Stile Coastal, come riprodurlo? Mixando bianco e azzurro sui mobili più dettagli in paglia intrecciata, e oggetti e quadri che parlano di mare. Divano Hyltarp rivestito in tessuto Kilanda [Ikea].
Nella zona pranzo Carla è riuscita con pazienza e maestria a combinare arredi e complementi dalle origini diversissime. Attorno al tavolo fai-da-te, una vecchia persiana poggiata su cavalletti dipinti in azzurro, ci sono sedie di recupero abbinate a pezzi acquistati; la sospensione è una lampada olandese realizzata a mano comprata su
» leboncoin.fr
La cucina è stata arredata in stile rustico-rétro. Per ricreare il mood d'epoca, la cucina nuova è stata contornata da arredi di recupero e accessori vintage.
Carla voleva uno stile rustico e rétro, perciò ha posato sul pavimento delle piastrelle effetto cementine, Dolce [Comptoir du Cérame, cm 20x20]. Il resto è venuto da sé: il camino ridipinto, il tavolo con le sedie di recupero e il lampadario in paglia. Mobili e pareti in verde fanno da specchio al giardino su cui affaccia la cucina.
La presenza della veranda è stata fondamentale: «La usiamo da aprile a fine ottobre e la vista sul giardino è incantevole. È lo spazio perfetto tra interno ed esterno» dice Carla. Qui per il piccolo salotto ha recuperato mobili vintage dal sapore etno-chic e le tende in cannicciato modulano la luce del sole nella stagione più calda. Sospensione in paglia simile ad Abaca Hoola [Bazar Bizar da Maisons du Monde, ø cm 50].
La camera vista giardino è un inno al relax grazie all’azzurro delle pareti reso vivace dal giallo sole dei tessili in tinta unita e a righe e quadretti. La testata del letto è fatta ridipingendo in stile shabby-chic le vecchie persiane delle finestre.
L’armadio antico è stato ridipinto in grigio chiaro e le sue ante rivestite con iuta dalla texture materica a contrasto col velluto delle tende. Tende e lenzuola [La Redoute], cuscini [Madam Stoltz], pittura Bleu Neptune [Libéron].
In bagno il grigio scuro dei muri fa da sfondo perfetto al mobile lavabo e allo specchio. A dare luce ci sono ex voto e cornici dorati sulla parete. Mobile lavabo rétro simile a Covingale di [Loberon], specchio Gloria [Maisons du Monde, cm 140x85], pittura Gris plomb [Liberon].
Una villa in pietra dell’800 sull’Île d’Oléron ritrova il suo fascino originario grazie a parquet, cementine e colori ispirati al paesaggio. A renderla unica sono gli arredi di seconda mano, recuperati nei mercatini e trasformati con creatività per dare vita a interni dal sapore country.
Nonostante fosse stata rimaneggiata in modo deciso negli Anni ’70, Carla e il marito hanno adorato fin da subito questa villa in pietra dell’800 sull’Île d’Oléron, di fronte alla costa atlantica della Francia: «Volevamo una casa di vacanza e abbiamo scelto questa in un’ora!» racconta.
LE SCELTE FATTE:
La parte più importante della ristrutturazione ha riguardato il ripristino dell’atmosfera e il reintegro delle finiture originali: le piastrelle marroni a terra sono state sostituite da un caldo parquet nel living e nelle camere e da bellissime cementine in linea con l’epoca della casa in cucina e bagno.
I soffitti in perline sono stati ridipinti in bianco e le pareti pulite dalle tappezzerie in favore di pitture verdi e azzurre che richiamano le nuance del luogo.
IL TOCCO DI STILE:
Quasi tutti gli arredi sono second hand, trovati nei mercatini sull’isola o portati da Parigi, sverniciati, ridipinti, rinnovati: alcuni hanno nuove funzioni, come la bacheca postale in cucina che ora è un portaspezie o la vecchia porta trasformata in piano del tavolo. Gli arredi e i tocchi décor sono legati per stile e colori all’isola su cui Carla e il marito, alla fine, hanno deciso addirittura di trasferirsi!
