Donna moderna
Edison

Energia che guarda al futuro

Edison dialoga con il mondo dell'architettura collaborando con l'Innovation Design District e debuttando alla Biennale di Venezia. Insieme per promuovere un'energia green e attenta all'evoluzione degli stili di vita.

L'energia è il fulcro del nostro vivere quotidiano. Produrla nel rispetto dell'ambiente e utilizzarla in modo ottimale sono due delle sfide del nostro tempo. L'energia alimenta anche la smart home, cioè la casa che grazie alle nuove tecnologie e al web può essere gestita in modo intelligente, a tutto vantaggio di comfort, sicurezza e risparmio. Siamo abituati a pensare a questi progressi come qualcosa che ha origine oltreoceano, ma in realtà i primi segni di questa tendenza si sono manifestati in Italia nel lontano 1930 con la Casa Elettrica ispirata da Giò Ponti e realizzata dal Gruppo 7.

 

Presentata alla IV Esposizione Triennale Internazionale delle Arti Decorative e Industriali Moderne di Monza, è stata uno dei primi esempi di architettura razionalista in Italia, progettata inserendo nelle stanze i più moderni elettrodomestici, e nel 1932 fu citata dal Moma, il Museum of Modern Art di New York, tra le opere architettoniche più interessanti realizzate negli ultimi anni in Europa e negli Stati Uniti. Partner di questo progetto rivoluzionario fu Edison, che oggi come allora è interessata a partecipare al dibattito sull'evoluzione del concetto di casa e di abitazione.

 

Tra i principali operatori di energia in Italia e in Europa, impegnata nell'approvvigionamento, nella produzione e nella vendita di energia elettrica, quest'anno, Edison debutta alla Biennale di Venezia in occasione della 16ma Mostra Internazionale di Architettura, mettendo a disposizione il suo know-how e le sue competenze di eccellenza nei servizi energetici e ambientali. In particolare, Edison doterà la Biennale di Venezia di una soluzione “smart audit” in grado di gestire le risorse energetiche in modo ottimale grazie all’IoT e di proporre interventi di miglioramento per le principali strutture a maggior intensità energetica e impatto della Mostra.

 

“Noi siamo per un mondo dove le forme e gli spazi in cui viviamo non abbiano bisogno di altro che di energia naturale”, spiega Paolo Quaini, direttore Energy Services Market Division di Edison. “Per questo siamo alla costante ricerca di confronto con chi pensa, progetta e gestisce gli spazi e le funzioni, al fine di aiutare a concepirne dall’origine le migliori prestazioni energetiche. Le comunità energeticamente autosufficienti e l’edificio a energia positiva (che produce più energia di quanta ne consuma) sono l’obiettivo del nostro lavoro. Ma perché questo accada, occorre che comunità locali, architetti ed esperti di energia concepiscano contestualmente forme, funzioni e prestazioni”.

 

L'impegno di Edison non finisce qui: la società è protagonista anche dell'evoluzione della città di Milano e porta la sua energia nell’Innovation Design District (IDD), il laboratorio a cielo aperto in cui sperimentare la costruzione di un futuro sostenibile. Il distretto della città di Milano, compreso tra Porta Nuova e Porta Volta, è il luogo identificato per alimentare il dibattito sui nuovi modi di vivere la città e l’abitazione a partire dalla loro ideazione e progettazione, in collaborazione con esperti, architetti e designer. L’Innovation Design District è uno spazio dove esprimere tutto il potenziale dell'energia “smart” e dove confrontarsi in occasione di conversazioni, dibattiti ed eventi ispirati a mobilità sostenibile, smart city e smart living. L’energia di Edison alimenta anche l’intero perimetro dell’Innovation Design District, identificandone i gate d’accesso.

 

Ma non solo, Edison attraverso la propria energia contribuirà a rendere iconico l’Innovation Design District con un'installazione luminosa curata da Studio Boeri Architetti, con cui il pubblico potrà interagire, che sarà svelata durante la Design Week. “LightHenge è un’installazione di luce e suoni che rende scenografica e condivisa l’idea di energia urbana”, racconta l’architetto Stefano Boeri. “Di notte la piattaforma LightHenge diventa un accogliente satellite, che proietta nel cielo i suoi raggi di luce”.

 

Il progetto è formato da una base solida e da una proiezione immateriale, a cui si aggiunge durante il giorno un sottofondo sonoro. La prima è una piattaforma circolare di 8 m di diametro da cui si alza una piccola e fitta foresta di elementi a tronco di cono in Polistirene espanso sinterizzato (EPS). Alti da 40 cm a 3,5 m e slanciati in proporzione all'altezza, tra cui è possibile fermarsi, sedersi, staccare dal contesto. La proiezione immateriale, invece, è un'irradiazione di luce emessa ogni sera dall'estremità di ciascun cono. LightHenge si propone come metafora urbana e culturale in miniatura, piccola anticipazione astratta di città e di civiltà del futuro, capace di dar corpo, immagine e linguaggi a quel complesso principio universale che prende il nome di Energia.

 

In occasione della Design Week 2018, inoltre, Edison presenta il nuovo sistema di illuminazione al Museo Teatrale alla Scala, dove Edison ha portato la luce elettrica nel 1883. I visitatori della mostra Gioachino Rossini alla Scala potranno apprezzare per primi il risultato del nuovo progetto per cui sono stati impiegati oltre 100 metri di binari elettrificati a sospensione, 300 faretti sagomatori e oltre 30 metri lineari di strip.

 

L’estrema versatilità del sistema permetterà di modulare l’illuminazione degli spazi in base alle differenti esigenze a cui il Museo Teatrale risponde. Sarà infatti possibile intensificare le luci nei luoghi del Museo destinati a ospitare eventi musicali e manifestazioni culturali, mentre nei normali orari di apertura il criterio seguito agevolerà la fruizione delle opere e dei supporti multimediali in un’atmosfera magica e soffusa di voluta derivazione teatrale.

Scopri di più su www.edison.it.