Progetti degli architetti

Come sfruttare i dislivelli in una villa di due piani

Quello che sembra un vincolo può diventare uno stimolo: nasce così l’idea di spostare la cucina al livello ammezzato, per renderla parte del grande living sul quale si affaccia, restandone però autonoma

Una villetta bifamiliare grande ma con una conformazione particolare: ogni piano è sfalsato su due livelli. Zona giorno, cucina, due bagni, studio e stanza ospiti sono al pianterreno; 3 camere (di cui una mansardata) con un servizio e un ripostiglio sono sopra.

I nuovi proprietari desiderano dare autonomia alle figlie adolescenti lasciando loro il secondo livello e ricavare un grande living con cucina open, non visibile dall’ingresso, al piano terra che dà sul giardino. Si affidano agli architetti CF style di Studio Ciesse che, dal punto di vista distributivo, modificano sostanzialmente il piano terra perché il primo si presentava funzionalmente già a posto.

La soluzione

Per ricavare l’open space si abbattono praticamente tutti i muri e si eliminano il bagnetto ospiti per dare vita a una zona spogliatoio vicino l’ingresso, celata da listelli in legno, ma comunque connessa al resto dell’ambiente.

La cucina prende il posto della vecchia camera ospiti nella zona sopraelevata, sfruttando le colonne di carico/scarico dell’acqua del bagno adiacente: in questo modo non solo è nascosta alla vista quando si entra in casa, ma si affaccia sul soggiorno in modo discreto.

La zona notte dei genitori, anch’essa al livello rialzato, è isolata dal living-cucina grazie a un disimpegno che serve anche da cabina passante, realizzata soltanto con armadiature a tutta altezza. Da qui si accede al bagno che diventa sia en suite sia a disposizione degli ospiti perché ‘isolato’ dalla camera.

BUDGET (Il preventivo si riferisce a questo progetto; l’immobile si trova a Torino).

Demolizioni tramezzi in muratura, rivestimenti (esclusi pavimenti e massetto sui quali è stata fatta la sovrapposa del parquet) € 5.000

Costruzioni tramezzi in muratura e controsoffittature, posa parquet, battiscopa, rivestimento scala e rivestimenti bagno € 16.000

Realizzazione nuovo impianto elettrico € 7.000

Realizzazione impianto idrico sanitario + impianto di condizionamento canalizzato € 8.000

Fornitura parquet e zoccolino € 10.000

Tinteggiatura € 5.000

Fornitura piastrelle per il bagno e sanitari € 12.000

totale (iva esclusa) 63.000

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Pulire casa

Tappeti persiani: 10 consigli per prendersene cura

Simona Ortolan

Simona Ortolan  •  Il pampano

Blogger CF Style

I tappeti persiani sono preziosi oggetti d’arredo che richiedono cure specifiche. Aspirazione, lavaggio, conservazione: ecco le 10 regole fondamentali per mantenerli splendenti e longevi, senza rischi.

Eleganti, unici e ricchi di storia, i tappeti persiani sono un simbolo di artigianato raffinato e stile senza tempo. Ma proprio per la loro struttura e composizione in fibre naturali, richiedono attenzioni particolari. Una pulizia errata può comprometterne la bellezza o ridurne il valore.

Ecco le 10 regole d’oro per trattarli correttamente

1. Usa solo aspirapolvere con spazzole morbide
Per la pulizia ordinaria, è sufficiente un aspirapolvere dotato di spazzole morbide, che aiutano anche a ridare volume alle fibre. Evita le spazzole rotanti, i battitappeto o battipanni: possono strappare i nodi e rovinare il vello.

2. Aspiralo anche sul retro
Il retro del tappeto trattiene polvere e sabbia che, col tempo, possono danneggiare le fibre. Capovolgi il tappeto e aspira con delicatezza, per una pulizia più profonda e sicura.

3. Segui il verso del vello Ogni tappeto persiano ha un "verso", visibile anche alla luce. Aspirare nella direzione corretta evita di sollevare i nodi e mantiene il vello più compatto e uniforme.

