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Rita Bellati

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Non sono figlia d'arte, ma da mia mamma ho imparato la gratitudine per quello che c'è e la fiducia nella Provvidenza per quello che manca, da mio papà ho ereditato la passione per l'osservazione e la voglia di scoprire materiali e oggetti.

Da piccola volevo fare l'archeologa ma ho deciso di laurearmi in lingue sognando un futuro da donna-manager-single senza fissa dimora.

Ebbene, oggi mi ritrovo moglie, mamma (di tre) e ARTIGIANA.
Felice? Sì, moltissimo. Ho avuto bisogno che fosse la vita a spiegarmi chi sono davvero.

Sto molto bene in compagnia di me stessa (leggi "inguaribile asociale"), sono profondamente nevrotica e poco paziente, ma amo osservare ogni singolo aspetto della vita lasciandomi ispirare da lei in quello che faccio.

Con la nascita della mia prima bimba sono ri-nata e da lì non ho smesso di sorprendermi. 

Ho scoperto di avere una tendenza creativa e ho identificato nella manualità la mia strada per guardare e amare la vita. Mi diverto a re-inventare quello che mi passa tra le mani creando giochi per i miei figli o accessori da indossare. Amo un'infinità di materiali ma ho un debole per il legno... in cuor mio vorrei essere un'abile falegname tornitore.

Faccio e Disfo è casa mia, o meglio, il  mio laboratorio dove custodisco le Cose Minute che pian piano prendono vita sotto forma di collane in legno che assomigliano alle persone che le indossano, adorno le case con dettagli in legno dai toni pastello perchè l'ambiente sia ancora più accogliente e trasformo piccole bamboline di legno in personaggi delle fiabe per rendere l'avventura dei bambini indimenticabile.

Mi chiamo Rita, sono nata 32 anni fa in una casa piccola e affollata, sono la quarta di 5 fratelli con cui ho passato una meravigliosa infanzia.

Per me creare significa dare vita e voce ad altro da sé, esaltare l'altro, affermare la bellezza di un'altra cosa rispetto a sé. 

Per questo le mie creazioni mi assomigliano così poco: hanno tutta la capacità espressiva e la dolcezza che mi mancano e per questo hanno tutta la mia cura, perchè siano assolutamente solide e decise nella loro identità; 

vivono grazie al legame con me, ma non sono il mio riflesso.