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Milano Smart Park Segantini: ci vediamo al tronco!

Sara Malaguti

Sara Malaguti  •  Flowerista

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A Milano l’area dell’ex Sieroterapico si trasforma da centro di ricerca medica nell’800 in un nuovo concetto di verde urbano grazie alla collaborazione di privati cittadini e dell’amministrazione comunale

'Ci vediamo al tronco'. Questo è stato il saluto rivolto al pubblico dal Presidente dell’Associazione Parco Segantini, Riccardo Casalegno, a margine dell’incontro che si è tenuto venerdì 11 maggio presso lo Urban Center di Milano.

Con questo evento aperto a tutti, l’Associazione ha voluto tracciare un primo bilancio dell’esperienza più che positiva - e ancora in divenire - di collaborazione pubblico-privato sul tema della gestione del verde in zona 6 (metropolitana Romolo), iniziata con uno scontro e migliorata con il tempo grazie al dialogo.
Lo stesso Assessore all’Urbanistica e al Verde Pubblico Pierfrancesco Maran, intervenuto nel dibattito, ha specificato che “questo modello vuole diventare replicabile in un network di aree verdi urbane interconnesse, per migliorare la qualità della vita e ridare alla comunità un senso di appartenenza”.

Ma cosa è accaduto in concreto nell’area dell’ex Sieroterapico, oggi denominata appunto Smart Park #Segantini? I residenti si sono trovati nel 2012 con case nuove appena comprate e una distesa di terra di risulta che sarebbe dovuta diventare parco, ma non si sapeva esattamente come e quando; si sono rimboccati le maniche e hanno cominciato a piantare alberi e a ripulire la vicina roggia Boniforti, di loro iniziativa.
Il Comune, inizialmente molto scettico, ha poi compreso le ragioni e la buonafede degli autoproclamati 'contadini urbani', apprezzando soprattutto il coinvolgimento di altre associazioni, più strutturate e longeve, come Italia Nostra. È stato quindi convocato un tavolo per mettere a sistema lo sforzo dei singoli, a cui hanno preso parte anche la Fondazione Cariplo, le Università Cattolica, Bocconi e Bicocca e alcune Onlus per il recupero dei soggetti svantaggiati.

Ecco nel dettaglio le attività già realizzate e quelle in agenda:

  • I giardini edibili condivisi 'Ortimisti', per conoscere la terra e i suoi ritmi – ne sono già stati creati 3 e ogni domenica i volontari organizzano incontri e visite guidate al loro interno.
  • Le centraline “Ilaria” per conoscere la qualità dell’aria, costruite dal FabLab con gli studenti dell’Istituto Feltrinelli di Milano, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra dell’Università di Milano-Bicocca.
  • Un auditorium all’aperto chiamato “Parcoscenico” per concerti e altri eventi culturali gestiti insieme all’Auditorium dell’Orchestra “La Verdi”.
  • Un’oasi naturalistica con nuova piantumazione e sistemazione della roggia Boniforti.
  • Un percorso dei 5 sensi per la fruizione consapevole di quanto il verde può offrire, accanto ad un’area giochi per bambini.
  • Strumentazioni wifi in grado di fornire informazioni, assistenza e riconoscimento anche alle persone con disabilità e malate di Alzheimer.
  • Monitoraggio scientifico per misurare l’impatto sociale del progetto, in collaborazione con l’Università Bocconi e l’Università Cattolica.

In attesa di vedere la realizzazione di tutto questo, auspicabilmente entro un anno, il prossimo appuntamento è per il 17 giugno, con la “Grande Festa dei Parchi”, un’intera giornata in via di organizzazione a Milano. Chiunque può partecipare, unico requisito: amare il verde in città.

Foto

Marco Barbieri

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