4. Tratta subito le macchie, senza strofinare
Intervieni immediatamente: tampona con un panno pulito e acqua fredda, oppure una soluzione leggera di aceto bianco e acqua. Evita lo sfregamento, perché i pigmenti naturali potrebbero sbavare. Se serve un detergente, scegline uno delicato a pH neutro.

5. Ruotalo ogni 6 mesi
Per evitare che si consumi o scolorisca solo in alcuni punti, ruotalo di 180° due volte l’anno. Questo semplice gesto assicura un’usura uniforme.

6. Mai aspirare le frange
Le frange dei tappeti persiani sono parte della struttura, non un dettaglio decorativo. Non vanno mai aspirate: pettinale a mano, con una spazzola morbida, per districarle senza danni.

7. Mai lavare in casa i tappeti in seta
La seta è una fibra preziosa e delicata: l’acqua può rovinarne irrimediabilmente la trama e la lucentezza. Per questi tappeti, è consentito solo il lavaggio a secco professionale.

8. Programma una pulizia professionale ogni 1-2 anni
Anche se il tappeto sembra pulito, la lana trattiene polveri invisibili e residui organici. Una pulizia eseguita da professionisti preserva morbidezza, brillantezza e struttura, evitando accumuli dannosi nel tempo.

9. Arrotolalo, non piegarlo mai
Se devi riporlo o spostarlo, non piegarlo mai: le pieghe possono causare rotture nelle fibre. Arrotolalo con delicatezza, inserendo carta velina o cotone tra gli strati se va conservato a lungo.

10. Per eliminare gli odori, usa il bicarbonato
Un rimedio semplice e naturale: spolvera il tappeto con bicarbonato di sodio, lascialo agire per qualche ora, poi aspiralo. Rinfresca senza aggredire le fibre.

2025: vota la casa dell’anno

Delle case che hai trovato ogni mese su CasaFacile, di sicuro ce n'è una che preferisci. Ecco il sondaggio per votare la tua casa preferita del 2025!

Coming Soon
Vota la casa dell'anno 2025
Gennaio 36 ( 11.8 % )
Febbraio 121 ( 39.67 % )
Marzo 6 ( 1.97 % )
Aprile 15 ( 4.92 % )
Maggio 16 ( 5.25 % )
Giugno 5 ( 1.64 % )
Luglio 4 ( 1.31 % )
Agosto 19 ( 6.23 % )
Settembre 23 ( 7.54 % )
Ottobre: 24 ( 7.87 % )
Novembre 10 ( 3.28 % )
Dicembre 26 ( 8.52 % )
Condominio

L’amministratore risponde: le regole per i balconi addobbati

Le luci delle feste sul balcone in condominio sono una tradizione, ma valgono le regole di sicurezza, decoro e buon senso. Come spiega qui il nostro esperto

Babbi Natale che si arrampicano, luci intermittenti, ghirlande... Le decorazioni natalizie che abbelliscono le nostre case sono una tradizione. Ma quando si vive in condominio, quali sono le regole da rispettare? Risponde Pietro Tasca di Amministrazioni Tasca.

«Prima di tutto è opportuno consultare il regolamento comunale (che in alcune città disciplina l’uso di luminarie e installazioni visibili dall’esterno) e quello condominiale, che può porre limiti legati al decoro della facciata o all’uniformità estetica.

Dal punto di vista tecnico, le decorazioni luminose devono essere marchiate CE ed essere idonee per uso esterno (quindi con grado di protezione IP44 o superiore). È fondamentale evitare cavi volanti, prese multiple improvvisate o fissaggi che possano danneggiare muri e ringhiere, comportamenti che potrebbero portare alla violazione dell’art. 1122 del Codice civile (divieto di alterare parti comuni o compromettere la sicurezza dell’edificio).

Infine, ricordiamo che il balcone, pur essendo privato, incide sul decoro architettonico: meglio preferire addobbi sobri e luminosi ma discreti, da tenere accesi solo nelle ore serali. L’atmosfera natalizia è ancora più bella quando… non rovina l’armonia condominiale».

