardo Talarico. Tra i ritratti d’autore di Walter Gumiero e i laboratori sul futuro della mobilità di Honda, SuperCity propone un habitat fluido e sostenibile, arricchito dai "Domestic Oracles" dell'Istituto Marangoni e dalle sculture monumentali di Flavio Lucchini lungo l'Art Boulevard. [Superstudio Maxi - Barona, via Moncucco 35]

SuperPlayground

Novità assoluta del 2026 è il Superstudio Village in Bovisa, un’ex fabbrica rigenerata che ospita SuperPlayground, progetto dedicato al design emergente e sociale. L’icona dello spazio è l’installazione immersiva “Keep Your Bubble” di Lousy Auber, un’architettura soft realizzata con tessuti di mongolfiere riciclate che invita a riflettere sul riuso creativo. Il Village diventa un laboratorio pulsante grazie al debutto dei Graphic Days di Torino e alla ricerca materica di Food Design Stories. Oltre ai 33 designer internazionali selezionati via open call, la venue si anima con un palinsesto di talk che coinvolge figure come Cristina Celestino e Mario Trimarchi. Tra workshop sulla "progettazione del vuoto" e serate live, SuperPlayground si conferma un’agorà contemporanea dove il design incontra la comunità e la sostenibilità radicale. [Superstudio Village - Bovisa, via Negrotto 59].

ia – Intelligenza Artigianale: Tropicalistic e Neia Paz

La creatività brasiliana torna protagonista con la mostra "ia – Intelligenza Artigianale". Il progetto esplora il valore del saper fare umano in contrapposizione alla perfezione digitale, celebrando l'artigianato d'eccellenza attraverso pezzi unici che fondono design contemporaneo e radici culturali brasiliane. Un percorso tattile che rivendica la centralità della materia e della mano dell'uomo [Via Maroncelli 10]

Osteria Fiori di Marimekko – Marimekko

Per il 2026, Marimekko sceglie un format conviviale trasformando una tipica osteria milanese nel proprio universo vibrante. L'identità visiva del brand finlandese invade lo spazio con pattern floreali e colori decisi, creando un’atmosfera leggera dove il design tessile incontra la cultura del cibo. Un evento pensato per vivere il design attraverso l'esperienza diretta e l'ottimismo visivo. [Osteria Grand Hotel, Via Ascanio Sforza 75]

Shared Vision: Do it Better, Together! – Zona Sarpi

Zona Sarpi si conferma il ponte tra Italia e Asia con un palinsesto di installazioni diffuse che coinvolgono designer asiatici ed europei. Il tema della "visione condivisa" si snoda tra Piazzale Baiamonti e il Centro Culturale Cinese, promuovendo un design che è frutto di collaborazione interculturale, tra business e nuove forme di artigianato tecnologico. [Via Paolo Sarpi e dintorni]

ISIA Research: New Design for a New World – Fabbrica del Vapore

La Cattedrale della Fabbrica del Vapore ospita una grande mostra-ricerca che riunisce gli istituti ISIA di Faenza, Firenze e Roma. Il percorso affronta temi cruciali come la sostenibilità, il design sociale e il futuro dell'abitare attraverso prototipi e modelli sperimentali. L'inaugurazione è arricchita da una performance del Milano Percussion Ensemble, sottolineando il legame tra design e arti performative. [Via Procaccini 4]

Mostra di Giovanni Motta – Bagni Misteriosi

La suggestiva cornice dei Bagni Misteriosi ospita un’installazione dell'artista Giovanni Motta che interroga il rapporto tra memoria, gioco e desiderio. In questo spazio iconico, tra l'acqua e l'architettura anni '30, il design e l'arte contemporanea si incontrano in un percorso visivo emozionale. [Via Carlo Botta 18]

