Mise en place

Come decorare la tavola usando arance e limoni

Una mise en place vitaminica: interi, a metà o a rondelle: arance, limoni, pompelmi e mandarini diventano protagonisti di una tavola rifinita... a colpi di oro e pois!

C’è un modo semplice e sorprendente per portare luce e carattere in tavola: puntare sugli agrumi. Interi, a metà o a rondelle, arance, limoni, pompelmi e mandarini diventano dettagli decorativi pieni di energia, capaci di trasformare l’apparecchiatura in un piccolo scenario chic. Tra riflessi dorati, pois e tocchi grafici, la mise en place si veste di freschezza e stile, perfetta per stupire con naturale eleganza.

Questa tavola è di Michela di Pietrantonio, lettrice di CF appassionata di tablescaping, l’arte di allestire la tavola come fosse un’architettura, un paesaggio. Insieme alla sorella Laura, Michela condivide sul profilo IG @laura.dipietrantonio una ricerca fatta di stagioni, ricorrenze e piccoli gesti creativi. L’ispirazione qui è mediterranea e luminosa: arance e limoni diventano un centrotavola informale e il verde intenso delle foglie fa il paio con quello dei tovaglioli, animato da un motivo a pois. L’oro di piatti e posate non porta formalità, ma aumenta il tasso di luce e riflessi vitaminici! Replichiamo insieme questo mood?

I CONSIGLI DELLA LETTRICE:
Michela di Pietrantonio @laura.dipietrantonio

  • Centrotavola verde. Usa limoni, arance, mandaranci, lime, pompelmi, mandarini, cedri. Presentali interi o tagliati a metà su un letto di foglie e rami, poi aggiungi qualche piccola margherita. Quindi tagliane qualcuno a rondella per dare un tocco di colore ai tumbler trasparenti.
  • Forme e dimensioni. Prediligi un runner di forma allungata per i tavoli rettangolari e centrotavola tondeggianti per i tavoli rotondi.
  • Suggerimenti extra. Scegli una palette composta al massimo da 4 colori, accendi le candele solo per le cene dopo il tramonto, inserisci l’oro come elemento di rottura e aggiungi un piccolo agrume come segnaposto.

LA PROSSIMA TAVOLA POTREBBE ESSERE LA TUA
Scatta dall’alto e invia a [email protected] con oggetto ’Tavola’.

 

A cura di Grazia Caruso

da 50 a 100 mq

Un mini appartamento con arredi low budget e stile ultradécor

Sei posti letto in 57 metri quadrati decorati con colori e pattern senza limiti: ecco l'appartamento di una studentessa fuori sede che può ospitare anche la sua famiglia. Tra arredi salva spazio trasformabili, boiserie che ampliano lo spazio, carte da parati super protagoniste e zone color block dal gusto rétro andiamo alla scoperta di una casa effetto wow

Tra arredi low budget, echi rétro e interventi effetto wow, questo mini appartamento di 57mq diventa un'icona di stile e di funzionalità con ben 6 posti letto.

Mini, ma di carattere. Per il restyling dell’appartamento di 57 mq a Cracovia, l’interior designer Yana Molodyk aveva una missione chiara: ricreare uno stile rétro, con tanti spunti e interventi décor, arredi low budget e il maggior numero di posti letto possibile. Questo appartamento nasce infatti come pied-à-terre per una studentessa fuori sede e la famiglia in visita.

LE SCELTE FATTE:
Mantenuta la pianta originale, Yana ha deciso di trasformare gli ambienti della casa in raffinate ‘scatole preziose’.

IL TOCCO DI STILE:
Nella regia dei toni caldi, dove il burro della boiserie e del soffitto sfila accanto al terracotta e al ruggine, per disegnare le stanze la designer si è affidata all’anima décor dei pattern: dalle wallpaper, ai tendaggi, fino ai grafismi delle piastrelle che si innestano sul parquet a spina. Sfoglia la gallery e scopri la palette colore della casa.