Case dei lettori

A Treviso un appartamento lievemente rétro, a misura di pets

Accogliente e curata nei dettagli, la casa della nostra lettrice Marianna (e dei suoi quattrozampe Nora e Burro) è uno spazio che racconta la sua personalità. Tra influenze nordiche, tocchi rétro e accenti pop

Lavora nel campo della moda ma ha studiato interior design. Così la nostra lettrice Marianna (su Instagram come @living_withnora) ha 'messo in pratica' le sue competenze per ristrutturare un appartamento dei primi anni '60 nel centro storico di Treviso.

«Ho voluto creare un ambiente arioso e luminoso abbattendo alcuni muri dei lunghi corridoi che rimpicciolivano le stanze» spiega. «Per dare ancora più apertura, e volendo tenere la cucina separata, ho optato per una vetrata che rende l’ingresso unico per la vista sul campanile di San Nicolò!».

«Ogni persona che entra nel mio appartamento fa un’osservazione che per me è il miglior complimento di sempre: “Questa casa ti rappresenta!”. Dicono che sia accogliente a tal punto da starci bene anche come ospite: è curata nel dettaglio ma non dà l’impressione di dover camminare in punta di piedi. Fa sentire tutti a proprio agio».

L'abitazione è stata ristrutturata completamente «ed è stato un processo molto divertente: volevo uno spazio dove poter esprimere la mia personalità, che fosse delicata ma allo stesso tempo funny, con un gusto leggermente retrò senza rinunciare ai tocchi pop. Il tutto è avvenuto nel tempo, ho aggiunto un pezzetto alla volta e bla casa è cresciuta con me. Se dovessi descrivere lo stile non saprei come incasellarla, sicuramente lo stile nordico mi ha influenzata molto ma penso di aver preso una direzione più personale».

Ci sono dei pezzi che Marianna ho sempre desiderato e continuano a suscitarle emozioni: «Il primo è la lampada Flowerpot di &Tradition che ho in cucina. Ammetto di avere una certa passione per l’illuminazione e amo molto anche le sospensioni del salotto di Ebb & Flow, per non parlare della Tizio di Artemide che ho ereditato dai miei genitori, il mio pezzo vintage preferito».

«Un’altra caratteristica che ho sempre immaginato nella mia casa è la porta a vetro in cucina, volevo mantenere gli ambienti separati ma lasciare la luce entrare in ingresso e mettere in risalto la mia parete rosa e il frigo anni ‘50 Smeg. Ho diversi pezzi di recupero che scaldano molto gli interni, i miei preferiti sono la madia in ingresso e l’armadio in salotto con sopra le piante. In salotto ho tenuto dal mio precedente appartamento il divano Ikea che resta un grande acquisto, è comodissimo!».

Nel living Marianna voleva anche una libreria in cui appoggiare la tv ma che andasse quasi a sparire tra le tante piante, libri e i suoi oggettini 'carini'. «Avevo esaurito il budget perciò questo è il mio progetto low cost migliore: cremagliere di Leroy Merlin e mensole fatte da un falegname e dipinte da mio nonno! Il tocco pop è sicuramente la poltrona in velluto verde bandiera di Ikea, la preferita del mio gatto».

Un'altra caratteristica della casa sono gli accessori pet: «Nora e Burro vivono la casa molto più di me e ho voluto renderla ricca di stimoli senza rinunciare al design. Sopra il divano, tra le stampe di PSTR studio, c’è la parete di arrampicata di LucyBalu, dove Burro passa moltissimo tempo supervisionando la casa. Nora ha la lussuosissima cuccia di Miacara design ma passa molto più tempo sul divano, ammetto».

«La camera è la stanza più minimal e forse ancora incompleta, ma posso dire che ci sono pochi pezzi ma buoni. Il letto di Tomasella ha linee morbide, come l’armadio a ponte realizzato su misura da Mobiline: amo la leggera cornice che richiama uno stile retrò».

Cameretta

Misure: da camera matrimoniale a cameretta

Quando i figli sono 2 o più la scelta migliore è lasciare loro la camera da letto grande, visto che ci passano tanto tempo: ecco come trasformarla

CAMERA DA 12 MQ

In versione matrimoniale la stanza ha l’armadio che occupa l’intera parete di fronte al letto e una cassettiera accanto alla porta. La cameretta lascia spazio al centro grazie ai letti soppalcati, alti almeno 150 cm per inserire sotto gli armadi; le scrivanie singole sono servite da mensole per i libri.