CAMINI. Presenze domestiche nell’era post-tecnica allo Spazio Vito Nesta

In occasione della mostra "CAMINI. Presenze domestiche nell’era post-tecnica", curata da Paolo Casicci, Vito Nesta presenta Casa MaVi. La collezione, nata dall'eccellenza artigiana di Ma.Vi. Ceramica, trasforma la piastrella da semplice rivestimento in materia viva e volume. Ispirandosi alle maioliche spagnole del Cinquecento. [Studio Vito Nesta, Via Ferrante Aporti 16]

Paola Lenti

Paola Lenti svela le nuove collezioni che esplorano l'equilibrio tra ricerca materica e armonia naturale. Il percorso espositivo mette in luce l'evoluzione delle trame tessili e l'introduzione di arredi outdoor e indoor nati dalla sperimentazione su materiali sostenibili e tonalità cromatiche inedite. Un focus particolare è dedicato alle nuove serie nate dalla collaborazione ventennale con lo studio nendo, dove il design si fa essenziale per dialogare con l'architettura del paesaggio circostante [Via Giovanni Bovio 28]

Blooming Imperfection: Relationships in Progress – Portanuova

Il distretto di Portanuova si trasforma in un laboratorio a cielo aperto dedicato alla bellezza dell’imperfezione e alle relazioni umane. Il cuore dell'intervento è il Flower Bar in Piazza Alvar Aalto, curato da Alea, dove installazioni floreali organiche dialogano con il design urbano. Il percorso si estende fino a via Tocqueville con il social table di Casaburi, un’installazione che fonde convivialità e progetto, invitando il pubblico a riflettere sulla natura come elemento connettivo essenziale della città del futuro. [Piazza Gae Aulenti e Via Alessio di Tocqueville 12]

Paris Internationale – Paris Internationale a Palazzo Galbani

Per la prima volta fuori dai confini francesi, la fiera indipendente Paris Internationale approda a Milano, portando il suo spirito sperimentale negli spazi di Palazzo Galbani. L’edificio modernista degli anni Cinquanta, attualmente oggetto di un importante intervento di riqualificazione firmato dallo studio Park Associati, si trasforma in una piattaforma curatoriale d'avanguardia. In linea con la sua tradizione di occupare storiche dimore in disuso, la fiera parigina sceglie questa cornice architettonica per far dialogare l'arte contemporanea internazionale con l'identità urbana milanese. [Palazzo Galbani, Via Fabio Filzi 25]

Quali luci scegliere per illuminare il corridoio e l’ingresso

Al bando l’infilata di faretti a soffitto effetto tunnel, oggi
si preferisce un’illuminazione diffusa e accogliente che, con qualche trucco, dia l’illusione di ampliare e riequilibrare gli spazi di ingressi e corridoi. Ecco qualche consiglio per scegliere bene

FARETTI

Usa i faretti come luce puntuale d’accento per dare risalto a nicchie o appendiabiti, evitando di allinearli a soffitto in una fila monotona.
In foto, Girasoli [Il Fanale, ø cm 10x18,5h].

LAMPADE A SOFFITTO

Le lampade da soffitto
a luce indiretta che riflettono i fasci luminosi solo verso l’alto, oltre a creare un’atmosfera più soffusa e accogliente, eliminano i fastidiosi contrasti e le ombre nette (anche sui volti) facendo apparire i corridoi o gli ingressi accoglienti e visivamente più ariosi.
In foto, Poly Esagono PL a luce indiretta [Olev, da ø cm 45].

LAMPADE DA TAVOLO

Le lampade da tavolo con diffusori in carta o tessuto emettono una luce d’accento calda e soffusa che cattura l’occhio e funge da luce di cortesia accogliente di sera tardi, notte o mattina presto.
In foto, Aplat in carta [Hay, cm 28x17,5x44h].

APPLIQUE

Hai un corridoio lungo? Posiziona a circa 190-195 cm da terra 3 o 5 applique con diffusore sferico in vetro ‘incamiciato’ (bianco opale), alternandole lungo le pareti per creare un ritmo visivo asimmetrico. Così diffondi luce morbida da 3.200 K a 360°, spezzi la monotonia del percorso e accorci la percezione dello spazio.
In foto, Ninfea [Ideal Lux, cm 20x12x20h].

