Noi le scegliamo pensando che siano tutte bellissime, ma i gusti sono gusti. Delle case che trovi ogni mese su CasaFacile, di sicuro ce n'è una che preferisci: ecco il sondaggio per votare la tua preferita di Marzo 2026!
Maddalena Boero, la geologa innamorata dell’argilla
La 'terra' era il suo mestiere. Ma dopo aver toccato, modellato, lavorato con l'argilla, Maddalena si è dedicata completamente alla ceramica e alla produzione artistica. Non solo: nel suo laboratorio di Torino porta avanti progetti sociali con gli adolescenti. E persino i fondali del mare 'ospitano' le sue creazioni... Consociamo meglio questa artigiana tra i partecipanti dell'ultima edizione della mostra mercato Med Soul di Genova
Geologa di formazione, ceramista per mestiere, per anni Maddalena Boero(tra gli artigiani selezionati dalla mostra mercato MedSoul) ha studiato la terra. Poi ha incontrato l’argilla. «Il suo profumo, la sua consistenza viva, la sensazione delle mani che modellano e trasformano… È stato come tornare a casa». Da quel momento ha scelto di formarsi e dedicarsi a tempo pieno alla ceramica e al lavoro artistico: nel suol laboratorio di Torino realizza vasi, ciotole, piatti, arredi e sculture e tiene corsi su appuntamento. Sensibile alle tematiche sociali, con il progetto “Mare Modul” ha ‘arredato’ i fondali di una zona di mare devastato in Croazia per ripopolare la flora e la fauna. Una volta alla settimana accoglie invece nella sua bottega ragazzi con storie di vita difficili di una comunità locale.
Lei è una geologa: qual è stato il suo percorso lavorativo e quando è nata la sua passione per l’artigianato e per la ceramica? «La mia passione per la ceramica e per l’artigianato nasce durante il periodo della mia tesi di laurea in Geologia. Mi occupavo di uno studio petrografico al microscopio di lapidi romane: osservare da così vicino la materia, le sue strutture, le trasformazioni subite nel tempo e il modo in cui era stata utilizzata dall’uomo, mi ha portata ad avvicinarmi sempre più all’arte, intesa sia come storia dell’umanità sia come espressione di bellezza. Quel lavoro mi ha fatto nascere il desiderio di “incontrare con mano” la terra. Da lì è nato in modo molto naturale l’interesse per la ceramica: la possibilità di creare partendo da un materiale presente ovunque sulla Terra mi è sembrata la forma più diretta e autentica di dialogo tra la mia formazione scientifica e la mia sensibilità artistica».
Ha vissuto molto all’estero con la famiglia: quanto è stata importante l’influenza di altre culture nel suo mestiere di artigiana? «La mia vita all’estero ha influito profondamente sul mio lavoro artigianale. Credo fermamente che lo scambio di opinioni, stili e modi di vivere sia un potente stimolo ad aprirsi a nuove idee creative. Confrontarmi con culture e sensibilità diverse mi ha insegnato a guardare il mio lavoro da prospettive sempre nuove e mi ha portata a concepire la ceramica non come un percorso isolato, ma come un dialogo continuo con altre professionalità artigianali e creative. Per questo mi capita spesso di collaborare con cuochi, floral stylist e interior designer: incontri che arricchiscono il mio processo creativo e rendono il lavoro un’esperienza condivisa, dinamica e stimolante».
I suoi progetti hanno sempre un impatto sociale: ci può raccontare quelli che ha più a cuore? «Ho partecipato a due grandi progetti internazionali, 'Maredmodul' dove insieme ad altri artisti abbiamo creato sculture in argilla che sono poi state posizionate su un fondale marino precedentemente devastato dai lavori del porto, per dare la possibilità alla fauna e flora marina di ricrearsi. E 'Moreclaylessplastic', un movimento che, attraverso l’uso della ceramica, invita le persone a riflettere sull’uso della plastica e a combatterne l’uso e l’abuso. Inoltre nel mio laboratorio dedico un giorno alla settimana a giovani provenienti da una comunità sociale. Lavorare la ceramica con loro è un’esperienza profondamente immersiva, sia dal punto di vista umano che creativo. Sono adolescenti che stanno cercando il proprio posto nel mondo, e il mio ruolo non è quello di imporre tecniche o regole, ma di accompagnarli alla scoperta dell’artigianato - in particolare della ceramica - come strumento di espressione personale. Attraverso il contatto diretto con la materia, li incoraggio a sperimentare liberamente, rispettando la loro individualità e lasciando spazio alla loro creatività. Credo che la ceramica, con i suoi tempi lenti e il suo dialogo costante con la terra, possa diventare per loro un modo per conoscersi meglio e trovare una forma autentica di espressione».
