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Design a prova di crescita: quando l’arredo matura insieme ai figli

Camerette che evolvono, mobili che cambiano pelle e oggetti capaci di durare dai 6 ai 17 anni: la sfida del progetto Wear and Grow, nato dalla collaborazione tra Nidi e il Politecnico di Milano, ci insegna che il design del futuro si fonda sul legame affettivo e sulla flessibilità

Quella scrivania che sembrava perfetta alle elementari, improvvisamente "si restringe" o perde fascino agli occhi di un adolescente. Ma se l'arredo potesse davvero accompagnare ogni fase dello sviluppo, adattandosi ai cambiamenti fisici ed emotivi dei ragazzi?

È questa la domanda da cui è partito il workshop "Wear and Grow", che ha visto collaborare lo scorso giugno il brand Nidi con gli studenti del corso di laurea triennale in design del prodotto industriale del Politecnico di Milano.
Al centro della ricerca non c'è solo la funzionalità, ma un concetto rivoluzionario: la Emotional Durability. Si tratta della capacità di un oggetto di creare un legame duraturo con chi lo usa, estendendo il suo ciclo di vita attraverso la personalizzazione e il valore affettivo.

Dallo scompiglio all'ordine creativo

Il punto di partenza è stato l'universo del "vestire". Non parliamo solo di abiti, ma di come i ragazzi vivono lo spazio: dai vestiti accumulati sulla famosa sedia-armadio agli oggetti del cuore, fino agli strumenti quotidiani. Gli studenti hanno immaginato dieci concept che trasformano il caos in opportunità di crescita e autonomia.

Tra le idee più interessanti emerse dal laboratorio, spicca ad esempio Fishpole: una rivisitazione educativa del "servo muto" a forma di lisca di pesce. Grazie a calamite colorate e profumate, aiuta i più piccoli a organizzare i propri vestiti in autonomia, trasformando un dovere in un gioco.

Versatilità e trasformismo

Per chi cerca soluzioni salva-spazio e multifunzionali, il progetto propone oggetti come Flip: un contenitore che si capovolge letteralmente, passando da panca bassa a seduta più alta, fino a diventare una scaffalatura con il passare degli anni. Oppure Willy, un cubo minimale su ruote che nasce come carrello portagiochi da spingere per casa e finisce per diventare il piano d'appoggio per i libri e i gadget di un adolescente.
Non mancano le soluzioni che guardano alla tecnologia e al comfort informale, come la lampada Papillon, che si riconfigura in altezza seguendo la crescita dell'utente, o la seduta Ta-Dan!, pensata per adattarsi ai nuovi modi di concepire il relax tipici dei ragazzi di oggi.

L'approccio di Nidi e del Politecnico ci ricorda che la vera sostenibilità non passa solo dai materiali, ma dalla capacità di un prodotto di restare con noi a lungo, senza stancare. Progettare arredi flessibili e riconfigurabili significa non solo ridurre gli sprechi, ma anche rispettare l'evoluzione dell'identità dei nostri figli, dando loro uno spazio che sappia davvero accogliere le loro passioni... che cambiano!

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