CasaFacile > In edicola > CasaFacile di Marzo 2026: l’editoriale della direttrice
Ogni mese la direttrice Francesca Magni ci introduce al numero in edicola con un editoriale. Scopri quello di marzo... conosci il Danshari? Un nuovo modo di fare decluttering!
Fatico a sbarazzarmi degli oggetti perché mi ricordano persone, luoghi, epoche, o mi proiettano in attività a cui un giorno potrei dedicarmi. Questo appiccicare
significati alle cose rende inesorabile l’accumulo! Così periodicamente affronto un mobiletto o una cassettiera e quando riesco ad alleggerirmi, ne traggo un sollievo immenso. Come essermi rimessa in ordine anche dentro...
Nonostante questo, ho sempre diffidato dei metodi alla Marie Kondo e dei libri sul tema. Finché ho letto Hideko Yamashita che propone il Danshari, un decluttering basato su 3 pilastri: rifiuta (dan) le cose non necessarie; getta (sha) gli oggetti inutili; staccati (ri) dal desiderio del superfluo. Il libro è minuziosamente prescrittivo, guida a liberarsi delle cose fin dentro al frigo
e tra i documenti, prospetta sedute di pulizie ossessive muniti di taglierino per rimuovere le etichette dalle bottiglie, mostra come pulire l’intercapedine dell’asse del wc (sfogliare per credere), insegna che in bagno lo spazzolino da denti deve restare solo al centro della scena e alla fine di ogni riordino assicura che tutto questo... porterà fortuna!
Serve uno shift culturale per leggere questo testo intitolato appunto ‘Meno cose, più fortuna’ (Giunti): in Giappone fortuna non è il ‘caso’, è un’energia buona da coltivare e proteggere attraverso rituali e comportamenti. Alleggerirsi renderebbe più liberi, propensi a cogliere occasioni, quindi più potenzialmente fortunati. Immagino sguardi perplessi mentre leggete: nemmeno io so se ho davvero capito questo libro, ma confesso che ha finito per travolgermi con i rituali che raccomanda, con le foto della casa di Yamashita, con la forza delle pulizie più umili – chi ha visto ‘Perfect days’ sa di cosa parlo).
Anche per noi occidentali liberarci del superfluo è un’operazione al confine tra necessità ed esercizio esistenziale. È un gesto che ci fa sentire meglio, ma a cui spesso dobbiamo costringerci. E forse è proprio qui che il libro la sa lunga: le routine che propone per ogni angolo della casa ci trascinano nell’infinitamente piccolo (scrostare un rubinetto, disporre esteticamente le tazze nella credenza, spolverare il robot aspirapolvere...!) per farci ritrovare, con effetto paradosso, qualcosa di infinitamente grande. La sensazione di rimettere ordine al mondo, di rimettere ordine in noi stessi... Quanto alla fortuna, provateci e poi fatemi sapere!
Francesca Magni, direttrice