Donna moderna

Cera una vodka

Cera una vodka

Lucrezia Sarnari

“Sono Lucrezia, ho 34 anni e sono una giornalista. Sono nata nelle Marche, vivo a Perugia praticamente da sempre ma sogno di invecchiare in una metropoli. Nel 2013 è nato mio figlio Pietro, Pit per gli amici, e da quando sono mamma sono diventata più produttiva senza per questo riuscire ad essere più ordinata. Da circa 10 anni lavoro nel settore della comunicazione, ho maturato esperienze come redattrice, ufficio stampa e social media manager. Da quando ho aperto il mio blog mi occupo in prevalenza di maternità, ma scrivo anche di cultura, design e lifestyle. Ho pubblicato articoli e interviste per diverse testate digitali e cartacee, sia locali che nazionali. Lavoro come giornalista freelance, ufficio stampa per eventi e consulente di comunicazione web per piccole attività legate al mondo della famiglia e non solo. Sono laureata in Conservazione dei beni culturali e iscritta all’albo dei giornalisti dal 2011. Ancora non ho deciso se vorrei rinascere nei panni di Joanne Rowling o in quelli di Kate Moss. Nel frattempo provo a godermi quelli del mio armadio. Ho un blog che si chiama “C’era una vodka” in cui racconto la maternità a modo mio, un percorso intenso e pieno d’amore, spesso travagliato che non sempre inizia con un colpo di fulmine per il piccolo di casa. Ci ho messo un po', ma alla fine ho capito che la mamma perfetta non esiste e che imparare ad accettare le nostre imperfezioni è il primo passo verso le felicità. Sono convinta che essere madri non è un lavoro, è molto di più. Che è la felicità, ma non è tutto. Che fare la mamma sia una parte di te, un tassello un po’ più grande degli altri, una possibilità, ma non la realizzazione. Mi definisco una "pessima madre" ma so che in verità le pessime madri non esistono. O meglio, non esiste un solo tipo di pessima madre. Che tu sia una mamma smart, sempre pronta a lasciare la prole a nonni e baby sitter, o che ti senta più una mamma chioccia, non importa. Alla fine sempre un po’ pessima ti sembrerà di essere. Allora tanto vale riderci su. Provare a sopravvivere a pannolini e biberon nella maniera che ci fa stare meglio. Di questo scrivo nel blog. Scrivo anche di amicizia, amore, lavoro, design per mamme e bambini e spesso intervisto donne, mamme, che nella vita si sono sapute reinventare e mettere in gioco con coraggio.„