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Idee e tendenze

Sciangai: l’appendiabiti icona del design

L'appendiabiti Sciangai reinterpreta con spirito ludico la vecchia forma dell’appendiabiti in legno. 
Progettato nel 1973 dal trio di designerJonathan De Pas, Donato D’Urbino, Paolo Lomazzi, è conservato nelle più importanti collezioni mondiali, dal MoMA al Museo della Triennale e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Compasso d’Oro nel 1979.

Sono gli Anni ’70, quelli del Pop design. Il ‘fuori scala’ la fa da padrone. Ma anche l’interazione informale con l’arredo. Il trio dell’'Abitare fresco' – De Pas, D'Urbino e Lomazzi – si inventa un appendiabiti che nasce da un gioco. I tre immaginano la mano di un gigante che lascia andare i bastoncini dello shangai e ‘congelano’ in una forma quell’istante prima che i bastoncini si dispongano sul tavolo. Il secondo prima che inizi il gioco.
L’appendiabiti, che si può richiudere, va incontro alla nuova tendenza dell’epoca, una casa flessibile con arredi facili da traslocare e ricollocare. Sciangai capita di incontrarlo non solo nelle case, ma in uffici, alberghi e musei.

Un oggetto apparentemente semplice ma che, guardato da vicino, svela dettagli inattesi: dalla sezione delle aste alla meccanica di funzionamento, con aggancio centrale. Ha poi un particolare, un piccolo vezzo, quello scavetto in testa, asimmetrico, utile per appendere borse, cappelli o altro. 

Prodotto da Zanotta esiste in faggio naturale, nero oppure tinto wengé, grigio, bianco, bordeaux e petrolio [€487+iva].

Testi

Giorgio Tartaro

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