Quali luci scegliere per illuminare la camera da letto e la cabina armadio

Qui ogni luce fa rima con comfort e assume importanza in base al momento, alla funzione e al mood richiesto: da quando entri a quando rifai il letto o scegli i vestiti a quando lavori in smartworking o leggi prima di dormire. Ecco qualche consiglio per scegliere bene

APPLIQUE A PARETE

Ideale per camere piccole, l’applique a luce diretta lascia più spazio sul comodino: si monta a parete a un’altezza di 120-140 cm, variabile in base all’altezza del letto. Deve avere il braccio flessibile o il paralume orientabile per poter indirizzare la luce dove serve senza disturbare il partner.
In foto, AJ con paralume regolabile [Louis Poulsen, cm 31,8x24,7x18h].

LUCE GENERALE

Per entrare in camera
e rassettare il letto senza l’effetto bagliore da ospedale serve una luce generale dimmerabile, diffusa e calda (3.000 K) che fornisca una luminosità rilassante.
In foto, Clizia Mama Non Mama [Slamp, ø cm 130x45h].

LAMPADA DA TAVOLO

La lampada da tavolo sul comodino deve fornire una luce diretta e piuttosto calda (2.500-3.000 K) per favorire il sonno, ma anche diffusa per non creare contrasti forti al buio. E per adattarsi a chi la usa, il riflettore deve consentire di poter orientare e regolare in altezza il fascio luminoso.
In foto, Mini Spider regolabile [Oluce, cm 15x19x34h].

LA LUCE GIUSTA PER...

LA LUCE GIUSTA PER LA CABINA ARMADIO
Nella cabina una plafoniera con luce neutra (4.000 K) e CRI oltre 90 permette di distinguere bene
i colori, senza alterarne i toni.
In foto, Decor Smoke Glass [Ledvance, ø cm 28x17,6h].

LA LUCE GIUSTA PER LA ZONA RELAX E LETTURA
Prediligi una lampada da terra con luce diretta per fornire l’illuminazione giusta quando leggi ma che abbia il diffusore o la lampadina schermati, così da sfruttarla anche come luce diffusa d’atmosfera.
In foto, Mug [Midj, ø cm 33x144h].

LA LUCE GIUSTA PER L’ARMADIO
Sotto i ripiani aggiungi dei faretti wireless ricaricabili Usb, con luce brillante da 5.000 K e con un sensore
di movimento
che li accende all’apertura delle ante.
In foto, faretto Kilen [Leroy Merlin,
ø cm 17x17h].

LA LUCE GIUSTA PER TRUCCARSI
Gli specchi da toeletta con luce frontale diffusa, neutra (4.000-4.500 K) e con CRI oltre 90 azzerano le ombre e non alterano i toni del make up.
In foto, specchio orientabile [Deghi, ø cm 19x31,5h].

LA LUCE GIUSTA PER L’HOME OFFICE
Le lampade per lo smart working devono avere braccio estensibile e testa ruotabile per poter regolare il fascio di luce concentrata e antiriflesso da 4.500 K.
In foto, Torino con dimmer [Stilnovo, ø cm 22x88,9h].

Fuorisalone 2026: cosa vedere in zona Duomo e dintorni

Tra il distretto 5VIE e il distretto di Durini, da un po' di anni sono presenti eventi interessanti, spesso ospitati all'interno di palazzi storici di Milano. Ecco la nostra selezione di installazioni, mostre e collettive nella zona del Duomo, arrivando fino a Castello Sforzesco.