Come si svolge il suo lavoro, ha un laboratorio? «Il lavoro in laboratorio si articola su più livelli, che convivono in un equilibrio dinamico tra insegnamento e produzione. Un giorno alla settimana è dedicato ai ragazzi della comunità sociale, un altro alle lezioni private. I giorni rimanenti sono riservati alla mia produzione personale, necessaria per partecipare a eventi in città, fiere e mercati nazionali e internazionali. Questa organizzazione mi permette di alternare il tempo dedicato alla trasmissione del sapere artigianale con quello necessario alla ricerca e alla creazione delle mie opere, mantenendo vivo il dialogo tra insegnamento e pratica».
Sta lavorando su nuovi progetti, idee, creazioni? «Sì, fortunatamente nuovi progetti sono sempre in arrivo e rappresentano per me uno stimolo fondamentale per immaginare nuove forme, nuovi eventi e anche momenti performativi».
Il nostro esperto amminstratore fa chiarezza sui vari metodi di convocazione delle assemblee condominiali che devono rispettare precisi parametri di legge per essere validi
La convocazione dell’assemblea condominiale può essere inviata tramite la sola comunicazione sul sito internet del condominio?
No. La convocazione dell’assemblea deve rispettare modalità precise stabilite dalla legge e non può essere affidata soltanto a strumenti digitali come il sito web del condominio, pur se previsti dal regolamento condominiale.
Lo ha chiarito il Tribunale civile di Lecce con la sentenza n. 2237 del 15 luglio 2025, annullando una delibera assembleare perché l’avviso di convocazione era stato pubblicato solo nelle aree riservate del sito internet del condominio. I giudici hanno ribadito che le modalità di convocazione sono tassative e non si possono modificare nemmeno con una delibera assembleare o con il regolamento.
Gli artt. 66 e 72 delle disposizioni di attuazione del Codice civile stabiliscono che la convocazione è valida solo se inviata tramite raccomandata, posta elettronica certificata (PEC), fax oppure consegna a mano purché la ricezione sia documentata, per esempio con la firma per ricevuta.
Ogni altra forma di comunicazione (come la pubblicazione sul sito del condominio o l’invio di una semplice e-mail) può avere valore informativo o preparatorio, ma non è sufficiente a garantire la regolare convocazione dell’assemblea.
Questo mese i fantastici 4 sono selezionati da Mariana Bettinelli digital creator CF style (@interior.notes) nel laboratorio tipografico artigianale Officina Typo di Modena
Officina Typo, in via Pietro Giardini 464 a Modena, utilizzando tecniche artigianali di stampa realizza poster e tanti altri oggetti di design, valorizzando il bello del fatto a mano e dei ritmi lenti...
Tea towel Nostra Patria, 100% cotone [cm 50x70 € 18]. Poster Pomodoro di Silvano Babini [cm 35x50 €35]. Grafica Sogni di Silvano Babini, 50 copie numerate [cm 50x50 €65]. Stampa Love di Gina Paolini, tiratura limitata di 50 copie [cm 50x50 €45].
CasaFacile di Marzo 2026: l’editoriale della direttrice
Ogni mese la direttrice Francesca Magni ci introduce al numero in edicola con un editoriale. Scopri quello di marzo... conosci il Danshari? Un nuovo modo di fare decluttering!
Fatico a sbarazzarmi degli oggetti perché mi ricordano persone, luoghi, epoche, o mi proiettano in attività a cui un giorno potrei dedicarmi. Questo appiccicare significati alle cose rende inesorabile l’accumulo! Così periodicamente affronto un mobiletto o una cassettiera e quando riesco ad alleggerirmi, ne traggo un sollievo immenso. Come essermi rimessa in ordine anche dentro...