COME FAR SEMBRARE UNA STANZA PIÙ GRANDE:
1. Riproporziona lo spazio con il colore dipingendo il soffitto con una tinta chiara. Puoi anche scegliere uno smalto super lucido: riflettendo gli arredi, il volume della stanza sembra aumentare.
2. Modula la parete con una boiserie bassa e dipingila in una tinta chiara: la fascia a correre orizzontale allungherà visivamente la stanza. Ti piace il décor? Puoi far sormontare la boiserie da una carta da parati dalle geometrie colorate o con micro decori.
3. Gioca con gli specchi appesi oppure appoggiati a terra per ampliare gli spazi e aumentare la luce. Basta uno specchio grande ovale appeso in orizzontale per dare profondità e dilatare visivamente la stanza.

Progetto Yana Molodykh/Yanamol Interior
Foto Mood Authors
Testi Elisabetta Viganò

La tecnologia smart che riscalda d’inverno e raffresca d’estate

Una stufa che accompagna la casa tutto l’anno, dal tepore dell’inverno alla freschezza dell’estate? EIKO 365 di MCZ unisce design essenziale e anima smart in un unico gesto: una soluzione versatile che semplifica lo spazio e rende il comfort parte naturale della quotidianità.

C’è un nuovo modo di intendere il comfort domestico, ed è quello che supera la stagionalità. EIKO 365 di MCZ nasce con un’idea chiara: offrire riscaldamento e raffrescamento in un unico apparecchio, eliminando la necessità di installare due sistemi distinti e restituendo continuità estetica agli ambienti. Vediamoli insieme per scoprire i plus di questo sistema certificato in classe A++ per l’efficienza energetica.

Estetica compatta, presenza discreta

Le dimensioni contenute e le linee pulite permettono di posizionare EIKO 365 vicino alla parete, integrandola con naturalezza nel layout domestico. Quando è accesa, la fiamma visibile diventa un punto focale caldo e accogliente. Quando è spenta, o in modalità raffrescamento, mantiene un profilo elegante e discreto, senza elementi tecnici invasivi.

Tecnologia integrata, senza compromessi visivi

Un unico apparecchio che assolve due funzioni (con una potenza di 6 kW per la stufa a pellet e 9.000 BTU per il modulo di raffrescamento, paragonabile a un climatizzatore tradizionale). Uno dei plus più interessanti è l’assenza di unità esterna, motori visibili o tubazioni da nascondere. L’installazione richiede soltanto due fori a muro: uno dedicato, in modalità raffrescamento, all’espulsione dell’aria calda (e in modalità riscaldamento all’ingresso dell’aria comburente), e uno per l’evacuazione dei fumi quando la stufa è in funzione. Non servono sistemi di scarico della condensa, uno degli elementi più problematici e fastidiosi necessari per i climatizzatori tradizionali.

Manutenzione ridotta, efficienza ottimizzata

Il braciere automatico riduce in modo significativo la gestione della cenere, mentre la tecnologia CORE garantisce una combustione del pellet efficiente e pulita. Questo sistema consente di ottimizzare i consumi di pellet fino al 15% e di ridurre le emissioni del 40% rispetto ai limiti europei più severi. Il risultato è un comfort che non grava né sull’ambiente né sulla quotidianità, ma che si integra con uno stile di vita attento e contemporaneo.

Controllo intuitivo e gestione smart

Il pannello comandi a scomparsa assicura un’interazione intuitiva, mentre il telecomando con termostato ambiente consente una regolazione precisa. Grazie alla connessione WiFi e Bluetooth e all’app Maestro+, EIKO 365 può essere gestita anche da remoto tramite smartphone, ampliando la libertà di utilizzo e adattandosi ai ritmi della vita moderna.

