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Porte blindate: casa sicura

Massima resistenza ai ladri con porte blindate antieffrazione

Hai una vecchia porta da capitolato? Se è un modello base - come quelli ‘capo scala’ in condominio - che risale a venti o più anni fa e, soprattutto, se è dotata di chiavi ‘a doppia mappa’ con meno di 5 punti di chiusura e se ha meno di 6 rinforzi laterali murati, andrebbe sostituita.
Non hai dati sulla porta? Rivolgiti, in ordine, al costruttore o impresa di ristrutturazione che l’ha installata, all’amministratore dello stabile o a un installatore per un sopralluogo. 

Devi cambiarla? Assicurati che la resistenza all’effrazione sia certificata secondo la norma ENV 1627-1 e suddivisa in classi che, a seconda del rischio furto, vanno dalla 1 - la meno protetta- alla 6 (che però, insieme alla classe 5, è più adatta a edifici pubblici ad alto rischio).   

CLASSI ANTIEFFRAZIONE (DA COSA PROTEGGONO)

  • Classe 1 Resiste allo scassinatore che usa la forza fisica per divellere la porta
  • Classe 2 Resiste all’uso di cacciaviti e tenaglie da parte dello scassinatore occasionale
  • Classe 3 Resiste alla tentata forzatura con attrezzi aggressivi, come il temuto piede di porco
  • Classe 4 Protetta contro l’uso di seghe, martelli, accette, scalpelli e trapani a batteria

COSE DA SAPERE
Per la villetta isolata o in zona residenziale di pregio e con porta d’ingresso riparata alla vista da piante o staccionate, opta sempre per una porta blindata in Classe 4 di resistenza.  
Per l’appartamento a basso rischio con più porte d’ingresso su ballatoio oppure su un pianerottolo dotato di vetrate visibili dal cortile o, ancora su cui si affacciano più di 3 ingressi, potrebbe bastare una blindata in Classe 2.
Nei condomini a più alto rischio, con appartamenti signorili dotati di beni di lusso o con una sola -o massimo due porte- su pianerottoli all’ultimo piano, serve una Classe 3 o 4.