In questo soggiorno il verde dovrebbe accompagnare gli arredi senza diventarne il protagonista assoluto. Una pianta resistente all’ingresso crea un’accoglienza immediata, mentre alcuni richiami verdi distribuiti
tra libreria, mobile vintage e finestra aiutano a costruire un filo conduttore elegante e coerente.
Quali piante scegliere per un soggiorno luminoso, ma senza sole diretto? La nostra Plant Trainer Alice Delgrosso ci mostra come creare angoli verdi armoniosi e facili da curare, scegliendo le specie più adatte in base alla luce, agli spazi e allo stile di vita. Dall'Aglaonema al Pothos, ecco le piante giuste e i consigli per disporle tra librerie, finestre e mobili vintage.
Roberta e la sua famiglia vivono in una casa su due piani: il loro desiderio è avere il verde in ogni stanza, in particolare nella zona giorno. La nostra Plant Trainer li aiuta nella scelta delle piante più adatte per ogni ambiente, in base alla quantità di luce naturale.
Roberta vive a Milano con il marito, acquarellista, e i loro due figli. La casa, sviluppata su due livelli, è uno spazio in costante trasformazione: un ambiente che cresce insieme alla famiglia e deve essere in grado di adattarsi nel tempo a nuove esigenze, passioni e abitudini. Genovese di origine, Roberta ha sempre amato le piante e il verde non è mai mancato nella sua casa. Con le piante, però, ha avuto un rapporto fatto di alti e bassi: alcune le hanno regalato grandi soddisfazioni, come il fedele Pothos che l’accompagna da anni, altre invece le ha perse senza che riuscisse a comprenderne davvero il motivo...
LA RICHIESTA:
Un verde equilibrato e armonioso, presente in ogni stanza ma senza eccessi. Piante semplici da gestire, che sappiano dare bellezza e soddisfazione nel tempo.
IL CONSIGLIO:
Se si desidera avere piante in più punti della casa, pur senza essere dei grandi appassionati, è meglio optare per specie affidabili. Utilizzare poche varietà ripetute crea un’armonia visiva e rende più semplice la gestione delle cure. Un buon progetto di verde domestico è spesso una questione di equilibrio, più che di quantità!
ANALISI DELLA STANZA: Luce: il soggiorno si trova al quarto piano e riceve luce da due grandi finestre esposte a est. La luce è morbida durante tutta la giornata e più intensa nelle ore del mattino: si creano così le condizioni favorevoli per piante con un moderato fabbisogno, cioè quelle comunemente etichettate come ‘piante da luce indiretta’.
Spazio: un ambiente elegante e curato nei dettagli, con un grande mobile vintage, una libreria a tutta parete e un mobile basso sotto la finestra che è perfettamente illuminato e si presta a diventare in piccolo green corner, per dare vita a una bella continuità tra il verde interno e l’ambiente esterno.
Stile di vita: quella di Roberta è una famiglia dinamica, dove ognuno ha
i proprio interessi e le proprie necessità. La casa diventa quindi un luogo da vivere che si modifica sempre, per dare spazio di espressione a ciascuno. Le piante devono essere affidabili, decorative e facili da mantenere nel lungo periodo.
LE PIANTE GIUSTE:
La pianta dell’accoglienza: all’ingresso, davanti alle finestre ma distante qualche metro, suggerisco di mettere un’Aglaonema. Detta anche pianta del buio, è una tropicale che in natura vive nella penombra del sottobosco, quindi tollera molto bene condizioni di luce ridotta. È stabile, poco esigente, perfetta per chi cerca soddisfazioni senza troppe complicazioni.
Sotto la grande finestra sul mobile basso può trovare posto una bella Oxalis triangularis. Grazie alla tanta luce, ti regalerà la sua ‘danza’ quotidiana: le foglie si aprono e si chiudono seguendo il ritmo della luce. Accanto trova spazio un Syngonium podophyllum, dalla facile coltivazione. Il portamento morbido rompe la rigidità delle linee verticali degli arredi, per un equilibrio in continua evoluzione.
Sul mobile vintage: una ricadente aggiunge morbidezza e movimento. Il Pothos è una scelta perfetta. In alternativa si può scegliere una varietà più decorativa come il Pothos ’Njoy: ha foglie più piccole e una luminosa variegatura bianco-crema.
Tra gli scaffali della libreria si possono posizionare delle piccole piante ricadenti o compatte. Un Asparagus setaceus è ideale per alleggerire le linee rigorose dei libri con la sua texture soffice, vaporosa e quasi impalpabile.
Vuoi una consulenza sul verde indoor?
Scrivi a [email protected] con soggetto ‘Piante su misura’ allegando le foto della tua casa e spiegando le tue esigenze.
A cura di Alice Delgrosso - creator CFstyle e Plant Trainer igiardinidiellis.it
«La transizione tra interno ed esterno è fluida e naturale, oggi tutti amano stare dentro quanto fuori. E anche nelle giornate nuvolose, la cucina rimane luminosa» dicono Ian e Ross.
La scelta di posizionare le finestre ai lati dell’isola non è casuale: ora lan e Ross possono avere ospiti seduti da una parte, mentre loro preparano cibo e bevande dall’altra, tutti immersi nella luce naturale.