DAFT about DRAFT con Cocktail

Il Teatro Gerolamo ospita "Cocktail", l'installazione del brand giapponese Daft about Draft. Il progetto mette in scena un mix di arredi d'autore e atmosfere sofisticate, trasformando platea e palchi in una scenografia. [Teatro Gerolamo, Piazza Cesare Beccaria 8]

Buccellati con Aquae Mirabiles

L'installazione immersiva, curata da Federica Sala con il progetto di Balich Wonder Studio e la collaborazione dell'artista Luke Edward Hall, celebra la collezione di argenteria Caviar. Il motivo iconico a microsfere della Maison viene reinterpretato in un ambiente che gioca con l'acqua e la luce, trasformando la piazza in una wunderkammer contemporanea a cielo aperto. [Piazza Tomasi di Lampedusa]

Convey Building: New Wave of Design

Abbandonata la zona Farini, Convey si sposta nel pieno centro di Milano, in via San Senatore (zona Torre Velasca-Missori), occupando un intero edificio ribattezzato Convey Building. Il progetto riunisce una selezione curata di brand indipendenti e realtà d'avanguardia su più piani. Il cuore pulsante è la terrazza panoramica a 360°, concepita come agorà per la comunità creativa, con podcast live, talk e aree di networking. [Via San Senatore 10]

The Paper Log: Shell and Core – Issey Miyake e Ensemble Studio

Presso il flagship store di via Bagutta, Issey Miyake conferma la sua presenza con un progetto sperimentale firmato da Satoshi Kondo in collaborazione con gli architetti di Ensemble Studio. L'installazione esplora l'uso della carta plissé e di materiali fibrosi per creare strutture che sfidano i confini tra abito e architettura. "Shell and Core" indaga la solidità del vuoto e la protezione del guscio, trasformando lo spazio retail in un laboratorio di innovazione materica. [Via Bagutta 12[

Aldo Cibic per Bosa: Il Giardino Segreto all'Hotel Senato

Il cortile dell'Hotel Senato si popola delle sculture oniriche di Aldo Cibic realizzate per Bosa. L'installazione "Il Giardino Segreto" mette in scena un universo botanico fantastico in ceramica, dove forme organiche e colori vibranti creano un'oasi di meraviglia. [Hotel Senato, Via Senato 22[

Palazzo Gallarati Scotti

Imperdibile lo showroom Poltrone Frau che ha sede in questo Palazzo in sobrio Barocco milanese ma che al suo interno nasconte la 'sala d'armi', sontuosamente decorata con affreschi di Carlo Innocenzo Carloni e del Tiepolo. Per la Milano Design week verranno presentate le nuove collezioni del brand [Via A. Manzoni 30].

Rooms for Stories: From Seat to Seed – Kave Home e Sara Ricciardi

Il flagship store di Kave Home ospita "Rooms for Stories. From Seat to Seed", un'installazione immersiva curata da Sara Ricciardi Studio. Il progetto ruota attorno all'iconica poltrona Jan, presentata in una versione inedita realizzata con un materiale bio-based. Il percorso narrativo svela l'origine della materia e il suo processo di trasformazione, trasformando lo showroom in un racconto sensoriale che connette il design industriale alla terra e alla responsabilità ambientale. [Via Santa Margherita]

Masterly – The Dutch in Milano

A solo due passi dal Duomo (e con una terrazza che affaccia proprio verso la Piazza), anche quest'anno Masterly – The Dutch in Milano torna a Palazzo dei Giureconsulti per la sua decima edizione [Piazza dei Mercanti 2].

Cosentino e Tom Dixon alla Casa Museo del Manzoni

Al piano terreno Cosentino presenta una progetto in collaborazione con Tom Dixon. Un’intersezione tra l’innovazione dei materiali del brand e la visione progettuale del designer [Via Gerolamo Morone].

Installazione "Albori" di Stark al Castello Sforzesco

Anche per l'edizione 2026, scendere nella Sala dei Pilastri del Castello Sforzesco sarà come entrare all’interno di una materia in transizione, grazie all'installazione "Albori" di Stark. Un’esperienza immersiva che guida il pubblico attraverso tre momenti chiave del processo creativo: ascolto, intuizione e composizione. [Piazza Castello].