Styling: Amandine Berthon Foto: Julien Fernandez/ Amandine&Jules Testi: Elena Favetti
Cartoline da... Lecce e dintorni! Con le @amiche_in_tournee, un gruppo di lettrici e digital creator che si sono conosciute sul profilo IG di CasaFacile, continuiamo il giro d’Italia a caccia di cose belle. Questo mese Giuditta ci accompagna a scoprire Lecce
C’è una luce speciale, a Lecce. Sarà il colore caldo della pietra chiara, che al tramonto si tinge d’oro, o l’atmosfera rilassata del Salento, che invita a rallentare il passo.
Soprannominata la ‘Firenze del Sud’, è molto più d’una città-museo: è un luogo raffinato che sorprende per la contemporaneità. Qui il Barocco non è solo un patrimonio artistico meraviglioso: è uno stile di vita. Lo ritrovi nella vivace scena creativa fatta di artigiani, designer, gallerie e concept store che reinterpretano il passato con uno sguardo nuovo.
Il mio consiglio? Dimentica la fretta. A Lecce si deve passeggiare con il naso all’insù, tra piazza del Duomo e la Basilica di Santa Croce; si entra nei cortili senza sapere cosa si troverà dietro un portone, per perdersi tra vicoli e piazzette. È proprio lì che la città svela il meglio di sé.
Lu sule, lu mare e lu ientu [‘Il sole, il mare, il vento’. È la frase che riassume l’essenza del Salento.]
DA PROVARE:
Il rustico leccese Caffé Alvino, piazza Sant'Oronzo 30 È l’icona dello street food salentino, formato da una sfoglia fragrante ripiena di besciamella, pomodoro, mozzarella, noce moscata e pepe. Da gustare molto caldo, non puoi davvero fare a meno di provarlo! Lo trovi in quasi tutte le rosticcerie e i bar, ma quello del Caffè Alvino ti dà anche la possibilità di mangiarlo mentre ammiri l’Anfiteatro Romano!
ARCHITETTURA:
L’ex convento degli Agostiniani, in viale Michele De Pietro 10, offre un volto meno noto della città. Fondato nel 1649, conserva chiostri, cortili e ambienti monumentali in pietra leccese. Aperto al pubblico dal 2023, oggi è un polo culturale dedicato alla storia della città.
DOVE MANGIARE: Doppiozero, via Paladini 2
Nel centro storico, un ristorante che conquista per il suo design elegante e contemporaneo. Dalle orecchiette con le cime di rapa al pesce e ai crudi mediterranei, ricette che rielaborano la tradizione.
PER LA COLAZIONE: Al Ventuno, via G. Matteotti 21a
Una caffetteria molto moderna, dal design curato e con una bella atmosfera, che richiama un mood cosmopolita. Ideale per colazioni complete, tra proposte dolci e salate ben presentate, caffetteria di qualità e qualche opzione più creativa rispetto alla classica offerta da bar. La scelta perfetta se cerchi un posto trendy ma informale.
DOVE FARE ACQUISTI:
Radice Nomade, via Ferrovia 27, San Cesario di Lecce
In un palazzetto storico alle porte di Lecce, tra cementine e affreschi, una casa-laboratorio dove Isabella crea gioielli che raccontano una storia che coniuga il territorio a uno sguardo aperto verso l’altrove.
Vico dei Bolognesi, via G. Matteotti 22
Più che un negozio, una vera e propria esperienza estetica. In questo concept store convivono arredi, oggetti vintage, tessili, accessori e creazioni provenienti
da tutto il mondo. Qui il design è ricerca e contaminazione culturale. Da non perdere!
Artégo Artigianato Creativo, via G. Palmieri 9
Una piccola bottega nel cuore del centro storico che propone artigianato creativo pugliese, attualizzandolo. Trovi ceramiche fatte a mano, ex voto decorativi, oggetti per la tavola e la casa realizzati da artigiani locali. Uno spazio essenziale ma curato che reinterpreta la tradizione del territorio con uno stile moderno e pulito.