Un investimento che fa rima con risparmio

Scegliere un apparecchio multifunzione significa ottimizzare spazio, installazione e costi. EIKO 365 è disponibile al prezzo di lancio di € 4.490,00 IVA compresa fino al 30 aprile 2026: una proposta che unisce design, tecnologia e risparmio in un unico gesto progettuale. Abitare il benessere, oggi, significa scegliere soluzioni intelligenti che lavorano in silenzio e valorizzano lo spazio. Con EIKO 365, il comfort diventa un’esperienza continua, per tutte le stagioni.

da 50 a 100 mq

Cucina passante e doccia in corridoio: la mini casa che rompe gli schemi

Ecco la sfida: trasformare un ex centro estetico di 55 metri quadrati in un bilocale da abitare durante la settimana e affittare come bed&breakfast nel weekend con un occhio al design, soluzioni funzionali ma scenografiche (come la doccia en suite) e tanti arredi pratici (come la lunga panca quadrettata). Scopriamo insieme questa casa piena di idee multifuzione

Un bilocale milanese al primo piano di un palazzo storico, corteggiato a lungo... Quando Ilenia è riuscita ad acquistarlo aveva le idee chiare: doveva farne un appartamento di design, funzionale e adatto per ospitare lei durante la settimana e per diventare un b&b nei weekend, quando Ilenia – che è Head of Design Lab per CC_Tapis, azienda di tappeti di qualità – raggiunge il compagno e la figlia ad Aosta.

LE SCELTE FATTE:
«Non volevo che la cucina diventasse il cuore della casa» dice Ilenia. Con lo studio Atelierzero ne ha fatto un ambiente passante tra le zone giorno e notte, riducendo al minimo i lavori di muratura e superando alcuni vincoli strutturali.

IL TOCCO DI STILE:
Colori di carattere (dal grigio scuro al lilla al giallo) e lampade di design in tutte le stanze. Poi, una doccia super scenografica che vive a sé...

Progetto Atelierzero, atelierzero.it
Foto Pietro Rainoldi
Testi Sara Peggion

Prima & Dopo

Addio spazi sprecati: l’ingresso anni ’70 diventa multitasking

Spesso i vecchi trilocali hanno un enorme ingresso su cui si aprono tutte le porte della casa: come rivedere la distribuzione degli spazi ottimizzando i metri quadrati a disposizione? Ecco la soluzione dell'architetto: un appartamento ben organizzato con una zona multitasking che ospita anche la lavanderia. Il tocco di stile? Color block a effetto scatola che dà carattere a questa casa vitaminica!

10 mq di atrio con 7 porte: una zona inutilizzabile ora è diventata un ingresso-mudroom che in tanti vorremmo... e il blu effetto scatola più il vetrocemento fondono scelte tecniche ed estetiche.

Emanuela, l’architetto, e Alessandra, la proprietaria, si conoscono da qualche anno quando quest’ultima compra la sua prima casa: posizione super ma
pessima distribuzione. «Al contrario di tanti clienti lei sapeva cosa non voleva: una casa omologata e asettica» racconta Emanuela. «Voleva qualcosa di speciale per layout e stile. Così avrei finalmente avuto la possibilità di sviluppare un progetto un po’ audace che avevo in testa da tempo, per ridare una funzione agli spazi persi delle case Anni ’70 e per giocare con il colore: le ho chiesto di fidarsi e lei mi ha dato carta bianca».

LE SCELTE FATTE:
L’impianto era classico, con l’ingresso-disimpegno centrale enorme su cui si affacciavano cucina e bagno ridotti, due camere grandi e un salotto risicato. La doppia esposizione non si percepiva e la separazione tra i locali risultava superata. «Ho rivoluzionato gli spazi, che ora sono aperti e fluidi» dice Emanuela. «All’ingresso, che è stato dimezzato, si entra in una ‘bolla’ blu effetto scatola: a destra c’è lo studio/camera ospiti, a sinistra la zona giorno ora raddoppiata e illuminata da tre finestre con la cucina open che ha preso il posto di una della stanze da letto. Nell’area notte la camera ha una cabina armadio e il bagno – ampliato – e nell’ex disimpegno c’è anche un secondo servizio con lavanderia».

IL TOCCO DI STILE:
Per sottolineare gli spazi e richiamare gli Anni ’70 a cui risale la casa ci sono i colori celeste e paprika utilizzati in dosi diverse e su tutte le superfici.