Il collettivo bulgaro DOPIR a Casa Bagatti Valsecchi

All'interno di Casa Bagatti Valsecchi, il progetto collettivo bulgaro DOPIR (che riunisce designer, un artista, un architetto e un fotografo) presenta una selezione di opere in legno, metallo e resina, esplorando il rapporto tra corpo, materia e spazio e mettendo al centro il tatto come esperienza primaria di connessione tra oggetto e persona. [Via Santo Spirito 7].

H&M Home a Palazzo Acerbi

Palazzo Acerbi è uno degli edifici più carichi di storia e leggenda della città. Ha una palla di cannone incastrata nella facciata, memoria delle Cinque Giornate di Milano e lo si voleva dimora del Diavolo. In questo palazzo barocco, H&M HOME debutta con un’installazione concettuale che celebra la collaborazione con l’ interior designer americana Kelly Wearstler [Corso di Porta Romana 3]

Visteria Foundation e Cromo alla Torre Velasca

Icona controversa e amatissima dello studio BBPR, la Torre Velasca si conferma meta cult anche per questa edizione del fuorisalone. Quest'anno la visita raddoppia: al 16° piano si scopre il design scultoreo polacco della Visteria Foundation, mentre salendo fino al 25° piano, il brand Cromo inaugura una sala da tè temporanea proprio sul tetto, offrendo un’inedita prospettiva domestica tra le "costole" brutaliste della torre. [Piazza Velasca].

Zara Home a Palazzina Appiani

Affacciata sull’Arena Civica, questa tribuna monumentale voluta da Napoleone è un gioiello di eleganza neoclassica. Durante la Design Week, le sue sale decorate diventano la scenografia per Zara Home, che abita questi spazi storici con una visione domestica contemporanea. [Viale Giorgio Byron 2]

Interni Venosta ad Appartamento Borsani

Un’occasione rara! In questa edizione del fuorisalone sarà possibile entrare nell’universo privato di Osvaldo Borsani. All’interno di Palazzo Olivazzi, il brand Interni Venosta allestisce gli spazi celebrando l’estetica mid-century. La curatela di Dimorestudio garantisce un’atmosfera sofisticata, dove l'eredità di Borsani dialoga con pezzi contemporanei in un mix di colta eleganza. [Via Bigli, 21]

Nilufar con "La Casa Magica"

Nella storica galleria di via della Spiga, Nina Yashar presenta "La Casa Magica", un progetto curato da Valentina Ciuffi (Studio Vedèt) con l'allestimento visionario di Space Caviar. L'esposizione trasforma lo spazio domestico in un luogo rituale e simbolico, dove il design non è solo funzione, ma diventa un dispositivo "magico" capace di proteggere e re-incantare la quotidianità. [Via della Spiga 32]

Reference Library – Jil Sander

Lo showroom di via Beltrami ospita un'installazione che invita a rallentare la fruizione del contenuto. Sessanta libri selezionati sono a disposizione dei visitatori, che sono invitati a sfogliarli indossando guanti bianchi: un piccolo rituale che trasforma la lettura in un atto di cura e silenzio, in perfetto equilibrio con l'estetica intellettuale di Jil Sander. [Via Beltrami 5]

Quali luci scegliere per illuminare la cucina

Per lavorare in sicurezza e non alterare il colore dei cibi, i piani di lavoro richiedono luci puntuali, nitide e con alto indice di resa cromatica (CRI). Una volta seduti a tavola, però, le luci devono farsi morbide e diffuse. Ecco qualche consiglio per scegliere bene

LAMPADE A BRACCIO

Utili se non ci sono pensili, le lampade a braccio orientabile da fissare a muro forniscono sia una luce diretta e precisa nei punti dove si lavora, sia indiretta e riflettente se puntata verso l’alto. E si spostano dove serve.
In foto, Signal SI331 [Jieldé, ø cm 10x60].

SOSPENSIONI LINEARI

A 70-90 cm dal piano, le sospensioni
lineari distribuiscono in modo omogeneo e diffuso una luce morbida su tutta la lunghezza del tavolo, senza abbagliare né creare ombre.
In foto, Coulisse con diffusore in vetro [Italamp, ø cm 13x150].