DOVE DORMIRE: Palazzo San Pietro, via L. Pisacane 52, San Pietro in Lama
Una raffinata dimora a pochi km dalla città: l’accoglienza calorosa e attenta di Mariangela fa sentire gli ospiti a casa. Davvero da non perdere la corte interna e il terrazzo che si apre sulla facciata della chiesa barocca.
UNA CURIOSITÀ: La cartapesta leccese
È una storica tradizione artigianale del Salento che trasforma carta e colla in leggere sculture modellate e dipinte a mano. È nata in ambito sacro, ma oggi c’è ancora chi ne sa trasformare l’essenza con uno sguardo attuale. Tra questi, l’artista Francesca Carallo, che riesce a far parlare questa antica arte con un linguaggio nuovo, attraverso forme essenziali e un’estetica più vicina a design e arredo.
A cura di Giuditta Strazzella - @giudittastradesign
Vassoio in cemento finitura resina e cubetti decorativi della collezione ‘cose concrete’ [Emporio Mikica], tazza da cappuccino e caffè ‘pietra del Doge’ di VS ceramics [per Emporio Mikica]. Cartoncini colorati [Paper&People]. scatola verde muschio [Flying Tiger Copenhagen]. Il piano di fondo è stato dipinto con la pittura decorativa variante colore Salix n. 99 [Little Greene].
Foglie vere, ecoline e cartoncini colorati: bastano pochi materiali per creare inviti fai da te con delicate stampe botaniche. Scopri come trasformare le foglie in timbri naturali e realizzare biglietti personalizzati in pochi passaggi.
Cerchi un’idea originale per creare inviti e biglietti personalizzati? Prova la stampa botanica con le foglie: scegli quelle dalle forme e dalle venature più interessanti, colorale con le ecoline* e usale come timbri naturali sul cartoncino. Con una macchina per la pasta, utilizzata come una piccola pressa, potrai imprimere facilmente la sagoma della foglia e ottenere ogni volta una decorazione unica. Ecco come realizzare questi inviti fai da te passo dopo passo.
*Le ecoline, conosciute anche come acquerelli liquidi, asciugano rapidamente e si diluiscono con l’acqua.
L’alternativa alla macchina per la pasta usata come pressa sono i rulli in gomma per timbri.
OCCORRENTE:
√ cartoncini colorati √ matita √ forbici √ pennello
√ ecoline colorate √ foglio di carta √ macchina per la pasta
COME FARE:
Taglia il cartoncino, ottenendo un biglietto. Taglia anche il foglio di carta, ti servirà come protezione durante la stampa.
Con il pennello a punta piatta stendi l’ecoline sul retro della foglia. Non esagerare con il colore, in modo da evitare colature.
Appoggia la foglia con la parte dipinta a contatto del cartoncino. Presta attenzione a non muoverla per non creare sbavature di colore.
Con delicatezza e senza muoverla, copri la foglia con il foglio di carta tagliato in misura. Richiudi il biglietto.
Passa il biglietto nella macchina per la pasta, in modo che, schiacciandosi, la sagoma della foglia resti impressa sul cartoncino.
A cura di Elisabetta Viganò e Cristina Dal Ben - @wunderlab
Faretto orientabile Ytberg si monta sul top del mobile per indirizzare il fascio di luce dove serve di più[Ikea]. Luce con gancio: luce con gancio portatile e con batteria ricaricabile via USB, LinearLed Mobile Hanger si aggancia alla barra appendiabiti per fare luce sui vestiti appesi. Si attiva grazie al sensore di movimento [Osram, cm 32,4h]. Striscia led a basso voltaggio basso voltaggio e con sensore di movimento si applica con nastro biadesivo lungo i lati verticali e/o orizzontali per fornire una luce perimetrale [Creative.lighting, da 3 m].
Luce lineare sottomensola LinearLed Flat Sensor fa luce sotto i ripiani più in ombra. È ricaricabile e ha un sensore per l’accensione automatica [Ledvance, cm 40].