Nonostante questo, ho sempre diffidato dei metodi alla Marie Kondo e dei libri sul tema. Finché ho letto Hideko Yamashita che propone il Danshari, un decluttering basato su 3 pilastri: rifiuta (dan) le cose non necessarie; getta (sha) gli oggetti inutili; staccati (ri) dal desiderio del superfluo. Il libro è minuziosamente prescrittivo, guida a liberarsi delle cose fin dentro al frigo e tra i documenti, prospetta sedute di pulizie ossessive muniti di taglierino per rimuovere le etichette dalle bottiglie, mostra come pulire l’intercapedine dell’asse del wc (sfogliare per credere), insegna che in bagno lo spazzolino da denti deve restare solo al centro della scena e alla fine di ogni riordino assicura che tutto questo... porterà fortuna!
Serve uno shift culturale per leggere questo testo intitolato appunto ‘Meno cose, più fortuna’ (Giunti): in Giappone fortuna non è il ‘caso’, è un’energia buona da coltivare e proteggere attraverso rituali e comportamenti. Alleggerirsi renderebbe più liberi, propensi a cogliere occasioni, quindi più potenzialmente fortunati. Immagino sguardi perplessi mentre leggete: nemmeno io so se ho davvero capito questo libro, ma confesso che ha finito per travolgermi con i rituali che raccomanda, con le foto della casa di Yamashita, con la forza delle pulizie più umili – chi ha visto ‘Perfect days’ sa di cosa parlo).
Anche per noi occidentali liberarci del superfluo è un’operazione al confine tra necessità ed esercizio esistenziale. È un gesto che ci fa sentire meglio, ma a cui spesso dobbiamo costringerci. E forse è proprio qui che il libro la sa lunga: le routine che propone per ogni angolo della casa ci trascinano nell’infinitamente piccolo (scrostare un rubinetto, disporre esteticamente le tazze nella credenza, spolverare il robot aspirapolvere...!) per farci ritrovare, con effetto paradosso, qualcosa di infinitamente grande. La sensazione di rimettere ordine al mondo, di rimettere ordine in noi stessi... Quanto alla fortuna, provateci e poi fatemi sapere!
Scopri 4 idee décor fai da te con lettere e parole: collage tipografici, plastiche termosaldabili e intrecci con chiodini per decorare la casa con stile.
1. Stampa in misura la lettera scelta, ritagliala e fissala al centro del pannello con pezzi di nastro adesivo washi tape. 2. Con la matita ripassa il contorno della lettera. Mantieni un tratto leggero e stacca la dima dal pannello.
3. Con il washi tape realizza una cornice sui 4 lati del pannello, a 2 cm dal bordo. 4. Aiutandoti con il martello fissa i chiodini tutto intorno alla cornice, mantenendo la distanza di 2,5 cm.
Il consiglio in più: dipingi il pannello con una tonalità chiara, color pastello, se vuoi realizzare l’intreccio in nero. Al contrario, se ami le tinte scure, usa un filo di cotone bianco e chiodini con la testa dorata.
Ami il lettering? Scopri 4 idee décor fai da te con lettere e parole: collage tipografici, plastiche termosaldabili e intrecci con chiodini per decorare la casa con stile.
Se lettere e parole ti affascinano, il lettering può diventare un vero alleato per dare personalità agli ambienti. Ecco 4 idee décor fai-da-te in cui i caratteri tipografici sono protagonisti assoluti: dal collage creativo alle decorazioni con plastiche termosaldabili, fino agli intrecci con chiodini per effetti grafici sorprendenti. Un mix di tecniche e materiali semplici, perfetto per realizzare decorazioni originali e su misura, ideali da appendere, regalare o usare per rinnovare un angolo di casa con un tocco creativo.
SUL TESSUTO:
Scegli il tuo font preferito e ritaglia dalle plastiche termosaldabili le lettere della scritta ‘Good Vibes’. Posizionale sulla federa, copri con la carta forno e stira a temperatura alta, senza vapore, per 10/15 secondi, muovendo il ferro.
L'AFFICHE:
Mixa la tecnica del collage alla pittura coni colori acrilici questa affiche da incorniciare. Per realizzarla ritaglia da un cartoncino neutro il passepartout, quindi una maxi lettera e incollala al centro di un cartoncino a contrasto. Con una matita bianca disegna le sagome dei decori: foglie, fiori stilizzati e geometrie, quindi dipingile a mano libera.
SEGNAPOSTO:
Gioca con le sovrapposizioni il segnaposto per gli amanti dei caratteri grafici. Stampa o disegna a mano l’iniziale dell’invitato. Scegli font diverse tra loro per le lettere e ritagliale da fogli di carta leggera, cartoncino e carta traslucida, per avere giochi di trasparenze. Fissa poi tra loro le lettere con
un velo di colla stick e poggiale sul piatto.