La cucina è di [» neptune.com], l’azienda per cui lavora Ian; il blocco cottura è il modello eR7 [AGA]. Trovi cucine di stile simili da [Marchi Cucine], per una versione contemporanea della stufa economica guarda [La Nordica Extraflame].
«Aggiungere finestre per tetti non è un capriccio estetico ma una scelta progettuale che porta molti vantaggi: una migliore luminosità naturale, un minor bisogno di luce artificiale, una ventilazione degli ambienti più facile ed efficace» raccontano i proprietari.
Ian e Ross hanno installato un lucernario anche nel soggiorno, che prima prendeva luce solo dalle portefinestre a libro della cucina, a cui è collegato. Questa fonte di luce aggiuntiva ha davvero trasformato l’ambiente e lascia spazio libero sulle pareti da poter sfruttare con librerie e mobili contenitori.
Nel locale lavanderia è stata installata una finestra per tetto piano elettrica: la posizione ravvicinata alla casa accanto sconsigliava un’apertura verticale, mentre il lucernario ha garantito privacy, luce e ventilazione in un unico elemento. Ian e Ross raccontano che questo ambiente risulta molto meglio illuminato rispetto al bagno del piano terra che ha due finestre verticali, a riprova della migliore qualità della luce zenitale.
Le finestre per tetti piani scelte da Ian e Ross sono in diverse misure: da cm 200x60 e cm 120x90 come quella nella lavanderia. Le finestre in falda sopra la scala sono elettriche in legno con finitura bianca cm 78x98 cm [VELUX].
Sul loro profilo Instagram @ross_and_ian hanno raccontato i lavori di ristrutturazione e le scelte di stile. Ora si stanno dedicando al giardino che hanno riempito di fiori: seguiteli per aggiornamenti e consigli, i giardinieri inglesi sono i migliori!
In un cottage vittoriano inglese, l'installazione di finestre sul tetto ha trasformato gli ambienti: la cucina, il soggiorno e persino la lavanderia sono ora inondati di luce naturale. Una ristrutturazione che dimostra come i lucernari possano migliorare il comfort abitativo, favorire la ventilazione e creare una continuità tra interni e giardino, senza rinunciare al fascino dello stile British.
«La luce naturale in casa è una necessità, non un optional» dicono i proprietari di questo cottage, reso vivibile aprendo finestre nel tetto.
Siamo nell’Hampshire, in uno di quei cottage che in epoca vittoriana erano simbolo del successo della classe media impiegatizia. Costruite in mattoni e con un cortile/giardino, queste case vengono riadattate alle esigenze di oggi mantenendo integra la facciata storica e creando un ampliamento sul retro.
In Inghilterra recuperare e attualizzare edifici edoardiani e vittoriani è incoraggiato più che costruire ex novo. Mantenendo l’estetica originale della facciata, è possibile aumentare la cubatura con ampliamenti sul retro.
LE SCELTE FATTE:
È così che Ian e Ross hanno trovato questo cottage nel 2021: la cucina occupa una estensione aggiunta negli anni ’70, che è stata ulteriormente allargata. Avendo il tetto piano e il soffitto basso, la luce tendeva a disperdersi lontano dal centro della stanza e il volume risultava buio. È bastato aprire due lucernari per rendere ogni metro quadro davvero vivibile.
IL TOCCO DI STILE:
In un insieme di arredi sobri in stile inglese, la luce zenitale è il vero elemento trasformativo, nella zona giorno e in quelle di servizio. E crea un continuum con l’esterno. È la luce l’elemento che crea fluidità tra gli spazi: scendendo verticale nella zona giorno, dà la sensazione di stare all’aperto pur rimanendo in casa. «Non puoi fare a meno di guardare in su e pensare: sono davvero dentro la mia nuova cucina?!» scherza Ross. Per sottolineare questa continuità in&out, la scelta stilistica è caduta su un pavimento unico fra dehors e cucina e su arredi che parlano la stessa lingua: uno stile British rurale, semplice ma accogliente.
Foto: Tony Ellis Testi: Costanza Filippi
Arredo bagno: design e massima praticità per avere tutto in ordine
Tra linee pulite e soluzioni modulari, la rinnovata collezione Cubik di Ideagroup dimostra che l'eleganza contemporanea può essere anche incredibilmente funzionale. Qui ti spieghiamo il perché
Chi ha detto che un bagno di design debba per forza essere poco pratico? Quando si tratta di arredare l'ambiente dedicato al relax e al benessere quotidiano spesso ci si chiede se privilegiare linee pulite e minimali o cedere alla necessità di più spazio contenitivo.
Non occorre scegliere. Rigore estetico e funzionalità possono convivere in perfetto equilibrio come ci dimostrano le soluzioni Ideagroup.
Il segreto dell'ordine? Saper nascondere (con stile)
In bagno, il vero lusso è un piano d'appoggio visivamente ‘libero’. Il segreto per mantenere un ambiente sempre in ordine non è avere poche cose, ma saperle organizzare bene.
Ecco le nuove soluzioni integrate per la zona lavabo:
Piani multifunzione e vani a scomparsa: elementi come il nuovo top Tetris in Corian® (firmato dal designer Riccardo Gava) introducono pratici vani contenitivi affiancati alla vasca centrale. Chiusi da coperchi a filo in tinta o in contrasto, permettono di tenere i prodotti della skincare quotidiana subito a portata di mano, lasciando la superficie esterna completamente sgombra ed elegante.