Barra appendiabiti luminosa con batteria ricaricabile, la barra Castor è estensibile e si accende in automatico grazie al sensore [Emuca, cm 55,8-70,8].
Quando all’interno di armadi e cabine manca l’illuminazione, basta aggiungere delle luci smart, mirate e wireless in punti strategici. Meglio se con sensori, così si accendono in automatico!
Trovare al primo colpo una maglia o vedere bene cosa si nasconde in fondo a un cassetto: illuminare l’interno di armadi e cabine armadio rende il guardaroba molto più pratico da usare. E non è necessario progettare un impianto elettrico ad hoc. Anche in un mobile già esistente si possono aggiungere punti luce LED, soluzioni wirelesselampade ricaricabili da collocare solo dove servono.
Per scegliere come illuminare un armadio, parti dalla sua organizzazione interna. I ripiani creano inevitabilmente zone d’ombra: una luce lineare posizionata sotto ciascuna mensola permette di illuminare in maniera più uniforme ciò che si trova al di sotto. Per gli abiti appesi, invece, si può sfruttare direttamente la barra appendiabiti, scegliendone una luminosa oppure aggiungendo una lampada che si aggancia al bastone.
Le strisce LED sono particolarmente versatili perché possono seguire il perimetro interno del guardaroba, sia in verticale sia in orizzontale, distribuendo la luce anche negli armadi più grandi e nelle cabine armadio. Esistono modelli a basso voltaggio che si applicano semplicemente con nastro biadesivo, senza interventi invasivi sul mobile.
Anche cassetti e piccoli vani meritano un punto luce dedicato. In questi casi sono utili faretti compatti a batteria, che possono essere fissati direttamente all’interno. Se invece vuoi mettere in evidenza una zona precisa della cabina armadio, puoi ricorrere a un faretto orientabile, dirigendo il fascio luminoso esattamente dove occorre.
Un altro aspetto da considerare è l’accensione automatica. Luci con sensori di movimento o sistemi che si attivano quando si aprono le ante evitano di dover cercare ogni volta un interruttore e permettono di utilizzare la luce soltanto quando serve.
La soluzione migliore, soprattutto in una cabina armadio, può essere quindi quella di combinare diversi tipi di illuminazione: luce lineare per ripiani e vani, LED lungo i profili, piccoli punti luce per i cassetti e un’illuminazione più diretta per gli abiti appesi. In questo modo ogni zona del guardaroba ha la luce giusta e anche un armadio poco illuminato diventa più funzionale e piacevole da usare.
La palette: il verde giada della graniglia incontra la morbidezza del rosa cipria, mentre il rosso lacca è il colore inatteso che dà un ritmo e personalizza l’insieme.
Poltrona Gombren, in ciniglia, dalle forme curve che invitano al relax [Sklum, cm 80x67x73h], scaffale Coloured Wood Noon, in frassino con finitura opaca [Nobodynoz, cm 118x32x107h], tavolini Babar in graniglia e scaglie di vetro riciclate [Glas Italia, ø cm 41x41/51h]. Tappeto Slitta in lana, realizzato
a mano, in 2 misure e vari colori [AYTM].
La graniglia verde torna protagonista nell’interior design: non più un pavimento dal sapore rétro, ma una base di carattere per arredare ambienti contemporanei. Scopri come valorizzarla con verde giada, rosa cipria e rosso lacca, forme morbide, velluti e dettagli scultorei.
Nel nostro immaginario la graniglia verde è il pavimento della cucina della zia... invece oggi reclama il centro della scena come ‘tappeto’ su cui costruire un’estetica eclettica e sofisticata!
La graniglia verde si otteneva utilizzando frammenti di marmi bianchi, grigi e verdi (il famoso marmo Verde Alpi). Integrare la graniglia verde significa trovare un compromesso tra la durezza e il colore intenso della pietra e la morbidezza del vivere contemporaneo, che preferisce forme fluide.