LAMPADE WIRELESS

Per dare la giusta importanza ai piatti puoi usare lampade wireless che creano una luce d’accento in grado di mettere in risalto il cibo che metti a tavola.
In foto, Bontà [Artemide, ø cm 18x26,4h].

LUCI SOTTOPENSILE

Come luci sottopensile servono barre o strisce a Led con un CRI di 90-95 (su un massimo di 100) e con luce nitida e fredda (4000-5000 K – gradi Kelvin – verificabili sulla confezione) per eliminare le ombre.
In foto, Barra a luce fredda [Brendz, cm 60].

Fuorisalone 2026: cosa vedere a Tortona

Durante la Milano Design Week, il quartiere Tortona diventa un punto di riferimento per il mondo del design, con installazioni, mostre ed eventi diffusi. Il Tortona Design District ospita realtà come BASE Milano, spazio dedicato a progetti culturali e interdisciplinari e Tortona Rocks, che porta in scena il design internazionale, oltre al Superstudio Show e la Tortona design week.

Tortona Design week

Alla Tortona Design Week 2026, il distretto più iconico del Fuorisalone invita a una rivoluzione silenziosa: “THINKING BETTER, Look back to Shape the Future”. Attraverso installazioni immersive, debutti internazionali e una nuova visione della mobilità, il design riscopre il valore della memoria e dell’artigianalità, rimettendo l'essere umano al centro del progetto.

L'anima femminile e il benessere urbano

Tra le tappe obbligate di questa edizione spicca Corpografia - Paesaggio di Donna in via Tortona 25. Il progetto di Sara Ricciardi Studio (per Torneria Tortona) trasforma lo spazio pubblico in un’oasi rosa vibrante, un arcipelago di forme organiche che celebra la forza rivoluzionaria di Elsa Schiaparelli. Non solo un’installazione, ma un luogo di sosta e comunità dove il corpo diventa architettura ospitale. Poco distante, in via Tortona 35, la natura si riprende i suoi spazi con Urban Jungle. Nato dal Green Master Lab, questo scenario sinestetico propone fiori e foglie giganti in chiave fantastica, un invito a riscoprire il benessere sostenibile mettendo l'individuo al centro dell'ecosistema naturale.

Tecnologia invisibile e design d’eccellenza

Il design è anche capacità di svelare l'invisibile. Al nuovo Geberit Experience Center (via Tortona 31), l'installazione RŌS dello studio svizzero atelier oï mette in scena la danza dell'acqua: centinaia di molle in acciaio guidano le gocce in una composizione dinamica che rende poetico il flusso idrico. Per chi cerca il rigore materico, il debutto europeo del brand giapponese MEISDEL a Tortona Square promette di stupire. La loro cucina Anima 01, in acciaio inox, è plasmata come un pianoforte a coda: una scultura domestica che esplora il confine tra forza della materia e fluidità delle linee.

La mobilità del domani: tra carta e intelligenza artificiale

Tortona 2026 si conferma hub per il design automobilistico. Hyundai (via Tortona 32) presenta in anteprima mondiale la nuova IONIQ 3 con il racconto esperienziale "Unfold Stories", mentre Zeekr Design porta all'Opificio 31 l’installazione immersiva The Art of Connection. Il polo di via Tortona 31 ospita invece Haus of Automotive di Konzepthaus, con focus su illuminazione e UX, e la partecipazione di Lotus con il progetto "IN PROGRESS". Anche il mondo dell’industria pesante si fa estetica: Toyota Material Handling Europe (via Voghera 8) reinterpreta i carrelli elevatori attraverso una mostra che unisce heritage e intelligenza artificiale.

