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Come aprire un blog: dominio proprietario, Blogger e WordPress

A scuola di blogging: scopri i primi passi da fare se vuoi aprire un blog usando piattaforme gratuite

Ci siamo! Ti sei decisa (o deciso!) e vuoi finalmente aprire un blog. Hai tantissime idee, hai voglia di condividere gli angoli della casa che hai passato mesi ad arredare, o mostrare al mondo le creazioni che hai ideato e che magari, in futuro, vorresti vendere. Un blog sembra proprio un ottimo punto di partenza.

Prima di tutto è uno strumento online, il che significa che potenzialmente ti aiuterà a raggiungere milioni di lettori! Però non è “ingessato” come un sito Internet, con le sue pagine fisse e immutabili. Al contrario il blog, con il meccanismo dei post che si susseguono su una schermata principale, ti permette di sbagliare, evolverti, migliorarti… e coinvolgere chi ti legge nel tuo percorso. Insomma, ti permette di creare una community che ruota intorno a ciò che ami, scrivi, fotografi, crei.

Tutto questo senza altro investimento iniziale se non un dispositivo collegato a Internet e il tuo tempo. Mica poco.

Le principali piattaforme di blogging disponibili gratuitamente nella rete sono Blogger (distribuito da Google) e WordPress.com. Se hai un indirizzo Gmail puoi automaticamente accedere a Blogger e creare il tuo blog, online dopo pochi secondi. WordPress.com funziona in maniera leggermente differente (e l’interfaccia di creazione post è un po’ meno intuitiva) ma fondalmentalmente anche se scegli questa opzione dopo pochi minuti sei online con il tuo primo post. Dunque, quale scegliere?

In proposito si trovano centinaia di opinioni, nella rete, noi del Blog Lab la pensiamo così:
- se cerchi uno strumento con funzionalità limitate ma facile da usare, gratuito, che ti permetta in futuro di avere un dominio proprietario ma senza pagare per lo spazio su disco che ospita i tuoi post e le tue foto, Blogger è senz’altro la soluzione migliore,
- se cerchi uno strumento gratuito che abbia il potenziale per evolversi, se pensi che in futuro il tuo blog potrebbe crescere e diventare parte di un sito che ospiti magari il tuo ecommerce o una presentazione del tuo lavoro di freelance, se vuoi una maggiore profondità di struttura (con categorie, oltre alle semplici tag), nulla batte il sistema WordPress.

I concetti chiave su cui concentrarti sono tre: ampiezza delle funzionalità, dominio proprietario, sviluppo futuro.

Ampiezza delle funzionalità
Per forza di cose tutti gli strumenti disponibili gratuitamente non ti permettono di fare qualsiasi cosa tu desideri, soprattutto in termini di design del tuo blog. A parità di condizioni, quindi confrontando Blogger con WordPress.com, il primo permette di modificare anche in maniera sostanziale il layout del blog, personalizzandolo con colori, grafiche e complementi, oltre che con una struttura (il cosiddetto template) che può essere “scritta” per l’occasione (se conosci un po’ di codice). Con WordPress.com invece puoi utilizzare solo uno dei temi proposti dall’infrastruttura, oppure devi pagare per comprarne di già realizzati o per modificare tu stesso il codice. Gratis fai poco.

Possibilità di avere un dominio proprietario
Non c’è niente da fare, pubblicare i tuoi contenuti da un indirizzo solo tuo trasmette immediatamente un senso di autorevolezza al tuo blog, lo rende più facile da trovare (puoi sceglierti un nome breve, intuitivo e adatto al tuo pubblico, senza preoccuparti che scrivano ‘blogspot’ invece che ‘blogpost’), protegge la tua identità e il tuo traffico. Hai mai pensato a cosa succederebbe se qualcuno registrasse il dominio corrispondente al nome del tuo blog prima di te e poi cercasse di vendertelo a cifre esorbitanti nel frattempo dirottando su di sé traffico prezioso?! Sappi che è effettivamente successo a Holly Becker, che è costretta a usare il dominio decor8blog.com perché qualcuno a suo tempo le ha soffiato decor8.com. Una volta perso un dominio è davvero complicato (e spesso costoso) rientrarne in possesso, viceversa ora ti costa pochi minuti e pochissimi euro registrarlo, anche eventualmente tenendolo fermo per qualche mese o anno senza utilizzarlo. Con Blogger puoi farlo (ecco il tutorial ufficiale), con WordPress.com devi per forza abbonarti al pacchetto che include il dominio (a circa 80 euro annui) oppure passare alla versione scaricabile del sistema di gestione contenuti (CMS) WordPress.org e quindi “affittare” anche dello spazio su un server, il cosiddetto hosting, con un costo annuo. Se vuoi capire meglio le differenze tra WordPress.com e WordPress.org leggi questo post di Francesca Marano, è datato ma ancora molto efficace.

Sviluppo futuro
Se già adesso il tuo blog è diventato uno strumento per promuovere una tua attività lavorativa (creativa o meno) è probabile che in futuro tu desideri avere un vero e proprio sito Internet, per presentarla al meglio. Con Blogger questo non sarà possibile. Seppure ti permetta di creare menù e pagine, Blogger non è in grado di supportare tutte le funzioni che potresti ospitare in un sito. Per esempio non ti permette di creare una galleria dei tuoi lavori, né di ospitare un ecommerce. WordPress.org invece sì, e se parti con l’usare WordPress.com ti sarà molto semplice utilizzare poi il CMS completo una volta che sarai pronto al salto di crescita.

Quali che siano le tue priorità e la tua scelta finale, se stai leggendo questo post perché vorresti diventare Blogger CF Style e non hai ancora un dominio proprietario, ecco cosa devi fare per rimediare:

Se hai un blog ospitato su Blogger, rivolgiti a qualsiasi rivenditore di domini (registrar) italiano o straniero, per esempio: ArubaRegisterGoDaddyNamecheapDomain.comFatCowFlippa (qui addirittura puoi fare compravendita di domini). Compra un dominio con gestione DNS e configura il DNS per pubblicare i contenuti di Blogger (lo puoi fare con il tutorial di Google, o affidandoti all’assistenza del registrar).

Se hai un blog ospitato su WordPress.com, è economicamente più vantaggioso abbandonare la piattaforma gratuita e passare a WordPress.org, acquistando il dominio e lo spazio hosting (anche da due operatori differenti), magari con WordPress.org già installato. Valuta le offerte di SiteGroundGoDaddyBluhostHostGator, prima di decidere cosa fare. Un consiglio spassionato: evita l’hosting di Aruba per WordPress, non gode esattamente di ottima fama.

In collaborazione con Il BlogLab

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