CAMERA DA 15 MQ

Il lato lungo della stanza padronale è organizzato con un armadio a tutta altezza, sotto la finestra c’è spazio anche per una scrivania abbinata a una cassettiera, mentre la libreria è sul lato opposto. Nella cameretta l’armadio a ponte lascia spazio ai due letti a divano e a una lunga scrivania si può dividere in due.

Testi di Elena Favetti - Disegni Sofia Marella

Cameretta

Camerette ben organizzate: da 11 a 18 anni (e oltre)

Per i teenager le soluzioni multitasking sono fondamentali: dal letto estraibile che di giorno diventa divano alla scrivania porta Pc, scopri quante soluzioni puoi trovare per arredare la camera dei tuoi ragazzi

CAMERETTE PER RAGAZZI DA 11 A 13 ANNI

Il tappeto: Amazzonia a tessitura piatta [Sitap, cm 160X230 €315].
La sospensione: Bon Ton in alluminio verde opaco [Il Fanale, ø cm 45x31,5h €585,60].
Il comodino: Gap a due cassetti di diverse altezze realizzato in laccato ottanio [Zalf, cm 60x45,2x47,7h €378].
La libreria: Lisandra con montanti in acciaio verniciato verde Fossile e 5 ripiani in legno riciclato nobilitato rovere naturale [Hiro Design, cm 74x29x149h €549].
L'armadio: in nobilitato Rovere Nodato con 2 ante scorrevoli a specchio più terminale con 5 mensole in laccato verde oliva [Giessegi, cm 239,3x58x259,2h €3.170].
Il letto: Max Estraibile ha una seconda rete che, tirata fuori, si affianca automaticamente alla prima per diventare un vero letto matrimoniale [Twils, cm 103x212x71h €1.921].
La scrivania: composta da un piano scrittoio, un fianco a L e un fianco libreria in legno laccato bianco e Gardenia [Giessegi, cm 150x 58x75h €791,80].
Il libro giusto. C’è un modo diverso per conoscere i Paesi e chi li abita: visitare i loro mercati. Lì si scoprono i sapori, le abitudini... ‘Paese che vai mercato che trovi’ di Maria Bakhareva illustrato da Anna Desnitskaya è un libro-viaggio davvero imperdibile! [Donzelli €25].

CAMERETTE PER RAGAZZI DA 14 A 18 ANNI

L'armadio: Alterna con maxi ante scorrevoli Mondrian in finitura bianco talco con telaio bianco e moduli terminali con appendino bianco talco [Zalf, cm 312,5x 70,2x259,2h €3.380].
Il letto: So Ever con cuscino reclinabile della testata, in capitonné, che si adatta alle esigenze individuali ed è dotato di contenitore Folding Box [Noctis, cm 102x222x105h €1.930].
La cassettiera: con 6 vani chiusi con ribalte in metallo verniciato bianco Hiba [La Redoute, cm 40x33x140h €229].
Il libro giusto. Ci sono tutti i volumi di ‘Demon Slayer’ nella limited edition con il cofanetto che li raccoglie. Dono ideale per i fan del celebre manga di Koyoharu Gotouge, in cui Tanjiro e la sorella Nezuko devono sconfiggere i demoni da cui sono abitati [Star Comics €29,90].
La sospensione: Matin in tessuto plissettato [Hay, ø cm 38x14h €144].
Il tappeto: Scandi Lake in lana con disegno astratto [Layered, cm 140x200 €795].
La scrivania: Compasso con piano bianco talco e gambe metallo bianco più screen imbottito in tessuto Frisby A10 [Zalf, cm 123,6x60,6x 99,2h €1.176].
La libreria: bifacciale con vani quadrati qui in Nuvola Frassino e laccato rosa, ma disponibile anche in altre essenze e tonalità [Giessegi, cm 152,8x30x 227,2h €3.170].