Contaminazioni: moda, sport e hospitality

Eyewear & Art: Barton Perreira debutta in via Tortona 20 con un pop-up scultoreo in Plexiglas e PVC riciclato curato da Laurent Badier Studio. Color Mood: Lechler (via Tortona 14) presenta "The Way of Sportin’ Life", esplorando come il colore possa trasferire l'energia dello sport negli spazi abitativi. Art Hub: L’hotel nhow Milano (via Tortona 35) si riafferma come crocevia fondamentale, ospitando mostre e format dedicati alla cultura contemporanea.

A completare il panorama espositivo saranno anche Lexus; Switzerland Global Enterprise; Hisense; MEDUM; Rafa Lanf ranco Concept Store; DUXIANA; IN BETWEEN; Plenitude con progetti che spaziano dall’innovazione tecnologica al design dell’abitare, dall’energia sostenibile alla ricerca artistica contemporanea.

Tortona Rocks

Se Tortona è il cuore pulsante della Design Week, Tortona Rocks ne rappresenta l'anima più sperimentale. Con undici edizioni all'attivo, la piattaforma curata da Milano Space Makers torna nel 2026 con il concept “Design to Change Everything”. L'obiettivo? Leggere il progetto non come semplice forma, ma come strumento critico capace di incidere sulla realtà e proporre alternative concrete alle incertezze del presente.

Esperienze sensoriali e interior d'autore

Il percorso espositivo parte dalle spettacolari installazioni di Opificio 31. Qui, IQOS collabora con i leader dell'acustica Devialet per dare vita a Soundsorial Design: un paesaggio immersivo modellato da acqua e suoni dove il visitatore smette di essere spettatore per diventare parte di un archivio vivente di interazioni. Per gli amanti dell'interior design, Archiproducts Milano conclude la sua tetralogia sugli elementi naturali con Fòco, living notes by Studiopepe: il fuoco è interpretato attraverso un allestimento stratificato di materia e luce. Poco distante, presso le Officine Savona (via Savona 33), Maisons du Monde presenta Moments of Joy: un itinerario emozionale tra giardini mediterranei e atmosfere desertiche per riscoprire il benessere domestico.

Memoria pop e intelligenza artificiale

Tra le proposte più curiose, McDonald’s celebra i suoi quarant'anni in Italia con la mostra POOL Ti sblocco un ricordo, curata da Nicolas Ballario in via Tortona 58. Un'esperienza che unisce arte contemporanea (con opere di Damien Hirst e Vedovamazzei) e una "macchina del tempo" basata su AI per generare ricordi visivi personalizzati. Anche Swatch punta sull'intelligenza artificiale con AI-DADA Lab: i visitatori possono interagire con un'AI per elaborare in pochi istanti il design originale di un orologio New Gent partendo dall'archivio del brand.

BASE Milano

BASE Milano sovverte le aspettative del Fuorisalone scegliendo il tema Hello Darkness, trasformandosi in un ecosistema radicale dove l'oscurità non è vista come crisi, ma come spazio fertile di rigenerazione, esplorato attraverso installazioni immersive, biodesign e rituali collettivi.

L’ecosistema di Smarin: Ad emblema di questa visione, la Ground Hall ospita IDIORYTHMIA – RE-U construction system, progetto dello studio francese Smarin in partnership con l’Institut français Milano. Si tratta di un’infrastruttura di arredi reversibili e polimorfi che trasforma continuamente lo spazio: da agorà a sala proiezioni, fino a capsule dedicate al riposo. Il sistema permette di vivere e lavorare insieme rispettando il proprio ritmo individuale (idios rhythmos), in equilibrio tra autonomia e comunità.

Temporary Home: Il progetto di residenza di casaBASE apre le porte di cinque studi temporanei. Qui, i designer Jean Baptiste Durand, Bianca Carague, Lucrezia Alessandroni, Cristina Dezi, Saúl Baeza e Manuela Valtchanova trasformano le stanze della foresteria in luoghi di vita, ricerca personale e sperimentazione aperta al pubblico.

