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CasaFacile di Novembre 2026: l’editoriale della direttrice

Ogni mese la direttrice Francesca Magni ci introduce al numero in edicola con un editoriale. Scopri quello di novembre: è più semplice dare consigli agli altri che scegliere per sé, anche quando si arreda casa?

Era novembre, ero incinta del primo figlio, avevamo appena trovato una casa da comprare ed eravamo riuniti dai miei per festeggiare due compleanni di famiglia. Tema di quel pranzo d’autunno, attorno alla tovaglia rossa pre-natalizia già piena di noci e mandarini: come arredare quel trilocale di cui ci eravamo innamorati sul colpo?
Sarà stato mio padre, che parlava solo con carta e matita in mano, a schizzare la piantina, ma sarà stata mia madre a rubargliela per suggerire di scambiare bagno e cucina, mentre sorella e suocera elencavano i pochi mobili che già possedevamo e io li giravo, con figurine di carta ritagliate in scala, sulla planimetria ricostruita a memoria. Sapevo cosa volevo: era la mia prima casa, avevo poca esperienza ma molto entusiasmo, e non avevo dubbi su come l’avrei arredata.
Oggi, quando leggo della coppia di Studio Acapo che a pagina 96 [del nuovo numero che trovate in edicola dal 4 novembre] racconta di aver chiesto a Studio Pisk un progetto per finiture, colore e décor della casa appena ristrutturata per sé e per i figli, trovo interessantissimo scoprire che i progettisti sono bravissimi a guidare le scelte per le case degli altri, ma a volte faticano con la propria.
L’architetta Nicoletta Carbotti, che si è appena trovata piena di dubbi solo per cambiare il divano, lo spiega così: per ogni esigenza il progettista ha più soluzioni, ne conosce pro e contro, di solito è lui il filtro tra la soluzione e il cliente; ma quel ‘sapere troppo’ gli rende difficile decidere per se stesso.
«l’ignoranza genera fiducia più spesso della conoscenza» diceva Charles Darwin – come accadeva a noi quel novembre quando fanta-ristrutturammo e fanta-arredammo senza avere dubbi (lo scambio di bagno e cucina era sì geniale, ma ignoravamo che ci avrebbe costretti a riaccatastare la casa!). E al contrario è vero il detto socratico: più sai, più sai di non sapere. Senza arrivare a scomodare Fernando Pessoa: «Non so cosa so o cosa non so. Sconosciuto a me stesso, leggo nella mia anima come in un foglio accartocciato. Più penso, più mi perdo in me stesso, perché più capisco, meno mi comprendo».
Anche se... forse è proprio questo il punto, persino quando si tratta di case: il coinvolgimento emotivo personale si aggiunge a rendere difficili le scelte che ci riguardano, specie quando si è esperti in materia...

Testo di Francesca Magni, direttrice
Su Instagram la trovate come @balmarose

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Francesca Magni