Comprare la cucina nuova: lavello a incasso o integrato?

A incasso o integrato? La scelta del lavello influisce non solo sull'estetica della cucina, ma anche sulla praticità quotidiana. Ecco vantaggi e caratteristiche di entrambe le soluzioni per trovare quella più adatta alle tue esigenze.

Tra gli elementi più utilizzati della cucina, il lavello merita una scelta attenta. Dal modello a incasso a quello integrato nel top, ogni soluzione offre vantaggi diversi in termini di estetica, praticità e facilità di pulizia.

LAVELLO A INCASSO O INTEGRATO?
È una scelta basata sull’estetica ma anche sulla praticità. L’incasso richiede più cura: le giunzioni vanno sempre pulite per evitare formazione di sporco e muffe. Piani in acciaio e materiali tecnici invece consentono di creare superfici continue senza punti in cui si possano formare sporco e batteri, la manutenzione quindi è semplice.
Valuta il depuratore: ci stai pensando, anche per evitare l’acquisto di bottiglie d’acqua ma temi grandi ingombri? Oggi i sistemi di filtraggio hanno costi contenuti e soprattutto sono salvaspazio.

LA CAPPA È OBBLIGATORIA?
Se scegli il piano a induzione non è obbligatoria per legge, ma è utile comunque per eliminare odori, fumo e vapori. Hai poco spazio? Installa un piano con cappa integrata.

 

A cura di Elena Favetti e Paolo Manca

L’arte di essere ‘SpaceMakers’: come trasformare la casa in una storia che evolve con te

Il nuovo catalogo Zalf invita a pensare gli spazi come ‘opere aperte, capaci di cambiare pelle insieme alle nostre esigenze, tra ispirazioni d’autore e una nuova palette cromatica che sa di terra e natura

Che cosa significa davvero ‘abitare’? Non è solo occupare uno spazio, ma comporre una sorta di autobiografia fatta di oggetti, colori e memorie che dialogano con il nostro gusto personale. Partendo da questa visione, Zalf ha presentato il suo nuovo progetto Case Study Spaces, un vero e proprio manuale di antropologia abitativa che trasforma l'arredo in un sistema fluido e versatile.

Ispirandosi al concetto di Opera Aperta di Umberto Eco, la collezione SpaceMakers non impone modelli rigidi, ma offre un campo di possibilità. Che si tratti di un nido per una persona, di una casa di famiglia o di uno spazio condiviso, l'obiettivo è la longevità: i mobili non si sostituiscono, si riconfigurano per durare nel tempo.

Ecco come Zalf interpreta tre diversi modi di vivere il presente:

Onespace: il micro-appartamento che pensa in grande

Vivere in pochi metri quadri non significa rinunciare alla fluidità. Onespace è la soluzione pensata per monolocali e micro-appartamenti dove living, lavoro e riposo coesistono in un’unica struttura dinamica. Qui il design agisce come una grammatica adattiva, capace di ridefinire i ritmi della giornata senza perdere coerenza estetica.

Nesthome: la casa che cresce con la famiglia

Per chi vive la dimensione familiare, la sfida è gestire ambienti che devono accogliere il cambiamento: i figli che crescono, le passioni che mutano. Nesthome organizza spazi distinti ma interconnessi, garantendo una continuità progettuale che accompagna le diverse fasi della vita. È il porto sicuro dove l'identità personale rimane intatta anche quando le esigenze cambiano.

Community: la nuova frontiera del co-housing

L’abitare condiviso, come negli studentati o nelle residenze collettive, richiede un equilibrio delicatissimo tra autonomia privata e interazione sociale. Il catalogo Community risponde con una grammatica flessibile in cui le funzioni si sovrappongono e si trasformano, ideale per dinamiche abitative temporanee e in costante mutazione.

Lava, Agave e Terracotta

Sono i colori della nuova ‘autobiografia’ domestica! A dare carattere a queste configurazioni interviene una nuova palette cromatica, pensata per dialogare con materiali diversi e riflettere lo "spirito del tempo".
Lava: un tono profondo e intenso, perfetto per dare struttura e carattere agli elementi contenitivi.
Agave: una nuance naturale e riposante, ideale per scrittoi e pannellature che cercano armonia con l’ambiente.
Terracotta: un colore caldo e vibrante, capace di scaldare la zona notte e creare nicchie accoglienti.