Lavabi d'appoggio scultorei: per chi ama un'estetica più morbida, forme circolari ed essenziali (come il lavabo Halo in Cristalplant) trasformano il punto acqua in un elemento decorativo personalizzabile anche con colorazioni esterne opache o Metal Color.
Volumi capienti ed estetica minimale: la ‘magia’ del taglio a 45°
Spesso la pulizia visiva di un mobile da bagno viene compromessa da maniglie ingombranti o modularità troppo rigide. Per mantenere un'estetica visivamente leggera pur aumentando la capienza interna, la chiave sta nei dettagli costruttivi:
1. Assenza di maniglie: l'inclinazione a 45° dei bordi su ante, cassetti e telai permette un'apertura agevole mantenendo una chiusura geometrica, pulita e minimale. 2. Capienza inaspettata: i nuovi moduli sospesi e le basi con gola centrale permettono di sfruttare l'altezza (fino a 60,5 cm), rispondendo alle esigenze di contenimento di tutta la famiglia senza appesantire l'impatto visivo.
Mix & match: texture calde, vetro e dettagli materici
Come abbinare materiali moderni e texture calde senza rischiare di saturare l'ambiente? Il segreto risiede nella continuità visiva e nel dialogo sapiente tra le finiture.
Essenze naturali e venatura continua: legni pregiati come il Rovere Caffè o il Rovere Termo, lavorati con sartorialità mantenendo la venatura in ‘biglia’ dai frontali ai fianchi, donano un'immediata sensazione di calore domestico. Prodotti tecnici ed effetto polvere: materiali resistenti come l'HPL Unicolor effetto marmo o le tinte unite opache aggiungono carattere tattile. Vetro cannettato e telai colorati: l'inserimento di ante in vetro tridimensionale (come la lavorazione Flutes) o vetri acidati incorniciati da telai in alluminio crea giochi di vedo-non-vedo, donando profondità e leggerezza al mobile.
Un design fluido che supera i confini della stanza da bagno!
I mobili pensati per il bagno possono essere ambientati anche altrove? La risposta è sì. Le tendenze dell'abitare contemporaneo spingono sempre più verso una continuità stilistica tra i diversi ambienti della casa.
Grazie all'impiego di basi basse, pensili a giorno e dettagli sartoriali 100% made in Italy, le collezioni d'arredo bagno più evolute, come la linea Cubik di Ideagroup, diventano elementi d'arredo versatili capaci di integrarsi nel corridoio, nella zona notte o nella zona living, creando un raffinato fil rouge materico e cromatico in tutta la casa.
Med Soul a Genova: due giorni dedicati all’artigianato del Mediterraneo
Algranti Lab a MedSoul 2026 presenta 23: una capsule collection, sviluppata in collaborazione con Frem Milano. Lastre di ferro di recupero compongono totem che, pensati come pensili, attraverso linee inclinate, disegnano la zona
giorno. 23 sono i gradi dell’inclinazione dell’asse terrestre. Da questo angolo che tiene in piedi l’equilibrio del mondo, nasce la ricerca di AlgrantiLAB, che si concretizza in una collezione di mobili contenitori che da un lato esaltano la componente monolitica del ferro e dall’ altro la ribaltano tramite un gioco di
equilibri solo all’ apparenza instabili.
Designer e artista autodidatta, Angelo Lussiana esplora le possibilità espressive e strutturali del cartone ondulato. Attraverso lavorazioni, tecniche e strumenti da lui progettati, trasforma questo materiale in oggetti d’arredo, sculture e opere meccaniche. Il suo lavoro nasce dall’incontro tra progettazione, artigianato e sperimentazione, con l’obiettivo di superare l’idea del cartone come semplice materiale da imballaggio. Tra le sue innovazioni un “tessuto in cartone”, realizzato unendo pazientemente centinaia di piccole strisce, che dà vita ad oggetti con superficie morbida, come borsette da donna. A Med Soul 2026 Angelo presenta una selezione degli Amanitismi: quadri meccanici in cartone e legno, azionati manualmente, nei quali ingranaggi e dispositivi trasformano il movimento in una composizione dinamica. Sono opere che si completano attraverso il gesto, rendendo il visitatore parte attiva.
Designer e artista autodidatta, Angelo Lussiana esplora le possibilità espressive e strutturali del cartone ondulato. Attraverso lavorazioni, tecniche e strumenti da lui progettati, trasforma questo materiale in oggetti d’arredo, sculture e opere meccaniche. Il suo lavoro nasce dall’incontro tra progettazione, artigianato e sperimentazione, con l’obiettivo di superare l’idea del cartone come semplice materiale da imballaggio. Tra le sue innovazioni un “tessuto in cartone”, realizzato unendo pazientemente centinaia di piccole strisce, che dà vita ad oggetti con superficie morbida, come borsette da donna.
Nelle creazioni dell'artista Livia Marasso la porcellana si fa filo sottile, leggero, da intrecciare. Artista della ceramica, vive e opera a Torino. Ama trattare la porcellana come un tessuto, riducendola in sottili fili che danno origine a forme morbide e sinuose. Ogni manufatto nasce dall’integrazione di tecniche differenti (lastra, trafila, colombino,tornio, modellazione libera e colaggio), combinate tra loro in un paziente e complesso processo di lavorazione. Livia realizza così gioielli e oggetti unici che regalano un’originale esperienza visiva e tattile, sospesi tra arte e funzione.