Exhibit – 4000 mq di ricerca: Il cuore pulsante è l’esposizione collettiva che coinvolge oltre 80 designer da 23 Paesi. Il percorso si articola su quattro traiettorie tematiche: Community (comunità sottorappresentate), Environmentalism (ecologie e sostenibilità), Rituals (riti contemporanei) e Media Tech (tecnologie).

Domus Academy: UNFOLD: In questo scenario si inserisce UNFOLD, l’esposizione di Domus Academy curata da VI+M Studio. Attraverso il tema ENGAGE FRICTION, 20 università internazionali indagano come le tensioni e i conflitti possano diventare catalizzatori di cambiamento, generando nuove narrazioni progettuali proprio a partire dall'opposizione.

Superstudio Design 2026

Per la sua 26ª edizione, Superstudio compie un passo storico: supera il concetto di singolo distretto per disegnare una mappa che attraversa Milano. Con 30.000 mq espositivi e la partecipazione di 91 brand e 88 designer da 19 nazioni (tra cui Giappone, Corea, Israele, Regno Unito e Francia), il progetto si articola in tre poli tematici che collegano Tortona, Barona e Bovisa.

SuperNova – Superstudio Più (Via Tortona 27): il cuore storico del distretto. Un percorso tra arte, tecnologia e design con 70 progetti internazionali e un focus speciale sulle delegazioni di Giappone e Corea. SuperCity – Superstudio Maxi (Via Moncucco 35): in zona Barona, uno spazio certificato LEED Gold dedicato alla dimensione urbana. Esplora il futuro delle smart city, la rigenerazione e l’inclusione sociale. SuperPlayground – Superstudio Village (Via Negrotto 59): un hub sperimentale e ludico in zona Bovisa, dove il design diventa gioco. È il punto di ritrovo per i giovani talenti, con apertura estesa fino alle 23:00.

SuperNova – Superstudio Più

Protagonista assoluto è il ritorno di Moooi con l'installazione museale “Moooi 25 and Promising”. Firmata da Marcel Wanders, l'esposizione occupa quasi 1.000 mq per festeggiare i venticinque anni dal debutto del brand. Accanto a Moooi, prendono forma le installazioni dei grandi protagonisti internazionali. Samsung Electronics presenta “Design is an Act of Love”, manifesto di una tecnologia dal volto umano, mentre Lexus esplora il movimento come esperienza emotiva con le installazioni immersive “SPACE” e “Discover Your Space”. Il rigore Bauhaus rivive nel progetto “UN:FOLD” di next125, una ricerca scultorea ispirata all'origami firmata da Ankon Mitra. La dimensione globale si riflette anche nell'installazione “Slow Hand Design” della Thailandia e nel progetto di Toyo Ito, che mette in dialogo i modelli di casa ideati da 100 bambini con le visioni di archistar come Kazuyo Sejima e Sou Fujimoto.

La sperimentazione materica anima l'intero percorso: Karbony esplora il filo di carbonio con “Infinity”, mentre Ross Lovegrove porta in scena le sculture cinetiche di “Gabo 2.0”. L'architettura si fa luce con “Cathedral”, l’opera site-specific in policarbonato di PolyPiù, e con l'installazione immersiva di Indigo Design. L'esperienza diventa digitale con l'allestimento di C&C Milano e con i "Domestic Oracles" dell’Istituto Marangoni in collaborazione con Alessi, dove il design incontra l'intelligenza artificiale. Non mancano i racconti d'eredità, come quello di Pastoe, e gli spazi conviviali come il bistrot esperienziale di Paola Navone per ABKStone.

Il programma culturale si completa con l'intervento pittorico dello Studio Moco e le attività sul Roof di RE.Circle, tra live painting e performance. All'interno della MyOwnGallery e del FLA Museum, l’arte dialoga con il progetto: dalla mostra di Franco Perrotti all'esposizione MIRRORS, che riunisce specchi d’autore firmati da maestri come Sottsass, Starck e Mendini. Un flusso continuo tra materia e dimensione immateriale, arricchito dal dialogo tra le sculture di Jacopo Mandich e la dimensione audiovisiva di Eric Oder.