Queste tre finiture non sono semplici colori, ma parte di un alfabeto abitativo che permette di definire zone e funzioni della casa, soprattutto negli spazi piccoli in cui tante attività devono convivere in pochi metri quadrati. Nelle nostre case il ruolo del colore evolve: lasciamo che ci aiuti a ‘disegnare’ gli spazi, non solo a decorarli.

Comprare la cucina nuova: come scegliere gli elettrodomestici con attenzione al budget

Gli elettrodomestici incidono sul budget della cucina, per questo è importante sceglierli in base alle proprie abitudini. Solo così si evitano acquisti poco sfruttati e si investe davvero in ciò che serve ogni giorno. La nostra check list ti aiuterà a capire cosa ti serve davvero e salva le domande da fare al venditore per non avere brutte sorprese in futuro

Scegliere gli elettrodomestici per la cucina in linea con le proprie abitudini è fondamentale per non rischiare di comprare qualcosa che poi useremo poco o niente, rinunciando ad altro.

PARTI DAL TUO STILE DI VITA:
Scegli il maxi congelatore se fai tanta spesa e cucini tutto in un giorno per l’intera settimana; un forno con la funzione microonde se hai poco spazio e poco tempo; una lavastoviglie intelligente che parte da sola se sei spesso fuori casa; un frigo combinato se surgeli poco e cucini spesso.

Il frigorifero side by side freestanding: serve a famiglie numerose, a chi cucina per tante persone, a chi fa grandi spese settimanali e ha bisogno di un ampio freezer, ma anche a chi prepara pranzi e cene da consumare lungo tutta la settimana. Richiede uno spazio maggiore dei modelli standard ma se freestanding può essere ricollocato in posizione diversa in base alle esigenze che cambiano.

Il forno con microonde: unendo le funzioni di un forno elettrico (statica, ventilata e grill) alla velocità del microonde, è adatto a chi ha poco spazio e poco tempo e deve cuocere, riscaldare e scongelare pasti sani e buoni in fretta.

La lavastoviglie versatile: con vasche e scomparti flessibili si adatta a piatti, bicchieri e pentole di dimensioni diverse: per chi cucina molto, mangia spesso a casa con famiglia e amici e deve lavare tanto le stoviglie. Con apertura a fine ciclo e partenza programmabile, la usi anche se non ci sei.

LE DOMANDE DA FARE: COSA CHIEDERE AL VENDITORE

  • Di che materiale e di che spessore sono le scocche, cioè le parti strutturali della cucina?
  • Di che spessore sono le ante (minimo 18-20 mm)?
  • Di che portata e marca è la ferramenta della cucina?
  • Di quanti anni è la garanzia su cucina e elettrodomestici?
  • La garanzia copre eventuali difetti di montaggio?
  • Sopralluogo tecnico per il rilievo misure, trasporto e montaggio sono inclusi nel preventivo?
  • Cosa prevede l’assistenza post vendita?
  • Cosa succede se fra 10 anni dovessi sostituire o aggiungere dei pezzi?

LA CHECK LIST PER GLI ELETTRODOMESTICI

  • Voglio un piano cottura a gas tradizionale
  • Voglio l’induzione
  • Mi serve un impianto elettrico potente per induzione e altri elettrodomestici
  • Voglio la cappa tradizionale a vista
  • Voglio la cappa integrata nel piano
  • Uso tanto il forno e le varie funzioni
  • Il forno lo uso poco
  • Voglio un microonde separato
  • Mi serve un forno combinato a vapore
  • Mi serve un grande freezer
  • Voglio la cantinetta
  • Voglio un frigo congelatore unico da incasso
  • Voglio frigo e freezer separati affiancati (anche sottopiano)
  • Voglio un doppia porta freestanding
  • Uso poco la lavastoviglie, mi basta small
  • Uso tanto la lavastoviglie, la voglio XL
  • Voglio che si apra in automatico a fine ciclo
  • Voglio il lavello integrato nel top
  • Voglio il miscelatore con doccetta
  • Mi serve un miscelatore con depuratore e che eroghi acqua fredda/calda/gasata

LA CHECK LIST SALVA BUDGET

Metti in ordine secondo le tue priorità: capirai su cosa investire e su quali cose puoi risparmiare senza rimpianti:

  • Materiale del top
  • Materiale delle ante
  • Frigorifero
  • Forno
  • Accessori interni
  • Colonne contenitore
  • Isola
  • Illuminazione

Digital Season P/E 2026: storie di casa

Due appuntamenti stagionali per scoprire tutto ciò che entrerà a far parte delle tue ‘storie di casa’. Non solo nuovi prodotti, ma anche nuovi modi di abitare: ti aspettiamo a giugno su Instagram e sul sito di CasaFacile per la prima parte di questo viaggio in due tappe (ci rivedremo poi a ottobre!)