Nelle creazioni dell'artista Livia Marasso la porcellana si fa filo sottile, leggero, da intrecciare. Artista della ceramica, vive e opera a Torino. Ama trattare la porcellana come un tessuto, riducendola in sottili fili che danno origine a forme morbide e sinuose. Ogni manufatto nasce dall’integrazione di tecniche differenti (lastra, trafila, colombino,tornio, modellazione libera e colaggio), combinate tra loro in un paziente e complesso processo di lavorazione. Livia realizza così gioielli e oggetti unici che regalano un’originale esperienza visiva e tattile, sospesi tra arte e funzione.
Il 5 e 6 dicembre torna a Marina Genova Med Soul, la mostra-mercato dedicata all’alto artigianato mediterraneo. Oltre 70 espositori, tra tradizione e ricerca contemporanea.
Il 5 e 6 dicembre torna a Marina Genova Med Soul, la mostra-mercato dedicata all’alto artigianato mediterraneo. Oltre 70 espositori, tra tradizione e ricerca contemporanea, con tante proposte per la casa: dal design alle ceramiche, dai tessuti ai complementi d’arredo. CasaFacile sarà media partner dell'evento: vieni a trovarci!
A Genova tornaMed Soul, tra artigianato, design e saper fare.
Segnate in agenda il 5 e 6 dicembre 2026: negli spazi del SeaYou Pavilion di Marina Genova torna Med Soul, l’esposizione-vendita a ingresso libero che celebra l’artigianato di eccellenza del Mediterraneo. Dopo il debutto del 2025, la manifestazione arriva alla sua seconda edizione con oltre 70 espositori provenienti dall’Italia e da altri Paesi affacciati sul Mediterraneo.
Il filo conduttore? Il saper fare, raccontato mettendo insieme artigiani custodi di tecniche antiche e creativi che sperimentano nuovi materiali e lavorazioni, spesso in collaborazione con designer e con un’attenzione particolare alla sostenibilità.
Ci saremo anche noi di CasaFacile!
CasaFacile, media partner dell'evento, ti invita a scoprire la seconda edizione di una manifestazione che mette al centro le eccellenze artigiane mediterranee.
Per chi ama la casa sarà soprattutto un’occasione per scoprire pezzi originali e manufatti fatti a mano: ceramiche e porcellane, sculture, intrecci, ma anche arredi e complementi, oggetti di design, decorazione, restauro e tessuti. Tutto scelto per raccontare un Mediterraneo fatto di materia, colore, tradizione e creatività contemporanea.
«Med Soul - dichiara Giuseppe Pappalardo, ad di Marina Genova - intende contribuire a valorizzare l’eccellenza dell’artigianato del Mediterraneo sinonimo di unicità, originalità e qualità, in contrapposizione alla dilagante omologazione dei consumi. Due gli obiettivi dell’evento: creare una straordinaria occasione di incontro tra artigiani e un pubblico selezionato di appassionati, e divulgare la cultura e la bellezza dell’alto artigianato. Non a caso l’evento sarà aperto gratuitamente a tutti».
Non sarà solo shopping: durante il weekend sono previsti anche momenti di approfondimento dedicati al mondo dell’artigianato e torneranno gli enti museali che rappresentano alcune delle eccellenze dell’artigianato artistico del territorio. E, visto che siamo a dicembre, Med Soul può diventare anche l’indirizzo giusto dove cercare un regalo di Natale unico e fatto a mano.
Med Soul 2026 si terrà sabato 5 e domenica 6 dicembre, dalle 10 alle 20, a Marina Genova, in via Pionieri e Aviatori d’Italia 203. Tutte le informazioni su medsoul.it (Ingresso e parcheggio gratuiti).
E se non potrai esserci di persona, segui il 5 e 6 dicembre il reportage nelle stories di CasaFacile e annotati i tuoi artigiani preferiti!
La casa in armonia: come creare ambienti che ‘si parlano’
Dal salotto alla cucina, fino alla lavanderia (perché non esistono ambienti di serie B!) desideriamo un’unica regia stilistica, materiali coordinati e massima funzionalità: il brand Dàmeda lancia un nuovo servizio di interior design guidato e sartoriale. Per dire addio alle stonature e creare uno spazio coerente, fatto davvero su misura per noi
Ti innamori di un divano bellissimo, di una cucina da rivista o di un tavolo di design, per poi accorgerti (una volta posizionati in casa) che sembra appartengano a tre universi differenti… Trovare il giusto equilibrio estetico e funzionale tra i vari ambienti della casa è una delle sfide più grandi quando si decide di ristrutturare o arredare da zero.
Come superare la logica dell'arredo ‘a pezzi’ senza cadere in un total look troppo uniforme? C’è una novità per chi cerca una regia che sappia armonizzare senza omologare: lo storico brand di imbottiti sartoriali Dàmeda ha allargato i suoi orizzonti e presenta una nuova business unit interamente dedicata alla progettazione coordinata di tutta la casa nello showroom di Lentate sul Seveso, mantenendo la cura artigianale del dettaglio che lo contraddistingue.