CAMERETTE PER RAGAZZI DAI 18 ANNI IN SU

Il tappeto: Matrix per giocare a dama o scacchi [Nidi, cm 180x180 €699].
La sospensione: Bubba in vetro satinato bianco [Normann Copenhagen, ø cm 42 €535].
Il letto: a castello scorrevole Skid con protezione Ergo a ribalta, scaletta con vani a giorno, basi contenitore con maniglie In e sedili imbottiti [Nidi, cm 209x104/ 143x185,3h prezzo su progetto].
L'armadio: Lila con ripiani e doppia appenderia, caratterizzato da ante scorrevoli che si possono personalizzare in tantissimi colori [Nidi, cm 181,8x67,1x239,6h da €2.253].
La scrivania: Kali 90 Board dietro il pannello verticale nasconde un letto a ribalta che da aperto tiene orizzontale il piano di lavoro [Clei, cm 216x85,3/95,2x102,3h da €2.359,48].
La cassettiera: su ruote 360° con ripiani-cassetto rotanti in abs lucido attorno al tubo in acciaio inox [Magis, cm 35x 46x127h da €634].
La libreria: Idris in acciaio verniciato a polvere blu zaffiro con 5 ripiani sottili ma super resistenti; da fissare al muro [The Masie, cm 90x31x150,5h €149,95].
Il libro giusto. Studente iraniano a Torino, Navid Tarazi è amatissimo perché fotografa i cani per strada e ne racconta le storie su @doggodaiily. ‘Posso fare una foto al tuo cane?’ è il libro che le raccoglie, e i labrador in copertina si chiamano Emma e Dante [Mondadori €18,90].

A cura di Elena Favetti

Cameretta

Camerette ben organizzate: da 0 a 10 anni

Le camerette ospitano più funzioni fin da quando i bambini sono piccoli e per farlo al meglio devono essere ordinate (e riordinabili) in un lampo. Come? Con arredi multitasking e soluzioni contenitive anche... a sorpresa!

PER I BAMBINI DA O A 3 ANNI

L'armadio: in mdf laccato e rovere massello, Nadil è dotato di 5 ripiani fissi per biancheria, tutine e golfini e una barra per i vestiti [La Redoute, cm 95,8x54,7x166,6h €649].

Il lettino: Myllra ha le sbarre con pianale regolabile a tre diverse altezze e cassettone per lenzuola e coperte [Ikea, cm 124x70x97h €319].

Il fasciatoio: Myllra con vano a giorno e due cassetti che diventa cassettiera; in più, parte del piano sporgente si trasforma in mensola [Ikea, cm 85x79x97h €259].

La libreria: è Kalu in rattan a forma di giraffa, in cui i bambini possono tenere in ordine giochi e libri [Bloomingville Mini, cm 46x25,5x148h €399].

Il libro: ha le pagine di stoffa, ‘Musetti nel giardino’ di Wee Gallery, e con faccine buffe e facili geometrie cattura lo sguardo già dai 6 mesi, abituando i bimbi, con morbidezza, a sfogliare un libro [L’Ippocampo Ragazzi €15,90].

Il tavolino + la sedia: Mu-Table con tanti accessori disponibili per giocare; e nella sacca agganciata sotto il piano raccogli tutto per fare ordine [Stokke, cm 87x82x49h €417 con 2 sedie, la sacca €29].

Il tappeto: è Dogs con dettagli rifiniti a mano [Lorena Canals, ø cm 140 €169]. La sospensione: è a forma di pera in carta Washi [Ferm Living, ø cm 37x62,7h €95].

PER BAMBINI DA 3 A 5 ANNI

L'armadio: a forma di casetta Sloan in legno certificato FSC con 2 ante, 4 vani a giorno, una barra appendiabiti e 1 cassettone [Maisons du Monde, cm 90x40x162h €399].

Il letto: in legno massello a soppalco mezza altezza evolutivo Zero+ Up, ideale per ottimizzare lo spazio in camera. Sotto il pianale per il materasso è possibile aggiungere moduli e ripiani per riporre libri e giochi e alla base anche un cassettone per letto o contenitore [Nabè, cm 202x97x120h €1.998].

Il tavolino: Luisa Table Ocean dalle forme organiche, realizzato in resistente ecothylene® (plastica riciclata) dalla texture morbida [Ecobirdy, cm 75x55x50h €315].