In uno spazio living o in un angolo lettura concepito come una ‘scatola’ cromatica tinta di verde giada, puoi introdurre poltrone in velluto o ciniglia e tappeti dalle forme generose, sui toni del rosa cipria.
Poi, tavolini scultorei con una texture che riprende il puntinato della graniglia e, a rompere l’equilibrio, tocchi di rosso, colore che torna protagonista dell’interior design dopo una lunga assenza. Il rosso lacca qui definisce ambiti e funzioni: è un tratto grafico che evidenzia sagome e volumi, dando ritmo a un ambiente ricco di particolari ricercati.
Hilary ha conservato il pavimento in piastrelle verdi originale della casa, il camino rustico e persino le perline in legno e ha creato uno stile giocando la carta del ‘more is more’: i tappeti dallo spirito boho sono stati bilanciati dal colore intenso sul soffitto e mixati sapientemente a oggetti di stili ed epoche diversi.
Tappeti a fiori vintage [Missoni], poltrona Twain e coffee-table Traffic [Magis]; poltrone in midollino rivestite con tessuti in velluto e lana bouclé [Lelièvre Paris], lampade a
parete Easy Wall [Servomuto].
Protagonista della zona pranzo è la carta da parati con un verde acceso come dominante e una miriade
di altri colorati dettagli.
La presenza del pavimento di piastrelle dello stesso colore ha dato il la per le scelte successive.
Carta da parati Melodi [Boråstapeter]. Tavolo con piano in vetro verde e sedie rivestite, libreria angolare, tutto vintage Anni ’60 (li trovi simili su Intondo, Subito e Pamono). Sul tavolo, vasi in vetro [Serax] e ciotola nera [Westwing].
La zona dell’ingresso riunisce pezzi di design nordico Anni ’50. Tavolino e specchi danesi Fifities: cercali su » lack00danishlab.it e su » stovfurniture. com, vaso [Rosenthal], wallpaper svedese [da Silva Milano].
La stanza padronale è in stile cozy-rétro: il verde intenso visto nel living qui diventa tenue. Letto e comodini Anni '50, lenzuola in lino verdi e plaid color vintage pink [Once Milano].
Toeletta vintage, cuscino a rullo in velluto [Lelièvre Paris], lampada da tavolo [Westwing]. I ventilatori: a soffitto, con pale in legno, simile ad Arani, con telecomando [Beliani]; a piantana, in finitura bronzo, simile al mod. PFV41BR [Zephir su » euronics.it].
Nella cameretta trovano spazio due letti gemelli. La carta da parati è una presenza fondamentale per il mood rétro. Carta da parati svedese [da Silva Milano], cuscini e plaid in lino [Once Milano]. Gli arredi sono vintage.
Il bagno è stato totalmente ristrutturato. I sanitari sono stati sostituiti con altri, vintage. Per un mosaico simile, M90 Beige Mix [Vitrex Mosaici]. carta da parati vintage [RetroWalls su Etsy].
Poltroncina in ferro laccato bianco, Anni ’50, simili a quelle che trovi su Pamono. Tovaglia [Once Milano]. Sul tavolo, piatti e caraffe [Asa Selection].
La zona davanti all’ingresso è attrezzata con varie sedute. Il colore del pilastro, che è ripreso anche nella porta, regala un inatteso tocco di fantasia alla matericità della pietra e del legno.
Perline in legno, camino rustico, pavimenti d'altri tempi, carta da parati: in questa villa sul lago i vecchi elementi non sono stati cancellati ma reintegrati in uno stile tutto da copiare!
Siamo sul lago di Mergozzo, in una casa Anni ’60 che Hilary Belle Walker, americana di San Francisco trasferitasi in Italia nel 1998 e founder dei negozi di secon hand Bivio Milano, ha da subito desiderato, innamorata dei luoghi e delle atmosfere in cui è immersa.
Da queste parti si era sposata e anche se il matrimonio era finito, per Hilary questo rimaneva un luogo del cuore. Così, arrivata l’occasione di acquistare la casa l’ha colta al volo e si è impegnata per darle una nuova vita, rispettandone in pieno lo spirito.