La cucina al centro della scena (e del living)
Il punto di partenza naturale di questo nuovo percorso non poteva che essere la cucina, naturale prolungamento del soggiorno. Niente più stacchi netti o transizioni visive improvvise tra dove si cucina e dove ci si rilassa.
Il nuovo servizio firmato Dàmeda mette in dialogo costante le aree operative con la zona giorno:
isole e penisole diventano elementi di connessione visiva e conviviale
pareti attrezzate e volumi contenitivi riprendono le stesse finiture delle quinte del living.
tavoli, sedute e imbottiti conversano attraverso un abbinamento materico pensato nei minimi dettagli
La rivincita delle ‘zone di servizio’
La vera chicca dello stile Dàmeda sta nell'aver esteso questo approccio globale anche a quegli spazi che troppo spesso tendiamo a dimenticare o a considerare ‘di serie B’: lavanderie, dispense e vani contenitori.
In una casa contemporanea, l'organizzazione e la funzionalità degli ambienti di servizio sono fondamentali per vivere bene. Perché rinunciare alla bellezza e alla continuità stilistica proprio dove ne abbiamo più bisogno?
Per ambienti che ‘si parlano’... bisogna partire dall’ascolto
Progettare casa insieme a un unico interlocutore permette di partire dai propri gesti quotidiani che vanno ‘ascoltati’ e valorizzati. Prima di scegliere i moduli o i colori, chiediti come vivi la giornata: ami cucinare chiacchierando con gli ospiti? Hai bisogno di nascondere la lavatrice in un ripostiglio ultra-attrezzato? Il ‘su misura’ parte sempre dall'ascolto dei tuoi ritmi domestici.
«Con questo nuovo servizio ampliamo un’attitudine che appartiene da sempre a Dàmeda: ascoltare le persone e interpretare il loro modo di abitare. Non proponiamo semplicemente una sequenza di arredi, ma aiutiamo il cliente a costruire un progetto coerente, nel quale spazi, materiali e funzioni siano pensati come parti di un unico insieme»
libreria Hector con montanti a vista e strutture in alluminio verniciato peltro o bronzo [Molteni&C, cm 382x40x 315h]. Divano Duke, lineare e dallo schienale avvolgente [Valentini, cm 260x100x80h], cuscino Moor in lana
e cotone, disponibile in vari colori [Ferm Living], tappeto Collective White in lana afghana al 100% lavorato artigianalmente a mano [Amini, cm 170x240], tavolino Benno in legno di mango naturale [Westwing, ø cm 80x35h], lampada a parete 265 con lungo braccio regolabile che raggiunge oltre 1,5 metri di lunghezza [Flos, cm 150x57x24, h max 140 cm].
Elegante, decorativo e ricco di storia, il seminato veneziano è un pavimento dal fascino senza tempo. Ma come valorizzarlo con gli arredi giusti? Un divano dalle linee essenziali, una libreria minimale, un tappeto geometrico e pochi elementi di carattere creano un perfetto equilibrio tra tradizione e design contemporaneo.
Il seminato veneziano è tra i più eleganti pavimenti tradizionali, è formato da frammenti di marmo, pietra, granito o vetrocolorato su una base di calce o cemento. Ma con cosa sta bene?
Il suo nome deriva dal gesto della ‘semina’, ossia l’atto di spargere a mano i pezzetti di pietra sulla malta ancora fresca; una tecnica antica ancora oggi realizzata da abili artigiani.
La varietà di colori presenti nell’impasto e la complessità della decorazione possono rendere complicata la scelta dell’arredo e della palette cromatica. Proviamo con uno stile classico contemporaneo... Un tappeto chiaro dal disegno ampio e geometrico è la base su cui appoggiare un divano asciutto ed elegante, con piedini, accanto a una libreria minimale ma caratterizzante.
Il tavolino da accostare al divano sarà invece massivo, pieno, dalla forma un po’ eccentrica.
Una lampada a braccio potrà portare la luce dove occorre: sceglila monocromatica e con un disegno asciutto e affilato.
LA PALETTE:
La palette deve essere strettamente connessa ai colori presenti nel pavimento. Il consiglio è di estrapolare due neutri (beige e antracite), uno luminoso e uno incisivo abbinati a un colore d’accento (il mattone).
A cura di Nicoletta Carbotti - architetto e creator CasaFacile @la_nico_c
Scultorea, elegante e resistente alle intemperie, Torre è la lampada wireless disegnata da Studiopepe per Rakumba. Un gioco di pieni e vuoti, linee curve e geometrie essenziali crea suggestivi effetti luminosi. Disponibile in quattro colori, con luce LED regolabile su tre intensità e un'autonomia fino a 8 ore, è perfetta per illuminare con stile la casa, il terrazzo e il giardino.
Se cerchi una lampada ricaricabile da portare in giardino che sia solida ma attraente, Torre – la lampada da tavolo wireless disegnata da Studiopepe per Rakumba – è la scelta ideale.
La sua forma solida e scultorea è il risultato di linee curve e rette che si intersecano creando interessanti effetti di luce sulle superfici interne.
La geometria propone due livelli dove la luce emessa è intervallata da piani ciechi: al vuoto si contrappone il pieno a seconda della prospettiva dalla quale la si guarda, generando così una distribuzione luminosa unica quando la lampada viene collocata in un ambiente. Resistente alle intemperie e regolabile su tre livelli di intensità, permette di creare l’atmosfera perfetta in ogni momento, dentro e fuori casa.