Lo sgabello: Dynamic composto da un pezzo Base più un Board, per i più piccoli: aggiungendo i moduli Original li segue nelle fasi di crescita [Stapelstein, ø cm 35,5x35,5h da €119].

Lo scaffale: Nopik in legno di pino più cassetti in plastica in cui i bambini possono riporre da soli i loro giochi [Sklum, cm 76x35x60h €149,95].

La libreria: montessoriana, aiuta i bimbi a scegliere da soli il libro da leggere mostrandone la copertina [Nofred, cm 59x25x37,5h €120].

Il libro giusto: La notte della Vigilia Magalì vede atterrare nella neve un Babbo Natale senza renne, slitta né doni. Con ‘Il mio piccolo Babbo Natale’ l’illustratrice belga Gabrielle Vincent parla dei regali più importanti [Orecchio Acerbo €16].

Il tappeto-gioco: Lytte Linus che riproduce una città [Benuta, cm 120x170 €89]. La luce: Pulmi in rafia naturale, terracotta e blu [Kave Home, ø cm 40 €139].

PER BAMBINI DA 6 A 10 ANNI

Il settimino: Woody in laccato color ruggine più gambe svasate e pomelli in rovere chiaro: qui la biancheria sarà sempre in ordine [Nidi, cm 45x45,4x136,7h da €598].

Il letto: a divanetto Giove in tessuto tortora completamente sfoderabile e lavabile, ha la rete a doghe più cassettone sottorete ma è attrezzabile anche con un box contenitore o il secondo letto estraibile [Perdormire, cm 89x198x85 €918].

Il libro giusto: “Non serve cercarla in posti lontani, guardala bene: è tra le tue mani!” scrivono Gioia Alfonsi e Irene Sarain alla B di Bellezza: ‘L’alfabeto della gratitudine’ ci guida con le rime a osservare le infinite ragioni per cui dovremmo gioire [Sassi €16,90].

Il tappeto: Bloco Tufted con decori geometrici [Ferm Living, cm 120x180 €269]. La luce: Citrus in listelli di legno curvi [Ideal Lux, ø cm 20x27,5h €171].

L'armadio: realizzato in legno di faggio massiccio con ante scorrevoli cannettate Shoji senza binari metallici. Si personalizza al millimetro [Cinius, su progetto].

Lo scrittoio + sedia: della collezione Growing Green in legno di faggio tinto ruggine con piano sotto top [Nobodinoz, cm 70x45x50h €199 e cm 45x43x46h €149].

La libreria: Meis in acciaio verniciato a polvere color burro, in cui mettere i libri orizzontali più oggetti nella vaschetta in alto [The Masie, cm 35x 35x145h €139,95].

A cura di Elena Favetti

Architetti & Designer

Architetti & Designer: Constance Guisset

Da ragazza la designer francese ha avuto esperienze nel mondo dell’economia e della politica, ma sentiva il richiamo dell’arte e del design. Finché un giorno arrivò un’offerta...

...quella di lavorare in veste di amministratrice nello studio dei fratelli Bouroullec, mentre da poco era entrata alla ENSCI, la Scuola di Design di Parigi. Il 2003 è l’anno della svolta. Il lavoro, quindi il diploma e, nel 2009, l’apertura del proprio studio. E, nel 2010, il primo successo, una super lampada...

In pochi anni, la sospensione Vertigo è diventata un’icona. Cosa la rende così speciale? «È difficile per un designer rispondere a questa domanda... Una volta che un oggetto esiste, appartiene a chi lo usa; sono loro che lo hanno reso un successo e che potrebbero dargli una risposta. Dai feedback che ricevo, credo che siano la leggerezza della lampada, unita alle sue dimensioni, la sua sensazione avvolgente ma non limitante e la sua delicatezza, a conquistare chi la usa».

Il suo è un design morbido e accogliente. Per scelta o per un’attitudine naturale? «Non saprei, ma di sicuro è una caratteristica del mio lavoro. Quel che è certo è che questa caratteristica è effettivamente presente ed è indubbiamente dovuta al mio processo creativo. Sono ossessionata dall'idea di accoglienza. Si tratta di accogliere al meglio i corpi, così come le menti, offrendo cose da vedere, usare e sentire. In tutti i miei progetti, cerco di mettermi nei panni dell'utente, di anticiparne i sentimenti e i bisogni».

