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I cimiteri allegri: qui alla morte si sorride!

E se anche la nostra "ultima casa" fosse colorata e allegra? 

Perché l'ultima dimora deve essere grigia e triste? La morte è una fine o un nuovo inizio? Per la festa dei defunti (in Italia si celebra il 2 novembre) vorremmo fare un viaggio in questi tre cimiteri speciali...

A Chichicastenango, in Guatemala, i parenti dipingono le tombe con il colore preferito dei loro cari defunti: il giorno dei morti tutti si vestono con colori sgargianti, organizzano picnic al cimitero e scrivono messaggi su grandi aquiloni che vengono fatti volare accanto alle tombe per 'comunicare' con chi vive nell'aldilà.  

Sapanta, in Romania, c'è il "cimitero allegro" . Qui le croci multicolori sono dipinte con fantasia e sulle tombe sono riportati epitaffi satirici e vignette che ricordano il defunto con una sana dose di senso dell'umorismo. Nel 1935 lo scultore Ioan Stan Patras iniziò a costruire croci "personalizzate" che raccontassero ai passanti la vita dei suoi compaesani e da allora questo cimitero allegro continua ad arricchirsi di storie e personaggi.

Nel comune austriaco di Kramsach c'è un cimitero senza morti: si tratta in realtà di un vero e proprio museo creato negli anni sessanta da un fabbro collezionista di iscrizioni decisamente irriverenti, a volte ironiche, ma anche macabre.
Qualche esempio? Nella traduzione si perde purtroppo la rima:
"Qui giace il caro dottore signor Grimm e qui accanto tutti quelli che sono stati curati da lui"
"Qui tace la signora Vogelsang (in tedesco "uccello" e "canto") che ha cinguettato tutta la vita".


 

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