Dimensioni: cm 11x11x26h. Colori: nero, bordeaux, avorio, agave. sorgente: LED integrato 3W con emissione di luce calda 2700K. Carica: autonomia di 8 ore al 100% di luminosità, batteria interna sostituibile. Grado di protezione: IP65.
» rakumba.com
A cura di Giorgia Brusemini - light designer e blogger CF style » ognicasailluminata.com
«Il tema del mare si declina in vari modi: dai colori ai decori che ne richiamano flora e fauna, agli arredi salvaspazio e a scomparsa che si ispirano alle barche» dice Vanessa Pisk.
L’involucro era quello tipico delle case Anni ’70: piastrelle bianche a terra e pareti color latte bucate da infissi neri. I soffitti? Non troppo alti. I radiatori sotto le finestre. A terra, piastrelle
coll. Futura decoro 4100536 Half Blue [41zero42 da D.Casa],
infissi su misura di [GF Construct]. I lavori sono stati eseguiti dall’impresa [Edilrisana].
Sulla mensola, vassoi dipinto a mano Lighthouse e Rattan di [Les-Ottomans], centrotavola in metallo Basket Nana nero, design Antonino Sciortino [Serax].
Più che un angolo cottura qui c’era semplicemente l’insieme di elettrodomestici e lavello più alcuni pensili a formare la zona cucina. Cucina in laccato bianco con profili e pomelli neri realizzata su disegno di Studio Pisk da [Falegnameria Traiani] con top e mensola in Fenix rosso Namib. Alzata tra base e pensile e mensola dipinte con pittura Rubbol BL Rezisto Satin codice colore D1.43.36 [Sikkens].
«Può sembrare un azzardo ma quando si è trattato di rifare le finestre ho insistito perché fossero con il profilo nero come prima perché così incorniciano il panorama e io mi sento proprio a casa» racconta Anna. Fascia sopra le finestre dipinta con idropittura Alpha Rezisto Mat codice colore R4.05.62 [Sikkens], mobile contenitore sotto la finestra e mensole realizzate su disegno di Studio Pisk da [Falegnameria Traiani], sospensione Model 2065 design Gino Sarfatti [Astep].
Il rifacimento totale degli impianti ha permesso di rivedere anche la posizione dei termosifoni. Al posto di quelli bassi e larghi sotto gli infissi ora ce ne sono di alti e stretti messi in punti strategici. Qui in soggiorno è stato così possibile inserire un ampio mobile contenitore su misura sotto la finestra, con ante bianche e top nero pensato in dialogo con gli infissi e coi dettagli della cucina. Divano Arbour con struttura nera e tessuto Linara 499 [Hay da Primo Piano Open House, cm 180x87x75h]; tavolino Slit Table XL in accicio verniciato nero [Hay da Design Republic, ø cm 65x35,5h], radiatore Tesi in nero opaco [Irsap].
La stanza dei ragazzi è affacciata sulle colline: lasciando la porta aperta è possibile vedere il mare attraverso l’oblò aperto sulla parete che divide il corridoio dalla cucina.
Per le sue grandi dimensioni la camera padronale era arredata in modo un po’ confusionale e poco funzionale con mobili che non sfruttavano bene lo spazio. Letto Sommier con box contenitore rivestito in tessuto Terre de Lin [Noctis].
Boiserie realizzata con wallpaper Paperweave Papier Jasmine [Mark Alexander] usata anche sulle ante dell’armadio realizzato su disegno di Studio Pisk da [Falegnameria Traiani].
«Vorrei trasferirmi qui un giorno, quindi serviranno più contenitori, ci ha detto Anna, così abbiamo disegnato un grande armadio con le ante rivestite della stessa wallpaper in carta intrecciata usata per creare la boiserie dietro al letto che ha il box sottorete» racconta Vanessa. «Le cose che Anna ama di più? La sospensione effetto ombrellone e lo specchio nero di suo papà che, ora, è di nuovo protagonista».
Al bagno serviva la ridistribuzione degli spazi e il rifacimento totale degli impianti. «Abbiamo allargato il bagno rubando 70 cm alla camera padronale» dice Vanessa. Così adesso una doppia nicchia accoglie la zona lavanderia e una grande doccia. L’azzurro
e nero qui è ripreso sulle piastrelle effetto 3D così come su lavabo, sanitari e accessori. Piastrelle Futura [41zero42 da D.Casa], mobile lavabo Lunaris con cassetto, sanitari e piatto doccia Form colore Laguna [Alice Ceramica da Ciriachi Casa], box doccia Filo [Arblu da Ciriachi Casa], rubinetteria Gio Ponti Collection [Mamoli].
Anche la porta della zona notte è definita da oblò di [Falegnameria Traiani]. Grandezza e colore della cornice sono gli stessi di quello della cucina e qui aiutano a dare luce all’ingresso con discrezione. Pittura Rubbol BL Rezisto Satin a parete e Alpha Rezisto Mat a soffitto cod. colore EN.02.78 [Sikkens].
Letti Space con box contenitore rivestiti con tessuto Terre de Lin colore 400 e cuscini a rullo en pendant [Noctis], boiserie e armadiatura pensile in laccato bianco con pomelli terracotta realizzato su disegno di Studio Pisk da [Falegnameria Traiani].