COSA SONO LE DIGITAL SEASON

Quindici giorni (a giugno e a ottobre) con tanti contenuti speciali tutti da salvare, condividere e commentare su Instagram e sul sito CF!

COSA TROVERAI

Novità da abitare, prodotti da scoprire, soluzioni da copiare: ecco che cosa abbiamo selezionato e raccontato insieme ai digital creator di CasaFacile.
Ogni giorno su Instagram proporremo stories, carousel e reel per aiutarti a fare le scelte giuste per i tuoi piccoli o grandi spazi. Lasciati ispirare!

QUANDO

Dal 15 al 30 giugno 2026

LE STORIE DI CASA - DIGITAL SEASON PRIMAVERA ESTATE:

 

  • La camera dei bambini? È uno spazio che non sta mai ‘fermo’, ospita diverse funzioni ogni giorno e deve saper crescere con loro: @ilpampano ci spiega come organizzarlo al meglio con Nidi.
  • Siamo già abituati ad aggiornare lo smartphone, ma avresti mai pensato di poter far un ‘update’ alla porta blindata invece di cambiarla? @buonbrunch è andato alla scoperta delle novità Dierre.
  • Quando lo spazio è limitato non è facile definire le zone dedicate alle varie funzioni abitative: ma @gucki.it ha utilizzato i (nuovi) colori degli arredi per ‘disegnare’ una minicasa con Zalf.
  • Lo chiami scaldacqua o boiler? La vera differenza non è nel nome, ma nella tecnologia a pompa di calore che permette di produrre acqua calda sanitaria consumando poca energia: ce la spiega @alicepaleseatelier con Cordivari.
  • Stavolta @homedecordetails è alle prese con una coppia incontentabile che deve scegliere il letto matrimoniale: tra piedini alti o bassi, testiere sfoderabili e reti motorizzate è riuscita a non farli litigare, grazie a Perdormire.
  • Sai cos’è il canapè: una tartina o... un divano? Segui @cucinama alla scoperta della comodità e del gusto (non solo gourmet) dell’ultima creazione di Dàmeda: il suo sapore un po’ vintage è rivisitato con stile contemporaneo.
  • A volte le nicchie sembrano difficili da valorizzare, invece diventano spazi preziosi se le chiudi con soluzioni filomuro: @la_nico_c ha realizzato
    3 prima&dopo con l’aiuto di Eclisse.
  • Creare la propria camera matrimoniale ideale è una questione di dettagli. Vuoi scoprire gli ingredienti giusti? Ce li racconta @ilpampano con le novità Giessegi.
  • ‘E riuscirò sempre a fuggire dentro colori da scoprire’ canta Gianna Nannini: le fa compagnia @gucki.it con le nuove proposte Kerakoll.

 

Comprare la cucina nuova: i materiali giusti e perché sceglierli

Oltre all'estetica, i materiali della cucina devono adattarsi al tuo stile di vita: resistenti e pratici se cerchi poca manutenzione, naturali e materici se ami prendertene cura ogni giorno.

Quali materiali scegliere per la tua cucina?
Oltre all’estetica devono assecondare il tuo stile di vita. Iper resistenti e a zero manutenzione se hai poco tempo da dedicargli, naturali e più delicati se invece puoi prendertene cura.