LE SCELTE FATTE:
Non c’erano acqua calda né riscaldamento. Gli unici lavori dopo l’acquisto: un nuovo tetto, il riscaldamento con acqua calda e nuove finestre. Hilary si è concentrata su arredi, complementi, colori e tessuti per ridare agli ambienti il loro mood Anni ’50-’60. Con l’intervento di Deborah Piana Agostinetti, il progetto si è arricchito e ha assunto una coerenza di stile.
IL TOCCO DI STILE
Tonalità come verde, prugna, melanzana e rosa sono perfette con il soffitto burgundy, il pavimento verde della zona giorno e le carte da parati vintage!
Il soggiorno sembra uscito da una rivista Anni ’60, se non fosse per alcune presenze contemporanee: la bravura di Hilary è stata mixare nuovo e vecchio con un gusto personale, fatto di lunghe ricerche nei mercatini e tra i fondi di magazzino dei negozi della zona.
La nuova versione di Asia [Arredo3] in impiallacciato Cappuccino con la madia lavorata millerighe crea un total look perfetto se la cucina è a vista sul living.
I pensili Vogue con struttura in impiallacciato Cappuccino, telaio in alluminio verniciato bronzo dust come le maniglie a sezione tonda delle colonne, vetri fumé grigi sia per il frontale sia per i ripiani e dotati di luci back glass sono perfetti con alzata e top in Abitum marmo venato imperiale dalla texture 3D.
Le colonne sono dedicate agli elettrodomestici e alla dispensa. L’andamento verticale della venatura è sottolineato dalle maniglie alte
161 cm in metallo finitura bronzo dust che creano un punto luminoso.
Se la cucina si affaccia sul living, per creare armonia puoi accostare mobili e contenitori nelle stesse essenze. Qui per esempio alla boiserie Lab in Pet riciclato Pechino con telaio e mensole in finitura bronzo dust è affiancata la madia sospesa Asia in impiallacciato Cappuccino con ante in versione millerighe.
Il legno torna protagonista nelle cucine moderne, con venature a vista, texture materiche ed essenze calde. Scopri come abbinarlo a marmo, pietra, vetro fumé e dettagli in metallo per creare una cucina contemporanea, accogliente e in armonia con il living.
Le cucine in legno sono tornate di tendenza, ma con un look decisamente contemporaneo.
Dopo anni di cucine bianche in laminato o laccato liscio, all’ultima edizione di Eurocucina è tornato di prepotenza il legno, sia massello sia impiallacciato.
È evidente il desiderio di tornare a finiture ‘morbide’ e texture tattili che con la mente e i sensi ci riportano al passato ma, nella praticità e nell’aspetto, sono del tutto contemporanee. Ecco allora che i frontali di ante e cassetti si vestono in essenze calde in cui le venature risaltano e si percepiscono al tatto, proprio
come una volta.
Non ci sono legni fiammati, che farebbero un po’ troppo country, bensì superfici tattili che riportano ai paesi del Nord Europa.
E per sottolineare questo ritorno alla matericità, ideale è l’abbinamento con top tecnici ma che riproducono marmi e pietre scabre, vetri fumé e metalli bronzati.
RIFACIMENTO TOTALE: Il legno composito in doghe Externo è un mix di farina di legno e polietilene riciclato per unire l’estetica del parquet alla praticità di un materiale a zero manutenzione. Qui con protezione Skudo, resiste a muffe e raggi UV [Woodco, cm 13,8x200].
RIFACIMENTO TOTALE: Il grés porcellanato è disponibile in più colori, decori e finiture per assecondare schemi
di posa versatili e dare una perfetta continuità estetica tra in&out. Qui Kilim Mosaico Khat si ispira ai tappeti artigianali marocchini [Eccentrico, cm 5,8x11,6].
