Questa tavola è oggetto ibrido, capace di trasformare la diversità in valore e l’unione in forza propulsiva. Non è solo un luogo dove sedersi a mangiare, ma una nuova visione del convivio, dove ogni incontro diventa un momento unico, parte di una continua evoluzione.
Il tavolo dell'accoglienza: La storia della Società San Vincenzo de’ Paoli Consiglio Centrale di Monza. L'installazione è stata realizzata in collaborazione con l’Associazione San Vincenzo de Paoli
(Sagrato della Basilica Nereo Achilleo).
Nel cuore di CityLife, simbolo della Milano contemporanea, un lungo tavolo attraversa lo spazio come una linea di connessione tra persone, culture e storie. Le cassette di frutta e ortaggi richiamano la terra, il lavoro condiviso, la semplicità del gesto quotidiano. In un contesto urbano proiettato verso il futuro, l’installazione riporta l’attenzione sulla dimensione umana e comunitaria del vivere insieme.
Un tavolo in co-housing: La storia del villaggio urbano a Milano. La Parrocchia di San Nicolao diventa il luogo ideale per raccontare il co-housing come laboratorio di convivenza
Milano - Il Tavolo di casa (Fermata della metropolitana Porta Romana). Una casa a Milano: 3 coinquilini, 3 storie diverse che si incontrano.
Installazione in collaborazione con i Coinquilini Croccanti
Al Pigneto, una libreria indipendente diventa anche cucina e rifugio femminista. Qui si mangia, si legge, si ascolta: il cibo accompagna presentazioni di libri e conversazioni su identità, politica e corpo.
Nel V Municipio di Roma, l’associazione Asinitas promuove “Una tavola mille storie”, un convivio itinerante che intreccia sapori, memorie e tradizioni culinarie delle comunità locali.
L’installazione, con i suoi oggetti pellicolati e le scritte che raccontano frammenti di vita, dialoga con il tessuto urbano e sociale di San Lorenzo, invitando chi osserva a guardare davvero, oltre i ruoli e i pregiudizi.
L’installazione, ispirata a una cucina collettiva nei Quartieri Spagnoli, trasforma lo spazio urbano in luogo di scambio e relazione. La FRAKTA, protagonista visiva, si reinventa.
La Niña a capotavola, interpreta la tavola non solo come luogo di incontro, ma come strumento vivo, capace di trattenere il suono dei corpi, dei gesti, delle relazioni.
La tavola si frammenta in piccoli tavolini, ciascuno apparecchiato con piatti colorati, sgabelli leggeri, bicchieri di vetro e runner dai motivi vivaci che ricordano i colori della città.
La tavola che unisce: La storia dell’Associazione L’Altra Napoli Ente Filantropico. Installazione in collaborazione con Associazione l’altra Napoli Ente Filantropico
(Largo San Martino)
Piazza dell’Università non è solo cornice, ma parte integrante del racconto: un luogo dove la tradizione si fa esperienza collettiva, dove il passato dialoga con il presente, e dove il cibo diventa linguaggio universale.
Palazzo della Rosa Prati, con la sua architettura nobile e atmosfera intima, diventa il palcoscenico ideale per raccontare la notte di San Giovanni, una tradizione che unisce il profumo dell’erba di San Giovanni, le tavolate sotto le stelle e il rito della convivialità.
Una tavola essenziale che evoca ospitalità lungo la Via Francigena, con sedute semplici e ceramiche rustiche.
Piazza Garibaldi, con la sua apertura verso il fiume e la sua posizione strategica tra centro storico e percorsi di transito, è il luogo ideale per evocare il senso del cammino.
La Madonnina del Porto, con la sua atmosfera semplice e raccolta, è il luogo ideale per evocare la convivialità abruzzese: una tavolata all’aperto, con tovaglie a quadri bianchi e rossi, sedute informali e arrosticini come piatto simbolo.
La tavola, essenziale ma curata, diventa spazio di dialogo tra passato e presente, tra la ritualità del fare a mano e il linguaggio del design. A renderla unica è l’uso delle ceramiche artigianali pugliesi, in particolare quelle di Enza Fasano, maestra ceramista che da Grottaglie porta avanti una tradizione secolare con uno sguardo attuale.
