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Parquet: 10 falsi miti da sfatare

Chi l'ha detto che in bagno e cucina non va bene? O che non esiste un parquet economico? Ecco cosa devi sapere sui pavimenti in legno

La guida alla scelta del parquet e i 10 miti da sfatare:
 

1 Il massello è meglio del multistrato. No 
Il parquet in massello, che ha assi costituite da un unico strato di legno (dello spessore di 10-24 mm), può essere a listoncino (a sezione rettangolare) fino alla misura di 40x7 centimetri, o a listone con incastro maschio-femmina per le misure superiori. Garantisce una lunga durata nel tempo e si può lamare varie volte, ma può presentare problemi di instabilità, perché è tutto legno e quindi tutto ‘vivo’. Il multistrato è formato da una serie di strati sovrapposti e incrociati tra loro: quello ‘a vista’ è in legno nobile (tra i 2,5 e i 4 mm); gli altri, in pioppo o betulla, servono a stabilizzare la doga, per evitare che si deformi con variazioni importanti dell’umidità. Riduce i tempi di posa, perché di solito è prefinito e non richiede lamatura né verniciatura. Ed è indicato anche quando si preferisce un certo tipo di finitura, per esempio ‘a sega’, che con la levigatrice non si ottiene. Quanto ai costi, un massello e un buon multistrato oggi si equivalgono, o quasi. 
 

La posa inchiodata è da preferire. No 
Si inchioda su magatelli (listelli di legno affogati nel massetto) nella posa tradizionale del massello, ma oggi si usa sempre meno perché è costosa e richiede manodopera specializzataLa posa più utilizzata (e consigliata) è quella a colla, sia su massetto nuovo, sia su pavimento esistente. Altrettanto resistente e valida, utilizza speciali colle ad altissima tenuta (che equivalgono alla classica inchiodatura) e garantisce ottimi risultati per massello e multistrato.
 

La posa flottante presenta molti svantaggi. Dipende
Se non effettuata a regola d’arte, in effetti questa posa può dare una sensazione di instabilità a chi cammina sul parquet. In realtà, presenta invece parecchi vantaggi perché non prevede incollaggio ma soltanto la posa delle doghe maschiate, incastrate tra loro, appoggiate su un materassino isolante, consistente in una guaina antiumidità (o in un feltro anticalpestio). La posa flottante consente di mettere il parquet anche sopra un pavimento importante o antico, senza rovinarlo. Oppure, se vivi in affitto e il proprietario non desidera sostituire il pavimento esistente, puoi sovrapporre il parquet flottante, per poi rimuoverlo senza danni e riutilizzarlo nella casa nuova quando deciderai di traslocare.
 

4 Il prefinito è comunque la scelta migliore. Non è detto
Un parquet prefinito è costituito da listelli in legno già levigato e verniciato, a differenza del parquet grezzo, multistrato o massello, che prevede levigatura e verniciatura dopo la posa in opera. Ma la scelta tra una tipologia e l’altra dipende dalle tue esigenze. La levigatura garantisce che venga eliminata anche la più piccola imprecisione del posatore. La verniciatura in opera dà al pavimento una continuità in grado di garantirne l’isolamento e la protezione da eventuali perdite d’acqua. Il prefinito è di certo
l’ideale per un’installazione rapida: una volta posate le doghe, il pavimento è subito pronto da calpestare. Inoltre, si può scegliere un prefinito nel caso di un parquet bisellato, dotato cioè di una scanalatura a 45° realizzata sui lati lunghi dei singoli elementi per mettere in evidenza le fughe tra le doghe.
 

Il parquet non si può posare in bagno e in cucina. Invece Sì 
Il legno per sua natura resiste benissimo all’acqua. Però, in bagno, dopo aver fatto la doccia, meglio asciugare subito per evitare il ristagno dell’acqua che può essere finita sul pavimento, oltre ad arieggiare bene il locale per smaltire il vapore acqueo. In cucina, invece, bisogna stare attenti alle macchie d’unto, ma senza troppe ansie. Quanto alle essenze da scegliere, in generale, wengé e teak per durezza e resistenza sono le migliori per gli ambienti nei quali si ha un’usura importante (bagni, cucine e disimpegni). In bagno e in cucina, poi, è del tutto sconsigliata la posa flottante perché l’umidità si infiltra più facilmente.
 

Ho un cane, non posso ‘permettermi’ il parquet. Ma certo che puoi!
Ci sono alcuni legni più duri di altri, che resistono alle unghie dei cani, e anche ai tacchi a spillo: rovere, cerro (quercia toscana) e anche l’iroko, ma non liscio. Perché l’importante è la finitura: meglio sia spazzolato e oliato, così potrà essere ripristinato in caso di graffi.
 

7 Non ne esiste uno economico. Sì invece
Il parquet industriale, solitamente scelto per la casa da chi non intende rinunciare al legno e preferisce una soluzione economica, ma anche giovane e... di tendenza! È composto da listelli di piccolissime dimensioni (cm 1x1x16 è il formato più diffuso), assemblati in quadrotti di cm 16x35 per una posa più semplice e veloce. In commercio si trova a 20 Euro al metro quadrato.
 

Niente parquet in casa mia... con il riscaldamento a pavimento non si può. NON è VERO!
Il legno è sensibile all’umidità, non al caldo e al freddo. Quasi tutti le varietà di parquet si possono posare tranquillamente anche quando c’è il riscaldamento (e raffrescamento) a pavimento. È importante segnalare però la cosa al momento dell’acquisto, per farsi consigliare al meglio dal venditore.
 

È sempre meglio acquistare una ‘prima scelta’. NON sempre
È una questione di gusti, oltre che di costi. Un parquet molto selezionato, con prerequisiti importanti (eliminazione di parti alburnate, nodi troppo grandi e fiammature) è ciò che si definisce di ‘prima scelta’ e ha prezzi più alti. Per chi ama invece la ‘naturalità’ del pavimento in legno esiste la cosiddetta ‘scelta naturale’, meno costosa e più ricca di particolarità. Tra la prima scelta e la scelta naturale c’è la ‘scelta standard’, che rappresenta il giusto compromesso tra prezzo ed estetica.
 

10Peccato non si possa posare all’aperto... Oggi si può
In commercio ci sono parquet speciali che vengono trattati per esterno e che si posano incollati o flottanti e resistono alle intemperie senza problemi, come fa un pavimento in pietra o in grès porcellanato.

Testi

Michela Savio

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