Progetto Arch. Emanuela Garino, Officina 12100 Architettura
Foto Marta D'Avenia
Testi Elena Favetti

 

Sopra i 100 mq

Legno a parete e soffitto: una casa elegante stile Mid-Century

Se ami i rivestimenti in legno ma temi l'effetto rustico-baita ecco la casa perfetta per te: copia lo stile Mid-Century americano che trasforma il total wood look in scelte raffinate dal sapore vintage! In questa villa anni '70 (ristrutturata a misura di famiglia) il calore del legno senza nodi dialoga con piastrelle lucide e sfumature di verde e senape. Ti innamorerai delle cementine multicolor e dei divani tartan dal gusto anni '50.

Non lontano da Portland, questa meravigliosa casa Anni '70 racconta uno stile molto americano che farà innamorare chi ama il calore del legno ma non il suo sapore rustico.

Per una famiglia con due bambini, Jessica Helgerson, designer e founder dello studio JHID, ha ristrutturato questa casa Anni ’70 a Sauvie Island, fuori Portland in Oregon, negli Stati Uniti, immersa in un paesaggio bucolico e affacciata sul fiume Columbia. Jessica ne ha intravisto il potenziale e – come nel suo stile –
il team JHID ha preservato la struttura originale dando però risalto alle viste.

LE SCELTE FATTE:
Seguendo il desiderio dei clienti di avere una casa vivace e in sintonia con il paesaggio, JHID ha creato un rivestimento totale in abete di Douglas con superfici lisce e senza nodi per un effetto lusso (non baita!) abbinato a palette di colori intensi ma terrosi.

IL TOCCO DI STILE:
Piastrelle lucide fanno da contrappunto al legno, il cui colore caldo dialoga con un verde desaturato che passa dagli infissi alla cucina. Gli arredi aggiungono i toni mancanti (blu, rosso, giallo) declinati nei tessuti tartan che completano lo stile Mid Century.

Progetto Jessica Helgerson
Foto Aaron Lietz
Testi Grazia Caruso

Dietro la sedia: storie di persone, mestiere e creatività

Chi rende davvero unico un oggetto di design? Il designer? L’azienda? O le persone che ogni giorno lo costruiscono? Con la campagna “Oleandro. Unica, come noi”, Calligaris sposta l’attenzione dall’oggetto alle persone che lo rendono possibile. Un invito a guardare il design da un’altra prospettiva, decisamente umana

Nel mondo dell’arredo siamo abituati a oggetti “iconici”, ma chi costruisce davvero l’originalità di un prodotto? Solo chi firma il progetto o un intreccio di competenze, gesti quotidiani, saperi condivisi?

Da queste domande prende le mosse “Oleandro. Unica, come noi”, la nuova campagna di Calligaris che sceglie di cambiare punto di vista: non partire dall’oggetto, ma dalle persone che ogni giorno contribuiscono a realizzarlo. I protagonisti non sono testimonial, influencer o designer, bensì i dipendenti dell’azienda, ritratti con una seduta della famiglia Oleandro, quella in cui ciascuno si riconosce di più. Perché Oleandro non è solo una seduta: è un progetto cresciuto all’interno dell’azienda, maturato nel tempo grazie a chi lo ha pensato, sviluppato, perfezionato.

La scelta aziendale di mettere al centro i dipendenti non è banale: ogni persona che contribuisce a un progetto porta con sé un’esperienza irripetibile, proprio come ogni casa racconta chi la abita.

Per chi guarda al design con curiosità e consapevolezza, questo cambio di prospettiva è uno spunto interessante. Dietro ogni oggetto che scegliamo per le nostre stanze c’è una rete di mani, decisioni, competenze. Forse l’unicità non sta solo nel prodotto finito... ma nel processo umano che lo rende possibile.

News

Workshop di primavera: a scuola di design floreale a Bergamo

Da Hanami Atelier una serie di appuntamenti per imparare a creare composizioni moderne, sostenibili e scenografiche

Se senti già voglia di primavera e desideri dare un tocco personale ai tuoi spazi, l’Hanami Atelier di Bergamo riapre le porte per una stagione creativa 'fiorita'. i nuovi workshop 2026 sono pensati per chi ama sporcarsi le mani e scoprire che il design floreale è un mix perfetto di tecnica, equilibrio e natura.

