Arredare

La poltrona Vanity Fair

È una vera icona di stile con le sue linee curve, scopri la storia della poltrona Vanity Fair 

Sono gli anni della costruzione del Chrysler Building a New York. Ci si vuole lasciare velocemente alle spalle la crisi del 1929. La poltrona 904, nella sua essenza ‘ionica’ (è facile paragonarla a uno stile architettonico, ed è curioso che, con una C, ‘ionica’ si trasformi in ‘iconica’), elimina inutili orpelli e, con le sue volute, concede eleganti particolari di decorazione nelle pieghe ben allineate della pelle dei braccioli. Quando compare per la prima volta nel catalogo, la 904 ha un affascinante colore rosso Cina, che ne affermerà l’immagine nel mondo.
Il nome attuale, Vanity Fair, arriva molti anni dopo, nel 1984, in omaggio alla nota rivista americana nata nei primi del ’900. Prodotta con numero di serie, Vanity Fair è onnipresente, dai film alle riviste più glam. Una vera e propria poltrona iconica.

Anno di nascita: 1930
Progettista: Renzo Frau. Nato a Cagliari nel 1881, Renzo Frau inizia la sua carriera importando le poltrone Chesterfield inglesi. Nel 1912 apre un laboratorio artigianale e si mette a disegnare una propria collezione. Muore nel 1926, a soli 45 anni, ma lascia un archivio di disegni che alimenterà la produzione per molto tempo.
Idea: Creare una poltrona al passo con i tempi ma legata alla memoria del passato
Materiali: Pelle, legno, crine, molle acciaio, cinghie iuta, spago, filo per cucire
Varianti: Le varianti sono legate soprattutto alla colorazione della pelle e alle edizioni speciali
Successo: Un successo fuori dal tempo. Una delle icone più durature e sempre uguali a se stesse
Prezzo: da € 4.350 a seconda del tipo di pelle

Per realizzare una poltrona servono: 21 ore di lavorazione, 9 mq di pelle, 19 kg di faggio stagionato, 48 molle biconiche in acciaio, 12 metri di spago, 20 metri di cinghie di iuta, 7 kg di crine, 5 kg di piuma d’oca, 275 chiodini ricoperti in pelle, 20 metri di cuciture, 100 metri di filo per le cuciture.