LE ANTE

  • Meglio in finitura antimpronta per evitare che sembrino sempre sporche; dotate di cerniere e guide ammortizzate si chiudono senza sbattere, evitando di rovinarsi. La maniglia dona un look più tradizionale, la gola uno più minimal.
  • Legno. Non solo classico, oggi è proposto a doghe anche in mood moderni e industrial. È un materiale vivo: ideale per chi ama il look naturale e ha tempo di curarlo con costanza per mantenerlo perfetto... anche se i segni del tempo lo rendono ancora più bello.
  • Laminato HPL. Molto più resistente del semplice laminato, ha un ottimo rapporto qualità-prezzo quindi è ideale per chi ha un budget contenuto. C’è in tanti colori e finiture, richiede poca manutenzione.
  • Laccato. Offre grandi prestazioni, colori e finiture. La resa estetica è elegante ma richiede attenzione e più cura del laminato.
  • Decorativo. I pannelli sono rivestiti da una lamina che riproduce l’estetica di altri materiali. Ideale per chi ha poco budget, è impermeabile e facilissimo da pulire.

L'ALZATA

Protegge la parete tra base e pensile al posto delle classiche piastrelle che, così, puoi evitare di posare. Sceglila nello stesso materiale del top per dare continuità.

IL TOP

È l’elemento che viene più ‘maltrattato’ quando cuciniamo. Deve essere bello, ma anche pratico e resistente: sceglilo in base alle tue abitudini e al tempo che hai da dedicare alla sua pulizia.

Sceglierlo di qualità influisce molto sulla durata di tutta la cucina: è una parte importante del budget!

  • Grès per chi non usa taglieri e sottopentole: è super resistente al calore, ai graffi e alle macchie. Si pulisce in un lampo con un detergente neutro.
  • Abitum. Per chi ha poco tempo o è un po’ sbadato: è un materiale impermeabile, batteriostatico, previene le muffe e resiste alle macchie (caffè, vino, limone). Perfetto per chi non pulisce subito le macchie.
  • Acciaio. Durevole e igienico (non a caso è scelto per le cucine professionali),
    è ideale per chi ha cura della cucina: è sensibile ai graffi, non va trattato con materiali abrasivi, richiede pulizia specifica e va asciugato subito per evitare aloni.
  • Legno. Per chi ama i materiali ‘vivi’ e ha tempo per curarli. È bello, ma delicato e poroso: le gocce, anche di acqua, vanno asciugate subito, appoggiarvi pentole bollenti lascia segni e non ci si può tagliare direttamente sopra. Va trattato con prodotti specifici.
  • Laminato. Riproduce esteticamente altri materiali grazie alla lamina che riveste il pannello in truciolare, è facile da pulire ma resiste poco a graffi e calore. Ideale per una cucina non definitiva e per budget ridotti. Molto meglio l’hpl che a un prezzo contenuto abbina migliori prestazioni e una semplice manutenzione.

LA CHECK LIST PER SCEGLIERE I MATERIALI GIUSTI PER TE:

  • Voglio poter tagliare direttamente sul piano di lavoro
  • Voglio poter appoggiare le pentole anche senza sottopentola
  • Voglio un top sempre perfetto
  • Non mi dispiace che si vedano i segni del tempo e dell’uso sul top della cucina
  • Mi piace il calore di un materiale naturale
  • Voglio un top in materiale tecnico
  • Mi piace l’idea di finiture in materiale riciclato
  • Ho poco tempo da dedicare alla manutenzione/pulizia del piano di lavoro
  • Sono disponibile a fare manutenzione periodica al piano di lavoro
  • Voglio materiali molto funzionali e il miglior rapporto qualità-prezzo
  • Voglio investire in materiali di qualità che durano
  • Non sarà la cucina definitiva, voglio contenere i costi
  • Odio le impronte sulle antine
  • Amo le finiture lisce, lucide, minimali
  • Amo le finiture materiche

A cura di Elena Favetti e Paolo Manca

Mise en place

Apparecchiare la tavola con stile: piatti decorati e fiori freschi

Natural soft: dai piatti decorati con delicati uccellini, prende forma una tavola in cui fiori freschi, tessuti materici e dettagli naturali si intrecciano, per raccontare una storia di famiglia

Tutto nasce da una serie di piatti vintage della collezione Tognana per Pavesi, ricevuti in dono dalla mamma: «Ogni pezzo raffigura un uccellino diverso e sul retro ne riporta la descrizione, un particolare poetico che ha acceso la mia fantasia per il tema dell’allestimento» ci racconta Roberta Montaruli, nostra lettrice e food stylist.
«Per ogni commensale ho aggiunto un piccolo ranuncolo come benvenuto e gli stessi fiori, distribuiti in piccoli vasi, creano ritmo e danno respiro alla composizione». Da questa atmosfera siamo partiti anche noi per creare una shopping list coordinata, perfetta per ricreare lo stesso mood anche a casa tua.

