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CasaFacile di Ottobre 2026: l’editoriale della direttrice

Ogni mese la direttrice Francesca Magni ci introduce al numero in edicola con un editoriale. Scopri quello di ottobre: riuscite a lasciare andare le cose che non usate più? Dalla Danimarca ecco i 'luoghi dello scambio e del riuso'.

L'88% degli italiani conserva oggetti per il loro valore affettivo, dice un sondaggio realizzato da Ikea per il progetto ‘Fai spazio a ciò che ami’. Mi
ci ritrovo in pieno!
Ma le cose cariche di ricordi si dividono in 2 categorie: quelle che tengo perché continuano ad avere una funzione nella mia vita; e quelle di cui sono pronta a disfarmi, ma a patto di sapere che saranno davvero usate e riamate. Che siano scelte di nuovo da qualcuno, per me è parte essenziale del processo di lasciare andare.
Per anni ho fantasticato di spazi in cui depositare le cose ancora utilizzabili: non i centri raccolta dove si butta, non i mercatini dove si vende, ma negozi gratuiti per oggetti in cerca di nuova casa. E quest’estate ho scoperto che... esistono! Si chiamano ‘Genbrugsområde’ (area del riuso) o ‘Byttehjørne’ (l’angolo dello scambio) e si trovano nelle riciclerie di prossimità presenti in ogni quartiere di Copenhagen.
Si prende senza pagare e senza obbligo di lasciare, l’unica regola è accedere massimo una volta al giorno e per non più di mezz’ora.
Ne ho girati diversi, ho passato tutto il tempo consentito a osservare persone di ogni età e classe sociale arrivare per depositare o per prendere. Non è un servizio per chi è economicamente svantaggiato: è per tutti. Ho visto scegliere divani e mobili tv, recuperare porte d’epoca e lavandini, caricare sulle bici cargo sedia ergonomica e scrivania elettrica che si alza e si abbassa (da noi sconosciuta, eppure dovrebbe essere presidio di salute!); ho visto famiglie con bambini venute a lasciare un gioco e a prenderne un altro e una signora elegante indossare un impermeabile e ripartire pedalando sotto la pioggia.
L’obiettivo è che gli oggetti ancora utilizzabili non entrino nel ciclo dei rifiuti, ma alimentino un circolo virtuoso che riduce spreco e consumo, aiutando chi ha bisogno, chi vuole risparmiare, chi cerca vera sostenibilità.
E dando la soluzione più desiderabile a chi, come me, vuole lasciar andare, ma ci riesce solo passando di mano.
P.S. Dalle mie ricerche risulta che negozi gratuiti di cose usate voluti dalla pubblica amministrazione esistono solo in Danimarca e in alcuni paesi della Francia.
di Francesca Magni, direttrice di CasaFacile

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