Gli spunti da copiare? Le scrivanie pensili col piano a ribalta che non ingombrano quando non servono e la striscia sulla parete a metà altezza in tono a contrasto che ridimensiona la stanza e guida lo sguardo verso la finestra. Scrivanie da parete Anzio in bianco e legno
con piano pieghevole a ribalta [La Redoute, cm 80x57x92h] con sedie Oto rosso coral in plastica riciclata [One to One Objects] e lampada da tavolo Pina L Desk bianca [Zafferano, ø cm 26x55h].
Prima «La cameretta sembrava un ostello e mancava un armadio» dice Anna. «Io volevo fosse utilizzabile con comodità sia dai miei figli sia dagli ospiti».
Per godere appieno della vista del mare dal terrazzo, Studio Pisk ha fatto realizzare un banco snack fissato al parapetto: qui colazione e aperitivo sono un sogno.
Il terrazzo affacciato sul mare è coperto: questo permette di sfruttarlo dalla mattina alla sera anche perché è sempre ventilato e ombreggiato. Per pranzi e cene Vanessa ha pensato a una tovaglia turchese che riprende il colore del pavimento a cui abbinare piatti di gusto etno-chic dal decoro ikat e scaldata dai tovaglioli terracotta che richiamano i dettagli del soggiorno.
Nelle Marche, un trilocale affacciato sul mare rinasce grazie a questo Prima&Dopo. Azzurro, bianco e tocchi terracotta definiscono ambienti luminosi e funzionali, dove arredi su misura, soluzioni salvaspazio e dettagli dal sapore rétro convivono con i ricordi di famiglia.
«Una ristrutturazione profonda non deve cancellare l'anima di una casa» sostiene Studio Pisk. E lo stile con cui farla rinascere può partire dai dettagli più inaspettati... come un'aragosta in ceramica!
Da ragazza Anna passava in questa casa l’estate con i genitori; da adulta l’ha frequentata poco finché, avutala in eredità dal padre, ha ricominciato a viverla «a tal punto che serviva una ristrutturazione completa, visto che non era mai stata toccata» ci dice.
Da tempo Anna seguiva su Instagram Vanessa e Omar di Studio Pisk e... un giorno vede che lui posta una foto della villa lì accanto, prende coraggio e gli scrive: «Io sono proprio di fianco: verresti a vedere la casa per ristrutturarla?».
Da lì parte la storia di questo lavoro che ha ridato vita e senso a un appartamento in cui ora Anna sta pensando di trasferirsi in modo definitivo, tanto le piace!
LE SCELTE FATTE:
«Il filo conduttore è stato il richiamo al luogo e all’epoca della casa» ci dice Vanessa. «Dovendo rifare gli impianti abbiamo potuto ridimensionare il bagno, ora più ampio, e il living per inserire la cucina in una nicchia lasciando più spazio a salotto e pranzo». Nella zona notte gli arredi salvaspazio sfruttano tutta l’altezza disponibile.
Il terrazzo vista mare è una sala da pranzo in più!
IL TOCCO DI STILE:
L’importante presenza delle finestre profilate in nero che ‘proseguono’ su zoccolini en pendant ha suggerito una palette che abbina l’azzurro del mare al bianco della luce, al terracotta, scelto a partire da un oggetto particolare molto caro ad Anna: un'aragosta in ceramica.
«Quando stavo liberando la casa ho ritrovato un oggetto curioso: un tagliere con una finta aragosta che mio padre aveva comprato chissà dove» racconta Anna. «Era così kitsch che me ne sono innamorata e ho voluto appenderlo in soggiorno! Vanessa mi ha assecondata e ha pensato di riprenderne il colore per farne il tono d’accento che scalda la palette di azzurro, bianco e nero del living ma anche del resto della casa». Da qui viene anche la scelta del terracotta di top e alzata della cucina, disegnata da Studio Pisk.
E tanti accessori conservati come ricordo sono ora in armonia nel nuovo contesto. Il pezzo forte? Un oblò che fa correre l’occhio dal mare alle colline.
Progetto Studio Pisk Foto Giandomenico Frassi Testi Elena Favetti
Quando in famiglia ci sono ragazzi grandi e genitori in smartworking, la casa smette di essere una somma di stanze chiuse e diventa una vera community. Il segreto non è aggiungere metri quadri, ma scegliere arredi capaci di cambiare funzione durante la giornata: scopriamo insieme come possono aiutarci le soluzioni SpaceMakers di Zalf
C’è stato un tempo in cui la 'geografia domestica' era definita da confini rigidissimi: la cameretta per lo studio, il tavolo della cucina per la colazione, la scrivania per le pratiche degli adulti. Ognuno nel suo angolo, con un'unica funzione assegnata a ciascun arredo.
Ma le dinamiche familiari contemporanee impongono una riflessione diversa. Con figli adolescenti o giovani adulti che preparano esami universitari e genitori impegnati in giornate di telelavoro, la casa diventa una vera e propria community familiare dove la sfida quotidiana non è trovare una stanza in più, ma far rendere al meglio gli spazi che già esistono.
Il concetto di co-housing, spesso associato solo agli studenti fuorisede o agli spazi di coworking della città, trova così una sua naturale evoluzione tra le mura domestiche: come possiamo ridefinirlo? Condivisione intelligente, fluidità degli spazi e massima flessibilità!
