Sala Bevilacqua - Foto di Elena Datrino
A destra, Fortunato Depero "Cordial Campari" del 1939
(Mart, Fondo Depero) A sinistra, Fortunato Depero "Simultaneità metropolitane" del 1946 (Mart, Fondo Depero).
Dal 13 febbraio al 2 agosto 2026, il Museo Bagatti Valsecchi presenta "Depero Space to Space. La creazione della memoria", una mostra che mette in dialogo la casa neorinascimentale dei baroni e l’universo visionario dell’artista trentino.
Dal 13 febbraio al 2 agosto 2026, il Museo Bagatti Valsecchipresenta "Depero Space to Space. La creazione della memoria", mostra a cura di Nicoletta Boschiero e Antonio D’Amico, in collaborazione con il Mart - Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto. Inserita nel programma dell’Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026, l’esposizione segna il ritorno di Fortunato Depero a Milano a 35 anni dall’ultima retrospettiva a lui dedicata in città.
Una mostra che mette in dialogo la casa neorinascimentale dei baroni Bagatti Valsecchi e l’universo visionario dell’artista trentino. Oltre quaranta opere dagli anni Trenta ai Cinquanta si intrecciano alla collezione permanente in un allestimento immersivofirmato dallo studio a-fact architecture factory. Un percorso che è esperienza spaziale, sonora e culturale, e che si estende fino al Trentino con gli Itinerari deperiani.
La mostra nasce da un parallelismo tanto sorprendente quanto coerente: quello tra Depero e i fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi. In epoche diverse, entrambi hanno concepito la casa come opera totale, luogo in cui arte e vita quotidiana coincidono. Se i baroni, alla fine dell’Ottocento, reinventano una dimora ispirata alla Milano del Cinquecento, Depero – tra anni Quaranta e Cinquanta – integra linguaggio contemporaneo e contesto storico nella sua Casa d’Arte Futurista Depero, unico museo futurista fondato dall’artista nel 1957.
Le opere, provenienti dalla Casa d’Arte Futurista Depero e dal Mart, si inseriscono nella casa museo milanese in un dialogo serrato con arredi, dipinti e arti applicate della collezione permanente. Non si tratta di un semplice accostamento: il progetto di allestimento, firmato dallo studio a-fact architecture factory con il progetto illuminotecnico di LightScene Studio, lavora per integrazione. Le opere “piegano” lo spazio, talvolta sostituendo temporaneamente pezzi storici, talvolta affiancandosi agli arredi come complementi inattesi. Disegni e dipinti trovano posto in nicchie, armadi e passaggi, mentre una regia luminosa chiaroscurale costruisce una vera scena domestica.
L’ingresso è affidato a "Il Maggiordomo", pensato come gesto di accoglienza ironico: quasi fosse Depero stesso a introdurci nella casa. Da qui il percorso si snoda tra biblioteca, sale affrescate, ambienti privati e spazi di servizio, alternando armonie cromatiche e leggere dissonanze capaci di attivare nuove letture degli interni neorinascimentali. L’allestimento diventa così dispositivo narrativo: non scenografia, ma relazione viva tra architettura e opera.
A rafforzare l’esperienza intervengono quattro ambienti sonorirealizzati da Gaetano Cappa dell’Istituto Barlumen. Le sale si animano di voci, echi radiofonici, suggestioni futuriste, trasformando la visita in un attraversamento multisensoriale in cui il suono, elemento centrale nella poetica di Depero, amplifica la percezione dello spazio.
Il percorso si chiude nella Sala Mostre con la rievocazione del ViBi Bar (Vino-Birra Bar), il locale decorato da Depero nel 1937 per le Cantine Cavazzani di Bolzano. Qui l’atmosfera si fa conviviale e introduce anche agli appuntamenti del “ViBi Bar Depero”, cinque serate da febbraio a luglio che trasformano il museo in un elegante bar futurista, tra musica jazz dal vivo e aperitivo ispirato allo spirito creativo dell’artista.
La mostra si estende inoltre oltre le sale di via Gesù con due iniziative che ne ampliano la portata culturale. Da un lato i "Tea Talks", conversazioni d’arte nel Salone d’Onore del museo; dall’altro "Museo oltre i Confini", ciclo di incontri nelle biblioteche di quartiere milanesi, per portare il dialogo sul Futurismo e sulla figura di Depero in una dimensione diffusa e partecipata.
Infine, l’esperienza trova un naturale prolungamento negli Itinerari deperiani in Trentino, percorsi culturali nati dal patrimonio del Mart e della Casa d’Arte Futurista Depero. Cammini autonomi, mappati e pensati per essere percorsi a piedi, che attraversano il Roveretano e i paesaggi cari all’artista: un invito a leggere il territorio come parte integrante della sua visione. Dalla dimensione museale milanese si passa così al paesaggio reale, in un’idea di cultura che intreccia patrimonio, identità locale e slow tourism.
Info: www.museobagattivalsecchi.org
Depero Space to Space - La creazione della memoria
13 febbraio – 2 agosto 2026
Museo Bagatti Valsecchi, Via Gesù, 5 Milano