IL QUADRO CON GLI INTRECCI: Occorrente: √ pannello di compensato √ nastro washi tape √ righello √ matita √ chiodini √ martello √ filo di cotone √ forbici
1. Stampa in misura la lettera scelta, ritagliala e fissala al centro del pannello con pezzi di nastro adesivo washi tape. 2. Con la matita ripassa il contorno della lettera. Mantieni un tratto leggero e stacca la dima dal pannello. 3. Con il washi tape realizza una cornice sui 4 lati del pannello, a 2 cm dal bordo. 4. Aiutandoti con il martello fissa i chiodini tutto intorno alla cornice, mantenendo
la distanza di 2,5 cm. 5. Stacca il washi tape e profila con i chiodini il contorno della lettera, fissandoli a circa 2 cm. 6. Realizza gli intrecci, avvolgendo il filo ai chiodini. Crea una trama fitta, che lasci libera la lettera al centro. Il consiglio in più: dipingi il pannello con una tonalità chiara, color pastello, se vuoi realizzare l’intreccio in nero. Al contrario, se ami le tinte scure, usa un filo di cotone bianco e chiodini con la testa dorata.
Sfoglia la gallery e scopri tutti i fai da te.
Di Elisabetta Viganò e Cristina Dal Ben interior stylist » @wunderlab Foto Andrea Baguzzi
In un piccolo appartamento di 40 mq un intervento di riorganizzazione degli spazi ha reso la casa più funzionale per una famiglia di quattro persone. É stato possibile anche ricavare un ambiente extra per dare autonomia ai figli, come? Con un sistema di ante a scomparsa
Un piccolo appartamento affacciato sul Mar Ligure: la proprietaria vuole rendere la casa più accogliente e funzionale per lei, suo marito e i loro due figli, ottimizzando al massimo ogni metro quadro e creando spazi vivibili per una famiglia di 4 persone. L’impianto di partenza ha l’ingresso su un soggiorno lungo e stretto che da un lato ha una piccola cucina e dall’altro, dopo il disimpegno, presenta la camera matrimoniale e il bagno. Ma tutto risulta poco fruibile e i ragazzi non riescono ad avere uno spazio tutto loro. L’intervento dell’architetta CF style Manuela Marconi è infine risultato risolutivo.
LA SOLUZIONE:
Il progetto parte da un’idea semplice ma decisiva: trasformare la vecchia cucina in camera matrimoniale sfruttando parte dell’area di ingresso, per liberare la zona più ampia e luminosa della casa e realizzare un grande soggiorno con angolo cottura che viene anche illuminato da due grandi finestre. Ora che il living ha assunto dimensioni ben più generose, nella parte dedicata al salotto è stata ritagliata una zona separabile con tre ante scorrevoli realizzate su misura, che quando serve trasformano questa zona in camera da letto per i ragazzi. I letti sono a castello con ribalta e di giorno, chiusi nel mobile, non risultano assolutamente visibili. Si crea così un ambiente flessibile, da aprire totalmente per farlo divenire parte integrante della zona giorno o da tenere chiuso con i pannelli, garantendo privacy e autonomia ai due figli.
BUDGET* Demolizioni tramezzi in muratura, vecchi rivestimenti e porte €2.500 Costruzione nuovi tramezzi in muratura €3.200 Impianto idrico sanitario per bagno e cucina €4.500 Impianto elettrico €4.900
Fornitura e posa piastrelle per bagno e cucina €2.800
Fornitura e posa pavimento in parquet flottante €3.700
Fornitura e posa nuove porte €3.400
Fornitura e posa ante scorrevoli soggiorno €1.800 Tinteggiatura pareti e soffitti più opere di finitura €5.700
Totale: €32.500 iva esclusa
*Il preventivo si riferisce a questo progetto; l’immobile si trova in provincia di Genova.
Muoversi attorno al letto, aprire con agio armadi e cassettiere, allestire un angolo scrivania: ecco le misure indispensabili da lasciare attorno e tra i mobili. Conoscerle ti auterà a progettare meglio lo spazio
Non basta scegliere un bel letto o un armadio capiente: per vivere lo spazio in modo davvero confortevole è fondamentale rispettare le giuste distanze tra arredi e pareti. Solo così muoversi attorno al letto sarà naturale, aprire ante e cassetti non diventerà un ostacolo quotidiano e anche un piccolo angolo scrivania potrà trovare posto senza sacrifici.