Sushi Floreale (23 Febbraio)
Una composizione compatta, circolare e moderna, perfetta per gli ambienti contemporanei.
Costo: 65€ (materiali e aperitivo inclusi).

Ghirlanda di Primavera (18 Marzo)
Intrecci di rami e fiori freschi, con la possibilità di aggiungere dettagli stagionali per un tocco pasquale.
Costo: 85€ (materiali e aperitivo inclusi).

Mazzo Spontaneo (1 Aprile)
Impara la tecnica della spirale per creare bouquet armonici che sembrano appena raccolti in un prato.
Costo: 65€ (materiali e aperitivo inclusi).

Composizione Contemporanea (15 Aprile)
Un approccio sostenibile (senza l’uso della spugna) per creare centrotavola eleganti e moderni.
Costo: 85€ (materiali e aperitivo inclusi).

Frutta e Fiori (20 Aprile)
Per chi ama lo stile opulento e barocco, un workshop per unire fiori, frutta e verdura di stagione in un'unica opera scenografica.
Costo: 65€ (materiali e aperitivo inclusi).

Ogni incontro si svolgerà dalle 18.30 alle 20.00 in via Divisione Tridentina 2/A a Bergamo. Info e iscrizioni: https://www.instagram.com/hanamiatelier

Sopra i 100 mq

Un appartamento stile Pop con travi in legno e arredi colorati

Tra divertimento e rigore: a Lione un appartamento incanta grazie a un mix di colori ispirati al Mediterraneo, opere di Street Art e arredi a tinte accese

Dopo molti anni vissuti in Grecia, i proprietari di questo ampio appartamento sono ritornati in Francia. Laure e Romain si innamorano di questa casa agli ultimi due piani – quinto e sesto – di un palazzo nel centro di Lione. Per trasformarlo nella casa dei sogni, però, hanno bisogno del twist di una giovane interior designer che come loro ha una vera passione per il colore, l’arte, lo spirito giocoso. Ecco entrare in scena Bluen de Préneuf (@studiobluen), che con il suo studio ridisegna completamente spazi e arredi.

LE SCELTE FATTE:
Passato e presente ora convivono in un mix equilibrato e vivace: décor e tonalità mediterranee sono il filo conduttore che unisce gli spazi e crea soluzioni a sorpresa.
Ogni colore è ispirato alle Cicladi: blu oltremare per Santorini, rosa pallido per Mykonos, corallo per Paros, giallo intenso per Ios. E non manca certo l’azzurro dell’Egeo.

IL TOCCO DI STILE:
Le stanze più amate della casa? La cucina con un murale d’artista e lo studio-biblioteca che si trova nel disimpegno al piano di sopra. Sfoglia la gallery!

Styling Christine Pirot Hébras
Foto Frenchie Cristogatin
Testi Sara Peggion

News

Al Museo Bagatti Valsecchi, la mostra “Depero Space to Space: la creazione della memoria”

Simona Ortolan

Simona Ortolan  •  Il pampano

Blogger CF Style

Dal 13 febbraio al 2 agosto 2026, il Museo Bagatti Valsecchi presenta "Depero Space to Space. La creazione della memoria", una mostra che mette in dialogo la casa neorinascimentale dei baroni e l’universo visionario dell’artista trentino.

Dal 13 febbraio al 2 agosto 2026, il Museo Bagatti Valsecchi presenta "Depero Space to Space. La creazione della memoria", mostra a cura di Nicoletta Boschiero e Antonio D’Amico, in collaborazione con il Mart - Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto. Inserita nel programma dell’Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026, l’esposizione segna il ritorno di Fortunato Depero a Milano a 35 anni dall’ultima retrospettiva a lui dedicata in città.