Ha seguito un percorso atipico, passando dall'economia e da un impiego presso il Parlamento di Tokyo a una scuola di design all'età di 27 anni. Cosa ha motivato questo significativo cambiamento di carriera? «Sono arrivata al design attraverso una serie di passaggi, ma sono sempre stata un'amante del bricolage. Da bambina avevo una macchina per la lavorazione del legno e realizzavo ogni sorta di cose. Tutte le materie mi affascinavano, ma i miei studi mi hanno portato a una scuola di economia e poi a questo incarico in Giappone. È stata un'esperienza meravigliosa e l'influenza di quel periodo in Giappone rimane significativa nel mio lavoro. Ma ho capito subito che mancava qualcosa, un legame con l'arte, con la creazione. Avevo attività serali – pittura, scultura e così via – ma non erano sufficienti. All'istituto successivo, mi sono formata per lavorare in istituzioni culturali. Ma anche in questo caso, la frustrazione era troppo grande. Ho capito allora che volevo creare io stessa, non solo supportare gli artisti. Il design mi ha subito attratto per il suo lato artistico combinato con quello funzionale, ed è questa la strada che alla fine ho intrapreso».

Ha lavorato per sette anni nello studio dei fratelli Bouroullec. Oltre a loro, chi considera i suoi mentori, in termini di idee o semplicemente di persone che ha incontrato o con cui ha lavorato? «Ho avuto la fortuna di lavorare per i fratelli Bouroullec mentre studiavo design, come amministratore dello Studio. Ma non li considero i miei mentori, anche se ho amato quegli anni insieme e ho imparato molto. Mi hanno permesso di scoprire il funzionamento quotidiano di uno studio e di vederli all'opera. In realtà, sono molte le figure che mi ispirano quotidianamente, soprattutto quando ho l'opportunità di collaborare con altri creativi, che siano artisti visivi, coreografi, scrittori... Devo gran parte della mia vocazione di designer alla passione combinata per Bruno Munari e Isamu Noguchi, per il loro virtuosismo e la loro capacità di affrontare ogni tipo di progetto con umiltà».

Il movimento è un altro degli elementi fondamentali dei suoi progetti e lo esprime con le forme ma anche i colori... «Assolutamente sì, mi interessano molto i diversi modi di evocare il movimento, come se l'oggetto stesse per prendere vita. Il colore può svolgere questo ruolo, in particolare creando sottili variazioni, un ritmo, attraverso gradazioni o gradienti di colore, ad esempio».

Lei ama lavorare con le mani e crea i modelli dei suoi progetti. Il lavoro manuale ha ancora un ruolo nel design di oggi? «Credo che il gusto per il lavoro manuale sia ancora essenziale per qualsiasi aspirante designer. Per capire come funzionano gli oggetti, per innovare, bisogna amare il bricolage, smontare, rimontare, esplorare. La fase di modellizzazione rimane cruciale, perché permette di convalidare le proprie intuizioni e anche di risolvere problemi che sembrano irrisolvibili in 3D. Alcuni oggetti nascono addirittura dalla sola sperimentazione, come nel caso della lampada Vertigo».

È anche scenografa: nel 2019 ha progettato la scenografia per il Viaggio d'Inverno di Schubert alla Scala di Milano. Come designer, invece, c'è un tipo di oggetto che non ha mai realizzato e che le piacerebbe progettare? «Ho la fortuna di poter lavorare a progetti molto diversi. Sono interessata a cose nuove, a comprendere nuove sfide, nuove tecnologie e nuovi clienti. Questo amplia la mia prospettiva e aiuta tutti i progetti a progredire. Sono sempre curiosa di conoscere i progetti futuri. Mi piace l'idea di non sapere cosa mi riserva il futuro. In un campo diverso, mi piacerebbe molto progettare un ristorante o... creare un robot!».