CasaFacile > Ikea > L’ingrediente segreto siamo noi: a Settembre, IKEA inaugura un anno dedicato alla convivialità
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Con installazioni urbane, eventi negli store e nuove collezioni, IKEA ha inaugurato un anno che mette al centro la convivialità: la cucina e la tavola tornano protagoniste della vita domestica, come spazi di relazione e condivisione.
Sedersi attorno a una tavola non significa solo mangiare. È ritrovarsi, raccontarsi, condividere. Gli svedesi lo chiamano 'Tillsammans', noi italiani lo viviamo ogni giorno: è la convivialità, quella magia che trasforma la cucina e la tavola nel cuore autentico della casa.
Da queste premesse è nato il progetto 'L’ingrediente segreto siamo noi', che il 10 settembre ha preso il via con una serie di eventi: dall’installazione interattiva 'Un giro di tavolo' a Milano e Roma, passando per 'Le tavole in giro', 20scenografie urbane in 8 città italiane, firmate da designer, content creator e associazioni locali. Tavole diverse tra loro, capaci di custodire origini, intrecciare culture e raccontare nuove forme di socialità. Fino all'evento del 13 settembre, quando tutti i negozi IKEA d’Italia hanno ospitato la Långbord, la lunga tavolata svedese aperta a tutti. Un pranzo gratuito per chi si è presentato con il grembiule, ma soprattutto un invito a vivere la convivialità come linguaggio universale.
Un racconto che nasce dall’ascolto delle persone, grazie alle 'home visits' condotte in tutto il mondo e al 'Life at Home Report', uno dei più grandi studi sulla vita domestica, in cui IKEA esplora ogni anno abitudini, desideri e sfide delle famiglie. E i dati parlano chiaro: in Italia, l’84% considera la casa il luogo privilegiato per socializzare e per oltre la metà cucinare è sinonimo di relax e condivisione.
Con 'Le tavole in giro' IKEA ha portato l’idea di convivialità fuori dalle mura domestiche, nei luoghi più inaspettati delle città. Ogni tavola è stata pensata come un racconto locale, capace di riflettere lo spirito della comunità che la ospitava.
A Milano la designer Elena Salmistraro* ha immaginato un tavolo come un vero melting pot: forme e colori che si intrecciano, forchette accanto a bacchette, un design che racconta la città crocevia di culture. A Roma la stessa designer ha scelto un approccio più solenne, con una tavola che invita a rallentare, a condividere tempo e tradizione, ispirata ai colori e alle forme del patrimonio architettonico. A Napoli, invece, la convivialità ha preso la forma vivace dello street food: cinque tavole diffuse nei quartieri, profumate di caffè e peperoncino, colorate e popolari come la città stessa.
Anche al Sud, la tavola è diventata racconto di identità. A Bari l’allestimento in via Sparano ha celebrato la tradizione attraverso le ceramiche pugliesi di Enza Fasano, trasformando la mise en place in un dialogo tra artigianato e vita quotidiana. A Milano, Napoli, Roma, come Pisa, Parma, Pescara e Catania, le tavole sono state co-create con designer, content creator, associazioni e co-worker IKEA, ciascuna con dettagli che richiamavano storie locali: dalla piazza come luogo di incontro, al cibo come linguaggio universale, fino ai legami di comunità nati in progetti di co-housing o in momenti di social eating.
Ciò che unisce tutte queste installazioni è la stessa filosofia: la tavola non come oggetto d’arredo, ma come palcoscenico di vita. Ogni città ha messo in scena la propria idea di incontro, trasformando lo spazio urbano in un invito aperto alla condivisione. Perché, in fondo, il vero ingrediente segreto resta sempre lo stesso: le persone che siedono attorno a quel tavolo.
Un progetto che proseguirà per tutto l’anno, arricchito da oltre 200 nuovi prodotti per la cucina e la mise en place, soluzioni di 'design circolare' per ridurre sprechi e consumi, e una speciale collaborazione con il designer svedese Gustaf Westman, che ha reinterpretato la tavola delle feste con forme audaci e colori pop.
*La tavola è stata ideata in collaborazione con la designer Elena Salmistraro, unendo soluzioni di arredamento IKEA e grafiche esclusive firmate dalla designer. I tessili con elementi grafici firmati da Elena Salmistraro non sono disponibili per l’acquisto.