Addio ‘cameretta’: la casa diventa fluida
Superare l'idea che ogni attività debba avere un luogo fisso non significa rinunciare all'organizzazione o alla propria privacy, ma progettare ambienti capaci di accogliere bisogni diversi in momenti differenti della giornata.
Una postazione studio/lavoro utilizzata soltanto per due o tre ore al giorno è, a ben pensarci, una risorsa sprecata. Quando lo stesso angolo si trasforma e diventa fruibile da tutta la famiglia, l'architettura della casa inizia a rispondere davvero al ritmo della vita reale, ecco qualche esempio:
Ore 09:00 — Il tuo ufficio
Una call di lavoro con la luce naturale del mattino, la tazza di caffè accanto alla tastiera e un pannello divisorio che garantisce la giusta privacy visiva. Ore 15:00 — L'hub universitario
La stessa postazione si libera per accogliere appunti, libri di testo e la preparazione di un esame a quattro mani tra compagni di corso. Ore 20:00 — Lo spazio relax e hobby
Chiusi i computer e riposti i libri nei moduli contenitore, il piano diventa il supporto per consultare un ricettario, disegnare o dedicarsi alla lettura.
Insomma, oggi la scommessa è progettare uno spazio capace di trasformarsi per accogliere diversi momenti della giornata!
Progettare per la condivisione: micro-postazioni e pareti attrezzate
Per far sì che la convivenza fluida funzioni senza generare caos, la scelta dei sistemi d'arredo diventa fondamentale. Spesso non servono interventi strutturali, bastano soluzioni versatili pensate per adattarsi ovunque, dall'ambiente living ai disimpegni di passaggio.
1. Sistemi sospesi e librerie aperte: integrare un piano scrittoio all'interno della libreria del soggiorno permette di ricavare una postazione di lavoro elegante senza appesantire la percezione visiva della stanza. 2. Pannelli divisori: l'uso di elementi separatori leggeri o quinte attrezzate assicura la concentrazione necessaria durante le videocall o le ore di intenso studio, delimitando lo spazio senza isolarlo completamente. 3. Contenitori intelligenti e moduli integrati: piccoli vani chiusi e accessori a parete permettono di riordinare tutto in pochissimi minuti, azzerando le ‘tracce’ dello smart working quando è il momento di passare al tempo libero.
Abitare il cambiamento
Invece di rincorrere il mito dell’introvabile ‘stanza in più’, la casa contemporanea impara a seguire le persone e la loro evoluzione. Condividere lo spazio non vuol dire rinunciare al proprio angolo, ma progettare luoghi che possano appartenere, a turno, a ciascun membro della famiglia.
È questa la filosofia dei sistemi componibili di nuova concezione, come la collezione Community di Zalf (Case Study Spaces): un sistema flessibile e riconfigurabile con elementi che non impongono una funzione rigida, ma la interpretano giorno per giorno, crescendo e cambiando insieme a chi li abita e mantenendo ordine, comfort e identità.
Scoprili tutti su www.zalf.com
Di recente l’azienda di tende da sole e pergole Gibus ha affidato a Meneghello Paolelli Associati la Product Design Direction. In foto tenda da sole Spazio [Gibus].
Sandro Meneghello e Marco Paolelli formano un affiatato duo professionale. Campioni dell'industrial design, lavorano insieme da vent'anni. Li abbiamo intervistati ripercorrendo la loro carriera.
Sandro Meneghello e Marco Paolelli formano un affiatato duo professionale da vent'anni. Sandro, trevigiano, e Marco, viterbese, si sono conosciuti da studenti al Politecnico di Milano a fine Anni ’90 (sono entrambi classe 1979).
Come è iniziata la vostra collaborazione professionale?
«È nata dalla mia tesi – dice Marco Paolelli – sostenuta con Roberto Palomba, che a quel tempo progettava molto per aziende del settore bagno. Fu lui a incitarmi a dedicarmi a quel mondo, che allora era in grande fermento. Cercavo un ‘compagno di viaggio’: ero sicuro che Sandro fosse la scelta giusta e se dopo vent’anni lavoriamo ancora insieme non può essere che così...».
Che differenze ci sono tra il lavoro di un singolo designer e quello di un duo, come voi?
«A parte l’iter progettuale – ci spiega Sandro Meneghello – la differenza fondamentale è che noi dobbiamo cercare un equilibrio d'immagine: la nostra personalità deve stare un passo dietro quella dello Studio. Il designer singolo invece può esprimerla al 100%. Penso a Fabio Novembre o, tra le colleghe, a Elena Salmistraro: sono personalità fortissime con una grande visibilità personale».
Avete ricevuto, ultimo di tanti riconoscimenti, la Menzione d’Onore al Compasso d’Oro per la collezione di lavabi Brooklyn per The.Artceram...
«Sì, ci ha fatto molto piacere perché non lo consideravamo un prodotto ‘facile’ – dice Paolelli – è un grande lavabo con una zona secca e una umida, divise dalla ‘fascia’ in ceramica che fa da piano d’appoggio. Un’idea che c’era già sul mercato e che abbiamo corretto e migliorato, per un’azienda che è sempre molto attenta all’innovazione».
Ci diciamo sempre: 'fai qualcosa di nuovo' ... è da lì che possono nascere cose inedite. È il bello del progetto industriale.