Quest'anno ha creato anche una linea di occhiali colorati e originali. Come è nata questa collaborazione? «Questa collaborazione è stata avviata dall'azienda francese di occhiali Morel. Lavorano regolarmente con designer e architetti e mi hanno contattata direttamente. Ero entusiasta; anch'io indosso occhiali da sempre: sono il mio strumento più prezioso! E gli occhiali sono oggetti molto speciali, che bilanciano la massima intimità (un oggetto indossato a contatto con il corpo, in interazione con esso) e la massima apertura al pubblico (spesso sono la prima cosa che le persone vedono di noi). Li scegliamo perché riflettono chi siamo, ma anche perché rappresentano ciò che vogliamo dire di noi stessi. Grazie all'immensa competenza di Morel, abbiamo progettato una collezione piena di fluidità, con sfumature molto morbide. Anche qui, troverete i miei argomenti di ricerca preferiti!».

Intervista di Claudio Malaguti

Fuorisalone 2026: MoscaPartners torna a Palazzo Litta con la mostra ‘Variations’ e il tema ‘Metamorphosis’

Durante la Milano Design Week 2026, MoscaPartners torna a Palazzo Litta con Variations e il tema Metamorphosis. Una mostra che racconta il design come processo di trasformazione continua, tra ricerca, materiali e nuove visioni dell’abitare contemporaneo.

In occasione della Milano Design Week 2026 (dal 20 al 26 aprile), MoscaPartners torna a Palazzo Litta con una nuova edizione di MoscaPartners Variations, confermando uno degli appuntamenti più attesi e riconoscibili della settimana del design milanese. Il tema scelto per il 2026 è Metamorphosis: un invito a riflettere sul cambiamento come condizione naturale del progetto contemporaneo. Trasformazione di forme, materiali, processi e linguaggi, ma anche adattamento ai nuovi scenari sociali, tecnologici e ambientali che ridefiniscono il nostro modo di abitare e vivere gli spazi.

La mostra si sviluppa come un racconto fluido fatto di progetti, produzioni industriali, manifatture, collezioni e sperimentazioni, dando voce a designer, architetti, aziende, scuole e università selezionati da Caterina Mosca e dal suo team. Un ecosistema creativo in cui il design si presenta come strumento critico e visionario, capace di anticipare il futuro attraverso la ricerca. Un dialogo continuo tra architettura storica e visioni contemporanee, dove il progetto si amplifica e acquista nuovi significati.

Metamorphosis è l’essenza stessa del design. Un processo di adattamento dinamico che riguarda non solo la forma, ma anche l’identità, la comunicazione e il modo in cui immaginiamo il vivere di domani (Caterina Mosca)

Al centro, l’essere umano e il suo rapporto con l’ambiente: da un lato i bisogni dell’abitare contemporaneo, dall’altro la necessità di una relazione più consapevole con il pianeta, le sue risorse e le tecnologie che oggi rendono possibile una trasformazione responsabile.

Fulcro scenografico e concettuale dell’edizione 2026 sarà l’intervento nel Cortile d’Onore di Palazzo Litta firmato da Lina Ghotmeh, architetta franco-libanese che mette in scena il suo primo progetto site specific in esterno in Italia, chiamato a dialogare con l’architettura barocca del palazzo e con il tema Metamorphosis. Nata a Beirut negli anni ’80, Lina Ghotmeh ha sviluppato un approccio progettuale che definisce “archeologia del futuro”: un metodo che intreccia memoria, paesaggio e contesto, restituendo spazi capaci di rivelare identità stratificate.

La metamorfosi emerge come un viaggio architettonico in cui un singolo spazio dispiega molteplici identità. Il padiglione ascolta la storia del sito, trasformandola attraverso sottili spostamenti ed esperienze stratificate (Lina Ghotmeh)

Ancora una volta, il Cortile di Palazzo Litta si conferma cuore pulsante della settimana del design milanese, dando continuità all’intuizione di Caterina Mosca e Valerio Castelli, che nel 2014 hanno restituito questo luogo alla città come spazio di sperimentazione e creatività. Qui, Metamorphosis prende forma come esperienza architettonica e sensoriale, in cui movimento, materia e memoria lavorano insieme per raccontare il design come atto vivo e in costante trasformazione.