RIFACIMENTO TOTALE: Il cotto fatto a mano Terracotta Naturale è l’ideale per chi desidera un materiale che richiami la tradizione e che, grazie al trattamento idrorepellente e traspirante, resista ad acqua, gelo muffe, muschio e umidità [Alteret, cm 7,5x30].
RELOOKING: Le quadrotte in legno massello di Bangkirai, essenza tropicale molto resistente agli agenti atmosferici, si posano con un semplice clic e, all’occorrenza, possono essere rimosse con altrettanta facilità [Leroy Merlin, cm 100x100 cad.].
RELOOKING: Il composto cementizio Skyconcrete Outdoor è spesso solo 3 mm, resiste a forti sbalzi termici ed è adatto a balconi in pieno sole perché, riducendo il surriscaldamento superficiale, permette di camminarvi anche a piedi nudi [Isoplam].
RELOOKING: La resina antiscivolo Infinity Indoor & Outdoor crea una protezione totale dall’acqua e da sostanze acide e grasse con uno spessore di soli 2 mm. Qui nel colore Travertino Effetto Light Satinato, è disponibile in molti colori [Pavimento Moderno].
Come scegliere i pavimenti per balconi e terrazzi? Scopri quando basta rinnovare la superficie esistente, quando è necessario intervenire su impermeabilizzazione e pendenze e quali sono i materiali più adatti agli spazi esterni.
Rinnovare i pavimenti di balconi e terrazzi non è solo una questione estetica. Prima di scegliere la nuova pavimentazione esterna è importante controllare lo stato di quella esistente e verificare la presenza di infiltrazioni, ristagni d’acqua o piastrelle che si staccano. Se il fondo è ancora in buone condizioni può bastare un semplice relooking; in caso di problemi, invece,può essere necessario rifare l’impermeabilizzazione e procedere con una nuova posa. Dal gres porcellanato al cotto, dalla resina al legno composito, vediamo quali materiali scegliere e quando è necessario un rifacimento completo.
La scelta del materiale più adatto a rinnovare il pavimento di balconi e terrazzi dipende dal grado di usura della superficie esistente.
• Se il pavimento è invecchiato o ha uno stile datato ma è ben ancorato al massetto, basta un relooking realizzabile sovrapponendo una resina o composto cementizio a basso spessore o piastrelle preassemblate in legno da posare a secco grazie a semplici incastri.
• Se ci sono infiltrazioni, distacchi di piastrelle o ristagni d’acqua serve un rifacimento totale che prevede la rimozione del vecchio pavimento, l’impermeabilizzazione del sottofondo, la correzione della pendenza (pari a un minimo dell’1,5%) e la posa del nuovo pavimento con grès o cotto da fissare con colle impermeabili o con legno composito che, grazie alla posa flottante, lascia drenare bene l’acqua.
Sfoglia la gallery e scopri diverse soluzioni sia per i relooking che per rifacimenti totali.
La cucina è aperta sul living ed è priva di pensili per lasciare la scena alla finestrella ovale. Manca anche la cappa aspirante: non è obbligatoria con i fuochi a induzione. In alternativa si può optare anche per un modello integrato nel piano.
Cucina su misura di [Spazio Idea Arredamenti]. paralume in cotone con fascia in paglia e applique nere [TNC Luce - Piccola Bottega Roma], tavolo [Riva], mobile vetrinetta [Kave Home].
Gli arredi, sobri ma vivaci nei colori, riflettono la giovane personalità delle proprietarie di casa. Il pezzo forte è senza dubbio lui: il divano giallo acido che contrasta con l’azzurro della cucina (la tonalità è Mystic Lake CSP-745 di Benjamin Moore). Divano Lars [Bonaldo], tavolini acquistati da [Anzalone Mobili].
La mansarda si sviluppa anche in verticale: il soppalco ha un’altezza media di 2 metri e si può quindi camminare (quasi) senza battere la testa, travi permettendo. «Da qui si gode una bellissima vista: è uno spazio per lo smart working e c’è anche il letto dove dorme Chiara quando è a Roma» dice l’architetta Sasso.