I CONSIGLI DELLA LETTRICE:
Roberta Montaruli @stylist_robertamontaruli

  1. Toni neutri a strati. Il tovagliato in lino stropicciato crea un effetto naturale e materico, mentre una seconda tovaglia, ripiegata più volte e utilizzata come runner, aggiunge un morbido volume alla composizione.
    I colori? Burro, tortora, fango, marrone bruciato... quante nuance con le quali giocare!
  2. Tema ornitologico. Il motivo grafico degli uccelli può essere ripreso anche in altri elementi decorativi, come vasi, brocche, alzatine ecc...
    Un consiglio; non fare forzature lascia invece spazio a piccoli, divertenti, richiami decorativi.
  3. Fiori. Ranuncoli legati con un piccolo nastro alle posate, appoggiati sul tovagliolo oppure inseriti in piccoli vasi creano delicate pennellate di colore che ravvivano la palette neutra.

La prossima tavola potrebbe essere la tua!
Scatta dall’alto e invia a [email protected] con oggetto ‘Tavola’.

A cura di Grazia Caruso

 

News

SCISCIORÉ all’ADI Design Museum: la mostra che racconta il design alpino attraverso il gioco

Alessandra Barlassina

Alessandra Barlassina  •  Gucki

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Fino al 28 giugno 2026 l’ADI Design Museum di Milano ospita SCISCIORÉ. Il gioco come gesto alpino, una mostra che esplora il design del Trentino-Alto Adige attraverso oltre cento oggetti, tra artigianato, innovazione e cultura del progetto.

Che cosa può raccontare il gioco di un territorio? Molto più di quanto si immagini. È da questa domanda che nasce SCISCIORÉ. Il gioco come gesto alpino, la mostra in programma all’ADI Design Museum di Milano dal 22 maggio al 28 giugno 2026, curata da Anna Quinz e organizzata da franzLAB.

L'esposizione indaga il design del Trentino-Alto Adige attraverso una prospettiva originale: quella del gioco, inteso non come semplice svago ma come strumento culturale, progettuale e produttivo. Nelle comunità alpine, infatti, il gioco è da sempre parte integrante della vita quotidiana, un'attività capace di influenzare il modo di osservare il mondo, apprendere e creare.

Il titolo della mostra prende ispirazione dalla parola ladina sciscioré, che in Val Badia indica il gioco delle biglie. Un termine che diventa metafora di un approccio progettuale fondato sull'equilibrio tra rigore e libertà, tradizione e sperimentazione, sapere tecnico e immaginazione.

Dopo una prima presentazione a EDIT Napoli 2025, il progetto arriva a Milano in una versione ampliata e completa. In mostra sono raccolti oltre cento oggetti tra pezzi artigianali, icone del design, prodotti industriali e prototipi realizzati da circa settanta tra designer, studi, aziende e artigiani legati al territorio alpino.

Il percorso espositivo mette in dialogo pratiche storiche e ricerche contemporanee, produzione indipendente e industria, cultura materiale e innovazione tecnologica. Legno, metallo, tessuti, plastica, vetro, sughero e ceramica diventano il terreno di incontro tra competenze tradizionali e nuove visioni progettuali.

Ne emerge il ritratto di un design alpino lontano dagli stereotipi, dinamico e sfaccettato come il paesaggio delle Dolomiti: una realtà creativa che continua a reinventarsi mantenendo un forte legame con il territorio.

Addio vecchio boiler: come risparmiare (davvero) e rendere la casa più green

Passare a uno scaldacqua a pompa di calore non è solo una scelta conveniente da punto di vista del risparmio, ma un vero gesto d’amore per il pianeta. Qui spieghiamo come Bollyterm® Home R290 di Cordivari trasforma il calore dell'aria in acqua calda, riducendo i consumi fino al 75%

Bollette salate? Spesso il colpevole è lui: il vecchio scaldabagno elettrico o a gas. I sistemi tradizionali, infatti, lavorano a ciclo continuo e scaldano l’acqua anche quando non serve, utilizzando tecnologie ormai superate che pesano sia sulle spese di casa che sull'ambiente. Oggi però la tecnologia ci offre soluzioni molto più intelligenti e gentili con il pianeta, come la pompa di calore.