Una mostra che mette in dialogo la casa neorinascimentale dei baroni Bagatti Valsecchi e l’universo visionario dell’artista trentino. Oltre quaranta opere dagli anni Trenta ai Cinquanta si intrecciano alla collezione permanente in un allestimento immersivo firmato dallo studio a-fact architecture factory. Un percorso che è esperienza spaziale, sonora e culturale, e che si estende fino al Trentino con gli Itinerari deperiani.

La mostra nasce da un parallelismo tanto sorprendente quanto coerente: quello tra Depero e i fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi. In epoche diverse, entrambi hanno concepito la casa come opera totale, luogo in cui arte e vita quotidiana coincidono. Se i baroni, alla fine dell’Ottocento, reinventano una dimora ispirata alla Milano del Cinquecento, Depero – tra anni Quaranta e Cinquanta – integra linguaggio contemporaneo e contesto storico nella sua Casa d’Arte Futurista Depero, unico museo futurista fondato dall’artista nel 1957.

Le opere, provenienti dalla Casa d’Arte Futurista Depero e dal Mart, si inseriscono nella casa museo milanese in un dialogo serrato con arredi, dipinti e arti applicate della collezione permanente. Non si tratta di un semplice accostamento: il progetto di allestimento, firmato dallo studio a-fact architecture factory con il progetto illuminotecnico di LightScene Studio, lavora per integrazione. Le opere “piegano” lo spazio, talvolta sostituendo temporaneamente pezzi storici, talvolta affiancandosi agli arredi come complementi inattesi. Disegni e dipinti trovano posto in nicchie, armadi e passaggi, mentre una regia luminosa chiaroscurale costruisce una vera scena domestica.

L’ingresso è affidato a "Il Maggiordomo", pensato come gesto di accoglienza ironico: quasi fosse Depero stesso a introdurci nella casa. Da qui il percorso si snoda tra biblioteca, sale affrescate, ambienti privati e spazi di servizio, alternando armonie cromatiche e leggere dissonanze capaci di attivare nuove letture degli interni neorinascimentali. L’allestimento diventa così dispositivo narrativo: non scenografia, ma relazione viva tra architettura e opera.

A rafforzare l’esperienza intervengono quattro ambienti sonori realizzati da Gaetano Cappa dell’Istituto Barlumen. Le sale si animano di voci, echi radiofonici, suggestioni futuriste, trasformando la visita in un attraversamento multisensoriale in cui il suono, elemento centrale nella poetica di Depero, amplifica la percezione dello spazio.

Il percorso si chiude nella Sala Mostre con la rievocazione del ViBi Bar (Vino-Birra Bar), il locale decorato da Depero nel 1937 per le Cantine Cavazzani di Bolzano. Qui l’atmosfera si fa conviviale e introduce anche agli appuntamenti del “ViBi Bar Depero”, cinque serate da febbraio a luglio che trasformano il museo in un elegante bar futurista, tra musica jazz dal vivo e aperitivo ispirato allo spirito creativo dell’artista.

La mostra si estende inoltre oltre le sale di via Gesù con due iniziative che ne ampliano la portata culturale. Da un lato i "Tea Talks", conversazioni d’arte nel Salone d’Onore del museo; dall’altro "Museo oltre i Confini", ciclo di incontri nelle biblioteche di quartiere milanesi, per portare il dialogo sul Futurismo e sulla figura di Depero in una dimensione diffusa e partecipata.

Infine, l’esperienza trova un naturale prolungamento negli Itinerari deperiani in Trentino, percorsi culturali nati dal patrimonio del Mart e della Casa d’Arte Futurista Depero. Cammini autonomi, mappati e pensati per essere percorsi a piedi, che attraversano il Roveretano e i paesaggi cari all’artista: un invito a leggere il territorio come parte integrante della sua visione. Dalla dimensione museale milanese si passa così al paesaggio reale, in un’idea di cultura che intreccia patrimonio, identità locale e slow tourism.

 

Info: www.museobagattivalsecchi.org
Depero Space to Space - La creazione della memoria
13 febbraio – 2 agosto 2026
Museo Bagatti Valsecchi, Via Gesù, 5 Milano