All’ingresso la parete curva nasconde un armadio: la nicchia, utile come appoggio per cappotti e borse, è decorata con la stessa carta da parati usata per il bagno ospiti che a sua volta scompare dietro a una porta scorrevole.
La disposizione degli arredi nella grande zona giorno è un classico contemporaneo: la sequenza cucina, tavolo, divano, libreria è razionale e conviviale, proprio come piace a Irene.
«Poiché nelle case di dimensioni ridotte lo spazio va sfruttato al centimetro – spiega l’architetta Raffaella Sasso – la piccola zona di servizio è ben organizzata con un mini lavabo tondo e una pannellatura su misura che contiene la lavanderia». lavabo e mobile Consolle 45 [Nic Design]. Armadiatura [Falegnameria Guercini]. Piastrelle Marea [Quintessenze ceramiche]. Carta da parati [Boråstapeter da Il ladro di Fragole], appliques [TNC Luce - Piccola Bottega Roma], asciugamani Square [Fazzini].
Con il nuovo progetto, il soffitto d’epoca è stato riportato in luce con tutte le sue architetture. divano letto [Karup Design]. Sedia [Hay], tavolino acquistato da [Anzalone Mobili], plaid Harmony Textile, cuscini Le Monde Sauvage con stampe, di velluto e Harmony Textile di lino, tutto da [Mia Home Design Gallery Roma].
Elegante, la camera di Irene gode del privilegio
di un doppio affaccio angolare. Sopra la testata del letto decorazione 3D grazie alla boiserie applicata a parete. Letto [Spazio Idea Arredamenti], comodini e cassettiera [La Redoute]. Lampade da parete [TNC Luce - Piccola Bottega Roma].
Lo ‘sguancio’ della finestra è perfetto per ricavare una scrivania: è bastato fissare una mensola! Cuscini e lenzuola [Coincasa], plaid Harmony Textile da [Mia Home Design Gallery, Roma].
Il bagno en suite si sviluppa in lunghezza: per le pareti è stata scelta una tonalità rosa cipria che abbraccia anche il soffitto, in contrasto con il verde degli arredi. «La palette è stata pensata come naturale estensione della camera» spiega l’interior designer Gigliola Arisi. «I dettagli neri della rubinetteria, dei profili della doccia e degli accessori sono invece il segno grafico deciso che definisce il carattere contemporaneo dell’ambiente». Sanitari [GSG], rubinetti [Paffoni], mobile lavabo [Puntotre], piastrelle serie Tinte [Quitessenza Ceramiche]. Pittura pareti Mochi 344 [Little Greene].
La finestrella a oblò, il soppalco, la scala a chiocciola: sono gli elementi che hanno guidato il restyling di questo bilocale in una mansarda a Roma
Come un diamante grezzo, la mansarda acquistata da Alessandra e Andrea a
Roma per le figlie Irene e Chiara – che per il suo lavoro (è cardiologa) si divide tra Roma e Parigi – aveva bisogno di essere ‘spogliata’ dei controsoffitti e dei tramezzi che nascondevano il tetto, la luce e le vere potenzialità della casa.
L'intervento di ristrutturazione ha ridisegnato gli spazi e dato un mood nuovo agli ambienti.
LE SCELTE FATTE:
«Il progetto è partito da due elementi d’epoca di ispirazione: la finestrella a oblò
in cucina e la scala a chiocciola che porta al soppalco» racconta l’architetta Sasso.
IL TOCCO DI STILE:
L’arredo minimal ma vivace regala alla mansarda un’eleganza discreta, in perfetto equilibrio tra l’allure francese e una funzionalità contemporanea. La fresca palette cromatica gioca tra il giallo acido e l’azzurro-verde. Perfetta!
Progetto: Dress Your Home Interior Design di Gigliola Arisi (» dressyourhome- interior design.com) / studio as-architettura di Raffaella Sasso (» as-architettura.it) Styling: Cristina Gigli con la collaborazione di Giovanna Perrozzi Foto: Francesca Maiolino Testi: Sara Peggion