Come funziona in pratica il boiler a pompa di calore

Il principio è semplicissimo: uno scaldacqua a pompa di calore, come Bollyterm® Home R290 di Cordivari, non "crea" calore usando l'elettricità per scaldare l'acqua, ma lo preleva direttamente dall’aria esterna. In pratica, funziona un po’ come un frigorifero... ma al contrario: cattura l'energia termica presente nell'aria, la ottimizza e la trasferisce all'acqua. L’elettricità serve solo a "traslocare" e massimizzare il calore, ed è per questo che il risparmio energetico può arrivare fino al 75%.

Perché fa bene all'ambiente e alla casa

Scegliere un sistema moderno significa puntare sull'efficienza: Bollyterm® Home R290 è in classe energetica A+ e utilizza il gas R290 che ha un impatto ambientale bassissimo. Oltre alla sostenibilità, c'è un tema di sicurezza e igiene: grazie a materiali innovativi e rivestimenti speciali (come il Polywarm®), l’acqua calda sanitaria non può mai entrare in contatto con il gas refrigerante, nemmeno in caso di malfunzionamento.

Una casa sempre più smart

Sostituire il boiler è anche un modo per rendere la casa più tecnologica e facile da gestire. Ecco alcuni vantaggi di Bollyterm® Home R290 che semplificano la vita:
Controllo via app: grazie al Wi-Fi integrato, potete programmare la temperatura e gli orari di accensione direttamente dallo smartphone, magari mentre siete ancora in ufficio, evitando sprechi inutili.
Amico del sole: se avete (o state pensando di installare) dei pannelli fotovoltaici, questi sistemi possono essere collegati per scaldare l’acqua a costo zero, sfruttando l'energia prodotta dal sole.
Acqua subito pronta: per quei giorni in cui abbiamo fretta, esiste la funzione *boost* che accelera il riscaldamento dell'acqua.
Sicurezza al primo posto: Bollyterm® Home R290 include cicli automatici anti-legionella, che assicurano un’acqua sempre sana per tutta la famiglia.

Rinnovare il sistema di produzione dell'acqua calda è un investimento che si ripaga nel tempo, migliorando il comfort abitativo e la classe energetica della propria abitazione, sia che stiate ristrutturando, sia che vogliate semplicemente rendere la vostra casa più efficiente... e abbassare le bollette!

 

 

Sopra i 100 mq

Pareti rosa e carta da parati sul soffitto per uno stile eclettico

Doveva essere un semplice esperimento cromatico, ma il rosa intenso ha conquistato subito il cuore della proprietaria. Da quella scelta audace è nata una casa di famiglia piena di personalità, dove pareti colorate, carta da parati sul soffitto e dettagli inaspettati si combinano in un mix eclettico e armonioso. Un progetto fuori dagli schemi che celebra la creatività, il colore e il piacere di abitare spazi unici.

Siamo in Porta Genova, in un appartamento comprato come casa di coppia; con la nascita dei due figli la proprietaria Gloria, pr di top brand della moda, decide di tenerlo puntando su un restyling con una parola d’ordine: uscire con forza dagli schemi!

LE SCELTE FATTE:
«Gloria non voleva una casa da copertina ma uno spazio vivace, pratico e originale, con elementi vintage carichi di storia» spiega l’interior designer Marilù Benini che ha seguito il restyling.

LA CUCINA COME UNO SCRIGNO SEGRETO:
Posizionata nella nicchia dietro l’ingresso, la cucina non è il punto focale della zona giorno ma rimane un angolo riparato. Le ante e le pareti sono rivestite in carta da parati. «A volte uso la carta a livello estetico, altre a livello progettuale: qui mi serviva per far ‘sparire’ la cucina e creare una scrigno» spiega la interior designer. «La texture è effetto metallico: quando la luce entra di sbieco sulla parete è dorata ma sulle ante della cucina assume un color ottone. In questo modo abbiamo ampliato lo spazio e creato una continuità visiva con la zona del living».