Spesso si tende a riempire la stanza pensando soprattutto alle dimensioni dei mobili, dimenticando lo spazio “di respiro” necessario intorno. Eppure sono proprio le misure minime a fare la differenza tra una camera bella ma scomoda e una stanza funzionale, armoniosa e facile da vivere ogni giorno.
Tutte le misure da considerare in camera da letto:
PORTA
Deve essere larga 80 cm. Ai lati lascia 10 cm perché quando è aperta non finisca contro l’armadio e 40 cm dalla cassettiera perché non sia di ostacolo entrando.
FINESTRA
Se è ad almeno 85 cm da terra consente di posizionare sotto una scrivania o una panca contenitore.
ARMADIO
Quello classico ha una profondità minima di cm 60: se ha le ante a battente, per aprirle totalmente e muoverti servono circa 110 cm, se le ha scorrevoli bastano cm 70.
CASSETTIERA
Di solito è profonda 50 cm quindi per aprire con agio i cassetti serve uno spazio libero di almeno 80 cm.
SCRIVANIA
Profonda di solito 50-60 cm è servita da una sedia che deve permettere il passaggio alle sue spalle mentre una persona è seduta: lascia circa 75 cm.
POLTRONA
La posizione ideale è nell’angolo, ad almeno 80 cm dal letto per far passare davanti qualcuno mentre si è seduti.
Hab ha schienali e braccioli inclinabili a piacere e un’imbottitura morbida che fornisce un ottimale supporto lombare e dorsale [Desiree, moduli da cm 85x95x80/89h].
Wave si può dotare di meccanismo elettrificato per alzare o abbassare lo schienale; la versione standard ha il meccanismo manuale [Calligaris, da cm 220x112x74/101h].
Lisbona: seduta profonda più schienali e poggiatesta reclinabili. Totalmente sfoderabile, può avere movimento relax elettrico [Dàmeda, cm 332x155x100h].
Funzione relax con pediera imbottita e poggiatesta reclinabili che garantisce il massimo comfort per Svevo qui in giallo [Dondi Salotti, cm 284x112x67/93h].
Lo schienale di Grand ha un sistema a catena invertito per posizionare il poggiatesta in verticale o ‘arrotolato’ e un cuscino poggiareni che garantisce una profondità confortevole [Ligne Roset, cm 240x100x71,5/99h].
Scopri la storia del divano con schienale e braccioli pieghevoli: un’invenzione nata 50 anni fa che ha rivoluzionato comfort e design
L’idea di rendere schienale e braccioli pieghevoli risale a più di 50 anni fa. Il prototipo fu realizzato inserendo la catena di una bicicletta nell’imbottitura. E pare che tutto sia cominciato da un gesto di stizza... Ecco la storia che ha rivoluzionato i divani!
La storia del divano Maralunga:
Designer: Vico Magistretti
Anno: 1973
La versione originale di questo divano era in pelle come era d’uso negli Anni ’70 ma successivamente, anche per avvicinare un pubblico più ampio, sono entrati in catalogo vari tessuti e tantissimi colori che rivestono i modelli standard a due e tre posti, le versioni maxi e anche le poltrone.
Narra la leggenda che gli schienali reclinabili del Maralunga nascano da un pugno tirato sul divano da Cesare Cassina, patron dell’azienda per la quale Magistretti lo stava studiando: non soddisfatto del prototipo, colpisce lo schienale facendolo piegare... Questo gesto fa accendere una lampadina nella testa del designer, che trova l’idea geniale alla base del progetto.
In realtà Magistretti stesso dichiarò: «Nasce da un bracciolo con un cuscino attaccato. Guardandolo e facendolo oscillare ho pensato di fare un cuscino mobile di testata per un divano e ho scambiato uno sguardo con Cesare Cassina. Era nato il divano Maralunga». Come meccanismo per muovere lo schienale inserisce la catena di una bicicletta nell’imbottitura e... il gioco è fatto! Oggi il meccanismo è più complesso e brevettato, ma l’idea ha ispirato un genere di divani in grado di assecondare le esigenze di comfort di chi li usa, adattandosi senza sforzo.
Scopri la gallery dei divani con schienali e braccioli pieghevoli.