IL TOCCO DI STILE:
Le pareti fucsia dovevano essere desaturate e virare su un rosa più tenue, ma quando Gloria ha visto il colore se ne è innamorata e ha deciso di usarlo per un ingresso effetto scatola. Concordi nella scelta marito e figli (due maschi di 9 e 11 anni): «Cerco di educarli alla bellezza e alla gentilezza e la creatività è un valore che stanno imparando ad apprezzare» dice Gloria. «Il fucsia è sintesi di tutto ciò. Quanto a mio marito, è un animo libero da stereotipi e gli è andato subito a genio! Questa casa ci dà gioia e adoriamo viverla»

Progetto: Marilù Benini/Officina Interior
Foto: Alessandra Ianniello/Living Inside
Testi: Sara Peggion

Valter Scavolini, la vita come grande impresa

È questo il titolo del docufilm realizzato dal nipote dell’imprenditore pesarese classe 1942 che ha rivoluzionato il mondo della cucina made in Italy: dal 13 giugno al cinema arriva un ritratto profondo e umano, una storia italiana che parte da radici contadine passando per le grandi intuizioni di design e comunicazione

Ci sono brand che fanno parte del nostro quotidiano e altri che, un decennio dopo l’altro, sono entrati a far parte anche dell'immaginario collettivo: Scavolini è senza dubbio uno di questi.
Lo racconta, in modo del tutto inedito e lontano dalle classiche logiche autocelebrative aziendali, Mattia Zanca, giovane regista pesarese e nipote dello stesso Valter Scavolini.

“Nonno, raccontami la tua storia”

Tutto nasce da un moto spontaneo e generazionale: il desiderio di un ragazzo di conoscere davvero il passato del proprio nonno. Ispirato dalla biografia scritta da Luca Masia, Mattia Zanca ha deciso di accendere la telecamera e dare vita a un dialogo intimo tra generazioni.
Per la prima volta, l’imprenditore marchigiano apre le porte dei suoi ricordi più privati, condividendo fatiche, emozioni e aneddoti mai narrati. Ne viene fuori lo spaccato di un’Italia del dopoguerra in cui si poteva partire dal lavoro nei campi e da piccole realtà artigianali per arrivare a costruire pilastri dell’industria contemporanea, guidati solo da valori concreti, dedizione e rispetto per le persone.

Le più amate dagli italiani

Per chi ama la storia del costume e del design, il documentario è anche un tuffo nell'evoluzione della comunicazione televisiva e d'arredo. Nel film si ripercorrono le scelte visionarie che hanno segnato il brand, dalla svolta del 1984, quando Raffaella Carrà divenne il volto ufficiale del marchio, consacrandolo come “la cucina più amata dagli italiani” al lunghissimo legame con Lorella Cuccarini, testimonial dal 1987 al 2004 per interpretare una nuova e brillante fase dell'identità di marca. Fino ad arrivare alle collaborazioni più recenti con lo chef Carlo Cracco e l'attuale volto, Laura Pausini.
Il racconto si arricchisce inoltre di preziosi materiali d'archivio privati e aziendali e di testimonianze d'eccezione, tra cui lo stilista Renzo Rosso (fondatore di Diesel) e l'allenatore di basket Sergio Scariolo , quest'ultimo a testimonianza del fortissimo legame che unisce da sempre la famiglia Scavolini allo sport e al proprio territorio.

Rivolto alle nuove generazioni

Prodotto da 7Verticale con uno stile essenziale ed elegante, il docufilm inserisce anche una dimensione simbolica e poetica: la presenza del giovanissimo attore pesarese Francesco Badei. Una figura sospesa nel tempo che rappresenta di volta in volta Valter da bambino, il nipote che lo immagina o, più in generale, il futuro che cerca di comprendere il passato.

“Vedere la mia storia raccontata da mio nipote è qualcosa che mi emoziona profondamente — ha commentato lo stesso Valter Scavolini — Sapere che questo messaggio possa arrivare alle nuove generazioni attraverso il suo sguardo è il regalo più bello”.

Quando e dove vederlo

Dopo l'anteprima nazionale al Cinema Adriano di Roma, il film-documentario verrà presentato ufficialmente il 13 giugno 2026 alle ore 18:00 presso il Teatro Sperimentale di Pesaro, all’interno della 62° edizione della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema – Pesaro Film Festival. 

Successivamente, sarà possibile scoprirlo sul grande schermo grazie a una programmazione selezionata nelle principali città italiane. Un’ottima occasione per scoprire come la passione e l'impegno quotidiano possano trasformare l'arredamento in una splendida storia di vita e condivisione.

Guarda il trailer del docufilm